Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 08 Aprile 2017

CATANZARO Il presidente della Regione, Mario Oliverio, ha siglato l'accordo per la Piattaforma multiregionale di Garanzia per l'accesso al credito in agricoltura. Nel palazzo della Gran Guardia di Verona - informa una nota dell'Ufficio stampa della Giunta - alla presenza, fra gli altri, del Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina e del commissario europeo per l'Agricoltura e lo Sviluppo rurale Phil Hogan, il presidente Oliverio ha garantito al comparto agroalimentare calabrese un nuovo ed importantissimo strumento di accesso al credito che sosterrà gli imprenditori negli investimenti finalizzati alla competitività ed all'innovazione, non solo relativamente alla fase produttiva, ma anche a quella della trasformazione e della commercializzazione. La Calabria è una delle prime otto Regioni italiane che ha aderito a questo importante Fondo di Garanzia, capitalizzandolo con 10 milioni di euro a valere sul Psr Calabria 2014/2020. Il Fondo è cofinanziato, inoltre, con ulteriori 30 milioni di euro dalla Bei la Banca Europea per gli Investimenti, dal Fei, il Fondo europeo per gli investimenti, dalla Cassa Depositi e Prestiti e da Ismea. «Per la Calabria - ha affermato il presidente Oliverio - l'adesione a questa Piattaforma di accesso al credito, insieme ad istituzioni regionali e nazionali, rappresenta un grande risultato. È finalizzata infatti al superamento delle difficoltà delle aziende agroalimentari e degli aspiranti giovani imprenditori ad ottenere finanziamenti dalle banche ed è tesa quindi anche ad utilizzare nel migliore dei modi le risorse comunitarie stanziate dal Programma di sviluppo rurale. Sono contento di essere nel gruppo di testa delle Regioni che hanno deciso di dare il via a questa iniziativa volta allo sviluppo del comparto agroalimentare ed alla crescita reale delle imprese».
Il ministro Martina, riferisce ancora la nota dell'ufficio stampa della Giunta regionale, ha espresso soddisfazione per la presenza di Oliverio, unico presidente di Regione firmatario dell'iniziativa, sottolineando l'importanza del potenziale agricolo della Calabria. Prima della firma dell'accordo quadro, il presidente Oliverio ha preso parte alla conferenza sul tema "Sessant'anni di Europa, sessant'anni di Politica agricola comune. L'agricoltura europea, dalle radici al futuro", durante la quale si è discusso delle nuove sfide di cambiamento del contesto agricolo europeo e della necessità di rilanciare e modernizzare gli strumenti della stesa Pac, puntando alla competitività ed alla semplificazione, alla tutela del reddito degli agricoltori ed all'incremento della produttività. Ma al tempo stesso, si è detto, si deve puntare al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni, ad una sempre maggiore qualità ed eticità delle produzioni agroalimentari e alla tutela dell'ambiente.

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    Il presidente della Regione ha incontrato nel palazzo della Gran Guardia di Verona il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina e il commissario europeo per l'Agricoltura e lo Sviluppo rurale Phil Hogan

REGGIO CALABRIA Anche Reggio Calabria ha partecipato alla campagna illuminiamo il futuro di contrasto alle povertà educative promossa da Save The Children e lo ha fatto scegliendo una scuola di periferia, la Radice-Alighieri, una zona di frontiera, dove si concentrano povertà, mancanze di servizi, opportunità che producono dispersione scolastica, insufficienti competenze educative. E sono stati proprio i bambini, sono stati 250 quelli che hanno partecipato, che per una volta sono saliti in cattedra per gridare agli adulti ed alle istituzioni presenti il loro disagio a vivere in un quartiere sommerso dalla spazzatura, da strade piene di buche che impedisce loro anche di andare in bicicletta, di mancanza di spazi e di verde dove potere giocare con gli amici. Con una palestra mai aperta e ora ridotta ad uno scheletro, con servizi di trasporto insufficienti, senza segnaletica ed illuminazione. Da minori che invece di venire a scuola stanno in casa per aiutare la famiglia o forse ancora peggio per dedicarsi ad altro, con il rischio di crescere (hanno usato un eufemismo) da monelli.
Ma anche da adulti litigiosi, i monelli grandi, che si dedicano anche a furti e illegalità e che nei loro sogni vorrebbero invece vedere felici, che s'incontrino tra loro per fare cose belle. Lo hanno fatto con disegni, scritti e con un video curato da Iamu, dove nonostante tutto emerge anche il positivo che loro vedono nel posto dove abitano, Tutti hanno definito Arghillà un balcone sullo stretto, un posto bellissimo, dove vale la pena vivere,ma deturpato dai suoi abitanti e da chi dovrebbe curarlo. Chiedono un campo di calcio dove giocare, locali dove incontrarsi per fare musica, teatro, leggere un libro. Un lavoro per i loro genitori, un aiuto per chi sta male o ha un handicap. Vivere in questo luogo non impedisce loro di coltivare i loro sogni : diventare medico, insegnante, calciatore, veterinario, stilista, attrice. Sogni che chiedono agli adulti di aiutarli a realizzare. Un messaggio di speranza e di fiducia verso gli adulti che ancora è vivo in loro al quale hanno risposto i rappresentanti delle istituzioni e della comunità presenti usando un linguaggio a loro misura e dialogando con loro su quanto avevano evidenziato. L'incontro è stato introdotto da Mario Nasone di Libera e dalla dirigente scolastica Simona Sapone. Eentrambi hanno ringraziato gli insegnanti per il lavoro svolto in condizioni ambientali difficili e le associazioni come Nuova Solidarietà, Agape, Il tralcio, Cereso, Csi, Arteinsieme, Iamu, che hanno collaborato per accendere i riflettori su questa realtà da sempre emarginata dando voce ai bambini. Hanno ricordato che dal prossimo anno la scuola ritornerà nella sua sede naturale di Catona e quindi dell'importanza di mantenere aperta la struttura del centro civico che finora ha rappresentato l'unico presidio pubblico in questo territorio oltre al carcere. Don Ennio Stamile riprendendo la loro espressione, ha invitato i bambini ad ascoltare gli adulti buoni e non i "monelli", a crescere con senso critico non rinunciando mai a dire le cose che non vanno. L'assessore regionale Federica Roccisano si è congratulata con i ragazzi per la grande testimonianza che hanno dato rappresentando con grande efficacia agli adulti ed anche ai politici la situazione di disagio che stanno vivendo ma anche la positività di chi crede che le cose possono cambiare.
L'assessore è rimasta colpita dal grave degrado in cui si trova il quartiere di Arghilla', un contesto che trovato peggiore di centri come Platì e San Luca e che ha bisogno di maggiore attenzione dalla politica. Anche per l'assessore alle politiche sociali del Comune, l'incontro con i bambini è stato un pugno nello stomaco , una richiesta alle istituzioni di una vicinanza che finora non c'è stata e che va invece raccolta. Si è impegnata a farsene portavoce con sindaco e giunta e a programmare per i prossimi mesi interventi concreti per una maggiore presenza dei servizi sociali sul territorio. Carla Sorgiovanni per Save The Children ha ricordato l'impegno della sua organizzazione a tenere accesi i riflettori sui diritti dei bambini testimoniata dalla presenza in Calabria , attraverso i punti luce ad alta densità educativa in zone con alta povertà educativa Ha concluso l'incontro il parroco don Nino Iannò che ha chiesto ai bambini di non vergognarsi di appartenere al quartiere di Arghillà, di esserne fieri e di impegnarsi anche loro per renderlo più bello e vivibile. Tutti si sono impegnati a dare continuità all'iniziativa per realizzare un modello di comunità educante in grado di garantire ai bambini ed ai ragazzi opportunità e percorsi educativi che li possano aiutare a coltivare i loro sogni.

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    Anche Reggio Calabria ha partecipato alla campagna "Illuminiamo il futuro" per il contrasto alle povertà educative promossa da Save The Children e lo ha fatto scegliendo una scuola di periferia, la Radice-Alighieri

CATANZARO Il senatore di Ncd Giovanni Bilardi ha reso noto di avere trasmesso un'interrogazione urgente al ministro della Salute Beatrice Lorenzin per chiedere «quali iniziative intenda intraprendere per consentire la pubblicazione del decreto 50 del commissario per il Piano di rientro, incredibilmente bloccato dal Dipartimento tutela della salute della Regione Calabria e per la cui mancata pubblicazione indaga la Procura della Repubblica di Catanzaro».
«Il subcommissario  Urbani - scrive Bilardi - non ha inteso firmare il decreto ma la sua firma non è indispensabile, avendo il commissario pieni poteri».
«C'è il sospetto che la Regione - scrive  Bilardi - voglia evitare le assunzioni di seicento persone, confidando che dopo le primarie Pd Mario Oliverio venga nominato commissario straordinario per la sanità. Siamo  al paradosso assurdo che tiene sotto ostaggio una intera regione con mezzi inconciliabili con il diritto alla salute - aggiunge Bilardi - da parte di una  Regione che è ormai minoranza consistente tra i calabresi».
«Chiedo che venga  subito censurata la linea regionale che trova sponde nel subcommissario  e che non si faccia campagna  elettorale anticipata sulla pelle dei calabresi - conclude Bilardi rivolgendosi a  Lorenzin - considerando che il diritto alla salute dei calabresi è prioritario».

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    Il senatore di Ncd ha inviato un'interrogazione urgente al ministro Lorenzin per chiedere «quali iniziative intenda intraprendere per consentire la pubblicazione del decreto 50»

REGGIO EMILIA «Il potere politico italiano è troppo timido nell'affrontare in concreto e in modo radicale i problemi della giustizia, tanto che a volte faccio davvero fatica a cogliere la buona fede in chi non si rende conto che, con un semplice decreto legge, in un mese si potrebbero ridurre i costi e, almeno del 60%, anche i tempi dei processi...». Lo ha detto - secondo quanto riferisce un comunicato della Provincia di Reggio Emilia - il procuratore capo del Tribunale di Catanzaro Nicola Gratteri, intervenendo alla giornata conclusiva della settima edizione del Festival "Noicontrolemafie" che si è tenuto nella città emiliana.
Gratteri ha cominciato il suo intervento con un elogio alla nostra magistratura «ma soprattutto alla nostra polizia giudiziaria, agli uomini e alle donne che stanno sul campo ad indagare, che è davvero molto evoluta, apprezzata in tutto il mondo e in grado di discutere alla pari con gli agenti dell'Fbi o di Scotland Yard». «Dal punto di vista tecnologico siamo magari un passo indietro», ha aggiunto Gratteri invidiando ad esempio alla Bka tedesca «uno strumento che consente di risalire dalla forfora al Dna, ma in tecnica di indagine non siamo secondi a nessuno».
«Anche la legislazione antimafia è la più evoluta al mondo, forse anche perché di mafie ne abbiamo almeno quattro, ma dal potere politico e da legislatore ci aspettiamo sempre più coraggio e slancio», ha aggiunto Gratteri sollecitando nuovamente «una maggiore informatizzazione del processo penale e modifiche normative che eliminino i tempi morti dei processi». Anche il consigliere della Corte d'Appello di Palermo Mario Conte ha sottolineato che «il legislatore deve capire che, a costo zero, non può esserci alcuna riforma epocale e lo Stato deve rendersi conto che non potrà mai progredire se non si investe sulle tre "esse": sanità, scuola e sicurezza». Anche l'attuale riforma non convince Conte, «perché il vero problema è che nei Palazzi di giustizia non sappiamo più dove mettere le carte e manca ovunque il personale amministrativo».

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    Il procuratore capo di Catanzaro è intervenuto al Festival "Noicontrolemafie" a Reggio Emilia: «La nostra polizia giudiziaria è in grado di discutere alla pari con gli agenti dell'Fbi o di Scotland Yard»

Sabato, 08 Aprile 2017 17:22

Allo Stadio Marulla vince la solidarietà

COSENZA Sabato mattina allo stadio "San Vito-Gigi Marulla" di Cosenza hanno vinto la solidarietà e la partecipazione con la manifestazione promossa da Animed (presieduta da Cinzia Falcone) e supportata da numerose associazioni del territorio, ovvero "Il sangue rosa, un'altra vita è possibile". Sotto un sole cocente come fosse estate, la "Partita del cuore", il cui incasso sarà devoluto al Centro antiviolenza di Corigliano Calabro intitolato a Fabiana Luzzi (la studentessa del Cosentino uccisa bruciata viva dal fidanzato), ha avuto come veri protagonisti i ragazzi degli istituti scolastici arrivati da tutta la provincia di Cosenza che, come spettatori, hanno colorato gli spalti con il loro grande entusiasmo e una serie ininterrotta di cori, tifando a sorpresa per la squadra dei Sindaci, in divisa azzurra. A sfidarsi la Nazionale sindaci (Nis) e la Nazionale magistrati (Nim). Il primo calcio è stato dato dal prefetto Gianfranco Tomao. In campo anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. La gara, in due tempi da trenta minuti ciascuno, ha visto la vittoria dei primi cittadini d'Italia per tre reti a zero. I marcatori: Roberto Padrin sindaco di Longarone (provincia di Belluno, dove un tempo il Cosenza Calcio svolgeva i suoi ritiri), che ha segnato su rigore, e Attilio Romano sindaco di Casalbuono in provincia di Salerno che ha siglato una doppietta. Da Nord a Sud, tutti uniti per dire basta alla violenza sulle donne. Commovente il ringraziamento dei genitori e della sorella di Fabiana Luzzi, presenti sia venerdì alla tavola rotonda che si è svolta al Castello Svevo con rappresentanti istituzionali e delle forze dell'ordine, e sia alla partita di calcio. E c'erano anche i compagni di classe di Fabiana, con cui si sarebbe dovuta diplomare proprio quest'anno e che portano avanti una serie di attività in nome della cultura della non violenza e del ricordo della loro sfortunata amica. A conclusione della manifestazione, fuori dal rettangolo di gioco la vittoria è stata tutta dei bambini (presenti anche quelli della squadra di Sant'Aniello-via Panebianco) e degli studenti.
L'ex campione del mondo Claudio Gentile è stato costretto a dare forfait all'ultimo minuto a causa di un problema di salute di un suo familiare. 

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    A Cosenza la partita del cuore tra la Nazionale magistrati e la Nazionale sindaci, promossa da Animed. L'incasso è stato devoluto al Centro antiviolenza di Corigliano Calabro intitolato a Fabiana Luzzi, la studentessa del Cosentino uccisa bruciata viva dal fidanzato. Presenti anche i suoi familiari

Sabato, 08 Aprile 2017 17:14

Il trionfo del gusto calabrese

La Calabria che sorride, accogliente e ricca di profumi che si fanno gusto è quella che è stata offerta da Assapori ai visitatori della Fiera Internazionale del Turismo di Milano. Lo show cooking degli chef del Consorzio di qualità della ristorazione calabrese Assapori, infatti, ha rappresentato uno dei momenti maggiormente apprezzati e qualificanti tra le iniziative messe in campo dalla Regione Calabria per promuovere il territorio.
Gli chef Agostino Bilotta, Salvatore Murano, Natale Pallone e Nino Rossi hanno catalizzato l'attenzione dei presenti realizzando tre piatti carichi di richiami storici resi unici da una tradizione consolidata, perché capace di rinnovarsi mantenendo forte la propria identità: seppia scottata alla maniera di Pitagora; tartufo di alici su vellutata di cipolla di Tropea; tataki di agnello, caglio al bergamotto, jus di carapaci al barbecue ed erbe spontanee.
I racconti della presidente di Assapori Concetta Greco e del presidente della giunta regionale Mario Oliverio sono riusciti a trasmettere a buyer e visitatori la suggestione di una Calabria che aspetta di essere scoperta, pronta ad offrire il meglio di se dall'ingente patrimonio di luoghi e reperti storici alle bellezze naturalistiche, dalla varietà delle produzioni locali che sono a base della dieta mediterranea all'eccellenza della ristorazione che si esalta per varietà di profumi e sapori.

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    Alla Fiera Internazionale del Turismo di Milano lo show cooking degli chef del Consorzio di qualità della ristorazione calabrese Assapori

Francesco Napoli rieletto all'unanimità presidente di Confapi Calabria per il prossimo triennio. Si è tenuta l'assemblea regionale di Confapi Calabria, la confederazione della piccola e media industria privata, che ha confermato all'unanimità il presidente uscente Francesco Napoli.
«Sono soddisfatto e orgoglioso - ha detto Francesco Napoli - del lavoro compiuto insieme negli ultimi tre anni, ma allo stesso tempo consapevole che c'è molta  strada ancora da percorrere per arrivare ai nostri traguardi più ambiziosi. Traguardi che sono  a portata di mano solo se saremo molto uniti, se avremo in mente obiettivi chiari, se metteremo  in atto le giuste strategie, se marceremo tutti nel l'unica direzione del ben comune. La nostra Regione ha bisogno di un governo coerente con i tempi, che tenga conto delle trasformazioni in atto, che impone azioni non
galleggiamento, coesione e fare. L'uso del tempo deve essere proficuo, non può essere sprecato.
Continuerò a lavorare per rafforzare il nostro vero patrimonio: le nostre aziende, le idee, i valori, le istanze di cui tutti insieme siamo portatori di positività». 

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    Il presidente uscente è stato confermato all'unanimità a capo della confederazione della piccola e media industria privata

CATANZARO «Il destino dell'Italia e del Pd riparte dal Sud. Non è mai accaduto nella storia italiana che un Partito politico governasse contemporaneamente il Paese e tutte le Regioni del Meridione. Solo se cresce il Sud torna a correre il motore dello sviluppo in Italia». Lo sostiene il consigliere regionale del Partito democratico Carlo Guccione, oggi a Napoli per la Conferenza programmatica della Mozione Orlando. «Andrea - aggiunge - ha analizzato e compreso perfettamente la crisi di un partito che deve tornare ad essere punto di riferimento per una larga parte di società penalizzata e marginalizzata da politiche miopi. Il Pd deve riscoprire la sua dimensione sociale, leggere e interpretare le contraddizioni laceranti del nostro Paese e della Calabria, dare risposte e individuare soluzioni. L'imperativo è ripartire da quelle 21 parole d'ordine che sintetizzano il nuovo corso rappresentato dal ministro della Giustizia». «Andrea lo ha ricordato con forza - dice ancora Guccione - durante il suo intervento. E la parola in grado di sintetizzare il senso di questa bella pagina di confronto scritta oggi a Napoli è uguaglianza».

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    Il consigliere regionale del Partito democratico è intervenuto oggi a Napoli per la Conferenza programmatica della Mozione Orlando

CATANZARO A poco più di trenta giorni dalla chiusura dei termini per la presentazione di liste e candidature per la corsa a sindaco di Catanzaro, la situazione sui Tre Colli è tutt’altro che definita. Innanzitutto a tenere banco è la posizione di Alternativa Popolare (Ncd, ndr). Gli alfaniani, capitanati dal senatore Piero Aiello, dialogano fittamente  con i dem. Non c’è l’accordo, ma la riproposizione dello schema di governo nazionale anche a Catanzaro appare la soluzione più plausibile, soprattutto perché da Roma le pressioni su Aiello perché vada in questa direzione, sono forti.
Sebbene Ap, politicamente, non avrebbe intenzione di presentarsi da Ciconte "con il cappello in mano" dopo che per mesi aveva avuto la possibilità di decidere l’orientamento della coalizione e ora invece dovrebbe adeguarsi ad una scelta altrui peraltro non condivisa nel metodo, i primi giorni della prossima settimana saranno decisivi per definire il perimetro programmatico dell’accordo. Da Roma, sponda Pd e sponda Ap, è arrivato il via libera: quando verrà definito l’accordo, Ciconte potrà pensare a sciogliere le riserve con il suo partito e a presentare ufficialmente alla coalizione e alla città la sua candidatura. Ma solo dopo aver incontrato il Psi di Piero Amato, che dopo l’addio al progetto targato Tonino De Marco, ancora non ha deciso ufficialmente di appoggiare il progetto dell’ex vicepresidente della giunta regionale. Così come non ha preso una decisione neanche Idv, anche se il congresso nazionale di questi giorni potrebbe essere servito anche a dare un orientamento preciso.
Intanto, nel centrodestra, anche se non si incasserà l’appoggio di Ap, Mimmo Tallini non ne fa un dramma: nella situazione attuale, è molto probabile che se Abramo perdesse, la minoranza otterrebbe 11 consiglieri. Tra questi, molti sarebbero vicini all’ex assessore regionale, senza contare che tanti consiglieri uscenti dell’attuale maggioranza saranno candidati a supporto dello stesso Ciconte: chiunque di questi potrebbe, prima o poi, decidere di lasciare la maggioranza di centrosinistra per tornare nell’alveo del centrodestra, è quanto si dicono i sostenitori di Abramo.
In pratica, anche perdendo, il centrodestra non sarebbe del tutto sconfitto.Valutazione che nel centrosinistra in tanti hanno incominciato a fare ad alta voce, soprattutto dopo l’evidente riduzione delle possibilità di essere rieletti in una coalizione che sarà formata da 12 o 13 liste nella migliore delle ipotesi. I conti, per qualcuno, cominciano a non tornare e allora affiora qualche malumore tra chi ha paura di non essere rieletto e che il suo seggio venga occupato da qualche transfuga.

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    Si lavora per la definizione del perimetro programmatico dell’accordo. Ciconte attende di incassare il sì di Aiello e soci. Con il consigliere regionale del Pd potrebbero schierarsi diversi ex (?) fedelissimi di Tallini

Sabato, 08 Aprile 2017 14:24

Picchia genitori e convivente, arrestato

ROSARNO I carabinieri hanno arrestato a Rosarno un uomo di 35 anni, Gesuele Manno, con l'accusa di avere ripetutamente minacciato e picchiato i genitori e la convivente ventisettenne. L'arresto è stato fatto dai militari della Tenenza di Rosarno in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Palmi su richiesta della Procura. Le indagini che hanno portato all'arresto erano state avviate dopo la denuncia presentata dai genitori di Manno, che avevano rivelato le minacce e le percosse messe in atto dal figlio ai loro danni e della compagna convivente.
I carabinieri hanno accertato, tra l'altro, che le percosse ed i maltrattamenti venivano messi in atto in presenza della figlia minorenne di Manno e della compagna. Manno, inoltre, avrebbe messo in atto i suoi comportamenti sotto l'effetto di sostanze alcoliche. Il reato che gli viene contestato e' maltrattamenti in famiglia continuati ed aggravati.

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    A finire in manette è un 35enne di Rosarno. Le indagini erano partite dopo le denunce dei suoi genitori

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