Corriere della Calabria - Corriere della Calabria - Le Ultime Notizie http://www.corrieredellacalabria.it Fri, 17 Nov 2017 21:56:19 +0100 Joomla! - Open Source Content Management it-it «I fuoriusciti dal Pd sono solo 20. E hanno perso il congresso» http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63836-«i-fuoriusciti-dal-pd-sono-solo-20-e-hanno-perso-il-congresso» http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63836-«i-fuoriusciti-dal-pd-sono-solo-20-e-hanno-perso-il-congresso» «I fuoriusciti dal Pd sono solo 20. E hanno perso il congresso»

REGGIO CALABRIA  «Prendiamo atto con sincero dispiacere che circa venti iscritti al Partito democratico della provincia di Reggio Calabria abbiano firmato, assieme ad altri che o non hanno mai fatto parte del Pd o da molti anni non vi appartenevano più, il documento con cui annunciano l'adesione a Mdp». Così la Commissione provinciale per il tesseramento della Federazione metropolitana di Reggio Calabria risponde alla “lettera d’addio” con cui  un centinaio di esponenti democrat hanno annunciato la propria adesione a Mdp. «Senza alcuna polemica - prosegue il Pd - rivolgiamo agli amici e compagni che hanno deciso di sposare le posizioni di questa formazione politica un sincero "in bocca al lupo". La loro è scelta che rispettiamo ma che, ovviamente, non condividiamo». Per la commissione provinciale reggina «le posizioni e la linea nazionale del gruppo dirigente di Mdp sino anacronistiche e rivolte a un passato che non tornerà più. Una ennesima scissione non porta alcun contributo al ripensamento delle rivendicazioni della Sinistra in Italia; piuttosto, rompe la voce di chi si riconosce nei valori democratici e progressisti e, per un effetto perverso, rafforza chi propaga rotture sociali ed involuzioni nazionaliste. La politica non può nutrirsi di nostalgia, ma deve dimostrare la capacità di guardare all'orizzonte lungo del futuro e di sintonizzarsi sulla lunghezza d'onda di una società in continua evoluzione». E concludono «Nel merito della scelta dei venti democrat che hanno deciso di allontanarsi dal Pd siamo convinti che esista una sorta di "peccato originale" che vizia a monte l'intera operazione. Dopo una battaglia congressuale, nessuno deve sbattere la porta e andare via, ma occorre procedere tutti assieme, sostenendo con coerenza e forza la linea scelta dal partito. Sono le regole della democrazia che noi pratichiamo, non predichiamo».

 

]]>
acandito@hotmail.it (Alessia Candito) Politica Fri, 17 Nov 2017 21:27:00 +0100
Protocollo con iGreco, la retromarcia dell'Ao di Cosenza http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63835-protocollo-con-igreco,-la-retromarcia-dell-ao-di-cosenza http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63835-protocollo-con-igreco,-la-retromarcia-dell-ao-di-cosenza Protocollo con iGreco, la retromarcia dell'Ao di Cosenza

COSENZA Due versioni non proprio coincidenti per un unico fatto: da una parte il Movimento 5 stelle, in particolare la deputata Dalila Nesci; dall'altra gli imprenditori iGreco. Al centro della contesa il servizio di Interruzione volontaria di gravidanza (Igv) che l'Azienda ospedaliera di Cosenza, con delibera datata 17 ottobre, aveva affidato tramite un protocollo d'intesa alla iGreco Ospedali Riuniti srl, società che gestisce la struttura ex Sacro Cuore.

M5S: «ANDREMO FINO IN FONDO» «Il Movimento 5stelle – scrive in una nota Dalila Nesci, capogruppo dei grillini in commissione Sanità, che aveva sollevato la questione nei giorni scorsi – ha fatto revocare all'istante la delibera con cui l'Azienda ospedaliera di Cosenza aveva regalato alla privata iGreco Ospedali Riuniti il servizio di Interruzione volontaria di gravidanza chirurgica. Sulla vicenda, però, andremo sino in fondo come già annunciato. È singolare che a poche ore dal nostro intervento l'Azienda ospedaliera di Cosenza abbia fatto retromarcia su quella concessione, peraltro con inespresse motivazioni, frettolose quanto vaghe e direi criptiche». «Occorre accertare – prosegue la parlamentare 5stelle – il ruolo, rispetto alla riferita concessione, svolto dal dipartimento della Programmazione sanitaria, diretto dall'ex sub-commissario ad acta, Andrea Urbani, e gli atti autorizzativi della struttura commissariale e della Regione Calabria alla base della delibera dell'Azienda ospedaliera di Cosenza, revocata in tempi record grazie al controllo che abbiamo esercitato col solito tempismo e rigore». «Ribadisco – conclude Nesci – l'assoluta gravità della vicenda, che avuti gli atti potrà indurmi a chiedere le dimissioni immediate degli eventuali responsabili. Sarebbe bene che anche il governatore Mario Oliverio esaminasse le carte e si determinasse di conseguenza. Nel Servizio sanitario il privato integra il pubblico, che non può mai favorirlo, soprattutto con atti abusivi ed illeciti».

IGRECO: «POLEMICHE STERILI» La versione dei fatti fornita dagli imprenditori cosentini è invece un po' diversa. In una nota inviata al dg dell'Ao cosentina Achille Gentile, iGreco parlano di «sterili polemiche» e comunicano di voler recedere dal protocollo d'intesa «solo nella parte in cui si prevedeva la nostra disponibilità a sopperire alla mancanza totale di personale medico dell'Azienda ospedaliera di Cosenza nell'espletamento delle Igv chirurgiche». Gli imprenditori scrivono poi a Gentile di rimanere a disposizione nel caso in cui non si riuscisse a soddisfare tutte le richieste che arriveranno all'Azienda ospedaliera, «mentre proseguirà regolarmente – precisano iGreco – il servizio di Ivg chirurgica presso la nostra struttura in regime di accredimento e quindi senza alcun onere a carico delle pazienti».

LA RETROMARCIA La nota degli imprenditori è effettivamente richiamata nella delibera con cui Gentile e il suo management fanno dietrofront rispetto all'intesa sottoscritta da loro stessi esattamente un mese prima. Nella delibera si aggiunge inoltre di «dare mandato alla Direzione Medica di P.U. ed al Dipartimento Materno Infantile Interaziendale di avviare ogni utile tentativo per far fronte alle criticità, mediante specifici incontri finalizzati alla definizione di un protocollo d’intesa con l’Asp di Cosenza per le finalità specificate in premessa, al fine di soddisfare i bisogni e garantire le cure migliori nell’Area Materno Infantile».
Insomma le criticità rimangono. Ma nel provvedimento vergato dai vertici dell'Azienda ospedaliera c'è anche un'altra motivazione destinata a far discutere: oltre a prendere atto della volontà de iGreco di recedere dal protocollo, infatti, la dirigenza scrive di voler fare marcia indietro perché, «da un più attento esame», emerge che lo stesso protocollo non rientra «tra i compiti assegnati dai vari Dca (decreti del commissario ad acta, ndr) a questa Azienda». Tradotto: dopo le polemiche sollevate dal M5s, la direzione dell'Azienda ospedaliera si è improvvisamente accorta che quanto aveva deciso non rientrava in realtà nei suoi compiti.

s. pel.

]]>
s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Politica Fri, 17 Nov 2017 21:27:00 +0100
La difesa di Musella: magistratura di parte e complotto mediatico http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/63834-la-difesa-di-musella-magistratura-di-parte-e-complotto-mediatico http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/63834-la-difesa-di-musella-magistratura-di-parte-e-complotto-mediatico La difesa di Musella: magistratura di parte e complotto mediatico

REGGIO CALABRIA I magistrati del Distretto di Reggio Calabria non hanno la serenità e non garantiscono la dovuta imparzialità necessarie a giudicare un banale processo per calunnia. La tesi sarebbe ardita fino a sconfinare nel ridicolo. Tant’è che nessuno dei tantissimi imputati “eccellenti”, incappati nelle indagini e nei successivi processi condotti, istruiti e decisi dalla magistratura reggina si è mai spinto fino a una tanto. Lo fa invece, nel disperato tentativo di difendersi “berlusconianamente” non “nel” processo ma “dal” processo la “paladina” dell’antimafia (sulla pelle degli altri e con i soldi dei contribuenti) Adriana Musella.

PROMESSE MANCATE Proprio così: per l’ennesima volta Adriana Musella viene meno alle proprie promesse. Non più tardi di qualche mese fa, la presidente dell’associazione antimafia Riferimenti - indagata per truffa e appropriazione indebita in seguito agli approfondimenti investigativi disposti dopo la pubblicazione di un’inchiesta del Corriere della Calabria  - comunicava urbi et orbi che avrebbe “atteso con serenità e fiducia nella magistratura” l’esito delle indagini. Medesimo intendimento ha manifestato quando i pm hanno chiesto e ottenuto il sequestro di parte delle somme destinate da Enti e istituzioni alla sua associazione e secondo la procura usate in modo privato e personale. Ma arrivata alla prova dei fatti l’atteggiamento tenuto è stato ben diverso: rifiuto di rendere interrogatorio ai magistrati inquirenti e adesso richiesta di spostare altrove le indagini sul suo conto per “legittimo sospetto”.

PROCESSATEMI (MA A SALERNO)  La proclamata “fiducia” e l’altrettanto ostentata “serenità” dunque non vale per l’indagine per calunnia nei confronti di Alessia Candito, aperta a carico di Musella dalla procura di Reggio Calabria. Il procedimento è arrivato ieri in udienza preliminare ma la presidente di Riferimenti non si è rimessa - come promesso - alla decisione del gup. Su richiesta della sua assistita, il legale di Musella, Carlo Morace, ha depositato un’istanza di remissione del processo, che non potrebbe essere celebrato né a Reggio Calabria, né a Catanzaro, ma a Salerno, città natale dell’indagata.

VITTIMA DI MEDIA Motivo? Un «attacco mediatico senza precedenti» che avrebbe addirittura causato «il serio rischio per la incolumità della Musella». Proprio mentre ad Ostia si scendeva in piazza a tutela della libera informazione e contro le mafie, per difendersi dall'accusa di aver calunniato una giornalista, la presidente di Riferimenti chiedeva al suo legale di depositare un'istanza in cui si sottolinea che  «l’enfatizzazione di una avversione (inesistente) della Musella verso i calabresi e viceversa non può che influire sulla imparzialità dei giudici, i quali inevitabilmente sono condizionati dal dover decidere con riferimento ad una persona della quale è stata riportata ed enfatizzata la frase poco felice rivolta ai calabresi e alla Calabria». Verrebbe da chiedere se anche quando distribuiva premi tra i magistrati requirenti e giudicanti di Reggio Calabria, Musella pensasse che le toghe reggine fossero affette da sciovinismo giudiziario. Prima di tutto, però, occorre fare ordine.

LE CALUNNIE DI MUSELLA Da cosa origina il procedimento a carico di Musella? Il capo di imputazione lo dice chiaramente. «Con denuncia-querela presentata presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria il 17.3.2016, sapendola innocente, incolpava la giornalista Alessia Candito della testata on line " Il Corriere della Calabria " per i reati di diffamazione aggravata, accesso abusivo a sistema informatico e di sottrazione di documenti». Dopo la pubblicazione dell’inchiesta nata dall’analisi dei rendiconti delle spese di Riferimenti, consegnati da Musella alla giornalista del Corriere della Calabria (come comprovato da registrazione audio), la presidente dell’associazione si è presentata dai carabinieri raccontando ben altro. Per Musella, «fu ella stessa approfittando della mia temporanea difficoltà ad accedere ai file , a prendermi di mano il mouse , copiando non solo i singoli prospetti di sintesi, ma tutto ciò che era presente nella cartella ove, solo in seguito mi sono accertata dell'esistenza di diversi appunti informali e dati di contabilità interna».

LA RICOSTRUZIONE DELLA PROCURA In realtà – dice la procura, sulla base delle indagini svolte – le cose non sono andate così. «La Musella - si legge sempre nel capo di imputazione - aveva volontariamente e consapevolmente posto a disposizione della Candito i dati contabili richiesti dell'associazione " Riferimenti " -dalla stessa presieduta -consentendo, in sua costante presenza, alla Candito di copiarli su una chiavetta e dopo che la Candito le aveva esposto le ragioni della sua richiesta, denunciava la Candito per reati insussistenti». Per questo, i magistrati hanno chiesto l’archiviazione e ha proceduto contro Musella per calunnia. Un’impostazione condivisa dal gip che non solo ha archiviato, nonostante l’opposizione di Musella, il procedimento nato dalla sua querela, ma ha anche ritrasmesso gli atti alla procura, invitando i pm a valutare se procedere contro la presidente di Riferimenti per calunnia.

LE AMMISSIONI DI MUSELLA In realtà, anche Musella, sia in esternazioni (a mezzo social e in sede di interrogatorio) successive alla denuncia, sia nell’ultima istanza presentata finisce per ammettere che la situazione era ben diversa da quella denunciata. A pagina 4 si legge infatti: «L’indagine parte da un articolo della giornalista Candito alla quale la Musella (..) consegna documenti dell’associazione», mentre a pagina 7 si legge «prima la Candito ottiene i documenti dalla Musella».

TENTATIVO DI BAVAGLIO? Se non è una confessione, poco ci manca. Tuttavia Musella che fa? Un passo indietro? Chiede scusa? Ammette l’errore? Assolutamente no. Se la prende con i giornalisti - del Corriere della Calabria, delle Iene e del Fatto quotidiano – tutti a suo dire partecipi di un complotto mediatico mirato a screditare la sua persona. Se la prende con i giudici (del medesimo Tribunale che fino a qualche tempo fa ricopriva di targhe, encomi e premi) che non avrebbero la serenità per esaminare il suo caso. Ma soprattutto, con le sue argomentazioni rischia di creare un precedente comodo per qualunque picciotto, gregario o boss che intenda “scappare” dalla sede naturale del processo in cui è imputato e al contempo imbavaglia la stampa che si occupa di cronaca giudiziaria.

LA TESI DI MUSELLA Cosa sostiene infatti  la presidente di Riferimenti? Nonostante alle notizie relative ai suoi guai giudiziari sia stato dato ampio spazio non solo dai giornali locali calabresi, ma anche da quelli campani e persino nazionali, più diverse tv (Rai inclusa), Musella si dice vittima di una campagna stampa «che proviene in primo luogo dalla testata giornalistica della quale Alessia Candito fa parte». Anzi, specifica meglio poi, si tratterebbe di «un attacco personale alla Musella additata alla collettività come nemica della cittadinanza e dei calabresi, colpita nell’immagine del padre, al quale si allude additandolo come vicino alla massomafia».

LA SQUADRA Insomma, ci sarebbe un complotto. Ad ordirlo e curarne la scientifica realizzazione sarebbero stati - ça va sans dire – Alessia Candito, la redazione di Corriere della Calabria e il direttore Paolo Pollichieni, colpevoli di seguire puntualmente l’inchiesta giudiziaria nata anche grazie ad uno scoop della loro testata; Lucio Musolino, corrispondente per la Calabria del Fatto Quotidiano, pure lui colpevole di riportare notizie con puntualità; il programma tv “Le Iene” cui Musella ha concesso un’intervista sull’indagine di cui era oggetto, lasciandosi scappare un commento infelice sui calabresi, che a detta sua «hanno la mente piccola». Un «errore» - sostiene la presidente di Riferimenti - «diffuso in prima battuta dalle Iene, che avrebbero anche potuto omettere il passaggio (era un dialogo con il giornalista scaturito dalla risata di quest’ultimo) ma non lo fanno». Risultato? Una serie di commenti poco piacevoli sui social, che – sostiene Musella – l’avrebbero indotta a pensare di lasciare la Calabria.

ACCUSE VELATE In realtà, quella che sembra l’accusa più grave è solo velata, ma con mestiere messa giù in modo da suggestionare chi legge. «Si pensi che l'attacco giornalistico da parte di Alessia Candito – si legge nell’istanza -  è intervenuto in un momento nel quale la Musella era al centro di cronache che la vedevano contrapposta alla amministrazione di Limbadi e alla cosca Mancuso: proprio nel febbraio 2016 aveva avuto assegnata per Riferimenti la abitazione confiscata ai Mancuso, quindi in un momento nel quale è maggiore il rancore della criminalità nei confronti della stessa».

LA MACCHINA DEL FANGO A cosa pretende di alludere Musella? Non è dato sapere. Di certo, appare quanto meno incauto definire “attacco mediatico” un’inchiesta, legittimata in seguito da un provvedimento del gip (che ha archiviato le accuse di diffamazione nei confronti della giornalista che l’ha redatta) e confermata dall’indagine della procura che ha iscritto la presidente di Riferimenti per truffa e appropriazione indebita. Altrettanto incauto, se non decisamente pericoloso per l’incolumità dell’autrice dell’inchiesta - che all’epoca della pubblicazione dell’articolo era già sottoposta ad un servizio di protezione per le minacce ricevute dai clan di Reggio, dove continua a vivere e lavorare -  lasciar intendere qualche inesistente linea di continuità con il clan Mancuso. Eppure Musella, che tanto spesso ha ospitato giornalisti minacciati, lo dovrebbe sapere che la delegittimazione è l’arma preferita dai clan per isolare e poi attaccare chi ne scrive.

CHE BRUTTA COSA LA CRONACA Ma la presidente di Riferimenti sembra averne anche per i magistrati, non solo giudicati incapaci di essere imparziali nei suoi riguardi, ma anche probabilmente poco corretti. L’accusa è formulata sempre in maniera velata. «La notizia dell’interrogatorio del marzo 2017 della Musella ad opera della procura (del successivo interrogatorio del luglio sempre innanzi alla procura della Repubblica di Reggio Calabria non si saprà nulla) - si legge nell’istanza di remissione - è venuta a conoscenza della stampa a distanza di poco tempo dalla sua celebrazione e quel giorno la Musella è stata vista in procura dai due giornalisti Musolino e Candito». La presidente di Riferimenti sta forse accusando qualcuno di violazione di segreto d’ufficio? Cosa vorrebbe dare a intendere? Vuol dire forse che i magistrati che l’hanno interrogata hanno riferito il contenuto di quel colloquio ai giornalisti che quotidianamente – come lei stessa riconosce dell’istanza – frequentano procura e tribunale? Sarebbero accuse gravi, ma soprattutto manifestamente infondate, non fosse altro perché a pubblicare per primo la notizia la mattina dopo l’interrogatorio è stato “Il Quotidiano del Sud”, con un articolo a firma di Caterina Tripodi. E allora perchè si fa riferimento alla quotidiana attività di altri giornalisti? Che suggestione si vuole creare?

PAPA’ NON SI TOCCA Non è l'unico passaggio dell'istanza in cui la presidente ha giocato con le parole. Tra le tante lamentazioni di Musella, una riguarda quel che è stato scritto del padre, la cui memoria – a detta della presidente di Riferimenti –  sarebbe stata infangata. In realtà, per dovere di cronaca, c'è da dire che quando si è scritto dell’ingegnere Musella – attorno al quale è stata costruita tutta l’attività dell’associazione della figlia Adriana-  solo è stato fatto prendendo come riferimento dichiarazioni di pentiti definiti attendibili da sentenze passate in giudicato. Nello specifico, si tratta  di quanto dichiarato dal collaboratore di giustizia Giacomo Ubaldo Lauro, che nel ’96 ha messo a verbale «A me risulta solo che davano i soldi per le azioni criminali per la ricerca delle armi e dell'esplosivo. Esplosivo che purtroppo ho procurato io nella quantità di circa 50 chilogrammi datomi dalla buonanima dell'Ingegnere Musella, il quale all'epoca aveva una cava a Bagnara dove glielo andai a chiedere io; mi serviva l'esplosivo perchè mi era stato richiesto l'esplosivo». Nell’istanza di remissione presentata dalla figlia dell’ingegnere in questione, l’esplosivo tuttavia diventa semplicemente «recuperato presso la cava dell'ing. Musella». 

MA MANCA UN TASSELLO Nulla osserva, invece, la Musella sulla, pur richiamata negli articoli a lei tanto indigesti, questione del suo ingresso alla Regione Calabria e sui concorsi affrontati per salire le varie tappe di una brillante carriera. Una semplice dimenticanza? Oppure il tentativo di evitare abbiano la giusta evidenza pubblica tempi, modi e metodi che hanno portato alla sua assunzione per chiamata diretta. E, a seguire, le mansioni lavorative assegnate, il luogo dove doveva svolgerle, l’ente che gliele conferiva e successivamente tempi e modalità di passaggio ai piani alti della Regione Calabria con una fulminate carriera certamente meritata sul campo, ma se così è perché non citare anche questo aspetto dell’attacco di cui oggi si dice vittima? 

E ORA COSA SUCCEDE? Queste – in sintesi – le argomentazioni di Musella, che con la sua istanza chiede alla Corte di Cassazione di essere processata a Salerno. Si tratta di una tesi estremamente pericolosa innanzitutto perchè mina il rapporto tra  cittadino e giudice naturale, laddove qualcuno ritenesse, come fa la Musella, non solo di decidere da chi non essere giudicato ma anche di indicare chi dovrà giudicarlo. Pericoloso, poi, anche perché mira alla delegittimazione mediante imbavagliamento, per la stampa (tutta). Nel caso, poi, è singolare che la Musella abbia ritenuto che i giudici reggini fossero affidabili quando ha chiesto di giudicare e condannare i cronisti del Corriere della Calabria per diffamazione ai suoi danni, per poi ritenerli non meritevoli di altrettanta fiducia quando si è ritrovata a sedere lei sul banco degli imputati. Passasse l’idea secondo cui un attento seguito di una vicenda giudiziaria o processuale val bene un’istanza di remissione del procedimento ad altra sede, qualsiasi affiliato -  picciotto, gregario o boss che sia – e qualsivoglia politicante, sarebbe legittimato a richiedere lo stesso trattamento solo perché il suo nome e la sua foto è finita sui giornali. Sulla stessa base, altrettanti potrebbero chiedere di riaprire tonnellate di inchieste già definite. Lo sdoganamento di una tesi di questo genere per la stampa significherebbe cancellare la cronaca giudiziaria dalle proprie pagine o dai propri palinsesti. Un silenzio che neanche le più pesanti minacce o le più restrittive leggi sono mai riuscite ad ottenere. E comunque, non basta qualche amicizia altolocata per pretendere tanto, se ne faccia una ragione la signora Musella.

La Redazione

]]>
acandito@hotmail.it (Alessia Candito) Cronaca Fri, 17 Nov 2017 20:33:00 +0100
Minniti incontra gli studenti di Diamante http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/63833-minniti-incontra-gli-studenti-di-diamante http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/63833-minniti-incontra-gli-studenti-di-diamante Minniti incontra gli studenti di Diamante

 

DIAMANTE Il ministro dell’Interno Marco Minniti sarà presente lunedì 20 novembre alle ore 10 all’istituto comprensivo di Diamante, dove premierà i vincitori di un concorso che ha visto coinvolti gli alunni delle medie, invitati a presentare un breve testo idealmente indirizzato a una personalità che si è battuta per l’affermazione della legalità. Con questa importante iniziativa l’amministrazione comunale di Diamante e l’istituto comprensivo intendono promuovere presso i giovani la cultura della legalità e ricordare le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, a venticinque anni dalle terribili stragi di Capaci e di Via D’Amelio. Saranno presenti: sindaco di Diamante, Gaetano Sollazzo; il dirigente Scolastico dell’istituto comprensivo, Leopoldo Di Pasqua; il deputato membro della commissione Antimafia, Ernesto Magorno; il procuratore capo della Repubblica di Paola, Pierpaolo Bruni. Coordinerà i diversi momenti della mattinata il giornalista Giuseppe Gallelli. L’amministrazione comunale di Diamante esprime profonda gratitudine al ministro dell’Interno Minniti per aver assicurato la sua presenza a Diamante in occasione di un importante evento organizzato che coinvolge i giovani studenti della nostra Città e per ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due giganti della legalità di cui è necessario trasmettere, in particolare, alle giovani generazioni l’esempio e i valori positivi del loro straordinario impegno.

]]>
adelia.pantano@gmail.com (Adelia Pantano) Cronaca Fri, 17 Nov 2017 19:17:00 +0100
«Aumentano le tariffe sui rifiuti ma non migliorano i servizi» http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/63832-«aumentano-le-tariffe-sui-rifiuti-ma-non-migliorano-i-servizi» http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/63832-«aumentano-le-tariffe-sui-rifiuti-ma-non-migliorano-i-servizi» «Aumentano le tariffe sui rifiuti ma non migliorano i servizi»

CATANZARO Il servizio comunale della raccolta dei rifiuti Tari (prima Tares e poi Tarsu) registra un progressivo aumento delle tariffe a cui non sempre corrisponde un miglioramento della sua qualità. Inoltre, non sono pochi i dubbi dei cittadini sull’effettiva trasparenza del ciclo dei rifiuti e sul corretto conferimento in discarica, allo smaltimento, stoccaggio e recupero. Eppure – riferisce in una nota Federconsumatori -, sono proprio i cittadini-utenti (il 93% degli italiani la considera utile), a sollecitare i Comuni al rispetto di requisiti appropriati di efficienza, qualità, sostenibilità sociale e ambientale del servizio di raccolta dei rifiuti e sulla differenziata.
Manca quasi ovunque il corretto rapporto tra il costo di produzione del servizio, la produzione di rifiuti e la tariffa applicata alle famiglie. Da Nord a Sud emergono realtà differenziate sulla qualità del servizio e suoi costi. Ancora troppi rifiuti finiscono in discarica e con pratiche illegali o compiacenti.
Federconsumatori, proprio in concomitanza con l’inizio della “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti”, ha pubblicato l’11° Report Nazionale 2017 su “Servizi e tariffe dei rifiuti”. Prende infatti il via, la settimana europea per la riduzione dei rifiuti incentrata sul tema: “Diamo una seconda vita agli oggetti”. Un invito ai cittadini al riciclo ed al riuso per ridurre la produzione di rifiuti e preservare l’ambiente. Un invito che Federconsumatori fa suo da anni con il motto dell’anti-spreco e delle 3R: recupero, riciclo, riutilizzo.
Gli obiettivi a livello europeo fissano il 60% di riciclo dei rifiuti urbani per il 2025 e il 65% entro il 2030. L’Italia è ancora indietro nella crescita del sistema di riciclaggio dei rifiuti: la Basilicata è ferma al 31%, la Puglia al 30%, il Molise e la Calabria al 25%, la Sicilia addirittura al 13%. Nonostante la crescita proceda lenta, l’approccio degli italiani nei confronti della raccolta differenziata è più responsabile: il 91% dichiara di farla abitualmente.
Ma seppure aumenti l’attenzione delle famiglie italiane verso il riciclo ed il riuso, tale tendenza non si rispecchia nell’andamento dei costi: dall’11° Report Nazionale su “Servizi e tariffe dei rifiuti” a cura di Federconsumatori, emerge che la spesa media annua che una famiglia tipo, composta da tre componenti in un appartamento di 100 metri quadri ha sostenuto nel 2017, è di 321,96 euro annui, pari al 2% in più rispetto al 2016 (anno in cui la spesa è stata di 317,04 euro). Ancora più evidente è la variazione registrata per una famiglia mononucleare in un appartamento di 60 metri quadri: nel 2017 ha speso 145,93 euro, contro i 129,98 euro del 2016, con un aumento del 14%. Indicativi, in tal senso, risultano i dati raccolti a livello territoriale: prendendo in considerazione sia il nucleo familiare composto da tre persone (in appartamento da 100 metri quadri), sia quello mononucleare (in appartamento da 60 metri quadri) emerge che nel Sud e nelle Isole si paga la tariffa più alta, seguite dal Nord Italia e, infine, dal Centro.
Volendo stilare la classifica delle città più care, emerge che il primo posto è occupato da Cagliari con 549,09 euro, Napoli con 448,23 euro e Genova con 378,27 euro. Le città in cui la tariffa risulta meno onerosa, invece, sono Trento, dove la famiglia tipo (tre componenti, 100 mq appartamento) spende mediamente 183,99 euro, seguono in ordine Potenza con 218,02 euro, Catanzaro con 254,93 euro e Campobasso con 257,59 euro. La Città Metropolitana di Reggio Calabria conferma la tariffa fra le più alte nazionali con oltre 465,00 euro (2015). Per una famiglia mononucleare in un appartamento di 60 mq, la spesa più alta è sostenuta sempre a Cagliari con 235,11 euro, seguita da Napoli con 218,45 euro e da Roma con 175,53 euro; quella più bassa, invece, si rileva a Potenza con 79,89 euro, seguita da Trento con 86,05 euro e da Firenze con 112,88 euro.
Appare evidente la necessità di definire una governance nazionale, attuando la piena operatività dell’Autorità per l’Energia nel settore. Si tratta di un’operazione fondamentale per ridurre il divario esistente a livello territoriale, sia in relazione ai costi che alla gestione del riciclo, per un nuovo modello di sviluppo che miri a ridurre il volume dei rifiuti attraverso una pianificazione partecipata e condivisa con i cittadini. Come avvenuto nel settore idrico, l’Authority dovrebbe disporre una griglia per armonizzare le tariffe, rendendole conformi agli standard e confrontabili tra loro. Da Nord a Sud.
Intanto, la presidente di Federconsumatori Calabria Mimma Iannello, in una nota ufficiale, ha chiesto al neo presidente dell’Anci Calabria Gianluca Callipo, un urgente incontro finalizzato ad aprire un confronto di merito sulla complessità delle problematiche riguardanti i servizi locali, la loro qualità ed i loro costi, la loro equità e sostenibilità sociale, finanziaria ed ambientale, la morosità scaricata sui cittadini onesti, la trasparenza e legalità, nonché, le iniziative di informazione verso i cittadini a partire dall’uso cogente della Carta dei servizi. Un’esigenza di confronto resa ancor più impellente dopo quanto stabilito dalla recente sentenza della Cassazione, sezione Tributaria, che ha ritenuto legittimo il diritto alla riduzione dell’imposta nel caso in cui si subiscano disfunzioni, protratte nel tempo, del servizio pubblico di raccolta. Per la presidente Mimma Iannello si tratta di «una sentenza che convalida il principio secondo il quale i cittadini devono pagare per un servizio solo se questo viene effettivamente erogato entro standard di qualità, efficienza e trasparenza».

 



]]>
adelia.pantano@gmail.com (Adelia Pantano) Cronaca Fri, 17 Nov 2017 18:46:00 +0100
Piervincenzi e le frasi sulla Calabria: «La mafia fa schifo dappertutto» http://www.corrieredellacalabria.it/video-new/item/63831-piervincenzi-e-le-frasi-sulla-calabria-«la-mafia-fa-schifo-dappertutto» http://www.corrieredellacalabria.it/video-new/item/63831-piervincenzi-e-le-frasi-sulla-calabria-«la-mafia-fa-schifo-dappertutto»
]]>
pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Video Fri, 17 Nov 2017 18:40:00 +0100
«Agroalimentare, proposte e confronto per spronare la Regione» - VIDEO http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63830-«sull’agroalimentare-proposte-e-confronto-per-spronare-la-regione» http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63830-«sull’agroalimentare-proposte-e-confronto-per-spronare-la-regione» Michele Sapia

Riceviamo e pubblichiamo: 

La seduta del Consiglio generale della Fai Cisl Calabria, tenutasi in sessione di studio a Villaggio Palumbo, dopo tre giorni di formazione rivolti a delegati e giovani della federazione, ha rappresentato una straordinaria occasione di confronto sui temi, sulle criticità ma anche e soprattutto sulle incoraggianti realtà che caratterizzano il sistema agro-ambientale regionale.
Nella cornice di una prospettiva di respiro nazionale, fornitaci grazie alla presenza ed al contributo del Segretario generale Luigi Sbarra, e con il concorso di tutti i protagonisti del settore forestale e agroalimentare la FAI calabrese è riuscita a sviluppare una riflessione approfondita e ricca di contenuti e proposte.
Mai come in questo momento, infatti, è chiesto al sindacato un surplus di responsabilità; le difficoltà e soprattutto i ritardi nelle risposte impongono un impegno ancor più forte sul versante dell’analisi, dell’approfondimento, delle proposte e del confronto.
Ecco perché la FAI Cisl è quotidianamente impegnata in un’azione di rappresentanza che abbia il senso ed il significato del contributo costruttivo, il traguardo da raggiungere è quello della definizione di un progetto che configuri il sistema Agro-Ambientale regionale ed orienti in maniera efficace gli investimenti pubblici e privati.
In questo contesto la contrattazione sarà strumento indispensabile sia nel settore forestale e che agroalimentare.
L’agroalimentare calabrese, infatti, continua ad essere una sorta di Giano bifronte, da un lato c’è una sorprendente  forza produttiva e dall’altro – purtroppo – permangono contraddizioni e ritardi che impattano sull’operatività concreta  dei meccanismi di governo e sostegno dell’agricoltura regionale.
Tuttavia – ed al netto dei problemi concreti e quotidiani che vanno celermente risolti – come Fai Cisl Calabria ci preoccupa e non poco un altro decisivo aspetto e cioè la mancanza di una visione complessiva, l’assenza di una strategia di consolidamento e sviluppo che consenta di ridefinire e riconfigurare il volto stessa del sistema agricolo calabrese.
Oggi e per i prossimi anni la sfida più audace ed impegnativa riguarda - infatti - le scelte di fondo, l’assetto da dare alla forza agricola regionale, la volontà di costruire meccanismi che agevolino la cooperazione e aggregazione rafforzando le nostre capacità produttive, le eccellenze calabresi, la determinazione nel sostenere i processi di internazionalizzazione.
Abbiamo un’agricoltura di qualità, ora è tempo di capire che tipo di agricoltura vogliamo, quali connessioni garantire ed agevolare con gli altri settori produttivi – dal turismo alla forestazione - , in che modo rendere la nostra “tradizione” agroalimentare modernità economica, sociale, occupazionale.
Le nostre parole d’ordine, attraverso le quali ribadiamo la nostra volontà collaborativa e costruttiva, sono quelle della multifunzionalità, della formazione professionale, della contrattazione e della bilateralità.
Le sfide che abbiamo davanti, insomma, sono di non poco conto e richiedono il contributo di tutti, impongono analisi rigorose, esigono coraggio nell’affermare verità a volte scomode.
Ecco perché nell’incontro di ieri è stato particolarmente significativo l’impegno del consigliere delegato Mauro D’Acri verso la convocazione di un Tavolo regionale che consenta di mettere in campo le energie migliori - imprese, università, associazioni di categoria e sindacati - per sviluppare le analisi e gli approfondimenti necessari, per definire condivisi percorsi di sviluppo, per posizionare l’agricoltura e l’agroalimentare al centro dell’agenda di governo regionale.
La Calabria, i ritardi che la segnano e le mancate scelte che continuano ad accompagnarne il percorso ci impongono dunque di fare rumore per richiamare l’attenzione, di “assillarre” quotidianamente chi può e deve decidere.
Per noi lo si può fare in due modi, con la protesta ma solo quando realmente necessaria, con le proposte sempre utili e capaci di interrogare le intelligenze di ciascuno.

 

Michele Sapia
Segretario regionale Fai Cisl Calabria

]]>
pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Politica Fri, 17 Nov 2017 18:16:00 +0100
Calabria Verde: niente alberi di Natale in regalo ai Comuni http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63829-calabria-verde-niente-alberi-“natalizi”-in-regalo-ai-comuni http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63829-calabria-verde-niente-alberi-“natalizi”-in-regalo-ai-comuni Calabria Verde: niente alberi di Natale in regalo ai Comuni

CATANZARO È anche questa, a suo modo, una piccola rivoluzione. E un segnale di rispetto per l’ambiente. Calabria Verde, quest’anno, non “regalerà” alberi ai Comuni calabresi, azzerando una prassi che andava avanti da tempo. L’agenzia lo ha comunicato con una lettera inviata a tutti i distretti nei quali è suddivisa la regione, spiegando che «gli alberi coltivati nei vivai da Calabria Verde sono destinati a esigenze di sola forestazione e valorizzazione ambientale». Non c’è più spazio, insomma, per le esigenze estetiche dei Comuni. La lettera firmata dal commissario straordinario Aloisio Mariggiò risponde picche «alle numerose richieste di alberi da utilizzare quali addobbi natalizi» con una frase laconica: «Non autorizzerò al riguardo alcun taglio o fornitura». E poi, in poche righe, rievoca le cattive abitudini che appartengono al passato: «La prassi instauratasi negli anni di fornire, nel periodo natalizio, alberi a Comuni ed enti pubblici (alcuni dei quali hanno anche chiesto 30 piante), va assolutamente stroncata contrastando, tra l’altro, con il dispositivo regionale “Prescrizioni di massima e polizia forestale valide per il territorio della Regione Calabria”». I sindaci dovranno rassegnarsi: per questo Natale la “strage” degli abeti non ci sarà.

]]>
pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Politica Fri, 17 Nov 2017 18:01:00 +0100
Cosenza, incendiata l'auto di un imprenditore http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/63828-cosenza,-incendiata-l-auto-di-un-imprenditore http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/63828-cosenza,-incendiata-l-auto-di-un-imprenditore Cosenza, incendiata l'auto di un imprenditore

 

COSENZA Incendiata un'auto di un imprenditore a Cosenza. È successo ieri sera a Cosenza tra via Monfalcone Angelo e via Vittorio Veneto. Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia di Stato e della Scientifica mentre i pompieri hanno spento le fiamme. Sono in corso indagini per risalire agli autori del gesto che, si suppone, dai primi accertamenti, sia di natura dolosa.

]]>
adelia.pantano@gmail.com (Adelia Pantano) Cronaca Fri, 17 Nov 2017 17:51:00 +0100
Gianluca Bruno coordinatore del “Coraggio di cambiare l’Italia” http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63827-gianluca-bruno-coordinatore-del-“coraggio-di-cambiare-l’italia” http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63827-gianluca-bruno-coordinatore-del-“coraggio-di-cambiare-l’italia” Gianluca Bruno

ROSSANO «Gianluca Bruno è il nuovo coordinatore regionale de Il Coraggio di Cambiare l’Italia. Il giovane sindaco di Isola Capo Rizzuto è stato eletto per acclamazione durante l’ultima l’assemblea direttiva e dei soci fondatori, tenutasi nei giorni scorsi a Rende. La nomina è stata ratificata stamani dall’Ufficio nazionale di Presidenza. Si completa, così, l’organico del CCI-Calabria». È quanto fa sapere il presidente onorario de Il Coraggio di Cambiare l’Italia, Giuseppe Siciliani, che ha co-presieduto l’ultima assemblea direttiva e dei soci fondatori del movimento. «Gianluca Bruno – dice Siciliani – è un giovane amministratore che ha intrapreso la sua carriera politica in una terra difficile e problematica della Calabria, pagando spesso e di persona il coraggio delle proprie azioni per la sua comunità. Con la nomina di Bruno si chiude il quadro dirigenziale del CCI in Calabria che ora è atteso da una nuova e importante sfida, quella di sdoganare il messaggio liberaldemocratico e riformista del movimento oltre i confini regionali in cui due anni fa ha preso vita. Il primo appuntamento sarà quello delle prossime elezioni politiche nelle quali Il Coraggio di cambiare l’Italia concorrerà grazie ad un patto federativo con Alternativa Popolare basato su obiettivi comuni per affrontare e offrire soluzioni risolutive – conclude – alle grandi questioni che interessano il meridione».
Gianluca Bruno, 36enne, è tra i più giovani sindaci d’Italia. Nel 2009, a soli 27 anni, viene eletto consigliere provinciale nella lista del Popolo della Libertà, successivamente nell’agosto dello stesso anno viene nominato vicepresidente della giunta provinciale di Crotone, divenendo il più giovane vicepresidente d’Italia. Dal 26 maggio 2013 è sindaco di Isola Capo Rizzuto e dal 2016 è tra gli aderenti della prima ora al CCI.
Insieme a Bruno, su indicazione del coordinatore provinciale di Crotone Salvatore Cosimo, vice sindaco di Rocca di Neto, stamani è stato nominato anche il nuovo coordinatore del comprensorio nord-crotonese del movimento. Si tratta di Domenico Spataro, agronomo e imprenditore agricolo, consigliere comunale di Cirò marina e già assessore provinciale di Crotone.

]]>
pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Politica Fri, 17 Nov 2017 17:16:00 +0100
“Peter Pan”, confermato ergastolo per 54enne http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/63826-“peter-pan”,-confermato-ergastolo-per-54enne http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/63826-“peter-pan”,-confermato-ergastolo-per-54enne “Peter Pan”, confermato ergastolo per 54enne

VIBO VALENTIA La Corte di Cassazione ha confermato la condanna all'ergastolo per Pasquale Quaranta, 54 anni, di Santa Domenica di Ricadi, coinvolto nella operazione antimafia della Squadra Mobile di Vibo Valentia e della Dda di Catanzaro denominata “Peter Pan” scattata nel dicembre del 2012. Quaranta, ritenuto vicino al clan La Rosa di Tropea, è stato considerato in via definitiva il mandante dell'omicidio di Saverio Carone, avvenuto a Santa Domenica di Ricadi il 12 marzo 2004, e del ferimento a colpi di pistola di Pietro Carone, fratello di Saverio colpito il 6 giugno 2004 a Santa Domenica, e Ivano Pizzarelli, bersaglio a Tropea il 30 novembre 2002. Omicidi e tentati omicidi per i giudici avvenuti per ottenere il controllo mafioso sull'area di Santa Domenica di Ricadi interessata da alcuni lavori pubblici.

]]>
s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Cronaca Fri, 17 Nov 2017 17:11:00 +0100
Diga del Melito, Oliverio (finalmente) parla con Manno http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63825-diga-del-melito,-oliverio-finalmente-parla-con-manno http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63825-diga-del-melito,-oliverio-finalmente-parla-con-manno Grazioso Manno

CATANZARO A margine del convegno nazionale dei geologi che si è svolto alla Cittadella regionale, c’è stato il programmato incontro sulla realizzazione della Diga Melito, tra il presidente della Regione Mario Oliverio e il presidente del Consorzio di Bonifica Grazioso Manno.
«L’incontro – riferisce una nota – ha certificato una piena sintonia sugli obiettivi e opportunità presenti e ha delineato concretamente anche gli impegni tecnico-operativi e politici successivi. Il presidente Oliverio ha ribadito la piena volontà della Regione Calabria a completare l’opera che è indispensabile per fare fronte anche ai cambiamenti climatici e  che si inserisce alla perfezione nel piano che la regione intende portare avanti e realizzare nel settore idrico. Nel corso dell’incontro sono stati esaminati nel dettaglio i punti di forza che consentono alla Regione e al Consorzio di proseguire all’unisono in questa delicata ma fondamentale fase».
Il Consorzio - è stato messo in evidenza - ha fatto il progetto preliminare e poi, a sgombrare ogni dubbio riguardo al contenzioso, la sentenza ultima della Suprema Corte di Cassazione ha accolto le ragioni del Consorzio. Ma oltre questo le motivazioni e i fatti sono ancora più profondi e concreti. La Legge di Bilancio 2018, in discussione attualmente al Senato, all’art. 49 “Piano invasi” stabilisce condizioni che il Consorzio soddisfa ampiamente. La prima è che il Consorzio è titolare della concessione di derivazione e la seconda che l’opera, la diga Melito appunto, è inserita nella “Banca Dati delle Pubbliche Amministrazioni - Bdap”. «Insomma il clima e le prospettive sono di ragionevole ottimismo – si legge in una nota – poiché con queste essenziali condizioni e con la forte volontà politica manifestata dal presidente Oliverio, c’è la netta convinzione che si possa raggiungere l’obiettivo e cioè il rifinanziamento dell’invaso. A sostegno di ciò, a breve si svolgerà un nuovo incontro nella sede della giunta regionale. Il presidente Oliverio ha espresso altresì la volontà recarsi nei prossimi giorni sul sito della diga Melito».

]]>
pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Politica Fri, 17 Nov 2017 16:41:00 +0100
Incarichi all’Asp, lo “scontro” è tra sindacati http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63824-incarichi-all’asp,-lo-“scontro”-è-tra-sindacati http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63824-incarichi-all’asp,-lo-“scontro”-è-tra-sindacati Le firme dei sindacati sul verbale siglato all'Asp di Cosenza

COSENZA «L’Asp di Cosenza non è uno Stato a sé», chiosavano le sigle sindacali Fedir, Cisl medici, Fesmed, Cisl Spta, Fassid area Sinafo, Fassid area Aupi e Fassid per evidenziare l’assegnazione di alcuni «incarichi illegittimi da parte del direttore generale Raffaele Mauro». Una nota, quella dei sindacati, che fonti dell’Azienda sanitaria considerano parziale. «Se è vero che mancano le firme di alcuni delegati – spiegano – è altrettanto vero che gli altri hanno inteso sottoscriverlo». E, in effetti, in calce al «verbale di concertazione relativo al regolamento per l’affidamento e la revoca degli incarichi dirigenziali» le firme presenti sono sei. Quelle di Cgil Medici (Giuseppe Angelo Vulcano), Uil (Giuseppe Curia), Anaao Assomed (Guglielmo Cordasco), Fvm Medici (Paolo Filice), Fvm Veterinari (Francesco Cretella) e Fials-Anpo (Mario Ciacco). Tutte «concordano nel testo del regolamento trasmesso in data 7 novembre 2017, per come emendato dagli errori materiali». Allegato all’accordo vi sono alcuni allegati che contengono una serie di prescrizioni per l’Azienda. L’Anaao Assomed, ad esempio, esprime «rammarico» per il mancato riferimento al decreto del commissario al Piano di rientro «con il quale è stato approvato il “Regolamento per la ricollocazione e per la mobilità azienda e interaziendale del personale appartenente alle aree dirigenziali medica e veterinaria, sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa a seguito dei processi di ristrutturazione aziendale”». Insomma, ci sono dei distinguo ma la firma è stata assicurata. Sembra più netta la distinzione nelle valutazioni dei sindacati. Forse il vero scontro è proprio lì. 

]]>
pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Politica Fri, 17 Nov 2017 16:31:00 +0100
Cade sulle braci e si ustiona, grave bimbo di 7 anni http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/63823-cade-sulle-braci-e-si-ustiona,-grave-bimbo-di-7-anni http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/63823-cade-sulle-braci-e-si-ustiona,-grave-bimbo-di-7-anni Cade sulle braci e si ustiona, grave bimbo di 7 anni

VIBO VALENTIA Un bambino di 7 anni di Paravati, frazione di Mileto, è rimasto ustionato cadendo nelle braci di alcune sterpaglie vicino casa che hanno fatto incendiare gli indumenti. Le ferite provocate dal fuoco hanno interessato gli arti e il viso. Il bambino è stato trasportato prima all'ospedale di Vibo e successivamente a quello di Lamezia Terme da dove e' decollato un velivolo dell'aeronautica militare che l'ha fatto arrivare all'ospedale Gemelli di Roma. Secondo quanto si è appreso il bimbo non sarebbe in pericolo di vita. Sulla dinamica dell'incidente stanno svolgendo accertamenti i carabinieri.

]]>
s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Cronaca Fri, 17 Nov 2017 15:51:00 +0100
Cosenza, don Pino De Masi ospite di Confcommercio http://www.corrieredellacalabria.it/società/item/63822-cosenza,-don-pino-de-masi-ospite-di-confcommercio http://www.corrieredellacalabria.it/società/item/63822-cosenza,-don-pino-de-masi-ospite-di-confcommercio Don Pino De Masi

Don Pino De Masi martedì 21 novembre sarà a Cosenza per “Legalità Mi Piace”, l'appuntamento annuale di Confcommercio «contro ogni forma di illegalità e contro tutti i fenomeni criminali che rappresentano un grave danno per l'economia reale, per le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti, per il Paese».
Vicario episcopale della Diocesi Oppido-Palmi e referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro, don De Masi racconterà - alle 10:30 nella sala convegni della sede di Confcommercio Cosenza in via Alimena 14 - l’esperienza della cooperativa Valle del Marro che si occupa di agricoltura biologica e turismo etico nelle terre confiscate alla 'ndrangheta. Introduce i lavori Maria Cocciolo, direttore di Confcommercio Cosenza. Interverranno Anna Gallo, presidente Gruppo Terziario Donna di Confcommercio Cosenza e Pietro Pietramala, presidente del Gruppo Giovani imprenditori di Confcommercio Cosenza.
«Don Pino - si legge in una nota di Confcommercio Cosenza - si è educato alla scuola di don Italo Calabrò, il don Milani del Sud, il sacerdote che, con monsignor Giovanni Ferro, a Reggio Calabria aveva svegliato le coscienze e fatto crescere una generazione ancora oggi impegnata nel sociale e per la legalità. Il sogno di don Pino è diventato realtà: 130 ettari di terra confiscati alle potentissime ‘ndrine della Piana di Gioia Tauro trasformati in campi estivi. Un percorso che ha portato alla costituzione della cooperativa Valle del Marro. Un’esperienza unica. Sono stati tanti i tentativi di sabotaggio, gli atti intimidatori, quelli di vandalismo, il taglio delle piante. Ma non hanno scalfito la tenacia e il coraggio di don Pino Demasi e dei tanti ragazzi che credono in una Calabria diversa. La Giornata - che mobilita l`intero sistema associativo con iniziative territoriali e locali di vario genere in ogni parte d'Italia, dalla convocazione di Assemblee e Consigli alla realizzazione di convegni, mostre, eventi in piazza - vuole promuovere e rafforzare, come testimonia la storia di Confcommercio, la cultura della legalità che è un prerequisito fondamentale per la crescita e lo sviluppo. Nel corso dell’incontro con Don Pino De Masi saranno divulgati i risultati del questionario sulla legalità».
Saranno presenti imprenditori e studenti delle scuole cosentine. La giornata di sensibilizzazione "Legalità mi piace" inizierà con la diretta streaming degli interventi del presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli e del ministro dell'Interno, Marco Minniti.

]]>
s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Società Fri, 17 Nov 2017 15:44:00 +0100
Si farà il ponte sul fiume Savuto http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63821-si-farà-il-ponte-sul-fiume-savuto http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63821-si-farà-il-ponte-sul-fiume-savuto Si farà il ponte sul fiume Savuto

CATANZARO Il ponte sul fiume Savuto si farà: l’infrastruttura, la cui realizzazione è attesa da oltre undici anni, sarà appaltata entro poche settimane. L’impegno assunto dal presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno diventa realtà in seguito anche alla presa di posizione dei sindaci del comprensorio: Fernanda Gigliotti di Nocera Terinese, Pietro Raso di Gizzeria, Giovanni Costanzo di Falerna (anche nella sua veste di consigliere provinciale) e Leopoldo Chieffallo di San Mango D’Aquino.  
Nel corso della riunione convocata questa mattina dal presidente Bruno nella sede dell’Amministrazione provinciale, i quattro sindaci sollecitati in merito dal presidente Bruno si sono espressi in maniera unanime sulla necessità di procedere nella realizzazione del viadotto. A rappresentare la Regione Calabria all’incontro, l’ingegnere Luigi Zinno, dirigente del settore Programmazione. Alla riunione erano presenti: il vice presidente del consiglio regionale, Enzo Ciconte; il vice presidente della Provincia, Marziale Battaglia; il consigliere provinciale delegato alla Viabilità, Ciccio Severino: il dirigente del Settore Infrastrutture della Provincia, ingegner Floriano Siniscalco; l’ingegner Eugenio Costanzo. Al tavolo anche il direttore di Coldiretti, Piero Bozzo e il dirigente di Coldiretti, Giuseppe Ruberto che hanno portato la voce dei cittadini e degli operatori della zona penalizzati dal quasi decennale crollo dell’importante arteria, prima danneggiata dall’alluvione del 2006 e quindi trascinata a valle dall’impeto del fiume Savuto in piena nel 2008. Il presidente Bruno ha ricordato i fatti che hanno portato alla chiusura della Strada provinciale 163/1; il ponte sul fiume Savuto, tra Nocera Terinese e Campora San Giovanni è ceduto a seguito di eventi meteorici eccezionali nei giorni 11 ed 12 dicembre 2008. 
La Regione Calabria – ente competente alla messa in sicurezza del fiume - per la ricostruzione del ponte ha stanziato ingenti risorse, assottigliate nel corso degli anni dai 6 milioni a disposizione nel 2011 fino agli attuali 2 milioni e mezzo attuali. La Provincia di Catanzaro ha stanziato in bilancio ulteriori cinquecento mila euro per la realizzazione del ponte per la cui realizzazione è già pronto il progetto esecutivo, che si aggiungono ai 500 mila euro individuati nei fondi gestiti dalla Protezione civile: sarà ora il dirigente del settore Infrastrutture, Siniscalco, a portare avanti gli  adempimenti tecnico-amministrativi che porteranno alla gara d’appalto in breve tempo. 
Soddisfatti per l’esito dell’incontro i sindaci di Nocera Terinese, Gizzeria, San Mango d’Aquino e Falerna che hanno ringraziato il presidente Bruno per la determinazione impressa nell’affrontare l’annosa problematica. Ringraziamenti anche dalla Coldiretti che guardando all’operato della Provincia ha parlato di un «esempio di buona politica in Calabria» apprezzando «il coraggio del presidente Bruno di dire che il ponte si farà. Realizziamo il ponte sul Savuto: non possiamo più attendere. Le grandi opere e i grandi progetti potranno adattarsi al ponte in seguito. La Provincia di Catanzaro è stata lungimirante nell’impegnare risorse per questa infrastruttura, in momenti particolarmente difficili per l’Ente dal punto di vista finanziario. Adesso, avanti: appaltiamo l’opera»

]]>
pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Politica Fri, 17 Nov 2017 15:42:00 +0100
Rocca di Neto, necessari nuovi esami sul bimbo morto http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/63820-rocca-di-neto,-necessari-nuovi-esami-sul-bimbo-morto http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/63820-rocca-di-neto,-necessari-nuovi-esami-sul-bimbo-morto Rocca di Neto, necessari nuovi esami sul bimbo morto

ROCCA DI NETO Non basta l’esame autoptico per stabilire la causa della morte del neonato di Rocca di Neto. Giovedì i carabinieri sono stati allertati dal pronto soccorso di Crotone a intervenire in casa di una giovane romena di 23 anni, che si era rivolta all’ospedale per chiedere aiuto. I militari, intervenuti prontamente presso l’abitazione della donna hanno trovato un neonato morto. Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone è stato disposta l’autopsia, che è stata eseguita il giorno stesso. 
L’esame non è risultato esaustivo per cui sono stati disposti l’esame istologico e dei reperti biologici. Per avere il risultato e maggiore certezze sulle cause della morte del neonato occorrono 10 giorni. Questo il tempo necessario per completare i due nuovi esami. L’ipotesi che gli investigatori fanno è che il bambino sia nato vivo. I due nuovi esami dovranno stabilire quanto tempo abbia respirato, dopo la nascita. Probabilmente il bambino è stato rinvenuto con il cordone ombelicale intorno al collo.

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it

]]>
pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Cronaca Fri, 17 Nov 2017 15:17:00 +0100
«Magorno appoggi Oliverio contro il commissariamento» http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63819-«magorno-appoggi-oliverio-contro-il-commissariamento» http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63819-«magorno-appoggi-oliverio-contro-il-commissariamento» Michele Mirabello

«Il gesto coraggioso e dirompente del presidente della giunta regionale Mario Oliverio, che ha minacciato gesti eclatanti in carenza di risposte del governo sul superamento del commissariamento per il piano di rientro in Calabria, va accomagnato da un pronunciamento formale della direzione regionale del Partito democratico». Così il consigliere regionale Michele Mirabello, presidente della commissione Sanità, commenta la posizione ribadita dal governatore nell'ultima seduta di consiglio regionale tirando in ballo direttamente anche il segretario regionale del Pd. «Il segretario Ernesto Magorno, che come è noto a tutti ha più volte assunto posizione netta sul tema, credo abbia il dovere – prosegue Mirabello – di far diventare questa battaglia patrimonio politico dell'intero partito, a partire dalla delegazione parlamentare calabrese, dalla deputazione regionale, per arrivare ai sindaci, agli amministratori, ai dirigenti, ai militanti del partito».
«La Calabria vive una lunga stagione di sofferenza – argomenta il consigliere regionale – a causa di un piano di rientro che, alla luce dei risultati prodotti, con particolare riferimento ai livelli essenziali di assistenza, non ha raggiunto dopo quasi nove anni gli obiettivi sperati. È il momento di avviare una riflessione – è la conclusione – e di aprire un tavolo nazionale di discussione sul "caso Calabria", affiancando il presidente Oliverio, oggi in prima linea a difesa dei diritti e degli interessi dei calabresi».

]]>
s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Politica Fri, 17 Nov 2017 15:10:00 +0100
Le zavorre che frenano l’economia http://www.corrieredellacalabria.it/società/item/63816-le-zavorre-che-frenano-l’economia http://www.corrieredellacalabria.it/società/item/63816-le-zavorre-che-frenano-l’economia Le zavorre che frenano l’economia

CATANZARO I segnali di ripresa ci sono, ma sono timidi e certamente non strutturali. In questo senso i limiti del sistema economico calabrese rimangono tutti in piedi. E fungono da freno a uno sviluppo più organico degli effetti che potrebbero derivare dalla ripresa economica. Ma di certo i dati che provengono dall’ultimo report di Bankitalia indicano che gli anni della recessione economica sono alle spalle. E i segni di questo cambio di rotta ci sono. Ad iniziare dalla ripresa dell’occupazione, dei consumi delle famiglie, della redditività delle aziende e dalla maggiore facilità nell’erogazione del credito che ottengono i consumatori e le imprese. Certo che il solco scavato dagli anni della crisi resta decisamente forte e prima di poter recuperare i valori ante recessione ci vorrà ancora del tempo. 
In sintesi i dati dell’aggiornamento congiunturale rilasciato oggi dagli analisti di Bankitalia sembrano sostenere questa tesi: la Calabria muove i primi passi, ma c’è ancora molto da fare. I dati ad esempio sull’export – seppure in crescita – dimostrano quanto la Calabria resti indietro rispetto agli altri territori italiani che di questo segmento ne hanno fatto uno strumento straordinario per superare la crisi tanto da divenire ora il cavallo di battaglia per cavalcare la ripresa.

IL MONDO DELLE IMPRESE Entrando nello specifico del rapporto emerge che nella prima parte del 2017 la ripresa del settore industriale è proseguita. L’analisi condotta dai tecnici di Bankitalia - che hanno svolto un’indagine tra gli imprenditori calabresi - ha fatto emergere infatti che sono state maggiori le aziende che hanno segnalato una crescita del fatturato rispetto a quelle che hanno dichiarato un calo: +8%. E anche sul fronte delle aspettative il dato cresce. Anche se il dato sull’accumulo del capitale resta un tallone d’Achille dell’economia. Indice che parecchio è stato bruciato negli anni della recessione e che porta ancora forti strascichi. Nel è esempio il comparto edilizio. Seppur il dato degli scambi immobiliari sia ripreso, resta ancora pesante il fardello delle abitazioni invendute. E non vale neppure il dato fornito dall’Ance che indica la crescita del numero di bandi di gara avviati in regione soprattutto perché il valore medio dei contratti è decresciuto. Da qui dunque la difficoltà nell’accumulazione dei capitali da parte delle imprese. Anche il dato sull’export che segnala un passaggio positivo resta comunque troppo debole – in confronto al Pil prodotto in regione – per incidere sul dato complessivo dell’andamento economico calabrese.
Se pur ci sono dati incoraggianti sul fronte del settore terziario legato ai servizi turistici che segnalano un ripresa dei flussi (5,5% in più di turisti rispetto all’anno precedente) si registra però un calo del numero di passeggeri sul fronte della movimentazione degli aeroporti: questo dato è legato soprattutto alla crisi che hanno registrato gli scali di Reggio e Crotone, di fatto chiusi da mesi.
E sempre in tema di imprese emerge dai dati Bankitalia, la costante crescita del numero di aziende attive in Calabria che segnala una crescita dell’1% legato soprattutto all’incremento delle imprese che operano nei servizi immobiliari e nel settore del turismo e della ristorazione. Un numero che ha compensato, superandolo, il dato sulla chiusura di aziende che operavano nell’industria in senso stretto e nel settore delle costruzioni.
Il dato più incoraggiante per le imprese viene comunque dal fronte finanziario. È cresciuto sia il volume di credito bancario concesso alle aziende per effettuare investimenti sia la qualità dell’indebitamento delle stesse. Infatti il rapporto tra somme detenute in depositi e in titoli quotati è cresciuto rispetto all’indebitamento a breve termine delle aziende. In altre parole le imprese ora hanno più liquidità per compiere investimenti. Da qui anche la migliore performance registrata per ottenere prestiti dagli istituti di credito tanto da interrompere la serie negativa che proseguiva dal 2012. Merito anche della riduzione del costo del credito che seppur resta decisamente alto rispetto al resto del Paese ha registrato una timida flessione: il tasso di interesse sui prestiti a breve termine concessi alle imprese si è attestato ora al 4,7% .

L’OCCUPAZIONE I dati forniti dall’Istat e rielaborati dagli analisti di Bankitalia indicano che l’occupazione in Calabria è crescita nel primo semestre di circa 2 punti percentuali. Ed a trascinare questa andamento il comparto dei servizi come il settore commerciale e quello turistico. Anche se i dati indicano che non si è ancora assorbita l’emorragia di posti bruciati negli anni pre-crisi e che la crescita resta comunque limitata rispetto alla media nazionale: basti pensare che tra il 2008 e il 2017 mancano all’appello circa il 10 per cento degli occupati. Inoltre c’è da segnalare che la crescita interessa soprattutto il numero di lavoratori autonomi e dei contratti a termine, mentre si registra una contrazione dei contratti a tempo indeterminato. Segnale di un’ulteriore precarizzazione del lavoro.

CONSUMI Dai dati di Bankitalia inoltre emerge che c’è una crescita dei consumi delle famiglie che in realtà consolida un andamento già registrato fin da 2015. In salita soprattutto il volume degli acquisti su beni durevoli ad iniziare dagli immobili. I numeri che provengono dall’Osservatorio del mercato immobiliare (Obi) indicano, infatti, nel primo semestre del 2017 il volume delle transazioni: +9,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una crescita sostenuta dal sistema creditizio che nel corso del primo semestre del 2017 ha concesso alle famiglie per l’acquisto di case mutui per un valore complessivo a 264 milioni. Un volume dovuto anche al contenimento del costo del denaro (pari al 2,5%) che seppur si è lievemente innalzato ora è decisamente inferiore a quello del 2012 quanto il tasso medio era pari al 4,7%. Ma in tema di consumi delle famiglie si registra anche la crescita del numero di autovetture vendute: nei primi nove mesi è stato pari al 6,3%.
Di pari passo – in questo lasso di tempo – si è registrata una diminuzione del volume di risparmio mantenuto dalle famiglie. Aspetti che dimostrano il miglior clima di fiducia in una ripresa economica che si respira anche nella nostra regione. Anche se i dati di Bankitalia complessivamente indicano quanto ancora in realtà sia lontano il traguardo dello sviluppo economico. 

Roberto De Santo
r.desanto@corrierecal.it

]]>
r.desanto@corrierecal.it (Roberto De Santo) Società Fri, 17 Nov 2017 14:16:00 +0100
LO SFASCIO | Sanità (e politica) in catene http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63815-lo-sfascio-sanità-e-politica-in-catene http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/63815-lo-sfascio-sanità-e-politica-in-catene Cannizzaro e Romeo intervistati da Pietro Bellantoni

LAMEZIA TERME È dedicata al tema caldo della sanità la terza puntata de Lo Sfascio in onda stasera su L'altroCorriere Tv (canale 211 del digitale terrestre) e in diretta streaming su corrieredellacalabria.it e laltrocorriere.it.
Nell'ultima seduta di consiglio regionale il governatore Mario Oliverio ha ribadito la volontà di incatenarsi a Palazzo Chigi per protestare contro il commissariamento che va avanti ormai da 7 anni, un'uscita che non manca di suscitare polemiche e su cui, intervistati da Pietro Bellantoni, si confrontano in studio Sebi Romeo (Pd) e Francesco Cannizzaro (Cdl).
Il capogruppo dem sostiene di appoggiare fino in fondo la battaglia del governatore e spiega: «Il governo ha tempo fino alla fine del mese per dare una risposta. In caso contrario siamo pronti ad azioni eclatanti». Molto critico rispetto alla gestione della sanità il capogruppo della Casa delle libertà, che mette in risalto anche quelle che a suo parere sono le responsabilità della giunta regionale. Nel corso del dibattito viene affrontato anche il tema dei tre nuovi ospedali, i cui lavori, a 9 anni dal primo annuncio, non sono mai partiti.  

]]>
s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Politica Fri, 17 Nov 2017 13:49:00 +0100