Mancini: «Vota Sì chi vuole il cambiamento»

L'ex deputato socialista a Cosenza per un'iniziativa con parlamentare verdiniano Parisi: «La partita si gioca tra tutti quelli che vogliono che le cose nel nostro Paese finalmente cambino e quanti invece difendono lo status quo»

Lunedì, 28 Novembre 2016 20:56 Pubblicato in Politica
Giacomo Mancini Giacomo Mancini

COSENZA «Siamo al rush finale. Il prossimo 4 dicembre gli italiani saranno chiamati di dire Sì o No alle riforme costituzionali approvate su iniziativa del governo di Matteo Renzi e votate in duplice lettura dal Parlamento». Così Giacomo Mancini, già deputato socialista, nel corso di una iniziativa di "Liberi Sì" a Cosenza insieme a massimo al parlamentare Massimo Parisi. "Gli italiani - ha aggiunto - potranno dire Sì: al superamento del bicameralismo paritario, alla riduzione dei parlamentari; al contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni; alla soppressione del Cnel e alla revisione del titolo V della costituzione. Se invece dovesse prevalere il No tutto rimarrà come è adesso. Al contrario di come è stata rappresentata, quindi, la sfida non è tra il Pd (o meglio sarebbe dire la sua maggioranza congressuale) e il resto del mondo. La partita, per la verità, si gioca tra tutti quelli che vogliono che le cose nel nostro Paese finalmente cambino e quanti invece difendono lo status quo».
«Noi – ha argomentato Mancini- ci collochiamo convintamente in questa metà del campo. E lo facciamo pur non avendo votato per il Pd, né tantomeno avendo supportato alle primarie il suo segretario. Lo facciamo perché siamo coerenti con la nostra storia. Passata e recente. Chi ha sempre lavorato, nelle proprie responsabilità politiche a amministrative, per favorire il cambiamento, per garantire più diritti e più occasioni di crescita per chi non li possiede, non può che schierarsi a favore del Sì. In questo campo, infatti, c’è spazio per tutti quei riformisti e quei moderati che sono convinti che il nostro Paese per risollevarsi abbia bisogno anche di riforme strutturali che rendano l’Italia più moderna, più competitiva e più giusta».
«Storicamente – ha proseguito Mancini- poi la Calabria può vantare una radicata tradizione riformista, tanta parte della quale d’ispirazione socialista. Affinché anche in questa regione prevalga il Sì al referendum costituzionale, può essere decisiva la mobilitazione e l’impegno di donne e di uomini che si riconoscono in quel filone. E allo steso modo in questo campo possono stare anche quanti dal 1994 hanno scelto Forza Italia conquistati dal carisma del suo leader e dalla sua missione di innovazione e di cambiamento. E la dimostrazione di ciò l’hanno data anche i parlamentari di quel partito che hanno votato tre volte su quattro la riforma in Parlamento».