Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Martedì, 11 Aprile 2017

COSENZA Ha patteggiato la pena a un anno e 4 mesi ed è stato rimesso in libertà. Il Tribunale di Cosenza ha condannato a 1 anno e 4 mesi, Gianluca Castiglione, fermato dai carabinieri nel centro storico per spaccio di droga. L’indagato, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri, ha chiesto e ottenuto il pattegiamento della pena ed è stato rimesso in libertà. Nel corso dei controlli, i militari si erano recati nella sua abitazione di Spezzano della Sila e avevano scoperto che Castiglione, oltre al materiale per il taglio e il confezionamento, aveva occultato ulteriori 900 grammi di marijuana in un mobile della cucina per un totale di circa un chilo di droga. 

mi.mo.

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    Fermato nel centro storico di Cosenza perché trovato in possesso dello stupefacente. Condannato a 1 anno e 4 mesi e rimesso in libertà

COSENZA Riunione operativa martedì pomeriggio nella Prefettura di Cosenza per fare il punto sulle ricerche di Damiano Oriolo, di 78 anni di Lappano, scomparso da cinque giorni. Dalla Prefettura fanno sapere che saranno intensificate le ricerche, allargando il raggio d'azione. È stato richiesto inoltre a Calabria Verde di inviare uomini muniti di decespugliatori, perché la zona è impervia, con rovi alti fino a due metri.
Oriolo è stato visto l'ultima volta, a bordo della sua auto, un'Opel Astra, ritrovata nel comune di San Fili, in un luogo utilizzato dalle coppiette per appartarsi. Nella vettura sono stati ritrovati gli occhiali da vista, un paio di pantaloni e il portafogli senza denaro, poco più distante la scheda sim rimossa dal telefono in uso all'uomo. Gli investigatori non escludono alcuna pista.

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    Riunione operativa a Cosenza per fare il punto sulle ricerche di Damiano Oriolo, di 78 anni di Lappano, di cui non si hanno più notizie da cinque giorni

CATANZARO «Sono certo che l'azione della magistratura farà piena luce sulla gestione di Sacal e, per questo, non può che essere salutata positivamente». È quanto afferma, in una nota, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. «Voglio ricordare - prosegue Oliverio - che circa un anno fa, nel momento dell'apertura delle indagini, il rappresentante della Regione Calabria in seno al Consiglio di amministrazione, avvocato Gaetano Pignanelli, chiese le dimissioni dei vertici Sacal e dell'intero Consiglio di amministrazione. Proposta che fu respinta dalla maggioranza dello stesso Cda. Il nostro impegno per il rilancio del sistema aeroportuale calabrese è strettamente connesso alla necessità di affermare una gestione trasparente, di netta rottura con metodi e pratiche clientelari e distorsive che, in passato, hanno prodotto situazioni fallimentari e degenerative. Anche tenendo conto che i vertici e il management di Sacal sono a scadenza proprio in questi giorni è necessario aprire ora, senza esitazioni, una stagione nuova, per consentire al sistema aeroportuale calabrese di uscire dalle difficoltà nelle quali è stato cacciato e affermare una gestione unitaria degli scali aeroportuali calabresi improntata al massimo rispetto della legalità e a un'utilizzazione oculata delle risorse, per affermare una strategia di collegamenti volta a rafforzare e ad agevolare l'accessibilità alla nostra regione».

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    Il presidente della Regione Calabria: «Anche tenendo conto che i vertici e il management di Sacal sono a scadenza proprio in questi giorni è necessario aprire ora, senza esitazioni, una stagione nuova, per consentire al sistema aeroportuale calabrese di uscire dalle difficoltà nelle quali è stato cacciato»

CATANZARO «Manifesto la mia fiducia nell'operato della magistratura e delle forze dell'ordine, precisando che il mio impegno, sin dalla data di assunzione dell'incarico di consigliere, è stato sempre costantemente rivolto ad assicurare il pieno rispetto delle regole e della legalità, come può evidenziarsi dai verbali delle adunanze consiliari». Lo afferma, in una dichiarazione, l'avvocato Gaetano Pignanelli in merito alla vicenda Sacal. «È del tutto superfluo segnalare - aggiunge - che sin dalle prime indiscrezioni sulle indagini giudiziarie che vedevano coinvolti i vertici della Sacal avevo chiesto le dimissioni dell'intero Cda della Sacal al fine di evitare speculazioni e strumentalizzazioni che penalizzassero la società aeroportuale. E ciò anche per consentire agli stessi indagati di dimostrare serenamente la loro estraneità ai fatti; proposta che non veniva accolta dalla maggioranza dell'organo collegiale». «È da segnalare, infine - conclude Pignanelli - il ruolo importante e strategico che la Sacal sta assumendo nella gestione del sistema aeroportuale calabrese ancor più oggi che la stessa Sacal è stata aggiudicataria delle concessioni degli scali di Crotone e Reggio Calabria».

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    Il componente del Cda: «È del tutto superfluo segnalare che sin dalle prime indiscrezioni sulle indagini giudiziarie che vedevano coinvolti i vertici della Sacal avevo chiesto le dimissioni dell'intero Cda della Sacal al fine di evitare speculazioni e strumentalizzazioni che penalizzassero la società aeroportuale»

Martedì, 11 Aprile 2017 22:09

La storia della musica folk

Sabato 15 aprile, nella libreria Gioacchino Tavella di Lamezia Terme, con inizio alle 18.30, sarà presentato il libro “La musica folk (Storie, protagonisti e documenti del revival in Italia)”, curato dall’etnomusicologo calabrese Goffredo Plastino per i tipi de Il Saggiatore.
Organizzato dalla prestigiosa libreria lametina e curato dalle associazioni culturali Linking Calabria e 42° parallelo, l’incontro/conversazione con Plastino sarà condotto dalla blogger Anna Puleo (ideatrice ed editor di Linking Calabria, spazio culturale fra i più attenti, attivi e liberi del panorama regionale) e dal giornalista Antonello Fazio (coordinatore di Asteriscoduepuntozero e dell’associazione culturale 42° parallelo). Vi prenderà parte, inoltre, la cantante e studiosa Annamaria Civico, nelle vesti di ospite speciale e di interprete di alcuni canti della tradizione orale italiana e calabrese. Opera ambiziosa e dettagliata, a più voci e a più livelli di lettura, che riunisce una imponente mole di documenti – molti dei quali poco noti o di difficile reperibilità per il grande pubblico, tra contributi critici, racconti, esperienze ed eventi, interviste e saggi d’autore sui protagonisti, le vicende e gli intrecci essenziali del folk music revival italiano (dalla fine degli anni ’50 ad oggi) – “La musica folk” si propone in modo dichiarato l’obiettivo di gettare nuova luce sul fenomeno della sua riscoperta e del suo rifacimento rileggendolo attraverso i personaggi, i gruppi e gli eventi che ne hanno segnato il cammino (come Otello Profazio, Re Niliu, Nuovo Canzoniere Italiano, Giovanna Marini, Sandra Mantovani, Ignazio Buttitta, Caterina Bueno, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Canzoniere del Lazio, Parto delle Nuvole Pesanti, Diego Carpitella, Claudio Bosio, Roberto Leydi e il Folk Festival di Torino o gli storici spettacoli “Bella Ciao” e “Ci ragiono e canto”), ma anche tramite la proposizione di nuove visioni e l’apertura di prospettive diverse (e originali) rispetto all’interpretazione critica e storica prevalente. Fino a decretarne la «permanente vitalità». Costruito sulla scorta di una profonda conoscenza delle fonti e secondo un rigoroso criterio cronologico nella proposizione dei vari materiali (anche fotografici), il libro curato da Goffredo Plastino – docente di etnomusicologia all’Università di Newcastle, presidente dell’International Association for the Study of Popular Music, studioso di livello internazionale e autore di numerose opere basilari nella conoscenza della musica popolare (tra cui i recenti “Cosa Nostra Social Club. Mafia, malavita e musica in Italia” e “Made in Italy. Studies in Popular Music”, quest’ultimo scritto assieme a  Franco Fabbri, sempre per Il Saggiatore) –  è a tutti gli effetti una efficace «guida a cinquant’anni di folk italiano», uno strumento prezioso per l’ampiezza della riflessione proposta (su ciò che ha rappresentato il folk revival in Italia e su come sostanzialmente prosegua il suo cammino, sia pur alla luce di trasformazioni e di contaminazioni perlopiù determinate dall’affermarsi di nuovi valori e di istanze del tutto contemporanee), la meticolosità della sua ricerca storico-culturale e la portata della ricostruzione minuziosa di un fenomeno  culturale le cui vicende risultano profondamente radicate nella storia della società italiana. E uno strumento utile per la duttilità con la quale può essere letto, studiato o consultato, e per la sua capacità di rivolgersi non solo alla platea ristretta di ricercatori, artisti e addetti ai lavori, quanto a quella, potenzialmente ben più ampia e composita, di quanti vogliano accostarsi per la prima volta e in modo così approfondito alla complessa e sovente contraddittoria storia della musica popolare italiana. 

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    Il libro curato dall’etnomusicologo Goffredo Plastino sarà presentato nella libreria G. Tavella di Lamezia Terme

REGGIO CALABRIA L’annunciato dissequestro degli elenchi degli iscritti non basta a tacitare le proteste del Goi. «La Commissione presieduta dall’onorevole Bindi, avendo agito in violazione della legge istitutiva, non può acquisire alcunché di quanto illecitamente sequestrato, e non può informatizzarlo». La guerra fra Commissione e Grande Oriente d’Italia continua ad essere aperta. E i toni della nota con cui il Gran Maestro Bisi si scaglia contro i deputati di palazzo San Macuto non lo nascondono. «Questa acquisizione non è stata fatta con "attività propria" bensì con attività illecita ed extra ordinem» ci tiene a sottolineare il Goi, aggiungendo che «la commissione non dovrebbe “dissequestrare” bensì restituire quanto indebitamente appreso presso la sede del GOI, come richiesto nella istanza di revisione in autotutela del GOI stesso, e con espressa garanzia che nessuna copia, di nessun genere, di quegli atti è stata trattenuta dalla Commissione, dai collaboratori e dallo Scico».
In realtà questo appare più un auspicio del Gran Maestro Bisi e dei suoi fratelli, che un obbligo per la commissione. Anche perché, non più tardi di una settimana fa, il Tribunale di Roma ha respinto il ricorso della Gran loggia regolare d’Italia contro il sequestro degli elenchi dei massoni iscritti dal ’90 ad oggi in Calabria e Sicilia. Un dato che però Bisi sembra dimenticare. Per il Gran Maestro, il dissequestro degli elenchi sarebbe «un primo significativo successo delle iniziative giudiziarie intraprese dal Goi che, in ogni caso, intende ulteriormente procedere in sede Europea». A dire il vero però, le istanze del pool difensivo dei “fratelli” non hanno avuto molto successo in tribunale e il dissequestro degli elenchi appare più un’iniziativa autonoma di palazzo San Macuto. Nel pomeriggio, la presidente Bindi ha infatti spiegato che di materiali e computer sequestrati è stata estratta copia forense, dunque gli originali possono essere restituiti al Goi, come alle altre obbedienze massoniche. Ma il lavoro– fanno sapere dalla commissione – è lungi dall’esser finito. Anzi, di fatto inizia adesso, con l’esame di quel materiale. Con buona pace delle iniziative – legali e no – del Grande Oriente, che continua a promettere battaglia «al fine del ripristino della legalità violata in danno del Goi e dei principi associativi costituzionalmente garantiti per tutti i cittadini dal nostro ordinamento».

Alessia Candito
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Si è conclusa la terza giornata della Regione Calabria al Vinitaly 2017 di Verona che ha avuto come protagonisti 58 aziende di vini, 2 di liquori e i Consorzi di tutela calabresi. Tutti – è scritto in un comunicato dell'ufficio stampa della Giunta – hanno riscosso grande successo e conquistato il numeroso pubblico di affermati operatori del settore che hanno partecipato alle degustazioni dei prodotti organizzate da Agorà all'interno dell'area Sol&Agrifood, la rassegna internazionale dell'agroalimentare di qualità: una prestigiosa vetrina all'interno del Salone che ha promosso in questi tre giorni le eccellenze olivicole ed agroalimentari calabresi.
Nel padiglione 12, all'interno dell'area istituzione della Regione Calabria, le degustazioni hanno riguardato: "Il Ciró delle piccole vigne"; una selezione di vini calabresi commentati dal degustatore Armando Castagno e dal giornalista di Porthos, Matteo Gallello; il "Gaglioppo": vitigno autoctono di recente elogiato dal The New York Times e inserito tra i dodici più rari e di maggior valore al mondo; la degustazione delle etichette di annate storiche di "Ciró Riserva" guidata da Marco Sabellico, curatore della guida Vini d'Italia di Gambero Rosso, e da Massimo Lanza, responsabile per la Calabria della stessa guida. Nel pomeriggio degustazione di altri nove vini: "Reggio e Lamezia", con Giancarlo Gariglio, curatore Slow Wine, Luciano Pignataro de Il Mattino autore di lucianopignataro.it, Slow Wine e wine blogger e da Andrea De Palma, della Vini Buoni d'Italia. Al primo appuntamento di Sol&Agrifood, i Consorzi di tutela si sono presentati al pubblico con due degustazioni guidate alla presenza di buyer internazionali. Durante il primo appuntamento i protagonisti sono stati la cipolla rossa di Tropea Igp, famosa per la sua dolcezza, i fichi di Cosenza Dop, serviti con diverse preparazioni, e il bergamotto di Reggio Calabria. Questi tre ingredienti hanno dato vita a un menù composto da un tortino sandwich di patate della Sila e cipolle di Tropea in agrodolce e un piatto con quattro sfiziosità a base di fichi di Cosenza accompagnato da un bicchierino di liquore al bergamotto.
Per la seconda degustazione guidata a conquistare la gola dei buyer sono stati il pecorino del Monte Poro, formaggio artigianale che trae le sue proprietà organolettiche dalle erbe aromatiche del Monte Poro, l'olio evo Dop Lametia, che valorizza la cultivar locale di Carolea e la patata della Sila Igp, estremamente indicata nel fritto per una minore quantità di acqua. Questi tre ingredienti sono stati declinati in un menù completo introdotto da un assaggio di olio evo Dop Lametia e proseguito con un risotto al limone di Rocca Imperiale mantecato con olio evo, un assaggio di pecorino fresco e stagionato, un crostino con lardo di suino e 'nduja accompagnati da vini rossi e bianchi.
Durante la manifestazione, all'interno dello Spazio Sol&Agrifood, nell'ambito dei salumi italiani, sono state premiate le aziende Romano di Acri (Cs), per il salame di suino nero calabrese, e l'azienda Caccamo di Spilinga (Vv) per la 'nduja.
Questi tre giorni, all'insegna di degustazioni guidate e mirate, momenti di dibattito ed approfondimento, hanno permesso a visitatori e buyer, giornalisti italiani e stranieri, di conoscere le eccellenze enogastronomiche calabresi e ai produttori di competere sul mercato internazionale. Domani giornata conclusiva dell'edizione 2017 di Vinitaly.

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    All'interno dello Spazio Sol&Agrifood sono state premiate le aziende Romano di Acri per il salame di suino nero calabrese e Caccamo di Spilinga per la 'nduja

Martedì, 11 Aprile 2017 19:12

SCANDALO SACAL | Tengono tutti famiglia

LAMEZIA TERME Le parole del procuratore capo di Lamezia Terme Salvatore Curcio sono cristalline: «Le evidenze investigative – ha spiegato nella conferenza stampa – hanno dimostrato che, in ragione di pressioni indebite di ogni tipo, anche perpetrate da politici locali e dirigenti pubblici, siano stati selezionati soltanto amici e parenti degli indagati, attraverso interventi artificiosi sulle procedure di selezione previste dal bando pubblico». Curcio parla di "Garanzia Giovani" e del singolare approccio del management Sacal nei confronti di uno strumento pensato per aiutare, appunto, i giovani a entrare nel mercato del lavoro. Sì, ma non tutti. Preferibilmente gli amici degli amici, secondo un cliché che mescola livello gestionale e politico. Il vantaggio, in questi casi, è che i cda delle società miste mettono insieme tutti. Ed è più facile trovare un accordo. Risultato: clientela batte meritocrazia dieci a zero. L'avviso di garanzia recapitato agli indagati è un bignami di relazioni politico-istituzionali deviate. Con tanto di nomi dei raccomandati messi nero su bianco su quaderni e cartelline sequestrati dagli uomini della Guardia di finanza nel corso delle loro visite in aeroporto.

LA FILIERA DELLE RACCOMANDAZIONI La piramide gestionale parte da Massimo Colosimo, imprenditore dei surgelati e presidente di Sacal, e Pierluigi Mancuso, direttore generale. I due avrebbero avviato i tirocini di "Garanzia Giovani" secondo i desiderata della politica locale. Posti di lavoro per i clientes, per i parenti, per gli amici. L'elenco non è breve. C'è Enzo Bruno, presidente della provincia di Catanzaro, che «segnalava il nominativo di Alessio Soluri». Poi Giuseppe Mancini, dirigente della Regione Calabria, che preme per «sua nipote, Patrizia Lamanna». Bruno Vincenzo Scalzo, assessore della giunta comunale di Conflenti e dipendente dell'Enav (oltre che fratello del consigliere regionale Tonino Scalzo), si sarebbe speso per «i nominativi di Luigi Torquato (segnalato anche da suo padre Pasquale, vicesindaco del Comune di San Mango d'Aquino, ndr), Angela Palermo e Daniela Stranges». L'ex vicepresidente della Sacal, Giampaolo Bevilacqua, condannato per associazione mafiosa a 4 anni e 8 mesi di carcere, aveva sponsorizzato la candidatura di Roberto Saladini. Il funzionario della Provincia di Catanzaro Floriano Siniscalco, invece, quella di Barbara Fodaro. E Roberto Mignucci, membro del cda in rappresentanza di Aeroporti di Roma, avrebbe chiesto un favore per Aida Lupia Palmieri. Tutte scelte sollecitate «attraverso numerose telefonate ai dirigenti Sacal». Lo scopo? Esercitare «con insistenza pressioni, affinché i propri amici e parenti fossero selezionati indebitamente per partecipare al tirocinio» di "Garanzia Giovani".

L'IMPRENDITORE A DISPOSIZIONE L'accusa segnala come particolarmente attivo uno dei consiglieri d'amministrazione: Emanuele Ionà, imprenditore lametino che rappresenta il Comune nell'organo gestionale. Secondo l'accusa, Ionà avrebbe chiesto al dg Mancuso «di inserire tra i giovani da avviare al tirocinio di formazione retribuito suoi amici e parenti tra cui Alessio Zubba, Roberto Saladini, Giuseppe Adone, Roberto Romano e Giuseppe De Sensi». In cambio, avrebbe promesso «collaborazione, lealtà e il proprio sistematico asservimento» al presidente Colosimo. E quella promessa si sarebbe concretizzata proprio quando, a seguito dell'emersione dell'inchiesta che ha portato agli arresti di oggi, i soci pubblici hanno chiesto le dimissioni del presidente. Ionà, senza pensarci due volte, ha votato per la conferma del vertice societario.

SELEZIONI TAROCCATE Non è, ovviamente, l'unico caso finito nel mirino degli inquirenti. Una delle assunzioni di "Garanzia Giovani" coinvolge anche la referente del Centro provinciale per l'impiego di Catanzaro, Angela Astorino. A lei i vertici della Sacal (i manager finiti ai domiciliari: Colosimo, Mancuso e Michienzi) e la responsabile dell'area Personale Sabrina Mileto avrebbero promesso «di avviare il figlio Nicolò Torcaso al tirocinio di formazione finanziato dalla Regione Calabria». In cambio le avrebbero chiesto di «inserire nella piattaforma informatica "Garanzia Giovani" (...) solo i nominativi da loro indicati». In sostanza, Astorino avrebbe modificato e adattato i profili professionali e curriculari dei candidati, «in modo da farli combaciare con quelli richiesti dalla Sacal, in violazione delle linee guida fissate dall'avviso pubblico, che imponeva che la procedura di "incrocio dati" avvenisse in modo automatico». Una selezione taroccata, che ricorda altri casi eclatanti come quello delle short list di Calabria Etica scoperchiato dall'inchiesta "Robin Hood" della Dda di Catanzaro. Cambiano enti e beneficiari, ma il modus operandi è molti simile. In fondo basta soltanto modificare qualche curriculum e mandare in malora le speranze dei giovani che non hanno gli agganci politici giusti. La modifica avviene e fa in modo che i desiderata della politica (e dei manager) vengano soddisfatti. I pm stilano l'elenco dei candidati "selezionati" grazie all'intervento della responsabile del Centro per l'impiego: «Patrizia Lamanna, Alessio Soluri, Mariangela Giuliano, Andrea Zubba, Roberto Saladini, Federica Buffone, Piera Tolomeo, Barbara Fodaro, Giovanni Masi, Luigi Torquato, Antonio Croce, Angela Palermo, Vincenzo Giampà, Emanuele Gagliardi, Giuseppe Adone, Roberto Romano, Antonio Mazzei e Albino Mastroianni». Nessuno di loro è indagato. Sarebbero, però stati selezionati «indebitamente» e, per alcuni di loro, il tirocinio si sarebbe trasformato in assunzione nell'estate del 2016. Un altro gruppo di assunzioni, invece, sarebbe sfumato nell'estate 2015 soltanto per le perquisizioni e i sequestri operati nella sede della Sacal nell'agosto del 2015. Anche il quel caso era tutto pianificato (e taroccato) al Centro per l'impiego di Catanzaro sulla base della segnalazione di politici e membri del cda.

INFORMAZIONI IN CAMBIO DI LAVORO Tra gli indagati c'è anche un carabiniere in servizio a Sambiase. Si tratta di Marcello Mendicino. Secondo la Procura avrebbe riferito alla responsabile dell'area legale di Sacal Ester Michienzi «di essere in grado di ottenere informazioni circa le ragioni alla base dell'acquisizione documentale» della Guardia di finanza, «millantando contatti con un brigadiere» della stessa Gdf. Prezzo per la mediazione, «l'inserimento del proprio figlio tra i soggetti da avviare al tirocinio finanziato con il Pon "Garanzia Giovani"». Della promessa sarebbe stato informato anche il presidente Colosimo, «che ringraziava il militare per il suo interessamento».

Pablo Petrasso
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    Il pressing di politici e amministratori sul management per favorire amici e parenti. I curriculum taroccati dal Centro per l’impiego. I nomi dei raccomandati appuntati su quaderni e cartelline. Così a Lamezia “Garanzia Giovani” è diventata un’opportunità. Ma solo per i clientes

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    - SCANDALO SACAL | Oliverio: rompere con pratiche clientelari

     

Il presidente della Regione Mario Oliverio ha presieduto un incontro di lavoro per il monitoraggio delle attività relative agli investimenti programmati con il Patto per lo sviluppo della Calabria al quale – informa l'ufficio stampa della Giunta – hanno partecipato i dirigenti generali dei vari Dipartimenti e, in rappresentanza dell'Agenzia della coesione territoriale, Alberto Versace, Bruno Antonacci, Luigi Querci e Carla Cosentino.
Nel corso della riunione, che si è svolta nella sede della Cittadella, sono stati affrontati, anche a seguito dell'avvenuta iscrizione nel bilancio regionale dei fondi per lo sviluppo e la coesione, tutti gli aspetti connessi all'accelerazione della spesa, a partire dall'anagrafe degli interventi, e la collegata possibilità di chiedere le anticipazioni finanziarie. Un altro punto importante della riunione ha riguardato la messa a regime delle procedure e del monitoraggio costante delle attività.
«È necessario – ha affermato il presidente Oliverio – passare dalla programmazione alla realizzazione delle opere come impegno prioritario per i prossimi mesi. Abbiamo lavorato tanto per recuperare e programmare le risorse. Ora bisogna correre per completare i progetti, appaltare le opere, aprire i cantieri, promuovere il rapporto con le imprese nel campo dell'agroalimentare e del turismo ed avviare opportunità per una nuova occupazione».
Oliverio ha, poi, detto che la Giunta sta potenziando anche le strutture di supporto alle attività in corso, in particolare nel campo del rischio sismico, della depurazione e dei rifiuti. «Ma l'entità dei programmi avviati – ha specificato – richiede che tutto il sistema Calabria si metta in movimento. In questo modo dal Sud può partire un contributo importante per lo sviluppo del Paese».
Alberto Versace, dopo aver evidenziato che è la prima riunione operativa che l'Agenzia per la coesione svolge con una Regione meridionale, ha dichiarato che «ciò dimostra la positività del rapporto istaurato con la Regione Calabria e i dati illustrati oggi sono significativi e ci sono le condizioni per fare un buon lavoro. L'Agenzia – ha aggiunto infine Versace – si farà carico, nei prossimi giorni, di riscontrare alcuni problemi che meritano ulteriore impulso come quelli di una corsia preferenziale nella gestione del rischio idrogeologico o nel campo dell'edilizia sanitaria».

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    Il governatore Oliverio ha presieduto la riunione con i dirigenti dei dipartimenti e con i rappresentanti dell'Agenzia della coesione territoriale. «È necessario passare dalla programmazione alla realizzazione delle opere»

CATANZARO «Esprimo forte preoccupazione e allo stesso tempo fiducia piena nella magistratura in merito alla vicenda giudiziaria che coinvolge i vertici della Sacal, società di gestione dell'aeroporto internazionale di Lamezia Terme». È quanto ha affermato la senatrice di Articolo 1 - Movimento democratico e progressista Doris Lo Moro, intervenendo stamattina in Aula. «L'aeroporto di Lamezia è centrale per la Regione», ha aggiunto la senatrice, sottolineando come occorra agire «per evitare che vicende giudiziarie che coinvolgono persone fisiche si riflettano nella gestione dell'aeroporto e pongano fine, prima ancora che inizi, alla stagione turistica che per la Calabria è fondamentale». «Da subito, e dico questo perché il Governo e il Ministro dei Trasporti in particolare se ne preoccupino - conclude Lo Moro - dobbiamo garantire che la gestione aeroportuale e i servizi continuino e non subiscano nessuna ripercussione per vicende che lasciamo alla magistratura e che avranno il loro corso».

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    La senatrice di Mdp chiede l’attenzione del governo dopo il terremoto giudiziario: «Evitare ripercussioni sulla stagione turistica»

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