Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 17 Ottobre 2014
Venerdì, 17 Ottobre 2014 23:00

Il Riesame libera Aquino

REGGIO CALABRIA È stato scarcerato dal tribunale del riesame di Reggio Calabria Salvatore Aquino, di 70 anni, presunto esponente dell'omonima cosca della 'ndrangheta di Marina di Gioiosa Ionica, nella Locride. Aquino era stato arrestato il 9 settembre scorso nell'ambito dell'operazione denominata "La morsa sugli appalti pubblici" condotta dallo Sco e dalla Squadra mobile di Reggio Calabria e che avrebbe svelato i condizionamenti delle cosche Aquino e Commisso nell' aggiudicazione di lavori per la realizzazione di alcune opere pubbliche. Le persone coinvolte nell'operazione furono, complessivamente, 27. I giudici del riesame hanno revocato l'ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di Aquino in accoglimento dell'istanza presentata dai suoi difensori, gli avvocati Francesco Mazzaferro e Sandro Furfaro, che, in una nota, sostengono di avere dimostrato "l'assoluta estraneita'" del loro assistito ai fatti contestatigli.

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    Presunto esponente dell'omonima cosca della 'ndrangheta di Marina di Gioiosa Ionica, nella Locride. Il 70enne era stato arrestato il 9 settembre scorso nell'ambito dell'operazione denominata "La morsa sugli appalti pubblici"

Venerdì, 17 Ottobre 2014 21:05

Sisma a largo della costa tirrenica cosentina

COSENZA Un terremoto di magnitudo 3.4 è avvenuto in serata a largo delle coste del Tirreno cosentino. La scossa è stata registrata alle 18,40 dalla rete sismica dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. L'evento è stato localizzato a una profondità di circa 281 chilometri e segue quello di magnitudo 2.6 è avvenuto sempre a largo della costa tirrenica intonro alle 3,40.

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    La scossa di magnitudo 3.4 è stata registrata dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia

Venerdì, 17 Ottobre 2014 20:40

"Italia che lavora", la mannaia del gup

SAN LUCA Un'assoluzione, un non luogo a procedere per intervenuta prescrizione e sei condanne a quattro anni. Non passa la mannaia del gup il castello accusatorio del procedimento "Italia che lavora", coordinato dal pm Francesco Tedesco, che sembrava aver individuato un vero e proprio "cartello" di imprese in grado di accaparrarsi, direttamente o indirettamente, lavori pubblici fatti a San Luca, grazie ai rapporti con elementi di spicco delle cosche della zona. Il gup Scortecci ha solo parzialmente accolto le richieste di pena avanzato dal pm, condannando Francesco Stipo, Domenico Cosmo, Domenico Costanzo, Antonio Cosmo e Francesco Mammoliti a quattro anni di carcere. Caduta l'aggravante mafiosa si estingue – per intervenuta prescrizione – il reato contestato a Francesco Nirta, mentre esce dal processo assolto da tutte le accuse a suo carico Antonio Stipo.
Stando all'impostazione accusatoria, gli indagati si sarebbero accaparrati grazie ad atti di concorrenza sleale volti al controllo o comunque al condizionamento dell'aggiudicazione e della successiva esecuzione dei lavori nove appalti pubblici banditi dal Comune di San Luca, dalla Provincia di Reggio Calabria e dalla Regione Calabria del valore di 5,5 milioni di euro. Una spartizione che avrebbe seguito, secondo l'accusa, pedissequamente gli equilibri mafiosi esistenti nel territorio di San Luca tra il 2005 ed il 2009, in base ai quali le varie famiglie si sarebbero appropriate dei sontuosi finanziamenti destinati alla realizzazione di opere pubbliche grazie alla predisposizione fraudolenta di offerte o rapporti di sub-appalto lecito o illecito dei lavori, come anche tramite l'imposizione delle ditte destinate eseguire di fatto i lavori.

 

Alesssia Candito

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    Il giudice per le udienze preliminari ha solo parzialmente accolto le richieste dell'accusa contro un presunto "cartello" che sarebbe stato costituito per aggiudicarsi gli appalti a San Luca: un'assoluzione, un non luogo a procedere per intervenuta prescrizione e sei condanne a quattro anni

LAMEZIA TERME «Con buona pace delle malauguranti riflessioni di Arena e Caligiuri, nominati assessori senza aver dovuto raccogliere consensi su base regionale e che quindi difficilmente possono dare lezioni in materia, Forza Italia e il centrodestra non vedono intaccate le possibilità di vincere le elezioni regionali, proprio perché il partito ha deciso di puntare su una proposta politica chiara, trasparente e lontana dai compromessi». Così il presidente dei consiglieri regionali di Forza Italia Ennio Morrone.
«Una proposta – ha aggiunto Morrone – di assoluta rottura con il passato, che per forza di cose non può avere la condivisione di chi è stato protagonista di un'esperienza politica che, evidentemente, non ha avuto un grande apprezzamento da parte dei calabresi. I due assessori regionali, infatti, anziché riflettere sulle scelte sbagliate di questi anni, o fare un tentativo di valorizzare le cose buone fatte, scelgono di pontificare sullo stato di salute di una coalizione che, se paga un prezzo, è proprio la pesante eredità del passato: un ostacolo che si tocca con mano incontrando la gente, parlando con le comunità, e che appare l'unico vero limite in quella che può ancora essere una corsa vittoriosa alle regionali del 23 novembre. La campagna elettorale dovrà quindi essere condotta con maggiore onestà, facendo ammenda degli errori del recente passato, come la designazione di assessori esterni sull'ondata delle vicende giudiziarie, o le scelte scellerate nel campo della cultura di chi ha dirottato risorse importanti verso altre regioni a danno del sistema universitario calabrese, e che ha dimostrato di non avere alcun consenso popolare, avendo perso da assessore anche le elezioni nel proprio Comune. Bene ha fatto Wanda Ferro – ha concluso Ennio Morrone – ad appellarsi ai cittadini e alle forze sane della Calabria, chiamate a raccolta intorno a un progetto che vuole spazzare via le zavorre del passato. Ed è fin troppo ovvio che le zavorre siano scontente. Ma in Calabria occorre una rivoluzione vera: la rivoluzione del coraggio, della chiarezza, della lealtà, della trasparenza e della responsabilità. Una rivoluzione che non può fare l'interesse di pochi, ma certo farà quello dei calabresi».

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    Il presidente di Fi in Consiglio: «La loro amministrazione lascia un'eredità pesante al centrodestra»

LAMEZIA TERME Cresce l'offerta di Ryanair sulla Calabria. Dal 26 ottobre prossimo, la compagnia low cost irlandese opererà il nuovo collegamento giornaliero, andata e ritorno, Roma Ciampino-Crotone, che si aggiunge ai voli già operati da Fiumicino per Lamezia con due frequenze giornaliere. «Siamo molto lieti – dichiara John Alborante, sales and marketing manager per l'Italia – di poter offrire ai nostri clienti residenti a Roma e nel Lazio ancora più collegamenti con la Calabria, grazie all'imminente partenza della nuova rotta da Ciampino a Crotone. I nostri clienti – aggiunge – già scelgono Ryanair per le tariffe più basse, la grande scelta di rotte e il nostro servizio clienti leader di settore. Ora possono anche prenotare i propri voli sul nostro sito web molto migliorato o attraverso la nostra nuovissima app mobile, imbarcarsi con la carta d'imbarco mobile, trasportare un secondo bagaglio a mano gratuito, beneficiare dei posti assegnati e utilizzare i propri dispositivi elettronici personali in tutte le fasi del volo. Inoltre, possono usufruire, oltre che dei prodotti dedicati alle famiglie, anche del nuovissimo prodotto "Business plus", che include – conclude – cambi di biglietto flessibili, una franchigia bagaglio da 20 chili, il fast-track presso alcuni aeroporti, imbarco prioritario e posti premium». 

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    Dal 26 ottobre per la compagnia low cost irlandese parte il nuovo collegamento giornaliero, andata e ritorno, Roma Ciampino-Crotone

Venerdì, 17 Ottobre 2014 18:44

«È solo satira»

Riceviamo e pubblichiamo

 

Sul Corriere della Calabria è uscito a firma Bellantoni un articolo che contiene alcune iperboli in merito a delle mie vignette satiriche pubblicate sulla mia bacheca facebook, che è necessario precisare. La satira fa male, quando colpisce nel segno, e a quanto pare ha molto colpito visto che è stata data un'interprezazione alquanto amicale da parte dell'articolista sulle vignette pubblicate. Non è stata accostata nessuna candidata a famose pornostar e non ci sono commenti irriferibili, dopo di che, io non posso di certo levare la malizia dagli occhi di chi guarda.

La vignetta con "i meloni" metteva in evidenza l'imbronciatura di una candidata di cui era stata criticata la precedente immagine istituzionale, troppo furba e troppo mirata all'attrazione fisica. La banana era l'unico frutto che messo capovolto dava l'impressione dell'imbronciatura, ma qualsiasi altro frutto si fosse adoperato, vuoi una fava o un cetriolo, il riferimento fallico, in chi ce lo voleva vedere, ci sarebbe comunque stato.

La vignetta con "Cece' o' pazzariello" richiama al famoso film con Totò, "L'oro di Napoli" ed è finito in una vignetta intitolata "L'oro di Reggio" perché il candidato del M5S in una sua dichiarazione ha affermato che occorre usare le criticità di Reggio per creare posti di lavoro, che è la peggiore politica di questo mondo, perché poi accade che le criticità restano sempre irrisolte, altrimenti addio posti di lavoro e furbi che ci lucrano sopra.

La vignetta sul richiamo al dress code, per un'altra candidata, serviva ad evidenziare come scarsa fosse l'attenzione verso il consumo critico da parte di chi si proponeva quale portavoce del M5S, il quale del consumo critico ne fa una delle sue principali battaglie.

Vi è poi la vignetta in cui Giordano viene rappresentato come un goffo volatile e Falcomatà come un uccello da preda, il quale ultimo altro non deve fare che attendere gli assist lanciati dal candidato del M5S, come il richiamo allo slogan "la svolta". La vignetta sul "Movimento Chi l'ha Visto" richiama l'attenzione sulla poca trasparenza nella presentazione dei candidati, di cui nulla si sa, di molti nemmeno l'immagine si conosce, nonostante che stando alle "regole" questi avrebbero dovuto addirittura pubblicare i loro Cv e mettere in piedi una piattaforma con cui confrontarsi con i cittadini.

Per non parlare poi della cosa gravissima, relativamente all'etica della buona politica, per cui nella stessa lista sono presenti il marito in qualità di candidato a sindaco e la moglie in qualità di capo lista, e questo non certo in un comune di poche centinaia di abitanti.

Io non sono un "hater" come sostiene il signor Bellantoni, io ho solo fatto il lavoro che avrebbe dovuto invece fare lui e anche il riferimento alla mia professione, come fosse una colpa sociale, già apparso in un altro articolo infamatorio, fa sorgere il sospetto che la gola profonda che gli ha dettato l'articolo è la stessa.

Alla lista Giordano, che io proprio non identifico con il M5S, le mie vignette danno molto fastidio perché li mette a nudo e allora scalciano scompostamente e il fatto che io abbia dato la mia disponibilità per una proposta alternativa non mi costringe ad una disciplina di partito, in un movimento che partito non è, e meno che meno mi costringe a chiudere gli occhi di fronte a evidenti scompostezze.

 

Roberto Scaramuzzino

 

Il diritto di satira è sacrosanto. Così come lo è il diritto di sottolineare la stranezza di un ex candidato alle comunali di Reggio che, andate male per lui e la sua lista le consultazioni online, comincia a sparare a zero (con sarcasmo, certo) contro quelli che dovrebbero comunque essere i suoi "compagni di partito". Quanto al riferimento alla professione, non si tratta di colpa sociale, né tanto meno di perseguire una volontà diffamatoria. Mi chiedevo solo se anche ai suoi studenti il professor Scaramuzzino insegni che la lotta politica si fa raffigurando le avversarie con una banana al posto della bocca. Mi sembra un chiaro accostamento machista nonché fortemente allusivo. Ma forse è vero: la malizia sta negli occhi di chi guarda. E di chi scrive? (P. B.)  

 

 

 

 

 

 

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    Scaramuzzino replica: «Non sono sottoposto alla disciplina di partito»

VIBO VALENTIA Dopo le due di San Nicola da Crissa, per le quali è arrivato anche lo stop del Consiglio di Stato, il Tar Calabria sospende la costruzione di un'altra centrale a biomasse che "Enel Green Power s.p.a." vorrebbe realizzare nel territorio delle Serre vibonesi, uno dei polmoni verdi della Calabria. È di oggi, infatti, l'ordinanza con cui il Tribunale amministrativo ha accolto la richiesta di sospensiva di un gruppo di cittadini, rappresentato dall'avvocato vibonese Angelo Calzone, che ha deciso di impugnare il provvedimento di autorizzazione (formatosi per silenzio assenso) relativo alla richiesta presentata da Enel nel dicembre 2012 e il permesso a costruire rilasciato nel maggio scorso dal responsabile dell'area tecnica del Comune di Mongiana. Le autorizzazioni in questione riguardano la costruzione di un impianto di produzione di energia elettrica da biomassa della potenza di 300kw.
In attesa della trattazione di merito, fissata per il 20 febbraio 2015, i giudici amministrativi hanno ritenuto che dai rilievi presentati dal legale dei cittadini, che si sono uniti in un comitato civico, sia emersa la sussistenza del periculum in mora e del fumus boni iuris. Il Tar, in particolare, con riferimento al fumus, ha preso in considerazione «le violazioni di legge relative alla disponibilità del suolo al momento dell'autorizzazione, delle disposizioni di carattere urbanistico e della normativa in materia ambientale», e ha ritenuto che «la gravità del pregiudizio risulta sulla base delle allegazioni di parte ricorrente in relazione alle ripercussioni derivanti sul territorio dall'eventuale attivazione dell'impianto».

 

Sergio Pelaia

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    I giudici amministrativi hanno accolto la richiesta di sospensiva avanzata da un gruppo di cittadini contro Enel Green Power e Comune

Venerdì, 17 Ottobre 2014 17:38

Crotone ricorda Dodò Gabriele

CROTONE Si è svolta stamane a Crotone la sesta "Giornata della legalità" intitolata a Dodò Gabriele, il bimbo di undici anni ucciso per errore dalla 'ndrangheta nel 2009 mentre giocava a calcetto. La giornata della legalità si svolge proprio nel giorno del compleanno di Dodò. Nel teatro Apollo di Crotone si sono ritrovate numerose persone, tra cui molti ragazzi, per ricordare che i mafiosi sono «uomini senza onore» e che «le mafie ammazzano anche i bambini». Alla manifestazione, oltre ai coordinamenti di Libera, hanno partecipato anche i genitori del bimbo ucciso, Giovanni e Francesca Gabriele. Gli studenti hanno proposto video e monologhi sui temi della legalità. Nel teatro di Crotone è stato esposto anche uno striscione con la scritta «Buon compleanno Dodò» a dimostrare come sia sempre viva la sua memoria tra quanti hanno avuto la possibilità di conoscerlo e di apprezzarne bontà e altruismo. Il prefetto di Crotone, Maria Tirone, ha ricordato che «libertà, solidarietà morale e civile e legalità sono le armi per contrastare la criminalità organizzata». Angela Napoli, ex parlamentare e consulente della commissione Antimafia, ha invitato i giovani «a non lasciarsi abbagliare dall'illegalità: perseguite sempre la correttezza e la trasparenza». L'ex procuratore nazionale antimafia aggiunto, Emilio Ledonne, ha detto che «per contrastare la criminalità occorre una rivoluzione morale. Basta con la rassegnazione. L'omertà pregiudica la lotta alla mafia». All'iniziativa era presente anche il sostituto procuratore generale di Catanzaro, Salvatore Curcio, che come pm della Dda di Catanzaro ha diretto le indagini sull'omicidio del piccolo Dodò. «L'uccisione di Dodò – ha detto – è stata una barbarie inaudita. Bisogna svegliare la coscienza: solo così combatteremo la mafia che attecchisce laddove mancano cultura e consapevolezza».

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    Iniziativa sulla legalità nel giorno del suo compleanno. Tanti ragazzi al teatro Apollo

LAMEZIA TERME Hanno avuto un seguito le denunce sporte dal presidente della commissione di Vigilanza Aurelio Chizzoniti in ordine all’omesso recupero di circa 40 milioni di euro nei confronti di diverse imprese dichiarate decadute dai benefici precedentemente riconosciuti in relazione alla vicenda dei lavoratori di “Calabria it”, «la cui posizione – fa sapere l'interessato – è ancora sub judice “nonostante – l’espressa previsione della legge 24 del 13 che disciplina il transito degli stessi a Fincalabra spa”.
Nei giorni scorsi, un pool investigativo delegato dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e composto dal maresciallo Luca Centonse della guardia di finanza, da Paolo Fallara ed Alberto Cuzzocrea funzionari dell’Ispettorato regionale del lavoro, ha interrogato a Palazzo Campanella il Presidente della Commissione, acquisendo documenti a integrazione dei già corposi dossier trasmessi dallo stesso a diverse Procure della Calabria. «In particolare – spiega ancora il presidente Chizzoniti – è stata anche richiamata una nota, fin qui riservata, con cui la presidenza del consiglio regionale, sollecitata dal sottoscritto, ha puntualizzato che sono esentate dal rispetto degli obblighi derivanti dal calcolo degli indicatori utilizzati per la formazione delle graduatorie soltanto le imprese che, alla data di entrata in vigore del decreto 83del 2012, abbiano completato e regolarmente collaudato gli investimenti». Chizzoniti aggiunge poi che «qualsiasi altra interpretazione deve ritenersi in conflitto con le finalità perseguite dalla legge regionale numero 54 del 2013 volta a sostenere, in questo particolare momento, le imprese vittime della crisi e non sicuramente quelle inadempienti».
«Fra queste – sottolinea ancora l'interessato – l’onnipresente tipografia De Rose. Quanto alla vicenda dei lavoratori di “Calabria it”, che non ricevono lo stipendio da ben sette mesi sono stati i militari della stazione principale dei carabinieri di Reggio Calabria delegati dai colleghi catanzaresi coordinati dalla Procura della Repubblica del capoluogo, dopo aver acquisito ulteriore documentazione a interrogare, per ulteriori approfondimenti, il presidente dalla commissione di vigilanza, che ha offerto la sua collaborazione». Ancora, Chizzoniti ha affermato che «si tratta di due vicende di fronte a cui la politica e la burocrazia regionale certamente non hanno brillato, offrendo inimitabili esempi di compiacente lassismo, inciampando perfino in banali notifiche per quel che riguarda il recupero delle somme non restituite dalle imprese inadempienti, mentre per “Calabria it” – conclude il presidente della commissione – attendo di conoscere le evoluzioni e gli sviluppi connesse al confronto con le forze sindacali sfociato in una proposta tesa a salvaguardare l’interesse prioritario dei livelli occupazionali che il neo presidente di Fincalabra Luca Mannarino – conclude – appare lodevolmente orientato a rispettare».

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    Il presidente della commissione di vigilanza Aurelio Chizzoniti sulla vicenda che ha visto coinvolti i lavoratori dell'azienda

CATANZARO «Nella nuova manovra di stabilità è prevista una diminuzione dei fondi per le Regioni, tagli che preoccupano e non faranno dormire sonni tranquilli ai
prossimi amministratori della Regione Calabria». Lo dichiara la presidente facente funzioni della Regione, Antonella Stasi. «I tagli imposti dal governo avranno un effetto di oltre 130 milioni per la nostra regione e andranno a colpire principalmente due settori fondamentali come trasporti e sanità, ossia quelle voci di spesa che più di tutti gravano sul bilancio regionale, settori peraltro già in grande difficoltà e che rischiano di essere definitivamente soffocati».

«Insomma se si vuole continuare a mantenere il bilancio in pareggio come con difficoltà abbiamo fatto per il 2014, bisognerà tagliare ulteriormente dei servizi per riuscire a far quadrare i conti, ecco perché chiediamo al governo di fare un passo indietro». «La Regione Calabria è da quasi cinque anni in piano di rientro e con il

governatore Scopelliti come commissario ad acta il debito è stato ridotto quasi fino ad annullarlo definitivamente, non senza grandi sacrifici, un debito sanitario che nel 2009 registrava un disavanzo di 259 milioni di euro».

«Il governo – continua la Stasi – oggi invece di aiutare ci chiede ancora tagli che questa volta per la Calabria non saranno più sopportabili. C'è da aggiunge che nella manovra finanziaria la cifra stanziata per gli ammortizzatori sociali non è chiara ma soprattutto non vi è alcun cenno sul saldo del 2013 e se si riuscirà a coprire tutto il 2014 con le risorse stanziate. Renzi ci ripensi e riveda i dolorosi tagli imposti alle regioni altrimenti l'unico risultato sarà quello di un fallimento totale degli enti

locali e di conseguenza dell'Italia stessa».

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    Stasi sulla legge di stabilità: «A rischio sanità e trasporti»

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