Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 19 Aprile 2017
Mercoledì, 19 Aprile 2017 22:37

Crotone, operaio ferito a colpi di pistola

CROTONE Un operaio di Scandale, Giuseppe De Pasquale, di 29 anni, è stato ferito oggi pomeriggio con un colpo di arma da fuoco sparato da un veicolo in transito lungo la vicina strada provinciale, in contrada Santa Domenica mentre era intento a lavorare un terreno alla guida di un trattore. Il 29enne è stato raggiunto dal proiettile ad una spalla e ad un gomito. Subito soccorso da altri compagni di lavoro e portato in ospedale, il giovane non è in pericolo di vita e le sue condizioni non sono gravi. Sul fatto stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Crotone.

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  • Occhiello Il ventinovenne è stato ferito con un colpo di arma da fuoco sparato da un veicolo in transito lungo la vicina strada provinciale. Non è in pericolo di vita

CATANZARO Tegola sulla stagione estiva nel catanzarese. Dal 12 giugno al 9 settembre prossimi il tratto ferroviario Catanzaro Lido - Sibari rimarrà chiuso per lavori di ammodernamento che riguarderanno anche la messa in sicurezza della galleria di Cutro, nel crotonese. Un intervento del valore di 40milioni di euro che porterà anche all’eliminazione dei passaggi a livello. Nel corso di una riunione convocata e presieduta dal prefetto Vincenzo De Vivo, cui hanno i rappresentanti regionali di Trenitalia e di Fs-Rfi, i sindaci dei comuni di Crotone, Crucoli e Melissa e l'assessore ai lavori pubblici del Comune di Cutro, Fs-Rfi ha assicurato che sono state pianificate tutte le soluzioni tecniche per quanto attiene al periodo di esecuzione dei lavori, sia per quanto riguarda il numero e delle corse sostitutive in pullman. A questo proposito i sindaci hanno chiesto che vengano utilizzati bus moderni e confortevoli e sia data la più ampia divulgazione possibile degli orari delle corse sostitutive.

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  • Occhiello Dal 12 giugno al 9 settembre prossimi il tratto ferroviario Catanzaro Lido - Sibari rimarrà chiuso per lavori di ammodernamento

ROMA All’esito dell’incontro di oggi al ministero delle Infrastrutture, i sindacati dei portuali di Gioia Tauro hanno deciso di sospendere lo sciopero in atto. Diversi i punti di intesa, si legge in una nota del Mit, su cui si è raggiunto l’accordo: «conferma intesa di programma quadro, delle azioni e tempi dei tavoli tecnici, chiarimenti sulle regole dell'Agenzia a cominciare dalla conferma, prevista nella norma istituita, che dopo i 36 mesi essa potrà trasformarsi in Agenzia per il lavoro temporaneo». In più, prosegue la nota del ministero, «assume il ruolo di facilitatore nel dialogo tra le parti e l'impegno a continuare a lavorare nell'ambito del Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica, e dell'Apq e ad attivare le misure necessarie a rilanciare la competitività del porto di Gioia Tauro». Infine, conclude la nota «le parti concordano sulla necessità che la procedura abbia termine preferibilmente entro il 15 maggio, e per quanto concerne la (Zes) sarà oggetto di approfondimento presso la presidenza del consiglio dei Ministri». All’incontro a Roma, presieduto dal capo di gabinetto, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Regione Calabria, della prefettura di Reggio Calabria, della Autorità portuale e della Medcenter Container Terminal. «È fondamentale, ai fini di dare credibilità al progetto per lo sviluppo del Porto di Gioia Tauro, che non ci siano ulteriori ritardi  - ha detto il governatore Mario Oliverio e già da domani, nella sede della Cabina di regia per la coesione territoriale, porrò al ministro Claudio de Vincenti l'esigenza di accelerare la realizzazione della Zes. Gioia Tauro è una sfida importante per la Calabria e per il Paese. Una delle condizioni fondamentali per vincere questa sfida è il mantenimento di una impostazione unitaria in Calabria». Rivolgendosi, poi, ai rappresentanti di MTC, Oliverio ha chiesto «un'assunzione di responsabilità ed uno sforzo di ascolto delle legittime preoccupazioni dei lavoratori, al fine di facilitare l'obiettivo comune dello sviluppo del porto». 

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  • Occhiello Diversi i punti di accordo raggiunti. Il Mit si impegna ad «attivare le misure necessarie a rilanciare la competitività del porto di Gioia Tauro». Il governatore ha chiesto a chiesto a Medcenter «un'assunzione di responsabilità ed uno sforzo di ascolto delle legittime preoccupazioni dei lavoratori»

LAMEZIA TERME Colmare il vuoto amministrativo, ma come? Non è ancora chiaro se vi sarà un commissariamento (lo hanno chiesto la Procura di Lamezia e la Prefettura di Catanzaro all’Anac, ndr) o la nomina rapida e repentina di un nuovo consiglio di amministrazione. L’incontro che la Cgil ha voluto con il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, e con Pino Soriero, già sottosegretario ai Trasporti nel governo Prodi, non ha dato risposte certe, semmai una presa di posizione e qualche ricetta proposta soprattutto dall’onorevole torinese.
Dopo gli arresti e gli avvisi di garanzia, dopo il terremoto che ha coinvolto l’aeroporto di Lamezia Terme e i suoi vertici, l’attenzione si sposta sulla gestione dello scalo internazionale di Lamezia Terme e sul futuro dei dipendenti. Tema dell’incontro, «garantire trasparenza nella gestione Sacal per i lavoratori dei 3 aeroporti calabresi, per i giovani in cerca di occupazione “pulita”, per i cittadini che utilizzano il trasporto aereo».
«Sicuramente come sempre, quando c’è il malaffare, pagano i lavoratori – ha detto Damiano a margine dell’assemblea –. Naturalmente noi abbiamo fiducia nella giustizia che farà il suo corso. Siamo difronte a una situazione molto grave. Quello che bisogna fare è avere continuità. Credo che si debba nominare rapidamente un nuovo consiglio di amministrazione, un presidente di garanzia che sia una persona sganciata da interessi che nulla hanno a che fare con la buona gestione che deve avere l’aeroporto». Nessun commissariamento del cda in carica quindi? Una soluzione fortemente voluta dal segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno che ha fatto esplicita richiesta al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio.
«Io non so se si tratta di fare un commissariamento – ha risposto Damiano –  oppure nominare un consiglio di amministrazione e un presidente. Attualmente sono valutazioni che di faranno in queste ore. Quello che non può capitare è lasciare una situazione in sospeso, un vuoto che verrebbe pagato dal territorio e soprattutto dai lavoratori».

 

NESSUNA PRESA DI POSIZIONE AD UN ANNO DAGLI AVVISI DI GARANZIA Nel corso dell’assemblea sono intervenuti alcuni dipendenti dell’aeroporto. «Un anno fa sono stati emanati i prima avvisi di garanzia – ha detto un lavoratore –, si poteva intervenire prima e non l’avete fatto». Alla stoccata dell’operaio si è associato Cesare Damiano ammettendo le colpe del mondo sindacale e politico, accusati di esser stati troppo lenti e di non essere intervenuti quando si cominciava a sentire «puzza di bruciato».

I LAVORATORI STAGIONALI Un tema delicato è quello dei lavoratori stagionali «stanchi di lavorare solo 6 mesi e di restare a casa per il resto dell’anno». Lavoratori che hanno cercato stabilizzazione «con sacrifici e rinunciando agli straordinari». Gli stagionali costituiscono il 50% rispetto agli stabilizzati, è stato detto in assemblea. E c’è chi ha maturati 11 anni di questa vita senza essere stato stabilizzato.

LA SACAL GH «La Sacal Gh è nata nove mesi fa», ha raccontato un dipendente. «È nata già con un milione e mezzo di debiti. Creata per essere messa in vendita». E per renderla più appetibile sono stati tagliati i salari dei lavoratori Il 28 marzo al bando non si è presentato nessuno. «Noi ci sentiamo dipendenti di serie B da svendere».

LA RICETTA DI DAMIANO Dopo gli interventi di Michela Avenoso della Filt Cgil, di Raffaele Mammoliti, segretario generale della Cgil Calabria, e di Pino Soriero, ex sottosegretario ai Trasporti del governo Prodi, che ha affermato che la Sacal «non può essere gestita come un affare di famiglia», è stata la volta della ricetta di Damiano che più esser sintetizzata in meno di dieci punti:
1) Evitare il vuoto di direzione con una scelta che non commetta gli errori del passato.
2) Dare continuità.
4) Creare un interventi di vigilanza attivo. «Non ho la bacchetta magica – ha detto il presidente della commissione Lavoro – ma posso esercitare una pressione».
5) Portare l’attenzione del problema a livello nazionale
6) Organizzare un’interpellanza urgente alla Camera
7) Creare un Cda in cui vi sia un rappresentante dei lavoratori eletto dai lavoratori
8) Organizzare un Piano industriale che tenga insieme le varie attività. Anche perché la cessione di un ramo di impresa serve solo a creare lavoratori di seria A e di serie B.
Le parole sono state dette. Adesso tocca ai fatti.

Alessia Truzzolillo
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  • Occhiello Incontro promosso dalla Cgil per pensare il futuro dello scalo di Lamezia. Damiano: «Non siano i lavoratori a pagare per tutti». Le critiche all’atteggiamento dei sindacati. Soriero: «Non si può gestire la società come un affare di famiglia» – VIDEO

COSENZA «In Calabria un governatore detta la linea del Partito democratico e non viceversa. C’è qualcosa che non funziona nel Pd». È quanto ha affermato Enzo Damiano, già segretario regionale della Cisl in Calabria e capolista a Cosenza della Mozione Orlando. Un leitmotiv che ieri, nella sede della Federazione provinciale del Pd a Cosenza, ha animato la presentazione dei candidati delle due liste che fanno capo al ministro della Giustizia nella provincia di Cosenza. «Orlando ha capito – ha aggiunto Enzo Damiano – che bisogna ascoltare e costruire partendo dal basso. E la sua idea di scindere la guida del partito dalla leadership nel Paese mi convince. La funzione politica deve essere divisa da quella di governo. È un punto fermo dal quale il Pd deve ripartire».
«C’è un grande – afferma Giuseppe Terranova, coordinatore regionale della mozione Orlando – vuoto nel Pd calabrese. Il Partito democratico si riunisce solo per gli adempimenti statutari e per scegliere chi nominare. In Calabria il Pd è incapace di individuare una rotta da seguire per trovare soluzioni per quelle aree di crisi come il Porto di Gioia Tauro, dove i lavoratori sono in agitazione. Il centrosinistra si era proposto nel 2014 per cambiare lo stato delle cose. Così non è stato, anche per una incapacità di questo Partito democratico».
«Con Andrea Orlando - ha sottolineato Giuseppe Terranova - possiamo ritrovare il senso di una comunità politica che deve evitare alleanze con il centrodestra, ma intercettare il consenso e la condivisione di quelle parti di società che ci hanno abbandonato per scegliere la strada dei populismi». «Il Partito dei piazzisti – sostiene Giambattista Genova, capolista della mozione Orlando nel comprensorio Jonio-Esaro-Pollino-Tirreno - ha allontanato tanti militanti dal Pd. Con Andrea Orlando trovo ancora un senso e una ragione per restare in questa comunità politica. A me interessa partire da qui, dai nostri territori, modificando il governo del Pd regionale, schiavo di vecchie logiche». «I giovani – ha affermato Tatiana Li Trenta, candidata nella lista della Mozione Orlando a Cosenza e studentessa dell’Unical - hanno abbandonato il Pd di Renzi. Ne è prova il Referendum del 4 dicembre scorso. Invece bisogna ripartire e costruire un percorso in grado di intercettare tutti quei giovani delusi da politiche fallimentari che hanno avuto soltanto l’effetto di alimentare il bacino dei populismi». «Provengo dal Pci – ha sostenuto Francesca Reda, candidata nella Mozione Orlando a Cosenza e consigliere comunale di Mendicino – e faccio orgogliosamente parte del Partito democratico. Ma c’è bisogno di un cambio di rotta e di marcia; quel cambiamento incarnato da Andrea Orlando, capace di dialogare con il bacino elettorale di una sinistra troppo spesso accantonata dai vertici attuali del Partito democratico».
«Riattivare - ha sottolineato Maria Maradei, candidata nella lista della Mozione Orlando e avvocato - subito le politiche sociali, impegnando idee e energie per produrre sviluppo, lavoro, avanzamento dei diritti. È questo l’imperativo di un Partito moderno, di sinistra e credibile. Orlando incarna queste qualità».
«Serve una rottura – ha sostenuto Luca Sturino, candidato nella lista che sostiene Andrea Orlando nel collegio di Cosenza e membro della segreteria provinciale del Gd - rispetto a scelte che hanno prodotto la disgregazione della sinistra e la perdita di consensi. Renzi ha allontanato i nostri elettori dal nostro partito».

ORLANDO A RENDE Domani, 20 aprile, Andrea Orlando, candidato alla segreteria nel Congresso del PD sarà in Calabria, a Rende, per una serie di appuntamenti. A partire dalle 11. 15 sarà  ospite dell’Università della Calabria, in Contrada Arcavata, in via Pietro Bucci, dove incontrerà, nell’Aula Solano, cubo 19 B, studenti e docenti del corso in Storia dell’educazione alla democrazia e alla legalità. A seguire, alle 12. 15, si confronterà con gli innovatori e i talenti digitali di Startup Technest. Alle 13. 00, nella Sala seminari - laison office, incontrerà il Rettore, gli studenti, i docenti e tutti i dipendenti dell’ Unical. Infine, alle 13. 45, sarà a Rende, all’Hotel Ariha (ex hotel Executive), in via G. Marconi 59, per un incontro con i sindaci, gli amministratori locali e le forze produttive e sociali.

 

 

 

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  • Occhiello Damiano: «È lui che detta la linea al Pd e non viceversa». Terranova: «Nei dem calabresi c’è un grande vuoto». Si accende la sfida congressuale
Mercoledì, 19 Aprile 2017 18:38

Lamezia, revocata la confisca di un fabbricato

CATANZARO La Corte d'appello di Catanzaro - sezione Misure di prevenzione - ha disposto la revoca della confisca di un fabbricato a Lamezia Terme eseguita anni fa a Domenico Torcasio, indagato e assolto in passato dall'accusa di associazione mafiosa e detenuto per altri reati. La decisione è stata resa nota dall'avvocato Piero Chiodo, uno dei componenti del collegio di difesa - composto anche dagli avvocati Francesco Siclari, Giuseppe Spinelli e Antonio Larussa - dello stesso Torcasio e della moglie Maria Stefania Di Leo. I legali avevano eccepito la mancanza di elementi a supporto della confisca sostenendo, tra l'altro, la legittimità del patrimonio utilizzato da Torcasio per l'edificio costruito, secondo i legali, con i circa 225 mila euro ottenuti nel 2007 come rimborso per una ingiusta detenzione.

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  • Occhiello La Corte d’Appello restituisce la costruzione a Domenico Torcasio, indagato e assolto dall’accusa di associazione mafiosa
Mercoledì, 19 Aprile 2017 18:26

Gioia Tauro, stop allo sciopero dei portuali

ROMA È terminato con la firma di un verbale di incontro il vertice al ministero delle Infrastrutture sul porto di Gioia Tauro dopo quasi cinque ore di confronto. È quanto si apprende da fonti sindacali. Lo sciopero di dieci giorni iniziato il 13 aprile contro i 400 esuberi dichiarati da Mct viene ora sospeso. La vertenza continua con tavoli bilaterali tra il governo e l'azienda e il governo e i sindacati. Sotto al ministero sono ancora in presidio un centinaio di lavoratori dello scalo calabrese. Al tavolo era presente il ministro Graziano Delrio. Parallelamente, sempre secondo fonti sindacali, si riattiva il tavolo di coordinamento sugli stati di avanzamento dell'Accordo di programma quadro firmato nel mese di luglio che vede diversi investimenti per la riconversione del porto di Gioia.

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  • Occhiello Firmato un verbale di accordo a Roma dopo cinque ore di confronto. Previsto l’avvio di tavoli bilaterali tra governo e Mct e tra governo e sindacati
Mercoledì, 19 Aprile 2017 18:11

FURBETTI | All’Asp i maghi del cartellino

COSENZA Il meccanismo messo in atto dai furbetti del cartellino è sempre lo stesso. Un collega timbra per due - incurante delle telecamere ormai sempre attive e presenti nelle pubbliche amministrazioni - e lui (o lei) va al supermercato, a fare la spesa o al bar a prendere un caffè. Una "furbata" che diventa più grave se a farne le spese sono pazienti che aspettano di essere curati a casa perché a volte le loro condizioni sono molto gravi. Ecco perché l'azione della Procura di Cosenza nei confronti dei fannulloni - se le accuse saranno provate - sarà durissima. La guardia di finanza, coordinata dal procuratore capo Mario Spagnuolo, dall'aggiunto Marisa Manzini e dal sostituto Donatella Donato, ha notificato diversi provvedimenti a presunti assenteisti del Cosentino e quattro hanno riguardato dipendenti dell'Asp bruzia. Si tratta di un medico e tre infermieri assunti al servizio di assistenza domiciliare: per loro è scattata l'interdizione dai pubblici uffici per un anno. Tra l'altro l'Asp di Cosenza non è immune ai furbetti del cartellino. Diverse inchieste hanno beccato i presunti fannulloni. La notizia di reato di questa nuova indagine nasce da una annotazione del Nucleo tributario della Finanza il quale, nell’ambito di autonoma attività di polizia economico-finanziaria finalizzata ad individuare una possibile truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, è venuto a conoscenza che personale dipendente dell’Azienda ospedaliera nonché dell’Asp di Cosenza è «dedito - è scritto nel provvedimento - ad allontanarsi dall’ufficio senza alcuna autorizzazione ovvero senza vidimare elettronicamente il proprio badge». È emerso che alcuni dipendenti si accordavano tra loro per timbrare a turno il cartellino degli altri che, invece, potevano giungere in altro orario o evitare di presentarsi nei propri uffici. 


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OSSERVAZIONE OCCULTA È stata disposta una attività di «osservazione occulta» nei pressi di tali unità, al fine di trovare riscontro attraverso il monitoraggio degli eventuali spostamenti degli impiegati ivi dislocati. In particolare, nel mese di febbraio del 2016 sono state autorizzate le attività di videoripresa degli stabili dell’azienda ospedaliera nonché dello stabile dove sono ubicati gli uffici dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi). Alcuni dipendenti si assentavano sistematicamente durante l’orario di lavoro senza autorizzazione, per dedicarsi ad altre attività di carattere privato. Inoltre, in alcuni casi, venivano favoriti da altri dipendenti, a cui consegnavano il proprio badge, per avere assicurata l’attestazione di inizio e/o fine turno: con tale escamotage veniva fatta risultare contabilmente e amministrativamente una situazione diversa da quella reale.  Per la Finanza è stato necessario monitorare costantemente il luogo dove era installato l’unico rilevatore segnatempo, nella struttura sanitaria – Adi -, al fine di verificare eventuali inadempienze da parte del personale dipendente al momento della “timbratura del badge”, nonché installare una telecamera esterna in prossimità dell’unica via di accesso e di uscita della struttura sanitaria.

 

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ESCAMOTAGE Tramite tale accorgimento è stato possibile anche controllare il flusso di auto in uso ai dipendenti per accertare ulteriori ed eventuali irregolarità. Ciò ha consentito di individuare sia i dipendenti che si allontanavano dal posto di lavoro senza smarcare il tesserino personale sia quelli che, assenti in quel momento, avevano ceduto ad altri colleghi per la “smarcatura”. «Occorre precisare - scrivono i magistrati - che tra l’orologio impostato nel lettore badge installato nell’Adi e il timer impostato nel sistema di videosorveglianza esiste uno scarto di circa 20 secondi. Tale lasso di tempo non ha comunque impedito l’esatta individuazione dei fatti contestati né dei responsabili di ognuna delle condotte illecite». Un importante riscontro agli elementi acquisiti dalle operazioni di videoregistrazione è stato fornito dalle attività di pedinamento e osservazione, nonché dai sopralluoghi effettuati e conseguentemente relazionati. Sono stati attenzionati quei soggetti i cui atteggiamenti, anche prima dell’inizio delle operazioni di videoregistrazione, erano ritenuti anomali e avevano pertanto suscitato l’interesse investigativo da parte dei militari operanti. In particolare, l’attenzione si è concentrata sia sui dipendenti che, con molta frequenza, uscivano e/o entravano dalla sede lavorativa, sia su dipendenti i quali, benché avessero incarichi d’ufficio, erano stati notati spesse volte al di fuori del posto di lavoro. Tali indizi hanno dato modo di predisporre ed eseguire, nei loro confronti, servizi di appostamenti e pedinamenti, la maggior parte dei quali hanno confermato che alcuni degli indagati erano seduti comodamente al bar a prendere il caffè e non per poco tempo, oppure a ora di pranzo a mangiare in ristoranti e trattorie a volte con amici. Incuranti - sostengono le indagini - che a casa c'erano pazienti che aspettavano magari di fare una flebo. 

Mirella Molinaro
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  • Occhiello Il meccanismo utilizzato dai dipendenti. Furbate per fare la spesa o andare al bar in orario d’ufficio. Così la Guardia di finanza ha scoperto l’imbroglio

GEROCARNE Vasta operazione contro il traffico di armi e droga dei carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno. Nella mattinata di oggi, a Gerocarne, in località Ariola, i militari della stazione di Soriano guidati dal maresciallo Barbaro Sciacca, assieme agli uomini dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Calabria, hanno tratto in arresto in flagranza di reato il 58enne Rocco Pagano, di Arena, incensurato, e il 22enne Bruno Antonio Gallace, di Gerocarne, pastore, incensurato. I reati contestati ai due sono: detenzione di arma clandestina, detenzione abusiva di munizionamento e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Le operazioni, guidate di persona dal comandante di Stazione, sono cominciate all’alba in località “Ingegneri” di Ariola e hanno interessato l’abitazione e una serie di pertinenze di proprietà del nonno di uno dei due arrestati ma, di fatto, in uso a loro. Durante il minuzioso servizio di perquisizione, i carabinieri hanno rinvenuto, nascoste nel camino di un casolare, due pistole a tamburo cal.38, senza marca e con matricola abrasa, e 58 proiettili.
Proseguendo con i controlli – che si sono protratti sino a tarda mattinata – i militari hanno scoperto,  riposti nel sottotetto di una casa legno sempre in uso agli arrestati, circa 40 kg di marijuana, occultati in nove buste nere per la spazzatura e un bidone bianco. E ancora, in un ovile e un altro casolare, ben confezionato in due buste di cellophane, un altro chilo di marijuana.
Contestualmente i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Serra, con i colleghi della Stazione di Arena, hanno provveduto al ritiro, in via amministrativa, di 4  fucili calibro 12, 2 carabine cal. 7,65 e 4,5, una pistola cal. 7,65 e circa 1000 colpi, di proprietà di Pagano.
Gli arrestati, espletate le formalità rito, sono stati associati presso la casa circondariale di Vibo Valentia, a disposizione dalla competente Autorità giudiziaria.

 

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  • Occhiello Operazione dei carabinieri di Serra San Bruno e Soriano: in manette un 58enne e un 22enne. Sono anche accusati di detenzione di armi clandestine e munizioni
Mercoledì, 19 Aprile 2017 17:45

«Sì alla nuova linea Cosenza-Rogliano»

ROGLIANO «La linea metrotranviaria dell’area urbana di Cosenza – Rende – Unical, in collegamento con Rogliano, il Savuto e la Presila apriglianese, all’esito dell’ammodernamento in corso di esecuzione della tratta ferroviaria a sud di Cosenza, risponde pienamente alla centralità della città capoluogo rispetto al suo stesso hinterland e alla esigenza di riequilibrio della mobilità e del rilancio del trasporto pubblico sostenibile tra la stessa città capoluogo e i suoi bacini più naturali a nord e a sud del suo territorio, che rappresentano un asse di richiamo per le Serre e per il resto della fascia presilana». È quanto afferma in una nota il sindaco di Rogliano Giovanni Altomare. Che aggiunge: «L’ammodernamento ferroviario, tra Cosenza e Rogliano, è reso possibile da un Pisl, di cui fa parte il Comune di Cosenza con tutti i Comuni a sud (in totale 21 comuni) e di cui il Comune di Rogliano è capofila. L’investimento è di oltre 11 milioni di euro. Tutti i residenti del Savuto, dei Casali e della Presila, richiedono da tempo più efficienti servizi pubblici di collegamento con le zone centrali di Cosenza e Rende, ove si trovano servizi pubblici e direzionali, uffici a scala provinciale (Tribunale, Prefettura, Agenzia delle Entrate, etc.), istituti scolastici, servizi per il commercio, nonché con la sede dell’Università della Calabria, confidano molto sulla realizzazione di un progetto, destinato a dare una spinta vitale di modernizzazione al sistema dei trasporti e della mobilità, addirittura con prospettive di una linea metropolitana veloce di collegamento tra l’area urbana di Cosenza e l’area direzionale e universitaria di Catanzaro».
Secondo Altomare, «il confronto in atto, che appare abbastanza serrato, rischia di pregiudicare il completamento dell’opera di elettrificazione e adeguamento della tratta “Cosenza centro-Rogliano”, con lavori già appaltati ed in corso di realizzazione, determinando sicure controversie e contenziosi legali a tutto danno di un’opera, perseguita da decenni con unanime determinazione da tutte le amministrazioni locali del Savuto e voluta anche dal comune di Cosenza, in quanto funzionale allo sviluppo della città. L’auspicio è che, nel rispetto delle deliberazioni unanimi di tutte le amministrazioni coinvolte e anche dei consigli comunali di Cosenza e Rende, si proceda rapidamente all’avvio dei lavori della Metrotramvia “Cosenza Rende Unical”, consentendo così il collegamento naturale del Savuto alla città e realizzando concretamente un tassello fondamentale per la costruzione dell’area urbana cosentina».
«Allo stesso modo,  - conclude Altomare  - siamo certi che le istituzioni interessate si faranno responsabilmente carico di superare ogni motivo di presunto contrasto e trovino le giuste responsabili convergenze mirate ad uno sviluppo di tutta l’area urbana, della città capoluogo, con il recupero della sua centralità come motore di attrazione e di spinta per tutto l’hinterland che geograficamente le fa da corona e che politicamente e funzionalmente aspira a contribuire alla concretizzazione del sogno della Grande Cosenza».

 

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  • Occhiello Il sindaco di Rogliano spinge per l'ammodernamento della tratta: «L'intervento costerebbe 11 milioni e sarebbe possibile grazie ai fondi del Pisl»
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