Corriere della Calabria - Corriere della Calabria - Le Ultime Notizie http://www.corrieredellacalabria.it Tue, 25 Jul 2017 10:45:16 +0200 Joomla! - Open Source Content Management it-it Pd, i "ricostituenti" all'attacco (e c'è pure Loiero) http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/60243-pd,-i-ricostituenti-all-attacco-e-c-è-pure-loiero http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/60243-pd,-i-ricostituenti-all-attacco-e-c-è-pure-loiero Agazio Loiero

LAMEZIA TERME Il Pd non è un albergo. Non uno solo, almeno. Il partito calabrese sembra ormai diviso e sparpagliato tra le suite di due o più grandi “hotel”. Non sono ritiri calcistici, però, non c’è una sola squadra ospite: in almeno un caso si tratta di una rappresentativa all star, con giocatori-politici provenienti da formazioni – e correnti – molto diverse tra loro.
Prendete l’albergo che ieri, a Feroleto Antico, ha accolto circa 70 tra attuali ed ex consiglieri regionali, un ex presidente di Regione e ministro, un ex sottosegretario di Stato, sindaci, amministratori locali, militanti. Al nuovo incontro dei “Ricostituenti” c’erano orlandiani ortodossi come il consigliere regionale Carlo Guccione, prodiani mai pentiti come l’ex governatore Agazio Loiero, renziani della prima ora come Demetrio Naccari Carlizzi, perfino qualche seguace di Michele Emiliano. Come definire una squadra così eterogenea? Le classificazioni buone per dare un’idea del Pd nazionale non sembrano valere in Calabria. Dove per operare distinzioni e capirci qualcosa bisogna applicare il principio “hotelistico”: dimmi dove ti riunisci e ti dirò chi sei. E mentre a Feroleto i ricostituenti davano vita a un intenso dibattito, centrato sulle difficoltà del Pd in generale e della Calabria in particolare, a Lamezia, in un altro noto albergo, Nicola Adamo – assicura chi ha avuto modo di incontrarlo in quelle nelle stesse ore – avviava la macchina del controspionaggio interno. Dicono che l’ex vicepresidente della giunta, oggi uno dei più stretti collaboratori “ombra” del governatore Oliverio, fosse molto interessato agli sviluppi del dibattito di Feroleto e fosse perfino in possesso della lista dei partecipanti. Forse si tratta di un’esagerazione, che rende però bene l’idea del clima che oggi si respira in casa pd. Un partito magmatico e in continuo movimento, in cui i pezzi da 90 decaduti cercano nuove collocazioni, in vista degli appuntamenti congressuali d’autunno e delle politiche del prossimo anno, e i maggiorenti al potere lottano per non perdere il loro posto al sole.

CONTRO MAGORNO, CONTRO OLIVERIO Certo è che la rosa dei ricostituenti, incontro dopo incontro, si sta allargando. Al vertice di Feroleto, oltre alle "presenza fisse" dei vari Sandro Principe, Francesco Sulla, Mario Franchino e Cesare Marini, c'erano anche tanti segretari di circolo e simpatizzanti. Era prevista perfino la presenza dell’ex presidente del consiglio regionale Antonio Scalzo, che si è comunque scusato per il ritardo con una telefonata. Ma l’elemento davvero nuovo è (ri)comparsa sulla scena di Loiero. Gli eventi sembrano aver consegnato all’ex governatore una seconda giovinezza politica. «Dopo le fallimentari esperienze di Scopelliti prima e di Oliverio poi, è chiaro che i suoi anni al governo della Regione vengano rivalutati», commenta con una punta di veleno un esponente del Pd che ha preso parte al vertice. L’ex ministro, tra i fondatori del partito nazionale, ha però subito precisato di non essere interessato a nuovi incarichi politici. «Ho fatto il governatore, sono stato nel governo, non ho nessuna intenzione di ricandidarmi». Ma, al di là delle posizioni personali, Loiero vede molti ostacoli all’orizzonte del Pd, che ormai – avrebbe spiegato – «è un partito immobile, isolato e che non discute. Stando così le cose, il rischio è di riconsegnare la Calabria al centrodestra, che dopo gli anni di Scopelliti sembrava sepolto».
L’analisi di Principe, assessore regionale con Loiero, non è molto diversa. Dopo aver precisato, anche lui, di non aspirare a nuove cariche politiche, l’ex sottosegretario ha criticato l’assetto organizzativo del Pd regionale, diventato un partito «in cui non si parla più». Nessuno sconto nemmeno al governo regionale di Oliverio, la cui crisi si riscontra nell’atteggiamento delle forze sociali: «Non c’è un solo sindacato che gli faccia sconti». Interviene un altro ex, Franchino, secondo cui il nuovo fronte del Pd calabrese deve stabilire la strategia e il modo in cui rapportarsi con le altre anime del partito in vista dei congressi.
Ufficialmente i ricostituenti non ipotizzano una scissione, sembrano non pensarci nemmeno. Ma chi può dire davvero cosa succederà da qui a qualche mese? Nel frattempo, si passa ai primi documenti. I ricostituenti ne hanno approvato uno all’unanimità (preparato da Marini e Naccari Carlizzi) di cui nelle prossime ore verrà diffusa una sintesi programmatica. Che suonerà così, più o meno: il Mezzogiorno e la Calabria, così, non possono più andare avanti; il Pd, da queste parti, non è mai nato; allo stato attuale non esistono le condizioni per riallacciare un rapporto con l’elettorato. Dunque, serve un cambio di passo, una rigenerazione. Il documento, per chi non l’avesse capito, è una lettera recapitata direttamente a Oliverio e Magorno. Tocca a loro, sembrano dire i ricostituenti, tracciare il futuro di un Pd che tenga conto della posizione di tutti. Ma il governatore e il segretario, chiusi nei loro rispettivi hotel, avranno la forza e la volontà di ricompattare un partito evidentemente a rischio scissione? Elezioni e congressi sono alle porte e, al netto dei propositi di veterani come Loiero e Principe, c’è un esercito pronto a riposizionarsi e a creare nuovi equilibri/squilibri. Matteo Renzi, venerdì prossimo, sarà a Diamante (“casa” di Magorno) per presentare “Avanti”, il suo libro. Sarà un’occasione per conoscere anche la sua di idea sul Pd calabrese. 

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it

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p.bellantoni@corrierecal.it (Pietro Bellantoni) Politica Tue, 25 Jul 2017 09:32:00 +0200
Cosenza, spaccio tra la borghesia delle professioni – VIDEO http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60242-cosenza,-spaccio-tra-la-borghesia-delle-professioni http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60242-cosenza,-spaccio-tra-la-borghesia-delle-professioni

COSENZA Dalle prime ore di martedì mattina poliziotti della squadra mobile di Cosenza e finanzieri della locale Compagnia della Guardia di Finanza stanno eseguendo due distinte ordinanze cautelari, disposte dal giudice per le indagini preliminari  su richiesta della Procura. Alle prime ore di oggi, infatti, al culmine di articolate indagini, supportate da presìdi tecnologici, condotte dalla Mobile, è stata eseguita l’ordinanza di applicazione di misure cautelari dell'operazione Oberdan a carico di 7 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di detenzione e cessione di cocaina, eroina, marijuana e hashish, estorsione e incendio. Nei confronti di cinque indagati il gip ha disposto l’applicazione della custodia cautelare in carcere, mentre per altri due la misura cautelare degli arresti domiciliari presso l’abitazione di residenza.

OPERAZIONE DELLA POLIZIA Le indagini condotte dalla squadra mobile cosentina hanno consentito di disarticolare un gruppo di spacciatori operanti principalmente nel centro storico di Cosenza, in particolare nella zona di Via Oberdan (da cui il nome dell’operazione di polizia). Gli indagati avviavano i contatti direttamente con gli acquirenti, che ben conoscevano le abitudini degli spacciatori. Gli investigatori della Mobile grazie a degli appostamenti fatti a distanza riuscivano a monitorare gli scambi della droga che avvenivano anche presso luoghi concordati de visu. Durante l’attività venivano effettuati ben 21 riscontri con sequestro di sostanze stupefacenti, tra i quali alcuni anche in provincia, precisamente a Marano Marchesato presso l’abitazione di uno degli indagati. La droga sequestrata nel corso delle indagini risulta prevalentemente essere cocaina e in qualche occasione anche eroina, marijuana ed hashish. 
Tra gli assuntori emergono soggetti già noti come tali fra cui esponenti della borghesia delle professioni, tra i quali avvocati, impiegati di banca e anche pensionati. 

BLITZ DELLA FINANZA L’operazione Ovuli Itineranti è stata condotta dai finanzieri del comando provinciale di Cosenza, sotto la stretta direzione della Procura di Cosenza, nei confronti di un gruppo di persone ritenute responsabili, a vario titolo, di usura, spaccio di sostanze stupefacente e furti. L’operazione ha portato all’esecuzione di 4 misure cautelari personali e di varie perquisizioni locali, effettuate con l’ausilio delle unità cinofile del Corpo, nonché a trarre in arresto, lo scorso mese di Marzo, due spacciatori che avevano ingerito ovuli imbottiti di eroina. Le investigazioni si avviavano nei confronti di un appartenente alla malavita cosentina che praticava condotte usuraie ai danni di una vittima, che versava in condizioni di difficoltà economica, alla quale venivano applicati interessi annuali pari al 120 % della somma prestata. Le fiamme gialle calabresi ricostruivano stretti rapporti d’interesse tra l’usuraio ed altri soggetti dediti principalmente allo spaccio di droga, destinata al consumo locale, ed ai furti di accessori di autoveicoli, rivenduti nel mercato parallelo per occultarne la provenienza. Gli spacciatori per rifornirsi della sostanza stupefacente utilizzavano un singolare modus operandi che consisteva nello stipulare preliminari accordi con i fornitori, situati nella zona di Casal di Principe (CE), e nell’incaricare del trasporto della stessa altre persone che ingerivano ovuli contenenti eroina, all’intero del proprio corpo, e ricevevano un compenso solo se la consegna andava a buon fine. A insospettire i finanzieri è stato il comportamento di taluni individui che si recavano frequentemente nella città di Cosenza, simulando visite di cortesia nei confronti di amici o conoscenti, mentre nei fatti operavano come veri e propri corrieri umani di droga. Proprio il monitoraggio di questi comportamenti ha permesso di selezionare due uomini, provenienti dalla zona del casertano, che sottoposti ad esami diagnostici, presso il locale ospedale, risultavano aver ingerito un considerevole quantitativo di “eroina bianca”, caratterizzata dall’elevata purezza, con cui si sarebbero potute realizzate oltre 700 dosi. Provvidenziale si è rilevato l’arresto di uno dei due soggetti, gravato da precedenti specifici, che aveva programmato, nei giorni immediatamente successivi, l’esecuzione di una rapina in un ufficio postale situato nella provincia di Cosenza. In queste due occasioni del tutto peculiare si è rilevato il ruolo dei c.d. ovulatori che, a differenza di quanto avviene nella maggior parte dei casi di cronaca, non sono stati impiegati per il trasporto della droga da paesi esteri ma bensì in attività di “spaccio interno”, ovvero per movimentare eroina tra due località situate all’interno del territorio nazionale.
Queste tecniche di trasporto occulto, particolarmente difficoltose da individuare in occasione dei controlli di polizia, risultano molto pericolose per la salute dei soggetti che le praticano poiché li espongono al rischio di rottura degli ovuli e alla diffusione diretta della sostanza stupefacente nell’organismo.
I dettagli delle operazioni verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11.00 negli uffici della Procura della Repubblica di Cosenza alla presenza del procuratore della Repubblica, Mario Spagnuolo, dell'aggiunto Marisa Manzini, del questore di Cosenza, del comandante provinciale della Guardia di Finanza e degli investigatori.

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it

 

 

 

 

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m.molinaro@corrierecal.it (Mirella Molinaro) Cronaca Tue, 25 Jul 2017 06:49:00 +0200
Caso Marcianò, il Pd blinda l'ex assessore http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/60241-caso-marcianò,-il-pd-blinda-l-ex-assessore http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/60241-caso-marcianò,-il-pd-blinda-l-ex-assessore Caso Marcianò, il Pd blinda l'ex assessore

REGGIO CALABRIA Se per il gioco del silenzio esistesse un campionato nazionale, Reggio Calabria sarebbe di certo fra le aspiranti al podio. A oltre 48 ore dal licenziamento a mezzo stampa dell’assessore Angela Marcianò e a 24 dalla versione dell’accaduto fornita – sempre a mezzo stampa – dal sindaco Falcomatà, dal Comune arriva solo silenzio. L’ufficio stampa dirama comunicati su feste di piazza, campi di calcio e attività del Palacalafiore, ma sugli assetti della nuova Giunta niente. Sulle delicate attività fino a qualche giorno fa gestite dalla Marcianò niente. Sul futuro del protocollo di Legalità firmato con Anac e ministero dell’Interno zero. Sulle veementi proteste dei cittadini per il brutale allontanamento dell’assessora, meno di zero. Il “palazzo di cristallo” promesso nei primi anni di mandato sembra essersi trasformato in una torre d’avorio, che affida ad ascari – i consiglieri di maggioranza, gli altri assessori, la moglie del sindaco – i messaggi che il sindaco vuol fare avere alla città. Ma Falcomatà non parla.

E ROMA SI MUOVE Il suo partito invece si muove. E soprattutto il coordinatore Lorenzo Guerini. A lui era affidata la mediazione sul caso Marcianò che Falcomatà ha unilateralmente – ci tengono a sottolineare ambienti romani – fatto saltare. A lui è toccato raccogliere pubblicamente i cocci. È lui incaricato di salvaguardare il rapporto con l’assessora estromessa, che il Pd ci tiene a tutelare. Quello che si teme a Roma è che Angela Marcianò, stufa delle faide di partito, esca sbattendo la porta anche dalla segreteria, per dedicarsi all’attività di docenza che non ha mai abbandonato, neanche nei giorni di lavoro intenso dell’assessorato. Uno scenario che a Roma sono determinati ad evitare. Per questo giovedì, salvo imprevisti, l’assessora defenestrata dovrebbe essere a Roma per un incontro blindato con Guerini. All’ordine del giorno, il ruolo che il Pd è determinato a ritagliarle, anche e soprattutto dopo lo schiaffo ricevuto nella sua Reggio. Cosa possa venir fuori non è dato sapere. Da sabato, Marcianò è chiusa nel silenzio. Ma ieri lo ha promesso: «La lista delle CONCLAMATE BUGIE e l'elenco dei CONVINTI BUGIARDI si estende ; Risponderò presto con una nota scritta». E chissà che non arrivi dopo l’incontro chiarificatore con Guerini. 

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

 

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acandito@hotmail.it (Alessia Candito) Politica Tue, 25 Jul 2017 00:17:00 +0200
Ai rampolli dei clan piacciono i privé http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60240-ai-rampolli-dei-clan-piacciono-i-privé http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60240-ai-rampolli-dei-clan-piacciono-i-privé Mico Tegano

REGGIO CALABRIA Curcuci e champagne. Gite a Polsi e week end a Bucarest. Calessini da trotto e tavoli nei privé dei locali. Squadre di quartiere e salotti patinati. Facebook e fratellanze di sangue. È sospesa fra le spacconerie da viveur, vecchie tradizioni e storici metodi la vita delle giovani leve dei clan di Archi. Il procedimento per rissa e lesioni che adesso li vede indagati è infatti solo “l’errore” che ha iniziato a mostrare il perimetro di una rete che cerca spazio. E preoccupa.

LA RETE A svelare il perimetro di un gruppo composito di giovani e giovanissimi – che parte da Archi, si allarga agli storici feudi di Tremulini, Santa Caterina e San Brunello, per poi spingersi su fino ai territori che un tempo erano degli Audino, a sud nell’area storicamente controllata dai Iamonte e recluta persino nella comunità rom – è Facebook. Come a tutti i coetanei, anche ai giovani rampolli piace fotografarsi, taggarsi e in generale mostrarsi come reucci di un territorio che sentono di aver ereditato in dote.

GALEOTTO FU FACEBOOK Studiando i numerosi e attivissimi profili aperti sui social dalle giovani e rampanti presunte leve dei clan gli investigatori hanno trovato riscontri a dichiarazioni e informazioni sui protagonisti della rissa e del selvaggio pestaggio di due poliziotti dell’estate scorsa. E fra questi ultimi a rendersi “interessante” dal punto di vista investigativo è stato soprattutto Mico Tegano.

IL CURRICULUM DEL GIOVANE CAPO È lui, si legge nelle carte, il capo carismatico del gruppo che si è reso protagonista del raid che insieme ad altri lo ha fatto finire sotto indagine. Ma non è la prima volta che il figlio del boss Pasquale si fa notare gli investigatori. Con all’attivo precedenti di polizia per porto d’armi, è finito fra gli imputati nel procedimento con rito abbreviato scaturito dall’inchiesta Gambling. Il vizio del gioco non lo ha perso e neanche quello delle cattive frequentazioni.

IL LUPO PERDE IL PELO, MA NON IL VIZIO Il suo profilo facebook – improvvisamente sparito da qualche giorno – ne ha testimoniato i frequenti viaggi in Romania, dove più volte si è fatto immortalare in sale slot e casinò probabilmente gestiti da un altro “figlio d’arte”, con le mani in pasta nel mondo del gioco. E non solo a Bucarest. Foto e tag mostrano l’amico di Tegano jr molto impegnato anche fra Montecarlo e Malta, dove già diversi anni fa l’inchiesta Gambling ha scoperchiato il gigantesco sistema di gioco illecito che per anni ha permesso ai clan di Archi di lavare milioni di denaro sporco. Coincidenze? Forse. Di certo il giovane Tegano, imputato con l’accusa di aver avuto un ruolo in quel sistema di gioco illecito, non sembra preoccuparsi.

«È LUI IL BOMBAROLO» La sua è una posizione tutto sommato minore, tuttavia agli atti di quel fascicolo c’è un verbale del pentito Mario Gennaro che svela ben più preoccupanti scenari. Per il collaboratore di giustizia, è stato il giovane rampollo di Archi a far mettere la bomba che ha fatto saltare il suo centro scommesse in pieno centro cittadino. All’epoca il fatto fece clamore. Quell’ordigno è esploso in una zona frequentata a tutte le ore e quando ancora erano in tanti a bivaccare da quelle parti. Solo per caso – o forse no – nessuno è rimasto ferito.

LE AFFINITÀ CON I CONDELLIANI Non è stato ancora reso noto se alle dichiarazioni di Gennaro sia stato trovato riscontro o meno. Nel frattempo però, il nome di Mico Tegano è finito fra quelli citati dagli indagati dell’operazione Eracle. Ad evocarlo è Vincenzo Ferrante, fra le principali “voci” finite nell’inchiesta Eracle, ma morto prima della sua esecuzione. È lui a dire che «c'è Mico Tegano… cosa questi qua che stanno spacciando». Un’involontaria indicazione cui non è dato sapere – al momento – se sia stato dato seguito. Di certo, con i “condelliani” dell’operazione Eracle, il giovane rampollo di Archi sembra in ottimi rapporti. Più volte, le telecamere registrano la sua presenza nella stalla di Archi gestita da Francesco Domenico Condello, figlio del Supremo, di recente arrestato e poi mandato ai domiciari per corse clandestine.

IL MIO AMICO MIMMONE Un altro occhio elettronico immortala Mico Tegano  di fronte alla pizzeria Mirablù, oggi sotto sequestro, mentre chiede a Katia Martino che la gestisce di “convocare” Mico Nucera, considerato il capo della squadra di buttafuori abusivi che imponeva il proprio controllo sui locali per conto dei Condello. E Nucera e Tegano jr sembrano andare d’amore e d’accordo se è vero che la telecamera li inquadra mentre, in un’altra occasione, si avvicinano insieme alla medesima pizzeria, insieme ad altri due soggetti ritenuti parte della rete dei pusher. Anche gli incidenti di percorso non sembrano turbare il rapporto fra i due.

I «RISPETTI» PER «LE PERSONE» È il 7 giugno 2016. Nucera non è con il giovane rampollo di Archi, ma con Minutolo, un altro degli arrestati dell’operazione Eracle. Ed è lui a dire «nessuno si deve permettere di metterti in mezzo... a niente e a nessuno Mico... Compare se c'eri tu io evitavo, compare, evitavo... perché si evitano queste cose quando ci sono persone». Il riferimento è ad una rissa scoppiata qualche giorno prima al Mahe, il locale su cui Nucera aveva imposto la propria vigilanza per conto dei Condello. Lo stesso in cui è iniziato lo scontro con i rosarnesi, poi degenerato nella rissa che ha fatto finire Tegano jr e il suo gruppo sotto indagine.

CARISMA DA CAPO Si tratta di una delle tracce che gli investigatori hanno seguito per risalire agli autori di quel violento pestaggio. Forse. E forse non solo. Ecco perché – probabilmente – a Mico Tegano viene riconosciuto dagli investigatori un carisma criminale «fuori dal comune che, nonostante la sua giovane età gli garantisce il massimo rispetto sia da parte dei suoi fiancheggiatori, che dai soggetti estranei alla propria organizzazione».

UNA RETE AMPIA E PERICOLOSA Quali? Al momento, ufficialmente non ci sono indicazioni. Ma – suggeriscono fonti investigative – il branco che ha pestato selvaggiamente dei coetanei solo per un apprezzamento alla ragazza sbagliata in realtà potrebbe essere parte di un gruppo molto più ampio. E pericoloso. Nelle informative agli atti dell’inchiesta sulla rissa si legge infatti di una rete di una quarantina di persone, tutte provenienti da Archi, che negli anni passati ha firmato raid e pestaggi nei locali della movida cittadina. Aggressioni che in ambienti investigativi molti leggono come un tentativo di riempire o vuoti di potere creati dagli arresti degli ultimi anni.

VUOTO DI POTERE Sullo scenario criminale cittadino – spiegano gli osservatori più attenti – si muovono nuove generazioni che reclamerebbero spazio e potere in virtù di cognomi che ostentano come stendardi e dell’omertà che i crimini commessi da padri, nonni, se non più antichi antenati assicura. Ma a differenza degli anziani, i nuovi rampolli hanno fretta. Non appena capi operativi come Paolo Rosario De Stefano, Giovanni De Stefano, Mico “Tattoo” Sonsogno, Vincenzo Zappia sono finiti dietro le sbarre, una nuova rampante generazione ha preteso spazio e ruolo.

LE TENSIONI DEGLI ULTIMI ANNI A questo vengono ricondotte le tensioni che da anni inquietano la città, dai raid nei locali a nuovi pressanti giri di estorsioni, dai selvaggi pestaggi di innocui avventori di bar e locali (l’ultimo risale a meno di un mese fa) a intimidazioni, anche a colpi di arma da fuoco. Se e in che misura alcuni di loro siano finiti nelle maglie dell’indagine per rissa al momento non è dato sapere. Ma è certo –  spiegano gli osservatori – che il cuore delle nuove tensioni batta ad Archi. E da lì si estenda.

IL RAMPANTISMO NON SI PERDONA A meno che qualcuno, magari fra gli storici capi di recente tornati in libertà, non vi metta freno. Uno scenario che fa paura. Anche – suggeriscono alcune fonti – fra gli uomini dei clan. In certi ambienti il rampantismo non viene ben tollerato. L’ultimo a far le spese di questa regola – raccontano i pentiti – è stato Paolo Schimizzi. Ufficialmente è solo scomparso. Per i collaboratori è stato brutalmente ammazzato. Il suo corpo non è mai stato ritrovato. 

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

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pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Cronaca Mon, 24 Jul 2017 22:56:00 +0200
Il “trappolone” (fallito) a Gratteri http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60239-il-“trappolone”-fallito-a-gratteri http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60239-il-“trappolone”-fallito-a-gratteri Il “trappolone” (fallito) a Gratteri

CATANZARO Trae spesso in inganno l’aria bonaria e l’atteggiamento distratto, quasi svogliato, che caratterizzano Nicola Gratteri. Spingono i suoi interlocutori, collaboratori e avversari inclusi, a una pericolosa sottovalutazione. Se lo conosci bene, invece, sai che è prudente sino alla paranoia. Non accetta caramelle dagli sconosciuti e neanche un bicchiere d’acqua (il suo capo scorta, muovendosi con una naturalezza che sfida anche l’occhio più attento, sostituisce la bottiglietta dell’acqua quando il “Capo” siede a un convegno come relatore).
Anche la frase più antipatica, il ragionamento più impopolare, la battuta più irriverente, che Gratteri tira fuori davanti a un microfono, lungi dall’essergli sfuggita di controllo è, al contrario, frutto di riflessione e si pone come funzionale al raggiungimento di un obiettivo.
Come quando, lontano da Catanzaro e rispondendo a domande della conduttrice di Sky, dice: «Non ci possono essere fughe di notizie senza qualche connivenza interna. Non ci sono giornalisti attrezzati per rubare documenti. Dietro ogni fuga di notizie c’è la complicità o del magistrato o della polizia giudiziaria». Molti suoi colleghi hanno maldigerito tale assunto. Molti suoi collaboratori lo hanno, evidentemente, sottovalutato. Sta di fatto che ieri la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha conosciuto una giornata dura e un Gratteri che, fuori dalle metafore, ha voluto capire da dove è uscita la notizia di una indagine su un ramo calabrese dell’inchiesta Consip con il coinvolgimento di persone vicine al padre di Matteo Renzi.
Notizia seccamente smentita da Gratteri ma che certamente si prestava al confezionamento di un bel polpettone al cianuro, visto che tra i protagonisti trovano spazio carabinieri del Noe fedelissimi al comandante "Ultimo", oggi al centro di indagini proprio per notizie finite sui giornali e riguardanti la famiglia Renzi.
Notoriamente il Noe non è tra gli organi di polizia giudiziaria utilizzati da Gratteri che vuole un millimetrico rispetto dei rapporti istituzionali. Quando non ci sono reati ambientali da perseguire, Gratteri dialoga solo con lo Sco della Polizia di Stato, il Gico o il Goa della Guardia di Finanza e il Ros dei carabinieri oltre che, ovviamente, con i comandi territoriali delle tre forze di polizia.
Capita, invece, che sul tavolo del procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri, arriva una informativa del Noe centrale, firmata dagli eredi di “Ultimo” che riferisce degli appalti Consip, del supposto coinvolgimento di Tiziano Renzi e di un ruolo di mediatore che avrebbe svolto il massone calabrese Rocco Borgia, oggetto di perquisizione su mandato della Procura di Roma proprio per la vicenda Consip. La giustificazione per tale invio risiederebbe nel fatto che il “Noe” sarebbe a conoscenza di una indagine di Gratteri su logge deviate e massomafia. Prima domanda: chi ha detto al “Noe” di tale indagine? Seconda: che c’entrano gli atti dell’inchiesta Consip?
I due interrogativi diventano ancora più delicati, e fanno infuriare il procuratore Gratteri, quando “La Verità”, quotidiano fondato e diretto da Maurizio Belpietro, apre il giornale con un titolo a tutta pagina: “Gratteri indaga sugli uomini di Babbo Renzi”. Il servizio lo firma Giacomo Amadori, già inviato di punta di Panorama e autore a Catanzaro di formidabili scoop come l’iscrizione al registro degli indagati di Romano Prodi ad opera dell’allora pm Luigi De Magistris. Uno scoop e una indagine che portarono male a Prodi, il cui governo cadde subito dopo, mentre fecero la fortuna di De Magistris, oggi sindaco di Napoli dopo un passaggio da parlamentare europeo.
Amadori, in verità, da Gratteri ci è passato il giorno prima. Lo accompagnava Paolo Orofino, giornalista locale che ebbe grande spazio nell’era De Magistris e che oggi si accredita dell’amicizia del procuratore aggiunto Bombardieri. Amadori chiede un’intervista a Gratteri ma il procuratore, che pure non ne lesina, quella mattina decide di non concederla e anzi non fa neppure entrare i due giornalisti nel suo ufficio.
Oggi sospetta che quella visita in realtà doveva servire a coprire la vera fonte di una notizia vera per un verso, assolutamente fasulla per l’altro. Vera nel senso che esiste una inchiesta sulla “massomafia”; fasulla perché non spiega che tale inchiesta è di gran lunga antecedente quella sugli appalti in Consip e tratta ben altri e più gravi scenari. Insomma, come dicono dalle nostre parti, una via per due servizi: rimettere in movimento l’indagine, romana, su Babbo Renzi e i suoi amici massoni; nel contempo “mascariare” Gratteri il quale a poche settimane dal suo editto («Se c’è una fuga di notizie ci sono connivenze interne») si sarebbe ritrovato a giustificarsi di una notizia “fuggita” proprio dal suo ufficio. E che notizia! (1–Continua)

Paolo Pollichieni
direttore@corrierecal.it

 

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pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Cronaca Mon, 24 Jul 2017 21:31:00 +0200
Cosenza, sinergie tra Camera di commercio e Archivio di Stato http://www.corrieredellacalabria.it/società/item/60238-cosenza,-sinergie-tra-camera-di-commercio-e-archivio-di-stato http://www.corrieredellacalabria.it/società/item/60238-cosenza,-sinergie-tra-camera-di-commercio-e-archivio-di-stato Cosenza, sinergie tra Camera di commercio e Archivio di Stato

COSENZA La Camera di Commercio di Cosenza e l'Archivio di Stato lavoreranno insieme per sviluppare il settore culturale e documentale del territorio. Con l'accordo firmato oggi, i due enti si impegnano a unire le loro forze per favorire la nascita di percorsi di animazione territoriale ed eventi culturali e turistici legati alla valorizzazione dei nostri luoghi, anche grazie al coinvolgimento degli istituti scolastici in progetti di alternanza scuola-lavoro. «Il protocollo di intesa con l'Archivio di Stato di Cosenza - sostiene Klaus Algieri, presidente della Camera di Commercio - è un ulteriore passo avanti nel percorso di collaborazione con le altre istituzioni. Un percorso intrapreso dal nostro ente nella convinzione, supportata anche dalla recente riforma del sistema camerale, che il fare rete rappresenta la vera strategia vincente per sostenere lo sviluppo del nostro territorio». Tra le azioni congiunte è prevista anche l'istituzione di un Tavolo tecnico di confronto interistituzionale, così da poter programmare e razionalizzare i rispettivi compiti attraverso incontri trimestrali, per la verifica del grado di efficacia delle iniziative adottate e di eventuali nuove iniziative da realizzare.

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pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Società Mon, 24 Jul 2017 21:28:00 +0200
«La discarica di Celico resta chiusa» http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60237-«la-discarica-di-celico-resta-chiusa» http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60237-«la-discarica-di-celico-resta-chiusa» «La discarica di Celico resta chiusa»

ROVITO «Il Tar Calabria ha rigettato, in data odierna, l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dalla Mi.Ga. srl, ritenendo che allo stato la domanda cautelare non merita accoglimento in quanto non è contestata la circostanza che dall’impianto di smaltimento dei rifiuti della società ricorrente si verifica una immissione maleodorante che determina un grave disagio alla popolazione dei Comuni richiedenti la sospensione dei conferimenti». Lo dice in una nota il sindaco di Rovito Felice D'Alessandro. In soldoni: la discarica di Celico resta chiusa almeno fino alla riunione della camera di consiglio del tribunale amministrativo. I giudici, dunque, ritengono «corretto il provvedimento della Regione Calabria che dispone, appunto, la sospensione per 90 giorni dell’attività della discarica al fine di individuare le soluzioni tecniche più appropriate per impedire tale pregiudizio alla popolazione stesso», prosegue D'Alessandro. È stata, quindi, fissata per il prossimo 22 agosto la camera di consiglio per la trattazione generale. «È questo – continua il sindaco – un passaggio importante verso la chiusura definitiva della discarica. Esprimo a tal proposito, anche a nome dei cittadini di Rovito e dell’intero comprensorio presilano, soddisfazione e plauso. Confido nell’azione della magistratura amministrativa che senz’altro il 22 agosto farà prevale le ragioni e i sacrosanti ed inalienabili diritti dei cittadini alla tutela della salute pubblica e alla salvaguardia del prezioso patrimonio naturalistico dei territori in cui la discarica è ubicata».

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pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Cronaca Mon, 24 Jul 2017 20:48:00 +0200
«Alle Regioni i fondi per i trasporti non bastano» http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/60236-«alle-regioni-i-fondi-per-i-trasporti-non-bastano» http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/60236-«alle-regioni-i-fondi-per-i-trasporti-non-bastano» L'assessore Francesco Russo

CATANZARO «Il Fondo nazionale trasporti è sottostimato rispetto al fabbisogno, ma le Regioni continuano, faticosamente, a individuare risorse per garantire i servizi programmati. Ma è necessario almeno agire su alcune norme che finiscono per rappresentare un ostacolo per un’efficace programmazione», lo ha sostenuto l’assessore ai Trasporti della Regione Calabria, Francesco Russo, intervenuto, in rappresentanza della Conferenza delle Regioni, nel corso di un’audizione al Senato sulla mobilità sostenibile. «È il caso di un articolo inserito nella cosiddetta "manovrina" di giugno (L. 96/2017) che vincola il 20 per cento del fondo nazionale trasporti a una certificazione della spesa da effettuarsi entro il 30 giugno di ogni anno. In questo modo - ha spiegato Russo, anticipando alla commissione territorio, ambiente e beni ambientali del Senato i contenuti di un documento che la Conferenza delle Regioni trasmetterà nei prossimi giorni - c’è il rischio di non poter accertare una parte considerevole di tali risorse».
L’assessore regionale ha, poi, passato in disamina i diversi temi della mobilità sostenibile: il lavoro congiunto con il ministero delle infrastrutture e gli enti locali, per arrivare, auspicabilmente entro la fine di luglio,  alla definizione di linee guida per la redazione dei Piani Urbani per la mobilità sostenibile (Pums); l’accelerazione per recuperare i ritardi nell’avvio piano nazionale per le infrastrutture per la ricarica elettrica; l’impegno per l’uso dei carburanti alternativi, inclusa l’energia elettrica con l’obbligo per i gestori delle nuove aree di servizio e di installare punti per il rifornimento di tali carburanti; il lavoro continuo per migliorare la sicurezza ferroviaria in particolare sui tratti delle linee ex-concesse; gli sforzi per implementare e incentivare la mobilità ciclistica e il cicloturismo; le risorse , anche attraverso il fondo di sviluppo e coesione, per il rinnovo del materiale rotabile.
Infine Russo ha voluto soffermarsi su un’esigenza prioritaria anche per la mobilità sostenibile, quella della logistica urbana (City Logistic). «Il tema della distribuzione urbana delle merci – ha affermato - ha assunto, nel tempo, un’importanza crescente, dovuta ad una maggiore sensibilità agli standard di sostenibilità. Occorre infatti considerare che i servizi di mobilità per le merci e per le persone sono allo stesso tempo uno dei settori economici più rilevanti e uno dei principali fattori di deterioramento della sostenibilità e della vivibilità, soprattutto nelle aree urbane. Inquinamento atmosferico e acustico, intrusione visiva, consumo di fonti energetiche non rinnovabili, consumo di suolo, congestione, incidentalità sono tra i principali costi ambientali connessi ai trasporti. A livello europeo, una delle politiche principali promosse per la tutela dell’ambiente riguarda l’efficientamento della distribuzione urbana delle merci e la Commissione Europea – ha ricordato Russo - ha lanciato la sua sfida ai governi degli Stati Membri: raggiungere l’obiettivo ambizioso di una logistica urbana a zero emissioni di CO2 entro il 2030. Gli interventi previsti sono finalizzati a Conseguire nelle principali città un sistema di logistica urbana a zero emissioni di CO2 entro il 2030 come indicato dal Libro Bianco (Commissione Europea, 2011). Il perseguimento di tale obiettivo deve rappresentare per le istituzioni italiane, Stato, Regioni ed enti locali un traguardo su da non perdere di vista anche perché – ha concluso Russo - genera vantaggi sia per gli operatori, in termini di miglioramento dell’efficienza della distribuzione, sia per la collettività in termini di sostenibilità ambientale e riduzione degli incidenti».

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pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Politica Mon, 24 Jul 2017 20:09:00 +0200
«Un bando da 66 milioni per sostenere il mondo del lavoro» http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/60235-«un-bando-da-66-milioni-per-sostenere-il-mondo-del-lavoro» http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/60235-«un-bando-da-66-milioni-per-sostenere-il-mondo-del-lavoro» La Cittadella regionale

CATANZARO È in preinformazione, sul portale regionale Calabria Europa, l’avviso “Dote lavoro e inclusione attiva” per sostenere – informa l’ufficio stampa della Giunta - l’inserimento e il reinserimento nel mercato del lavoro dei disoccupati, degli inoccupati e delle persone con disabilità e maggiormente vulnerabili. Il bando, in attuazione del Piano inclusione attiva (Dgr n. 25 del 31/01/2017), ha una dotazione finanziaria maggiore a 66 milioni di euro a valere sul Por Calabria Fesr Fse 2014-2020.
«Mettiamo a bando oltre 66 milioni di euro – ha dichiarato il presidente della Regione Mario Oliverio - per sostenere in maniera efficace l’inserimento nel mercato del lavoro di quanti sono disoccupati o inoccupati e dei soggetti socialmente svantaggiati, persone con disabilità o a rischio discriminazione. Si tratta di un impegno significativo, per avviare una misura innovativa nel suo genere, che si traduce in interventi personalizzati e realizzati sulla base delle esigenze reali dei destinatari e capaci di produrre opportunità occupazionali concrete. Quello che vogliamo, infatti, è andare oltre la logica assistenziale per creare un collegamento diretto e costante con il mondo del lavoro e le realtà produttive del territorio. Questa amministrazione - conclude il presidente Oliverio - è impegnata in prima linea per promuovere lo sviluppo della regione garantendo, proprio a partire dalle categorie più vulnerabili, il diritto all’occupazione, all’affrancamento e alla dignità».
Possono partecipare all’avviso gli operatori accreditati nella rete regionale dei servizi per il lavoro e per le politiche attive del lavoro, che operano in via complementare o sussidiaria alle attività svolte dalla Regione attraverso i Centri per l’impiego.
«Attraverso questo bando - ha affermato l’assessore al lavoro Federica Roccisano - intendiamo dare risposta a chi fino ad oggi era rimasto fuori dal sistema degli incentivi e delle politiche per il lavoro, ovvero gli over 30 anni e i soggetti vulnerabili e in condizioni di disabilità. La metodologia innovativa della dote, inoltre, interviene a favore di un orientamento lavorativo più coerente con le attitudini proprie delle persone, attraverso l’attivazione di percorsi di orientamento e profilazione, ma anche di riqualificazione e inserimento lavorativo supportato da voucher formativi e tirocini on the job. Nei prossimi giorni – dichiara ancora l’assessore Roccisano - al fine di condividere il percorso incontreremo la rete dei soggetti coinvolti, dai consulenti del lavoro agli ordini professionali, dalle organizzazioni sindacali al partenariato economico, fino agli enti accreditati per il lavoro sia pubblici e privati».
In base alla classe di svantaggio il destinatario ha a disposizione una dote. Si tratta di un budget utile a sostenere i servizi e gli interventi che ogni individuo, in accordo con l’operatore, ritiene più funzionali e adatti per essere inseriti nel proprio Piano di intervento personalizzato. Tra le misure previste ci sono: servizi per il lavoro; voucher di formazione; tirocini/indennità di partecipazione. Possono presentare richiesta per la dote i soggetti che hanno compiuto 30 anni e sono disoccupati o inoccupati oppure le persone con disabilità iscritte al collocamento mirato e le persone maggiormente vulnerabili, a rischio discriminazione e prese in carico dai servizi sociali, che hanno compiuto 18 anni. Devono essere residenti in un comune della Regione Calabria, tranne i senza dimora per cui vale anche il domicilio. L’importo della dote lavoro dipende dalla tipologia di misura attivata e dalla classe di svantaggio del destinatario.
L'avviso pubblico è in preinformazione nella pagina dedicata per consentire ai soggetti interessati di prenderne adeguata visione prima della pubblicazione ufficiale. È consultabile sul sito Calabria Europa: http://calabriaeuropa.regione.calabria.it/website/bando/327/bando-dote-lavoro-e-inclusione-attiva.html.

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adelia.pantano@gmail.com (Adelia Pantano) Politica Mon, 24 Jul 2017 19:21:00 +0200
“Braccialetti rossi”, casting anche a Cosenza http://www.corrieredellacalabria.it/società/item/60234-“braccialetti-rossi”,-casting-anche-a-cosenza http://www.corrieredellacalabria.it/società/item/60234-“braccialetti-rossi”,-casting-anche-a-cosenza Il regista Giacomo Campiotti

COSENZA Per il nuovo film di Giacomo Campiotti, regista della serie Rai di successo “Braccialetti Rossi” si cercano giovani interpreti. Continuano i casting in Calabria per la fiction prodotta da Rai Fiction e Bibi Film e sostenuta da Calabria Film Commission. Prossima tappa: Cosenza, nella sala del Cinema Citrigno, lunedì 31 luglio, dalle ore 10 alle ore 18.
Si cercano bambini e ragazzi calabresi delle seguenti fasce d’età:

  • Un ragazzo di 15-19 anni calabrese

  • Una ragazza di 17-23 anni calabrese

  • Un bambino tra i 7 e i 9 anni calabrese

  • Una bambina tra gli 8 e gli 11 ani calabrese

 

Inoltre si legge in una nota della produzione: «Se gli aspiranti alle tipologie indicate hanno fratelli o sorelle, si prega, se possibile, di venire insieme. I minorenni dovranno essere accompagnati da un adulto – conclude la nota -. Non sono richieste esperienze di recitazione.

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adelia.pantano@gmail.com (Adelia Pantano) Società Mon, 24 Jul 2017 17:59:00 +0200
Il Pd di Vibo: «L'amministrazione comunale è “ostaggio dei partiti”» http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/60233-il-pd-di-vibo-«l-amministrazione-comunale-è-“ostaggio-dei-partiti”» http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/60233-il-pd-di-vibo-«l-amministrazione-comunale-è-“ostaggio-dei-partiti”» Il Pd di Vibo: «L'amministrazione comunale è “ostaggio dei partiti”»

VIBO VALENTIA Per denunciare incongruenze e impedimenti legislativi che ostacolerebbero il progetto di allargamento e, soprattutto, ribadire la natura di un’amministrazione nata civica e finita “ostaggio dei partiti”, questa mattina il gruppo consiliare del Pd di Vibo Valentia ha tenuto una conferenza stampa nella sede della federazione provinciale democrat. «Qui, alla presenza del segretario provinciale del Pd Enzo Insardà, del capogruppo Giovanni Russo, e dei consiglieri d’opposizione Sabatino Falduto, Antonia Massaria, Stefania Ursida, Giuseppe Cutrullà e Pasquale Contartese, sono stati elencati i motivi per i quali la scelta del sindaco è da ritenersi inopportuna. Mandare a casa assessori e aumentarne il numero, è l’unica esigenza di questa maggioranza - ha riferito il segretario provinciale del Pd -. È questo un fatto sul quale ognuno di noi deve riflettere: Vibo è una città ormai rassegnata a subire qualunque cosa. Questo è un sopruso, è una vergogna bella e buona, anche per le giustificazioni fornite dal sindaco sul cambio dell’assessore Scuticchio dal momento in cui lui stesso lo definisce un “ottimo assessore”. Se questa amministrazione manda a casa così un suo assessore, vuol dire che è in atto un ricatto da parte di esponenti politici, che dicono al sindaco: “se vuoi durare ancora devi mandare a casa questo o quello e mettere chi ti dico io”». Dal capogruppo Russo subito un elemento in rilievo: «La colazione di maggioranza è di centrodestra. Da quando è nata, di tutto si è occupata fuorché amministrare questa città. Pur avendo conseguito una vittoria larga il sindaco Costa è stato impegnato ad accontentare le varie forze politiche, al fine di garantire la solidità di una maggioranza che di solido ha avuto ben poco da subito, ma che è stata messa insieme solo per soddisfare appetiti di potere, per occupare poltrone e niente più. In due anni - ha proseguito - sono stati cambiati sei assessori: De Filippis, Alessandria, De Marco, Cutrì, Imeneo e Scuticchio. Se questo non è un fallimento, come altro potremmo aggettivarlo».
Nel merito della rimodulazione e allargamento della giunta, Russo ha chiarito: «Sono convinto che siano stati commessi diversi errori: intanto nella forma, perché non è ammissibile che il sindaco e il presidente del Consiglio (che dovrebbe essere figura super-partes) e il rappresentante del principale partito di maggioranza (Forza Italia), annuncino un rimpasto in una conferenza stampa, convocando peraltro solo una parte della stampa, e non lo facciano invece nella sede istituzionale più consona. Questo è un grave sgarbo istituzionale. Nella sostanza, poi, la legge Delrio non consente alla città capoluogo la nomina del decimo assessore, nemmeno con la modifica dello statuto comunale. Questo è un nuovo scivolone dell’attuale maggioranza». «Qualora si potesse fare (ma restiamo convinti che non si possa fare) un decimo assessore, questo comporterebbe una spesa di 2.500 euro lordi al mese che, per 12 mesi, fanno 30mila euro che, per i tre anni rimanenti, fanno 90mila euro lordi. Questa amministrazione in dissesto improvvisamente ha trovato fondi di bilancio per creare una nuova poltrona? Come sono stati trovati e perché non sono stati utilizzati per risolvere qualche criticità del Comune?».
In conclusione anche da Russo è giunto un appello «alle forze sane della città. Continuare a piangersi addosso non ha più senso. Chi ha buona volontà e crede nel futuro della città - ha detto - si sieda intorno a un tavolo e inizi a stilare un programma alternativo. Noi ci appelliamo alla classe politica e imprenditoriale, alle associazioni. Lo facciamo senza pregiudizi e senza steccati. Vibo, in questo momento, appare come quel passeggero a cui è stato cancellato un volo e attende di sapere su che aereo salire. Ecco, noi vogliamo contribuire ad indicare la direzione».

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adelia.pantano@gmail.com (Adelia Pantano) Politica Mon, 24 Jul 2017 17:46:00 +0200
Il messaggio di Natuzza rivive allo Scolacium – VIDEO http://www.corrieredellacalabria.it/cultura-e-spettacoli/item/60232-il-messaggio-di-natuzza-rivive-allo-scolacium http://www.corrieredellacalabria.it/cultura-e-spettacoli/item/60232-il-messaggio-di-natuzza-rivive-allo-scolacium Il messaggio di Natuzza rivive allo Scolacium – VIDEO

BORGIA Arte e spiritualità è il connubio che domani, alle ore 22, presso il Parco Scolacium di Roccelletta di Borgia, servirà a dar vita allo spettacolo sulla via di Natuzza Evolo, la mistica calabrese per la quale è in corso la causa di beatificazione. Nella suggestiva cornice del parco archeologico, sarà l’attore Alessandro Preziosi a guidare gli spettatori in un viaggio tra la vita e il messaggio di fede che “mamma Natuzza” ha divulgato dalla sua Mileto. E proprio il vescovo di Mileto, monsignor Luigi Renzo, è l’autore del testo sul quale è stato costruito lo spettacolo. Le musiche, invece, sono state composte da Vincenzo Palermo.
Nelle interviste, il racconto dello spettacolo da parte dei protagonisti:

 

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Il cast: Sarah Baratta Soprano; Luca Bruno (Baritono); Bruno Di Girolamo (Clarinetto concertante); Albarosa Di Lieto, Emanuela De Zarlo (Arpe); Ilaria Ganeri (Pianoforte); Coro Lirico Cilea; Bruno Tirotta (Direttore del coro); Coro di voci bianche dell’Accademia Gustav Mahler; Alexandra Rudakova (Direttore del coro) Orchestra in residenza grazie al progetto interculturale in collaborazione con l’ente Musica Insieme, orchestra sinfonica internazionale - (6 nazioni rappresentate) – estate 2017 – concerti su territorio italiano; Maurizio Dones (Direttore d’orchestra). Stella Feroleto, mezzosoprano diplomata al Conservatorio e artista emergente di origine calabrese del panorama operistico nazionale, si esibirà in apertura di serata nel “Dolce Sentire”, una particolare interpretazione del “Cantico delle Creature”.

 

Alessandro Tarantino
a.tarantino@corrierecal.it

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adelia.pantano@gmail.com (Adelia Pantano) Cultura e spettacoli Mon, 24 Jul 2017 17:18:00 +0200
Chiesto il processo per gli ex amministratori della Sogas – NOMI http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60231-chiesto-il-processo-per-gli-ex-amministratori-della-sogas-–-nomi http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60231-chiesto-il-processo-per-gli-ex-amministratori-della-sogas-–-nomi Chiesto il processo per gli ex amministratori della Sogas – NOMI

REGGIO CALABRIA La Procura vuole il processo per i vertici di Sogas, la società che fino a qualche giorno fa ha gestito l’aeroporto di Reggio Calabria, Tito Minniti. All’esito delle indagini della Guardia di Finanza, i magistrati hanno chiesto il rinvio a giudizio per dieci persone, tra componenti del Consiglio di Amministrazione e membri del Collegio Sindacale pro-tempore.
Si tratta dell’ex presidente Carlo Alberto Porcino, e dei componenti del cda Vincenzo Calarco, Luca Maio, Antonio Barrile, Tommaso Cotronei, nonché dei membri del collegio sindacale, Renato Antonelli, Giancarlo Filocamo, Domenico Pensabene, Giorgio Chiaula e Domenico Parente. Sono tutti a vario titolo indagati in concorso per false comunicazioni sociali nei bilanci degli anni 2011, 2012 e 2013 dati non veritieri.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Gdf, nei bilanci societari, sono stati consapevolmente esposti - in modo idoneo ad indurre altri in errore - fatti materiali rilevanti e non rispondenti al vero relativi alla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Sogas, con specifico riferimento alle voci inerenti i proventi straordinari e alle relative contropartite patrimoniali. Traduzione, per nascondere le perdite sono stati inseriti in bilancio 1.539.790,21 di euro per il 2011, 3.125.196,46 per il 2012, e 340.000,00 per il 2013.
Questo ha permesso alla società non solo di evitare un risultato d’esercizio negativo per gli anni 2011 e 2012 e di rilevare, nell’anno 2013, una perdita inferiore a quella effettiva, ma anche di evitare un’eventuale revoca della concessione della gestione aeroportuale nonché di conseguire un ingiusto profitto, derivante dal mantenimento in vita della stessa società, oramai decotta, e consentendo ai destinatari del provvedimento di beneficiare della conservazione delle cariche ricoperte.
La richiesta di rinvio a giudizio ha evidenziato, inoltre, a carico del presidente del consiglio di amministrazione pro-tempore della società, anche il reato di omesso versamento di ritenute dovute o certificate: non sarebbero state versate, nel 2013, ritenute Irpef per 389.710,26 euro.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

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pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Cronaca Mon, 24 Jul 2017 17:10:00 +0200
«Zambetti in Lombardia puntava alla "lobby calabrese"» http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60230-«zambetti-in-lombardia-puntava-alla-lobby-calabrese-» http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60230-«zambetti-in-lombardia-puntava-alla-lobby-calabrese-» Domenico Zambetti

MILANO Parlano di «un patto di scambio» avvenuto «concretamente» tra l'ex assessore regionale Domenico Zambetti e Eugenio Costantino e Giuseppe D'Agostino come «referenti e portavoce di alcune importanti famiglie mafiose della 'ndrangheta lombarda» le motivazioni della sentenza con cui il Tribunale lo scorso febbraio ha inflitto pene dai 16 anni e mezzo in giu' (13,5 a Zambetti), nell'ambito del processo sulle presunte infiltrazioni delle cosche calabresi in Lombardia e sul voto di scambio. Nelle quasi 500 pagine il giudice Maria Luisa Balzarotti scrive che il «contraente di Zambetti è una organizzazione criminale unitaria in cui sono federate le famiglie di 'ndrangheta operanti in Lombardia». Inoltre «tale compattezza e unitarietà che rende elevatissimo il potere criminale dell'associazione è nota a Zambetti, ed è ciò che gli garantisce di trarne dal negozio illecito l'utilità che si propone: quella cioè di ottenere un numero di voti, di tale entità da assicurare la sua elezione nella competizione per il rinnovo del consiglio regionale del 28-29 marzo 2010».
Per il magistrato, che ha depositato le motivazioni sabato scorso, è «inequivocabile» che i due esponenti delle organizzazioni criminali, con «la collaborazione» di altre persone tra cui Ambrogio Crespi (fratello dell'ex sondaggista di Berlusconi e condannato a 12 anni, ndr), «hanno raccolto effettivamente i voti promessi a Zambetti(...) e di contro, l'assessore regionale, dopo una iniziale ritrosia, ha versato in contanti il corrispettivo precedentemente pattuito nelle loro mani». Corrispettivo che, secondo l'accusa, sarebbe ammontato a 200 mila euro per circa quattromila voti.
Domenico Zambetti, l'ex assessore regionale tra le persone condannate lo scorso febbraio nell'ambito del processo sulle presunte infiltrazioni delle cosche calabresi in Lombardia e sul voto di scambio, «ha dato dimostrazione di essere pienamente consapevole delle capacità di intimidazione del gruppo criminale, al quale si è volontariamente e consapevolmente rivolto per reclutare i suffragi». Lo scrive il giudice Maria Luisa Balzarotti nelle motivazioni della sentenza, sottolineando che «la particolare qualità del contraente di Zambetti - la federazione delle più importanti famiglie di 'ndrangheta insediate nel territorio lombardo - sodalizio di cui è notorio il potere criminale e che ha esercitato in concreto un condizionamento diffuso e fondato sulla prepotenza e sulla sopraffazione rende evidente che l'accordo negoziale illecito non ha esaurito il proprio contenuto nello scambio di voti contro denaro, ma ha incluso l'impiego, presso gli elettori, del potere di condizionamento mafiosi».
Per il giudice «Zambetti ha, consapevolmente, scelto quale contraente un tale terribile centro di potere perché puntava al bacino elettorale lombardo della 'lobby calabrese' e al consenso dell'intera consorteria. Un'indicazione di voto - si legge ancora - proveniente da tale sodalizio che, in quanto tale, è sorretta dalla forza intimidatrice del vincolo associativo, al di là di atti di violenza o di minaccia, avrebbe potuto consentirgli di conseguire nel bacino territoriale della Lombardia, in cui il sodalizio è ormai storicamente radicato, il quantitativo di voti propostogli».

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adelia.pantano@gmail.com (Adelia Pantano) Cronaca Mon, 24 Jul 2017 17:01:00 +0200
Un nuovo colpo per la difesa del Cosenza: arriva Pasqualoni http://www.corrieredellacalabria.it/sport/item/60228-un-nuovo-colpo-per-la-difesa-del-cosenza-arriva-pasqualoni http://www.corrieredellacalabria.it/sport/item/60228-un-nuovo-colpo-per-la-difesa-del-cosenza-arriva-pasqualoni Federico Pasqualoni

COSENZA Dopo Manuel Pascali, il Cosenza piazza un altro colpo in difesa. La società rossoblù, sul proprio sito ufficiale, ha comunicato l’ingaggio a titolo definitivo con accordo fino al 30 giugno 2019, di Federico Pasqualoni.
Difensore centrale, nato a Roma il 19 marzo 1997, Pasqualoni dopo una prima fase della sua carriera trascorsa nel settore giovanile della Roma e una parentesi nel Milan, è cresciuto nella Lazio. Nel 2015 è stato ceduto al Novara, società nella quale ha militato nella formazione Primavera fino al giugno scorso.

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adelia.pantano@gmail.com (Adelia Pantano) Sport Mon, 24 Jul 2017 16:36:00 +0200
L'architetto calabrese che conquista Manhattan http://www.corrieredellacalabria.it/società/item/60227-l-architetto-calabrese-che-conquista-manhattan http://www.corrieredellacalabria.it/società/item/60227-l-architetto-calabrese-che-conquista-manhattan L'architetto Giuseppe Samà

Ne abbiamo già parlato un paio di anni fa. Ma ora Giuseppe Samà ha fatto incredibili passi in avanti, arrivando a firmare la nuova location "Numero 28" a New York.
L'architetto Samà, di origini calabresi, dopo aver conseguito la sua laurea in architettura a Roma e successivamente un master in restauro monumentale, ha accettato la sfida di trasferirsi a New York. Giovane, brillante, moderno. Soprattutto elegante, dopo aver maturato con successo 10 anni di attività professionale in Italia, l'architetto italiano ha espresso straordinariamente nelle strade di Manhattan la sua idea di design e di fare architettura. E proprio nel cuore di Manhattan, di fronte la Trump Tower, diventa Associate Architect per questo studio di architettura e interior design. Studio che vanta clienti come Max Mara, Davide Cenci, Jacob & Co., Tommy Hilfiger solo per citarni alcuni.
E proprio a Manhattan avviene l'incontro tra l'architetto Giuseppe Samà e la catena di ristoranti-pizzerie Numero 28. 
Bene, Numero 28 è una catena di ristoranti-pizzeria i cui proprietari sono di Cosenza, più precisamente di Rende. È il 2004 quando viene aperto il primo locale nel famoso quartiere West Village di Manhattan, da lì i fratelli Biamonte, Remo, Rolando e Mena, con mamma Eugenia come supervisor, non si sono più fermati.
Numero 28 ormai è diventato un vero e proprio "Must" della qualità italiana nel mondo. Solo a New York ne esistono sei,  e poi a Miami, Austin (Texas), Londra.
Desiderosi di continuare a espandersi in altri paesi del mondo, i fratelli Biamonte hanno deciso di instaurare una stretta collaborazione professionale con l'architetto Giuseppe Samà. 
È a Bergen Street, in Brooklyn, il primo Numero 28 che porta la firma dell'architetto Giuseppe Samà.
Coniugare bellezza e funzionalità è uno dei must dell'architetto italiano. 
La sua passione per i dettagli, per i materiali artigianali, per l’eleganza delle linee rivisti in uno stile contemporaneo-vintage sono ormai diventati un suo marchio di fabbrica e il ristorante-pizzeria Numero 28 di Bergen street, un esempio di come la cura e il confronto dialettico con l'esistente diventano parte integrante del progetto, è diventato un’attrazione per i cosmopoliti abitanti di New York.
Un ristorante e bar di design concepito come uno spazio di ricerca, dove gli interni e la costruzione stessa fanno da cornice a cibo e cocktail, in un equilibrio di creatività differenti.
La fama di architetto di particolare valore apre molte porte a Samà, con una nuova sfida pronta ad attenderlo, progettare un nuovo Numero 28 ad Austin, Texas. 
Un giovane calabrese che fa onore alla nostra terra e al nostro Paese. Ragazzi che si fanno da soli, al prezzo di grandi sacrifici, lontani da casa e dagli affetti. Ragazzi che meritano il successo che sanno costruire, meritano tutta la nostra ammirazione.

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pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Società Mon, 24 Jul 2017 16:34:00 +0200
Contro gli incendi più prevenzione al Parco della Biodiversità http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60226-contro-gli-incendi-più-prevenzione-al-parco-della-biodiversità http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60226-contro-gli-incendi-più-prevenzione-al-parco-della-biodiversità L'incendio al Parco della Biodiversità

 

CATANZARO L'amministrazione provinciale di Catanzaro metterà in campo una serie di misure di prevenzione per scongiurare altri incendi come quelli che martedì scorso hanno interessato la zona est della città, mettendo a repentaglio il Parco della Biodiversità Mediterranea e il Parco ippico "Valle dei Mulini". Da mercoledì 26 luglio saranno intensificati i controlli nei 66 ettari di polmone verde nel cuore del capoluogo anche con l'utilizzo di mezzi meccanici da parte del personale del Parco e degli addetti al servizio di vigilanza coadiuvati dalle Guardie particolari giurate del Wwf Italia, gruppo di Catanzaro e con l'ausilio delle forze dell'ordine, per come stabilità nel corso della riunione del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza svoltosi in Prefettura venerdì 21 luglio. I particolari della disposizione interna sono stati illustrati dal presidente della Provincia Enzo Bruno, affiancato dal direttore del Parco Rosetta Alberto, il vicepresidente Marziale Battaglia, il consigliere provinciale delegato alla viabilità Ciccio Severino, il consigliere provinciale delegato alla Pubblica istruzione Aquila Villella, il presidente del Comitato regionale Fise Roberto Cardona e l'ingegnere Antonio Leone del settore Patrimonio guidato dal dirigente Pantaleone Narciso. Bruno, è scritto in una nota, ha voluto, ancora una volta, ringraziare quanti si sono adoperati per scongiurare che il Parco della Biodiversità venisse divorato dalle fiamme, a partire dal prefetto Luisa Latella, che ha avuto un ruolo fondamentale nella gestione dell'emergenza di martedì scorso poiché si è adoperata per attivare in tempi record gli interventi aerei, raccogliendo l'appello del presidente Bruno e recandosi sul posto, e quindi convocando il Comitato in cui è stato definito in maniera sinergia il percorso di misure preventive da attivare affinché si il patrimonio ambientale, naturalistico e culturale che rappresenta l'orgoglio e il fiore all'occhiello dell'amministrazione non venga preso di mira da facinorosi. Per consentire la massima vigilanza, prosegue la nota, "risulta indispensabile precludere il transito pedonale all'intera zona denominata 'Valle dei Mulini', incluso il percorso benessere all'interno del Parco della Biodiversità dalle ore 22 alle ore 7 nel periodo 26 luglio-31 agosto 2017. I trasgressori saranno denunciati. «Alle condizioni date - ha sostenuto Bruno - stiamo facendo davvero l'impossibile, e anche di più. Voglio ricordare che tutte le Province d'Italia, e quindi anche quelle calabresi, non hanno potuto approvare il bilancio di previsione a causa dei continui tagli erariali che hanno sempre di più assottigliato le risorse a disposizione per effettuare quelle che sono le quattro funzioni fondamentali attribuite dalla legge di riforma Delrio: viabilità, edilizia scolastica, ambiente e trasporti. A distanza di tre anni la Regione Calabria non ha ancora legiferato in materia di funzioni residuali, tra cui rientra la gestione dei Parchi, della rete museale e delle strutture sportive, per come previsto dalla Delrio, lasciando il carico e la responsabilità del funzionamento alle Province che, con l'acqua alla gola e già in condizioni di pre-dissesto o di dissesto dichiarato, non hanno più condizioni le economiche per garantire servizi e funzioni di primaria importanza per i cittadini calabresi. Per la gestione delle funzioni residuali, compreso il Parco della Biodiversità, la Provincia di Catanzaro attende dalla Regione il trasferimento di circa sei milioni di euro». «Con notevoli sforzi - ha concluso Bruno - stiamo garantendo anche il taglio erba lungo le arterie provinciali in particolare quelle che collegano mete turistiche e località di vacanza. Ma la situazione è davvero difficile: solo la passione e l'impegno che svolgiamo assolutamente da missionari ci permette di andare avanti. Per questo rivolgo un accorato appello ai cittadini: aiutateci a vigilare sul Parco della Biodiversità, chiediamo un supplemento di sensibilità per preservare questo gioiello». In seguito alla valutazione dei danni dell'incendio di martedì scorso, la Fise e l'amministrazione provinciale di Catanzaro hanno deciso di posticipare di un mese lo svolgimento del concorso ippico che avrebbe dovuto svolgersi al Parco Ippico la Valle dei Mulini dal 4 al 6 agosto prossimi.

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adelia.pantano@gmail.com (Adelia Pantano) Cronaca Mon, 24 Jul 2017 16:27:00 +0200
Tropea, turista travolto da un motoscafo http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60225-tropea,-turista-travolto-da-un-motoscafo http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60225-tropea,-turista-travolto-da-un-motoscafo Tropea, turista travolto da un motoscafo

TROPEA Un turista di 76 anni, F.G., nato a Latina ma residente a Roma, è stato travolto da un motoscafo mentre nuotava davanti alla spiaggia di Tropea. L'incidente è avvenuto in località Baia di Riaci. L'uomo, che indossava maschera e pinne, ha riportato gravi ferite alla testa e subito l'amputazione di due dita della mano. Immediatamente soccorso è stato trasportato nell'ospedale "Pugliese" di Catanzaro. Ricoverato nel reparto di Rianimazione verrà sottoposto a un intervento chirurgico. Sono intanto in corso le ricerche del motoscafo che ha investito il 76enne. All'incidente hanno assistito numerosi bagnanti che hanno allertato i soccorsi. Sul posto sono giunti i sanitari del 118 e l'eliambulanza. 

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pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Cronaca Mon, 24 Jul 2017 16:22:00 +0200
San Lorenzo, ai domiciliari il boss Paviglianiti http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60223-san-lorenzo,-ai-domiciliari-il-boss-paviglianiti http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/60223-san-lorenzo,-ai-domiciliari-il-boss-paviglianiti San Lorenzo, ai domiciliari il boss Paviglianiti

SAN LORENZO Va agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico il boss di San Lorenzo Angelo Paviglianiti. Condannato a 18 anni nel processo “Ultima spiaggia” come capo del sodalizio mafioso operante nel territorio ionico di San Lorenzo e Bagaladi, e raggiunto da ulteriori accuse nell’ambito delle indagini “Nexum ed Eco sistema”, è stato scarcerato per motivi di salute. Assistito dall’avvocato Giuseppe Nardo, Paviglianiti è stato riconosciuto affetto da patologie troppo gravi per essere curate in carcere.  L’Ufficio Gup del Tribunale di Reggio Calabria ha riconosciuto valide le argomentazioni dell’avv. Nardo, pur a fronte del parere fortemente contrario dell’Ufficio di Procura che si era opposto alla scarcerazione.

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pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Cronaca Mon, 24 Jul 2017 16:14:00 +0200
Dieni: «All'ospedale di Locri una paralisi generale» http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/60224-dieni-«all-ospedale-di-locri-una-paralisi-generale» http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/60224-dieni-«all-ospedale-di-locri-una-paralisi-generale» Federica Dieni e il direttore sanitario Vincenzo Schirripa

LOCRI «L'ospedale di Locri è in piena emergenza mentre governo e Regione stanno a guardare». È quanto dichiara la deputata del M5S Federica Dieni. Questa mattina, la parlamentare ha condotto un'ispezione nel nosocomio della Locride, accompagnata da diversi attivisti del Movimento e dal direttore sanitario Vincenzo Schirripa. «Uno dei problemi più evidenti dell'ospedale – sottolinea la deputata – riguarda la carenza di organico riscontrabile in quasi tutti i reparti e dovuta, in particolar modo, al blocco del turnover in vigore ormai da 6 anni. Significa che chi è andato in pensione in questo lasso di tempo non è stato sostituito; e oggi i medici e i sanitari in servizio nei reparti riescono a garantire i servizi solo al prezzo di alti sacrifici personali e di turni massacranti». «Lo stesso dottor Schirripa – continua Dieni – ha confermato l'insufficienza del personale a disposizione e quindi il mancato rispetto delle linee guida che stabilisce il numero minimo di addetti per ogni struttura semplice o complessa. Inoltre, più del 20% del personale in servizio ha usufruito della legge 104 ed è quindi esonerato dai turni di notte e dalla reperibilità, con tutto quello che comporta per l'organizzazione e la piena efficienza dei reparti». «Nell'ospedale di Locri – aggiunge la parlamentare 5 stelle – risultano tra l'altro scoperti i “primariati” di Radiologia, Ortopedia, Ginecologia, Pediatria, Medicina, Oncologia e Pronto soccorso, malgrado in molte di queste unità i posti da dirigente siano stati banditi già da due anni. È chiaro che si tratta di una situazione di paralisi generale di fronte alla quale chi di dovere ha preferito voltarsi dall'altra parte invece di affrontare un problema che riguarda da vicino una larga fetta di territorio calabrese». «Lo spoke di Locri – prosegue Dieni – è infatti un presidio strategico che registra circa 50mila accessi all'anno e che sopperisce alla carenza di strutture sanitarie presenti nel territorio. Un suo rafforzamento in termini di nuovi servizi e politiche mirate per l'incremento del personale, nel pieno rispetto dei limiti imposti dal turnover, rappresenterebbero un passo in avanti decisivo per garantire il rispetto dei livelli essenziali di assistenza nella Locride, che deve tra l'altro far fronte all'isolamento prodotto dalla carenza di servizi viari, ferroviari e aeroportuali». «Nel corso della visita di questa mattina – conclude la deputata 5 stelle –, più volte i medici e gli infermieri mi hanno ricordato le “passerelle” che il governatore Mario Oliverio e il commissario alla Sanità Massimo Scura hanno fatto nell'ospedale. Quelle visite, accompagnate dalle solite promesse, a distanza di diversi anni non hanno prodotto alcun miglioramento concreto per un presidio di fondamentale importanza per un territorio vasto e complesso come quello del basso ionio reggino. Nei prossimi giorni presenterò un'interrogazione parlamentare al ministro della Salute per sapere quali sono i progetti per lo spoke di Locri e quali iniziative di loro competenza abbiano preso l'ufficio del commissario e la Regione Calabria».

 

 

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adelia.pantano@gmail.com (Adelia Pantano) Politica Mon, 24 Jul 2017 16:12:00 +0200