Pietro Bellantoni

Pietro Bellantoni

CATANZARO «Ulteriore cedimento sulla nuova 106. Un record, si tratta del secondo solo negli ultimi 30 giorni». Lo sostiene in un comunicato il Codacons di Catanzaro. «Un incidente gravissimo – afferma Francesco Di Lieto – che segue di poche settimane un analogo cedimento verificatosi, lo scorso 26 maggio, e che ha comportato la chiusura al traffico della rampa dello svincolo di Germaneto. È inaccettabile che ponti e viadotti, tra l'altro nuovi di zecca, crollino con una frequenza tale da rappresentare un pericolo per l'incolumità degli utenti delle strade. La magistratura deve chiarire le responsabilità che ci sono dietro questi crolli, così frequenti da destare seri dubbi sulla qualità dell'opera. Per questo motivo il Codacons ha presentato un esposto-denuncia in cui chiede, espressamente, che la Procura di Catanzaro voglia procedere per attentato alla sicurezza dei trasporti».
«Già qualche tempo addietro – dice ancora Di Lieto – avevamo chiesto al ministero dei Trasporti di attivarsi per imporre controlli straordinari, finalizzati ad accertare la stabilità dei tratti sopraelevati e garantire la sicurezza delle strade. Purtroppo nessuno ci ha dato ascolto. Evidentemente si preferisce attendere i morti. Ma ciò che riteniamo inaccettabile è che il tratto soggetto a continui cedimenti sia stato inaugurato da pochissimo tempo. Anche per questa ragione abbiamo chiesto che la magistratura proceda all'immediato sequestro del tratto della Variante A della statale 106, al fine di accertare la corretta esecuzione dei lavori. Senza attendere nuovi crolli o, peggio, delle vittime. In fondo se il Colosseo è ancora in piedi dopo duemila anni, com'è possibile che la Variante A, dopo neppure quattro anni, sia un crollo continuo? Il sospetto che sia stato utilizzato del famigerato “cemento depotenziato” è forte».

MARSALA «Dedico allo Stato questo riconoscimento. Alla Repubblica italiana che ha bisogno di uomini leali e onesti. Uomini delle istituzioni, per i quali legalità e rispetto delle leggi sono paletti che affondano nella nostra Costituzione. L’Italia deve essere riconquistata in termini etici, con tutto quello che implica: privacy, tutela dei diritti, controlli, burocrazia... In tal senso, il lavoro svolto per l’Expo e Roma Capitale ha rappresentato tanto. Ci dice che dobbiamo cambiare passo, avere un approccio diverso sia a livello istituzionale che di comunità. In poche parole, siamo chiamati ad agire con più coraggio. Quello che ebbero i garibaldini che qui sbarcarono». È uno dei passaggi del significativo intervento del prefetto Francesco Paolo Tronca, subito dopo avere ricevuto la cittadinanza onoraria di Marsala dal sindaco Alberto Di Girolamo. Nella sala conferenze del Monumento ai Mille – inaugurato lo scorso anno – tante autorità civili, militari e politiche in rappresentanza di Regione, Provincia e Comune. A cominciare dal prefetto di Trapani, Giuseppe Priolo che, nel corso della cerimonia di conferimento della cittadinanza, ha avuto parole di elogio per l’iniziativa: «Una scelta che qualifica la città di Marsala di cui ora fa parte un servitore dello Stato, qual è il collega Tronca». Parole molte sentite, alla pari di quelle del sindaco Alberto Di Girolamo che ha scorso il prestigioso curriculum del prefetto Tronca, le cui origini sono siciliane (è nato a Palermo) e con nonno di Marsala. «Abbiamo l’onore di conferire la cittadinanza a una personalità di elevate qualità umane, professionali e culturali – ha affermato il sindaco Di Girolamo. Un uomo delle Istituzioni che ha sempre svolto brillantemente le sue funzioni e che ricopre attualmente incarichi di notevole responsabilità». La carriera del prefetto Tronca, in effetti, è costellata di impegnativi compiti istituzionali cui corrispondono altrettanti successi, con riconoscimenti che – tra gli altri – gli sono valsi l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana e della Legion d’Honneur della Repubblica Francese. Docente alle Università di Roma e Pisa, Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso Pubblico e della Difesa Civile presso il Ministero dell’Interno (ben 4 Medaglie d’Oro e due d’Argento in quel periodo al Corpo da lui diretto), Prefetto di Milano (nella qualità, ha gestito nel 2014 gli eventi legati al Semestre di Presidenza italiana Ue) e commissario straordinario per la gestione di Roma Capitale, Tronca attualmente dirige la “Struttura di missione” istituita dal ministero dell'Interno per la prevenzione e il contrasto delle infiltrazioni mafiose nei lavori di ricostruzione post-sisma. Presidente della Biblioteca Europea di informazione e cultura di Milano, lo scorso maggio ha altresì ricevuto all’Università di Catania il “Premio Legalità 2017”. La delicata e corposa attività istituzionale non hanno impedito al prefetto Francesco Paolo Tronca di coltivare la sua passione per la storia risorgimentale e di approfondire lo studio dell'epopea garibaldina (colleziona numerosi cimeli): sua la prolusione a Caprera per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Si comprende quindi il suo attaccamento a Marsala, città simbolo del Risorgimento italiano, da cui si avviò il processo di unificazione della nostra Penisola. La sua biografia e l’impegno istituzionale, la moralità e la cultura del dr. Tronca – pertanto – sono alla base della motivazione del conferimento della “Cittadinanza Onoraria” da parte del sindaco Alberto Di Girolamo. Al termine della cerimonia protocollare, seguita da uno scambio di doni, il neocittadino Tronca ha voluto deporre una rosa bianca sulla tolda del monumento che riporta i nomi dei 1.089 garibaldini che si unirono al generale.

COSENZA «Riguardo alle affermazioni comparse sugli organi di stampa da parte del consigliere regionale Carlo Guccione in merito al bilancio dell’Asp di Cosenza, bisogna subito considerare come le stesse siano quantomeno omissive». Lo afferma il direttore generale Raffaele Mauro. «Il consigliere Guccione, infatti, omette di evidenziare che il conto economico relativo all’anno 2016 avrebbe addirittura registrato una sensibile riduzione del deficit rispetto al 2015 se l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza non fosse stata caricata degli oneri milionari derivanti dalla transazione sulle tariffe espletata dall’ufficio del commissario e se non fosse stata costretta al pagamento dei decreti ingiuntivi esecutivi notificati per debiti contratti dalle precedenti gestioni e dai rimborsi in attuazione di sentenze definitive per danni da responsabilità professionali risalenti agli anni precedenti. Il consigliere Guccione, da tempo impegnato in inchieste di vario tipo sulla sanità calabrese, avrebbe fatto bene ad approfondire nei tempi dovuti tali procedimenti per prevenire gli effetti devastanti che pratiche del passato generano sui bilanci successivi. Lo stesso consigliere, inoltre, omette di precisare che nell’anno 2016 non si è potuto procedere alla detrazione delle somme relative agli obiettivi di Piano che nel 2015 sono state pari a circa 9 (nove) milioni di euro».
«Se il conto economico dell’anno 2016, dunque, venisse valutato al netto di tali incombenze, che nulla hanno a che vedere con decisioni o responsabilità dell’attuale gestione – continua Mauro –, registrerebbe un evidente saldo positivo rispetto all’anno precedente. Tutto ciò, oltretutto, nonostante l’attuale direzione aziendale non abbia affatto esercitato una gestione ragionieristica finalizzata a contenere il conto economico e a comprimere i servizi. Infatti, sostanzialmente, nel 2016 si registra una riduzione del deficit nonostante il sensibile aumento della spesa per il personale conseguente a nuove e molteplici assunzioni di medici, paramedici, infermieri e altre professionalità e l’incremento della spesa per farmaci oncologici e quelli indispensabili per la cura dell’epatite C».
«Ritengo tale precisazione doverosa, non tanto per giustificare o valorizzare l’operato dell’attuale management – conclude il dg dell’Asp –, ma per dare un contributo alla chiarezza necessaria per l’affermazione del principio della realtà e della responsabilità istituzionale ed evitare così che posizioni evidentemente pretestuose per fini politici di parte possano affermarsi a danno del bisogno della cura dei cittadini».

Sbarchi, 135 migranti a Roccella Jonica

Sabato, 24 Giugno 2017 19:42

ROCCELLA JONICA Sono 135 i migranti di varie nazionalità giunti oggi pomeriggio nel porto di Roccella Jonica. Si tratta di 61 uomini, 44 donne di cui due incinte e 30 bambini. Molti i nuclei familiari. I migranti, secondo le prime verifiche fatte dalle forze dell'ordine, sarebbero iracheni, siriani, eritrei e pachistani. Ammassati a bordo di un'imbarcazione di circa 15 metri battente bandiera turca, sono stati localizzati dai militari delle motovedette della Guardia costiera di Roccella Jonica a circa 30 miglia al largo della costa calabrese, all'altezza di Punta Stilo. I migranti sarebbero partiti 4 giorni fa dalla Libia. All'operazione di sbarco ha assistito il prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari. Al momento tutti i 135 migranti, su disposizione della Prefettura, sono stati ospitati in una struttura messa a disposizione dal Comune di Roccella Jonica e gestita dalla Protezione civile. 

CATANZARO «Misure straordinarie per affrontare la grave siccità che sta interessando il territorio della Regione Calabria, e in particolare il territorio della provincia di Cosenza». È l’informativa che la Sorical sta inviando a tutti sindaci della Calabria invitandoli a vigilare sulla corretta utilizzazione dell’acqua potabile. 
Nell’informativa è allegato uno studio sulla siccità dell’ingegnere dell’Unical Fabio Zimbo pubblicato sul sito www.meteoincalabria.it che evidenzia una condizione di «siccità severa e grave principalmente in provincia di Cosenza e che trova riscontro dalla portate delle sorgenti delle ultime settimane. È proprio la provincia di Cosenza a destare preoccupazione, «a differenza di quanto avviene per altre ampie aree del territorio calabrese, e in particolare per le città capoluogo che sono servite in prevalenza da grandi invasi di regolazione (Catanzaro: invaso del Passante - Crotone: invasi Arvo ed Ampollino - Vibo Valentia: invaso Alaco - Reggio Calabria: invaso Menta di prossima attivazione), la città di Cosenza e la massima parte del suo territorio provinciale – ricorda la Sorical – è servita da schemi acquedottistici a loro volta alimentati da scaturigini sorgentizie, solo in parte integrate da campi pozzi realizzati nelle aree costiere. Mancando quindi la capacità di accumulo e di regolazione tipicamente offerta dalle dighe e dai relativi grandi invasi, la severa condizione di siccità già in atto e che verosimilmente andrà ancora più ad acuirsi nei prossimi mesi estivi e autunnali, va a generare soprattutto e immediatamente una drastica diminuzione degli apporti sorgentizi cui si sommerà, anche entro breve, una rilevante diminuzione della producibilità delle falde entro cui emungono i tanti campi pozzi ad oggi operativi. Ci si attende una riduzione della produzione complessiva di oltre il 50% rispetto agli stessi periodi delle annate trascorse, idrologicamente molto più favorevoli». 
«La nostra società – ricorda la Sorical ai sindaci – affidataria della gestione del complesso dei grandi acquedotti regionali e responsabile della fornitura "all'ingrosso" presso i serbatoi dai quali hanno poi origine le reti di distribuzione comunali, metterà in campo – come sempre – tutta la sua struttura operativa per assicurare efficienza e continuità funzionale agli schemi idrici gestiti, essendo scontato che verranno attivati tutti gli impianti di emergenza di cui si dispone. Alcuni ingenti investimenti sono già stati attivati e le relative realizzazioni sono ancora in corso in queste settimane, proprio allo scopo di rimettere in esercizio alcuni vecchi impianti, già dismessi nei decenni trascorsi e che invece ora, nel severo scenario di crisi che si delinea, potrebbero offrire della produzione addizionale di grande utilità. Preso comunque atto che gli acquedotti regionali, anche nella condizione di criticità di cui si è detto, sono comunque, in quasi tutti i casi, sempre in grado di erogare una portata adeguata al soddisfacimento del fabbisogno della popolazione fissato dagli standard di settore ed in particolare dalla Delibera di giunta regionale nell'intervallo tra 260-320 litri/(abitante x giorno) in funzione della classe demografica del comune, è evidente che ogni costruttivo sforzo non potrà essere orientato al reperimento di risorse addizionali (peraltro relativamente impossibile) per mantenere la preesistente situazione di sovra-fornitura necessaria al mantenere un accettabile livello di servizio pur in presenza di elevatissimi livelli di perdite e prelievi abusivi per utilizzi impropri».
«Tutti i sindaci e le amministrazioni comunali – scrive la Sorical – dovranno rivolgere ogni sforzo finalizzato a una corretta conduzione della reti di distribuzione idrica interna, contrastando – anche con durezza – i prelievi e gli utilizzi impropri e riparando prontamente ogni perdita si dovesse riscontrare lungo le reti. Fermo quanto sopra, valido in via generale per tutto il territorio provinciale, in un approccio di equità e trasparenza, faremo seguito entro breve con delle nuove comunicazioni in cui, per ciascuno degli schemi acquedottistici per i quali si profilano i maggiori scenari di crisi, con l'auspicabile e sempre costruttivo contributo e patrocinio offertoci dalla Prefettura, esamineremo quantitativamente il quadro di deficit da fronteggiare e, valutata l'eventuale disponibilità di fonti idriche autonome di cui di ciascun comune dovesse disporre, andremo a proporre dei piani di riparto delle portate disponibili commisurati alla popolazione residente».

Ballottaggi al via, si vota in 4 Comuni

Sabato, 24 Giugno 2017 18:55

CATANZARO Sono quattro i comuni della Calabria che andranno al turno di ballottaggio domenica 25 giugno: Catanzaro, Paola, Palmi e Acri. A Catanzaro i cittadini saranno chiamati a scegliere tra Sergio Abramo, sindaco uscente e sostenuto da uno schieramento di centrodestra, e Enzo Ciconte, attuale consigliere regionale pd, candidato dal centrosinistra. Nonostante gli appelli dei rispettivi candidati, al secondo turno non si sono registrati apparentamenti con gli altri partiti e liste rimaste fuori dal ballottaggio. Il più corteggiato è stato Nicola Fiorita, docente universitario appoggiato da uno schieramento di forze civiche che hanno raggiunto al primo turno circa il 24%. Libertà di voto anche per i sostenitori del Movimento 5 stelle, fermo intorno al 5%. A Paola la sfida sarà tra il sindaco uscente Basilio Ferrari (centrodestra) e Roberto Perrotta (liste civiche) che al primo turno è risultato il più votato. A Palmi la contesa vedrà opposti due candidati sostenuti da liste civiche: il giovane avvocato Giuseppe Ranuccio e Francesco Trentinella, ripescato dopo un'accurata verifica dei voti in alcune sezioni che ha costretto anche a un cambio di tutti i presidenti di seggio per il ballottaggio. Ad Acri il ballottaggio sarà tra Pino Capalbo, candidato del centrosinistra e Anna Vigliaturo, area di centro.

Dighe, Oliverio avvia i sopralluoghi

Sabato, 24 Giugno 2017 18:46

CATANZARO «A seguito del sopralluogo sul Menta e quello dello scorso 10 giugno sulla diga del Metramo, il presidente della Regione, Mario Oliverio, ha annunciato che darà corso a una serie di incontri e sopralluoghi con i tecnici per verificare lo stato dell'arte di altri invasi calabresi come Esaro, Lordo e Melito». Lo riferisce un comunicato dell'ufficio stampa della giunta regionale.
«Questa nuova serie di iniziative, oltre a rappresentare il proseguimento del percorso per la definizione delle “Grandi opere incompiute” – si aggiunge nella nota – rientra nella più ampia strategia regionale per la difesa dai cambiamenti climatici, tema centrale del G7 di Bologna dello scorso 11 giugno e finalizzato, quindi, al contrasto agli effetti della siccità. In tale contesto, il completamento delle opere stesse e di quelle interconnesse agli invasi, rappresenta una linea strategica su cui puntare per la razionalizzazione della risorsa idrica a supporto del servizio idrico potabile e di quello irriguo per il mantenimento e lo sviluppo sostenibile del comparto agricolo regionale. Nei prossimi giorni il presidente Oliverio effettuerà altri sopralluoghi sugli invasi recandosi a Siderno Superiore sulla Diga del Lordo, svasata ormai da anni per disposizione del ministero delle Infrastrutture Direzione generale dighe – ex Servizio nazionale dighe – a seguito di una lesione sulla canna del pozzo di accesso alla camera delle paratoie. Il sopralluogo avrà lo scopo di effettuare una ricognizione generale dello stato in cui versa l'opera, oltre a quello di programmare le azioni da intraprendere per la definizione della problematica. Altrettanto sarà fatto per il Melito e per la diga sull'Esaro».
«Il fatto che per decenni queste importanti opere siano state lasciate incomplete e abbandonate – ha detto il presidente Oliverio – è una responsabilità grave, le cui conseguenze si pagano oggi e a lunga distanza. Tra i nostri obiettivi prioritari c'è quello di completare le grandi opere per una razionale utilizzazione dell'acqua. Una risorsa preziosa di cui la nostra regione è ricca».
«Il presidente della giunta regionale, infine – conclude il comunicato –, ha assunto l'iniziativa di promuovere incontri con le Prefetture e tutte le istituzioni e i soggetti competenti che hanno responsabilità nell'utilizzazione dell'acqua al fine di far fronte alla emergenza siccità anche nella nostra regione».

HORROR SHOW | Garantisco io

Sabato, 24 Giugno 2017 13:38

di Pietro Bellantoni

19 giugno
SEBI ROMEO
(Consigliere regionale)

«Leggo di una discussione nata su Facebook e proseguita su un blog che riporta la foto di un’autovettura parcheggiata su uno spazio destinato alle persone con bisogni speciali, a Monasterace. Il resoconto dei fatti risulta essere particolarmente ricco di inesattezze e non viene chiarito il nome del consigliere regionale alla guida dell’auto. Scusandomi per la grave leggerezza, chiarisco che alla guida dell’autovettura c’ero io». 

19 giugno
SERGIO ABRAMO
(Candidato sindaco di Catanzaro)

Il centrosinistra: «Il loro programma è un libro dei sogni. Hanno espresso tante belle intenzioni, ma non dicono dove troverebbero i fondi per fare quello che dicono di voler fare (…) le faide del centrosinistra ormai durano da diversi anni. Non solo Oliverio è completamente assente dalla gestione politica del suo partito, ma la Regione è proprio latitante su Catanzaro».

20 giugno 
VINCENZO CICONTE
(Candidato sindaco di Catanzaro)

«Sergio Abramo e i suoi alleati stanno perdendo il lume della ragione e - avendo terminato ogni argomento - ricorrono alla calunnia, alla delazione e alle polemiche di bassa fattura. Non scenderemo ai livelli in cui il sindaco uscente vorrebbe relegare ancora per cinque anni il capoluogo di regione, lui che è espressione conclamata della politica fine a se stessa lontana anni luce dal bene comune. Non capiamo la condizione di nervosismo e paura che gli esponenti del centrodestra esprimono nelle ultime ore ma noi non cederemo alla provocazione».

20 giugno
WANDA FERRO
(Consigliera regionale)

«Spero che il governatore Oliverio, totalmente sordo agli stimoli e alle proposte della minoranza sappia almeno fare tesoro delle sollecitazioni che arrivano dai corpi sociali della Calabria, uscendo dalla propria realtà parallela per calarsi nella situazione di grave difficoltà in cui vivono tanti calabresi che, con la manifestazione sindacale di oggi, lanciano l’ennesima richiesta di aiuto».

21 giugno
NICOLA GRATTERI
(Procuratore di Catanzaro)

In commissione Antimafia: «Per il futuro le posso dire che molte cose cambieranno, cambierà anche un po’ di mentalità in Calabria e soprattutto da parte degli uomini delle istituzioni. Cambieranno passo e approccio perché per certi versi, esagerando, possiamo dire che la ricreazione è finita».

21 giugno
CARLO TANSI
(Capo della Protezione civile calabrese)

Su Facebook: «Alcuni politici che qualche anno fa mi avevano chiesto l’amicizia su Fb ora me l’hanno tolta: forse non sono stato la loro marionetta».

21 giugno
ANTONINO DE MASI
(Imprenditore e testimone di giustizia)

«L’altro giorno mio padre, che ha 85 anni, mi ha detto che era andato a trovare in campagna suoi vecchi  conoscenti o vecchi clienti, chiedendo loro come mai non vengono più nel nostro negozio a comprare: la risposta è stata “cumpare Peppino (il nome di mio padre) da voi è pieno di sbirri e non si può più venire”». 

21 giugno
MARCELLO MANNA
(Sindaco di Rende)

«Tre anni fa sono stato eletto ed ero senza giunta. Dopo tre anni mi ritrovo ancora così ma la mia squadra sarà presentata nei prossimi giorni».

22 giugno
DOMENICO MICELI
(Consigliere comunale di Rende)

«È la fotografia impietosa di una classe politica che dovrebbe andare tutta a casa: trasformista, doppiogiochista, pronta a tendere una mano opportunista a un sindaco che, messo all'angolo dalle sue proprie mancanze, invoca, sconfitto, misericordia». 

22 giugno
FABIO SCIONTI
(Sindaco di Taurianova)

«Nonostante gli ostruzionismi e le prevenzioni di chi pensa che fare opposizione significhi solo demonizzare e distruggere il lavoro di chi amministra, continuiamo a spenderci sulla via di un cambiamento possibile. Ai nemici del cambiamento, da sempre profeti e artefici di sventure, lasciamo le solite chiacchiere». 

23 giugno
MIMMO TALLINI
(Consigliere regionale)

«La politica per fare carriera nella sanità, la sanità per fare carriera nella politica. Potrebbe essere così sintetizzata la parabola dell’on. Ciconte, candidato sindaco per conto dell’esercito della disperazione formato dai resti del Pd e dai transfughi del centrodestra».

23 giugno
ANTONIO MARZIALE
(Garante dell’infanzia Regione Calabria)

Durante la presentazione della relazione annuale: «Ringrazio il presidente Irto per avermi nominato Garante dell’infanzia. Finalmente il merito viene premiato. E, diciamocelo, il Garante non potevo che essere io». E così anche l'immodestia è garantita.

CATANZARO Il gip distrettuale di Catanzaro ha emesso ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 12 indagati dell’operazione antimafia “Jonny” che erano stati sottoposti a fermo nel corso dell’operazione del 15 maggio scorso. Ai 12 indagati l’ordinanza è stata notificata in carcere. Si tratta di Fabrizio Arena, Giuseppe Arena, Pasquale Arena, Fiore Gentile, Francesco Gentile, Nicola Lentini, Giuseppe Lequoque, Domenico Riillo, Salvatore Nicoscia, Armando Abbruzzese, Domenico Falcone, Antonio Giglio. Sono considerati elementi di spicco e intranei della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto che aveva esteso la sua ingerenza, stando alle risultanze dell’indagine condotta dalla Dda di Catanzaro, non solo sul centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto ma anche nel territorio catanzarese, grazie al sodalizio con clan del posto. La cosca controllava diversi affari. Oltre alle estorsioni e allo spaccio di sostanze stupefacenti, infatti, aveva interessi nel campo dei videogiochi in provincia di Crotone e nella parte ionica della provincia di Catanzaro. Si interessavano della vendita di reperti archeologici nel territorio tra Capo Colonna e Isola Capo Rizzuto. Controllavano i giochi d’azzardo on line attraverso una società avente sede a Malta.

Alessia Truzzolillo
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REGGIO CALABRIA «Oggi siamo nelle condizioni di confermare che la Sacal entrerà a prendere possesso dell'aeroporto dello Stretto dal 14 luglio». Lo ha dichiarato all'agenzia Dire il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà a margine del consiglio comunale aperto dedicato al presente e al futuro dello scalo aeroportuale, da mesi gestito da un curatore fallimentare. «Proseguono anche le interlocuzioni con Alitalia per il ripristino dei voli soppressi. Si tratta - ha aggiunto Falcomatà - di incontri informali e non ufficiali sui quali siamo al lavoro dal mese di marzo scorso. Non lasciamo trapelare nulla, anche se qualche notizia è stata già data, dalla Regione Piemonte, relativa al ripristino del volo Reggio-Torino tre volte la settimana. Anche noi lo sapevamo ma aspettavamo l'ufficialità da Alitalia. Siamo al lavoro anche per le tratte Roma e Milano, con l'obiettivo, sollecitato anche dai movimenti, associazioni e imprenditori, di ripristinare tutti i collegamenti già esistenti, per la stagione estiva che - ha sottolineato il sindaco - è appena iniziata». 
Nel corso dell'assemblea non sono mancati momenti di tensione nell'aula consiliare, per via della presenza anche dei dipendenti dell'ex società di gestione dello scalo reggino, in curatela fallimentare, e dei rappresentanti dei comitati pro-aeroporto, che hanno sollecitato una maggiore chiarezza da parte del governo nazionale e della Regione Calabria. I comitati hanno chiesto, inoltre, di conoscere il piano industriale di Sacal per l'aeroporto dello Stretto.

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