Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 12 Ottobre 2014
Lunedì, 13 Ottobre 2014 00:01

PROVINCIALI | Cosenza svolta a destra

COSENZA Mario Occhiuto è il nuovo presidente della Provincia di Cosenza. Il sindaco forzista del capoluogo conquista la guida dell'ente intermedio prevalendo sul sindaco di Rende Marcello Manna – sostenuto soprattutto dal coordinatore regionale degli alfaniani Tonino Gentile – e sul primo cittadino di Cassano allo Ionio Gianni Papasso, esponente del Psi e candidato ufficiale del centrosinistra. La roccaforte rossa svolta a destra, insomma. La vittoria di Occhiuto è uno smacco soprattutto per Gentile, che negli ultimi giorni aveva alzato il livello dello scontro. «Vince Forza Italia», esulta il sindaco di Cosenza. «Abbiamo condotto – prosegue – una campagna elettorale con linearità chiedendo consensi su una proposta di contenuti. Il consenso diffuso, registrato in tutti i comuni della provincia, ci dice che il nostro messaggio è stato recepito». Il primo cittadino bruzio ha conquistato il 39,81 per cento dei voti, contro il 34,28 per cento del suo collega rendese Marcello Manna e il 25,91 per cento del sindaco di Cassano Gianni Papasso.
Le dimensioni della vittoria di Occhiuto - sostenuto pure dagli scopellitiani Fausto Orsomarso e Giovanni Dima - confermano che una parte degli amministratori locali del centrosinistra ha scelto di sostenerlo a svantaggio di Papasso. Che è arrivato addirittura dietro a Manna. Per il Pd e per gli altri partiti della coalizione ci sarà molto da riflettere. Il voto trasversale tanto temuto alla vigilia alla fine c'è stato. Il segretario provinciale del Pd Luigi Guglielmelli e quello regionale Ernesto Magorno avranno il non facile compito di ricucire il rapporto con l'ala socialista della coalizione, che esce ridimensionata da questo voto.
Quanto al Nuovo centrodestra, Gentile si mostra soddisfatto: «Arrivare a contendere fino all'ultimo voto la vittoria al sindaco di Cosenza, batterlo nell'area urbana, perdendo solo grazie a Corigliano e Rossano, conquistando una percentuale straordinaria da soli come partito e con una figura autorevole e brillante come quella del sindaco di Rende è un grande risultato. La conferma del nostro radicamento in provincia considerando che dall'altra parte c'era un candidato che disponeva del voto di quattro grandi comuni su sei e di cinque partiti.

Riteniamo che questo successo premi la figura di Manna e la serietà del nostro partito e di tanti amministratori che vogliono dare voce a Cosenza nella nuova regione»
Occhiuto, per il momento, mantiene un profilo basso ma non risparmia una frecciata a Gentile e agli altri dirigenti di primo piano di Ncd: «Tutte le operazioni contro, i patti trasversali, non pagano. È cambiato il modo di rapportarsi alla politica. Mi attaccano sulla situazione finanziaria del Comune di Cosenza? È una patata bollente che ho ereditato e comunque non mi pare che a Rende le cose vadano molto meglio...».
Il nuovo incarico istituzionale, comunque, impone prudenza e saggezza: «Parlerò con tutti, anche con Manna, anche con chi in queste settimane ha usato ogni mezzo per attaccarmi».
Il finale è dedicato ai dirigenti di Forza Italia, in primis Jole Santelli, Ennio Morrone, Giacomo Mancini e Giuseppe Caputo che «tanto hanno lavorato» per ottenere tale risultato. «Grazie anche al consigliere regionale Gianluca Gallo», si affretta ad aggiungere Occhiuto. E pensare che proprio ieri l'esponente dell'Udc aveva espresso il suo gradimento per Papasso.

an. ri.

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Enzo Bruno, candidato Di "Aggregazione democratica" (centrosinistra), è il nuovo presidente della Provincia di Catanzaro. Bruno, ex capogruppo del Pd in consiglio provinciale e attuale segretario provinciale democrat, ha avuto la meglio su Tommaso Brutto, del centrodestra, e Pantaleone Procopio, che guidava una lista di sindaci. Il neo presidente della Provincia era già in vantaggio nel corso dello scrutinio delle schede relative ai piccoli Comuni. Il vantaggio rispetto ai concorrenti si è poi assottigliato, ma alla fine Bruno è risultato comunque vincitore. Com'è noto, nelle elezioni di secondo livello, a esprimere la preferenza sono sindaci e consiglieri comunali della provincia, e il risultato viene calcolato con il metodo del voto ponderato, il cui valore è cioè proporzionato alla popolazione del Comune di residenza dei votanti, che in questo caso sono stati 795 sugli 851 aventi diritto.

Bruno, al pari di Brutto, è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Catanzaro per il reato di truffa aggravata a danno di enti pubblici nell'ambito dell'inchiesta sui presunti rimborsi gonfiati a Palazzo di Vetro.

Nel frattempo però nel centrodestra saltavano i nervi. Il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo e l'ex assessore Massimo Lomonaco, protagonista dell'inchiesta che ha travolto la precedente giunta, litigano fino ad arrivare allo scontro fisico. Entrambi fanno ricorso alle cure dei sanitari, chiamando in causa la polizia con l'accusa reciproca di aver iniziato la rissa. Ed entrambi sono poi finiti in ospedale. 

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    A Catanzaro vince il candidato di "Aggregazione democratica", già capogruppo del Pd in consiglio provinciale. Rissa tra il sindaco Abramo e l'ex assessore Lomonaco: entrambi finiscono in ospedale

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    - Provinciali Catanzaro, i consiglieri eletti

Domenica, 12 Ottobre 2014 23:12

La domenica ad Arcore di Jole e Wanda

di Antonio Ricchio

 

Ad Arcore Wanda Ferro non c’era mai stata. Silvio Berlusconi ne aveva parlato nei giorni scorsi con Santelli: «Senti Jole, perché non venite a casa da me così avrò la possibilità di conoscere la nostra candidata alla presidenza della Regione Calabria?». Detto, fatto. Le due si sono presentate a casa Berlusconi all’ora di pranzo. Ad accoglierle, oltre all’ex Cavaliere, c’erano Francesca Pascale, Maria Rosaria Rossi e Giovanni Toti. A loro si è unito Luigi Berlusconi, il figlio maschio minore, che ha intrattenuto i commensali con una serie di riflessioni sul quadro economico internazionale. La colazione a base di insalate miste, tonno e roastbeef all’inglese, definita da Santelli e Ferro «sobria e dietetica», è servita per rompere il ghiaccio e affidare ufficialmente all’ex commissario della Provincia di Catanzaro il compito di guidare il centrodestra in Calabria. Berlusconi ha ascoltato con attenzione Wanda Ferro, si è detto «affascinato» dalla storia di militanza politica dell’ex aennina, e ha incalzato l’aspirante governatrice (alla quale, prima di andare via, ha regalato un braccialetto tricolore, un libro sulla storia del partito azzurro e un foulard) con una serie di domande su come intende impostare la campagna elettorale.
Il leader di Forza Italia non scenderà in Calabria: la condanna che sta scontando gli impedisce di spostarsi oltre a Roma ma non farà mancare la sua voce nella campagna in vista del voto del 23 novembre. Berlusconi ha in mente di affidare a una serie di interviste e di messaggi televisivi il suo endorsement per la candidata tanto gradita a Santelli.
I toni durante il pranzo sono quasi da campagna elettorale, con tanto di accusa di brogli elettorali, e parole di fuoco rivolte ai “cugini” di Ncd, che il Cavaliere torna a chiamare «traditori», riaccendendo lo scontro con Angelino Alfano e allontanando la prospettiva di una “reunion” per le regionali, proprio a partire dalla Calabria. «Dobbiamo superare la scissione dei nostri parlamentari», è l'esortazione lanciata, per la ricostruzione del centrodestra, dall'ex premier, che non fa alcun riferimento a un ricongiungimento con Ncd ma, anzi, attacca: «Il governo è tenuto in piedi da 32 senatori che erano stati eletti dai nostri elettori». Parole che incendiano Ncd, riunita nella prima festa nazionale dalla sua nascita, in Puglia. Se davamo retta «a chi voleva affondare il governo oggi l'Italia sarebbe nelle mani di Grillo», replica Alfano da Ceglie Massapica.
L'ipotesi di un’alleanza oggi appare infatti remotissima, come conferma uno dei “big” azzurri più vicini al Cavaliere, Maria Rosaria Rossi. «Credo che non ci potranno essere accordi espliciti con chi ha tradito il proprio padre politico», spiega.
Tra oggi e domani a Roma è in programma l’incontro tra Verdini, Matteoli, Quagliariello e Gentile. I rappresentanti del Nuovo centrodestra ribadiranno che l’accordo si può fare, ma solo base nazionale. Ma è difficile che Forza Italia rinunci al sostegno della Lega Nord (che pone il veto su Ncd) in Emilia Romagna per far contenti gli alfaniani.
Se rottura sarà, Ncd avrà davanti due strade: tentare di trovare a Roma un accordo con il Pd e imporre e Mario Oliverio di trovare uno spazio nella coalizione che lo sostiene ovvero provare a costruire un cartello centrista assieme all’Udc. A proposito, oggi è in programma la riunione del comitato regionale dei centristi. Le voci si rincorrono. Alcuni consiglieri regionali dello Scudocrociato – su tutti Gianluca Gallo e Ottavio Bruni – la loro scelta l’hanno già fatta: correranno con il centrosinistra.

Twitter: @AntonioRicchio

Domenica, 12 Ottobre 2014 23:00

«Ci prenderemo l'Emilia e la Calabria»

ROMA «Ci dobbiamo prendere due regioni, Calabria ed Emilia Romagna. E sarà un grande successo, io non sono mai stato così sicuro». Così Beppe Grillo dal palco del Circo Massimo, dove sta terminando la kermesse dei Cinquestelle. Grillo ringraziando tutti ha concluso: «L'applauso vero lo facciamo noi a voi».

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    Beppe Grillo dal palco del Circo Massimo: «Sarà un grande successo, io non sono mai stato così sicuro»

CROTONE È Peppino Vallone, sindaco di Crotone, il nuovo presidente della Provincia, che ha battuto di un soffio il suo concorrente Roberto Siciliani, primo cittadino di Cirò Marina. Una vittoria però amara per il primo cittadino pitagorico presidente del Pd regionale. Infatti la differenza con Siciliani (con due schede contestate) è minima, frutto anche del mancato voto di almeno sei consiglieri comunali di maggioranza di Crotone: infatti i voti della fascia E, quelli praticamente dei consiglieri comunali crotonesi, sono stati 17 a favore di Vallone e 15 a favore di Siciliani. Almeno quattro dei consiglieri di maggioranza del Pd hanno votato l'avversario del loro sindaco.
Alla chiusura del seggio hanno votato 317 elettori su 327 aventi diritto con una percentuale del 96,9%. Dopo un'ora e mezzo il presidente del seggio ha completato lo scrutinio che ha visto vincere Siciliani con un coefficiente di 48.8 contro il 46.6 di Siciliani. Allo scrutinio mancano due schede, che erano state inserite per errori nell'urna per le elezioni dei consiglieri tra le quali una della fascia E. Il risultato, comunque, non sarebbe cambiato: assegnando entrambe le schede a Siciliani, Vallone avrebbe vinto di un solo punto commentato da un gesto di esultanza del segretario del Pd, Arturo Crugliano Pantisano che ha sbottato: «I traditori non ce l'hanno fatta. Anche senza di loro vinciamo».
Una vittoria di Pirro per il Pd. Lo stesso Vallone ha commentato: «Serve un confronto anche violento in maggioranza per quello che è accaduto».

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    La differenza con Siciliani (con due schede contestate) è minima, frutto anche del mancato voto di almeno sei consiglieri comunali della maggioranza comunale del capoluogo

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    - Provinciali Crotone, i consiglieri eletti

Seggi chiusi a Cosenza, Crotone e Catanzaro, i tre capoluoghi calabresi in cui oggi si è votato per il rinnovo delle amministrazioni provinciali. Dalle 8 alle 20 sindaci e consiglieri comunali dei rispettivi territori si sono recati alle urne per eleggere il consiglio provinciale e il presidente degli enti intermedi. Si tratta, per effetto della riforma Delrio, di elezioni di secondo livello, che già hanno provocato polemiche per la tendenza degli amministratori locali a ricercare accordi trasversali tra forze politiche in alcuni casi opposte, com'è successo di recente a Vibo.
A Cosenza, nella realtà territoriale più popolosa della regione, pare che le provinciali siano già un caso: il presidente di un seggio ha infatti richiesto, per motivi di salute, che lo spoglio delle schede fosse rinviato a domani mattina, con conseguente strascico di malumori e polemiche da parte di diversi candidati. Lo scrutinio, anche se in ritardo, poi è iniziato regolarmente. Spoglio avviato anche a Catanzaro e Crotone. A Cosenza l'affluenza alle urne registrata alle 20 è stata dell'88,32% per un totale di 1557 votanti. A Catanzaro hanno votato in 795 su 851 aventi diritto. A Crotone, infine, 317 su 327.  
A contendersi la guida dell'amministrazione provinciale cosentina, finora appannaggio del centrosinistra, saranno il sindaco del capoluogo Mario Occhiuto, di Forza Italia; Marcello Manna, di Ncd, primo cittadino di Rende; Gianni Papasso, sindaco di Cassano allo Jonio, per il centrosinistra. Tre i contendenti anche a Catanzaro, dove l'ente è da circa 15 anni in mano al centrodestra: si tratta di Enzo Bruno, segretario provinciale del Pd, per il centrosinistra; del consigliere comunale del capoluogo Tommaso Brutto (centrodestra) e di Leonardo Procopio, sindaco di Montauro, alla testa di una lista di amministratori indipendenti.
Sfida a due a Crotone dove concorrono per la presidenza il sindaco di Crotone e presidente regionale dell'Anci, Peppino Vallone (centrosinistra) e Roberto Siciliani, primo cittadino di Cirò Marina, sostenuto da liste di ispirazione di centrodestra.

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    Nella città dei Bruzi ritardi per il paventato slittamento dello scrutinio, poi iniziato regolarmente. Alta l'affluenza in tutti e tre i centri calabresi

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    - Le Provinciali del trasversalismo

Domenica, 12 Ottobre 2014 18:01

La replica: «Stupidaggini»

«Istintivamente mi verrebbe da articolare una risposta complessiva e strutturata ma, considerando la statura del protagonista, bastano poche, semplici e soprattutto elementari considerazioni. Tornato finalmente in provincia di Vibo Valentia dopo aver girato il mondo a spese dei contribuenti il consigliere Grillo non perde occasione per dar fiato alla bocca e dire stupidaggini condite da espressioni di inqualificabile rozzezza. Abituato com'è a fare il cameriere, vestito di tutto punto, è facile che veda padroni ovunque; insomma confonde se stesso e le sue abitudini con gli altri e così facendo taccia semplici militanti per servi». È la replica dell'assessore Nazzareno Salerno al consigliere regionale Alfonso Grillo. Tra i due, compagni di partito fino a poco tempo fa, stanno volando stracci e velenose accuse reciproche dopo che diversi circoli vibonesi si sono sospesi dal Ncd.
«Lui, la cui personale segreteria – prosegue Salerno – è ospitata da quattro anni in uffici regionali (e dunque a spese dei contribuenti, è un vizio) sragiona di numeri e di circoli solo con il chiaro intento di accreditarsi nei confronti del sovrano che si è scelto. Insomma attacca e sproloquia per farsi il bello, per dire verso Nord: avete visto come sono bravo. Insomma qualcosa da compatire se non fosse per le offese con cui condisce i suoi sproloqui».
«Mister tremila voti, miracolato sulla via di Scopelliti – aggiunge Salerno – ora cerca nuove sponde e lo fa in modo poco "gentile"; passerà alla storia vibonese come il "fashion consigliere", giramondo e disattento al punto di occuparsi realmente di una sola cosa: il progetto Natività e tutti sappiamo come. Altri 200mila euro in fumo e strascichi di denunce a volontà. Infine le considerazioni sul credito sociale, qui il "fashion consigliere giramondo" si supera in un crescendo di stupidaggini, rosica da morire per la sua inconsistente avventura politica e cerca con mezzucci di arrabbattare qualche preferenza. Il credito sociale – conclude l'assessore – è una risposta seria con un procedimento complesso e dunque, inevitabilmente, non capito dal nostro statista vibonese. Che dire...sarà per il cognome ma almeno l'altro Grillo fa ridere. Di fronte al nostro invece non ci resta che pregare e augurarci che tra qualche settimana la sua delusione non sia troppo cocente».

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    Salerno: «Tornato finalmente in provincia di Vibo Valentia dopo aver girato il mondo a spese dei contribuenti il consigliere Grillo non perde occasione per dar fiato alla bocca»

Domenica, 12 Ottobre 2014 17:49

Lo sdegno di Oliverio e Censore

«Esprimo preoccupazione e sdegno per l'ennesimo atto inconsulto e forte indignazione per una strategia della tensione messa in atto dalle forze occulte e criminali che asfissiano e vessano questa nostra martoriata terra». È quanto afferma il deputato del Pd Bruno Censore in relazione all'incendio doloso di mezzi edili in un cantiere della Trasversale delle Serre, nel tratto compreso tra Simbario e Vallelonga, nel Vibonese. «Quanto avvenuto la scorsa notte in località Monte Cucco – sostiene Censore – rappresenta la prova, l'amara conferma che in un territorio difficile e marginalizzato, qual è quello Vibonese, lo Stato deve immediatamente alzare l'attenzione per isolare le dinamiche delle intimidazioni e per dar manforte tutte quelle persone oneste, siano esse imprenditori, amministratori e semplici cittadini, che, con una allarmante puntualità, continuano ad essere bersaglio di una criminalità che va osteggiata con forza e determinazione».
«Domani – conclude Censore – approfondirò l'accaduto con il Prefetto e con il Questore di Vibo Valentia, nella consapevolezza che dopo questo ennesimo atto inconsulto occorra spostare l'attenzione sulla sicurezza dei cantieri per il completamento della Trasversale delle Serre, una priorità per scongiurare che il sogno di modernizzazione infrastrutturale si possa trasformare in un miraggio per un terra spesso dimenticata e abbandonata a se stessa»

 

OLIVERIO: LA SICUREZZA NEI CANTIERI PRIORITA' ASSOLUTA

«Suscita allarme, sdegno e preoccupazione l'ennesimo atto intimidatorio verificatosi la scorsa notte in un cantiere della Trasversale delle Serre, nel tratto compreso tra Simbario e Vallelonga». È quanto afferma, in una nota, il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, Mario Oliverio.
«L'incendio doloso a scopo intimidatorio appiccato da ignoti nei confronti di cinque mezzi edili (un escavatore, una trivellatrice e tre ruspe) di proprietà di un'impresa bergamasca impegnata nei lavori di realizzazione della strada statale 182, parcheggiati in un cantiere allestito in località Monte Cucco – prosegue la nota – rappresenta l'ennesima conferma della pervicace volontà della criminalità organizzata di impedire l'ammodernamento e la crescita di un territorio, quello vibonese che, per troppo tempo, è stato dimenticato e marginalizzato. Di fronte alla gravità di episodi come questi, lo Stato deve far sentire maggiormente la propria presenza, alzando la guardia e assicurando un'attenzione vigile e costante, per dare fiducia e forza a quanti, imprenditori, amministratori e semplici cittadini, intendono continuare a vivere e al lavorare con onestà e serenità su un territorio in cui la presenza criminale, soprattutto negli ultimi tempi, si è fatta sempre più asfissiante ed invadente. In questo contesto – conclude Mario Oliverio – la salvaguardia delle imprese e la sicurezza dei cantieri della Trasversale delle Serre rappresentano una priorità assoluta, poiché attraverso questa importante infrastruttura passa e si realizza il sogno di modernizzazione infrastrutturale di una terra che, per troppo tempo, è stata dimenticata e abbandonata a se stessa».

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    «La salvaguardia delle imprese e la sicurezza dei cantieri della Trasversale delle Serre rappresentano una priorità assoluta»

CROTONE Finisce 1-4 la gara tra Crotone e Pescara valida per l'ottava giornata del campionato di serie B. Doppio vantaggio degli ospiti al 36' del primo tempo con Lazzari e al 42' con Pasquato. La partita è stata sospesa per 7 minuti per consentire di soccorrere il portiere crotonese Caio Secco che, intorno al quarto d'ora, ha avuto un violento scontro di gioco con il compagno Ferrari.
Nella ripresa al 7' il portiere del Crotone Bajza, entrato in precedenza al posto dell'infortunato Secco (trasportato in ospedale), para un rigore a Pasquato, poi al 27' i padroni di casa vanno a segno con Torregrossa. Ma al 30' e 35' c'e' la doppietta del pescarese Melchiorri, che fissa il risultato sull'1-4. In classifica il Crotone è penultimo, a pari punti (6) con il Catania.

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AMENDOLARA Circa 120 chilogrammi di marijuana sono stati trovati e sequestrati dalla Polizia ad Amendolara, in provincia di Cosenza. La droga, che galleggiava all'interno di alcuni involucri a 10 miglia dalla costa di Amendolara, è stata scoperta da due poliziotti liberi dal servizio e usciti in mare a bordo di un'imbarcazione. Notati gli strani involucri gli agenti hanno dato l'allarme e i contenitori sono stati recuperati da Polstrada, Squadra mobile e Guardia di Finanza

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    Lo stupefacente era in alcuni involucri che galleggiavano a 10 miglia dalla costa. A notarli due poliziotti fuori servizio a bordo di un'imbarcazione

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