Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 01 Aprile 2017

COSENZA Se non fosse un brutto neologismo si potrebbe dire che Cosenza è una città orlandiana. Perché, in controtendenza con quanto accade più o meno in tutta Italia, la mozione del ministro della Giustizia sbaraglia le concorrenti nella città dei Bruzi. E, seppure per soli 2 voti, Andrea Orlando batte Matteo Renzi. Sul piano locale è una vittoria per Carlo Guccione, unico dei big a essersi schierato con Orlando in un mare di adesioni e sponsor renziani. Una conferma, visto che Guccione e il suo gruppo avevano ottenuto un successo netto anche alle regionali 2014. Sconfitto, invece, il fronte variegato che porta acqua al mulino dell'ex premier, che va da Enza Bruno Bossio a Mario Oliverio. In Calabria, invece, la mozione Renzi sfiora l'80%. Per quel che riguarda le convenzioni Pd in regione, infatti, a fronte di un totale di voti che segna 6.835, a Renzi ne sono andati 5.265 (77%), a Orlando 1.087 (15,9%) e a Emiliano 483 (7%).

COSENZA 1
Renzi 348
Orlando 13
Emiliano 28

COSENZA 2
Renzi 7
Orlando 158
Emiliano 3

COSENZA 3
Renzi 153
Orlando 8

COSENZA 4
Renzi 1
Orlando 277
Emiliano 10

COSENZA TEMATICO
Renzi 0
Orlando 55
Emiliano 0

TOTALE VOTI IN CITTÀ
Renzi 509
Orlando 511
Emiliano 41

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  • Occhiello

    Il ministro della Giustizia la spunta di due voti sull’ex premier (511 a 509). Decisivo il voto del circolo tematico. Guccione prevale sul gruppone della maggioranza dem. Ma in Calabria il segretario uscente è all'80%

Sabato, 01 Aprile 2017 19:53

Garante detenuti, nuovo appello a Irto

REGGIO CALABRIA «Oggi un altro giorno di sciopero della fame, sete e auto riduzione insulina per sostenere la lotta non violenta di Rocco Ruffa che di digiuno ne fa quattro alla settimana e chiedere al presidente del consiglio regionale Nicola Irto di approvare, o quantomeno discutere, la legge per l'istituzione in Calabria del Garante dei detenuti e delle persone private della libertà personale». Lo afferma Giuseppe Candido, segretario dell'associazione Non Mollare e militante del Partito radicale Nonviolento di Marco Pannella «che - riporta una nota – più volte ha visitato assieme a Rocco Ruffa tutte le dodici carceri calabresi».
«Una legge - prosegue Candido - che lo stesso presidente Irto ha presentato come primo firmatario il 13 maggio 2015 definendo, nella relazione introduttiva, l'istituzione del garante regionale dei detenuti essenziale per contribuire ad affrontare con senso di umanità e giustizia le continue emergenze del settore carcerario e per garantire condizioni detentive dignitose, oggi purtroppo inaccettabili come denunciate dai ripetuti moniti delle più alte personalità, civili e religiose, e dalle pronunzie di condanna rimediate dall'Italia in sede europea. La proposta di legge si è poi arenata in I Commissione il 30 giugno 2015, e lì giace da due anni, perché il presidente della commissione stessa, Franco Sergio, ha ribadito, come si legge nel verbale della seduta, "la necessità", facendo riferimento a un richiamo della Corte dei Conti, "che le proposte di legge vengano corredate dalla scheda tecnico-finanziaria"».
«Durante le numerose visite che abbiamo fatto più volte e in tutte le dodici carceri calabresi - prosegue ancora candido - abbiamo sempre riscontrato problemi legati non solo al sovraffollamento ma anche criticità dovute alla carenza di educatori, di agenti, alla carenza di lavoro e a carenze igienico sanitarie che rendono spesso disumana la detenzione e impossibile qualunque finalità rieducativa e di reinserimento sociale dei detenuti. E criticità anche nei tempi di risposta dei magistrati di sorveglianza alle legittime istanze di molti detenuti. Per questo, noi, da militanti del Partito radicale Nonviolento che da Marco Pannella abbiamo imparato a non mollare, proponendo un'amnistia mirata per far rientrare il paese dalla sua condizione di flagranza criminale, in Calabria, per il garante dei detenuti, continuiamo ad incalzare il presidente Irto e il consiglio regionale tutto affinché si adoperino, per dare un messaggio concreto, a mettere la proposta di legge subito in calendario, approvarla e nominare subito un Garante che relazioni sulle condizioni di salute, di vita e di rispetto dei diritti umani nelle calabre galere».

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  • Occhiello

    Il segretario dell'associazione "Non mollare" e militante radicale Candido appoggia la battaglia di Rocco Ruffa. E chiede al presidente del Consiglio di approvare la legge dimenticata dal 2015

GIOIA TAURO «Alla fine quanto previsto si è avverato: quasi 400 operai del Porto di Gioia Tauro saranno indirizzati verso il limbo dell'incertezza, in un'agenzia che dovrebbe provvedere a ricollocarli». È quanto si afferma in una nota di Sinistra Italiana, sottoscritta dal segretario nazionale Nicola Fratoianni, dal responsabile nazionale economia e lavoro, Stefano Fassina, da Celeste Costantino della segreteria nazionale e dal coordinamento regionale calabrese del partito. «La politica (?) economica della portualità italiana - è detto nella nota - ha demandato al gestore privato cioò che meglio gli aggrada e cioè che Gioia Tauro non può ambire a essere una solida realtà per il futuro della portualità strategica europea. Questo il ragionamento promosso dal soggetto titolato, la Mct, e avvalorato dal silenzio delle istituzioni, soprattutto calabresi, in barba al mantra che "Il porto di Gioia Tauro volano di sviluppo...". A nulla sono valsi gli accorati appelli dei lavoratori. Siamo di fronte all'ennesimo scippo, avvalorato da un governo nazionale quantomeno disinteressato o interessato cinicamente ad altre aree del Paese, di un territorio evidentemente e volutamente "sfortunato", perché soprattutto mal governato dal governo regionale. Governi succubi come non mai delle grandi manovre dei capitali europei che non hanno di certo interesse a fermarsi ad osservare un territorio divenuto di frontiera».
«Ad oggi non ci rimangono - riporta ancora la nota - che vuote parole di solidarietà ma anche la crescente consapevolezza che serve operare con nuove regole economiche perché con questa deregolamentazione dettata dal capitale il lavoro soccombe, disumanamente derubricato a inanimato "fattore produttivo" e interi territori s'impoveriscono. Sinistra Italiana, in particolare su questo territorio e a tutti i livelli, si propone di essere rappresentante di parte, oggi, di questi lavoratori, perché chi non parteggia, lo abbiamo oramai compreso, rafforza le ragioni dei grandi manovratori e pertanto di quelli che sono i nostri avversari. Già nei mesi scorsi Sinistra Italiana ha incontrato i lavoratori e fatto visita alla struttura portuale sollecitando senza sosta i necessari interventi, o chiedendo lumi in Parlamento, nell'assordante silenzio dei soggetti interessati, soggetti che, lo ricordiamo, hanno per anni giocato in ambiguità, rimpallandosi le responsabilità, addirittura cincischiando per anni sulle nomine alla Presidenza dell'Autorità portuale contribuendo così ad alimentare l'incertezza e il tragico epilogo di questi giorni. Allo stesso modo chiediamo ancora una volta con forza che vengano realizzati con celerità ed efficacia tutti i doverosi interventi tecnici e strutturali, nonché quelli di politica fiscale ed economica, atti a dotare Gioia Tauro e le infrastrutture correlate di tutti gli strumenti che possano valorizzarne le ineguagliabili peculiarità date dalla sua posizione e dalle sue caratteristiche tecniche, ma svilite e quasi annullate da inerzia politica e azioni contrarie al suo completo sviluppo».

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  • Occhiello

    I vertici nazionali del partito sui 400 esuberi: «Ennesimo scippo favorito da un governo disinteressato». E tornano a chiedere interventi tecnici ed economici per valorizzare lo scalo

COSENZA I carabinieri della Compagnia di Rende stanno indagando sulla denuncia presentata da una ventenne di Crotone, studentessa all'Università della Calabria, che ha raccontato di essere stata violentata. L'aggressione - di cui parla la stampa locale - sarebbe avvenuta in un parco di Rende alle 3 di ieri mattina. La giovane ha raccontato di essere stata aggredita alle spalle da un uomo, che l'avrebbe gettata a terra e poi violentata. La ragazza ha anche riferito di non essere in grado di fornire elementi sull'aggressore anche perché al momento del fatto non era completamente lucida. In ospedale i medici non hanno riscontrato alcun segno evidente di violenza. I carabinieri ora acquisiranno le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza poste nella zona per cercare qualche riscontro al racconto della giovane.

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  • Occhiello

    Una studentessa dell'Unical sarebbe stata aggredita in un parco alle 3 del mattino. I medici dell'ospedale non hanno riscontrato segni di violenza. I carabinieri acquisiranno le immagini di videosorveglianza

CROTONE Una città contro il progetto di bonifica approvato dal ministero. È questo l'intento dell'iniziativa TarDay presentata stamani a Crotone dai sindacati Cgil, Cisl e Uil e da 25 tra associazioni di categoria e movimenti. Si tratta di presentare un ricorso al Tar Calabria contro il decreto del ministero dell'Ambiente con il quale è stato approvato il progetto di messa in sicurezza delle ex aree industriali. Aree dove è altissima la concentrazione di metalli pesanti (cadmio, piombo, cromo) tutti nocivi alla salute. Il progetto presentato dalla Syndial - società dell'Eni - e approvato con decreto del ministero dell'Ambiente il 3 febbraio 2017 - viene identificato come bonifica (che prevederebbe l'eliminazione delle materie contaminanti), ma in effetti sarebbe una messa in sicurezza: ovvero i rifiuti vengono "tombati" nello stesso posto. Da qui l'iniziativa popolare di presentare un ricorso al Tar per bloccarlo. L'idea è quella di presentare un ricorso non firmato da una sola persona o da un'associazione, ma dal più alto numero possibile di cittadini di Crotone in modo che l'iniziativa giudiziale abbia un peso politico e sociale molto più forte. All'iniziativa non ha invece aderito il Comune che a quanto pare ha intenzione di presentare un ricorso per proprio conto. I promotori hanno spiegato che sarà possibile dare mandato a un avvocato (in questo caso il professionista Sandro Cretella, che svolge gratuitamente l'azione legale) sottoscrivendo una procura ai gazebo che saranno allestiti domani in piazza della Resistenza dalle 17.30 alle 20 e domenica dalla 10.30 sul lungomare di Crotone. Chi vorrà firmare il ricorso dovrà compilare una scheda anagrafica allegando una fotocopia del proprio documento d'identità. Possono firmare solo maggiorenni residenti a Crotone.

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  • Occhiello

    Presentato il TarDay: un ricorso al tribunale amministrativo contro il decreto approvato a Roma. Che prevede l'intombamento dei rifiuti industriali. Potranno firmare tutti i residenti maggiorenni

CASSANO ALLO IONIO Il consiglio comunale di Cassano allo Ionio ha conferito la cittadinanza onoraria a monsignor Andrea Mugione, arcivescovo emerito di Benevento e già vescovo della diocesi di Cassano per un decennio, dal 1988 al 1998. Alla manifestazione ha partecipato, tra gli altri, l'attuale vescovo monsignor Francesco Savino. «Il conferimento della cittadinanza onoraria a monsignor Mugione - ha sottolineato il sindaco di Cassano Gianni Papasso nel suo intervento - è un modo per mantenere forte il legame con questa nostra città. È anche un segno tangibile e indissolubile per dire che ci siamo stimati e voluti bene a vicenda».
La cittadinanza è stata conferita per, è scritto nella motivazione, «avere, durante il suo proficuo servizio pastorale, servito la Chiesa di Cassano con assoluta abnegazione e con totale dono di sé, lavorando nel silenzio operoso, e ponendosi, con cuore di padre tenero, generoso e paziente, in ascolto dei deboli e degli umili; per avere, con coraggio e fermezza, alzato forte la sua voce contro il male, richiamando tutti a ispirarsi allo spirito del Vangelo; per aver intrapreso un processo di evangelizzazione permanente, recandosi nelle parrocchie a indicare la via della redenzione e della salvezza; per aver istituito a Lauropoli la Parrocchia dei Sacri Cuori nella nuova chiesa da lui stesso inaugurata, facendone un centro di promozione spirituale e culturale; per aver arricchito il patrimonio culturale della diocesi e della nostra città con l'apertura alla libera fruizione di tutti del Museo diocesano d'arte sacra, della Biblioteca e dell'Archivio storico diocesani, contribuendo alla rinascita degli interessi e degli studi per la nostra storia, e alla promozione del turismo culturale».

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  • Occhiello

    Il titolo è stato conferito dal consiglio comunale. Il presule ha guidato la diocesi locale per un decennio

CATANZARO «Il 2 aprile è la data scelta per celebrare la Giornata Mondiale per la consapevolezza dell'Autismo 2017. Proclamata dieci anni fa, nel 2007, dall'Assemblea generale dell'Onu, la giornata si pone l'obiettivo di richiamare l'attenzione del mondo intero sull'autismo, un disturbo pervasivo dello sviluppo che colpisce decine di milioni di persone. Per l'occasione il mondo intero si tinge di blu. Per espressa volontà del presidente della Regione, Mario Oliverio, anche la Cittadella regionale domani si tingerà di blu». Lo comunica una nota dell'ufficio stampa della giunta regionale.

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  • Occhiello

    Domani la Regione Calabria aderirà alla giornata mondiale proclamata dall'Onu

CATANZARO «Dopo quasi 2 anni e ben cinque proroghe è scaduto ieri il termine per la realizzazione dei lavori del Programma di efficientamento e rifunzionalizzazione del sistema depurativo dei comuni costieri calabresi». È quanto afferma Laura Ferrara, eurodeputata M5S che, riporta una nota, «ritorna sul tema della (mala)depurazione che attanaglia la Calabria e in particolare riporta l'attenzione sulla convenzione del giugno 2015 tra Regione e Comuni costieri, in cui si mettevano a disposizione oltre 8 milioni di euro per "lavori urgenti ed indifferibili ma che sono stati rimandati e ritardati"».
«Sarebbe ora il caso - prosegue Ferrara - di verificare se alla data di scadenza tutti gli enti comunali beneficiari dei fondi, ottantadue per la precisione, abbiano o meno migliorato le condizioni dei propri impianti depurativi. Tempi biblici quelli concessi dalla Regione ai Comuni, non si sono individuate le responsabilità dei gravi ritardi e se questo è l'approccio per la risoluzione della crisi del sistema depurativo calabrese, nutro forti dubbi che si possa trovare una soluzione».
«Nonostante l'ininterrotto flusso di denaro pubblico messo a disposizione della Regione Calabria negli ultimi 15 anni - è detto nel comunicato - il sistema depurativo regionale risulta tra i più disastrosi dell'intero panorama nazionale. I portavoce del Movimento 5 Stelle, sia a livello nazionale che nell'istituzione europea si sono interessati al tema, attraverso interrogazioni parlamentari, denunce, progetti, proposte ed iniziative. L'europarlamentare calabrese nei giorni scorsi ha inviato una pec a circa 400 comuni calabresi richiedendo copia del regolamento di gestione dei servizi idrici e/o fognari e le copie delle analisi degli ultimi cinque anni fatte sulle acque di scarico (a monte e a valle dell'impianto di depurazione)».
«Confidando nella trasparenza che dovrebbe contraddistinguere la pubblica amministrazione - sostiene Ferrara - aspetto fiduciosa le risposte a quanto chiesto, così da tracciare un quadro quanto più preciso possibile circa l'efficienza del sistema depurativo e la corretta regolamentazione dei sistemi idrici/fognari dei comuni calabresi. Un accesso agli atti dovuto, soprattutto ai cittadini calabresi perché la loro salute passa dalla buona gestione degli impianti idrici».

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  • Occhiello

    L'eurodeputata del M5S sollecita una verifica sugli interventi realizzati dagli 82 Comuni che hanno beneficiato dei fondi regionali. Chiesti anche gli atti su analisi delle acque e gestione dei servizi idrici

CROTONE Una class action è stata avviata da un gruppo di abbonati alle gare casalinghe del Crotone che hanno acquistato le tessere per assistere alle gare da quella che doveva essere la tribuna coperta dello stadio Ezio Scida. Tribuna che, invece, è rimasta priva di copertura. A riportare la notizia è stato il periodico "Il Crotonese" secondo il quale un'ottantina di abbonati si è rivolta allo studio legale dell'avvocato Gianluca Marino dal quale, tramite pec, sono state inviate nei giorni scorsi le lettere di diffida alla società di calcio. «Disattesa la legittima aspettativa di poter alloggiare in un settore dotato di copertura come ampiamente pubblicizzato durante la campagna abbonamenti» è la motivazione del gruppo di abbonati che hanno avviato la procedura che potrebbe portare a una class action.
Si chiede alla società sportiva di avviare contatti con il legale per definire bonariamente la vicenda entro dieci giorni. Trascorso il termine si darà corso alla class action. Alla società viene contestata la mancata copertura della tribuna in base alla quale erano stati sottoscritti gli abbonamenti. Gli abbonamenti oggetto del contendere sono quelli della tribuna centrale alta e bassa il cui costo oscilla tra gli 800 e i 1.200 euro. Tra le contestazioni, oltre a quelle di aver dovuto assistere a gare sotto la pioggia, c'è anche quella che in alcuni casi, proprio per proteggere dai fenomeni meteorologici le telecamere delle pay tv, sono state realizzate delle coperture che hanno impedito parzialmente la visione della gara ad alcuni degli abbonati. Al momento sono un'ottantina gli abbonati che hanno avviato la diffida; alcuni hanno acquistato anche le tessere per altri familiari per cui gli abbonamenti contestati sarebbero circa 120.

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  • Occhiello

    Circa 80 abbonati hanno diffidato la società. Avrebbero dovuto assistere alle gare casalinghe in un settore coperto che non è mai stato realizzato. Le tessere costavano dagli 800 ai 1.200 euro

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