Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 16 Ottobre 2014
Giovedì, 16 Ottobre 2014 23:28

Blocchi fino a sera a Villa San Giovanni

Esplode in Calabria la rabbia del popolo dei precari e dei percettori di ammortizzatori sociali in deroga. E - nell'ambito della mobilitazione promossa da Cisl e Uil a Villa San Giovanni per chiedere risposte da parte del Governo - in matttinata si passa al blocco degli imbarcaderi privati e delle Ferrovie dello Stato. In pochi minuti è il caos nei collegamenti tra la Calabria e la Sicilia. La protesta è stata interrotta verso le 22:30, quando i lavoratori hanno tolto il presidio. La decisione dopo un vertice in prefettura nel corso del quale è stato assicurato il pagamento di due mensilità ai percettori di ammortizzatori sociali in deroga e, contestualmente, l'apertura di un tavolo di confronto sulla vertenza che, in Calabria, riguarda circa 26 mila lavoratori. Sono arrivati in circa un migliaio da tutta la regione tra Lsu-Lpu, ex art.7 e lavoratori in mobilità in deroga, per rivendicare, a vario titolo, la stabilizzazione dei loro contratti e il pagamento dei sussidi che tardano ad arrivare in qualche caso da oltre un anno. Negli striscioni che esibiscono c'è tutta la drammaticità di una situazione diventata, per molti di loro, ormai insostenibile. Il grosso dei manifestanti con tanto di bandiere e striscioni impedisce il transito verso gli imbarchi; un altro gruppo si dirige verso la stazione delle Ferrovie dello Stato. Risultato: alcune navi in arrivo inCALABRIA sono costrette a fare retromarcia. Poi, entra in azione un piano alternativo per dirottare le navi traghetti nel porto di Reggio Calabria.

Ma i disagi non si contano per tutto il giorno. Le navi traghetto in arrivo nel porto di Reggio, che per imboccatura è meno funzionale di quello di Villa San Giovanni, sono costrette a fermare in mare per attendere il proprio turno. Passano le ore e la situazione non cambia. A Roma, in concomitanza con la manifestazione di protesta, è in programma una seduta della Cabina di regia per la Calabria, istituita dal governo Renzi proprio per dare risposte alle tante emergenze della regione. C'è attesa tra i manifestanti per i risultati della riunione di Palazzo Chigi che è preceduta da un incontro tra la deputazione calabrese del Pd e il coordinatore dell'organismo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. In un comunicato il braccio destro di Renzi e i parlamentari democrat puntano il dito contro la Regione Calabria. «Invece di risolvere i drammatici problemi posti alla loro attenzione - è scritto nel testo diffuso a conclusione dell'incontro - la presidente facente funzioni della Regione, Antonella Stasi e l'assessore al Lavoro, Nazzareno Salerno, hanno giocato sulla pelle dei lavoratori bloccando di fatto il raggiungimento di ogni possibile soluzione».

Poco più tardi è il comunicato di Palazzo Chigi a rincarare la dose sulle responsabilità dell'esecutivo calabrese aggiungendo, però, che sulla questione "calda" degli ammortizzatori in deroga, «il governo è disponibile a considerare nuovi bisogni, comunque con la compartecipazione della Regione, e ad assumere le iniziative necessarie». Spiragli di intesa? Tutt'altro. L'esito della riunione delude manifestanti e sindacalisti. Per Santo Biondo, segretario generale della Uil, "la Cabina di regia non ha compreso la gravità della situazione calabrese". Solo verso le 22:30 la situazione si sblocca. Il presidio viene sciolto al termine di un vertice convocato dal prefetto di Reggio Calabria, alla presenza dei rappresentanti di Cisl e Uil. «Rimane lo stato di agitazione - ha detto il segretario generale della Uil della Calabria, Santo Biondo, al termine della riunione - ma la situazione si è potuta sbloccare stasera grazie alla mediazione del prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, e del questore che riteniamo siano interlocutori autorevoli cui fare affidamento». 

Clemente Angotti

(Ansa)

Giovedì, 16 Ottobre 2014 22:45

La Calabria o il Senato: il diktat di Ncd

di Antonio Ricchio

 

«Senza un accordo sulla Calabria non possiamo escludere problemi a Palazzo Madama, dove il nostro Tonino Gentile guida una piccola pattuglia di senatori fondamentale per mantenere in vita il governo». Alle sei di sera, quando Gaetano Quagliariello pronuncia queste parole, un vento gelido attraversa le stanze del Nazareno. Lorenzo Guerini è il più preoccupato. Mario Oliverio quello più disinvolto: «Io non ci sto. Mi spiegate voi come vado a presentarmi agli elettori calabresi? Io non posso guidare una coalizione che comprende i maggiori responsabili dei disastri prodotti dalla giunta Scopelliti. Non scherziamo, su». Ernesto Magorno assiste impotente a questo siparietto. Nico Stumpo è dalla parte di Oliverio. Marco Minniti, invece, prova indicare una soluzione che possa andare bene a tutti: sì a un centrosinistra allargato alle forze politiche che sostengono il governo ma patto che le liste calabresi presentino forti elementi di rinnovamento e discontinuità con il passato. Lorenzo Cesa si mostra disponibile e assicura l’impegno dell’Udc in tale direzione. Quagliariello è in costante collegamento telefonico con Gentile.

L’impasse non si sblocca. Oliverio è irremovibile: «Io non mi faccio ricattare da nessuno. Preferisco rinunciare alla candidatura piuttosto che essere eletto e avere le mani legate». Sono parole di fuoco quelle del vincitore delle primarie dello scorso 5 ottobre. Che fanno entrare nel panico Guerini. Come si fa a spiegare a Renzi che c'è il mancato accordo sulle regionali in Calabria dietro una potenziale crisi parlamentare? Oliverio è convinto, e con lui Nico Stumpo, che la mossa di Gentile nasconda un bluff, che dietro la minaccia di lasciare Ncd e la maggioranza al Senato ci sia soltanto la volontà di massimizzare i profitti in questa fase di trattative elettorali. Si narra che con il coordinatore calabrese del Nuovo centrodestra ci siano Giovanni Bilardi, Nico D’Ascola e Piero Aiello. Non Antonio Caridi, che è rimasto fedele a Scopelliti ed è attestato su una linea alternativa a quella dei suoi colleghi.

È evidente che se l’accordo con il Pd dovesse fallire, la strada alternativa sarebbe quella di dare vita a uno schieramento autonomo da centrosinistra e centrodestra. Già, perché dopo lo strappo formalizzato in Emilia Romagna, un accordo con Forza Italia è sempre più remoto. Ncd e Udc si presenterebbero agli elettori calabresi con una lista (“Popolari per la Calabria”) e con un proprio candidato alla presidenza della Regione. Per conquistare uno dei 30 seggi in palio bisognerà raccogliere almeno l’8% dei consensi. Il problema (per Gentile e gli altri) è che gran parte dei big dell’Udc calabrese non fa i salti di gioia per tale prospettiva. Anzi, c’è chi è pronto a scommettere sulla candidatura di diversi consiglieri regionali uscenti dello Scudocrociato nelle liste del centrosinistra. «Un conto è aprire ai singoli e a chi ha preso le distanze da tempo da Scopelliti – è il ragionamento del candidato a governatore – un altro è siglare un accordo politico con i partiti che quella maggioranza l’hanno sostenuta senza se e senza ma. Non posso tradire il popolo delle primarie». Oliverio sa bene che un’intesa con i moderati che stanno al governo con Renzi aumenterebbe le distanze con Sel e con tutto l’arcipelago di movimenti che sta a sinistra del Pd. Non a caso Gianni Speranza si è già chiamato fuori rispetto a un accordo Pd-Ncd-Udc e lo stesso hanno fatto i socialisti del Psi.

A tarda sera la sintesi migliore la trova forse Pippo Civati: «La Calabria o il Senato: un bel ricatto dell’Ncd». Guerini prova a minimizzare, ma è consapevole che di questo si tratta. 

Twitter: @AntonioRicchio

CATANZARO Larghe intese inaccettabili per il segretario regionale del Psi Luigi Incarnato e per il consigliere regionale del Pd Mario Maiolo. E' quanto affermano in due note divise, ma ugualmente ferme nel proposito di non accordare fiducia a chi viene ritenuto il responsabile del "fallimento" della classe politica calabrese. In particolare, riferisce Incarnato, "Il centrosinistra ha più volte affrontato il tema dell'allargamento della coalizione, ma rivolto a componenti importanti che si sono distinte nella nostra Regione. Ha comunque sempre escluso categoricamente, prendendone le distanze, ogni forma di transumanza singola o collettiva dal centrodestra, perchè ritiene inaccettabile unirsi a coloro che hanno compiuto 5 anni di disastri, sotto il Governo dell'ex presidente Scopelliti. "Una coalizione - aggiunge - che ha celebrato le primarie che hanno scelto un candidato alla presidenza che è sostenuto da forze motivate a cambiare la nostra Regione che non vogliono associarsi in alcun modo a chi ha rappresentato il motore del Governo in carica alla Regione, che ha fallito su tutti i fronti. Sono le stesse forze che in queste ore stanno tentando di snaturare il lavoro fatto fin qui, per un ritorno al passato a discapito della buona politica e dell'affermazione di un progetto che vede al centro un'azione di programmazione, di cambiamento, di garanzia di diritti e soprattutto il ripristino della legalità. Abbiamo bisogno di andare al voto con le nostre idee e soprattutto con le forze protagoniste delle primarie".

Dello stesso tenore quanto affermato dal consigliere regionale del Pd Maiolo: "La Calabria e i suoi cittadini - fa sapere - non devono essere posti sotto ricatto, diventare merce di scambio o essere relegati ad un ruolo ancillare in un sistema di pressioni strumentali e comunque inaccettabili. Tutto ciò sarebbe intollerabile e costituirebbe un tradimento rispetto alle aspettative dei cittadini calabresi e degli elettori di centrosinistra che hanno tributato al Partito democratico consensi e fiducia e si aspettano perciò da esso la più piena coerenza a proposito della discussione che vede nelle ultime ore la possibilità di un accordo in Calabria tra centrosinistra, Udc e Ncd. Il futuro Governo della Regione - aggiungeMaiolo - dovrà trovare risposte immediate a domande impellenti su temi di importanza strategica quali sanità, rifiuti, trasporti, politiche sociali e lotta alla povertà e, in ultimo ma non meno importante, lavoro e precariato. La soluzione di tali problemi richiede un lavoro difficile che prevede un'assunzione di responsabilità straordinaria che non può essere inquinata o minata, in partenza, da chi ha condiviso e sostenuto l'azione del Governo Scopelliti che questi settori, e altri, ha devastato. Renzi non ceda quindi - dice ancora il consigliere regionale - a quelli che sono veri e propri ricatti e proceda con determinazione alla definizione di un'azione di Governo coerente centrata sui problemi di cittadini. Il Pd deve candidarsi a guidare gli amici della Calabria, non accettare ricatti da chicchessia nè oggi, nella definizione della proposta politica e delle alleanze, nè domani - conclude - nella compagine e nell'azione di governo".

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    Lo affermano in una nota il segretario regionale del Psi Luigi Incarnato e il consigliere regionale del Pd Mario Maiolo

Giovedì, 16 Ottobre 2014 21:51

Oliverio sbatte la porta in faccia a Ncd

Mario Oliverio non arretra. Davanti all’offerta di allargare la coalizione a Ncd e Udc il candidato a governatore del centrosinistra continua a rispondere picche. «Non mi faccio mettere sotto ricatto da nessuno», è stata la risposta di Oliverio a chi, nel corso del vertice-fiume del Nazareno, gli ha posto una domanda specifica sul punto. La riunione nella sede del Pd è iniziata alle 14 ed è andata avanti per oltre otto ore. Presenti, oltre allo stesso Oliverio, Lorenzo Guerini, Nico Stumpo, Marco Minniti, Ernesto Magorno, Lorenzo Cesa e Gaetano Quagliariello.

Gli ultimi due non hanno esitato a ribadire che Tonino Gentile minaccia di andare via dalla maggioranza di governo assieme ai suoi senatori. 

I dettagli della lunga giornata di trattative nella nota di Antonio Ricchio.

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Giovedì, 16 Ottobre 2014 21:45

Reggina, Daniel Leone operato d'urgenza

REGGIO CALABRIA Daniel Leone, classe 1993, napoletano, cresciuto al centro sportivo Sant'Agata, secondo portiere della Reggina Calcio in Lega Pro, è stato operato d'urgenza questa mattina presso l'ospedale Riuniti di Reggio Calabria. Sabato scorso era stato regolarmente in panchina a Matera ma da qualche settimana accusava forti mal di testa. 
E' stato il medico sociale della Reggina, Pasquale Favasuli, ad accompagnarlo in ospedale per sottoporlo ad una Tac che ha rilevato il problema serio al cervello e la necessità di un intervento d'urgenza per l'esportazione di una massa tumorale. Il tecnico Cozza ha spostato l'allenamento, in un primo tempo fissato per la mattinata al Sant'Agata, per consentire a tutti gli atleti di essere presenti al nosocomio per assistere il compagno di squadra.
"Per noi è stata una giornata triste", ha dichiarato il presidente della Reggina Calcio Lillo Foti intervenuto ai microfoni di Touring104, la radio ufficiale della società amaranto. "La squadra - ha continuato Foti - nonostante tutto, è riuscita ad affrontare questo momento con la spensieratezza e il sorriso, due elementi caratteristici di Daniel Leone. Nel pomeriggio, infatti - ha proseguito Foti - i suoi compagni sono andati a trovarlo e hanno potuto scambiare simpaticamente qualche battuta con Daniel. E' stato un momento utile per lui e per l'intera squadra".

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    Il portiere degli amaranto è stato trasportato d'urgenza all'ospedale Riuniti di Reggio per l'asportazione di un tumore al cervello. L'affetto e la vicinanza del tecnico Cozza e dei compagni di squadra

VILLA SAN GIOVANNI Esplode in Calabria la rabbia dei precari e dei percettori di ammortizzatori sociali in deroga. E, nell'ambito della mobilitazione promossa da Cisl e Uil a Villa San Giovanni per chiedere risposte da parte del Governo, si passa al blocco degli imbarcaderi privati e delle Ferrovie dello Stato. In pochi minuti è il caos nei collegamenti tra la Calabria e la Sicilia. Sono arrivati in circa un migliaio da tutta la regione, tra Lsu-Lpu, ex art.7 e lavoratori in mobilità in deroga, per rivendicare a vario titolo la stabilizzazione dei loro contratti e il pagamento dei sussidi che tardano ad arrivare in qualche caso da oltre un anno.
Negli striscioni che esibiscono c'è tutta la drammaticità di una situazione diventata, per molti di loro, ormai insostenibile. Il grosso dei manifestanti con tanto di bandiere e striscioni impedisce il transito verso gli imbarchi; un altro gruppo si dirige verso la stazione delle Ferrovie dello Stato. Risultato: alcune navi in arrivo in Calabria sono costrette a fare retromarcia. Poi, entra in azione un piano alternativo per dirottare le navi traghetti nel porto di Reggio, ma i disagi non si contano per tutto il giorno. Le navi traghetto in arrivo nel porto di Reggio, che per imboccatura è meno funzionale di quello di Villa San Giovanni, sono costrette a fermare in mare per attendere il proprio turno. Passano le ore e la situazione non cambia.
A Roma, in concomitanza con la manifestazione di protesta, è in programma una seduta della "cabina di regia" per la Calabria, istituita dal governo Renzi proprio per tentare di dare risposte alle tante emergenze della regione. C'è infatti  attesa tra i manifestanti per i risultati della riunione di Palazzo Chigi, preceduta da un incontro tra la delegazione calabrese del Pd e il coordinatore dell'organismo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. In un comunicato il braccio destro di Renzi e i parlamentari democrat puntano il dito contro la Regione Calabria. "Invece di risolvere i drammatici problemi posti alla loro attenzione - è scritto nel testo diffuso a conclusione dell'incontro - la presidente facente funzioni della Regione, Antonella Stasi e l'assessore al Lavoro, Nazzareno Salerno, hanno giocato sulla pelle dei lavoratori bloccando di fatto il raggiungimento di ogni possibile soluzione".
Poco piu' tardi è invece il comunicato di Palazzo Chigi a rincarare la dose sulle responsabilità dell'esecutivo calabrese aggiungendo, però, che sulla questione "calda" degli ammortizzatori in deroga, "il Governo è disponibile a considerare nuovi bisogni, comunque con la compartecipazione della Regione, e ad assumere le iniziative necessarie". Spiragli di intesa? Tutt'altro. L'esito della riunione delude manifestanti e sindacalisti. Per Santo Biondo, segretario generale della Uil, "la cabina di regia non ha compreso la gravità della situazione calabrese".
La mobilitazione, assicurano i manifestanti, non si ferma ed il blocco dei traghetti nello Stretto di Messina continua.

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    A Villa San Giovanni blocco degli imbarcaderi privati e delle Ferrovie dello Stato per la presenza di centinaia di manifestanti. «Attese deluse» per l'esito dell'incontro tra una delegazione calabrese del Pd e il sottosegretario Delrio

Giovedì, 16 Ottobre 2014 19:36

ECLISSI | Arrestate altre due persone

SAN FERDINANDO I carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno dato esecuzione ad altri due fermi nell'ambito dell'operazione "Eclissi" diretta dalla Dda di Reggio Calabria. Si tratta di Salvatore Pantano di 29 anni, domiciliato in Svizzera dove lavorava come pizzaiolo, e Pasquale Mazzeo, 23 anni, di San Ferdinando ma domiciliato in Portogallo. Salvatore Pantano è il figlio dell'ex consigliere di minoranza del Comune di San Ferdinando, Giovanni Pantano, anch'egli sottoposto a fermo. Per Salvatore Pantano l'accusa è di concorso in tentata estorsione, aggravata dalla metodologia mafiosa, mentre a Mazzeo viene contestato il reato di associazione mafiosa. Sale così a 25 il numero delle persone fermate nell'operazione compiuta dai carabinieri martedì scorso. I due giovani sono rientrati in Italia e si sono presentati spontaneamente ai carabinieri, che li hanno sottoposti a fermo. 

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    Si tratta di Pasquale Mazzeo e di Salvatore Pantano, figlio del consigliere di minoranza già fermato. I due si trovavano all'estero

PAOLA Riparte l'avventura della volley Paola. Domani con inizio alle 18 nel palazzetto comunale della cittadina del Tirreno cosentino la squadra che ha conquistato lo scorso anno la storica promozione in serie di C affronterà in casa la Lamezia Volley. La scuola "Volley Paola" anche quest'anno continua ad essere composta per lo più da giovani del vivaio con un'età media di circa 20 anni. Per potenziare l'organico in vista delle competizioni di serie C la squadra ha provveduto anche all'innesto di qualche atleta di esperienza. «La società – si legge in una nota – confida in un campionato positivo ed è fiduciosa di esprimere una bella pallavolo e di poter valorizzare al meglio i suoi tanti giovani». L'associazione sportiva, «invita la cittadinanza di Paola e dei paesi limitrofi a sostenere sin dalla prima partita i giovani atleti di pallavolo».

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    La squadra della cittadina del Tirreno cosentino, dopo la promozione in serie C, riparte in casa contro il Lamezia

Giovedì, 16 Ottobre 2014 19:15

«L'accordo con Ncd-Udc? Sarebbe indecente»

LAMEZIA TERME «Nelle ultime ore si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile accordo per le elezioni regionali in Calabria, voluto dal Pd nazionale, con il Ncd e l'Udc. Cioè con le forze direttamente e principalmente responsabili, insieme a Forza Italia, del dramma vissuto dalla Calabria». Il sindaco di Lamezia, nonché ex candidato alle primarie del centrosinistra, Gianni Speranza, respinge con forza l'ipotesi di un accordo sul modello governativo anche in Calabria.

«La nostra regione – spiega – trasformata ancora una volta in merce di scambio per gli equilibri di governo nazionali. Un vero e proprio ricatto. Una proposta indecente perché in netto contrasto con la coalizione che si è presentata alle primarie e con il patto sottoscritto con gli elettori; per la necessità di mettere fine, una volta per tutte, ai trasformismi e ai trasversalismi che hanno fatto così male alla nostra regione; perché Scopelliti, condannato e costretto alle dimissioni, e il suo sistema di potere si sono fondati proprio sull'alleanza tra quelle forze che oggi vorrebbero cambiare cavallo. Nessuno in Calabria capirebbe o potrebbe giustificare una scelta così scellerata. Mi auguro sinceramente che le notizie risultino infondate, che il Pd mantenendo fede agli impegni presi, e per ultimo al pronunciamento della sua direzione regionale alla presenza dello stesso Guerini, respinga al mittente una volta per tutte questi ricatti. Altrimenti non potremmo che trarne le necessarie conseguenze».

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    Secco no di Speranza al progetto del Pd nazionale. «Sarebbe un patto con chi ha spedito la Calabria nel dramma e un tradimento delle primarie»

Giovedì, 16 Ottobre 2014 19:12

Siamo in ginocchio

Siamo in ginocchio e non per pregare. Lo siamo perché non c'è istituto pubblico o privato di ricerche o sondaggi che non dia il Mezzogiorno e la Calabria sempre in discesa. I sindacati, poi, non fanno sconti a nessuno nell'indicare le enormi difficoltà che vive la Calabria, sulla quale si insiste col dire che è una regione dalle mille potenzialità. Sin dai tempi di Giustino Fortunato, e non solo, si parla di regione che ha enormi potenzialità di sviluppo in qualsiasi settore: dall'industria all'artigianato, dal turismo all'archeologia, dalla portualità all'agricoltura. Solo per fare qualche esempio. Potenzialità? Da più di un secolo? Ogni politico o amministratore non fa altro che ripetere o soffermarsi, specialmente in pubblico o nei momenti elettorali, sulle potenzialità della Calabria. Potenzialità, però, è solo un momento che precede la piena realizzazione di qualcosa. Un momento – non un secolo – perché manca l'impegno politico- amministrativo-finanziario-burocratico perché si realizzi quel fatto su cui si punta. Esempi? A iosa. Il mare, se pulito, potrebbe essere una miniera d'oro. La neve della Sila, dell'Aspromonte o del Pollino, potrebbe attirare turisti da tutta Europa, l'agricoltura non avrebbe pari, e poi l'artigianato, l'ortofrutticoltura, la stessa industria. Insomma, le potenzialità ci sono ma rimangono sempre tali in attesa che "qualcuno" si metta all'opera e non deleghi ad altri il compito di "fare". A noi, semmai, il compito di ricevere, e sicuramente quello di criticare, ciò che gli altri – sempre gli altri – non fanno. Ci tocca solo assistere, mai a "sudare le classiche sette camicie" e agire per superare ataviche arretratezze. Ecco perché non si cresce o si va sempre indietro. L'isti- tuto della delega lo abbiamo sposato. La nostra è come se fosse una regione sempre incinta, ma che non partorisce mai. Altro che nove mesi. Omologa o eterologa che sia la gravidanza.
Ad intervenire – dicevamo – anche i sindacati. Chiusa o accantonata la stagione della concertazione, la Cgil ha preparato un dossier per il premier Renzi con l'elenco delle cose da fare, da sempre richieste e mai realizzate. Adesso tutti sperano nel premier. Dagli interventi strutturali per il corridoio che interessa il trasporto merci dal porto di Gioia Tauro – con relativo rilancio della stessa infrastruttura – alle politiche di finanziamento per la messa in sicurezza del territorio dai rischi di dissesto idrogeologico, dal completamento della Salerno-Reggio alla strada statale 106, dal rafforzamento della linea ferroviaria Battipaglia-Reggio al rinnovo del materiale rotabile e all'elettrificazione della linea jonica. La Cisl, attraverso il segretario regionale Paolo Tramonti, ha rilevato che la fase autunnale sarà caldissima. Un calabrese su due – ha detto – è in condizioni di totale, o quasi, indigenza economica. Tramonti – invitato a un confronto pubblico del Pd assieme ad amministratori, politici, giornalisti – ha parlato di inaccettabile atteggiamento dei livelli isti- tuzionali interessati – governo e Regione – che non riescono a dare certezze sul piano economico e sociale. Il segretario della Cisl ha pre- visto momenti difficilissimi per i lavoratori della sorveglianza idrau- lica, della forestazione, del fondo sollievo, delle comunità montane (ancora esistono?).
Insomma, la nostra è una terra alla quale siamo legati, ma che è fortemente piegata dalla crisi, quasi "hopeless", senza speranza. L'esponente nazionale della Uil, Roberto Castagna, ha attribuito pesanti responsabilità a quelle che ha chiamato «distratte forze politiche e istituzionali» che si sono dimostrate – a suo dire – incapaci di porre rimedi a una situazione che rischia un'esplosione sociale senza pre- cedenti. La Calabria è vinta da una condizione di povertà pressoché assoluta. Come hanno rilevato – nel corso di questi ultimi mesi – la Banca d'Italia, la Svimez, l'Istat, la disoccupazione calabrese è al doppio di quella nazionale, il precariato ha raggiunto livelli al di fuori di ogni controllo, le prospettive di lavoro per i giovani e i meno giovani sono diventate una chimera. «Sfiducia e disagio – secondo Roberto Castagna – hanno rappresentato il sentimento più forte in tutti gli strati sociali. A parere dell'esponente del sindacato di Angeletti, le politiche su sanità, industria, artigianato, infrastrutture, trasporti, ambiente, forestazione sono state un completo fallimento. Da qui la necessità di Uil, Cgil e Cisl di incontri o anche scontri per riprendere i discorsi interrotti a favore di questa terra derelitta, facendo della renziana cabina di regia il luogo nel quale tentare di risollevare le sorti di una regione – la nostra – che non merita di rimanere a vita negli ultimi posti di tutti gli indicatori sociali. Per ragioni storiche, culturali, di equità. Non ci sono condizioni diverse tra i cinque territori provinciali calabresi. Più o meno, navigano tutti negli stessi marosi. Se non si interviene con l'urgenza che il "caso Calabria" richiede, le prospettive saranno anche peggiori. Se non si interviene l'economia è al tracollo totale. Migliaia le aziende – grandi, medie e piccole – che hanno chiuso i battenti. La disoccupazione è in crescita, la via dell'emigrazione – al Nord o in Europa –, è ripresa alla grande. Anche sul versante confindustriale non si tace. Lo hanno fatto settimanalmente il presidente Natale Mazzuca, leader degli imprenditori cosentini; da Reggio Andrea Cuzzocrea e da Catanzaro il presidente Daniele Rossi che ha addirittura sostenuto che «la Calabria se fosse un'azienda, sarebbe addirittura fallita». La Calabria, a suo parere, non può farsi abbindolare da promesse non mantenute. Bisogna remare tutti, secondo Daniele Rossi, nella stessa direzione per uscire dalla crisi. «La speranza, al contrario di quanto si crede, equivale alla rassegnazione. E vivere non è rassegnarsi», dice Albert Camus.

 

*giornalista

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    di Gregorio Corigliano*

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