Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 02 Ottobre 2014
Giovedì, 02 Ottobre 2014 23:00

Pizzo a rischio scioglimento?

La notizia deflagra negli ambienti politici calabresi proprio alla vigilia delle primarie in programma domenica e non fa di certo sorridere Gianluca Callipo. Il comune di Pizzo Calabro, guidato proprio dal giovane renziano che è in corsa per ottenere la candidatura a governatore del centrosinistra, non ha ancora dato il via libera al Bilancio di previsione 2014. La legge prevedeva che andava fatto entro il 30 settembre. E invece lo strumento contabile non solo non è stato ratificato in consiglio comunale, ma nemmeno la giunta lo ha esaminato. Nella giornata di ieri dagli uffici comunali è partita una comunicazione formale indirizzata al prefetto di Vibo Valentia. Oggetto: il comune di Pizzo non ha approvato il Bilancio 2014.

Adesso è corsa contro il tempo per evitare l’applicazione dell’articolo 141 del Testo unico degli enti locali, che prevede lo scioglimento del consiglio comunale nel caso in cui la manovra finanziaria non viene approvata nei tempi previsti dalla legge. Callipo, per il momento, prova a gettare acqua sul fuoco assicurando che all’orizzonte non c’è nessun pericolo: «Il termine del 30 settembre è ordinatorio e non perentorio: è infatti il medesimo articolo del Tuel prevede l’avvio della procedura per lo scioglimento del consiglio comunale, soltanto dopo che sono decorsi i 20 giorni assegnati dal prefetto con la diffida notificata ad ogni consigliere. E in ogni caso già da subito attiveremo i nostri tecnici per venire a capo della questione così come è successo in passato. Sia chiara una cosa, però: la nostra amministrazione comunale ha tenuto i conti in ordine e non corre nessun rischio».

Il problema, tuttavia, è che nel caso di Pizzo Calabro lo schema di Bilancio non è stato nemmeno approvato in giunta e, dunque, restando a quanto prevede la legge, il prefetto adesso dovrebbe nominare un commissario affinché lo predisponga d'ufficio per sottoporlo al consiglio comunale. A quel punto il rappresentante del governo assegna al Consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all'amministrazione inadempiente. Del provvedimento sostitutivo è data comunicazione al prefetto che inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio comunale.

Per Callipo, insomma, sono ore cruciali su tutti i fronti.

Antonio Ricchio

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  • Occhiello

    La giunta guidata da Gianluca Callipo non approva il Bilancio e ora il prefetto potrebbe inviare un commissario. Ci sono venti giorni di tempo per evitare il caos. Il sindaco renziano candidato alle primarie: «Risolveremo tutto»

Giovedì, 02 Ottobre 2014 21:55

Bar a "scrocco", paga l'Enel

VIBO VALENTIA I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia hanno arrestato e posto ai domiciliari i titolari di due bar del centro per il reato di furto aggravato di energia elettrica. I militari e il personale dell'Enel hanno compiuto dei controlli negli esercizi commerciali e hanno scoperto che nei due bar il contatore dell'energia elettrica era stato bypassato. In pratica i due esercenti rifornivano illegalmente di energia elettrica i loro esercizi commerciali.

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  • Occhiello

    Due esercizi commerciali di Vibo erano allacciati abusivamente alla rete elettrica. Arrestati i titolari

Giovedì, 02 Ottobre 2014 21:45

Vibo, in arrivo 800 migranti

VIBO VALENTIA È attesa per sabato l'arrivo a Vibo Valentia di una nave della Marina militare con a bordo 800 migranti di diverse nazionalità. La notizia si è appresa nel corso di un vertice convocato dalla Prefettura di Vibo per predisporre tutte le misure per il soccorso e l'accoglienza dei migranti. A settembre scorso un'altra nave, questa volte un mercantile, aveva attraccato al porto di Vibo con a bordo 500 profughi.

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  • Occhiello

    Attesi per sabato al porto. Avviate le procedure per l'accoglienza

LAMEZIA TERME Quattro ergastoli, una condanna a 30 anni e 41 pene dai 4 ai 20 anni sono le richieste avanzate dal pubblico ministero della Dda di Catanzaro, Elio Romano, nel corso del processo con rito abbreviato ai 46 imputati coinvolti nell'inchiesta "Perseo" contro le cosche della 'ndrangheta di Lamezia Terme. Il processo è in corso di svolgimento davanti al giudice per le udienze preliminari di Catanzaro, Giuseppe Perri.
Nel corso della sua requisitoria il pubblico ministero ha ricostruito le fasi delle indagini che portarono all'arresto di 65 persone ritenute esponenti della cosca Giampà di Lamezia Terme. Il pm ha ricostruito anche le fasi relative ad alcuni omicidi commessi nell'ambito di uno scontro tra le cosche della 'ndrangheta lametina. Al termine della requisitoria del pubblico ministero il processo è stato aggiornato a domani quando inizieranno le arringhe difensive.

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  • Occhiello

    Chiesti 4 ergastoli e pene da 4 a 30 anni per i 46 presunti affiliati al clan Giampà di Lamezia 

CATANZARO «In data odierna presso l'assessorato al Lavoro e politiche sociali della Regione Calabria, si è concluso l'iter della legge 223/91 relativo alle procedure di mobilità del personale in esubero della Fondazione Campanella». Lo affermano in una nota il presidente della Fondazione Campanella, Paolo Falzea, e il direttore generale, Mario Martina. «Tale triste conclusione – aggiungono – è stata determinata dalla assurda e drastica riduzione dei posti letto assegnati alla Fondazione Campanella da parte della Regione e a seguito del trasferimento delle unità operative così dette non oncologiche dall'1 agosto 2014, senza personale medico, infermieristico ed Oss. Quanto sopra nonostante il consiglio regionale di recente abbia approvato la legge 17 del 11 agosto 2014, che individua nel Centro oncologico di eccellenza e di alta specializzazione, per la ricerca dei tumori di Germaneto, gestito dalla Fondazione Campanella, struttura idonea ad assumere il ruolo di Centro Oncologico di riferimento regionale ed a richiedere, compatibilmente con la programmazione sanitaria regionale, il riconoscimento in Istituto di Ricovero e Cura di Carattere Scientifico privato con indirizzo oncologico che il Governo ha deciso di non impugnare ritenendo il Consiglio Regionale competente a legiferare».
«Il consiglio regionale, all'unanimità, più volte e in varie forme – proseguono Falzea e Martina – si è espresso per l'aumento dei posti letto che avrebbe consentito alla Fondazione di mantenere in servizio gran parte del personale. Il management, su espressa richiesta del presidente della giunta regionale per conto della giunta, aveva accettato di rinviare per un mese le procedure di mobilità, in attesa di soluzioni alternative, che puntualmente non si sono verificate. Ad oggi non vi sono atti formali che possano far prevedere, a breve, l'assegnazione alla Fondazione Campanella di altri servizi sanitari (hospice, assistenza domiciliare, aumento posti letto), da parte del Commissario ad Acta per l'Attuazione del Piano di Rientro. Non era praticabile la richiesta dei sindacati di applicare il contratto di solidarietà in quanto il numero del personale in esubero è quadruplo e quintuplo rispetto a quello che continuerà a prestare servizio. Parimenti risulta impraticabile alla richiesta del ricorso alla cassa integrazione straordinaria o in deroga in quanto non vi sono al momento prospettive di sviluppo che consentano il riassorbimento del personale».

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  • Occhiello

    L'annuncio di Falzea e Martina: «Tale triste conclusione è stata determinata dalla assurda e drastica riduzione dei posti letto assegnati alla Fondazione da parte della Regione»

Giovedì, 02 Ottobre 2014 19:40

Callipo: Calabrese è un sindaco da ammirare

LOCRI «Leggo con un certo stupore la polemica messa repentinamente in piedi dai sostenitori del mio avversario alle primarie del 5 ottobre, in seguito alla dichiarazione di sostegno ricevuta dal sindaco di Locri, Giovanni Calabrese. Mi pare, questa, un sintomo di evidente nervosismo in vista dell'appuntamento con le urne di domenica». Lo afferma in una nota il candidato alle primarie del centrosinistra per il presidente della Regione, Gianluca Callipo. «Il sindaco di Locri, dopo essersi apertamente e pubblicamente dissociato dall'operato della giunta regionale di centrodestra, è stato – aggiunge – nel corso dell'ultimo anno uno dei più fieri oppositori di Scopelliti, denunciando a chiare lettere tutti i guasti creati dal governo regionale nella Locride. Tra l'altro il nostro incontro, pubblico e alla luce del sole, è avvenuto alla presenza del segretario cittadino del Pd, Giuseppe Fortugno. Calabrese, eletto a suo tempo a capo di una lista civica, ha più volte dimostrato di non aver nulla a che spartire con il centrodestra. Inoltre, è il sindaco che più di altri sta portando avanti una strenua battaglia contro l'assenteismo negli enti pubblici con grande risalto anche sulla stampa nazionale, divenendo uno dei principali interlocutori, in tema di lotta all'assenteismo, del ministro della Pubblica amministrazione (ministro del Pd), Marianna Madia. Calabrese è dunque un sindaco da ammirare e non da additare a pietra dello scandalo. Un sindaco cui tutti noi dovremmo essere grati non solo per la sua strenua battaglia di civiltà, ma anche per la sua coraggiosa opposizione alla giunta regionale di centrodestra». «Dovremmo solo apprezzare – prosegue Callipo – quanti, provenendo dal centrodestra, hanno preso apertamente le distanze dall'operato della giunta Scopelliti, decidendo di abbracciare un nuovo progetto di cambiamento per la Calabria. È quello che ci auguriamo faccia la maggior parte dei calabresi. Ma questo progetto di rinnovamento, posso capirlo, non è argomento che possa interessare a Oliverio e ai suoi sostenitori, che ancora oggi si guardano bene dall'usare toni forti contro quella politica, di destra e di sinistra, che da trent'anni ha ridotto la Calabria in questo stato».

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    «Il nostro incontro, pubblico e alla luce del sole, è avvenuto alla presenza del segretario cittadino del Pd, Giuseppe Fortugno»

Giovedì, 02 Ottobre 2014 19:34

«Salvi gli scali calabresi»

CATANZARO «I tre aeroporti calabresi di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone sono stati inseriti nel "Piano nazionale degli aeroporti". La notizia arriva direttamente dal consiglio dei Ministri che ha adottato, lo scorso 30 settembre, il piano proposto dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi». Lo afferma, in una nota dell'ufficio stampa della giunta la presidente facente funzione della Regione, Antonella Stasi, riguardo l'approvazione da parte del consiglio dei Ministri del Piano nazionale aeroporti che «conferma la presenza dei tre scali calabresi. Si tratta – aggiunge – di un'ulteriore conferma del proficuo lavoro che abbiamo avviato nel corso di questi anni teso al miglioramento infrastrutturale dei nostri tre scali, ritenuti da questa giunta strategici per accorciare il più possibile il gap infrastrutturale della Calabria rispetto al resto del Paese. Sono particolarmente soddisfatta per l'esito di questa vicenda la Calabria entra ufficialmente nei 10 bacini di traffico indicati dal "Piano nazionale aeroporti", mentre lo scalo di Lamezia dovrebbe risultare come strategico».
«In questi anni – ha proseguito – è stato portato avanti un importante lavoro tecnico e di mediazione politica. Viene quindi premiato il nostro lavoro, il coraggio e l'attenzione nel difendere tutti e tre gli scali, fondamentali per lo sviluppo socio-economico».
«Occorre ora mettersi a lavorare – ha concluso dunque la Stasi – affinché si concretizzino forme di alleanze di rete o sistema tra i tre aeroporti, anche in considerazione del fatto che ogni scalo dovrà esercitare un ruolo ben definito all'interno del proprio bacino», ha concluso.

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    A dirlo è la governatrice reggente Antonella Stasi, che ha reso nota l'eventualità che gli scali calabresi di Lamezia, Reggio e Crotone possano venir inseriti nel "Piano nazionale degli aeroporti"

Giovedì, 02 Ottobre 2014 19:06

"Villa dei Gerani" a rischio chiusura

VIBO VALENTIA Rischia la chiusura il presidio ospedaliero "Villa dei Gerani", e prosegue la vertenza dei dipendenti che è in atto da un mese. Questa mattina medici, infermieri, cuochi, ausiliari e addetti alle pulizie hanno manifestato davanti alla Prefettura locale, e alle 11.30 sono stati ricevuti dal prefetto Giovanni Bruno. Presenti anche i dirigenti delle varie sigle sindacalie e i vertici dell'Azienda sanitaria provinciale.
«La struttura sanitaria – ha fatto sapere l'amministatore della clinica Antonio La Gamba – rischia la chiusura per l'esaurimento dei fondi regionali, nonostante ogni anno offra assistenza sanitaria a migliaia di persone evitando loro di migrare fuori regione con un notevole risparmio per le casse regionali. Solo nel campo della diagnostica – ha proseguito – Villa dei Gerani eroga circa 10mila esami l'anno, mentre circa mille sono i ricoveri di oculistica e 700 gli interventi di chirurgia generale». Dello stesso tenore quanto affermato dal direttore della struttura, Soccorso Capomolla, che ha chiesto che venga «rivisto criticamente il Piano di distribuzione del fondo sanitario». I manifestanti, in tutto 84, si sono presentati su corso Umberto I indossando il proprio camice in segno di protesta per una vertenza in merito alla quale, ad oggi, non si intravedono soluzioni positive.

 

z. b.

 

 

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    Proteste di medici e infermieri della struttura vibonese. Questa mattina riunione in Prefettura

Giovedì, 02 Ottobre 2014 18:58

Corruzione, 4 anni al docente Unical

COSENZA È stato condannato a quattro anni di reclusione il docente dell'Unical, Alfonso Nastro. Lo ha deciso il Tribunale di Cosenza che ha condannato anche la sua segretaria Marcella Beltrano a due anni e sei mesi di carcere. Entrambi con l'accusa di corruzione mediante induzione. I pm Antonio Bruno Tridico e Giuseppe Visconti per il professore universitario aveva chiesto tre anni di carcere e due anni per la segretaria. Per il docente, il Tribunale (presidente Di Dedda, Pingitore e Ianni a latere) ha disposto anche l'interdizione dai pubblici uffici e l'interruzione del rapporto lavorativo con l'Unical. Nastro è stato condannato, inoltrel, al pagamento di una provvisionale di duemila euro a un ex dottorando, che si è costituito parte civile.
L'inchiesta in cui è coinvolto Nastro rappresenta uno stralcio del procedimento denominato "Symposium". Nello stralcio cosentino il docente del dipartimento di Chimica e tecnologie chimiche dell'Unical è accusato di otto casi di presunta concussione ai danni di altrettanti ricercatori che – secondo la Procura – sarebbero stati costretti a versare dai 2000 ai 100 euro per avergli procurato la conclusione del contratto con l'azienda "Vecchio prodotti in ceramica".
Nastro è considerato la mente della maxitruffa scoperta dalla guardia di finanza con l'operazione "Symposium" che, nel novembre 2009, portò all'arresto di tre imprenditori e al sequestro di beni per oltre 70 milioni di euro, tra cui il villaggio turistico "La Pace", nel Vibonese, le imprese "Vecchio Costruzioni generali" e "Vecchio prodotti in ceramica", nel Reggino. Gli indagati erano accusati di truffa, indebita percezione di finanziamenti pubblici e altro.

Fino a pochi mesi fa, l'accusa per il professore era di concussione (il reato si sarebbe verificato all'Unical e da qui la competenza bruzia). Poi, al termine dell'interrogatorio del docente (difeso dagli avvocati Ernesto d'Ippolito e Gianluca Serravalle), i pm hanno modificato il capo d'imputazione da concussione a corruzione mediante induzione.
All'epoca dei fatti Nastro era ordinario della cattedra di "Materiali per la gestione ambientale e di tecnologia chimica applicata alla tutela ambientale" della facoltà di Ingegneria dell'Università della Calabria e, nell'immediatezza della vicenda, era stato sospeso dall'esercizio di pubblico ufficio con conseguente interdizione temporanea dall'attività di insegnamento universitario. L'Unical si è costituita parte civile nel processo.  

 

Mirella Molinaro
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    Alfonso Nastro è considerato la mente della maxitruffa scoperta dalla guardia di finanza con l'operazione "Symposium". Due anni e sei mesi alla sua segretaria

CATANZARO «La Calabria non è nell'agenda politica del governo Renzi, al contrario di come lo stesso Renzi vuole fare intendere nelle sue visite nella regione e nel Sud». Lo afferma, in una dichiarazione, il segretario generale della Uil calabrese, Santo Biondo, all'indomani delle manifestazioni di protesta che hanno visto protagonisti ieri a Catanzaro, Cosenza e Reggio precari Lsu e Lpu, ex articolo 7 e percettori di ammortizzatori. «La mobilitazione che ha riguardato tutta la Calabria, e che ha portato alla convocazione della cabina di regia per l'8 ottobre a Roma – aggiunge Biondo – è l'ennesima dimostrazione del fatto che, per la Calabria, ci si muove solo quando salgono il disagio e la tensione sociale, elementi che sono forti e che si respirano in questa regione. E, ancora, quando per mantenere l'ordine pubblico sono costrette a mobilitarsi le Prefetture. Tutto questo, va detto, anche alla luce della situazione che vede un governo regionale che non ha adempiuto al proprio ruolo e che è, ormai, giunto al capolinea. Davanti alla notevole area di disagio che esiste in Calabria – sostiene ancora Biondo – è necessario dare la possibilità a tutti di poter vivere dignitosamente, garantendo a tutti un piatto a tavola. Fino a quando non si creeranno prospettive tali da consentire un'opera di rilancio dell'occupazione e del lavoro, quindi, bisognerà garantire il sostegno al reddito, assicurando a chi deve ottenere i sussidi previsti, la copertura per il 2013 e il 2014, così come previsto dalla riforma degli ammortizzatori sociali».

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    «Ci si muove solo quando salgono il disagio e la tensione sociale, elementi che sono forti e che si respirano in questa regione»

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