«Il Paese può ripartire dal Sud» - VIDEO INTERVISTA

Il ministro della Giustizia Orlando all’Unical ha dialogato con gli studenti del corso di Storia dell'educazione alla democrazia e alla legalità. Ed esulta per il risultato ottenuto a Cosenza: «Fa ben sperare in vista della battaglia del 30 aprile» Giovedì, 20 Aprile 2017 13:38 Pubblicato in Politica
Il ministro Orlando all'Unical Il ministro Orlando all'Unical

COSENZA «Il Pd è una grande forza, che ha proprio come sua forza le primarie aperte per scegliere la propria leadership». Lo ha detto oggi, parlando all'Università della Calabria, il ministro della Giustizia e candidato alla segreteria del Pd, Andrea Orlando, che, tra l'altro, ha dialogato con gli studenti del corso in Storia dell'educazione alla democrazia e alla legalità. «La democrazia - ha aggiunto - non è solo un sistema di regole, ma anche una serie di diritti, garanzie e libertà, a partire dalla libertà dal bisogno. La democrazia è la possibilità che i cittadini possano effettivamente contribuire alle scelte della comunità locale e nazionale».
«Sulla legittima difesa stiamo discutendo, un accordo si troverà, ha poi detto Orlando. «Basta non farne una questione ideologica – ha proseguito - è giusto valutare se la legge funziona oppure no, ma non bisogna mandare segnali che la difesa delle persone può essere assegnata ai singoli, perché il ruolo dello Stato non deve venire mai meno nella tutela della sicurezza collettiva». 
Ritornando poi a parlare del Partito democratico, il ministro ha sostenuto: «Il Pd deve ricostruire un rapporto con pezzi di società che si sono allontanati: gli ultimi, le persone in difficoltà, i giovani, le grandi periferie del Mezzogiorno. Un partito che si dice progressista e del riscatto, che si batte per affermare diritti fondamentali non è credibile se non riconquista questi pezzi di società».
Orlando si è poi soffermato sui risultati della convenzione, che lo hanno visto addirittura battere Renzi nel capoluogo bruzio: «Sono soddisfatto dei risultati ottenuti a Cosenza, e ringrazio il consigliere Carlo Guccione che è stato il riferimento importante di questa battaglia, pure in un quadro molto difficile, dove la larga parte della nomenclatura si era schierata da un'altra parte. Questo segnale ci fa sperare e ci mette nelle condizioni di giocare al meglio la battaglia del 30 aprile che si giocherà tra i cittadini».
E parlando dei vaccini e delle polemiche nate in questi giorni sul loro utilizzo, Orlano ha precisato: «Mi pare che sia giusto seguire le indicazioni della scienza e non l'estemporaneità di chi li contesta. L'importante è che i bambini siano messi al sicuro dalle malattie - ha aggiunto - e grazie ai vaccini questo obiettivo è stato raggiunto. Questo è un Paese che ha conosciuto epidemie importanti e se sono state debellate è merito dei progressi scientifici che non possono essere messi in discussione per una battaglia di carattere politico». 
«Io guardo al Mezzogiorno con particolare attenzione perché, se si vuole determinare una crescita significativa, consistente, nel nostro Paese, bisogna tornare ad investire nel Mezzogiorno», ha poi detto il ministro della Giustizia. «Abbiamo fatto un calcolo che un'aggiunta di 4 miliardi di investimenti nel Mezzogiorno potrebbe far aumentare il Pil complessivo dell'1,8% - ha sostenuto - cioè investire nel Mezzogiorno ha un ritorno molto più alto che in qualunque altra area del Paese, ma purtroppo le cose, in questi anni sono andati in un'altra direzione, perché si sono ridotti gli investimenti in tutta Italia e particolarmente nel Mezzogiorno. La diminuzione degli investimenti dei grandi soggetti pubblici delle infrastrutture, nel Sud è stata drammatica: si è investito il 70% delle risorse da Roma in su - ha precisato Orlando - e naturalmente questo ha fatto pagare al Mezzogiorno un prezzo altissimo. Questo è un ragionamento da fare all'Italia: continuare ad investire dove c'è già crescita - ha detto Orlando - da un ritorno, in termini di Pil, molto inferiore che investire dove la crescita non c'è, e il Paese può ripartire».