Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 06 Ottobre 2014
Lunedì, 06 Ottobre 2014 22:20

La lunga notte del centrodestra

di Antonio Ricchio

 

Ancora una notte di riflessione. Poi tutti i nodi dovrebbero essere sciolti. Wanda Ferro è vicina a ottenere la candidatura a governatore. Altero Matteoli è in pressing su Pino Galati e Nino Foti per convincerli ad accettare di sostenere la corsa a governatore del commissario della Provincia di Catanzaro. Missione non semplice ma nemmeno impossibile, quella del senatore toscano a cui Silvio Berlusconi ha affidato il compito di costruire le alleanze e selezionare le candidature alle regionali. Foti continua a spingere sul nome di Peppe Raffa, mentre Giacomo Mancini spera che qualcuno ai piani alti di Palazzo Grazioli non dimentichi il suo nome.

Nel quartier generale berlusconiano, comunque, danno per chiusa la partita. E a questo proposito Maurizio Gasparri e Jole Santelli hanno già comunicato alla Ferro di tenersi pronta perché «ormai è soltanto questione di ore». L’accordo con Fratelli d’Italia è stato raggiunto, l’intesa con l’Udc è a buon punto. La vera incognita resta l’alleanza con il Nuovo centrodestra.

Ieri sera, nella sede azzurra di San Lorenzo in Lucina, Matteoli e Verdini hanno ricevuto i senatori alfaniani Tonino Gentile e Giovanni Bilardi. Al centro del colloquio a quattro la possibilità di ritrovare un’unità che è svanita nel momento in cui il Nuovo centrodestra ha deciso di entrare nella maggioranza parlamentare che sostiene il governo Renzi. Gentile ha ribadito di non avere «nulla contro» Wanda Ferro e Forza Italia. Semmai Ncd è pronto a rompere se non sarà firmato l’accordo che impedisce ai consiglieri regionali uscenti di ricandidarsi nelle liste civiche a supporto del candidato presidente.

A preoccupare il coordinatore regionale del Nuovo centrodestra e gli altri maggiorenti alfaniani sono le mosse del “dissidente” Peppe Scopelliti. L’ex governatore – ormai entrato in rotta di collisione con Gentile, Bilardi e D’Ascola – sta lavorando alacremente ma sottotraccia per allestire una lista civica con molti big (vedi Fausto Orsomarso e Nazzareno Salerno) e signori delle preferenze calabresi. «O noi, o loro», è stato il diktat consegnato dal duo Gentile-Bilardi a Matteoli e Verdini.

Sarà un martedì ad alta tensione, insomma. E al tavolo della trattativa finale potrebbero fare capolino pure il coordinatore nazionale di Ncd Gaetano Quagliariello e il leader dei centristi Lorenzo Cesa. 

Twitter: @AntonioRicchio

Lunedì, 06 Ottobre 2014 20:03

Il centrosinistra (ri)scopre l'unità

LAMEZIA TERME Un centrosinistra unito, consapevole che la vera «battaglia» sarà quella del 23 novembre, giorno delle elezioni regionali in Calabria. È l'immagine, anche plastica, che il Pd calabrese ha voluto dare oggi, all'indomani della vittoria di Mario Oliverio nelle primarie di coalizione, incontrando i giornalisti con il segretario regionale Ernesto Magorno e lo stesso Oliverio affiancato ai due competitor sconfitti, il renziano Gianluca Callipo e l'esponente di Sel Gianni Speranza. «Il Pd, guidato dal suo segretario - ha detto Magorno - continuerà, unito, a lavorare per assicurare alla Regione un governo guidato da un esponente del partito che segnerà una svolta epocale per la Calabria». Il segretario ha poi sottolineato il dato dell'affluenza - oltre 110 mila votanti - evidenziando «il clima sereno e nessuna criticità registrata».

Magorno, renziano della prima ora, rispondendo ad una domanda dei cronisti, ha anche escluso conseguenze sulla segreteria regionale del partito per la vittoria di Oliverio che alle primarie per la segreteria nazionale aveva sostenuto Cuperlo, liquidando l'argomento con una battuta: «Diciamo che scommetto con i giornalisti che se non vinceremo le regionali mi dimetto». Un dubbio fugato dallo stesso Oliverio: «Le primarie non sono il secondo tempo del congresso. Ho apprezzato gli auguri di Speranza e Callipo perché dimostrano che non erano una resa dei conti».

«Adesso - ha detto poi Oliverio - dobbiamo risollevare una regione che il centrodestra ha messo in ginocchio. Il primo obiettivo è impiegare le risorse europee scongiurando il rischio di disimpegno per rimettere in moto, l'economia, il sistema delle imprese e l'occupazione. Da domani inizieremo il confronto nel merito, tutti insieme, su un programma di governo e per costruire uno schieramento inclusivo del territorio, del volontariato, dei movimenti e dei sindaci. Per la sfida che ci attende - ha concluso Oliverio - non basta un uomo solo al comando, serve una squadra più larga possibile. Ed il bene comune deve diventare il nostro assillo». Sostegno totale a Oliverio è stato assicurato da Speranza e Callipo.

«Il mio sostegno - ha detto Speranza - sarà pieno, non solo leale, ma concreto e combattivo». «È stato un piacere partecipare alle primarie - ha detto, da parte sua, Callipo - ma ora tutti a sostegno di Mario affinche' il cambiamento avvenga». Luigi Incarnato, presidente del coordinamento per le primarie, ha sottolineato lo sforzo organizzativo, con duemila volontari in campo, sottolineando la mancanza di contestazioni.

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    L'aspirante governatore Oliverio: «Le primarie non sono il secondo tempo del congresso regionale». L'abbraccio con Callipo e Speranza. E Magorno: «Se non vinciamo le elezioni, mi dimetto»

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Lunedì, 06 Ottobre 2014 19:15

Religioso cosentino vendeva reliquie su eBay

COSENZA Avrebbe venduto su eBay, a un prezzo compreso tra 5 e 10mila euro, una spina della corona di Gesù e una parte della spugna imbevuta di aceto che i soldati romani posero sul suo costato. Con l'accusa di ricettazione, un religioso è stato denunciato dai militari del Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri di Cosenza che - secondo quanto si apprende - avrebbero perquisito la sua abitazione e recuperato le reliquie attribuite a Cristo, trafugate nel 2007 dal santuario di Veroli, in provincia di Frosinone. Gli oggetti sarebbero corredati da una pergamena autenticata dalla firma del cardinale di Veroli che ne attestatava l'autenticità. Il religioso, originario della provincia di Cosenza ma che abitava a Roma, è stato trovato in possesso di altre reliquie tra cui una appartenuta a San Francesco di Paola. Una delle reliquie rubate a Veroli era già stata venduta in Russia ed è stata bloccata alla dogana per effetto dell'embargo legato al conflitto in Ucraina. L'uomo, di giovane età, avrebbe usato diversi nickname che reindirizzavano verso altri profili e sul suo conto sono state rilevate transazioni verso l'estero che fanno pensare a molti altri scambi della stessa natura. Rintracciato attraverso la carta di credito che utilizzava per le transazioni online, l'uomo non ha fornito spiegazioni sufficienti a risalire agli autori del furto. 

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    Denuncia del Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri di Cosenza. Sul conto del calabrese, residente a Roma, sono state rilevate transazioni verso l'estero

Lunedì, 06 Ottobre 2014 19:04

Italcementi, rischiano 200 dipendenti

CASTROVILLARI (COSENZA) «Duecento lavoratori, tra dipendenti e maestranze dell'indotto, rischiano di perdere il posto dopo la decisione di Italcementi di trasformare in semplice centro di macinazione il cementificio di Frascineto». Lo afferma in una nota il consigliere regionale Gianluca Gallo. «Nonostante nella Calabria – aggiunge – siano già attivi, o siano destinati a partire nelle prossime settimane, cantieri per opere del valore di circa due miliardi di euro, dunque con notevole richiesta di prodotti cementizi, Italcementi ha deciso di procedere al sostanziale smantellamento del cementificio, trasferendo la produzione a Matera e lasciando a Castrovillari soltanto attività marginali. Uno schiaffo al buon senso, alle logiche di mercato e all'intero territorio, intollerabile e inaccettabile. Tale scelta, assunta in via unilaterale e senza alcuna interlocuzione con i sindacati e con le istituzioni del territorio, pone in pericolo, secondo le prime stime, 200 posti di lavoro. Un prezzo troppo caro per una terra che soffre come poche altre la disoccupazione e che aveva scelto di accettare sacrifici ambientali pur di accogliere lo stabilimento che ora, invece, si vorrebbe smontare a pezzi. È evidente – conclude Gallo – la necessità, di fronte a uno scenario del genere, di far sentire la voce del territorio e delle sue rappresentanze in ogni sede. Per quanto mi riguarda, alla vicinanza a una battaglia che sento mia faro' seguire le sollecitazioni a Regione e Governo perche' favoriscano la ripresa delle trattative tra l'azienda e i sindacati, per giungere all'unico risultato possibile: mantenere funzionalità ed efficienza del cementificio, senza intaccare in alcun modo i livelli occupazionali».

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    Le unità interessate dalla decisione dell'azienda bergamasca produttrice di cemento di chiudere lo stabilimento di Catrovillari

CASSANO ALLO JONIO Alcuni lavoratori hanno bloccato il cantiere dei lavori di ammodernamento della statale 534 che collega a Sibari lo svincolo autostradale di Firmo con la statale 106. I lavoratori, insieme con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria (Antonio Di Franco della Fillea Cgil, Pasquale Costabile della Filca Cisl e Bruno Marte della Feneal Uil) hanno protestato contro la decisione della Vidoni di assumere alcuni lavoratori senza tener conto delle maestranze locali. Il cantiere è stato sbloccato solo dopo che l'azienda si è detta disponibile a congelare le assunzioni fatte e a valutare i curriculum presentati dai lavoratori locali e a rincontrare, lunedì prossimo, i rappresentanti sindacali. "Nel corso dell'incontro l'azienda - affermano i sindacalisti - si è detta disponibile a valutare tutti i curriculum finora arrivati e a fare uno screening rispetto alle maestranze. Nei prossimi giorni ci ha assicurato che procedera' alle assunzioni necessarie di manodopera locale. Ovviamente abbiamo anche chiesto che momentaneamente quelle assunzioni gia' fatte devono essere congelate. Lunedì prossimo avremmo un altro incontro. Se non avremo risposte certe ed esaustive riprenderemo la lotta". Sulla protesta è intervenuto il consigliere regionale dell'Udc Gianluca Gallo, il quale ha detto di "condividere appieno la lotta di questi disoccupati. Sono al loro fianco".

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    Alcuni lavoratori hanno bloccato il cantiere dei lavori di ammodernamento della strada

LAMEZIA TERME «Un'alleanza con il Pd non è nell'ordine delle cose, al momento non si profilano alleanze diverse rispetto all'alveo naturale in cui ci ritroviamo che è il centrodestra». Lo ha dichiarato il consigliere regionale Gianpaolo Chiappetta, capogruppo di Ncd negli ultimi mesi di consiliatura in Calabria, sulle prossime elezioni regionali. Questa sera in una riunione convocata a Roma verrà ufficializzato con ogni probabilità il nome del candidato alla presidenza per la coalizione di centrodestra, che dovrà affrontare Mario Oliverio risultato vincitore delle primarie del centrosinistra. Intanto in Calabria il Nuovo centrodestra sta attraversando un periodo di turbolenza, con contrasti interni e distanze sempre più nette dalla posizione ufficiale del partito. «La mia collocazione – precisa Chiappetta – rimane sempre nel centrodestra, poi bisogna considerare le alleanze. Sono sostenitore di una aggregazione dei moderati, un luogo dove ognuno può esprimere la propria visibilità altrimenti sarebbe un'annessione, non una aggregazione». 

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    Il capogruppo di Ncd chiude all'accordo con i democrat di Oliverio. «La nostra collocazione naturale è il centrodestra»

REGGIO CALABRIA La preparavano da tempo. In tandem con altre "sentinelle" d'Italia da settimana lavoravano all'ennesimo silente appuntamento in piazza, sperando di aumentare di una o due unità lo sparuto seguito che li sostiene a forza di lumini e libri letti al buio e in silenzio in piazza. Quello che probabilmente non si aspettava la delegazione reggina delle "sentinelle in piedi", è che anche nella sonnolenta Reggio Calabria ci sarebbe stato chi sarebbe sceso in piazza a contestarle. Mentre una sessantina di persone tentano di leggere al buio i libri che hanno portato da casa o sono stati loro forniti dalla solerte organizzazione, una colorata delegazione con cartelli e bandiere ha voluto gridare a una città – sostanzialmente perplessa di fronte al presidio silente – che «la famiglia sono due persone che si amano». A piazza Italia non ci sono bandiere di partito né candidati, ma le donne della Collettiva autonomia, qualche attivista storico della sinistra reggina e qualcuno dell'arcigay, ma soprattutto persone non organizzate sotto sigle o bandiere che si fermano, chiedono, si informano, si arrabbiano. Perché forse nella propria propaganda le "sentinelle" non sono del tutto sincere.
Formalmente, o almeno così recita il volantino diffuso da solerti militanti, si tratterebbe di una rete civica che spontaneamente «ha deciso di reagire e di dare pubblicamente ragione alla speranza in un futuro che ancora si possa reggere sul ruolo sociale della famiglia naturale». Altrettanto formalmente, non sarebbe un'organizzazione omofoba ma aperta «alla partecipazione e al contributo di tutti, di tutte le religioni e di tutti gli orientamenti sessuali e di tutte le religioni». Peccato però che quello delle "Sentinelle in Piedi®" sia un marchio depositato presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi dal signor Emanuele Rivadossi, che ha eletto domicilio presso la società Jacobacci & Partners di Torino, il cui "main partner" è – casualmente – Massimo Introvigne, reggente nazionale vicario di Alleanza Cattolica, organizzazione cristiana storicamente vicina all'estrema destra.
Ancora, nelle dichiarazioni delle "sentinelle", la rete non avrebbe alcun riferimento politico o partitico, ma si richiamerebbe ai "Veilleurs debout" francesi, scesi l'anno scorso in piazza in Francia contro la legge Toubira, che ha istituzionalizzato il matrimonio omosessuale. Ma se le sentinelle d'oltralpe non sono che l'informale costola civica della destra neofascista francese oggi innamorata di Marine Le Pen, anche quelle italiane non sembrano disdegnare i più "neri" riferimenti. Promossa dal Forum provinciale delle associazioni familiari, forse non a caso, a Reggio la rete ha scelto come portavoce Luigi Iacopino, lo stesso soggetto che, nelle vesti di responsabile dei giovani del Msi Fiamma Tricolore, nel dicembre 2012 spiegava alla città cosa significasse l'esercito di manichini che avevano impiccato ai lampioni «per protestare contro la crisi» e il cui nome tuttora campeggia fra i responsabili di Area Briganti, organizzazione di fronte con cui l'estrema destra reggina tenta di far breccia tra i giovani all'insegna del "meridionalismo".
Tutti riferimenti ideologici, anche se negati pubblicamente, tornano in maniera prepotente nelle parole d'ordine portate avanti dalla rete. «Stiamo manifestando perché vorremmo che la gente prendesse posizione su temi che consideriamo importanti – ha detto Iacopino al Corriere della Calabria in occasione della prima manifestazione pubblica delle sentinelle qualche settimana fa – il relativismo dilagante sta mettendo in discussione principi che reputiamo sacri e vorremmo ridefinire con più precisione». Minacce che per il portavoce delle sentinelle risiederebbero nella «teoria del gender che è piuttosto discutibile, nell'appiattimento culturale, nell'appiattimento anche sessuale, nel superamento delle differenze uomo donna, nel rifiuto della gravidanza da parte della donna per non essere asservita all'uomo, come sostengono le teorie più estreme. Noi reputiamo le differenze sessuali importanti perché definiscono la società, difendiamo la famiglia tradizionale, fondata da uomo e donna che devono procreare, fare figli, istruirli, educarli».
Una teoria che per le sentinelle avrebbe ispirato il ddl Scalfarotto, la proposta di legge che prevede solo un allargamento a omofobia e transfobia della legge Mancino che dal '93 condanna l'istigazione alla violenza per motivi religiosi, etnici e razziali, ma per le sentinelle si mischia con il tema dei matrimoni e delle adozioni gay. Peccato però che la proposta di legge elaborata dal sottosegretario dempcrat si limiti a perseguire per legge la discriminazione omofobica e transfobica e non affronti neanche da lontano il tema delle unioni civili. Quella è una grana che il governo Renzi promette di affrontare in futuro sulla base del testo elaborato dalla senatrice dem Monica Cirinnà, che prevede l'istituzione della cosiddetta civil partnership che permetterebbe alle coppie omosessuali di usufruire degli stessi diritti e doveri delle coppie etero. Niente adozioni – sul punto il centrodestra ha fatto muro – ma un partner potrà adottare il figlio dell'altro per garantire una continuità relazionale. Nella propaganda delle Sentinelle tuttavia, tutto questo finisce in un minestrone dai toni quasi apocalittici e quasi surreali di chi, in uno dei pasi dell'Ue in cui più frequenti sono le aggressioni agli omosessuali, si sente «vittima di questi eterofobi, perché stanno per mettere il bavaglio alla stragrande maggioranza degli italiani che sono per il matrimonio fra uomo e donna».

Alessia Candito
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    Formalmente si tratterebbe di una rete civica, ma molti riferimenti rimandano a organizzazioni legate all'estrema destra

Lunedì, 06 Ottobre 2014 18:28

Un cattivo esordio per il Pd

Esordio da dimenticare per il neocandidato del centrosinistra alle regionali del novembre prossimo. Quella che doveva essere la prima conferenza stampa ufficiale e congiunta di Mario Oliverio insieme al segretario regionale del Pd Ernesto Magorno, infatti, si è trasformata in un'ingestibile orgia di baci, abbracci, pacche sulle spalle e ostentazione di inossidabili accordi che, di fatto, ha annullato l'incontro dei giornalisti, in modo ufficiale e nella sede ufficiale, con i protagonisti di questa importante stagione politica del Pd calabrese, ponendo loro le domande del caso.
Va detto, a onor del vero, che Mario Oliverio non era l'organizzatore dell'incontro con la stampa, incombenza assunta dalla segreteria regionale del Pd. Ciò tuttavia non lo assolve dal non aver rilevato l'assoluta inagibilità di detto incontro. Era chiaro a tutti, infatti, che si partiva col piede sbagliato, mutuando pessime abitudini dell'era "scopellitiana", dove le conferenze stampa erano oceaniche perché dovevano servire a far sentire ai cronisti il fiato sul collo e agli amici il rapporto condizionante che si intendeva mantenere con gli organi d'informazione.
Coerenza impone di respingere tale modello di conferenza stampa, a prescindere dalla sigla e dal colore politico che ne sovrintende la convocazione.
Peccato, perché di domande da porre a Magorno e Oliverio ve ne sono tante e tante se ne sono aggiunte vedendo l'assemblamento di figure e figuri che a Lamezia Terme affollavano la sede regionale del Pd e tutti gli spazi viari intorno ad essa.
Probabilmente è il caso che qualche autocritica comincino a farla anche i giornalisti: è comprensibile l'ansia di tutti di portare qualche notizia a casa, ma non per questo si può rinunciare ad avere, anche a queste latitudini, le regole che valgono nel resto del Paese.
Una in particolare: le conferenze stampa si fanno con i giornalisti, lasciando fuori amici, portaborse, sostenitori, suonatori di zampogna e vecchi arnesi in cerca di un passaggio della telecamera che, immortalandoli al fianco del nuovo leader, tranquillizzino la propria clientela.
Non buona la prima, dunque. E non certo per ragioni di forma. Un nuovo stile, un nuovo modo di porsi rispetto alla Calabria e ai calabresi, un segnale di svolta credibile, sono tutte cose che passano anche attraverso comportamenti operativi che diano netta e tangibile la sensazione che si vuole cambiare registro veramente.

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Lunedì, 06 Ottobre 2014 18:15

Oliverio vince le primarie

di Antonio Ricchio

 

È dolce la notte per Mario Oliverio. È amara, amarissima, per Gianluca Callipo. La Calabria si conferma per l’ennesima volta terra in controtendenza e consegna al presidente della Provincia di Cosenza la vittoria alle primarie del centrosinistra. Sarà lui il candidato a governatore della coalizione. Un esponente non certo ascrivibile al cerchio magico del segretario-premier si impone nel momento in cui il vento renziano spira forte all’interno del Pd. Non in quello calabrese, evidentemente.Oliverio (che in passato ha ricoperto gli incarichi di sindaco di San Giovanni in Fiore, assessore regionale e deputato con il Pds-Ds) prevale nettamente sul giovane sindaco di Pizzo Calabro e sul terzo in campo, il vendoliano Gianni Speranza. A Lamezia Terme, nel quartier generale del Pd calabrese, dove fanno capolino il segretario regionale Ernesto Magorno e il bersaniano Nico Stumpo, la tendenza appare chiara sin dalle prime battute. Oliverio vince nettamente in provincia di Cosenza e si impone anche in quelle di Catanzaro, Crotone e Reggio Calabria. Callipo sarebbe riuscito a primeggiare di poco soltanto nella sua provincia, che è quella di Vibo Valentia. Molto più staccato Speranza che può comunque sorridere per il risultato ottenuto. Oliverio resta a festeggiare con i suoi fedelissimi nella federazione di Cosenza. L’abbraccio con i big Nicola Adamo, Enza Bruno Bossio, Carlo Guccione, Luigi Guglielmelli e con esponenti di altri partiti come Enzo Paolini del Pse. Poi davanti a telecamere e taccuini si lascia andare: «È stata vittoria netta, omogenea su tutto il territorio regionale. Gli slogan non hanno attecchito. Adesso c'è la necessità di mettersi al lavoro per rialzare la Calabria dopo i disastri di Scopelliti. Sin da subito apriremo una nuova fase di costruzione del programma e delle liste, che non solo devono rispondere ai criteri del codice etico varato dalla commissione parlamenatare Antimafia, ma devono essere capaci di raccogliere la domanda di cambiamento che c'è in questa terra. Per questo motivo voglio coinvolgere, in questa mission non semplice, sia Callipo che Speranza».Callipo, dal canto suo, in nottata, ha chiamato il vincitore per le congratulazioni di rito: «L’obiettivo comune che avevamo entrambi all’inizio della campagna elettorale per le primarie era e resta battere il centrodestra e restituire alla Calabria un governo autorevole ed efficace, guidato da quello che Matteo Renzi è riuscito a trasformare nel più grande partito progressista europeo. Lo scarto di pochi punti percentuali testimonia la grande voglia di cambiamento dei calabresi, che hanno risposto in maniera eccezionale all’appello delle primarie».Nel Pd, comunque, si sorride per il dato dell’affluenza. Si temeva un tracollo dopo i dati non proprio incoraggianti arrivati la scorsa settimana dall’Emilia Romagna. E invece i numeri sono importanti: gli oltre centomila votanti superano il dato relativo alle primarie di coalizione del 2010 vinte da Agazio Loiero. Per la giornata di oggi, a Lamezia, è in programma una conferenza stampa con i tre candidati alle primarie «perché – spiega Magorno - dopo il voto immediatamente ritroveremo le ragioni della nostra unità e inizieremo a lavorare per affrontare insieme la sfida determinante delle elezioni regionali, consci della responsabilità, come coalizione di centrosinistra, di dare un nuovo governo ai calabresi». 

Lunedì, 06 Ottobre 2014 18:04

Crotone set di una fiction russa

Crotone set di una fiction del canale televisivo nazionale russo. I rappresentanti di una delle principali case di produzione russe, che sta realizzando una fiction televisiva in dodici puntate, hanno effettuato un sopralluogo in città per visionare i luoghi nei quali ambientare le riprese italiane dello sceneggiato, la cui messa in onda è già molto attesa. A ricevere la nutrita delegazione il vice sindaco e assessore allo Spettacolo Mario Megna, che ha accompagnato la troupe nel sopralluogo al quale ha partecipato anche la presidente della pro loco di Crotone, Mariagrazia Grande. Gli ospiti hanno visitato, tra l'altro, il porto, la Lega Navale, la villa Comunale effettuando riprese e un report fotografico traendo grande interesse da quello che potrà diventare il set di un fiction che sarà vista da milioni di russi. Alcuni tratti di spiaggia a Capocolonna e il centro storico sono stati considerati dai delegati russi particolarmente funzionali alle scene per la loro bellezza e fascino. «La produzione ha molto apprezzato sia la bellezza dei luoghi che l'ospitalità che ha ricevuto presso le strutture ricettive che li hanno ospitati – ha dichiarato Megna –. Crotone a breve ospiterà una troupe russa di almeno settanta persone che soggiorneranno nella nostra città per alcune settimane. Questo rappresenterà sicuramente un elemento positivo per le nostre strutture ricettive. Per la realizzazione delle riprese, della scenografia, dei costumi avranno anche bisogno di artigiani e di operatori commerciali della città».

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    Sopralluogo in città di una nutrita delegazione del canale televisivo nazionale

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