Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 13 Ottobre 2014

CATANZARO Si è costituito Domenico Mezzatesta, il vigile urbano responsabile del duplice omicidio di Giovanni Vescio e Francesco Iannazzo e per questo già condannato all'ergastolo, insieme al figlio Giovanni. Accompagnato dal suo legale di fiducia, l'avvocato Francesco Pagliuso del foro di Lamezia, l'uomo si è spontaneamente ai Carabinieri di Catanzaro, per poi essere trasferito nel carcere di Siano, a Catanzaro.
Nei prossimi mesi, Mezzatesta dovrà comparire davanti ai giudici della Corte d'Appello di Catanzaro, davanti ai quali si celebrerà il processo di secondo grado per il duplice omicidio dei due giovani freddati il 19 gennaio dello scorso anno nel "Bar del Reventino" a Decollatura. In quella sede, è probabile che l'uomo tenti di far pesare la propria versione dei fatti su quel delitto, all'epoca ripreso interamente dalle telecamere posizionate all'interno del bar in cui furono uccisi i due giovani lametini. Già durante la latitanza, Mezzatesta aveva inviato alcune missive agli inquirenti nelle quali, dopo aver invocato il perdono dei familiari di Giovanni Vescio e Francesco Iannazzo, spiegava cosa lo avesse indotto a compiere il duplice omicidio dei due giovani.

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    Mezzatesta, già condannato all'ergastolo per l'omicidio di Giovanni Vescio e Francesco Iannazzo, si è presentato insieme al legale al comando dei carabinieri di Catanzaro

Lunedì, 13 Ottobre 2014 23:13

I frati ricchi e il convento povero

di Antonio Ricchio

 

Il convento è povero, mentre i frati sono ricchi. Il convento è quello del Pd, che a Cosenza riesce a perdere la Provincia e così viene estromesso dall’ultimo grande ente dove ancora governava. Negli ultimi anni sono cadute un po’ tutte le roccaforti: Cosenza, Corigliano Calabro, Rende, Montalto Uffugo. Insomma, se non fosse per Castrovillari, l'ex provincia rossa potrebbe essere tranquillamente definita un'enclave azzurra. Lo strapotere esercitato per decenni dalla filiera Pci-Pds-Ds-Pd si è sciolto come neve al sole. Avanza Forza Italia e sorride Jole Santelli, che non sbaglia un colpo da quando Berlusconi le ha affidato le chiavi del partito calabrese. Dopo Palazzo dei Bruzi, il vessillo azzurro da oggi sventola pure a piazza XV Marzo.

Dicevamo dei frati ricchi. Già, perché qualcosa non torna se il candidato unitario del centrosinistra, Gianni Papasso, arriva dietro ai due candidati del centrodestra, mentre le liste che lo sostengono raccolgono il 48% dei consensi. È evidente che il voto trasversale c’è stato e che i colonnelli dem a tutto hanno pensato fuorché a lavorare per la causa comune. E del resto basta scorgere l’elenco degli eletti per capire come i big del Pd cosentino abbiano pensato esclusivamente a favorire l’elezione dei loro fedelissimi.

Sbollita la sbornia elettorale, adesso si apre il momento delle riflessioni e dell’analisi. Magorno contro Adamo, Covello contro Guccione, Principe contro Bruno Bossio. Mario Oliverio si chiama fuori da questa contesa ma la sconfitta dovrebbe far riflettere pure lui: senza unità il centrosinistra rischia di vedere svanire anche un successo alle regionali che invece sembra alla portata. A uscire con le ossa rotta da questo scontro tra titani sono i socialisti del Psi, partito di cui Papasso è uno dei più autorevoli dirigenti. Si narra che dietro il “boicottaggio” del candidato del centrosinistra ci sia il sostegno assicurato dai socialisti a Callipo alle primarie del 5 ottobre. «Incarnato e Papasso – racconta uno dei big del Pd cosentino – hanno giocato a fare gli iper-renziani e questo è il risultato finale». Ufficialmente questa versione viene smentita con sdegno da Adamo e soci. Di certo ciò non basta a fermare la ridda di voci che affolla il post-voto. Dal fronte Oliverio assicurano che una «consistente parte dei renziani ha votato per Occhiuto, il candidato di Forza Italia». Nell’inner circle di Magorno, invece, il coro è unanime: «Adamo e Guccione hanno provato a favorire la vittoria di Marcello Manna del Nuovo centrodestra ma il blitz, al contrario di quanto successo alle comunali di Rende, questa volta non gli è riuscito».

Al netto delle invettive, i fatti testimoniano che il convento (quello del Pd) è sempre più povero. Evidentemente, in casa dem, vincere non è l’unica cosa che conta. 

Twitter: @AntonioRicchio

Lunedì, 13 Ottobre 2014 22:34

Provinciali Cosenza, i consiglieri eletti

L'elenco dei nuovi sedici consiglieri provinciali di Cosenza

 

Lista Calabria Futura
Francesco Giuseppe Bruno
Lino Di Nardo

 

Lista Nuova Provincia
Guido Serra
Nicola Tenuta

 

Lista Patto tra Comuni
Pietro Lucisano
Pasquale Lamboglia
Gioacchino Campolo
Lucantonio Nicoletti

 

Lista Insieme per la Provincia
Franco Pascarelli

Lista Italia del Meridione
Gianfranco Ramunco
Graziano Di Natale

 

Lista Provincia Democratica
Francesco Iacucci
Ferdinando Nociti
Pino Capalbo
Giuseppe Rizzo

 

Lista Laboratorio civico
Aldo Figliuzzi

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    Le elezioni di secondo livello sono state vinte da Mario Occhiuto

Lunedì, 13 Ottobre 2014 22:14

Caligiuri «Muti sia senatore a vita»

«Proporrò al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di nominare senatore a vita il maestro Riccardo Muti». È quanto ha annunciato questa sera l'assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, intervenendo alla cerimonia di consegna della laurea honoris causa che l'Università per stranieri di Reggio Calabria ha voluto conferire al maestro Muti. Per l’assessore, il noto direttore d’orchestra è «un uomo del sud davanti al quale la Calabria s'inchina per il suo prestigio artistico e per quanto ha fatto per i giovani musicisti della nostra regione».

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Lunedì, 13 Ottobre 2014 22:07

L'Udc chiude alla fusione con Ncd

- L'apertura a Oliverio: «Il suo programma è apprezzabile»LAMEZIA TERME Nessuna fusione con il Nuovo centrodestra. L’Udc calabrese punta i piedi e invia a Lorenzo Cesa un documento in cui viene ribadita contrarietà all’ipotesi di un matrimonio con gli alfaniani, sulla scia di quanto successo alle ultime elezioni europee. Non ci sarà una lista unica, insomma. L’Udc presenterà agli elettori calabresi il proprio simbolo. All’interno di quale coalizione si vedrà. Al termine del comitato politico regionale l’unica defezione che conta alla linea indicata dal segretario Gino Trematerra è quella di Franco Talarico. L’attuale presidente del consiglio regionale e i suoi fedelissimi rimangono dell’idea che questo sia il tempo per accelerare sulla strada del progetto neocentrista con il Nuovo centrodestra.

Forte del sostegno di Cesa, Talarico ha provato a forzare la mano ma si è trovato di fronte un muro. Sulle posizioni di Trematerra sono infatti attestati tutti i consiglieri regionali uscenti. Talarico ha in mano già un accordo con Gentile e gli altri big di Ncd ma ciò non è bastato per convincere Dattolo e soci della bontà dell’operazione. Con una punta di malizia c’è chi non manca di far notare che questa è una data da cerchiare in rosso sull’agenda dell’Udc. Per la prima volta dopo nove anni di comuni battaglie politiche, le intenzioni di Franco Talarico e quelle di Michele Trematerra sono divergenti. Quest’ultimo continua a vedere come fumo negli occhi la possibilità di correre nella stessa lista con Gentile. È abbastanza chiaro che l’eventuale lista Ncd-Udc potrebbe conquistare, nelle migliore delle ipotesi, un solo seggio nella circoscrizione di Cosenza. Ciò significa che uno tra Gentile e Trematerra rimarrebbe tagliato fuori dal nuovo consiglio regionale a 30 componenti.

Ma oltre a dovere fare i conti con le spaccature interne, l’Udc è ancora alla ricerca di una collocazione politica. La maggioranza dei big sarebbe favorevole a un accordo con il Pd ma sui centristi pesano i veti dell’area renziana, che non vuole stringere patti con chi ha avuto ruoli di responsabilità nella giunta Scopelliti. «Ci troviamo davanti al paradosso – ragiona uno dei colonnelli dello Scudocrociato – che gli ex pci sono favorevoli ad allargare il perimetro del centrosinistra mentre i moderati del Pd ci chiudono le porte».

Confermare l’alleanza con il centrodestra, allora, potrebbe essere la scelta meno rischiosa, ma tra i dirigenti dell’Udc serpeggia un certo malumore per come si è arrivati all’indicazione di Wanda Ferro. Nulla da dire sulle «indubbie capacità» dell’ex presidente della Provincia di Catanzaro, dubbi residuano invece «sul diktat partito da Arcore». Un prendere o lasciare che all’Udc non hanno ancora digerito. Chissà se l’orientamento resterà lo stesso se dal Nazareno dovesse arrivare una risposta di totale chiusura rispetto a un accordo con i dem.

Antonio Ricchio

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Non nascondono la soddisfazione gli uomini di punta della "dissidenza" cosentina del Ncd nel commentare la vittoria di Mario Occhiuto alle provinciali "Non possiamo che esprimere una grande soddisfazione per il risultato ottenuto dalla lista Calabria Futura – affermano in una nota congiunta consigliere regionale Fausto Orsomarso, il sottosegretario regionale Giovanni Dima, il vicesindaco di Cosenza, Luciano Vigna, e il consigliere comunale della stessa città Gianluca Grisolia «Una percentuale pari all'11,5 % grazie al consenso ottenuto da 130 amministratori è la chiara dimostrazione che la passione, accompagnata con un serio progetto politico, riescono a sconfiggere l'arroganza del potere. Il risultato ottenuto, insieme a Mario Occhiuto, può rappresentare un segno di speranza e di cambiamento che gli elettori calabresi attendono da tempo ». Inoltre, sottolineano i dissidenti forti della vittoria ottenuta «L'affermazione di Franco Bruno, Lino di Nardo ed il successo ottenuto da Basilio Ferrari, che per una manciata di voti non riuscito ad entrare tra i sedici consiglieri , sono il risultato di un lavoro di un'intera classe dirigente, che insieme al resto dei candidati della lista Calabria Futura, in tutto il territorio provinciale, si è sempre contraddistinta per onestà e competenza ».

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    Il consigliere regionale Fausto Orsomarso, il settosegretario  regionale Giovanni Dima, il vicesindaco di Cosenza, Luciano Vigna, e il consigliere comunale Gianluca Grisolia la passione, accompagnata con un serio progetto politico, riescono a sconfiggere  l’arroganza del potere»

È fissata per mercoledì la riunione fra il segretario regionale del Pd della Calabria, Ernesto Magorno, il candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra, Mario Oliverio, e il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, per discutere della composizione delle liste. Ad annunciarlo - nel corso dei lavori della direzione regionale del Pd, in seguito rinviata a causa dell'assenza di Oliverio, impegnato in una contestuale iniziativa a Cosenza – Ernesto Magorno, che ha commentato «Abbiamo la responsabilità di mettere in campo un progetto credibile sulla base del documento approvato nell'assemblea e tutti quanti insieme, uniti, andremo nella direzione di dare un buon governo alla regione». Un obiettivo per il partito calabrese, ma anche una «grande responsabilità» per Magorno, che ha affermato «Nelle prossime ore la coalizione che sapremo mettere insieme sarà sotto i riflettori dei media nazionali ed i calabresi ripongono in noi la speranza che si può cambiare perche' la Calabria diventi una regione normale».

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    Il segretario regionale del pd annuncia la prossima cruciale scadenza per le regionali e sottolinea la necessità di mettere in campo un progetto credibile

     

COSENZA «Sarò il presidente di tutto il nostro territorio, così come sono il sindaco di tutti i cittadini», ha esordito così il neopresidente della Provincia di Cosenza Mario Occhiuto durante la proclamazione avvenuta questo pomeriggio nel Salone degli specchi del palazzo dell'Ente. "Confesso - ha aggiunto - di essere commosso. Svolgerò questo nuovo ruolo come attività di servizio. Ho infatti ritenuto naturale la mia candidatura in quanto rappresentante della città capoluogo. Ora, da Presidente, mi interesserò dei numerosi problemi che in queste settimane di campagna elettorale, visitando i vari Comuni, ho avuto modo di conoscere meglio». Nessuno spazio alle polemiche di partito, promette il neopresidente della Provincia, pur consapevole – forse – del caos in cui ha gettato i partiti concorrenti con la sua vittoria. «Noi - assicura - siamo qui per occuparci dei problemi delle persone. E faremo di questo edificio un cuore pulsante». Ma soprattutto, Occhiuto ha voluto ringraziare  «con particolare affetto l'onorevole Fausto Orsomarso, promotore politico della lista 'Calabria futura' che ha contribuito  fortemente alla mia affermazione elettorale». 

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Lunedì, 13 Ottobre 2014 21:07

Carbone ricompatta il Pd

COSENZA Le facce sorridenti tentano di dissimulare lo stato d'animo dopo la sconfitta alle elezioni provinciali, ma quella di adesso è già un'altra storia, per certi versi assai più importante, da qui parte la campagna elettorale del Pd per riprendersi la Regione. Oliverio al suo arrivo è avvolto dal solito gruppo di militanti, mentre Ernesto Carbone, plenipotenziario renziano tornato in Calabria per dare il via alla campagna elettorale, spiega che ha votato Callipo, «ma sono qui, perché il Pd è anche questo».

Sulla debacle per eleggere il presidente della Provincia Carbone glissa, qui la partita è di maggiore peso e l'intento comune è quello di rappresentare un partito non solo unito, ma non scalfito dalla vittoria di Occhiuto su Papasso. Ovviamente la cosa non può essere archiviata con una alzata di spalle e Oliverio spiega quasi di corsa che «ha pesato il voto ponderato, l'area urbana e i grossi centri dello Ionio», per poi raccontare della telefonata fatta come passaggio di consegne al nuovo presidente «a cui lasciamo un ente con le carte in regola dal punto di vista economico e contabile, con il bilancio a posto». La fatica nella base del Pd è quella di non dare per scontata la vittoria nell'appuntamento di novembre, «perché ognuno deve fare la sua parte e nulla è certo», spiega il candidato presidente di quello che Enza Bruno Bossio chiama «il nuovo centrosinistra».

In sala, Enzo Paolini rappresenta il Pse e riceve l'investitura da Ferdinando Aiello, che nel suo intervento lo proietta sin da adesso come il candidato giusto per riprendersi, alle prossime elezioni comunali, la città di Cosenza. Paolini ascolta e sorride, lasciando imperscrutabili i pensieri, che certo non trascurano la delusione per come finì la sua ultima avventura elettorale. Il conto alla gestione scopellitiana della Calabria lo presenta Carlo Guccione, che snocciola i numeri del fallimento, dai fondi europei non impiegati fino all'emergenza idrogeologica, per cui «dei centinaia di interventi necessari e programmati, ne sono partiti solo 12, malgrado i fondi fossero già stanziati».

Il tema delle primarie non è eludibile, benché già archiviato dalla velocità con cui si muove il calendario della politica. Quell'appuntamento resta, nelle parole di Enza Bruno Bossio, la cifra del Pd, della sua capacità di muovere e coinvolgere le persone, ma è già venuto il momento di guardare oltre, pensando a una "interlocuzione seria con il governo nazionale per affrontare le questioni della Calabria». L'uomo destinato ad avviare questo dialogo è Oliverio "assieme al gruppo di giovani, di segretari di circolo, e a quelli che rappresentano il Pd, perché siamo noi la nuova classe dirigente" spiega la parlamentare democratica. E poiché questo incontro è il via per la campagna elettorale, Oliverio  fa una prova generale sui temi che saranno da qui in avanti gli argomenti sui quali battere il ferro. «La nostra non sarà una Regione con un solo uomo al comando», spiega il candidato del centro sinistra che ci tiene a non «voler scimmiottare Scopelliti, che volle portare alla Regione il "Modello Reggio", pur avendo io qualche buona ragione per rifarmi alla buona esperienza della guida della Provincia».

Dal renziano Carbone giunge la notizia che il governo ha appena incluso nella legge di stabilità un taglio del costo del lavoro per 6 miliardi e mezzo, un pacchetto di agevolazioni alle famiglie e il taglio delle tasse sul lavoro per chi assume a tempo indeterminato, ma arrivano anche parole che danno per certa la vittoria di Oliverio. Una convinzione diffusa tra il popolo Pd, anche perché come affermava un militante «in questi anni il centrodestra si è ammazzato da solo», mentre un altro, con maggiore senso critico, aggiungeva che «però noi non è che abbiamo fatto molto per ucciderlo».

Michele Giacomoantonio

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    Il plenipotenziario di Renzi benedice a Cosenza la corsa di Oliverio. Sul partito pesa la sconfitta patita alle Provinciali. Ma Aiello rilancia con la candidatura di Paolini a sindaco del capoluogo bruzio

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    - Ma Occhiuto inguaia i dem

LAMEZIA TERME La sfida delle primarie rischia di essere solo un semplice riscaldamento pregara per Mario Oliverio. Il candidato governatore ha un ottobre davvero caldo davanti a sé e la direzione regionale del Pd di oggi ne è una dimostrazione eclatante. Con il segretario Ernesto Magorno che, in apertura di lavori, scolpisce sulla pietra la sua pregiudiziale: «Chi ha rappresentato la giunta del centrodestra non potrà stare nelle nostre liste». Di più ancora: «Catturare i voti per vincere le elezioni non significa riferirsi a chi è stato eletto nel centrodestra». Eccolo il monito lanciato all'indirizzo di Oliverio: nelle liste dem non dovrà esserci spazio per i consiglieri regionali che escono dall'altro fronte. Grana non da poco per l'ex presidente della Provincia di Cosenza che, solo per restare ai rumors più insistenti, avrebbe già deciso di schierare nelle liste a suo supporto due ex big della maggioranza scopellitiana, i centristi Ottavio Bruni e Gianluca Gallo. Senza contare il possibile salto della quaglia (l'ennesimo) di Salvatore Magarò nonché dell'ex sottosegretario Elio Belcastro. Ed è sintomatico il fatto che quando Magorno alza il muro, strappa i primi applausi di una direzione fin lì abbastanza sonnacchiosa.
Per il segretario è una questione di «nettezza rispetto a chi ci ha portato nel baratro».
Al di là dei nomi, Magorno affronta pure il tema della rappresentanza di genere nelle liste. La sua idea è di portare le "quote rosa" al 50%, anche se poi «decideremo insieme collegio per collegio». Magorno e Oliverio incontreranno mercoledì il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, per discutere della composizione delle liste. «Noi – ha detto il segretario regionale – abbiamo la responsabilità di mettere in campo un progetto credibile sulla base del documento approvato nell'assemblea e tutti quanti insieme, uniti, andremo nella direzione di dare un buon governo alla regione». La Direzione del partito sarà stata poi rinviata a causa dell'assenza di Mario Oliverio, impegnato in un'iniziativa a Cosenza alla quale ha preso parte il deputato renziano Ernesto Carbone.
Ma a complicare i piani di Oliverio, subito dopo l'intervento di Magorno, ci si mette pure Mario Maiolo. Che usa toni perentori: «Il Pd deve rimarcare il suo essere il partito degli amici della Calabria. E per questo non ci potete parlare di accordi con Ncd e Udc». Altro giro di vite per il vincitore delle primarie. Maiolo, oltre a tentare di limitare le possibilità di manovra di Oliverio, rifila anche una stilettata a Magorno: «Da te, Ernesto, abbiamo ricevuto critiche per una presunta opposizione tiepida in consiglio regionale. Ma così non è stato. E adesso con la riduzione dei membri (da 50 a 30, ndr) non è possibile avere dei "cavalli di Troia" che possano mettere in difficoltà la maggioranza». Quindi serve «un programma netto», con liste in cui non ci sia nessuno che abbia avuto «ruoli di responsabilità regionale» con il centrodestra. Solo così – spiega l'ex assessore regionale – «riusciremo a essere il "governo degli amici"» della regione.
In sala non c'è Oliverio, in compenso ecco il suo grande avversario alle primarie, Gianluca Callipo. Il suo intervento non si discosta molto dai precedenti. Anche per il sindaco di Pizzo è necessario un atteggiamento di netta chiusura di fronte a qualsiasi ipotesi di alleanza organica con alfaniani o eredi della Balena bianca. C'è un altro aspetto rilevante: Callipo archivia la stagione delle primarie che lo ha visto sconfitto e giura lealtà a Oliverio. Però «i miei 55mila elettori devono essere tenuti in considerazione nel momento in cui facciamo le liste e Mario, sposando la linea del rinnovamento, lo deve dimostrare a partire dalla composizione delle stesse. Nemmeno in liste civiche che siano possono entrare coloro che hanno avuto un ruolo nel governo Scopelliti. Se pensiamo di fare discorsi e metodi diversi e se dovessimo vincere le elezioni avremmo delle difficoltà a governare». 
Già, i prodromi non sono esaltanti. Le provinciali consegnano due vittorie (a Catanzaro con Bruno e a Crotone con Vallone) ma soprattutto una sconfitta epocale a Cosenza, nonostante la spaccatura del centrodestra di Occhiuto e Gentile. Ci prova l'ex parlamentare Cesare Marini a depotenziare la bomba. A vincere o a decidere – argomenta – sono stati gli amministratori (votavano sindaci e consiglieri comunali), per cui il risultato di ieri non è una bocciatura sancita dall'elettorato che il 23 novembre dovrà scegliere chi mettere a capo della Regione.
Spazio anche all'intervento della componente della segreteria nazionale Stefania Covello, che ha ribadito la grande attenzione del premier Matteo Renzi verso la Calabria e la sua intenzione di aprire un dialogo costante con Oliverio.
La direzione non vota alcun documento, dunque la linea rimane salda sulle risoluzioni già prese durante la riunione dello scorso 30 giugno, in cui i democrat avevano ribadito la volontà di «allargare il campo» a tutte le forze sociali della regione. Sociali, appunto. Magorno e lo stesso Maiolo non sembrano avere alcuna intenzione di fare altre concessioni, diciamo più "destrorse". E Oliverio non potrà non tenerne conto.

 

Pietro Bellantoni

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