Confapi sul Def: «Puntare sulla riduzione delle tasse»

Il vicepresidente della Confederazione Franco Napoli è stato sentito in Parlamento: «Bisogna interrompere la crescita a due velocità tra Nord e Mezzogiorno» Giovedì, 20 Aprile 2017 13:04 Pubblicato in Politica
Franco Napoli Franco Napoli

ROMA «Il nostro auspicio è che le misure messe in campo con il Def possano offrire strumenti per rafforzare la competitività, la ripresa degli investimenti così come la semplificazione burocratica e l’innovazione. In rappresentanza delle Pmi, esprimiamo però anche la preoccupazione per il fatto che non siano state messe in campo misure adeguate per la riduzione del costo del lavoro e per una decisiva ripresa della domanda interna». È la posizione espressa oggi da Confapi, la Confederazione delle Piccole e Medie Imprese Italiane che raccoglie oltre 83.000 imprese con più di 800mila addetti, nel corso dell’audizione sul Def presso le Commissioni congiunte di Camera e Senato. Confapi, rappresentata dal vicepresidente Francesco Napoli, ha ricordato «la necessità di varare misure che sostengano realmente le Pmi, colonna portante del nostro sistema produttivo». Fra i temi più cari a Confapi, ribadito anche oggi in sede di audizione, quello dei ritardi nei pagamenti tra privati. «Oggi - ha spiegato Napoli - le nostre aziende subiscono un grave squilibrio finanziario poiché i tempi medi di pagamento arrivano fino a 180 giorni, contrariamente a quanto stabilito dalla direttiva europea. Noi abbiamo già proposto l'adozione anche in Italia del sistema vigente in Francia che prevede un sistema di sanzioni per chi non rispetta i tempi previsti. Inoltre nel Def non si fa alcun riferimento alla riduzione delle aliquote Irpef preannunciata più volte. Ciò costituisce una gravissima perdita di competitività e di limite agli investimenti per crescere e innovare». «A nostro avviso - ha sottolineato il vicepresidente di Confapi - è necessario rimodulare l’estensione dello “split payment” che rischia di sottrarre alle nostre aziende liquidità e Iva a credito. Né si può condividere la soluzione che sembra prospettarsi di scegliere fra la riduzione del cuneo fiscale e l’innalzamento dell’Iva, che comporterebbe paradossalmente un beneficio fiscale da un lato e una contestuale penalizzazione, dall’altro, nelle prospettive di crescita delle Pmi e in un’ulteriore depressione della domanda interna». Confapi nel corso dell'audizione ha anche sottolineato «l’importanza di tutelare il Made in Italy» e «di interrompere la crescita a due velocità tra Nord e Mezzogiorno», la «necessità di trovare una valida alternativa ai voucher» e «di implementare la collaborazione tra imprese e formazione per un’alternanza scuola-lavoro che riconosca una sorta di premialità alle aziende che la attuano».