Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 08 Ottobre 2014
Giovedì, 09 Ottobre 2014 01:52

Processo Virus, dure richieste del pg

È di fronte alla Corte d'Appello di Reggio Calabria, dove il procedimento è tornato dopo l'annullamento delle condanne per associazione mafiosa e favoreggiamento disposto dalla sesta sezione della Cassazione, che il sostituto pg Fulvio Rizzo ha chiesto la condanna di boss e gregari del clan Alvaro coinvolti nell'inchiesta Virus, scaturita dalle indagini mirate a rintracciare il superlatitante Carmine Alvaro. Per lui, il pg Rizzo ha invocato quattro anni di carcere da infliggere in continuazione con la sentenza disposta dalla Corte d'Appello reggina il 18 novembre del 2002, mentre è di quattro anni e quattro mesi di carcere la pena chiesta per il figlio Stefano Alvaro. Ai giudici di piazza castello, il sostituto pg ha inoltre chiesto di condannare a sette anni e quattro mesi, più 8mila euro di multa Giuseppe Alvaro, mentre è di sei anni e otto mesi più 6 mila euro di multa, la condanna invocata per Rocco Salerno, Nicola e Paolo Alvaro e per Antonio Dalmato. Per il pg, dovrebbe invece essere condannato a quattro anni e otto mesi di carcere più 5mila euro di multa Antonio Felice Romeo, mentre sono tre gli anni di carcere invocati per Maurizio Grillone e Francesco Dalmato, per il quale è stata chiesta anche una sanzione pecuniaria di 600 euro. Infine, il pg Rizzo ha chiesto alla Corte d'appello di condannare a due anni e 400 euro di multa Domenico Alvaro, a due anni e 800 euro di multa Rocco Caruso, mentre è di un anno e quattro mesi di carcere più 533 euro di multa la pena chiesta per Francesco Borruto. Scaturita dalle indagini per la cattura del boss Carmine Alvaro, 'u cupertuni, l'inchiesta, coordinata dal procuratore Roberto Di Palma, ha svelato come il clan – noto per lo storico ruolo di mediatore nelle trattative che hanno chiuso la seconda guerra di ndrangheta e regalato alla città un nuovo direttorio criminale - fosse rimasto operativo nonostante diverse operazioni ne avessero nel tempo assottigliato le fila. Ma dall'inchiesta sono emersi anche rapporti e cointeressenze fra gli Alvaro e i Tegano, più volte riforniti di armi dagli uomini di Cupertuni.

Alessia Candito

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  • Occhiello

    Torna in appello il processo contro il clan Alvaro dopo l'annullamento con rinvio a un nuovo processo disposto dalla Cassazione

Mercoledì, 08 Ottobre 2014 23:29

Guerini chiude all’intesa con Ncd e Udc

Alle dieci di sera, in una saletta di Montecitorio solitamente utilizzata per le riunioni dei deputati del Pd, è Lorenzo Guerini a dettare la linea: «Il nostro partito in Calabria non farà alleanze con chi nel corso di questi anni ha sostenuto la giunta Scopelliti». Agli unici suoi due interlocutori presenti in quel momento, Ernesto Magorno e Mario Oliverio, non è rimasto altro che prendere atto della situazione e accordarsi alle indicazioni del plenipotenziario di Matteo Renzi. Guerini ha già informato della decisione Angelino Alfano e nelle prossime ore farà la stessa cosa con Lorenzo Cesa.

Intendiamoci: al Nazareno non intendono chiudere le porte in faccia a una collaborazione sui territori con quelle forze politiche che sostengono il governo ma in Calabria, data la situazione, «non ci sono le condizioni» per realizzare tale discorso. Troppe macerie ha lasciato l’esperienza Scopelliti, e il Pd non intende non segnare una netta discontinuità rispetto al recente passato.

Raccontano che Oliverio, nel corso del conclave con Guerini e Magorno, abbia provato invano a far comprendere l’opportunità di aprire una breccia nel fronte avversario, provando a dividere l’Udc di Trematerra da Forza Italia e dagli altri partiti del centrodestra. Da Guerini, ma soprattutto da Magorno, sono arrivate sostanziali chiusure a questa ipotesi. Ciò significa che il discorso di un allargamento della coalizione è chiuso? La risposta è nì. Oliverio tenterà fino all'ultimo momento utile di inglobare nel centrosinistra il partito di Cesa.

Realisticamente la sensazione è che se novità arriveranno, esse saranno rappresentate dai movimenti civici che potranno affiancarsi alle sigle tradizionali. In questa direzione risulta in fase avanzata il discorso avviato con Pippo Callipo. Nelle scorse settimane l’imprenditore vibonese e Oliverio hanno avuto modo di verificare che esistono diversi punti di convergenza tra i loro rispettivi programmi per il rilancio della Calabria. È probabile, dunque, che Callipo metta a disposizione il suo movimento per favorire l’elezione a governatore del presidente della Provincia di Cosenza.

Ma non è la sola novità. Oliverio sarebbe al lavoro per favorire la nascita di una lista che metta assieme «le migliori energie» del mondo accademico, delle professioni e delle forze sociali. Nei suoi piani c’è infatti quello di riuscire a recuperare consensi in ampi strati della società calabrese che attualmente non sono attratti dalle forze politiche in campo. Tutti questi temi saranno comunque affrontati nella direzione regionale del partito che Magorno ha convocato per lunedì prossimo a Lamezia Terme.

Il diktat di Guerini, paradossalmente, semplifica le scelte del Nuovo centrodestra, che oggi potrebbe chiudere ufficialmente l’accordo con Forza Italia e convergere sul nome di Wanda Ferro. La condizione posta dal coordinatore regionale degli alfaniani Tonino Gentile (no alla candidatura dei consiglieri uscenti nelle liste civiche) pare abbia ricevuto l’ok di Matteoli e Verdini. Quanto all’Udc, anche in questo caso la strada è tracciata. I centristi dovrebbero affrontare la competizione elettorale con la stessa coalizione che vinse le elezioni nel 2010. 

Antonio Ricchio

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Mercoledì, 08 Ottobre 2014 21:51

Così ti racconto la "zona grigia"

ROMA Che cos'è oggi la 'ndrangheta? Com'è cambiata? Quanto è pericolosa? Cosa fa lo Stato per ostacolarne la potenza? Se ne parla nella puntata di "Radio Anch'io" di giovedì 9 ottobre, in onda su Radio1 Rai. Si partirà da un'impressionante intervista a Luigi Bonaventura, uno dei pochi pentiti di 'ndrangheta, che racconterà la sua vita, una storia fatta di sangue e di rimorsi. Una storia che lo ha portato a collaborare con la giustizia e con 11 diverse procure. Ma lo Stato tutela chi decide di fare nomi e cognomi? Come funziona nel nostro Paese il servizio centrale di protezione? Tutte tematiche che saranno approfondite con l'ausilio di esperti del settore: Filippo Bubbico, viceministro Interno, Francesco D'uva, deputato del M5S, Davide Mattiello, deputato del Pd, Francesco Forgione, già presidente della commissione parlamentare Antimafia, Federico Cafiero De Raho, procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Enzo Ciconte, esperto di 'ndrangheta e consulente della commissione Antimafia, Ignazio Cutrò, presidente associazione "Testimoni di Giustizia", Maria Stefanelli, testimone di Giustizia, e autrice del libro "Loro mi cercano ancora", e infine, Giovanni Tizian, giornalista sotto scorta.

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  • Occhiello

    La 'ndrangheta in una puntata di "Radio anch'io". Parlano pentiti, testimoni di giustizia, giornalisti ed esperti del settore

Mercoledì, 08 Ottobre 2014 21:40

Bronzi, «Adesso si attivi Renzi»

CATANZARO, 8 OTT - "Quanto è stato deciso oggi dalla commissione scientifica istituita dal Mibact era già ben chiaro da tempo: i Bronzi di Riace sono troppo delicati per essere trasportati. Questo giudizio chiude così un dibattito che si poteva evitare". Lo sostiene la presidente facente funzioni della Regione Calabria, Antonella Stasi. "Ora ci aspettiamo - aggiunge - che il premier Renzi, cosi' come si era espresso in una intervista lo scorso 3 settembre, attivi ogni iniziativa possibile che possa permettere ai visitatori dell'Expo di Milano, e non solo, di poter raggiungere agevolmente Reggio Calabria per poter ammirare i due guerrieri nella loro casa originale ossia il museo di Reggio da poco restaurato e riaperto al pubblico. L'auspicio è che questo gesto - dice ancora la presidente Stasi - possa sensibilizzare ulteriormente non solo il Governo italiano ma anche molti investitori stranieri a vedere nelle potenzialità che può offrire la Calabria un'alternativa a sostegno del rilancio economico dell'Italia e per lo sviluppo del nostro territorio".

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  • Occhiello

    Lo sostiene la presidente facente funzioni della Regione Calabria Antonella Stasi, che invita il premier a «rispettare gli impegni presi lo scorso 3 settembre»

Mercoledì, 08 Ottobre 2014 21:14

"Alta tensione 2", istruttoria chiusa

REGGIO CALABRIA È al termine dell’ennesima dibattuta udienza che si è ufficialmente chiusa l’istruttoria del processo "Alta Tensione 2", il procedimento che vede alla sbarra anche l’ex consigliere comunale del Pdl Giuseppe Plutino, finito in carcere con l’accusa di essere il referente istituzionale del clan Caridi, insieme ai Borghetto Zindato, federato agli ancor più potenti Libri. Agli atti del processo sono finiti non solo sentenze e atti giudiziari relativi ai precedenti giudicati riguardanti i clan della periferia sud della città, ma anche materiale elettorale, dettagliati report sui consensi elettorali in occasione di tutte le tornate in cui Plutino era stato coinvolto, insieme a vari documenti che toccherà al collegio presieduto dal giudice Teresa De Pascale esaminare nel segreto della camera di consiglio prima di arrivare a sentenza. Un giudizio atteso all’esito di un procedimento lungo, complesso e dibattuto, scaturito dall’inchiesta che approfondendo legami e rapporti degli uomini del clan Caridi già finiti in manette è arrivata a bussare alla porta delle istituzioni.
Per il pm Stefano Musolino che ha coordinato l’indagine, sarebbero state proprio le `ndrine che controllano i quartieri San Giorgio Extra, Boschicello, via Pio XI, Modena e a prodigarsi per la rielezione di Plutino, ricatapultato a Palazzo San Giorgio nel 2011, con un’ondata di consensi, che lo hanno  trasformato da semisconosciuto consigliere di periferia, transitato dall`Udc al Pdl, a campione delle preferenze, proiettato nell`Olimpo dei primi cinque eletti in città. Una ricostruzione duramente contestata fino all’ultima udienza  dai legali di Plutino,  gli avvocati Andrea Alvaro e Marco Gemelli, che hanno sempre sottolineato come l’appoggio elettorale fornito dai fratelli Condemi – anche loro imputati perché accusati di essere vicini al clan Caridi – fosse dovuto a ragioni familiari, piuttosto che alle strategie politiche delle potenti ‘ndrine della zona. Per le difese, Plutino avrebbe solo pagato il crescente successo elettorale, che all’epoca rischiava di mettere in ombra l’altro campione di preferenze della zona, l’attuale segretario questore del consiglio regionale, Gianni Nucera. Ex mentore, divenuto grande accusatore di Plutino, tanto in sede di indagine come in dibattimento Nucera si è sempre presentato come una vittima delle pressioni tanto del suo ex pupillo, come della famiglia Condemi ed in particolare di Domenico, definito in pubblica udienza «particolarmente violento ed esuberante ».
Era stato infatti lui a mettere nei guai  Plutino, accusandolo di aver fatto da mediatore fra lui e i suoi cugini, i fratelli Condemi, per l’assunzione di un membro della famiglia, individuato inizialmente in  uno dei fratelli Condemi, Domenico – scartato perché inadatto al ruolo – quindi sulla nipote dei due, Maria Cuzzola, per la quale l’attuale segretario questore sarebbe stato a suo dire vittima di indicibili pressioni, tanto da arrivare a temere « ripercussioni per la mia famiglia, sia di ordine psicologico, sia per il fatto che Domenico potesse reagire in maniera non adeguata». Affermazioni smentite nel corso del dibattimento tanto da Plutino, come dai fratelli Condemi. «Nucera ha detto di essere intimorito da me, ma vorrei chiedergli se aveva la stessa paura quando andavamo a braccetto a chiedere i voti in tutta San Giorgio Extra» ha detto Domenico qualche settimana fa nel corso delle lunghe, stentate ma pesantissime dichiarazioni spontanee che ha chiesto e ottenuto di fare. Altrettanto pesante e preciso è stato il fratello Filippo che nel corso della stessa udienza ha dichiarato che «con Nucera abbiamo rapporti diretti dal 2000. Abbiamo fatto tutte le campagne elettorali per lui, a spese nostre», ma soprattutto che l’ex segretario è stato per lungo tempo una presenza fissa anche nella vita quotidiana della famiglia.
«È venuto al mio matrimonio, è rientrato da Roma per la morte di mia madre, è venuto al funerale di uno zio», sottolinea Condemi, senza tralasciare quel viaggio a Cosenza fatto assieme all’onorevole «per avere luce sul progetto che avevo presentato». Un rapporto confidenziale – è emerso in dibattimento - precedente e autonomo rispetto alla collaborazione politica con Plutino, che è stato confermato anche da diversi testimoni,  inclusi alcuni ex collaboratori di Nucera. Testimonianze prese molto sul serio dal pm Musolino, che non ha a caso proprio a carico di Nucera ha aperto un’indagine la cui conclusione è stata notificata all’indagato proprio in questi giorni, ma che inficerebbe  quanto accertato sugli imputati in sede di indagine. Di opinione esattamente opposta le difese, che proprio per questo oggi  hanno chiesto che agli atti del processo finisse anche il provvedimento a carico di Nucera. Tesi speculari che avranno modo di confrontarsi a partire dalle prossime udienze del 15 e 29 ottobre, quando toccherà al pm Musolino difendere le risultanze della propria indagine in sede di requisitoria, per poi cedere il testimone agli avvocati per le arringhe difensive, calendarizzate fino al 26 novembre. Dopo, la parola toccherà solo ed unicamente al Collegio. 

 

Alessia Candito
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  • Occhiello

    Ultime schermaglie fra accusa e difese per il procedimento che vede alla sbarra l’ex assessore comunale Pino Plutino, per la Procura referente del clan Caridi nelle istituzioni

Mercoledì, 08 Ottobre 2014 21:00

Magorno convoca la direzione del Pd

CATANZARO «Esaurito il passaggio democratico delle primarie, è il momento di individuare le tappe e le modalità del percorso che vedrà il Pd calabrese, nell'ambito della coalizioni di centrosinistra, impegnato nell'affrontare il decisivo appuntamento delle elezioni regionali del 23 novembre. Per questo è convocata per lunedì 13 ottobre alle ore 17,00, presso l'"Hotel Lamezia" di Lamezia Terme, la direzione regionale partito nella quale si discuterà, come punto all'ordine del giorno, di "Criteri per la formazione delle liste del Pd e per la formazione della coalizione». Lo rende noto, in una dichiarazione, il segretario del Pd Calabria Ernesto Magorno. «Le primarie - prosegue il segretario regionale - sono state come sottolineato più volte in questi giorni, un bella prova di democrazia, affrontata da tutti i partecipanti con serenità e maturità. Da questo esito positivo della consultazione del centrosinistra dobbiamo adesso partire, con fiducia, per affrontare con altrettanta tranquillità e serenità i successivi e necessari passaggi. Occorre pertanto valutare la formazione delle liste, definire la coalizione che deve includere quegli ambiti della società calabrese che vuole essere protagonista di un autentico rinnovamento per la nostra terra. Impronteremo, insomma, il nostro lavoro in modo da renderlo aderente alla profonda ansia di cambiamento e alla voglia di buona politica dimostrata dai calabresi con la partecipazione alle primarie, in coerenza con il cammino fin qui percorso dalla coalizione di centrosinistra che è impegnata - ha concluso - nel dare un governo nuovo e credibile alla nostra regione».

 

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  • Occhiello

    I vertici del partito a raccolta il 13 ottobre a Lamezia Terme per fare il punto sulla formazione delle liste e della nuova coalizione

Mercoledì, 08 Ottobre 2014 19:17

Joppolo ha adottato 48 ragazzini migranti

JOPPOLO Il piccolo comune costiero di Joppolo, nel Vibonese, da domenica notte ha adottato 48 ragazzini migranti di età compresa tra i 14 e i 17 anni provenienti da Eritrea, Etiopia, Senegal e Somalia. I bambini erano sbarcati sabato scorso a Reggio Calabria da una nave della Marina Militare che li aveva soccorsi con altri migranti nel Canale di Sicilia. I ragazzi sono stati ospitati in un ex villaggio turistico. Tra i migranti ci sono molti orfani. A gestire la struttura e a occuparsi dei migranti ci sono i volontari dell'associazione "Opus" onlus che gestisce già un centro di accoglienza per minori non accompagnati a Cirò Marina, dove sono accolte 150 persone, oltre a case famiglia per disabili e case di riposo. La popolazione locale ha donato loro generi alimentari e qualcuno ha messo a disposizione anche il proprio cellulare per telefonare ai familiari in patria.

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  • Occhiello

    Erano sbarcati sabato scorso a Reggio Calabria da una nave della Marina Militare che li aveva soccorsi con altri migranti nel Canale di Sicilia

LAMEZIA TERME «È ingeneroso che alcune cronache giornalistiche non abbiano dato merito alla produttività della seduta consiliare di ieri che ha registrato l’approvazione di importanti provvedimenti né al lavoro positivo che in questi anni abbiamo compiuto seppur tra mille difficoltà, in una stagione di crisi del regionalismo, dentro un quadro economico generale particolarmente difficile. Peraltro è la prima volta, in cinque anni di legislatura, che si verifica la mancanza del numero legale dovuta a impegni pre-elettorali di alcuni consiglieri».
È quanto afferma in una nota il presidente del consiglio regionale Francesco Talarico, che commenta «positivamente l’approvazione di quasi tutti i punti all’ordine del giorno, tranne alcuni, proprio in ragione della sopravvenuta mancanza del numero legale. Fra i diversi provvedimenti che hanno ottenuto il placet dell’Assemblea – sottolinea l'interessato – voglio menzionare lo stanziamento di risorse da destinare agli emodanneggiati nonché al pagamento di alcune mensilità stipendiali arretrate ai lavoratori del Servizio di sorveglianza idraulica forestale. E ancora, la proposta di legge "Omnibus" per l’agricoltura, molto attesa da un comparto che si rivela sempre più decisivo per lo sviluppo economico della nostra terra, e infine la nomina dei Revisori dei conti della giunta e del consiglio».
«Tutti provvedimenti significativi e attesi che – conclude Francesco Talarico – daranno sollievo a tanti calabresi che vivono situazioni di disagio e difficoltà, assicurando risposte immediate e concrete a emergenze e a bisogni inderogabili e gettando le basi per il lavoro futuro di quanti saranno chiamati ad amministrare la Regione nella prossima legislatura».

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  • Occhiello

    Per il presidente del consiglio regionale dalla stampa non sarebbe stata dato la «giusta rilevanza» alle leggi approvate

VIBO VALENTIA Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Vibo Valentia ha rinviato a giudizio una maestra d'asilo, Rita Nusdeo, di 58 anni, per maltrattamenti sui bambini. I fatti sarebbero avvenuti nell'ottobre del 2012 in una scuola di Vibo. Nei confronti della maestra il giudice aveva già disposto l'interdizione cautelare dalla professione. L'indagine aveva avuto inizio con una denuncia ai carabinieri presentata dai genitori di uno dei bambini dell'asilo.
I militari dell'Arma avevano così deciso di utilizzare delle videocamere con cui avevano ripreso il comportamento della maestra che avrebbe minacciato gli alunni con una bacchetta di legno, costringendoli per lungo tempo a posizioni stressanti, piegati con il viso sui banchi. La prima udienza del processo è stata fissata al 19 febbraio 2015. Le famiglie dei bimbi si sono costituite parti civili. 

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  • Occhiello

    I fatti sarebbero avvenuti nell'ottobre del 2012 in una scuola di Vibo. L'indagine aveva avuto inizio con una denuncia ai carabinieri presentata dai genitori di uno dei bambini dell'asilo

Mercoledì, 08 Ottobre 2014 18:34

Il dialogo Pd-Udc mette in fuga Sel

di Antonio Ricchio

 

In politichese, certo, ma pur sempre di un avvertimento si tratta: se il Pd si allea in Calabria con l'Udc, Sel è pronta a rompere il patto con il centrosinistra. A tre giorni delle celebrazione delle primarie i vendoliani sono pronti a puntare i piedi nel caso in cui Mario Oliverio dovesse dare corpo all'idea di siglare un'intesa con i centristi di Cesa. In realtà l'idea è osteggiata anche da una parte del Pd. I renziani calabresi (a proposito, una domanda: al Nazareno hanno lo stesso orientamento?) sono pronti alle barricate e le dichiarazioni del segretario Ernesto Magorno e del candidato sconfitto alle primarie Gianluca Callipo non fanno presagire nulla di buono. Quest'ultimo si è scagliato contro Michele Trematerra, ricordando il coinvolgimento dell'assessore regionale in un'inchiesta condotta dalla Dda di Catanzaro – per amore della verità va detto che siamo ancora in una fase iniziale del procedimento e, dunque, ogni accusa deve trovare riscontro – ma ricevendo come risposta un'accusa che, se fondata, non può far sorridere Callipo e i suoi sostenitori.

Spiega Trematerra: «Il candidato dei renziani non vuole allearsi con noi ma due giorni prima delle primarie mi ha chiamato per chiedermi di sostenerlo». Il giovane sindaco di Pizzo afferma che non c'è nulla di vero in tale ricostruzione ma qualche ombra resta. Ciò che non muta è la sostanza del ragionamento dei maggiori dirigenti di Sel. Mario Melfi e Gianni Speranza rilevano una dicotomia nelle intenzioni del Pd di volere «ricostruire la Calabria dopo i disastri del centrodestra» e il voler stringere accordi con chi «Scopelliti l'ha sostenuto incondizionatamente nel corso di questi anni». Oliverio, dunque, deve prestare molta attenzione all'aut aut che arriva dai vendoliani. Il rischio è che si possa aprire una frattura a sinistra del Pd, con la conseguente dispersione di consensi che al centrosinistra sono necessari per evitare brutte sorprese.

Sull'altro versante, invece, le novità attese non sono arrivate. Tutto ruota attorno alle mosse del Nuovo centrodestra. La bagarre al Senato sul jobs act ha determinato uno slittamento in avanti delle decisioni che andavano prese. Ma il tempo stringe e Tonino Gentile non vuole farsi trovare impreparato. Il coordinatore degli alfaniani anche oggi si è lungamente confrontato con Gaetano Quagliariello. La linea resta sempre la stessa: Ncd è disposta a un accordo con Forza Italia e gli altri partner del centrodestra ma solo su scala nazionale. Niente intese a macchia di leopardo, insomma. «Il pacchetto – scherza Gentile – o si prende tutto oppure lo si lascia completamente». Più che sulla Calabria le difficoltà si registrano in Emilia Romagna dove la Lega Nord ha puntato i piedi sulla presenza in coalizione degli alfaniani. Le prossime ore saranno quelle decisive. Quagliariello, da politico navigato, non esclude nessuno scenario, nemmeno quello di un accordo con il Pd.

Gentile tuttavia è convinto di portare a casa il risultato, ottenendo da Forza Italia  - che ha ufficializzato martedì la candidatura di Wanda Ferro - anche la garanzia dello stop ai consiglieri regionali che vogliono tentare la riconferma all'interno di liste civiche. Dietro tale strategia c'è la volontà di bloccare sul nascere ogni tentativo di risalita di Scopelliti e dei suoi fedelissimi. Dal canto suo l'ex governatore ragiona come battitore libero e non più da dirigente del Nuovo centrodestra. Il suo unico obiettivo, almeno in questa fase, è quello di indebolire Ncd in Calabria e dimostrare che Gentile non è in grado di esercitare la leadership che gli è stata assegnata da Alfano e Quagliariello. Non si tratta di un compito facile considerato che alcuni tra i parlamentari a lui più vicini – su tutti Giovanni Bilardi e Nico D'Ascola – si sono già chiamati fuori, assicurando a Gentile sostegno sulla linea politica intrapresa. 

Twitter: @AntonioRicchio

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