Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 10 Aprile 2017

Di seguito riportiamo, integralmente, la lettera che il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto ha inviato al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio che lo aveva invitato a partecipare a un incontro sulla metroleggera da realizzare nella città dei Bruzi.

Egregio presidente,
in relazione alla sua missiva in oggetto specificata, mi preme ribadire alcuni concetti. Se da una parte è vero che la interlocuzione relativa all'opera è ventennale, dall'altra è altrettanto vero che tale interlocuzione non equivale alla integrazione di tutte quelle condizioni previste dalla legge per la definizione delle procedure. In particolare, è fuor di dubbio che l'accordo di programma costituisce elemento formale e sostanziale che consente di avviare le procedure finalizzate alla realizzazione dell'opera, ivi compreso evidentemente l'avvio della gara d'appalto dei lavori. Del resto, le stesse disposizioni citate nella sua in oggetto confermano che l'accordo di programma, che non è surrogabile da altre fattispecie di intese coordinate, è un prius – e non un posterius – "Per la definizione e l'attuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata di comuni, di province e regioni...", tant'è che, in tali casi, il presidente della regione, "....in relazione alla competenza primaria o prevalente sull'opera o sugli interventi o sui programmi di intervento, promuove la conclusione di un accordo di programma, anche su richiesta di uno o più dei soggetti interessati, per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le modalità, il finanziamento ed ogni altro connesso adempimento" (arg. Da art. 13 L.R. n.19/2001).
A ulteriore riprova di quanto si sostiene, può richiamarsi il contenuto dell'accordo di programma – finanche di quello pubblicato sul sito della Regione Calabria – laddove vengono definite le linee dell'accordo medesimo ed il contesto di quelle che, a mio parere, potrebbero rendere sostenibile un'opera che, altrimenti sganciata e non collegata ad un progetto complessivo di mobilità urbana, potrebbe andare in tempi brevi incontro ad un sicuro fallimento e, stavolta sì, con gravissimo pregiudizio per le popolazioni amministrate. Del resto, larga parte della popolazione che usufruirà di un servizio di trasposto pubblico con al centro la metropolitana leggera, ha avuto modo di esprimersi in senso quantomeno fortemente critico verso l'opera e, soprattutto, verso la sostenibilità economica nel rapporto tra costi e potenziale utenza. Soprattutto per questi motivi (e non per l'insinuante affermazione circa presunte richieste di "compensazioni" né tantomeno per una asserita ed indimostrabile volontà del Comune di Cosenza di considerare una concessione l'approvazione del progetto di metropolitana leggera) che mi sono battuto e continuerò a battermi per considerare sostanzialmente "vero oggetto dell'atto in questione" il complesso delle opere che potrebbero dare un senso compiuto ed una prospettiva – comunque abbastanza pericolosa – ad un'infrastruttura che andrà a modificare l'assetto del territorio apportando significative variazioni sia in termini strettamente urbanistici ed ambientali, sia delle abitudini della popolazione.
Quanto al contenuto dell'ultima versione dell'accordo di programma – in disparte l'inopinata esclusione di alcune opere pur previste nelle interlocuzioni che hanno preceduto la stesura – ricordo che la principale criticità manifestata è quella di avere sin da subito un quadro certo di riferimento non solo degli importi delle opere del progetto di mobilità sostenibile più volte illustrato, quanto degli elementi di spesa e dei canali di finanziamento. Condividendo, infatti, con Lei che la Regione potrebbe non essere tenuta a finanziare le opere comunque finalizzate - ed anche qui concordo con Lei e riproduco la sua espressione –"al miglioramento della mobilità sostenibile dell'area urbana", cionondimeno continuo a ritenere "irrinunciabile" che nell'accordo di programma siano indicati, con chiarezza e precisione amministrativa, tutti gli elementi che valgano a rendere di immediata e diretta attuazione i progetti medesimi. Per parte mia è indispensabile che l'accordo non debba prevedere ulteriori passaggi ed ulteriori verifiche di fattibilità; in sostanza, non intendo accettare che tra qualche tempo si debba nuovamente discutere della materia dell'accordo di programma, come, purtroppo, si è reso necessario finanche a proposito di progetti come la realizzazione del Museo di Alarico e il contratto di quartiere Santa Lucia II lotto.
Nessun equivoco, dunque, ma l'esatto contrario, vale a dire la volontà di evitare che equivoci possano sorgere in futuro sull'intero accordo di programma. Comprendo, perciò, l'insistenza di oggi, da parte dell'ente regionale; comprendo meno le ragioni per le quali analoga insistenza non sia stata esercitata ben prima dell'espletamento della gara d'appalto e solo dopo procedere a quest'ultima. In tal senso, come ho già espresso, numerose sono state le mie diffide a Regione Calabria, tese a scongiurare una procedura di bando irregolare, proprio per la mancanza della sottoscrizione dell'AP. Ma la predetta non ne ha tenuto conto, con grave violazione delle norme procedurali; violazione che comporta – per la medesima – la impossibilità a consegnare i lavori.
Se, pertanto, l'intenzione della Regione Calabria è stata quella di procedere egualmente alla aggiudicazione dell'appalto, non può utilizzare ora questo argomento quasi al fine di costituire un presupposto di potenziale responsabilità del Comune di Cosenza, sì da costringerlo a sottoscrivere un qualsiasi AP. Questo Comune, però, ribadisce la propria disponibilità ad una interlocuzione istituzionale che, con modi e forme evidentemente diverse da quelle che emergono dalla nota che si riscontra, porti ad una intesa che valga anche a contribuire a sanare una ingarbugliata situazione che esso non ha minimamente causato, al solo scopo di rendere l'opera compatibile e coerente con tutto l'assetto urbanistico della Città di Cosenza, che in 20 anni ha subìto notevoli mutamenti. Tutto ciò premesso, e visto il tenore della missiva nel quale è contenuta la fissazione di incontro per il 12 aprile p.v., mi trovo costretto a declinare l'invito.

Mario Occhiuto
Sindaco di Cosenza

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  • Occhiello

    Il sindaco di Cosenza risponde all'invito rivoltogli dal governatore: «Vasta parte della popolazione si è espressa criticamente verso l'opera e verso la sostenibilità economica nel rapporto tra costi e potenziale utenza»

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    Di seguito riportiamo, integralmente, la lettera che il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto ha inviato al presidente della Regione Calabria,

    Egregio presidente,
    in relazione alla sua missiva in oggetto specificata, mi preme ribadire alcuni concetti. Se da una parte è vero che la interlocuzione relativa all’opera è ventennale, dall’altra è altrettanto vero che tale interlocuzione non equivale alla integrazione di tutte quelle condizioni previste dalla legge per la definizione delle procedure. In particolare, è fuor di dubbio che l’accordo di programma costituisce elemento formale e sostanziale che consente di avviare le procedure finalizzate alla realizzazione dell’opera, ivi compreso evidentemente l’avvio della gara d’appalto dei lavori. Del resto, le stesse disposizioni citate nella sua in oggetto confermano che l’accordo di programma, che non è surrogabile da altre fattispecie di intese coordinate, è un prius – e non un posterius – “Per la definizione e l'attuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata di comuni, di province e regioni…”, tant’è che, in tali casi, il presidente della regione, “….in relazione alla competenza primaria o prevalente sull'opera o sugli interventi o sui programmi di intervento, promuove la conclusione di un accordo di programma, anche su richiesta di uno o più dei soggetti interessati, per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le modalità, il finanziamento ed ogni altro connesso adempimento” (arg. Da art. 13 L.R. n.19/2001).
    A ulteriore riprova di quanto si sostiene, può richiamarsi il contenuto dell’accordo di programma – finanche di quello pubblicato sul sito della Regione Calabria – laddove vengono definite le linee dell’accordo medesimo ed il contesto di quelle che, a mio parere, potrebbero rendere sostenibile un’opera che, altrimenti sganciata e non collegata ad un progetto complessivo di mobilità urbana, potrebbe andare in tempi brevi incontro ad un sicuro fallimento e, stavolta sì, con gravissimo pregiudizio per le popolazioni amministrate. Del resto, larga parte della popolazione che usufruirà di un servizio di trasposto pubblico con al centro la metropolitana leggera, ha avuto modo di esprimersi in senso quantomeno fortemente critico verso l’opera e, soprattutto, verso la sostenibilità economica nel rapporto tra costi e potenziale utenza. Soprattutto per questi motivi (e non per l’insinuante affermazione circa presunte richieste di “compensazioni” né tantomeno per una asserita ed indimostrabile volontà del Comune di Cosenza di considerare una concessione l’approvazione del progetto di metropolitana leggera) che mi sono battuto e continuerò a battermi per considerare sostanzialmente “vero oggetto dell’atto in questione” il complesso delle opere che potrebbero dare un senso compiuto ed una prospettiva – comunque abbastanza pericolosa – ad un’infrastruttura che andrà a modificare l’assetto del territorio apportando significative variazioni sia in termini strettamente urbanistici ed ambientali, sia delle abitudini della popolazione. Quanto al contenuto dell’ultima versione dell’accordo di programma – in disparte l’inopinata esclusione di alcune opere pur previste nelle interlocuzioni che hanno preceduto la stesura – ricordo che la principale criticità manifestata è quella di avere sin da subito un quadro certo di riferimento non solo degli importi delle opere del progetto di mobilità sostenibile più volte illustrato, quanto degli elementi di spesa e dei canali di finanziamento. Condividendo, infatti, con Lei che la Regione potrebbe non essere tenuta a finanziare le opere comunque finalizzate - ed anche qui concordo con Lei e riproduco la sua espressione –“al miglioramento della mobilità sostenibile dell’area urbana”, cionondimeno continuo a ritenere “irrinunciabile” che nell’accordo di programma siano indicati, con chiarezza e precisione amministrativa, tutti gli elementi che valgano a rendere di immediata e diretta attuazione i progetti medesimi. Per parte mia è indispensabile che l’accordo non debba prevedere ulteriori passaggi ed ulteriori verifiche di fattibilità; in sostanza, non intendo accettare che tra qualche tempo si debba nuovamente discutere della materia dell’accordo di programma, come, purtroppo, si è reso necessario finanche a proposito di progetti come la realizzazione del Museo di Alarico e il contratto di quartiere Santa Lucia II lotto. Nessun equivoco, dunque, ma l’esatto contrario, vale a dire la volontà di evitare che equivoci possano sorgere in futuro sull’intero accordo di programma. Comprendo, perciò, l’insistenza di oggi, da parte dell’ente regionale; comprendo meno le ragioni per le quali analoga insistenza non sia stata esercitata ben prima dell’espletamento della gara d’appalto e solo dopo procedere a quest’ultima. In tal senso, come ho già espresso, numerose sono state le mie diffide a Regione Calabria, tese a scongiurare una procedura di bando irregolare, proprio per la mancanza della sottoscrizione dell’AP. Ma la predetta non ne ha tenuto conto, con grave violazione delle norme procedurali; violazione che comporta – per la medesima – la impossibilità a consegnare i lavori. Se, pertanto, l’intenzione della Regione Calabria è stata quella di procedere egualmente alla aggiudicazione dell’appalto, non può utilizzare ora questo argomento quasi al fine di costituire un presupposto di potenziale responsabilità del Comune di Cosenza, sì da costringerlo a sottoscrivere un qualsiasi AP. Questo Comune, però, ribadisce la propria disponibilità ad una interlocuzione istituzionale che, con modi e forme evidentemente diverse da quelle che emergono dalla nota che si riscontra, porti ad una intesa che valga anche a contribuire a sanare una ingarbugliata situazione che esso non ha minimamente causato, al solo scopo di rendere l’opera compatibile e coerente con tutto l’assetto urbanistico della Città di Cosenza, che in 20 anni ha subìto notevoli mutamenti. Tutto ciò premesso, e visto il tenore della missiva nel quale è contenuta la fissazione di incontro per il 12 aprile p.v., mi trovo costretto a declinare l’invito.

COSENZA «Non chiamateci scissionisti. Stiamo solo cercando di dare quelle risposte che finora non siamo stati capaci di dare». Il discorso del deputato Pd Nico Stumpo, oggi in Calabria per presenziare all’atto di nascita ufficiale di Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista della provincia di Cosenza, coordinato da Venzo Morrone, è tutt’altro che autoassolutorio. Ma, quando si tratta di pronunciare la sua promessa, assume un tono solenne: «Non smetterò mai di guardare agli interessi della Calabria e dei calabresi». Il che significa non volersi sottrarre all’impegno nel cercare di porre rimedio a quelli che sono i problemi mai risolti, che riguardano la sanità, i trasporti, il lavoro, l’istruzione.
Ad accogliere il deputato bersaniano, promotori e simpatizzanti locali del movimento che si sono dati appuntamento lunedì pomeriggio nella sala congressi di un hotel del centro di Cosenza per discutere intorno a quei valori che hanno fatto la storia della sinistra in Italia così come nella nostra regione. Si riconoscono tra loro nei volti protagonisti di decenni battaglie, gli animi si scaldano al suono della parola “compagni” che sembrava dimenticato, si fa il nome di Enrico Berlinguer.
È il recupero di una tradizione che passa anche attraverso lessico. Non significa, avverte Stumpo, guardare con nostalgia al passato, ma porre le basi per costruire una sinistra moderna, una sinistra di governo. A questo proposito, è duro l’intervento di Berto Liguori, esponente democratico della provincia di Cosenza, nei confronti del Pd nazionale, che ha disatteso le speranze degli elettori di sinistra determinandone l’allontanamento, la perdita d’identità.
Per Liguori è necessario un cambio di rotta, un ritorno della sinistra al suo ruolo primario, quello di riequilibrare le disuguaglianze, di essere funzionale al periodo storico in cui opera dando risposte concrete soprattutto alle fasce disagiate della popolazione. Inevitabile l’attacco a Renzi: «Non basta citare Branko Milanović per dimostrare di impegnarsi alla risoluzione dei problemi, bisogna archiviare definitivamente la dialettica della rottamazione che è stata fallimentare».
Gli fa eco il presidente dell’Aci Cosenza Sergio Aquino il quale lancia a sua volta la provocazione: «C’era bisogno dell’ennesima divisione a sinistra? No. Ma vi era la necessità non più differibile di dividere ciò che era veramente di sinistra e ciò che non lo era». E, dopo aver evocato l’illustre esempio politico di Giacomo Mancini, muove il suo j’accuse verso l’attuale sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, colui che chiama «il grande architetto», invitandolo a guardare ai bisogni di tutti i cittadini, compresi coloro che abitano le periferie, e non solo quelli che vivono in prossimità del «chilometro d’oro delle luci e delle inaugurazioni».
Numerosi gli interventi collaterali, tra cui quello di Mirko Riccelli, ex rappresentante studentesco dell’Unical e referente del Comitato per la Democrazia Costituzionale, della rappresentante sindacale Brunella Solbaro e del presidente di CalabriAttiva Mimmo Talarico, tutti concordi nell’esprimere la necessità di un movimento che raccolga le istanze dei tanti elettori di sinistra che ad oggi non si sentono rappresentati e che sappia esprimerle in chiave veramente progressista.

Chiara Fazio
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  • Occhiello

    Il deputato bersaniano a Cosenza per la presentazione del Movimento Democratici Progressisti. Morrone è il coordinatore provinciale. In sala volti storici della tradizione comunista bruzia. Le critiche a Renzi: «Non basta citare Branko Milanović per dimostrare di impegnarsi alla risoluzione dei problemi» - VIDEO

Lunedì, 10 Aprile 2017 20:35

A un calabrese la guida della TgrRai

Vada a un calabrese la guida dell'informazione Rai della Calabria. Soprattutto perché chi vive e opera in loco, è messo nelle naturali condizioni di conoscere e affrontare meglio i problemi di questa terra. Nove candidati per guidare la Rai in Calabria dopo la fortunata direzione di Alfonso Samengo, un professionista molto bravo alla guida della Tgr. 
Dei nove che hanno presentato la loro candidatura, quatto sono interni alla Rai calabrese: Cosentino, Giacoia, Nicolò e Pandullo. Altri cinque candidati non calabresi hanno presentato la loro candidatura.
Ma sarebbe un errore non scegliere un interno. Per loro, e per la Calabria, sarebbe una mortificazione. 
Alfonso Samengo ha saputo ridare slancio all'informazione Rai calabrese, dopo anni di appiattimento e scarso equilibrio. Ha affrontato temi nuovi, anche con determinazione. Il pubblico ha compreso e premiato la linea di Samengo e della redazione giornalistica calabrese. Puntare su un giornalista lontano dalla Calabria e dai suoi problemi, sarebbe veramente incomprensibile.

*Ex parlamentare Pd

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  • Occhiello

    di Franco Laratta*

Lunedì, 10 Aprile 2017 20:22

La Terza via di Pino Galati

LAMEZIA TERME «Alleanza civica vuole mettere in rete i tanti amministratori che già lavorano con noi, tanti moderati». Così il parlamentare Giuseppe Galati parlando con i giornalisti a margine dell'inaugurazione stasera a Lamezia Terme della sede regionale di Alleanza Civica, alla quale era presente, tra gli altri, il candidato a sindaco di Catanzaro, Vincenzo Ciconte, il primo cittadino di Lamezia Terme Paolo Mascaro e il consigliere regionale di Forza Italia Ennio Morrone. «Siamo in un momento politico nel quale - ha aggiunto - le vecchie categorie centrosinistra e centrodestra sono saltate. A noi tocca, per la nostra parte, l'obiettivo di riaggregarli, in base a quello che avverrà nei prossimi mesi, alla costruzione di una legge elettorale. In un momento in cui c'è questa forte vocazione al proporzionalismo, ma di fatto e' saltato lo schema bipolare. Per quanto ci riguarda, noi vogliamo aggregare tutte le forze moderate che ci sono in questa regione. Quello cui noi guardiamo non è né la destra né la sinistra. Il l sistema bipolare è saltato perché oggi c'è un terzo polo che è il Movimento 5 Stelle e perché la conflittualità in queste aree non consentirà di governare. Evidentemente, c'è bisogno di un rimescolamento e noi intendiamo fare la nostra parte. La nostra posizione in Calabria non cambia e là dove siamo stati chiamati manterremo la nostra posizione: a Lamezia Terme siamo in maggioranza, a livello provinciale a Catanzaro siamo in una posizione terza; a Catanzaro faremo una scelta insieme alla candidatura di Enzo Ciconte. Dipende - ha detto ancora Galati - dalle persone e da dove ci riconosciamo. Alla Regione per il momento guardiamo costa stanno facendo e stiamo in una posizione terza».
Galati, quindi, ha sottolineato che «in un momento in cui c'è tanto gridare e tanto livore noi abbiamo come guida maestra quella del buonsenso, quella dell'amministrare, quella del risolvere le cose concrete e quotidiane. Si e' persa l'idea di discutere dei problemi, di affrontarli, di fare delle proposte. C'è solo una rincorsa populistica o demagogica e noi cerchiamo di mettere all'interno della nostra azione politica questa idea di moderatismo che non è un'idea di conservazione ma l'idea che ai problemi bisogna guardare dando delle risposte. La Calabria - ha concluso il deputato - ha la priorita' di saper spendere le risorse che ci sono. L'altra priorità è quella di completare un processo infrastrutturale che e' la precondizione sia per l'agricoltura che per il turismo che sono due pilastri importanti di questa regione che si stanno sviluppando. Nello stesso tempo attuare, attraverso i processi che oggi offrono le università che sfornano competenze, tutto quello che è il grande campo delle startup tecnologiche».

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  • Occhiello

    Il deputato di Ala presenta la "sua" Alleanza Civica: «Né con la destra, nè con la sinistra. Alla Regione stiamo a guardare ciò che succede, a Catanzaro sosteniamo la candidatura Ciconte». Alla kermesse presenti Mascaro e Morrone

CATANZARO Il presidente della Regione Mario Oliverio ha scritto al sindaco di Cosenza Mario Occhiuto in risposta alla sua lettera dei giorni scorsi, con riferimento al sistema di collegamento metrotramvia Cosenza –Rende – Università della Calabria. Nella risposta, Oliverio – informa una nota dell'Ufficio stampa della Giunta – precisa, innanzitutto, che il procedimento «in oggetto è stato pensato, concordato, avviato, sin da un ventennio circa, da tutti gli Enti interessati, tra cui, in primis, il Comune di Cosenza e da tutti gli enti coinvolti è stato proseguito e portato a compimento con delibere e atti formali autonomi o resi in Conferenza dei servizi, sui cui effetti giuridici ed amministrativi, ben noti, è inutile soffermarsi in questa sede. La Regione, tra tutti gli enti interessati, ha assunto e svolto il compito concordemente assegnatole e costantemente confermatole, di soggetto promotore, in ossequio alla normativa statale e regionale (art. 34 TU Enti Locali ed articoli 11 e 13 LR 19/2001). Ed ogni singolo atto o fase del complesso procedimento – ha scritto il presidente della Regione - è stato posto in essere dal soggetto promotore con il costante coinvolgimento formale - nei termini richiesti dalla legge e dalle intese assunte- di tutti gli enti interessati. Enti che, peraltro, avevano già reso tutti gli assensi, nulla osta e le approvazioni previste al progetto, assunti le quali si è doverosamente e concordemente proseguito nel procedimento, anche in conformità alle indicazioni e sollecitazioni inoltrate dal consiglio comunale di Cosenza con la deliberazione dell'aprile 2013. Stupisce pertanto il, tanto generico quanto infondato, rilievo di illegittimità mosso, così come dispiace il chiamarsi fuori da responsabilità che, diversamente da quanto ritenuto, coinvolgerebbero inevitabilmente tutte le amministrazioni interessate e sarebbero gravi soprattutto nei confronti delle collettività amministrate in caso di mancata realizzazione del progetto. A tal riguardo, ciò che più preme ricordare a noi tutti, è che l'intervento in questione è e resta un'opera pubblica anche e soprattutto dei Comuni coinvolti, fortemente voluta da questi e di cui beneficeranno senza alcun aggravio sui rispettivi bilanci. Pertanto – è scritto ancora - sarebbe illogico, antigiuridico e non corretto prospettare la realizzazione della "Metropolitana" come una concessione che il Comune di Cosenza fa agli altri enti ed alla Regione in particolare, da "compensare" con corrispettivi, controprestazioni e contropartite rappresentate da finanziamenti di altre opere di interesse esclusivamente comunale.
È proprio per evitare tale equivoco, che si è convinti che anche il sindaco di Cosenza voglia scongiurare, che si sono eliminate dalla bozza dell'Accordo di Programma quelle clausole "risolutive" o di decadenza, di difficile applicabilità concreta e che detto equivoco potevano ingenerare, inficiando l'atto sotto il profilo dello sviamento dal pubblico interesse e dell'illiceità della causa. Per il resto la bozza è rimasta nella sostanza conforme ai termini concordati ed ha riprodotto tutti gli ulteriori interventi con finanziamento a carico della Regione che quest'ultima – pur non essendovi tenuta - ha condiviso con tutti gli altri Enti, non come, non necessaria, "compensazione" di un consenso, che altrimenti non avrebbero manifestato, alla realizzazione di una loro opera pubblica, ma per contestualizzare nell'Accordo di Programma della metropolitana Cosenza-Rende-Unical interventi mirati soprattutto al miglioramento della mobilità sostenibile dell'area urbana. Preme sottolineare che detti ulteriori interventi sono stati riprodotti nel testo dell'Accordo di programma in piena coincidenza quanto ad importi, fonti e tempi di finanziamento e di intervento che gli Uffici Regionali competenti hanno sempre precisato e ribadito nelle interlocuzioni avute con il Comune di Cosenza e di Rende. E preme segnalare che le prescrizioni e indicazioni date dai Comuni di Cosenza e Rende sugli aspetti esecutivi dell'intervento "Metropolitana" – vero oggetto dell'Atto in questione- sono stati pedissequamente inseriti nell'Accordo di Programma. Ciò premesso e puntualizzato è con spirito sinceramente costruttivo, nell'interesse più generale che occorre salvaguardare e anche attesa la Sua manifestata disponibilità - sia pure accompagnata da affermazioni di "irrinunciabilità" che confido possano essere meglio precisate - che invito la S.V. ad un incontro per giorno 12 aprile ore 10.30, insieme agli altri soggetti interessati, nel quale avrà modo di esporre e formalizzare le sue ragioni, e giungere alla conclusione dell'iter con la decisione di ciascuno di sottoscrizione o meno dell'accordo».

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  • Occhiello

    Il governatore invita il sindaco a un incontro per firmare l’accordo o rinunciare: «Il consiglio comunale di Cosenza ha dato il via libera nell’aprile 2013. E le prescrizioni date sai Comuni sono state seguite»

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    - Occhiuto: «Non parteciperò a incontri sulla metroleggera»

MODENA Un avviso di garanzia è stato notificato al senatore Carlo Giovanardi, indagato dalla Direzione Antimafia di Bologna per concorso con pubblici funzionari e imprenditori locali per rivelazioni di segreti d'ufficio e violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario dello Stato. Per Giovanardi è stata proposta anche l'articolo 7 della legge 203/1991, ossia l'aggravante del metodo mafioso.
In sostanza, è l'aggravante di aver rafforzato l'associazione mafiosa, agevolandola. In questo caso specifico, l'associazione è la 'ndrangheta emiliana.

NOTIZIE RISERVATE Giovanardi, in pratica, avrebbe utilizzato notizie riservate e fatto pressioni indebite per salvare dall'interdittiva antimafia del prefetto una società di costruzioni modenese, esclusa dai lavori pubblici perché condizionata dalle cosche. Il titolare dell'azienda Bianchini costruzioni è sotto processo per concorso esterno alla mafia a Reggio Emilia, insieme ai capi bastone dell'organizzazione criminale. Ma il senatore, è l'ipotesi degli inquirenti, non si è fatto alcuno scrupolo nel montare una campagna contro prefetti, investigatori e magistratura, «per tutelare un imprenditore che – scrive l'Espresso, che ha anticipato la notizia assieme alla Gazzetta di Modena – con gli uomini del padrino Nicolino Grande Aracri andava a braccetto».
A Giovanardi l'avviso è stato notificato lo scorso venerdì, alla vigilia del primo congresso provinciale del nuovo movimento politico, Idea popolo e libertà, di cui è fondatore insieme a Eugenia Roccella e Gaetano Quagliariello. Tra gli indagati altre tre persone, che lo stesso giorno hanno ricevuto il medesimo avviso, tra questi c'è il capo di gabinetto della prefettura di Modena, Mario Ventura.

IL TERZO FILONE DI AEMILIA L'atto, notificato nei giorni scorsi al senatore, si inserisce nel terzo filone dell'inchiesta Aemilia, quella che riguarda la Prefettura di Modena e il metodo di iscrizione alla white list post sisma. Giovanardi, è ormai risaputo, è stato tra i principali oppositori delle white list che annientavano le aziende del territorio, l'occupazione e l'indotto, sostenendo invece l'introduzione di un commissario che potesse garantire continuità alle aziende interdette per vicinanza, possibili condizionamenti mafiosi o addirittura infiltrate.

LE PAROLE DEL SENATORE Ma per sostenere la battaglia della Bianchini Costruzioni prima, e della Ios poi il senatore, secondo i pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, è andato troppo oltre. Perché Giovanardi, come dimostrerebbe uno dei video ripresi da Alessandro Bianchini durante una riunione con il senatore, aveva avuto contezza dei rapporti tra gli imprenditori sanfeliciani e la 'ndrangheta quando viene informato del fatto che c'era un giro di fatture false con Giuseppe Giglio, il primo pentito dell'inchiesta, guidata dai carabinieri di Modena.
«Guardate - dice il senatore relativamente alla strategia da adottare con la Prefettura e le forze dell'ordine - che se siete candidi come agnellini potete stare tranquilli, ma se uno ha solo una pulce, andando a fare uno scontro frontale poi la pulce salta fuori».
I Bianchini allora "confessano" e da quel momento Giovanardi dovrebbe prendere le distanze, ma non lo fa. Anzi, continua nel pressing su Prefettura, capo di Gabinetto (Mario Ventura, anche lui raggiunto da un avviso di garanzia), questore, comandante della Finanza e dei carabinieri, responsabile del Girer fino alle più alte cariche romane, compreso il prefetto Bruno Frattasi, a quei tempi direttore dell'Ufficio legislativo e Relazioni parlamentari.
Tutto, credono i magistrati Antimafia, con il solo intento di agevolare la Bianchini Costruzioni e la Ios del figlio Alessandro (indagato alla pari del padre), così come già fatto in precedenza e per altre aziende del territorio con metodi che arrivavano a scomodare alti gradi delle istituzioni e a ipotizzare trasferimenti date le sue entrature al ministero degli Interni. E in Prefettura, secondo il teorema della Dda e dei carabinieri del Reparto Operativo di Modena, c'era chi aiutava Giovanardi in questa strategia, passando informazioni riservate, quelle poi riprese anche da Alessandro Bianchini nell'ormai famoso video con il doganiere Giuseppe De Stavola.

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  • Occhiello

    Il senatore indagato per rivelazione di segreti d’ufficio. C’è l’aggravante del metodo mafioso. I favori a una ditta che andava a braccetto con gli uomini di Grande Aracri

Lunedì, 10 Aprile 2017 18:32

Strage di alberi in Aspromonte, sei denunce

CITTANOVA Vasta operazione del personale della stazione Carabinieri forestali di Oppido Mamertina all'interno del Parco nazionale dell'Aspromonte. Dietro segnalazione di un cittadino, una pattuglia di Carabinieri Forestali si è recata in località "Piani di Zomaro" di Cittanova accertando la presenza di cinque persone intente a tagliare piante di faggio e a depezzarle e rilevando alcune anomalie nell'esecuzione dei lavori. È stato accertato, così, l'abbattimento abusivo di 689 piante di alto fusto, di cui 646 di faggio, 16 di pino e 27 di abete rosso, piante secolari di particolare pregio. I militari hanno scoperto anche la mancanza delle autorizzazioni al taglio che dovevano essere rilasciate dagli Enti competenti. A conclusione degli accertamenti sono state denunciate sei persone, il titolare della ditta che aveva commissionato il taglio degli alberi, un agronomo e quattro operai.

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  • Occhiello

    Beccati mentre tagliavano faggi. Abbattute in totale 689 piante di alto fusto

COSENZA «Stiamo portando avanti il progetto del nuovo stadio "San Vito-Gigi Marulla" che verrà costruito sul costruito, attraverso un ragionamento esteso a tutta l'area su cui sorge e che riguarda l'intera Cittadella dello sport. Si tratta di una zona compresa in un asse longitudinale, una grande area verde che tra l'altro è trasversale a viale Parco e al suo polmone verde».
Lo ha ribadito questa mattina il sindaco Mario Occhiuto introducendo la conferenza stampa indetta proprio per fare il punto sul percorso che il Comune, com'è noto, ha intrapreso per concretizzare l'importante opera che non è legata soltanto all'impiantistica sportiva ma a una incisiva riqualificazione del quartiere periferico dove si trova.
Al tavolo con il primo cittadino, oltre al capo di gabinetto Antonio Molinari, agli assessori Francesco Caruso, Carmine Vizza e Rosaria Succurro, a Pino Abate (responsabile municipale ufficio Sport e Impianti sportivi), al direttore generale del Cosenza Calcio Carlo Federico (il presidente rossoblù Eugenio Guarascio non è intervenuto perché impegnato fuori sede in assemblea di Lega), c'erano Lorenzo Santoni della B Futura, piattaforma per lo sviluppo infrastrutturale e l'avvocato Marco Cerritelli dello studio "McDermott Will & Emery", arrivati a Cosenza per effettuare un sopralluogo nell'area della Cittadella dello Sport.
«Sostanzialmente – ha subito sottolineato Occhiuto - la nostra idea è quella di portare pezzi di città laddove mancano. Di fronte lo stadio esiste un'area estesa di edilizia popolare, per la quale abbiamo individuato una serie di progetti finalizzati alla riqualificazione urbana».
L'incontro di questa mattina segue le riunioni preliminari che Mario Occhiuto ha già tenuto sia presso il Credito Sportivo che negli uffici di B Futura.
E oggi è stata spiegata l'ideazione dell'operazione in termini finanziari: «La B Futura – ha dichiarato il primo cittadino - è una piattaforma che sta seguendo tanti altri progetti italiani con caratteristiche similari al nostro, ovvero che comprendono la riqualificazione del territorio. Non possiamo perdere questa occasione, ma estenderemo il progetto anche a tutta la nostra Città dello sport. Tutte le strutture e gli impianti sportivi confluiranno in un fondo immobiliare in modo da avere poi negli anni una rendita. Sulla base delle nostre indicazioni e delle nostre esigenze, che fanno riferimento anche al mercato e al punto di vista gestionale, abbiamo evidenziato la necessità di avere una maggiore qualificazione di questi spazi per consentire alle persone di utilizzarli meglio, anche per le spese che al momento generano».
Occhiuto ha così descritto i prossimi passaggi del cronoprogramma: «La piattaforma B Futura stilerà lo studio di pre-fattibilità che sarà pronto nel giro di tre mesi, quindi sapremo ad esempio quanti posti avrà il nuovo stadio, quali contenuti, eccetera. Poi sarà individuata tramite una procedura di evidenza pubblica una Società di gestione del risparmio (SGR) che coordinerà il fondo per costruire sul costruito l'impianto e le opere accessorie che riguardano ad esempio la mobilità sostenibile e le attrezzature verdi. Altri fondi già ci sono. Alla fine – ha sottolineato ancora - avremo un fondo pubblico a cui parteciperà pure il Comune, conferendo il diritto di superficie delle aree e la concessione delle strutture sportive esistenti, e che gestirà gli impianti per un determinato periodo di anni».
In sostanza, mentre adesso il Comune registra soltanto delle spese in uscita nella gestione di queste strutture, grazie alla realizzazione del progetto ne ricaverà pure una rendita. Nel fondo, anche risorse accessorie come i fondi JESSICA, sostegno europeo comune agli investimenti sostenibili nelle aree urbane.
«Oggi, insomma, siamo alla fase conclusiva di questo impegno preliminare. Prevediamo tre mesi per lo studio di pre-fattibilità da parte di B Futura e poi altri due o tre per quello specifico sullo stadio. Nel giro di tre anni – ha chiosato Occhiuto - posso dire che avremo il nuovo "San Vito-Gigi Marulla" e non solo lo stadio, anche una parte consistente di città più vivibile».
Dopo l'intervento del Sindaco, ha preso la parola Lorenzo Santoni, responsabile del progetto per B Futura, la società separata dalla lega B che si occupa di riqualificare gli impianti: «Abbiamo molto apprezzato le potenzialità del progetto dell'amministrazione comunale di Cosenza – ha affermato - Lo dimostreremo meglio con lo studio di fattibilità, ma sicuramente l'approccio del sindaco Occhiuto è risultato per noi molto positivo».
Santoni ha dunque tracciato un breve excursus sulla principale missione di B Futura, vale a dire quella di realizzare degli impianti, accompagnando nell'iter tutti coloro che vogliano realizzare o riqualificare una nuova struttura. «Noi ci avvaliamo di tutta una serie di iter partendo dalle ricerche di mercato – ha aggiunto - e di ciò che il territorio può sostenere, quindi definiamo il concept dell'infrastruttura su queste premesse».
Si tratta di un lavoro abbastanza complesso attraverso il supporto di diversi partner. Tra questi, tre sono istituzionali: «Leonardo (era tra l'altro presente Raffaele Bruno per Leonardo Company security, ndp) si occupa di tutta la sicurezza trasformando l'impianto in tecnologico e poi ci avvaliamo di due partner finanziari: l'Istituto per il Credito sportivo e INVIMIT, che può arrivare a finanziare un progetto persino fino all'80%».
L'avvocato Cerritelli, dello studio legale internazionale che si occupa di infrastrutture in ambito sportivo coadiuvando l'azione di B Futura, ha integrato il discorso sui passaggi tecnici che riguardano il loro contributo: «Oggetto delle nostre prime riflessioni - ha detto - è stata proprio la riqualificazione dell'intera zona di San Vito con la costituzione della Cittadella dello sport. Qui l'idea del privato è complementare».
La cornice giuridica è il decreto del 2011 articolo 33 che disciplina il sistema integrato dei fondi immobiliari per la valorizzazione del patrimonio pubblico.
«Coesione del territorio e coerenza della sostenibilità economica – ha proseguito Marco Cerritelli – sono i capisaldi di questo intervento, grazie ad amministrazioni lungimiranti e a territori accoglienti. Il percorso immaginato riguarda lo studio di pre-fattibilità, proseguendo con la pubblicazione di una gara per una società che dovrà gestire il fondo immobiliare pubblico».
I diritti del Comune sulle strutture sportive sono infatti regolati dalle convenzioni, e nulla cambierà per quanto concerne l'attuale funzione sportiva.
A proposito dell'apporto dei privati, questa mattina a palazzo dei Bruzi era presente nel salone a seguire la conferenza stampa anche Pino Citrigno, presidente Calabria Film Commission nonché imprenditore nel campo delle sale cinematografiche cittadine che ha manifestato la volontà di sostenere l'idea del sindaco Mario Occhiuto di creare delle aree per le proiezioni all'interno della Cittadella dello Sport.

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  • Occhiello

    Il sindaco presenta il progetto del “Marulla”. Affidato lo studio di pre-fattibilità. «Nessuna speculazione privata, è un’operazione pubblica. E servirà per riqualificare una parte periferica della città»

Lunedì, 10 Aprile 2017 18:11

Su Ciconte una spada di Damocle

CATANZARO Il destino della corsa a sindaco di Catanzaro potrebbe essere determinato da Reggio Calabria. Il processo “Erga Omnes”, meglio conosciuto come “Rimborsopoli”, è infatti entrato nella fase delle udienze preliminari. Tra gli interessati, c’è anche Enzo Ciconte, leader della coalizione di centrosinistra che punta a conquistare lo scranno più alto di Palazzo De Nobili nelle consultazioni del prossimo 11 giugno. L’inchiesta, secondo la ricostruzione del gip Olga Tarzia, aveva fatto «una gestione gravemente omissiva in punto di controlli successivi sui titoli di spesa, sia nel caso di anticipazione di fondi che di riconoscimento postumo della legittimità della spesa mediante rimborso, deliberatamente funzionale a rendere possibile, perpetuandolo, un sistema di utilizzazione di fondi pubblici a destinazione vincolata, secondo schemi collaudati nel nostro Paese, ispirato a un esercizio tracotante del potere, che tradisce anche sicurezza di impunità».
Ciconte aveva già restituito le somme per cui gli erano state mosse le contestazioni, ma per per lui era stata comunque richiesta l’imputazione coatta. Nell’udienza preliminare del 30 marzo scorso, gli avvocati di alcuni degli indagati avevano sollevato l’incompetenza territoriale, ma nell’udienza successiva che si è tenuta lo scorso 6 aprile, il gup ha rigettato l’istanza. In più ha fissato un fitto calendario per le udienze preliminari in cui, con ogni probabilità, si discuterà del rinvio a giudizio degli indagati. In quattro giorni, 5, 6, 7 e 9 giugno prossimi, si deciderà se e quali di essi saranno rinviati a giudizio. La tempistica fa diventare quindi la vicenda una vera e propria bomba ad orologeria che potrebbe detonare a poche ore dal voto amministrativo e influenzarlo pesantemente. Dopo Sergio Abramo, rinviato a giudizio per la vicenda “Multopoli”, Catanzaro potrebbe ritrovarsi con il secondo candidato a sindaco sui quattro attualmente in corsa (gli altri sono Nicola Fiorita per “Cambiavento” e Bianca Laura Granato per il M5S) con una posizione da chiarire davanti ai giudici.
L’eventuale rinvio a giudizio, in ogni caso, non determinerà la sopravvenienza dell’ineleggibilità o dell’incandidabilità per Ciconte, né per l’ordinamento nazionale né per il codice etico del Partito democratico. Quest’ultimo, infatti, prevede che il partito si impegni a non candidare nessuno nei cui confronti si stato emesso un decreto che dispone il giudizio, ma solo nel caso in cui ciò sia avvenuto entro la data di convocazione dei comizi elettorali. In questo caso, quindi, entro l’11 maggio.

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  • Occhiello

    Nella settimana che precede il voto a Catanzaro il gup di Reggio Calabria deciderà se rinviare o meno a giudizio il candidato a sindaco del Pd coinvolto nell'inchiesta "Rimborsopoli" alla Regione

Lunedì, 10 Aprile 2017 18:06

Tutti i "no" dei movimenti a Occhiuto

COSENZA «Quello che già c'è deve funzionare». Non ha dubbi Claudio Dionesalvi che passa in rassegna che cosa non va nella gestione Occhiuto per la città di Cosenza. Il professore-attivista ha introdotto la singolare conferenza stampa organizzata davanti alla statua di Alarico – alla confluenza dei fiumi Crati e Busento – e promossa da comitati e associazioni create per il recupero del centro storico e di altri luoghi della città. Dionesalvi ha definito «clientelare» la gestione della città e tra le tante emergenze da affrontare ha citato ospedale, centro storico e trasporti. I rappresentanti del Comitato "Piazza piccola" ha affrontato anche la questione rom e centro storico: «Vogliamo che ci sia pure un recupero sociale».
La professoressa Marta Maddalon ha evidenziato «l'importanza di combattere una battaglia, ma bisogna capire che siamo dalla stessa parte. Stiamo parlando di una presenza quotidiana sul territorio che preveda quel che succeda. Come i crolli nel centro storico che sono prevedibili». Mario Bozzo del comitato "No metro" ha ribadito che «la metro è totalmente inutile sia perché non c'è l'utenza e sia perché la città viene divisa in due. Una metropolitana concepita in questo modo è un'ulteriore penalizzazione del centro storico». Oscar Greco di Usb che è intervenuto, invece, sulla questione stadio: «Se le strutture sportive vecchie versano in condizioni precarie, non capiamo che senso abbia concepire uno stadio faraonico. Quello che non ci convince è la gestione privatistica di tutta quell'area. Che cosa si intende fare della zona di via degli Stadi? Sarà appunto una gestione privata? Ma quali sono le priorità che il sindaco vuole dare a questa città?». Francesco Campolongo del comitato "Acqua pubblica" ha sottolineato come questo incontro sia «una campagna di buon senso per dire sì a un'altra città. Non condividiamo la gestione dell'acqua che la Sorical sta portando avanti».
Il dottore Valerio Formisani, già candidato a sindaco per "Cosenza in comune", ha ribadito il "no" alla «costruzione di un nuovo ospedale che non è adesso una priorità. Noi siamo per un ospedale efficiente. Prossimamente faremo delle iniziative sul tema della sanità e proporremo anche la creazione di una Casa della salute». Il comitato "Prendocasa" ha evidenziato la doppia valenza del luogo dell'incontro «dietro l'obbrobrio di questa statua di Alarico e davanti al palazzo dell'Aterp che è simbolo di una politica scellerata. Questa città continua a subire il potere dei palazzinari mentre le case popolari cadono a pezzi». 
A concludere il dibattito è stato il professor John Trumper, linguista dell'Unical: «Questa amministrazione continua a confondere il divertimento con la cultura. Una proposta? Rendiamo pubblica la Biblioteca civica che va salvata e che ha delle cose bellissime. Bisogna spiegare agli amministratori che cosa è, ad esempio, la cultura diffusa». Dionesalvi ha annunciato che «nelle prossime settimane ci saranno iniziative più efficaci con gli strumenti che ci caratterizzano e come abbiamo sempre fatto perché noi il permesso di scendere in piazza non lo chiediamo a nessuno».

Mirella Molinaro
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  • Occhiello

    Adunata dei comitati civici a Cosenza. No alle grandi opere e alla politica abitativa: «Città ostaggio dei palazzinari». Trumper: «L’amministrazione confonde cultura e divertimento». Dionesalvi: «Non chiederemo a nessuno il permesso di scendere in piazza»

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