«In Calabria danni erariali per 22 milioni di euro» - VIDEO

Sono i dati emersi durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Più di 80 le sentenze di condanna. Nuove criticità relative alla restituzione dei fondi dei gruppi del consiglio regionale. La Procura ha chiesto l'intervento della Corte costituzionale

Venerdì, 17 Febbraio 2017 13:06 Pubblicato in Politica

CATANZARO «Le fattispecie di danno perseguite e che interessano l'attività della pubblica amministrazione, minandone spesso la credibilità, si ripetono ormai frequentemente da anni e richiedono un maggiore sforzo organizzativo non solo sul fronte della repressione, ma soprattutto su quello della prevenzione. È necessario anticipare i controlli attraverso meccanismi diversi, non basati sul semplice iter documentale, per scongiurare il rischio che possano essere erogate ingenti risorse a fondo perduto». Lo ha detto il procuratore regionale della Corte dei Conti della Calabria, Rossella Scerbo, incontrando i giornalisti in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. La stessa ha evidenziato che, per quanto riguarda la normativa, il Codice di giustizia contabile ha consentito un adeguamento dell'apparato legislativo alle esigenze di certezza, estendendo i principi del giusto processo ed il rafforzamento dei diritti della difesa. Agli obiettivi di razionalizzazione e semplificazione normativa, non è corrisposta però un'adeguata risposta dal punto di vista organizzativo: «La carenza di personale - ha detto Scerbo - continua ad incidere sulla corretta funzionalità degli uffici della procura rimasti completamente privi di magistrati». Il procuratore regionale ha, quindi, aggiunto che «sono migliaia le denunce che arrivano dai cittadini e a cui non e' possibile dare seguito perché relativi a fatti che non determinano un danno erariale».
Riguardo all'attività esercitata nell'anno, durante la cerimonia il presidente della sezione calabrese della Corte dei Conti, Anna Bombino, ha sottolineato che sono state pronunciate 83 sentenze di condanna per 22 milioni di euro relativi a danni subiti in gran parte da enti locali e aziende sanitarie. «Sono state riscontrate - ha commentato Scerbo - fattispecie di danno erariale per indebita percezione dei contributi comunitari per un ammontare di circa 67milioni di euro. Tra gli altri casi più gravi anche quelli nel settore della sanità relativi allo svolgimento da parte di dirigenti medici dipendenti pubblici di attivita' extramoenia non autorizzata, alla mancata riscossione di ticket, alle assunzioni contra legem di personale, alla percezione da parte di un farmacista di rimborsi non dovuti per medicinali mai forniti agli assistiti. Persistono i fenomeni di truffe nella formazione professionale, particolarmente rilevanti perché si consumano sulla pelle di tanti giovani. Ancora, i debiti fuori bilancio continuano a costituire una patologia costante evidenziando l'assenza di professionalità specifiche nelle amministrazioni».
Menzione a parte per i numerosi giudizi relativi alla mancata restituzione da parte dei presidenti dei gruppi consiliari regionali delle spese dichiarate irregolari dalla Sezione di controllo. «La Regione Calabria - ha concluso il procuratore regionale - ha legiferato di recente stabilendo che la restituzione avvenga tramite compensazione con le somme restituite, perché non utilizzate dai gruppi negli scorsi anni. Il debito della Regione pagato, dunque, con somme della Regione. Tale legge ha invaso il campo riservato alla potestà esclusiva dello Stato e, pertanto, la Procura ha chiesto la remissione alla Corte costituzionale».