Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 19 Ottobre 2014
Domenica, 19 Ottobre 2014 20:52

Cala il sipario sull'Udc

di Antonio Ricchio

 

C’era una volta l’Udc. C’era una volta un partito – Regionali del 2010 – capace di conquistare poco meno del 10% dei consensi ed eleggere sei rappresentanti in consiglio regionale. Quattro anni dopo di quella gioiosa macchina da guerra è rimasto quasi nulla. Roberto e Mario Occhiuto sono volati in Forza Italia. Mario Tassone ha rifondato il Cdu. Pasquale Tripodi ha preferito puntare sul Centro democratico di Tabacci. La novità, clamorosa, delle ultimissime ore, riguarda lo strappo di Gino e Michele Trematerra. Padre e figlio sono ai saluti finali con Lorenzo Cesa. Il nuovo approdo sono Forza Italia e la coalizione guidata da Wanda Ferro, che proprio ieri l’altro ha chiuso le porte a chi (vedi Ncd e Udc) sogna di trovare un’intesa col Pd. «Non andiamo via, rimaniamo dove siamo sempre stati ovvero nella coalizione alternativa al centrosinistra», è l’unica battuta strappata a Trematerra junior.

Si narra che dietro il (ri)avvicinamento dei Trematerra al centrodestra ci sia lo zampino degli Occhiuto. Il grande gelo tra le due famiglie è durato soltanto alcuni mesi. E adesso il dialogo è ripreso anche perché alla base c’è un obiettivo comune: costruire un argine al potere dei fratelli Pino e Tonino Gentile. Altro particolare di poco conto: nel centrosinistra ci sarebbe pure la volontà di allargare il perimetro della coalizione ma a patto che nessuno degli assessori uscenti venga ricandidato. Trematerra è convinto di aver fatto bene nel corso di questa legislatura e per questo vuole giocarsi le sue carte fino in fondo.

Per lunedì mattina Cesa ha convocato a Roma quel che rimane del suo partito. All’appuntamento non si presenteranno né il segretario regionale, né l’assessore regionale all’Agricoltura. Ci andrà, invece, Franco Talarico, che dopo essere stato il più fedele alleato di Peppe Scopelliti in questa legislatura, adesso ha stretto un patto di ferro con Tonino Gentile e gli altri big del Nuovo centrodestra.

Il viaggio nella Capitale dovrebbe rappresentare l’ultima tappa di un giro estenuante di trattative politiche che hanno riservato più dolori che gioie all’Udc. «Speriamo che il nostro segretario nazionale – commenta amaro Ottavio Bruni – capisca che dovremmo pure dedicarci alla campagna elettorale sul territorio e non solo ai vertici nelle segrete stanze». Il segretario nazionale comunicherà l’esito del lungo giro di consultazioni romane, dopodiché si tireranno le somme. Alfonso Dattolo ha già fatto sapere che in caso di lista unica con Ncd lui non ci sarà. E quello di creare un unico contenitore politico – “Popolari per la Calabria”, è il nome scelto – pare essere proprio l’obiettivo a cui lavorano tanto Cesa quanto l’alfaniano Gaetano Quagliariello. Che da Reggio Calabria ha puntato il dito contro Forza Italia: «Il centrodestra non ha voglia di vincere. Su di noi sono stati piazzati dei veti assurdi». Al di là delle dichiarazioni bellicose, cresce il panico tra i centristi. La legge elettorale impone alle coalizioni di conquistare almeno l’8% dei voti per accedere alla ripartizione dei seggi. Una soglia che fino a poco tempo fa sarebbe stata raggiunta senza particolari patemi ma che oggi, complici le ultime defezioni, non sembra essere proprio a portata di mano.

Per tutta la domenica, comunque, si sono rincorse le voci più disparate. Compresa quella di un possibile accordo tra Ncd, Udc e il centrosinistra di Mario Oliverio. «L’ho detto e lo ripeto: io non cedo a nessun ricatto. Non andrò a fare campagna elettorale con chi ha sostenuto ogni scelta di Scopelliti», è la replica dell’aspirante governatore dei dem.

Chi non sarà proprio della partita è invece Daniele Rossi. Il presidente di Confindustria Catanzaro ha declinato con un cortese ma fermo «no, grazie» l’offerta fattagli recapitare nelle scorse ore da alcuni emissari dell’Udc. Il giovane imprenditore, che vanta un personale rapporto di amicizia con Pier Ferdinando Casini, non intende avere un diretto coinvolgimento nella politica attiva. Almeno in questa fase. «Per il resto si vedrà», si lascia scappare Rossi. Che anche ieri è stato in giro per promuovere il suo movimento “La Calabria che rema”. Quanto all’Udc, siamo ai titoli di coda. Gianluca Gallo prova a buttarla sull’ironia: «Consiglierei al segretario Cesa di vedere, se non l’ha mai fatto, il film “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi”. Potrebbe tornargli utile...».

Twitter: @AntonioRicchio

Domenica, 19 Ottobre 2014 20:40

Regionali, il Pd si sdoppia

LAMEZIA TERME «Per le elezioni regionali del prossimo 23 novembre il Partito democratico metterà in campo liste che saranno espressione, nell'ambito della coalizione di centrosinistra, del progetto politico di governo dei democratici e di tutte le componenti della società calabrese assicurando, nel contempo, adeguata rappresentanza a tutte le realtà comprensoriali della nostra regione». È quanto scritto in una nota del Pd della Calabria. «Tale intendimento - prosegue la nota - è stato espresso e condiviso da tutti i partecipanti dell'incontro al quale hanno preso parte il segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno; il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, Mario Oliverio; i segretari delle federazioni provinciali: Enzo Bruno, Catanzaro; Luigi Guglielmelli, Cosenza; Michele Mirabello, Vibo Valentia; Arturo Pantisano, Crotone; Sebi Romeo, Reggio Calabria. Per tale motivo accanto alla lista che porterà il simbolo del Pd, i democratici proporranno agli elettori una lista composta da rappresentanti che saranno espressione diretta di ogni ambito comprensoriale della nostra regione. Tale scelta nasce dalla necessità, fortemente sentita e coerente con il percorso fin qui attuato, di dare voce, adeguatamente, ai territori, alle loro istanze ed ai loro bisogni, in un confronto elettorale che risulta decisivo per il futuro della nostra regione. Un confronto che giunge dopo un'esperienza politica, quella del centrodestra, che si è caratterizzata negativamente proprio per aver acuito colpevolmente e gradualmente la lontananza tra i territori, le loro istanze e i loro bisogni».

«Un atteggiamento, scellerato, che ha avuto, tra le altre cose, il peggioramento dei servizi assicurati ai cittadini - è evidenziato nella nota del Pd - e il crescente discredito con il quale i calabresi hanno guardato alle istituzioni regionali. La volontà del Partito democratico di rendere finalmente i territori protagonisti, attraverso una concreta rappresentanza, sarà uno degli elementi fondanti delle proposta programmatica che il Pd e il centrosinistra tutto, vuole attuare in Calabria, per realizzare un cambiamento profondo ed una nuova stagione politica, amministrativa e civile di sviluppo, legalità e buon governo».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Riunione a Lamezia tra Magorno, Oliverio e i segretari provinciali: «Accanto alla lista dem, proporremo una lista composta da rappresentanti che saranno espressione di ogni ambito comprensoriale della nostra Calabria»

  • Articoli Correlati

    - Oliverio: con me solo candidati "puliti"

Domenica, 19 Ottobre 2014 19:29

«No alla riduzione della torre di controllo»

REGGIO CALABRIA Con riferimento alle vicende che riguardano la realtà dell'aeroporto dello Stretto, il presidente della commissione di Vigilanza e Controllo del Consiglio regionale, Aurelio Chizzoniti, interviene denunciando «il preannunciato ridimensionamento della torre di controllo». «Non c'è pace - aggiunge - per l'aeroporto dello Stretto, la cui operatività transita da un problema all'altro e nel cui contesto si bussa ancora a denari per salvare il Tito Minniti che non corre rischi di chiusura indipendentemente dalle involuzioni finanziarie della Sogas, il cui salvataggio è cosa diversa rispetto alla struttura aeroportuale gestita in primis dall'Enac, come tutti gli aeroporti nazionali che non sono di proprietà delle società che li gestiscono. Ma questa volta la Sogas non c'entra, poiché irrompe nel proscenio aeroportuale nazionale un piano di ristrutturazione dei centri periferici di assistenza al volo nella cui ottica il personale di alto spessore professionale operante presso diversi aeroporti di non primaria importanza, e fra questi anche quello di Reggio, sarà trasferito ad altri centri di assistenza al volo e sostituito da giovanissimi già in ambientamento la cui inesperienza incide fortissimamente sui livelli minimali di sicurezza i cui parametri non dovrebbero prevedere sconti o svendite popolari».

«Personalmente ritengo fortemente irresponsabile - prosegue Chizzoniti - lo smantellamento della torre di controllo i cui operatori governano con grande perizia l'avvicinamento all'aeroporto mentre chi li dovrebbe sostituire è allenato a controllare il movimento ground ovvero degli aeromobili una volta atterrati. È logico e intuitivo pensare che neanche a livello nazionale si nutra grande fiducia in ordine al potenziale sviluppo dell'aeroporto calabro-siculo, visto che se ne programma il depotenziamento addirittura del controllo dello spazio aereo di pertinenza. Tutto ciò dovrebbe far riflettere chi pensa di risolvere i problemi rifinanziando per l'ennesima volta la Sogas indipendentemente dalla mai pianificata ristrutturazione e rilancio attraverso un piano industriale autenticamente tale. Quindi ulteriori nubi all'orizzonte che non sembra interessino granché i soci Sogas che insistono su un management che fin qui ha dimostrato, come quelli precedenti, di attentare anche alla continuità occupazionale determinando la corale reazione delle forze sindacali».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    L'allarme del consigliere regionale Aurelio Chizzoniti: «Non c'è pace per l'aeroporto dello Stretto»

Domenica, 19 Ottobre 2014 19:26

Sette escursionisti salvati sul Pollino

BELVEDERE MARITTIMO Sette escursionisti pugliesi, cinque uomini, una donna ed un bambino, sono stati soccorsi dopo che erano rimasti bloccati a oltre mille metri di quota sul monte "La Caccia" a Belvedere Marittimo, nel Parco del Pollino. Un elicottero della protezione civile ed una squadra del Soccorso Alpino del Pollino hanno raggiunto gli escursionisti che sono stati riportati a valle. Le sette persone sono in buone condizioni di salute.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Cinque uomini, una donna ed un bambino, sono rimasti bloccati a oltre mille metri di quota sul monte "La Caccia" a Belvedere Marittimo, nel Parco del Pollino

Domenica, 19 Ottobre 2014 17:49

Lattarico, ritrovati reperti archeologici

LATTARICO Resti di costruzioni di epoca romana, mura antiche, pavimentazioni, un ponte, una fontana e molto altro ancora sono stati rinvenuti nella frazione "Regina" del comune di Lattarico. Lo rende noto il consigliere regionale del Pd Carlo Guccione. «È un patrimonio storico - afferma Guccione - che in questo momento è ancora in gran parte da scoprire e valorizzare: i resti del ponte sono ricoperti da una fitta vegetazione, le trincee di scavo sono invase dalle sterpaglie e tutta la zona e' sprofondata nell'incuria. Due associazioni del luogo - "Club red Moon" e "Rivivere la Nostra Terra" - hanno cercato di riportare gli scavi di Lattarico all'attenzione della pubblica opinione curando alcune pubblicazioni editoriali e partecipando ad importanti eventi fieristici. Ma nonostante tutti gli sforzi fatti, la mancanza delle istituzioni e il disinteresse degli enti preposti, hanno fatto sì che questo immenso patrimonio fosse abbandonato all'incuria e al degrado nel disinteresse generale».

«È di pochi giorni fa - prosegue - la presentazione di una ricerca del Censis sulla rilevazione del capitale culturale calabrese che ha messo in evidenza come lo sterminato patrimonio storico fatto di siti archeologici, castelli, chiese, musei, archivi, collezioni e palazzi storici, giace ancora in gran parte abbandonato e non utilizzato per come avrebbe potuto essere. Il patrimonio storico e archeologico è l'oro della Calabria: basterebbe solo capitalizzare i tanti tesori nascosti e dalle potenzialità largamente inespresse, investendo nella sua tutela e valorizzazione e nel rilancio del comparto turistico ad esso collegato. Così facendo la Calabria avrebbe un attrattore turistico formidabile, con pochi eguali in Italia e nel mondo. La gestione degli scavi di Lattarico da parte delle istituzioni è solo l'ultima prova della degradazione culturale che attraversa la Calabria nonché la conferma, l'ennesima, della totale incapacità di chi aveva il compito di mettere a frutto questo tesoro e di individuare percorsi di sviluppo attraverso la valorizzazione di un patrimonio storico e archeologico di ineguagliabile bellezza».

«Nel comune di Lattarico - conclude Guccione - c'è un patrimonio ancora in gran parte da scoprire. Su quell'area è necessario promuovere una campagna di scavi per riportare alla luce tutti i resti della civiltà romana sepolti e non ancora ritrovati e valorizzare, in seguito, quell'inestimabile patrimonio con azioni mirate a creare un indotto turistico e un'economia adeguata all'importanza della scoperta. Lasciare marcire una straordinaria testimonianza delle antiche civiltà che abitavano quei luoghi sarebbe un atto di intollerabile cinismo e disinteresse nei confronti delle comunità che abitano la zona e che potrebbero ricevere, da una oculata promozione e dallo sfruttamento del patrimonio storico, un'irripetibile occasione in termini di crescita del territorio e sviluppo economico».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Il consigliere regionale del Pd Carlo Guccione: «È un patrimonio che deve essere valorizzato»

REGGIO EMILIA «Ieri mi si sono avvicinate tre persone. Una di queste mi ha detto che il nome di Grande Aracri non lo devo più nominare. Oggi ho sporto denuncia verso ignoti». Lo racconta Maria Edera Spadoni, parlamentare reggiana del Movimento 5 Stelle, che da tempo chiede le dimissioni del sindaco di Brescello Marcello Coffrini per i suoi rapporti con il boss della 'ndrangheta calabrese Francesco Grande Aracri. L'episodio sarebbe avvenuto a Reggio Emilia, al termine di una manifestazione sull'acqua pubblica. «Ho ricordato il pericolo delle infiltrazioni mafiose - ha detto la Spadoni - che purtroppo riscontriamo anche nel nostro territorio. Ho ricordato che i parlamentari emiliano romagnoli del Movimento 5 Stelle hanno richiesto due settimane fa le dimissioni del sindaco di Brescello dopo le sue dichiarazioni su Grande Aracri, condannato in via definitiva per associazione a delinquere di stampo mafioso nel 2008. Alla fine dell'evento mi si sono avvicinate queste tre persone».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    La denuncia Maria Edera Spadoni, parlamentare del M5S, che da tempo chiede le dimissioni del sindaco di Brescello Marcello Coffrini per i suoi rapporti con il boss della 'ndrangheta

Domenica, 19 Ottobre 2014 17:07

Spacciavano per strada, due in manette

PIANOPOLI Due ragazzi, O.S, di 21 anni, e I.C., di 20 anni, sono stati arrestati e posti ai domiciliari dai carabinieri a Pianopoli per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I due ventenni sono stati sorpresi i militari mentre spacciavano dosi di marijuana per strada. Nel corso dell'operazione i carabinieri hanno sequestrato alcune dosi di droga e la somma di 15 euro presumibilmente provento dell'attività di spaccio.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Operazione dei carabinieri a Pianopoli. I due ventenni si trovano ai domiciliari

Domenica, 19 Ottobre 2014 15:34

LEGA PRO | Il Catanzaro stende l'Ischia

CATANZARO Vittoria doveva essere e vittoria è stato per il Catanzaro. I giallorossi superano 2-1 al Ceravolo l'Ischia e mettono alla porta i malumori di questi ultimi giorni. Sorride il mister Moriero, finito nell'occhio del ciclone dopo la sconfitta, e la conseguente eliminazione dalla Coppa Italia di Lega Pro, casalinga contro il Cosenza. Aquile concrete nel primo tempo sofferenti, troppo nella ripresa. Le reti per i padroni di casa portano la firma di Russotto (su penalty) e Kamara. A inizio ripresa i campani hanno accorciato le distanze con Schetter ma il Catanzaro riesce a conquistare i tre punti e dare nuovo slancio alla sua classifica. La battuta d'arresto di domenica scorsa a Lamezia Terme è archiviata. 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Russotto e Kamara regalano i tre punti ai giallorossi e spegnono le polemiche seguite alle sconfitte nei derby contro Cosenza (Coppa Italia) e Vigor Lamezia

Domenica, 19 Ottobre 2014 15:01

Callipo alla guida della fronda dem

PIZZO Il sostegno incondizionato a Mario Oliverio, manifestato a caldo dopo l’esito delle primarie, è ormai cosa vecchia. Il sindaco di Pizzo non dichiara guerre al candidato vincitore delle primarie, ma mette in chiaro alcune cose. Non un coro unanime, certo, quello dei vari rappresentanti dei comitati e circoli che si sono dati vicendevolmente la parola all’interno dell’incontro “Adesso il futuro”, che si è svolto oggi a Pizzo, ma comunque sulla stessa lunghezza d’onda quando si deve ribadire il «ruolo indiscusso di leader di Gianluca» o articolare il vincitore delle primarie come «avversario».
Unico, vero, momento di discontinuità, l’intervento di Giovanni Manoccio che, per quanto abbia ribadito la necessità di «liste di solo orientamento democratico» ha tentato di abbassare i toni perché, da buon ex “oliveriano”, per lui quell’altra parte di Pd, avvertita come tanto lontana dai presenti, «non rappresenta il nemico».
Formalmente neppure per Callipo che, almeno a parole, non ha ufficializzato nessuna rottura con il veterano del Pd. L’ha però velatamente rimarcata ricordando gli «elementi di discontinuità attuali rispetto alle candidature» e citando, forse memore delle percentuali di gradimento che, sbagliando, gli avevano attribuito molto più consenso di quello ottenuto, «la volontà di quel 42 per cento e di quelle 55mila persone» che gli hanno «accordato una preferenza che va rispettata».
I sostenitori di Callipo del resto hanno, ha proseguito il sindaco, «bisogni propri e esigenze proprie» e, soprattutto, non intendono «fare passi indietro sul fatto di non accogliere all’interno del futuro consiglio regionale elementi attualmente presenti nella giunta della Stasi. Se così non fosse, i risultati li pagheremo tutti. Va poi rispettato – ha proseguito - il deliberato dell’assemblea che dice che i transfughi non possono essere accettati».
Se, poi, l’apertura iniziale di Oliverio verso una coalizione più eterogenea sembrava cosa superata, ad affermare il contrario ci ha pensato Manoccio: «A fianco di Oliverio – ha detto – ci saranno sette liste, e solo tre saranno di ispirazione totalmente democratica, mentre le altre quattro provengono dal variegato panorama politico. Importante sarebbe dunque – ha proseguito - lasciare le analisi a dopo, perché questo è il momento di lavorare agli schieramenti».
Ma, per Callipo, i giochi sarebbero già fatti: «La coalizione – ha detto – è stata già definita al momento delle primarie. Per quello che mi riguarda, ho già le idee chiare da tempo, ma il confronto è doveroso». Eppure il sindaco di Pizzo non si è sbottonato più di tanto: ha piuttosto parlato per bocca dei suoi sostenitori che, da Rosario Bressi a Domenico Grillì, solo per ricordare alcuni interventi, hanno rimarcato differenze abissali tra i due pezzi forti dello scontro elettorale delle primarie. Oliverio ammirato per «la condotta risoluta tenuta a Roma», ma anche «troppo legato a vecchie logiche» o addirittura «troppo poco istruito e preparato» in confronto al giovane renziano.
«I voti di Oliverio – ha poi detto Renato Bellofiore, ex sindaco di Gioia Tauro – non sono in cassaforte, e l’esito delle primarie non deve fargli pensare che alle regionali andrà allo stesso modo». 

Zaira Bartucca
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Il renziano sconfitto alle primarie riunisce i suoi a Pizzo. I distinguo dal candidato a governatore Oliverio. Manoccio fa il pompiere: «Non è lui il nostro nemico»

Domenica, 19 Ottobre 2014 14:41

I nodi irrisolti dell'Ncd

REGGIO CALABRIA Non è certo nel momento più semplice della sua – pur breve – vita politica che il Nuovo centrodestra si dà appuntamento a Reggio Calabria a una settimana dall’appuntamento con le urne per le Comunali. Alle prese con la fronda interna dei circoli vicini all’ex governatore Scopelliti, oggi in minoranza nel suo stesso partito e tentato da collocazioni ulteriori, che proprio sulla riva calabrese dello Stretto hanno la propria roccaforte, rimasto con il cerino in mano alle Regionali, il partito di Alfano chiama il suo coordinatore nazionale, il senatore Gaetano Quagliarello a mettere ordine e dare la linea. Ma la linea non c’è, almeno per quanto riguarda le regionali. Per adesso – una settimana per Quagliarello, «oggi o domani» per Gentile -  Ncd sembra preferire prendere tempo, ributtando la palla nel campo di Forza Italia, sulle cui spalle scarica la responsabilità dell’esclusione dalla coalizione che il 23 Novembre si contenderà lo scranno più alto di Palazzo Alemanni e la maggioranza in consiglio regionale.

«Ci concentriamo su Reggio perché vogliamo evitare qualsiasi confusione i fra i livelli – afferma il coordinatore nazionale del partito -. Abbiamo dimostrato che quando il centrodestra vuole vincere Ncd c'è e per questo a Reggio noi ci siamo, ma non mi pare che questo stia succedendo a livello regionale dove si sta sbarrando la strada con veti assurdi». E nel rispondere al – forse improvvido - appello all’unità per le Regionali, lanciato dal candidato sindaco del centrodestra per Reggio, il senatore rivolgendosi al «caro Lucio (Dattola ndr)» sottolinea «è un invito che avresti dovuto rivolgere al tuo partito. Era stato convocato un tavolo al quale ci stavamo recando, ma prima ancora di iniziare ci è stata sbattuta la porta in faccia. Per questo motivo prendiamo tempo fino a quando sarà possibile, aspetteremo la prossima settimana, quindi ci assumeremo le nostre responsabilità». Un’operazione  - sembra voler sottolineare il senatore – probabilmente non indolore anche per i registi del divorzio regionale fra le due storiche anime del centrodestra «Se c’è chi fa le politiche delle porte aperte – dice Quagliarello, alludendo allo shopping di colonnelli che Forza Italia sta facendo all’interno di Ncd – noi faremo della politica della trasparenza», lasciando cadere velatamente la promessa – o minaccia – di spiattellare pubblicamente le grandi manovre in atto nelle retrovie dei due partiti.

I maggiorenti del centrodestra locale e regionale – il coordinatore regionale Tonino Gentile, i senatori Nico D’Ascola e Giovanni Bilardi – ascoltano e annuiscono, ma tutti sono consapevoli che il compito che si presenta loro di fronte è gravoso. Sulle loro spalle ricade l’onore e l’onere della valanga di consensi che ha fatto della Calabria una delle regioni in cui il Ncd è andato ben oltre la media nazionale del 4%, come la responsabilità di un eventuale flop, ma anche la necessità di dimostrare – forse più all’interno che all’esterno – che il partito ce la può fare a prescindere dalla collaborazione o meno dell’ex enfant prodige Giuseppe Scopelliti, ieri leader osannato, oggi personalità troppo ingombrante, compromessa e chiacchierata, anche solo per essere nominata. Al di là della «battaglia per l’autonomia che è un valore per la Calabria» evocata dal coordinatore regionale Gentile, che conferma «insieme all’Udc stiamo stabilendo in queste ore cosa fare», la parola d’ordine è «rinnovamento», nelle liste «formate in larga parte, per trenta trentaduesimi – ci tiene a evidenziare Bilardi –  da persone alla prima esperienza politica in senso stretto, rappresentativi di tutti i territori», come nel pretendere un impegno dei vertici nazionali per Reggio Calabria e per il Sud, che tocca a D’Ascola velatamente sottolineare.

«Impegno su temi concreti come il porto di Gioia Tauro», dice – grato di poter glissare sulle burrascose relazioni fra i due partiti – un imbarazzato presidente della Provincia, nonché uomo forte di Forza Italia a Reggio, Giuseppe Raffa, apparso per un breve saluto in qualità di padrone di casa – l’incontro di Ncd è stato ospitato nei saloni del “suo” Ente – e sparito nel giro di dieci minuti. Forse un involontario assist per Quagliarello che così può più agevolmente annunciare l’impegno – «concreto» ribadisce – dei ministri Ncd Beatrice Lorenzin e Maurizio Lupi per Reggio e la Calabria. E se alla responsabile del ministero della Salute toccherà presiedere «un momento di confronto con gli operatori sanitari della città e della regione» anche per invertire la rotta sulla sanità regionale - «le nomine della sanità servono per i cittadini, per gli ammalati, non si fanno a pochi giorni dalle elezioni » chiosa – toccherà invece al ministro Lupi presentarsi al più presto a Villa San Giovanni per «dare scadenze chiare sulla Salerno Reggio Calabria, ma anche parlare di Ponte sullo Stretto».

Un impegno che Quagliarello spiega affermando che «solo se cresce il Sud, l’Italia sperimenterà una vera ripresa». Un’istanza di cui il partito «rinnovato» si vuole fare portatore – se non presentarsi come unico interprete reale – nell’ottica della battaglia, tutta interna al centrodestra, che oggi vede il gotha degli alfaniani impegnato su un imperativo categorico nazionale: costruire un’immagine di Ncd come «partito della gente di buon senso», alternativa a quella da «spalla di Renzi» che il partito di Berlusconi tenta di cucirgli addosso. «Siamo nati nel mezzo di una crisi, senza una lira di finanziamento pubblico, in un momento in cui i partiti non andavano di moda. Ma soprattutto, siamo nati mentre a sinistra era in atto un processo di rinnovamento poi culminato in Renzi, mentre nel centrodestra tutto rimaneva immobile, con il rischio che i moderati rimanessero senza rappresentanza», afferma il coordinatore di Ncd, che per marcare la differenza non esita ad affondare sull’apertura  - tutta nuova – di Forza Italia al matrimonio gay. Non a caso Quagliarello tuona velenoso «Ma com’è possibile che chi ha fatto le battaglie per la famiglia adesso dimentichi tutto? Se non c’è chi tenga fermi i principi, magari rischiamo di perdere i valori in un selfie con Luxuria».  

Alessia Candito

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Gli alfaniani non hanno ancora deciso cosa fare per le Regionali. Quagliariello a Reggio loda Dattola ma bacchetta Forza Italia. Gentile rilancia: «La nostra battaglia per l'autonomia è un valore per la Calabria»

  • Articoli Correlati

    - Gentile smentisce tutto: «Nessuna trattativa»

Pagina 1 di 2