Pietro Bellantoni

Pietro Bellantoni

CATANZARO «Leggo con grande soddisfazione di continui e sostanziosi finanziamenti da parte della Regione Calabria nei confronti della Provincia di Catanzaro per la realizzazione di opere assolutamente meritorie. Comprendo ora molto bene il perché della dichiarazione di Enzo Bruno il 3 aprile scorso, alla vigilia della riuscitissima Convention da me organizzata per il giorno dopo. In quella dichiarazione il presidente Bruno elogiava l'operato di Mario Oliverio in tema di agricoltura e Consorzi di bonifica, addentrandosi poi in una sottile quanto inopportuna critica sulle Bonifiche calabresi. Salvo poi, nell'ultima parte della sua dichiarazione, sostenere la necessità di un rapporto concreto a partire proprio dal Consorzio da me presieduto». È quanto afferma in una nota il presidente del Consorzio di bonifica Ionio Catanzarese, Grazioso Manno.
«Ho evitato, per amor di patria, di rispondere subito a quella inopportuna e incomprensibile dichiarazione del presidente Bruno. Oggi la mia coscienza mi impone una precisazione a difesa del mondo consortile calabrese, di 36 operai che da due anni e mezzo non lavorano perché la Regione sostiene di non avere fondi per loro, a difesa di tutto ciò che stiamo facendo sul territorio con grandi sacrifici economici. Quando si tratta di altri enti (vedi Provincia) i finanziamenti vengono fuori come d'incanto - spiega Manno -. Quando si tratta di nostre legittime richieste, la Regione risponde: non ci sono soldi. È accaduto anche rispetto ai danni subiti sulla nostra condotta irrigua sul Simeri. Alla riunione da noi convocata era presente Carlo Tansi (sempre attento a tutte le problematiche, e per questo ed altro non finirò mai di ringraziarlo), l'Autorità di bacino ma erano assenti il dipartimento Agricoltura e il dipartimento Lavori pubblici. Per finire, devo purtroppo constatare con profonda amarezza che, in questa Regione, si fanno due pesi e due misure. Anzi: un peso e nessuna altra misura. Per la Provincia di tutto e di più (ed io ne sono felice). Se chiede il Consorzio, le porte sono chiuse».
«Lunedì 8 maggio, quando inizierò lo sciopero della fame, chiederò conto anche di queste cose. E non mi fermerò - conclude -, lo dico con forza e lo sottolineo, fino a quando non avrò risposte certe».

REGGIO CALABRIA «Ho chiesto all'Enit di fare un progetto specifico per Reggio Calabria. Se i Bronzi di Riace fossero in altro Paese, per esempio in Arizona, farebbe un milione di visitatori. Dire che Reggio è lontana da Roma per un cinese non significa nulla. Occorre valorizzarli». Lo ha detto il ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, in una diretta Facebook con Matteo Renzi sui temi della Cultura. «È giusta la promozione di Enit su Reggio Calabria» per la cultura, ma «se Alitalia chiude il collegamento con Reggio Calabria serve a poco», ha affermato l’ex premier durante il #MatteoRisponde.
Il riferimento dell'ex premier è alla campagna di promozione avviata in questi giorni dall'Agenzia nazionale del turismo (Enit) che sulla propria home page istituzionale e attraverso altri mezzi di comunicazione ha avviato una campagna di lancio dell'offerta turistica calabrese. Al primo posto tra le mete da visitare e tra le tante bellezze citate, ci sono i Bronzi di Riace con il Museo nazionale di Reggio Calabria. Da qui l'appello di Renzi a non chiudere i collegamenti gestiti da Alitalia da e con la città dello Stretto.

GIOIA TAURO Sarebbe responsabile di estorsione aggravata dalla metodologia mafiosa commessa ai danni di due imprenditori operanti nel settore edile. Con questa accusa che i carabinieri di Gioia Tauro hanno arrestato, nella giornata di ieri, Giuseppe Salvatore Lombardo, imprenditore reggino di 51 anni. Il provvedimento è scaturito da un'attività di indagine della stazione carabinieri di Gizzeria Lido, sotto il coordinamento della Procura di Lamezia e poi trasmessa per competenza territoriale alla Dda di Reggio Calabria, a seguito di una denuncia presentata nel marzo 2016 da una delle due vittime.
Le indagini hanno permesso di raccogliere numerosi e gravi indizi di colpevolezza a carico dell'arrestato. Nell'ambito dell'indagine è stato possibile acclarare come Lombardo, in qualità di titolare della ditta edile Bitumi & Calcestruzzi con sede operativa a Sant'Eufemia d'Aspromonte, mediante violenza e minaccia, avesse costretto per quasi due anni due imprenditori, operanti nel settore edile nei territori delle province di Catanzaro e Reggio Calabria: a scegliere la sua ditta come esclusivo fornitore di calcestruzzo; a concedergli in subappalto (non autorizzato) l'esclusiva sui lavori di bitumazione nei cantieri aperti in diverse province del territorio calabrese, ad acquistare il materiale da lavoro a prezzi evidentemente ben più esosi rispetto a quelli praticati sul mercato; a cedere alla sua ditta diversi mezzi d'opera per l'esecuzione dei lavori; a pagare, in surroga, il materiale da lui acquistato presso altre aziende. Il tutto al fine di procurarsi un ingiusto profitto ammontante di 615mila euro circa. L'arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato quindi associato presso la Casa circondariale di Palmi a disposizione dell'autorità giudiziaria. 

CATANZARO «Non è stata una sorpresa, purtroppo, il dato di Eurostat sulla disoccupazione giovanile in Calabria. Basta parlare con i lavoratori, le loro famiglie o andare ogni giorno sui pochi luoghi di lavoro, nei supermercati, per le strade, nelle fermate degli autobus, nelle stazioni ferroviarie della Calabria per capire quello che sta avvenendo nella nostre Regione». Lo sostengono, in una nota, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil della Calabria, Angelo Sposato, Paolo Tramonti e Santo Biondo. «Una ripresa di un'onda migratoria - aggiungono - dalla Calabria verso le regioni del nord Italia e nord Europee in cerca di lavoro e di futuro, una ripetizione in chiave moderna di quella migrazione da noi già vissuta nel 900. La cosa che fa più male, oggi, è quella di perdere le nostre risorse migliori, i nostri giovani, laureati e non. La cosa più grave è questa. Prima emigravano i padri per dare un futuro ai figli e alle loro famiglie; oggi se ne vanno i giovani, rassegnati e sfiduciati per mancanze di prospettiva, di visione, di futuro, di un lavoro che manca. Aver reso precario il lavoro in questi anni è stato letale per il Paese e per i giovani».
«Per queste ragioni - dicono ancora Sposato, Tramonti e Biondo - Cgil Cisl Uil della Calabria rivendicano un piano nazionale e regionale per lo sviluppo e il lavoro, richiamando alle responsabilità le istituzioni e la classe dirigente. Una classe dirigente che vive nelle stanze chiuse dei palazzi ovattati, che ha perso il racconto e la connessione con con la gente, che ha perso la prospettiva e una visione verso il Sud, verso la Calabria, che non ha un orizzonte. Una classe dirigente nazionale e regionale che non ha capito che rischia di perdere la sua battaglia contro l'antistato, che rischia di fare il regalo più grande alla 'ndrangheta che andrebbe combattuta partendo da un piano per lo sviluppo e per il lavoro. A questa rassegnazione Cgil Cisl Uil della Calabria non ci stanno e faranno di tutto nei prossimi mesi perché nella nostra Regione si possano alimentare i fermenti per una nuova stagione di lavoro e legalità. Per questo è arrivato il momento di avviare una mobilitazione unitaria con le forze sane della Calabria, le associazioni, le scuole, i giovani, per riportare al centro i temi del lavoro, dello sviluppo, della salute, del territorio. E proprio ai giovani calabresi vogliamo rivolgere un appello, quello più caro per questo Primo maggio. Non rassegnatevi all'idea che tutto è perduto nella nostra terra di Calabria, perché è ancora possibile cambiare. Abbiate fiducia in voi, nelle vostre capacità, e denunciate quando vedete e subite vessazioni ed ingiustizie e lottate contro ogni forma di illegalità, battetevi perché vi si riconosca il merito». «Il primo maggio è la festa dei lavoratori. Cgil Cisl Uil calabresi - dicono ancora Sposato, Tramonti e Biondo - saranno presenti alla manifestazione nazionale che si svolgerà a Portella della Ginestra dove 70 anni fa ci fu l'eccidio dei lavoratori che manifestavano per il pane e per il lavoro. Una festa tradizionalmente molto sentita in tutti i nostri territori nonostante le difficili condizioni di contesto caratterizzate dal dramma del lavoro che non c'è. Ma proprio per onorare e ricordare chi si è battuto per il pane e il lavoro abbiamo il dovere di manifestare affinché questa giornata, questo Primo Maggio, ridiventi un giorno di ricordo, di fiducia e di speranza, di futuro e ripartenza. Per queste ragioni, auguriamo a tutti le lavoratrici, ai lavoratori e alla Calabria un buon Primo Maggio».

Il Tg web

Sabato, 29 Aprile 2017 12:33

REGGIO CALABRIA «Spreco immane e lucida follia». Così il Capogruppo Cdl in consiglio regionale Francesco Cannizzaro definisce lo spreco di denaro pubblico (96mila euro l'anno) che, dalla fine del 2011 sino a poco tempo fa, la Regione Calabria ha sperperato per mantenere la sede di rappresentanza a Milano in via Broletto n. 16. Circa mezzo milione di euro tolti dalle tasche dei calabresi per una sede che non è stata valorizzata nemmeno nel 2015 quando ci fu l'Expo. «Ancora una volta – spiega Cannizzaro – assistiamo scarsa propensione a valorizzare sul territorio nazionale e internazionale il prodotto Calabria, sia turistico, artigianale, imprenditoriale e l'attuale chiusura della sede milanese conferma l'incapacità politica di indirizzare verso l'esterno le forze positive economiche della nostra Regione. Una chiusura obsoleta e rozza che di fatto impedisce la crescita della Calabria e non svolge quel ruolo catalizzatore di attrazione verso quei capitali indispensabili ad un cambio di passo economico dell'intero indotto regionale. Sicuramente, è stata una spesa consistente che se finalizzata per quanto previsto sarebbe risultata addirittura un investimento vantaggioso per la Calabria, offrendo un'importante vetrina espositiva nella capitale economica europea qual è Milano, lanciando un sicuro ponte economico verso le principali capitali europee. Purtroppo, per il tempo inutilizzata, è apparsa solo come uno spreco ulteriore di questa Giunta regionale che, oltremodo, disattende tutte le aspettative e, sicuramente, in queste rientrano anche quelle per fini sociali. Expo 2015, palcoscenico unico all'interno del panorama mondiale ed occasione straordinaria per valorizzare le risorse interne della Regione Calabria, ha evidenziato gli enormi limiti del management regionale amministrativo e politico mantenendo chiusa la sede di Milano. I calabresi registrano quindi, l'ennesimo fallimento condotto con lucida follia da amministratori incapaci che hanno di nuovo "portato a casa" uno spreco immane. Allo stato attuale, togliere l'insegna apparirebbe dignitoso, almeno per evitare gli impietosi giudizi di chi passa ed inevitabilmente giudica, peggio ancora chi non conosce proprio la Calabria: degradante. Saggio sarebbe stata una inversione di tendenza ed un utilizzo migliore per quelle che erano le proprie finalità. Ma la saggezza non governa la regione Calabria».

Il Centro protesi che non verrà

Sabato, 29 Aprile 2017 11:41

LAMEZIA TERME Doveva diventare il Centro protesi del Mezzogiorno, con la prospettiva di guardare all’intero bacino del Mediterraneo. A Lamezia Terme doveva sorgere il clone di Budrio, vicino Bologna: progettazione ed esecuzione meccanica di protesi e, in più, la riabilitazione. Un progetto faraonico nato dopo un’indagine di mercato che risale alla prima metà degli anni 90. Ma i calabresi e tutto il Meridione dovranno continuare a recarsi a Bologna per avere una protesi. La riabilitazione, al massimo, potrebbe toccare in sorte di doverla fare nell’area industriale di Lamezia Terme, a 19 chilometri dall’ospedale.
Perché il progetto faraonico costato all’incirca 10 milioni di euro diventerà, se tutto va bene, il Polo integrato Asp-Inail. È all’interno dell’agglomerato industriale lametino che quasi 20 anni fa l’Inail prese in "comodato d’uso modale" (cioè oneroso), per 99 anni, uno stabile della Regione. Qui, nel del perimetro della Fondazione Terina, circondato da capannoni industriali, aree incolte e abbandonate, e non distante dal depuratore consortile, sono destinati ad essere ospitati 40 posti letto dedicati alla riabilitazione intensiva. Eppure, proprio su questo mega progetto sgonfiato continua il rosario delle inaugurazioni, la gara a chi metterà la bandiera su un’apertura che si aspetta da 19 anni ma che potrebbe non avere i connotati sperati. Anzi, potrebbe svuotare ulteriormente l’ospedale di Lamezia Terme. L’allarme è stato lanciato dal comitato “Salviamo la Sanità del lametino”. «Ora circolano anche delle voci che da qui a poco sarebbe inaugurato per la centesima volta il cosiddetto Centro protesi Inail, ma con una bella sorpresa – scrivono Nicolino Panedigrano e Riccardi Viola –. L’Asp, diretta dal dottore Giuseppe Perri, trasferirebbe di peso il reparto di Riabilitazione del nostro Ospedale nella zona Industriale ex Sir e l’Inail ci collocherebbe solo qualche suo ufficio di formazione e addestramento del personale addetto alla riabilitazione, ma di Officina per la produzione, l’impianto e la riparazione delle protesi nemmeno l’ombra, ragion per cui possiamo ben parlare di cosiddetto Centro protesi». 
Quindi verrebbe trasferita la riabilitazione dall’ospedale “Giovanni Paolo II”, che non gode di posti letto ma ha a disposizione della vasche che non sono mai state utilizzate. A 19 chilometri di distanza, 40 posti letto lontani da qualsiasi servizio ospedaliero. 

LA RITIRATA DELL’INAIL Che l’Inali stesse per “mollare” il progetto nuova Budrio, era già chiaro tre anni fa da un’audizione del direttore generale Giuseppe Lucibello davanti alla Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale. Lucibello, mettendo le mani avanti, precisa come «si tratta di un’iniziativa avviata alla fine degli anni ’90, e di come le condizioni e le situazioni di mercato di oggi siano oggettivamente diverse. Riprodurre un’altra Vigorso di Budrio è impossibile – ha detto – non lo giustificano le analisi di mercato e il numero e i casi di infortunio sul lavoro, che sono, per fortuna, in netta contrazione. Attività correlate alla protesica e la prevista istituzione presso il centro protesi di una struttura di riabilitazione pubblica della Regione Calabria (l’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme) sono una base solida – ha sottolineato – e ciò consentirebbe di partire in un progetto sinergico socialmente significativo, creando le basi per sviluppi ulteriori». E mentre l’Inail si stagliava sempre più sullo sfondo dell’ennesima incompiuta calabrese, l’Asp si metteva in primo piano. Il 5 febbraio 2014 ­– era Scopelliti – l’Inail, il dipartimento Tutela della salute e l’Asp di Catanzaro hanno stipulato una prima convenzione attuativa nella quale si stabilisce che l’Asp allocherà 40 posti letto di riabilitazione intensiva «presso l’immobile di Lamezia Terme, del quale l’Inail ha la disponibilità per in comodato d’uso novantennale». Mentre l’Inail «erogherà prestazioni di assistenza protesica e di assistenza sanitaria riabilitativa non ospedaliera, anche in regime residenziale, con i correlati accertamenti diagnostici e prestazioni specialistiche, nonché prestazioni necessarie al recupero dell’integrità psicofisica ed al reinserimento socio lavorativo».  

GLI INTERROGATIVI «Tra un anno il Centro protesi sarà in funzione», affermava Mario Oliverio il 12 ottobre 2015. Quel giorno era stata messa la mano sul fuoco su un cronoprogramma che avrebbe portato all’inaugurazione definitiva. Quel giorno erano presenti i funzionari dell’Inail e componenti della Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, tra i quali il parlamentare lametino Giuseppe Galati. L’inaugurazione proclamata, a distanza di un anno e mezzo, non è ancora avvenuta. E quando, e se, avverrà? Qual è l’utilità pubblica di questo ibrido Asp-Inail? Come si giustificano 40 posti letto di riabilitazione, e i costi che questi comporteranno, con tutte le cliniche private convenzionate presenti sul territorio e con 20 posti letto a Soveria Mannelli? Chi gestisce e chi coordina il Polo? 
Di sigle, questa struttura che sorge in un vero e proprio deserto, ne ha cambiate tante. Ancora a gennaio 2014, l’ex dg dell’Asp di Catanzaro, Gerardo Mancuso parlava di “Centro di riabilitazione, protesica e ricerca”. «Abbiamo immaginato di allocare attività di ricerca innovativa per rendere il Centro visibile dalla comunità scientifica mondiali, col progetto della mano bionica», diceva Mancuso, espressione del proprio dominus politico, l’ex presidente del consiglio regionale Franco Talarico.
Negli ultimi 20 anni il centro protesi Inail è stato oggetto dell’attenzione e delle pseudo inaugurazioni di tutti i governi che si sono succeduti in Regione. Dal comitato Salviamo la sanità del lametino, messaggio diretto ai dirigenti della nostra regione e in primis al dg Giuseppe Perri  che «si opponga all’ennesima inaugurazione di un Centro Inail farlocco, senza officina Protesi e con il reparto di riabilitazione scippato all’ospedale».

Alessia Truzzolillo
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

REGGIO CALABRIA La provincia italiana con il minor numero di occupati? Secondo l'Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro è quella di Reggio Calabria, dove su 100 persone ne risultano impiegate solo 37,1. Bolzano, invece, la "regina" delle per numero di occupati: il tasso di persone al lavoro è, infatti, del 72,7%. I dati sono presenti nel dossier dell'Osservatorio, illustrato oggi a Napoli nella giornata conclusiva del IX congresso della categoria professionale. Roma risulta al 57/mo posto.
La percentuale più cospicua di "neet" (l'acronimo anglosassone che indica i giovani under 29 che non lavorano, né studiano) della Penisola nel 2015 si è registrata nella provincia sarda di Medio Campidano (46,2%). Assai positiva, invece, la situazione a Bolzano: il tasso di ragazzi che non sono impegnati in alcun percorso professionale, o formativo si è fermato al 9,5%, segnando una differenza di oltre 36 punti percentuali e facendo sì che la provincia del Nord dello Stivale si attesti come la più virtuosa per capacità d'inserimento nel mercato del lavoro delle nuove generazioni.
Un tasso di neet superiore al 40% si registra anche nelle province di Cosenza (41,5%), Palermo (41,3%) e Catania (40%), così come valori elevati di questo indicatore si osservano anche a "Napoli (37,6%) che occupa il 10 posto fra le province con la quota di ragazzi senza impiego più alto. Valori inferiori al 13% sono, poi, individuati nelle province di Bologna (11,7%), Treviso (11,9%), Vicenza (12%) e Biella (12,8%).

HORROR SHOW | Trombati al potere

Sabato, 29 Aprile 2017 11:19

di Pietro Bellantoni

22 aprile
MARIO OLIVERIO
(Governatore della Calabria) 

Rendiconto dei fondi europei non presentato? «Le affermazioni dell'eurodeputata Ferrara, che tira in ballo anche la Commissaria Cretu, non fanno il bene della nostra regione (...) Ma una cosa è la critica, basata su informazioni attendibili, un'altra è la propaganda fine a sé stessa che, nel rappresentare un territorio dove va sempre tutto male e dove la strada del cambiamento non è percorribile, contribuisce soltanto a rafforzare i privilegi di chi in questo sistema si trova in situazione di vantaggio e ad alimentare stereotipi negativi». 

23 aprile
LAURA FERRARA
(Eurodeputata) 

«Preferisco la verità alla propaganda e se il commissario europeo alle Politiche regionali Corina Cretu attesta che in Calabria siamo ancora all'anno zero, nonostante le promesse di Oliverio, bisogna dirlo ai calabresi. La mia è una dichiarazione basata sui fatti, su come non ci sia una informazione chiara e capillare da parte della Regione Calabria e, se c'è stata, come sostiene il presidente Oliverio, ha avuto davvero scarsa risonanza, soprattutto non se ne trova traccia».

23 aprile
FRANCESCO BEVILACQUA
(Ex senatore)

Su Fb: «Oliverio per la Calabria, come Renzi per l'Italia : una iattura. Renzi se ne è andato, Oliverio cosa aspetti?». 

23 aprile
LUIGI GUGLIELMELLI
(Segretario provinciale Pd Cosenza)

(Da Il Quotidiano del Sud) «Ho scelto Renzi perché vuole bene alla Calabria». Qualcuno faccia rinsavire quest'uomo

24 aprile
SERGIO TURSI PRATO
(Possibile candidato a sindaco di Rende) 

(Da La Provincia di Cosenza) Stoccata al sindaco Manna: «Essere portatori di poche decine di voti non equivale a essere portatori di idee, soprattutto quando si vincono le elezioni solo per demerito degli avversari e poi non si riesce a governare, per cui prima di aprire la bocca o scrivere azionate sempre il cervello». 

25 aprile
MIMMO TALARICO
(Ex consigliere regionale e assessore di Rende) 

«Nei giorni scorsi ho appreso, da un manifesto affisso dal cosiddetto laboratorio civico di Rende, che avrei procurato alla città 45 (quarantacinque) milioni di debiti. Un vero record, quasi quanto la pizza più lunga del mondo». 

26 aprile
GIOVANNI BILARDI
(Senatore)

«Vox populi, che non è necessariamente vox dei, dice che dopo le primarie di domenica prossima si presenterebbe nomina del presidente Oliverio a commissario della sanità e che, solo successivamente, si sbloccherebbero le assunzioni. Se così fosse, saremmo dinanzi a un fatto politico gravissimo, giacché le esigenze della sanità non possono essere sacrificate sull'altare di compromessi partitici».  

27 aprile
CARLO GUCCIONE/1
(Consigliere regionale)

(Da Il Quotidiano del Sud) «Oliverio ha usato due pesi e due misure, rese evidenti dal fatto che a tre giorni dalla presentazione delle liste ha avallato la mia candidatura su Cosenza. Oggi la stessa cosa è stata chiesta a Ciconte su Catanzaro. Quindi eravamo eticamente in difetto per far parte di una giunta regionale, ma come candidati a sindaco, in una partita impossibile per me e complicata per il collega, andiamo benissimo?».

27 aprile
CARLO TANSI
(Capo della Protezione civile calabrese)

(Da L'Avvenire) «Abbiamo pratiche di rimborso con cifre incredibili, anche 380mila euro, da un'unica associazione per assistenza a gare ciclistiche o viaggi tipo manager. O per fornitura di acqua con autobotti non in situazioni emergenziali ma per sagre paesane». 

27 aprile
GIUSEPPE FALCOMATÀ
(Sindaco di Reggio Calabria)

(Da La Gazzetta del Sud) «Siamo esattamente a metà mandato. Come direbbe Dante, nel mezzo del cammin di nostra vita, politica si intende. La buona notizia, per rimanere nella metafora dantesca, è che oggi la selva appare sempre meno oscura». 

27 aprile
CARLO GUCCIONE/2

I due Mario (Oliverio e Occhiuto) «per i loro caratteri, mettono a rischio l’opportunità di realizzare la prima grande opera della città unica, la metroleggera».

28 aprile
DOMENICO MARINO
(Docente di Economia politica Università Mediterranea)

«In Calabria si investono centinaia di milioni di euro, ma lo si fa male, polverizzando interventi senza avere un’ipotesi strategica. Manca una seria società di investimenti esteri, però fatta in maniera manageriale, non chiamando i quattro trombati alle elezioni politiche per fargli fare gli amministratori delegati».

BRUZZANO ZEFFIRIO I carabinieri del Gruppo di Locri, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno trovato sei chilogrammi di marijuana e una pistola con relativo munizionamento. La droga e l'arma erano contenuti in alcuni involucri occultati in più punti di un tratto di spiaggia a Bruzzano Zeffirio. L'operazione di controllo che ha portato al ritrovamento della droga e della pistola è stata condotta dai militari della Compagnia di Bianco, con la collaborazione dello Squadrone eliportato "Cacciatori Calabria".
I carabinieri hanno trovato anche un astuccio contenente alcuni grammi di cocaina. La pistola che è stata rinvenuta è una calibro 44. L'arma sarà sottoposta ad accertamenti balistici per verificare se di recente è stata utilizzata.

Pagina 1 di 535