Pietro Bellantoni

Pietro Bellantoni

COSENZA «L'occasione delle dichiarazioni programmatiche può rappresentare un momento di confronto in grado di aprire scenari virtuosi e nuove opportunità per la città. Ognuno ha il suo ruolo. E noi siamo un'opposizione che lavora per il bene comune e per conquistare il governo della città. Il punto di partenza di ogni ragionamento non può non essere quello che Cosenza ha perso centralità e funzioni. Siamo passati da 120mila abitanti del 1975 agli attuali 70mila. La città di Cosenza da molto tempo è diventata marginale e ha subito un forte ridimensionamento, non solo demografico, ma anche nel suo ruolo politico e amministrativo». È quanto ha sostenuto Carlo Guccione durante il consiglio comunale di oggi.
«La città unica Cosenza-Rende-Castrolibero, quella Grande Cosenza che abbiamo lanciato nelle ultime amministrative - ha spiegato Guccione -, può essere la risposta alla crisi di governance di questo territorio e il primo passo verso un Comune unico di oltre 150mila abitanti con una prestigiosa università. Nelle prossime settimane, insieme ai consiglieri regionali Franco Sergio e Orlandino Greco, presenteremo una proposta di legge regionale per un referendum consultivo sulla Città unica Cosenza-Rende-Castrolibero. È importante che i sindaci di Cosenza, Rende e Castrolibero abbiano manifestato, nel corso di un incontro pubblico, la volontà di creare il Comune unico e abbiano dato mandato ai rispettivi segretari comunali di verificare quali sono i passaggi amministrativi da attuare in funzione della città unica. Oggi è tempo di dare voce ai cittadini di Cosenza, Rende e Castrolibero attraverso il referendum consultivo».

Il potere (non) logora Enzo Bruno

Lunedì, 27 Marzo 2017 18:11

REGGIO CALABRIA Enzo Bruno porta con sé un mistero. Non si capisce come riesca a conciliare tutte le sue attività, come faccia a incastrare, giorno dopo giorno, i suoi onerosi impegni. Un presidente di Provincia ha incombenze di un certo peso, soprattutto se l'ente in questione è quello di Catanzaro, il capoluogo di regione. Ma Bruno ha anche un ruolo extraterritoriale: è, infatti, il presidente regionale dell'Upi, l'Unione delle Province d'Italia. Basterebbero questi due incarichi per rendersi conto della gravità del compito che grava sulle sue spalle. Soprattutto adesso, in un periodo in cui, dopo la vittoria del No al referendum, le Province restano in vita pur non avendo i fondi per garantire i servizi essenziali. Pochi giorni fa, infatti, Bruno ha fatto parte della delegazione romana che ha incontrato i rappresentanti del governo (i sottosegretari Maria Elena Boschi, Pier Paolo Baretta e Gian Claudio Bressa) per chiedere nuove misure a sostegno degli enti intermedi.
In realtà, il compito di Bruno è meno difficile rispetto a qualche mese fa, quando, oltre a tutti gli altri incarichi, era pure il segretario provinciale del Pd di Catanzaro (l'interim è ora passato al segretario regionale, Ernesto Magorno). Uno stakanovista, una persona sola per tre ruoli diversi, a cui se ne aggiunge un altro, il meno conosciuto: quello di segretario dello staff di Sebi Romeo, che del Pd è capogruppo in consiglio regionale. Eccolo, il mistero: come fa Bruno, che è anche un dipendente della Regione, a trovare il tempo per svolgere tutti questi incarichi? Evidentemente non è un problema rilevante, dal momento che, poche settimane fa, Romeo ha chiesto la proroga di 12 mesi del suo trasferimento a Reggio Calabria. Già, ci sarebbe anche una difficoltà logistica di non poco conto: Bruno è bi-presidente full time e segretario di un capogruppo in due città diverse e non perfettamente collegate tra loro. Per l'ex segretario dem, però, è tutto ok. Farà così parte dello staff di Romeo fino al 5 febbraio 2018, salvo ulteriori proroghe. L'incarico prevede, inoltre, un ritocchino allo stipendio da dipendente della Regione: circa 10mila euro in più. Serviranno di certo a sopportare meglio la fatica della politica moderna.

Pietro Bellantoni
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

REGGIO CALABRIA Migliaia di buoni pasto per i dipendenti del consiglio regionale. Centinaia di migliaia di euro a carico di Palazzo Campanella, cioè dei contribuenti. Il dirigente del settore Risorse umane, Maurizio Praticò, di recente ha approvato la liquidazione di una fattura dalla cifra ragguardevole: 144mila euro per un totale di 24mila buoni pasto, consegnati ai circa 350 dipendenti dell'Astronave. Si tratta, grossomodo, di 68 ticket a testa, dal valore nominale di 7 euro ciascuno. Per ogni lavoratore significa un risparmio sulle spese domestiche di circa 500 euro al mese.
È solo una piccola parte della spesa prevista. Nel giugno 2015 il Consiglio ha infatti autorizzato l'acquisto di 100mila tagliandi nel triennio 2015-2017, in virtù della convenzione "Buoni pasto 6", attiva con la Consip.
Il servizio provveditorato ha quindi emesso un ordine diretto di acquisto nei confronti della Day Ristoservice spa, per un totale di 24mila ticket, su cui è stato applicato uno sconto del 17,58%, per una somma complessiva di 138mila euro. All'importo è stato poi applicato il 4% di Iva, pari a 5.500 euro.

p. bel.

COSENZA Si è costituito oggi a Cosenza, in consiglio comunale, attraverso l'annuncio in aula del capogruppo Lino Di Nardo, il nuovo gruppo consiliare Cosenza Positiva - Fratelli d'Italia. Il gruppo dei tre consiglieri, oltre a Di Nardo, annovera i consiglieri Giuseppe D'Ippolito e Maria Teresa De Marco.
«È un ritorno convinto e sentito alla politica organizzata e attiva - ha affermato Lino Di Nardo - ed è soprattutto il sostegno alla leadership di Giorgia Meloni che sta aggregando (oltre) le vecchie categorie di Destra e di Sinistra intorno ad un progetto che riparte dai bisogni dei territori e prima di tutto degli italiani».
«Insieme al portavoce regionale Ernesto Rapani, al provinciale Luca Belmonte, al cittadino Sergio Strazzulli e tante storiche e nuove energie – ha sottolineato Fausto Orsomarso consigliere regionale di Fratelli d'Italia -, stiamo lavorando al rafforzamento di un partito e più in generale di un nuovo fronte alternativo in Calabria e in Italia al PD e ai 5 Stelle che sono in termini d'idee e programmi sbilanciati a sinistra».
«Giorgia Meloni – ha concluso Orsomarso - ha raggiunto in questi anni con grande impegno la piena maturità politica per distinguersi sui temi prima che sulle etichette e rappresenta, soprattutto per il Sud, l'unica prospettiva di una visione Nazionale ed Europea in cui il Sud abbia spazio nell'agenda politica oltre che nella sua rappresentanza. Dopo Corigliano insieme a Giovanni Dima e Fausto Orsomarso stiamo raccogliendo su tutto il territorio provinciale e regionale importanti adesioni e vogliamo continuare – ha ribadito Ernesto Rapani - costruendo un partito aperto e partecipato che sia il contenitore della nuova classe dirigente calabrese».
Auguri di buon lavoro, al nuovo gruppo consiliare sono arrivati anche da Luca Belmonte che ha guidato egregiamente in questi anni Fdi in provincia di Cosenza spendendosi anche alle scorse elezioni europee con una candidatura e un consenso dignitosi.

LAMEZIA TERME Via libera della Commissione europea a un regime di aiuti concessi dall'Italia - fino a un totale di 12 milioni di euro - per sviluppare nuovi collegamenti aerei in Calabria. Nell'annunciare la decisione a Bruxelles, l'esecutivo precisa «che gli aiuti di avviamento alle compagnie aeree e il lancio di nuove rotte per la regione della Calabria, è in linea con le norme Ue in materia di aiuti di Stato». La decisione è importante in quanto il programma permetterà al governo regionale calabrese di sovvenzionare fino alla metà dei diritti aeroportuali pagati dalle compagnie aeree per aprire nuove rotte da e verso gli aeroporti di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone per un periodo che può andare fino a tre anni. Sempre a condizione che si tratti realmente di nuove linee non attualmente connesse con la Calabria. L'aiuto sarà concesso dopo il lancio di un invito a presentare proposte. La Commissione europea è convinta che il progetto migliorerà i collegamenti con la regione Calabria, in linea con gli obiettivi dell'Unione europea, senza falsare la concorrenza nel mercato unico. La normativa europea infatti, prevede la possibilità di concedere alle compagnie aeree un aiuto di start-up in grado di dare loro l'incentivo necessario per creare nuove rotte dagli aeroporti regionali, aumentando la mobilità dei cittadini dell'Unione, stimolando lo sviluppo regionale.

DELRIO: «ENTRO FINE ANNO DIVERSE COMPAGNIE AL MINNITI» Intanto, sulla questione dell'aeroporto dello Stretto, è intervenuto anche il ministro dei Trasporti Graziano Delrio: «Ormai è un anno che lavoriamo per continuare a mantenere Alitalia nell'aeroporto dello Stretto, ma soprattutto dobbiamo avere l'ambizione di terminare alla svelta le procedure amministrative con la Regione Calabria e aiutarci assieme a trovare una prospettiva di sviluppo ulteriore». Delrio ha parlato a margine di un incontro in Prefettura a Messina sui trasporti nello Stretto. «Sono molto fiducioso - ha aggiunto - che entro la fine dell'anno avremo diverse compagnie che utilizzeranno l'aeroporto Tito Minniti».

CATANZARO Si è costituito a Catanzaro il comitato di Articolo 1 - Movimento democratico e progressista. L'obiettivo del nuovo movimento è quello di ricostruire a livello nazionale un centrosinistra aperto e plurale e proiettarsi con convinzione e consapevolezza a governare il Paese.
«Un soggetto politico – è scritto in una nota – mosso dai principi dell'uguaglianza e della giustizia sociale, animato dal valore della libertà concepita in tutta la sua pienezza e che pone la democrazia, il lavoro, e il patrimonio valoriale della Carta Costituzionale quali perni del proprio agire politico. Ripensare, con spirito inclusivo, una rinnovata aggregazione di matrice progressista che sappia pianificare e programmare il cambiamento attraverso proposte concrete mantenendo viva e intatta l'ambizione di governo.
Capace di proporsi quale alternativa all'esistente, a logiche fallimentari del passato, a finti nuovi modelli del presente; e che sappia affrontare i grandi temi dell'attualità politica e sociale così come le piccole grandi questioni delle diverse realtà territoriali».
«Il Comitato – prosegue la nota – nasce principalmente dalla volontà di essere parte attiva di questo percorso, con l'intento di dare, anche nella città di Catanzaro, un riferimento a quanti condividono principi e visione politica e a chi negli anni si è allontanato non trovando luoghi, interlocutori o proposte credibili, un coordinamento provvisorio che riconosce l'importanza dell'attivismo dal basso e che prevede forme aperte di partecipazione. Referente del comitato è Aldo Rosa, comitato che è attualmente composto da Annamaria Grazioso, Antonio Tarantino, Massimiliano Cassandra, Carlo Scalfaro, Piero Caprari, Eugenio Conforto, Giancarlo Augello, Salvatore Alessandro Sestito, Leo Maviglia.
Attività, iniziative e ulteriori spunti e riflessioni politiche animeranno l'incontro pubblico che terremo a breve in città, dopo aver partecipato all'Assemblea nazionale dei comitati locali che si svolgerà sabato 1 aprile a Napoli».

«Dal Mef inutile colpo di scena finale»

Venerdì, 24 Marzo 2017 13:04

Egregio direttore,
in relazione all'articolo pubblicato sul suo giornale nella giornata di ieri, 23 marzo, a firma di Pietro Bellantoni, dal titolo "Mef, irregolarità 'sanate' da una commissione irregolare", mi corre l'obbligo di precisare quanto segue:
1) La Commissione che ha redatto le c.d. controdeduzione è stata composta (DGR 440/2015) dai Segretari Generali del Consiglio e della Giunta, dai Dirigenti generali dei Dipartimenti Personale e Bilancio, dal Coordinatore dell'Avvocatura e dal Presidente del Collegio dei revisori dei conti; ai tre docenti esterni è stato chiesto di affiancare i predetti dirigenti interni nel loro lavoro, dal momento che le questioni rilevate dal Mef presentano il più delle volte profili interpretativi opinabili; pertanto,
nessun profilo di irregolarità inficia la composizione della commissione.
2) La citata Dgr 40/2015prevede un "compenso complessivo lordo dei consulenti" pari a 3.500 euro, comprensivo degli oneri gravanti su ciascun consulente, in ragione del diverso profilo fiscale posseduto. Di fronte alla chiara lettera della Dgr, appare veramente strana la diversa lettura che ne fanno gli estensori della nota del Mef: nella delibera regionale c'è scritto che il compenso di 3.500 è da dividere in tre, ma il Mef interpreta che lo stesso compenso è da moltiplicare per tre.
3) I contratti non sono pubblicati e non lo saranno perché non sono mai stati stipulati, dal momento che i docenti interessati hanno fin da subito preferito rinunciare al compenso previsto (alla fine, non più di 500 euro nette a testa) e lavorare gratis. Sarà strano, ma c'è ancora qualcuno disposto a lavorare gratis nell'interesse generale e della Regione Calabria in particolare. E non ci sono neppure rimborsi spese, dal momento che le modalità telematiche consentono di lavorare senza spostarsi dal proprio
posto di residenza.
Detto ciò, è difficile sottrarsi ad una duplice sensazione. La prima è che chi ha redatto la nota del Mef ha evidentemente ceduto alla tentazione del colpo di scena finale, inutile, esagerato e soprattutto sbagliato tecnicamente: sia perché non corrispondente al vero, sia perché formulato senza prima aver ascoltato in contraddittorio l'interessato. Ciò capita in genere quando ci si considera giudici di ultima istanza, ma il Mef non lo è, tant'è che nei tribunali italiani pendono diversi giudizi contro le sue relazioni ispettive. La seconda è che proprio questa circostanza conferma che i rilievi del Mef - che coprono un periodo che va dal 1997 al 2013 - non sempre sono fondati e vanno letti con attenzione: per quanto riguarda la Regione Calabria, alcuni sono già stati ritirati, per altri sono stati chiesti delle evidenze documentali, per altri ancora approfondimenti interpretativi che saranno dati nei tempi
previsti, ed altri sono stati invece confermati.
Ciò non toglie che negli ultimi diciotto mesi la giunta regionale ha messo in atto una serie di misure per riordinare le materie trattate dalla stessa relazione ispettiva: dalla riduzione della retribuzione per i dirigenti, alla pesatura delle fasce secondo quanto previsto dalle norme contrattuali e con un processo validato dall'Oiv (che il Mef disconosce solo perché le controdeduzioni sono state inviate prima la riorganizzazione fosse conclusa), alla stipulazione dei contratti decentrati solo a seguito del parere dei revisori, all'introduzione di criteri di selettività delle progressioni economiche, alla inderogabilità della preventiva definizione degli obiettivi e alla successiva verifica dei risultati per i compensi incentivanti, all'introduzione di un nuovo regolamento sulle alte professionalità che impone il possesso di titoli di studio per l'accesso, alla previsione di procedure selettive per l'attribuzione degli incarichi dirigenziali, alla previsione di una banca data online dei contratti flessibili e all'imposizione della certificazione della pesa per poterne stipulare uno, alla definizione completa e tempestiva del ciclo della performance per l'erogazione della retribuzione incentivante, alla
definizione dei fondi contrattuali in tempo utile per la contrattazione, al mantenimento di un piano di rientro quinquennale per il superamento dei limiti del fondo degli anni passati, all'adozione del regolamento per le propine degli avvocati e di quello connesso agli incentivi professionali, al controllo più attento delle risorse per lavoro straordinario, turnazione e reperibilità e altre cose ancora
che qui non si ha la possibilità di segnalare. Insomma, Direttore, è necessario imparare dagli errori del passato e correggere le storture esistenti. Quello che però veramente importa è che i cittadini abbiano la possibilità di comprendere che i tempi e le cose stanno cambiando e che il rispetto delle regole rappresenta la stella polare nella gestione delle spese per il personale.

*Direttore generale dipartimento Personale Regione Calabria

 

BOLZANO I carabinieri di Ortisei nel contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacenti. Nel corso di diversi controlli, effettuati anche presso strutture recettive ove i lavoratori erano ospitati, hanno portato complessivamente al sequestro di oltre 50 grammi di marijuana, quasi 70 di hashish e qualche dose di cocaina. Due lavoratori stagionali, trentenni entrambi originari della Calabria, sono stati denunciati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. All'interno dei loro domicili sono stati infatti rinvenuti, oltre al narcotico di varia tipologia, anche materiale per il confezionamento e bilancini di precisione. Altri tre lavoratori, invece, sono stati segnalati quali assuntori al commissariato del governo di Bolzano. 

HORROR SHOW | Il re delle pappemolli

Sabato, 25 Marzo 2017 10:00

di Pietro Bellantoni

Antonio-Gentile20 marzo
ANTONIO GENTILE
(Sottosegretario di Stato)

«Con Salvini non ci andremo mai. È un uomo che deve essere sottoposto a delle misure psicologiche molto dure. Per le cose che dice avrebbe bisogno di uno psichiatra, non è una persona normale».

callipo20 marzo
PIPPO CALLIPO
(Imprenditore ed ex candidato governatore)

«Noi calabresi siamo una pappa molla. Viviamo assistiti da un centinaio di ladroni e ignoranti quasi tutti associati alla 'ndrangheta. Li votiamo perché ci danno del tu, ci offrono il caffè e ci fanno sentire importanti e ci sbrigano la praticuccia all'Inps, all'Asl e al comune. Per il resto non valgono niente. Vedi i cambiamenti negli ultimi venti anni. E noi sempre fedeli nei secoli».

21 marzo
GIUSEPPE GIUDICEANDREA
(Consigliere regionale)

Su Fb: «Non si vive di solo referendum...».
FB IMG 1490352571010

trotta21 marzo
VINCENZO TROTTA
(Coordinatore provinciale di Fi Giovani Cosenza)

«Come riportato dal Corriere del Mezzogiorno (e ripreso da Corriere della Calabria), che chiede a sindacati, associazioni imprenditoriali, ordini professionali e consumatori di dare i voti ai governatori del Sud, le categorie bocciano sonoramente le politiche economiche del governatore Mario Oliverio e della sua squadra. "Peggio fa soltanto Crocetta, governatore siciliano anch'egli del Partito democratico, e non ci stupiremmo se Oliverio facesse passare ciò come una vittoria: "Stiamo affondando ma c'é un capitano che è riuscito a fare peggio. Siate orgogliosi di me"».

21 marzo
MARIO OLIVERIO
(Governatore della Calabria)

Vota il più simpatico.
oliv7renzi cuffie

covelli21 marzo
DAMIANO COVELLI
(Consigliere comunale Cosenza)

«È assai discutibile che di fronte a tante emergenze ambientali e sociali si trovino i soldi solo per le luminarie. Un vero schiaffo alla miseria! Abbiamo capito che le luci sono il pezzo forte di Occhiuto e così gli affidamenti diretti, per i quali non perde il vizio, ma ogni pazienza ha il suo limite. Segnaliamo alle autorità competenti la prosecuzione di questo malvezzo e non ci meraviglieremo certo se anche questa volta le luminarie diventeranno oggetto di attenzione da parte di inquirenti e media».

mario-occhiuto122 marzo
MARIO OCCHIUTO
(Sindaco di Cosenza)

«Oggi noi spendiamo molto meno che in passato quando le Amministrazioni del Pd pagavano 700mila euro solo per un concerto di Capodanno o per una rappresentazione teatrale. Proprio loro, spendevano anche sulle luminarie somme più alte delle nostre se si sommano tutte le feste religiose, e senza alcuna progettualità, ma nessuno se ne accorgeva». 

alitalia-aeroporto-reggio22 marzo
DIPENDENTI ALITALIA
(Lavoratori dell'aeroporto di Reggio Calabria)

«Con estrema pazienza e professionalità, visto che tra quattro giorni saranno tutti licenziati con l'accettazione silente di sindaco e governatore, i dipendenti Alitalia stanno continuando ad essere disponibili e "gentili" con i passeggeri. Riusciranno questi dipendenti a garantire il servizio fino al 26 marzo, quando l'ultimo volo Alitalia partirà dall'aeroporto? L'esasperazione e la tenuta dei nervi sono al limite, ne va anche della sicurezza». Terrorismo precarista.

giuseppe scopelliti22 marzo
GIUSEPPE SCOPELLITI
(Ex governatore e sindaco di Reggio)

«Oggi, così, restiamo tutti in attesa che qualcuno risolva i nostri problemi, ancora una volta da "colonizzati" costretti a subire e destinati a mendicare, mentre c'erano tutti i presupposti per trovare, da soli, la soluzione e subito dopo indicare alla cittadinanza chi aveva dimostrato, ancora una volta, poco rispetto verso la città di Reggio Calabria... e tu dormi, dormi mentre i miei sogni crollano... cantava Vasco». 

23 marzo
CEDIR
(Sede del Tribunale di Reggio)

cedir biona
(Credits: Filippo Diano)

stefano-bisi-ape1023 marzo

STEFANO BISI
(Gran maestro del Grande oriente d'Italia)

Replica a don Ciotti di Libera, che aveva accostato la massoneria alla 'ndrangheta: «Ha mai sentito qualcuno di noi attaccare la Chiesa di fronte ai numerosi e preoccupanti casi di pedofilia di tanti sacerdoti? Forse qualcuno ha chiesto le liste dei sacrestani calabresi di fronte all'indagine su un noto prelato coinvolto nelle inchieste di Reggio?». 

 

CATANZARO Discutere della grave condizione del settore socio-assistenziale e dare voce a tutte le persone e le realtà che in questo a momento soffrono gravi condizioni di disagio. È quanto chiedono le associazioni Uneba, Anaste, Aris, Confapi, Confcooperative, Legacoop sociali e Terzo settore in una lettera aperta al presidente della Regione, Mario Oliverio attraverso la quale chiedono una convocazione in tempi brevi.
«Nonostante le quotidiane affermazioni che sottolineano l'importanza di dare forza alle politiche sociali in Calabria per contrastare efficacemente il degrado, l'ultima in tal senso è del presidente della Repubblica Mattarella lo scorso 21 marzo a Locri - è detto nel testo della lettera - la Regione Calabria, ultima in Italia, registra il più basso tasso di investimento nelle politiche per i più deboli. Le questioni aperte sono diverse e rischiano di mettere in ginocchio il welfare calabrese, con conseguenze nefaste per i diritti delle fasce più deboli. Le nostre associazioni, come certamente sa, hanno contribuito attraverso mesi e mesi di costante lavoro, al varo dei regolamenti attuativi della legge 23 del 2003. Lo abbiamo fatto con senso di responsabilità e convinzione, ritenendo di fondamentale importanza il superamento del vergognoso ritardo accumulato dalla Regione nel campo delle Politiche Sociali: 16 anni rispetto alla legge nazionale di riferimento e di 13 anni da quella regionale, fino ad oggi inapplicata».
«Riteniamo che questa situazione - riporta ancora il testo - non possa più essere tollerata, anche perché si sta concretamente rischiando di dover restituire al mittente la dotazione finanziaria a copertura, fra l'altro, dei piani di Azione e coesione per minori e anziani. Ad oggi non abbiamo notizie circa i pagamenti delle spettanze ancora dovute alle strutture che erogano servizi sociali, in alcuni casi risalenti addirittura al 2014-2015. Le convenzioni sono scadute ormai da tempo e regna un regime di incertezza e precarietà che rende impossibile programmare qualsiasi futuro. Tutte problematiche rispetto le quali è necessaria una risposta chiara, e non meramente "politica" considerando che al momento la fase di stallo, acuita dalle frizioni non certo facilitanti cui assistiamo tra la parte politica e quella tecnica del dipartimento Politiche sociali, rischia di portare nel baratro l'intero sistema di welfare regionale. Desideriamo essere attori consapevoli e responsabili di un welfare che dia dignità ai cittadini calabresi, ma non vogliamo essere corresponsabili del definitivo fallimento del già fragile welfare calabrese. È per questo - sottolineano le associazioni - che attendiamo fiduciosi di essere convocati entro i prossimi 7 giorni. Viceversa l'unica alternativa sarà quella di dare voce, nei modi che riterremo opportuni, a tutte le persone e le realtà che in questo a momento soffrono gravi condizioni di disagio».

Pagina 1 di 519