Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 16 Aprile 2017
Domenica, 16 Aprile 2017 20:31

A Pizzoni si rompe la statua della Madonna

CATANZARO Pasqua con cielo coperto e piogge sparse per i calabresi che hanno rispettato le tradizioni con il pranzo in famiglia incentrato sui prodotti tipici con pasta fatta in casa ed agnello a farla da padrone tra i salati e i classici mostaccioli, la cuzzupa e le nepitelle tra i dolci. Massiccia la partecipazione ai tradizionali riti pasquali e alle rappresentazioni religiose che simboleggiano l'incontro tra Maria e Gesù dopo la resurrezione con una nota dolente: a Pizzoni, nel Vibonese, la statua della Madonna si è rotta, probabilmente per le sollecitazioni del trasporto. Buone le presenze nelle strutture della ristorazione e dell'ospitalità, con gli agriturismi che fanno registrare il tutto esaurito sia in termini di camere che di posti a tavola. Aperto, per gli amanti dell'arte, il Museo archeologico di Reggio Calabria con i Bronzi di Riace e molti altri reperti. Circolazione regolare sia sulla rete stradale ordinaria che sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Le sollecitazioni del trasporto provocano il crac durante la processione

Domenica, 16 Aprile 2017 19:07

Catanzaro, sfida a due per il rettorato

CATANZARO Non ci saranno solamente le elezioni amministrative ad animare i prossimi mesi di Catanzaro, perché anche l'università "Magna Graecia" sarà alle prese con la scelta della nuova guida. Presumibilmente nel prossimo ottobre, infatti, il corpo elettorale dell'ateneo catanzarese sarà chiamato a scegliere il nuovo rettore e già da ora sono parecchi i movimenti in preparazione della consultazione.
Stando alle prime candidature ad oggi in campo, Aldo Quattrone, il rettore che aveva raccolto le redini dell'ateneo da Francesco Costanzo, sarà sostituito da uno tra Arturo Pujia e Giovambattista De Sarro. Il primo, figlio del più noto Carmelo, sottosegretario di Stato con la Dc nel settimo governo Andreotti, è attualmente presidente della Fondazione UMG, un ente di diritto privato fondato dall'ateneo per lo svolgimento delle attività strumentali e di supporto alla didattica e alla ricerca. Dal 2013 è professore ordinario di Scienze tecniche dietetiche applicate.
De Sarro, invece, è docente di Farmacologia e all'interno dell'ateneo catanzarese ha già ricoperto i ruoli di preside della facoltà di Medicina e Chirurgia e di direttore del dipartimento di Scienze della Salute, mentre dal 2012 è membro del comitato tecnico dell'Aifa, l'agenzia italiana del farmaco.
Contrariamente a quanto avvenuto negli anni passati, quando dalla morte del fondatore dell'ateneo Salvatore Venuta si era sempre riusciti a convergere su un solo nome, quest'anno pare proprio che la sfida sarà tra due candidati. A pesare, quindi, saranno i rapporti interpersonali all'interno dei diversi dipartimenti, ma saranno soprattutto gli elettori della facoltà di Giurisprudenza. Questi, sebbene siano in netta minoranza rispetto a quelli provenienti dall'area medico-scientifica, con la spaccatura sulle candidature potranno infatti essere decisivi nel far spostare l'ago della bilancia da una parte o dall'altra.
Intanto, in attesa che la campagna elettorale vera e propria cominci (il bando con cui dovranno essere indette le elezioni non è ancora stato pubblicato), tra i due candidati è Pujia quello più attivo, intenzionato com'è a far conoscere agli elettori la sua intenzione di candidarsi. Per farlo, il presidente della Fondazione Umg ha scelto un documento programmatico inviato a tutti i colleghi.
Prima di arrivare a scegliere il nuovo rettore, però, ci sarà da scegliere i nuovi direttori di Dipartimento: nel prossimo mese di luglio, quindi, si giocherà la prima delicata fase elettorale in cui il rischio che si crei una spaccatura tra tutte le forze in campo è forte.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Arturo Puja e Giovambattista De Sarro i candidati più probabili alla successione di Quattrone alla “Magna Graecia”. Il figlio dell’ex sottosegretario ha già proposto un documento ai colleghi. Decisivi i voti di Giurisprudenza

GENOVA È morto Spartaco Landini, dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore. Ne danno notizia i siti dell'Inter, squadra con la quale Landini giocò come difensore dal 1962 al 1971, all'epoca della Grande Inter di Helenio Herrera, e del Genoa, del quale è stato uno storico dirigente. Dopo l'Inter, Landini ha giocato nel Palermo, nel Napoli e nella Sangiovannese, collezionando quattro presenze in Nazionale. La sua carriera dirigenziale si legò a lungo e in periodi differenti al società rossoblù, ricorda il sito del Genoa. È stato anche direttore sportivo del Catanzaro. «Un grande pezzo di Genoa si è scollato dal muro. Ciao, Spartaco, grazie di tutto. Con un ultimo sorriso. A te piacerebbe così», si legge sul sito rossoblù. I funerali si svolgeranno martedì a Genova.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    È morto il difensore della Grande Inter di Herrera. Lasciò il segno con i nerazzurri e, come manager, nel Genoa

CASTROVILLARI Lo trovano con un chilo e duecento grammi di marijuana e lo arrestano. I carabinieri della Compagnia di Castrovillari, nel corso di un servizio teso alla prevenzione e repressione dei reati in materia di sostanze stupefacenti o psicotrope, hanno arrestato e posto ai domiciliare l'incensurato S.L., di 26 anni. I militari, nel corso di una perquisizione domiciliare hanno trovato, all'interno dell'abitazione, 1,2 chili di marijuana suddivisa in tre buste di cellophane.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Arrestato un 26enne a Castrovillari. La droga è stata trovata all’interno della sua abitazione nel corso di una perquisizione

REGGIO CALABRIA «Nessuna parola di morte risuonerà più forte di quella del Risorto! Non dimenticatelo! Anche per voi può essere giunta l'ora della conversione: andate anche voi a dire che Gesù è risorto. Ma ditelo con la vita, rinunciando al crimine!». È l'esortazione agli 'ndranghetisti rivolta dal vescovo di Reggio Calabria Giuseppe Fiorini Morosini nel suo messaggio di Pasqua. «Siamo stanchi in Calabria - afferma - di celebrare riti e processioni quando sappiamo che sul nostro territorio non c'è la liberazione che la Pasqua di Cristo ci ha portato, e che voi pensate di poterci negare, o di impedirci di vivere sino in fondo: nessuna azione di morte sarà per sempre!. La Pasqua ci liberi dal male, che è la vera schiavitù dell'uomo, perché tutti sappiamo sorridere alla vita, pieni di fiducia e di speranza».
L'Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, Vincenzo Bertolone, presidente della Conferenza episcopale calabra, invita la comunità ecclesiale «a guardare al Santo Sepolcro. Qui, per chi oggi voglia visitarlo, occorre abbassarsi per entrare e "abbassarsi" significa essere umili». Da qui l'augurio di «una Pasqua» che «ci faccia umili, nuovi nello spirito, nella mente e nel cuore. Questa è la Pasqua vera che ci fa guardare Cristo, l'uomo che dobbiamo noi tutti imitare». «È la sequenza di Pasqua che celebra la vittoria di Cristo risorto sulla morte e sul peccato, sulla cattiveria e sulla violenza, sull'odio e sulla malvagità, donando la sua vita, innocente, con amore immenso e misericordioso, per dare all'uomo di tutti i tempi, se unito a Lui, la possibilità della vittoria perenne!», afferma l'arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Francesco Nolè, sottolineando che «noi suoi discepoli e ministri, siamo chiamati a dire, pur con le nostre debolezze e i nostri limiti, da che parte stiamo e cosa scegliamo». «La Pasqua, che ci fa fare memoria della Risurrezione di Gesù, non è il lieto fine di una bella favola», scrive il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, Luigi Renzo, che invita a «portare una ventata di Vangelo a questo mondo disturbato dalla frenesia del possesso e da tutto quell'insieme di idoli affascinanti ed illusori che impediscono di volare alto verso una umanità più bella, più libera e più vera».
Per Giuseppe Satriano, arcivescovo di Rossano-Cariati, «troppo il dolore causato dall'ignavia di molti, dalle omissioni di tanti, dalle ingiustizie calcolate e volute». «In ogni morte personale e collettiva - ricorda Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Ionio - in ogni umiliazione, in ogni prostrazione, in questo giorno, viene detto: non abbiate paura! Io sono con voi. Il mio amore incondizionato e gratuito ha vinto la morte». «Anche quest'anno - scrive l'Eparca di Lungro Donato Oliverio - la Pasqua ci coglie mentre viviamo momenti difficili nel mondo intero: noi oggi dobbiamo guardare in faccia alla nostra realtà che fa fatica ad andare avanti, ma che attende luce, speranza, vita. Come credenti non possiamo fare finta di niente. Se vogliamo celebrare, proclamare la Pasqua del Signore è d'obbligo provare a gettare luce e speranza su tutta questa nostra realtà».
Il vescovo di Lamezia Terme, mons. Luigi Cantafora, prega Gesù Risorto perché «dimostri anche oggi che l'amore è più forte dell'odio. Che è più forte della morte. Discendi anche nelle notti e negli inferi di questo nostro tempo e prendi per mano coloro che aspettano. Aiutaci a vivere la Pasqua, il passaggio sempre aperto dalla notte alla luce, dal peccato alla grazia, dalla morte alla vita».

IL VESCOVO DI LOCRI VISITA MALATI E DETENUTI «Con la Pasqua tutto cambia». Nella mattina di Pasqua il vescovo di Locri-Gerace mons. Francesco Oliva ha sintetizzato il messaggio di Pasqua, prima per i detenuti della Casa Circondariale e poi per i ricoverati presso l'Ospedale di Locri. «Quello che accade è qualcosa di inaudito, di impensabile - ha detto nel penitenziario, dove ha celebrato con il cappellano don Crescenzio Demizio -. Sulla croce, proprio quando si manifestava i massimo della violenza, è apparsa la grandezza dell'amore di Dio, un amore che la morte non può distruggere. L'amore è più forte dell'odio e della violenza. La Pasqua di Gesù ci dice che ci sarà una Pasqua anche per noi, che non è possibile accontentarsi di ciò che passa, che esiste una verità che si può conquistare, una giustizia ed un bene comune che si possono affermare, che esiste una bellezza da cercare, un amore che neppure la morte può mettere in discussione. Che è possibile una vita più vera e più umana già qui, sulla terra. Ch'è possibile lasciare dietro le spalle il nostro passato con i suoi errori e le sue cadute, con le sue scelte sbagliate e i fallimenti, con le sue incoerenze ed infedeltà». Parole di speranza il vescovo le ha rivolte pure agli ammalati dell'Ospedale cittadino: «Sì, tutto può cambiare anche in questo luogo di cura. In questo ospedale dove la gente viene nella speranza di trovare le giuste cure, per recuperare la propria salute. Qui può incontrare una mano tesa o un cuore chiuso. Un volto sorridente ed accogliente o uno sguardo distratto e disinteressato. Qui l'ammalato può trovare il volto del samaritano che soccorre ed assegna il reparto ove essere curato o la fretta del sacerdote e del levita che hanno altrove la propria mente e preoccupazioni. Qui può essere Pasqua tutti i giorni. Qui deve essere pasqua tutti i giorni. La ragione è semplice: questo è il luogo dove è possibile passare dalla malattia alla guarigione, dal pericolo di morte alla cura favorevole. E allora - ha concluso il presule - facciamo sì, ciascuno per la sua parte, che sia pasqua per tutti coloro che a questo ospedale ricorrono per essere curati». 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Le esortazioni dei presuli calabresi in occasione della Pasqua. Monsignor Nolè: «Cristo vince sulla violenza e sull’odio». Il presidente della Cec Bertolone: «Facciamoci umili»

Domenica, 16 Aprile 2017 18:27

Morrone jr si butta a sinistra

COSENZA C'è un prima e c'è un dopo nella vita politica di Luca Morrone. Ci sono i primi passi in Forza Italia, l'elezione alla guida del consiglio comunale di Cosenza (estate 2011), e le nuove ambizioni maturate dopo avere accumulato esperienza a Palazzo dei Bruzi. Adesso il rampollo di casa Morrone è pronto a rompere gli indugi e a rendere ufficiale il matrimonio con i Democratici Progressisti. Dunque, un salto a sinistra del Pd dopo la breve esperienza con i verdiniani di Ala (è stato lui il principale artefice della detronizzazione di Mario Occhiuto sul finire della passata legislatura), sperimentata in occasione delle ultime amministrative a Cosenza, e l'elezione in consiglio provinciale nella maggioranza di centrosinistra guidata da Franco Iacucci.
Se finora la scelta non è stata resa pubblica è per via delle perplessità espresse dal papà di Luca, Ennio, eletto alla presidenza della commissione di Vigilanza con i voti della maggioranza, che in consiglio regionale risulta iscritto al gruppo di Forza Italia pur non appartenendo da tempo al partito di Silvio Berlusconi. Sa bene, Morrone senior (di lui non va dimenticata l'esperienza nella giunta Loiero attraverso l'Udeur di Mastella), che con una legge elettorale dai contorni ancora indefiniti, sbagliare valutazione potrebbe essere fatale. E forse è per questo che Ennio non fa che ripetere la parola «prudenza» davanti all'accelerazioni che suo figlio vorrebbe imprimere. All'interno di una delle famiglie politicamente più influenti a queste latitudini si valuta ogni conseguenza, insomma. Con la consapevolezza di potere rappresentare un «facile bersaglio» per chi non fa mistero di accusare Morrone (senior) di consociativismo con la giunta regionale guidata da Mario Oliverio.
Nel mare magnum degli spifferi e delle indiscrezioni, comunque, ci sono alcuni punti fermi. Uno su tutti: il solido rapporto di collaborazione messo in piedi tra Luca Morrone e Roberto Speranza. I due interloquiscono da mesi e pur avendo alle spalle esperienze tra loro inconciliabili, potrebbero trovare un punto di incontro attorno ad alcune questioni: il primo non fa mistero di puntare al salto in Parlamento e quello dei Dp potrebbe essere il trampolino giusto, l'altro è interessato a radicare in provincia di Cosenza un partito che finora non è riuscito ad attrarre nessuno dei capicorrente del Pd. In questi giorni si va avanti tra la tentazione di forzare e la consapevolezza di gestire bene la fase di studio che accompagna le primarie per la scelta del nuovo segretario dem.
Con queste premesse, però, è più facile comprendere la presenza di Morrone (junior) al battesimo dei Democratici Progressisti a Cosenza. Lì, seduto in platea, confuso tra tanti, l'ex forzista è rimasto ad ascoltare la relazione del coordinatore provinciale Venzo Morrone, del deputato Nico Stumpo e degli altri esponenti della tradizione comunista bruzia che hanno scelto di puntare sulla nuova Cosa rossa di Bersani e D'Alema.
E così, la scorsa settimana, mentre Morrone (junior) presenziava al conclave degli ex Pci, Morrone (senior) partecipava a Lamezia Terme alla presentazione di "Alleanza Civica", il movimento guidato dal verdiniano Pino Galati che ha l'ambizione di «rappresentare i moderati contro utopismo e populismo». Di lotta e di governo. Per le scelte definitive (?) c'è sempre tempo.

Antonio Ricchio
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Il figlio del consigliere regionale Ennio flirta con i Democratici Progressisti di Bersani, D’Alema e Speranza. Ma il padre frena e presenzia all’esordio dell’Alleanza civica di Galati

LAMEZIA TERME Avevano paura di essere indagati, volevano sapere se vi fossero fascicoli aperti su di loro e chi era la causa di tutto. Due episodi, in particolare, avevano messo in allarme i vertici della Sacal spa, la società che gestisce l’aeroporto di Lamezia Terme: a luglio 2015 erano state diffuse sui media locali alcune dichiarazioni rese dall’ex consigliere comunale Vincenzo Ruberto che puntava il dito contro la procedura di selezione dei tirocinanti nell’ambito del Pon Garanzia Giovani, «accusata – scrivono i magistrati di Lamezia Terme – di avere fraudolentemente raggirato le regole previste dal bando». Inoltre, un mese dopo gli indagati trovano delle cimici nei propri uffici. Cimici che, in effetti, erano state piazzate proprio dalle fiamme gialle per far luce sulle attività dei manager dell’aeroporto.
Ma alla Sacal conoscono una persona, un maresciallo. Sua moglie lavora per la società dal maggio 2012 come addetta allo scalo con contratti stagionali. E anche il figlio vorrebbe aprirsi un varco all’aeroporto grazie al Pon Garanzia Giovani per il quale ha fatto domanda senza essere però chiamato a colloquio.
Il carabiniere in questione è il maresciallo Marcello Mendicino, anch’egli indagato nel procedimento Eumenidi. 
Il 27 luglio 2015 incontra Ester Michienzi, responsabile dell’ufficio legale. La Michienzi è preoccupata, la Guardia di finanza ha richiesto documenti alla Sacal e si cerca di capire chi ha innescato quella iniziativa. 
«… e allora sarebbe importante sapere chi è qua, se è una cosa di qualcuno che è rimasto fuori… Voglio capire se è stato fatto un esposto… sì se è un ragazzo, se invece è Ruberto, se è… se sono… potrebbe essere anche un consigliere», dice la Michienzia a Mendicino. Un turbine di domande che si conclude con uno sconfitto «non riusciamo a sapere». Mendicino promette di informarsi, millanta contatti e conoscenze per i quali gli investigatori non trovano nessun riscontro. In cambio i vertici Sacal si attivano affinché il figlio del carabiniere venga “ripescato”.

LA QUESTIONE DEL PARCHEGGIO E VINCENZINO IANNAZZO Nel corso della stessa conversazione l’attenzione dei due interlocutori si sposta su un nuovo argomento: il parcheggio della Sacal, riguardo il quale Mendicino stava verosimilmente acquisendo informazioni. Il dialogo prosegue a bassa voce ma i finanzieri riescono a capire che il maresciallo stava acquisendo notizie da un soggetto «… vicino a Vincenzino Iannazzo perché questo è un po’ restio a dirmi le cose però me le dirà…».

LA GUERRA TRA I RUBERTO E LA SACAL I sospettati numero uno di avere fatto scattare le indagini delle fiamme gialle sono Francesco e Vincenzo Ruberto. Il primo è consigliere comunale e, mentre il padre aveva diffuso degli articoli di stampa seminando sospetti sulle selezioni di Garanzia Giovani, il figlio fa di peggio: inoltra una richiesta di documenti alla Sacal, gli stessi documenti richiesti dalla Finanza. Anche in questo caso viene interpellato il militare che alla presenza di Michienzi e Colosimo, come al solito, promette di interessarsi e nel frattempo, riferendosi ai Ruberto padre e figlio afferma: «vediamo se gli possiamo fare male con lo Iat visto che ci tiene così tanto… si è proprio imbestialito, presidente, con questa storia si è proprio imbestialito, non lo voleva perdere…». In sostanza lo Iat è il servizio di informazioni e assistenza turistica che viene finanziato dalla Regione. Questo servizio, fino al 2014, è stato gestito, rilevano gli investigatori, da Vincenzo Ruberto, mentre nel 2015 la gestione era passata alla Sacal (anche se la società non era in possesso di tutte le licenze necessarie allo scopo). Una cosa, questa che non sarebbe andata giù ai Ruberto che tra articoli di stampa ed esposti avevano manifestato i propri propositi anche esplicitamente. In una conversazione telefonica, Vincenzo Ruberto, infatti, esordiva testualmente: «Inizia la guerra… li sfondiamo alla Sacal».

LE MICROSPIE Ad agosto vengono ritrovate delle microspie negli uffici dei funzionari Sacal, e anche in quello del presidente. La tensione sale alle stelle ed Ester Michienzi consiglia di rivolgersi al maresciallo per avere notizie in merito. Mendicino li raggiunge in aeroporto.
«Anche in questa occasione – scrivono i magistrati – emerge in modo evidente come il Mendicino, millantando conoscenze o rapporti di affinità con altri appartenenti alle forze dell’ordine (allo stato non riscontrate), si sia messo a completa disposizione dei dirigenti della Sacal per ottenere, come prezzo per il proprio interessamento, l’avvio del figlio al tirocinio presso l’ente a decorrere dal settembre 2015».
A impegnarsi a “ripescare” il figlio del militare sarà Sabrina Mileto che con l’aiuto di Angelina Astorino, responsabile del centro per l’impiego, fa riscrivere correttamente la domanda di partecipazione al ragazzo, «così garantendogli la successiva assunzione».
 

Alessia Truzzolillo
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Le denunce su “Garanzia Giovani” partite dopo il cambio al timone del servizio di assistenza turistica. Gli affannosi tentativi del management di anticipare le indagini. E l’aiuto (non troppo efficace) offerto da un carabiniere

REGGIO CALABRIA Sotto un cielo plumbeo che non fa onore all'anticipo d'estate dei giorni scorsi, oltre 600 migranti sono sbarcati questa mattina a Reggio Calabria. Ad accompagnarli in porto, la nave Prudence di Medici senza frontiere, l'organizzazione umanitaria di medici che da anni è inquadrata nel dispositivo di salvataggio dei migranti che partono dall'altra sponda del Mediterraneo in fuga da fame, miseria e conflitti. A bordo della Prudence, c'è anche lo scrittore Erri De Luca, in queste settimane ospitato dall'ong sulle proprie navi. «Ho il privilegio di poter assistere al salvataggio di vite umane – dice il noto scrittore –. Hanno pescato delle persone che stavano su dei gommoni sgonfi, gremiti, che stavano già con un piede nell'acqua, a cavalcioni dei tubolari, con l'altro piede nella poltiglia di carburante, quindi molti avevano ustioni più o meno gravi. Questi ragazzi hanno attraversato ogni tipo di ostacolo e hanno dovuto affidarsi ad ogni tipo di miracolo in ogni avversità, quindi sono dei combattenti per la loro stessa vita».
Al largo delle coste libiche sono stati soccorsi 649 migranti, di cui 581 uomini, 63 donne e cinque bambini. Non è chiaro ancora il numero dei minori non accompagnati. La maggior parte provengono dal Corno d'Africa, ma ci sono anche molti bengalesi e pakistani. «Assistere al salvataggio di queste persone – dice Erri De Luca – è un tatuaggio di questo tempo. Io non sono tatuato, non mi sono fatto segni sulla pelle, ma questo è un tatuaggio che entra sotto pelle». Visi stanchi, provati, i migranti hanno iniziato a scendere la scaletta della nave attorno alle 9 di questa mattina e hanno iniziato a sottoporsi all'ormai rodata trafila di controlli medici e identificazione, confortati dalle organizzazioni di volontariato che hanno fornito loro acqua, un dolce, succhi di frutta, ciabatte. Ad accoglierli, anche il sindaco Giuseppe Falcomatà, gli assessori Giuseppe Marino e Lucia Anita Nucera, l'arcivescovo di Reggio Calabria, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini e il presidente della locale Corte d'Appello, Luciano Gerardis.

Alessia Candito
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Anche lo scrittore Erri De Luca sulla nave Prudence: «Assistere al salvataggio è un tatuaggio di questo tempo»
Domenica, 16 Aprile 2017 12:21

Attacchi hacker e strane coincidenze...

Non siamo una banca (purtroppo per noi) e neanche una multinazionale, eppure per tre giorni, e speriamo sia finita qui, ci siamo ritrovati al centro delle “attenzioni” di un manipolo di pirati informatici che, a sentire le forze di polizia, nascono da una costola della pirateria internazionale impegnata, sia pure con metodi discutibili, in una battaglia ideologica contro le cattedrali del potere militare o economico.

Una costola, quella che più prosaicamente si occupa del nostro sito, più interessata, ci spiegano, a “servizi su commissione” che non alla guerriglia contro il capitale. Confidiamo nelle indagini coordinate dalle Procure di Catanzaro e Lamezia Terme per saperne di più. Certo è dura arrendersi alle coincidenze: quando tocchiamo certi argomenti saltano le tecnologie. A Calabria Ora si ruppe la tipografia De Rose. Oggi ci paralizzano il sito dopo avere tentato di impossessarsi dei nostri “segreti” violando gli indirizzi di posta elettronica.

Andiamo avanti. Certo, ci stavano facendo andare di traverso l’uovo di Pasqua ma siamo ancora qui... se ne facciano una ragione.

Il Corriere della Calabria

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Le Procure di Catanzaro e Lamezia Terme indagano sulle intrusioni nel portale del Corriere della Calabria. L'ipotesi di un lavoro su commissione

CATANZARO Il sito del Corriere della Calabria è tornato fruibile dopo essere stato colpito da un attacco hacker nella notte tra sabato e domenica. Per alcune ore siamo andati offline: l'homepage del portale era stata sostituita da una dichiarazione del gruppo AnonPlus. Il lavoro dei nostri tecnici ci ha permesso di risolvere il problema e tornare, così, visibili. È il secondo episodio di preoccupante intrusione nel lavoro della redazione durante l'ultima settimana. Giorni fa, infatti, le e-mail di alcuni giornalisti della testata sono state violate e la posta reindirizzata altrove oppure, in certi casi, svuotata. Entrambi gli attacchi informatici sono stati segnalati alle forze dell'ordine.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il sito è rimasto offline per alcune ore tra sabato e domenica. I nostri tecnici lo hanno ripristinato. È il secondo episodio dopo la violazione delle caselle di posta elettronica di alcuni giornalisti