Operazione aeroporti tra buoni propositi e reali intenzioni

di Franco Scrima*

Lunedì, 20 Marzo 2017 14:51 Pubblicato in Contributi

 

Sono in tanti a chiedersi come mai ogniqualvolta un uomo di governo, sia esso ministro o sottosegretario, ma anche un ex presidente che aspira al "soglio", giunge in Calabria per parlare ufficialmente di Patto per questa regione che prevede finanziamenti per cinque miliardi di Euro, prima di incontrare il presidente della Regione che fino a prova del contrario continua ad essere il rappresentante della Calabria, si reca in riva allo Stretto per intrattenersi a dialogo con il sindaco di quella città. La realtà di questi ultimi mesi indica nell'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi prima, e martedì della scorsa settimana, nel ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, i due ultimi personaggi osservanti del new fact which.
Renzi ha incontrato Falcomatà prima che si mostrassero alla cittadinanza in una lunga passeggiata al sole di Via Marina, in un colloquio a quattr'occhi durante il quale si sarebbe parlato anche di primarie e di cooptazione del primo cittadino nella stanza dei bottoni del Pd, ma anche dell'aeroporto "Tito Minniti" che, a torto o a ragione, è assurto a nuovo emblema di quel territorio tanto da indurre il sindaco ad "avvertire" che la mancanza di risposte rassicuranti circa il futuro della struttura, potrebbe mettere in crisi la stessa tenuta democratica in città. La sirena dell'allarme è scattata a seguito del timore «che Reggio – sono le parole del sindaco – possa essere di nuovo sconfitta se tagliata fuori dai collegamenti aerei perché, in tal caso, sarebbe condannata all'isolamento».
La causa del problema è tutta dentro il deficit che ha portato al fallimento della Sogas, la società di gestione del "Tito Minniti", ma anche nella necessità di far assorbire il personale Alitalia da una nuova società di handling stante l'opportunità di ridurre i costi all'ex compagnia di bandiera per circa due milioni di euro. E non è tutto. L'amministratore delegato di Alitalia, Cramer Ball sostiene anche che il lungo tempo trascorso ha fatto in modo da stagnare un debito vantato con la Regione Calabria pari a poco meno di due milioni di euro relativi ad attività di marketing scaduti ormai da due anni. E nonostante le assicurazioni ricevute per il pagamento della somma, Alitalia ha fatto sapere che comunque «si è lontani dal compensare le perdite della compagnia».
A dare manforte all'ottimismo è intervenuto il presidente di Sacal, la società che gestisce l'aeroporto di Lamezia Terme e che da pochi mesi si è aggiudicata la gestione di quello di Crotone (anche questo bisognevole di risorse economiche e di una gestione oculata) e di Reggio Calabria. Il presidente di Sacal si dice pronto a giocarsi la partita più difficile, cioè vincere la sfida dei mercati e trasformare gli scali aeroportuali di Reggio e Crotone in sistemi redditizi dal punto di vista economico. Sarà così? Lo vedremo. Per il momento si tratta di circostanze di là da venire e, comunque, da verificare. Quel che invece è certo è che non furono ascoltati i due partner privati di Sacal e cioè Banca Carime e Aeroporti di Roma che in Consiglio di amministrazione si erano battuti, fino al voto finale, contro l'acquisizione dei due nuovi scali. Così come sarebbe anche interessante conoscere chi ha redatto il master plan nel quale è stato puntualizzato che sarebbe stato abbondantemente economico acquisire le due società fallite senza un adeguato sostegno dei soci di Sacal circa l'assorbimento delle passività.
Propositi a parte, c'è da registrare che Sacal ha messo in vendita una parte dei suoi "gioielli di famiglia", la "Sacal Gh" cioè la società di handling costituita con un capitale di un milione di euro che si occupa dei servizi a terra ed ha alle dipendenze un centinaio di operai. La delibera del Consiglio di amministrazione di Sacal fa riferimento ad una vendita a trattativa privata della struttura di cui si intende cedere una quota pari al 40 per cento del capitale.
Il tentativo di racimolare denaro alleggerendo il patrimonio, ha determinato preoccupazioni tra il personale il quale mette le mani avanti e ricorda la clausola di salvaguardia contenuta nell'atto costitutivo che prevede l'impossibilità a licenziare fino al 2021.
Se questa è la realtà, la domanda è conseguenziale: può riuscire Sacal a tirare fuori delle sabbie mobili Reggio Calabria e Crotone facendo utili a Lamezia Terme? Certamente l'aeroporto catanzarese è in continua ascesa per come dimostrano i risultati raggiunti nel 2016: 2.500.000 passeggeri e un bilancio che, a quanto si dice, dovrebbe segnare un attivo di 100.000 euro. Rimane però la situazione della società di handling che potrebbe chiudere il 2016 con un passivo di circa 700.000 euro.
Senza voler evocare cattivi presagi, gli eventi futuri non sembrano proprio semplici. Si tratta di elementi che possono trasformare i buoni servitori in diabolici padroni.

*giornalista