Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 06 Aprile 2017
Giovedì, 06 Aprile 2017 22:11

Una partita del cuore contro i femminicidi

COSENZA Numeri, tanti, troppi. Cifre di tragedie consumate quasi quotidianamente con una frequenza che non accenna a diminuire: è il nefasto fenomeno del femminicidio, ovvero donne uccise perché donne.L’8 aprile, a Cosenza, scenderanno in campo (nel vero senso del termine) uomini e donne insieme, a rivendicare il diritto al rispetto e alla dignità perché i calci al pallone siano metafora dei calci dati a ogni forma di violenza.
L’associazione Animed presieduta da Cinzia Falcone, in prima linea nella lotta alla violenza sulle donne, ha promosso un incontro (Partita del cuore – “Il sangue rosa. Un’altra vita è possibile”), che si disputerà appunto sabato 8 aprile a partire dalle 9 allo stadio “San Vito-Gigi Marulla”. Sull’erbetta si sfideranno le Nazionali dei sindaci (Nis) e dei magistrati (Nim) in due tempi di gioco da 30 minuti l’uno che saranno aperti dall’inno di Mameli suonato dalla banda “Raimondo Reda” di Mendicino. Sarà presente, tra gli altri, l’ex campione del mondo Claudio Gentile.
La manifestazione era stata presentata dal sindaco Mario Occhiuto lo scorso 14 marzo e in quella occasione il primo cittadino aveva sottolineato l’importanza dell’aspetto culturale da cui non si può prescindere per debellare una piaga sociale terribile.Per questo motivo, alla gara di sabato faranno da cornice sugli spalti (aperte al pubblico la tribuna Numerata e la tribuna A) gli studenti provenienti dall’intera provincia. L’ingresso per le scuole sarà gratuito, a riprova del significato della presenza dei ragazzi: speranza in un futuro migliore, consapevole.L’incasso della vendita dei biglietti verrà devoluto a “Mondiversi onlus”, associazione che comprende il ‘Centro anti-violenza Fabiana’ di Corigliano Calabro nato dopo l’omicidio della giovane studentessa Fabiana Luzzi per mano del fidanzato, e a lei intitolato. I biglietti per assistere alla partita hanno il costo di 3 euro e sono in vendita, oltre che negli esercizi commerciali che espongono la locandina dell’iniziativa, presso i Club Service: Rotary Cosenza Nord, Lions Cosenza e Provincia, Kiwanis, Fidapa, Inner Will, Fondazione Roberta Lanzino nonché presso le associazioni Unindustria e Animed, e ancora presso l’azienda Amaco e direttamente sabato mattina anche nelle postazioni all’ingresso dello stadio.L’evento di beneficenza è patrocinato dal Comune di Cosenza, dalla Camera dei Deputati, dal Ministero dell’Interno UTG Cosenza, dalla Regione Calabria, dalla Provincia di Cosenza, da Anci, Rai Calabria, e ha trovato la disponibilità collaborativa di numerosi partner pubblici e privati. Il servizio di trasporto per le scuole è infatti offerto gratuitamente da Amaco, Consorzio Autolinee, IAS Scura, Saj, La Valle, Preite e Romano Autolinee. A fine partita, le squadre saranno rifocillate dagli chef del “Maccaroni Chef Academy” con prodotti offerti dalle aziende Calabria Food, Panificio di Cuti, Salumificio San Vincenzo, Caseificio Carbone, iGreco.
«Durante l’organizzazione della partita – dichiara Cinzia Falcone – siamo state contattate da due donne che vivono situazioni allarmanti e che ci hanno chiesto aiuto. Quindi si sta aprendo un varco. Creare una rete sempre più ampia è fondamentale per affermare il messaggio che nessuna donna è sola ma che si può uscire dall’incubo della violenza fisica e psicologica cominciando a uscire dalla solitudine. Confidiamo in una bella e sentita partecipazione».

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    Sabato al San Vito-Marulla di Cosenza sfida tra la nazionale dei sindaci e quella dei magistrati. Sarà presente l'ex campione del mondo Claudio Gentile. L'incasso sarà devoluto alle associazione che aiutano le donne vittime di violenze

Giovedì, 06 Aprile 2017 21:58

L'Unical tra i migliori 100 atenei del mondo

RENDE L'Università della Calabria è nella top 100 "giovani università" migliori del mondo; terza tra quelle italiane e 51esima nella classifica generale. Lo sancisce la classifica 2017 del Times Higher Education, nella sezione dedicata alle università che hanno meno di 50 anni. Il rettore dell'Unical, Gino Mirocle Crisci, ha accolto la notizia con grande soddisfazione: «La nostra università si piazza subito dopo la Scuola superiore Sant'Anna e l'Università di Bolzano, pertanto è addirittura la prima università tra quelle generaliste, con un notevole balzo in avanti rispetto allo scorso anno quando risultava fuori dalla classifica delle 200. Un traguardo doppiamente soddisfacente, visto che anche nella graduatoria generale, il nostro Ateneo conquista il 51mo posto, davanti a università prestigiose come la Bicocca di Milano, L'Università degli Studi Roma Tre, la University of Texas di San Antonio o la Paris-Sorbonne University Paris 4».
«Gli atenei - ricorda il rettore - per poter essere presi in considerazione dagli analisti del "Times Higher Education", dovevano rispondere a severi requisiti di ingresso. La presenza della nostra università è frutto anche della capacità di produrre ricerca di elevato impatto a livello internazionale; erano richieste, infatti, mille pubblicazioni distribuite nell'arco temporale di cinque anni, su riviste scientifiche rilevanti. Premiato anche il nostro sforzo per attrarre studenti internazionali, che sempre più numerosi scelgono di studiare ad Arcavacata di Rende. Il ranking usato è basato sugli stessi indicatori della classifica generale (qui l'Unical è stabile al 351 posto) come qualità della didattica e della ricerca, pubblicazioni e citazioni sulle piu' prestigiose riviste internazionali, internazionalizzazione, trasferimento tecnologico e rapporti con le industrie. Questo risultato, - conclude Crisci - ovviamente, ci rende orgogliosi del lavoro svolto nel nostro ateneo e sempre più motivati a fare meglio, nonostante le tante difficoltà, soprattutto di carattere economico, nelle quali ci dibattiamo da tempo».

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    La soddisfazione del rettore Crisci: «La presenza della nostra università in questa classifica è frutto della capacità di produrre ricerca di elevato impatto a livello internazionale»

Giovedì, 06 Aprile 2017 21:47

Se i giovani preferiscono la Sila a Londra

Il coraggio di Lorenzo!
Lorenzo è un ragazzo di 26 anni, una laurea in Scienze turistiche, ha lavorato per alcuni anni a Londra, fino a novembre scorso. Aveva un grande sogno: ritornare in Calabria, esattamente in Sila, per occuparsi dell'azienda agricola del nonno, e poi del papà, da troppo tempo sottoutilizzata.
Lorenzo ha deciso di tornare per vivere fra le alte montagne della Sila Grande, per rilanciare l'azienda, per farla fruttare, per costruire una vera impresa agricola. 
Ha già iniziato con le patate. Ma pensa anche alle fragole e ai frutti di boschi, molto ricercati perché fuori stagione. 
C'è tanto terreno agricolo da lavorare e produrre molto. Lorenzo deve decidere cosa fare, come fare, con quali risorse.
Con amore ha iniziato subito a lavorare come contadino e bracciante, anche da solo. C'è tanto da fare, l'azienda è grande, occorre muoversi subito. E lui già lo fa dalla sera alla mattina, con una determinazione piuttosto rara, assistito dal papà non più giovanissimo. 
 gli abbiamo fatto visita (su suo invito), per capire come aiutarlo a realizzare il suo sogno. Ci ha accolto con la cucina "povera" dei contadini silani. Povera ma... ricca, buona, genuina. I "cannarozzielli" con patate e pancetta, poi broccoli e salsiccia, un po' di formaggio silano. Cose che non trovi con facilità.
Siamo stati bene, con semplicità e naturalezza, con un "Sciannichiallu" di vino rosso locale, davanti a un bel caminetto acceso. Il vecchio casale è grande e accogliente, ma ci va messa mano al più presto. 
Lorenzo è un ragazzo deciso e determinato, sveglio e attento. Ha lasciato Londra per vivere in Sila, a 1300 metri sul livello del mare, non lontano da Camigliatello. Non è da tutti. 
È coraggioso. Innamorato della sua terra. Così giovane che ti viene voglia di dirgli: ma chi te lo fa fare? E invece ha fatto bene.
Vai Lorenzo, ce la farai. Sarà dura, ma alla fine realizzerai il tuo sogno.

*Ex parlamentare Pd

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    di Franco Laratta*

CATANZARO Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha scritto al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ed ai ministri Graziano Delrio e Claudio De Vincenti per chiedere - informa una nota dell'ufficio stampa della giunta regionale - un incontro urgente sulle tematiche legate allo sviluppo del Porto di Gioia Tauro.
«La situazione in atto nel porto di Gioia Tauro, dove le organizzazioni sindacali hanno proclamato uno sciopero di 10 giorni contro le decisioni assunte da Medcenter di mettere in mobilità 400 dipendenti - scrive Oliverio - mi induce a chiedere un incontro urgente sulle più complessive tematiche di sviluppo del porto. I temi dello sviluppo del porto, già nell'Accordo di Programma sottoscritto a luglio da governo, Regione Calabria, Autorità portuale e parti sociali, richiedono un'accelerazione nella realizzazione. In relazione alle modalità dell'iniziativa assunta dai sindacati ho gia' assunto una netta posizione per le negative ricadute sulla credibilita' e la prospettiva dello scalo, dove peraltro è in atto crescente attenzione da parte degli operatori economici».
«Ritengo pertanto necessaria in tempi brevi - conclude il governatore della Calabria - una valutazione comune per dare seguito a tutte le iniziative già programmate per lo sviluppo del porto e dell'area industriale di Gioia Tauro».

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    Il governatore in una lettera: «I temi dello sviluppo del porto richiedono un'accelerazione nella realizzazione»

REGGIO CALABRIA Personale del Comando della Polizia provinciale di Reggio Calabria ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del complesso residenziale denominato "Residence Apan Condominio Ambrosia" composto da 21 villette unifamiliari a schiera. Il complesso sequestrato è ubicato in località Ciccarello-Viale La Boccetta di Reggio Calabria. Il provvedimento è stato emesso su richiesta della Procura della Repubblica a conclusione di una articolata attività di indagine che ha portato all'accertamento, secondo quanto riferisce la Procura in un comunicato a firma del procuratore aggiunto, Gerardo Dominijanni, «di gravi violazioni della disciplina urbanistica in quanto la realizzazione del complesso residenziale sottoposto a sequestro configura il reato di lottizzazione abusiva».
«Il Comune di Reggio Calabria, conformemente alla destinazione urbanistica della zona (attività culturali, sportive, ricreative, attività di spettacolo, attività turistico ricettive quali alberghi, pensioni, residence) - prosegue la nota della Procura - nel 2008 aveva autorizzato la realizzazione di un complesso destinato a piccoli alloggi per residenze temporanee. Invece è stato realizzato un complesso residenziale poi suddiviso in varie unità abitative più ampie poi vendute a vari acquirenti privati. A 17 persone, si contestano, a vario titolo, reati di natura urbanistica ed edilizia».

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    Sigilli della polizia provinciale al "Residence Apan Condominio Ambrosia" composto da 21 villette unifamiliari a schiera

Giovedì, 06 Aprile 2017 20:58

La Regione finanzia master per laureati

CATANZARO Innovazione a Alta Formazione sono stati i temi al centro dell’incontro che il governatore Mario Oliverio ha tenuto, nel pomeriggio di giovedì, al decimo piano della Cittadella regionale. Affiancato dal dg del dipartimento Programmazione, Paolo Praticò, da Antonio Mazzei, di Fincalabra e da Maria Antonella Cauteruccio, dirigente del settore Alta Formazione e Università, Oliverio ha colto l’occasione per snocciolare anche alcuni dati sull’impegno di fonti provenienti dai fondi Por 2014-20: «Abbiamo impegnato il 40% delle risorse dei fondi Por della nuova programmazione, pari a circa 958 milioni di euro sul totale di 2,3 miliardi. Abbiamo intenzione di continuare con questo ritmo per arrivare a impegnare l’intera somma il più rapidamente possibile. È necessario infatti avviare dal 2018 la delicata e fondamentale fase del controllo, la fase che servirà a farci capire se ci sono dei correttivi da apportare e se il sistema sta producendo quegli effetti che abbiamo immaginato potesse produrre quando abbiamo costruito la programmazione».
Per Oliverio, il tema del monitoraggio è un nodo centrale di tutta l’azione di governo: «Non basta spendere i fondi, anzi non è neanche utile che si spendano tanto per spenderli. Noi abbiamo l’esigenza di creare opportunità concrete che si traducano in sviluppo del territorio, delle aziende, del tessuto economico e quindi sviluppo sociale».
Proprio sul tema del monitoraggio, Oliverio prima e Praticò hanno chiarito anche i processi e gli strumenti a disposizione della Regione: «Innanzitutto - ha detto il governatore - ho parlato con le prefetture e con il ministero dell'Interno affinché si costruisca un protocollo di legalità, che è precondizione fondamentale all’utilizzo dei fondi. Poi stiamo lavorando affinché la macchina amministrativa sia dotata di un ufficio statistico grazie al quale avere dati e informazioni sull’andamento degli investimenti effettuati».
Lo stesso Praticò ha aggiunto: «Già , sul sito Calabriaeuropa.regione.calabria.it, è possibile sfruttare la piattaforma LogiCal per conoscere quali e quanti effetti la programmazione sta portando. Si tratta di una fonte di informazione utile a noi e ai cittadini per capire se stiamo svolgendo il nostro lavoro secondo quei criteri che ci eravamo dati all’inizio».
Procedure e big data a parte, per unto riguarda l’Alta Formazione, il governatore ha annunciato che sono in stato di preinformazione i bandi relativi al sostegno ai laureati residenti in Calabria che abbiano intenzione di seguire un Master di I o II livello. La dotazione finanziaria è pari a 2,4 milioni di euro, ripartiti tra le tre università calabresi; i candidati saranno selezionati in base al reddito e altri criteri di valutazione personali e di merito. Le domande possono essere inoltrate a partire dal 12 aprile e fino al 12 maggio prossimi, tramite procedura telematica, nell’apposita piattaforma attiva sul portale http://calabriaeuropa.regione.calabria.it/website/bandi/.
L’incontro odierno si è poi incentrato anche sull’innovazione e le start-up calabresi che verranno: «Abbiamo deciso di adottare il modello organizzativo che avevamo utilizzato anche nella precedente programmazione - ha detto Mazzei -. Quel modello, che ha portato sul mercato circa 40 tra start-up e spin-off universitarie, era basato su un preincubatore capace di assistere e accompagnare le aziende nella loro fase iniziale, analizzando punti di forza e debolezza e cercando quindi di sostenere lo sviluppo iniziale non solamente dal punto di vista economico».

Alessandro Tarantino
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    La dotazione finanziaria è pari a 2,4 milioni di euro, ripartiti tra le tre università calabresi. I candidati saranno selezionati in base al reddito e altri criteri di valutazione personali e di merito

Giovedì, 06 Aprile 2017 20:51

Dopo il suicidio di Maria Rita serve unità

Il suicidio della compianta dottoressa Maria Rita Lo Giudice ha innescato una pluralità di interpretazioni sul tragico evento per cercare di comprendere la realtà di questa splendida città metropolitana e delle sue ataviche difficoltà e, soprattutto, di prefigurare da un lato un futuro di definitivo e completo affrancamento dalla ‘ndrangheta e dall’altro, “medio tempore”, di affinare strategie capaci di contrastarla. Su questo secondo aspetto, intendo soffermarmi. Innanzitutto non soltanto l’umana solidarietà alla giovane, ma anche la mia cristiana vicinanza ad una vicenda che nell’immediatezza, in attesa delle conclusioni delle indagini, merita rispetto per una vita tolta alla famiglia e alla Comunità che l’ha amata e considerata. Oggi, la stragrande maggioranza di questa Comunità interpella la propria coscienza su ciò che è tristemente accaduto e su ciò che eventualmente si sarebbe dovuto e potuto fare e non si è fatto. E ognuno, sebbene animato da lodevole passione civica, cerca di indicare un percorso che spesso non coincide con le altre visioni prospettate.
Quasi tutti dimenticano, però, gli straordinari risultati conseguiti dallo Stato, dalla squadra Stato, che accompagnano  le costruttive fatiche di un vivere quotidiano capace davvero di essere un’autentica sfida per superare paure e rassegnazione e rappresentare una ulteriore leva di contrasto alla ‘ndrangheta. È questo un imprescindibile punto di partenza sul quale non devono  assolutamente registrarsi divisioni interpretative poiché non sono né ammissibili, né comprensibili.
È indubbio che lo Stato ha creato e crea l’humus affinché i tanti uomini e le tante donne di buona volontà possano esercitare i propri diritti, sia come singoli che nell’alveo della collettività in cui vivono,  diventando patrimonio di tutti e, in particolare, dei cittadini che vivono in condizioni di disagio, di precarietà, di debolezza strutturale dei servizi e delle molteplici povertà emergenti. Anzi, la mirata azione preventiva e l’ efficace attività repressiva di annientamento del malaffare e di neutralizzazione dell’illegalità consolida lo spirito di coloro che si rispecchiano nelle antiche e nobili tradizioni culturali di questa terra dalla quale non intendono allontanarsi. Una prova impegnativa che interpella la coscienza di tutti.
Ma non basta! E’ necessario che la coscienza di ognuno diventi coscienza collettiva al servizio di una speranza che già è presente nelle scuole, nelle università, nelle parrocchie, nelle associazioni di volontariato, nella società civile e nei corpi sociali. C’è bisogno di un sentire comune per vivere una rinnovata stagione con l’obiettivo profetico di provocare, sfidare, affiancare ed affermare i valori della legalità. C’è bisogno di sostenere i giovani, soprattutto coloro che non sempre, sin dall’infanzia, respirano i valori e l’etica del rispetto della persona e della dignità altrui. Si tratta di un cammino duro e impervio che esige forza d’animo e convinzione per fornire adeguate risposte alle tante difficoltà dei territori.  Non dobbiamo chiederci se riusciremo nell’intento, di cui auspichiamo la rapida realizzazione, ma dobbiamo  piuttosto operare con determinazione per essere cittadini responsabili e solidali. Sant’Agostino diceva: «In necessitas unitas, in dubiis libertas, in omnibus charitas» – «Unità nelle cose fondamentali, libertà dove c’è dubbio, carità in tutto».  
E’ l’ora dell’unità e della concordia per sconfiggere il nostro comune nemico che ha un nome che noi conosciamo: 'ndrangheta.

*Prefetto Reggio Calabria

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    di Michele Di Bari*

ROMA La conferenza dei presidenti delle Regioni ha condiviso l'indirizzo formulato dalla Commissione Affari Istituzionali, presieduta dal vicepresidente della giunta calabrese Antonio Viscomi, ed ha espresso parere positivo per l'intesa con il governo sulla riforma del testo unico del pubblico impiego. L'intesa è il risultato di un lungo e difficile lavoro di negoziazione con i ministeri interessati che si è svolto, con maggiore intensità, nelle ultime due settimane. «L'obiettivo principale della commissione presieduta da Viscomi - si legge in una nota della Regione Calabria - è stato di salvaguardare le prerogative delle regioni e di promuovere una maggiore chiarezza regolato e quindi gestionale. In particolare il governo ha accettato di subordinare la definizione dei criteri per la definizione dei piani di fabbisogno del personale alla preventiva intesa vincolante ed obbligatoria con le Regioni e di eliminare la nullità delle assunzioni effettuate senza rispettare gli obblighi di preventiva comunicazione dei piani per il fabbisogno».
«Per quanti riguarda le norme per il superamento del precariato - prosegue la nota - ha ottenuto un alleggerimento dei vincoli previsti dal governo, consentendosi ora che le procedure concorsuali possono essere state svolte anche presso amministrazione diversa  da quella che procede alla stabilizzazione ed ampliandosi ulteriormente le maglie per il personale tecnico-professionale ed infermieristico del servizio sanitario. Sono state accolte poi le richieste di intervenire sulla composizione e la gestione dei fondi contrattuali. In sede di Conferenza dei Presidenti ha chiesto ed ottenuto il mandato di elaborare, congiuntamente alla Commissione Finanze, una posizione comune delle regioni volta a chiedere al governo la corretta applicazione della sentenza 205 del 2016 della Corte Costituzionale secondo cui le risorse già assegnate alle province per le funzioni a queste tolte dalla legge del Rio devono essere assegnate ai soggetti chiamati a svolgere quelle stesse funzioni, cioè le Regioni».
«Nella stessa seduta la Conferenza, sempre su proposta della commissione Affari Istituzionali - conclude la nota -, ha espresso l'intesa per la modifica delle norme relative su sistemi di valutazione ed alla dirigenza sanitaria, avendo il governo in entrambi i casi accettato tutte le richieste avanzate in sede di negoziato, volte a tutelare l'autonomia e le prerogative delle regioni sia pure nel quadro unitario delle regole definite in sede centrale».
«Sono state due settimane di intenso lavoro - ha dichiarato il vicepresidente Viscomi - ma ciò che più rileva, al di là ed oltre dei risultati ottenuti, è che la Regione Calabria ha svolto una parte attiva in tutto il processo negoziale, segno di una rinnovata credibilità con gli organi centrali di governo e con le altre regioni».

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    La conferenza dei governatori ha condiviso le proposte formulate dal vicepresidente della giunta Antonio Viscomi: «Questa Regione sta guadagnando credibilità»

CATANZARO Confermate anche in appello le sei condanne comminate in primo grado, con rito abbreviato, nel processo “Insomnia”  che prese piede dall'omonima operazione messa a segno il 25 novembre del 2014 dai carabinieri del reparto operativo di Vibo Valentia, coordinata dalla Dda di Catanzaro, su un grave caso di usura che stava distruggendo la vita di un imprenditore, Giuseppe Baroni, commerciante di abbigliamento e oggetti preziosi.
Le condanne riguardano Gaetano Antonio Cannatà, condannato a sei anni di reclusione; Francesco Cannatà, quattro anni di reclusione; Damiano Pardea, tre anni e quattro mesi; Alessandro Marando, tre anni di reclusione; Salvatore Furlano, cinque anni e Giovanni Frazé, quattro anni di reclusione. Così come in primo grado aveva disposto il gup Giuseppe Perri, la corte d’appello, presieduta da Giancarlo Bianchi ha disposto il risarcimento delle parti civili che liquida in 2.500 euro per la parte offesa, rappresentata dall’avvocato Michele Gigliottti, e 1.500 euro per la fondazione antiusura “Interesse uomo” guidata da don Marcello Cozzi e seguita dal legale Josè Toscano.
 
LA VICENDA DI GIUSEPPE BARONI La vita di Giuseppe Baroni era stata distrutta dall'usura, il suo lavoro annientato dalle continue richieste di denaro. I prestiti che chiedevano avevano tassi altissimi e accordi capestro che prevedevano, nel caso di mancata restituzione della somma entro i termini stabiliti, ulteriori interessi del 10% mensili. Ogni richiesta veniva fatta sfruttando il cosiddeto "metodo mafioso", facendo riferimento, come tecnica di intimidazione alla provenienza dei capitali erogati da soggetti legati alla criminalità organizzata. Le minacce fatte a Baroni avevano un sapore che non lascia scampo. A giugno del 2014, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Cannatà e Pardea si erano recati a casa dell'imprenditore e Cannatà lo aveva apostrofato con una frase minatoria: «Per colpa tua sto facendo brutta figura con tutte le persone, vedi di onorare gli impegni presi altrimenti qui diventa come il giorno dei morti».
Dopo anni senza prendere pace, dal 2010 al 2014, Giuseppe Baroni ha deciso di denunciare il proprio calvario, con il sostegno della Fondazione, e di raccontare ogni cosa agli inquirenti che, effettuati i dovuti riscontri, hanno trascinato a processo gli imputati.
 
Alessia Truzzolillo
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    Sei condanne nel processo avviato dopo la denuncia del commerciante vibonese Giuseppe Baroni. L'operazione "Insomnia" scattò nel novembre 2014

COSENZA Le strutture sanitarie private in Calabria «sono competitive sia sul piano della risposta al fabbisogno che della qualità delle prestazioni». È la fotografia che emerge dal Rapporto ospedali e salute 2016 realizzato dall’Aiop (l’Associazione italiana ospedalità privata). Per il presidente dell’Aiop calabrese, Enzo Paolini, dallo studio è evidente anche come «le strutture pubbliche resistono nonostante la politica faccia la sua parte distruttiva». «Il punto è - afferma Paolini - quello di interpretare questi inconfutabili e oggettivi dati e tradurli in una politica seria e responsabile e in una conseguentemente efficace gestione amministrativa. Ambedue compiti largamente fallimentari, anzi del tutto disattesi in Calabria. A nessuno importa niente di ciò che avviene nei nostri ospedali  e di leggere i dati contenuti in questo rapporto».
«Da una parte l’Ufficio del commissario - aggiunge il presidente Aiop - che si è appropriato di poteri non suoi, governa il sistema (pensa di farlo o fa finta di farlo) solo mediante tagli alle risorse e ai servizi riducendo al lumicino le tutele sanitarie e provocando l’assalto ai pochi pronto soccorso con mortificazione di professionalità eccellenti mentre gli sprechi rimangono intatti. Dall’altra parte i consiglieri e il governo regionale sono indifferenti e ammansiti - quasi tutti - con qualche elargizione clientelare per i peones (due infermieri qua e là) e con le nomine primariali per i cosiddetti big (forse sarebbe meglio dire boss). Così va il mondo in Calabria. E la sanità, con il suo indotto e la sua potenza è tutto ciò che muove soldi e consenso estorto».  Il Rapporto ha rilevato gli effetti di un processo di accumulo di provvedimenti finanziari e gestionali che hanno finito, in questi ultimi anni, con lo scaricare sulla domanda le difficoltà di ristrutturazione e di riorganizzazione della sanità pubblica attraverso maggiori oneri e limitazioni di accesso per gli utenti che hanno reagito con la ricerca di soluzioni alternative nel privato come pure nelle strutture ospedaliere al di fuori della Regione di residenza oppure con la scelta di rimandare o rinunciare alle cure.  Tra le Regioni che, oltre all’introduzione dei rispettivi Pac, hanno optato per l’istituzione della Gestione sanitaria accentrata ci sono anche l’Emilia Romagna, la Calabria e la Puglia. Dallo studio è emerso che le prestazioni di media complessità riportano un’incidenza decisamente maggiore per gli ospedali pubblici rispetto a quelli privati accreditati: solo in tre casi e cioè il Molise, la Puglia e la Calabria presentano un’incidenza maggiore per gli ospedali privati accreditati rispetto a quelli pubblici.

mi.mo.

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    È la fotografia che emerge dal Rapporto ospedali e salute 2016 realizzato dall’Aiop. Il presidente Paolini: «Da noi l'Ufficio del commissario si è appropriato di poteri non suoi. E la Regione rimane indifferente»

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