Catanzaro, va di moda il salto della quaglia

Tanti consiglieri comunali pronti a passare da Abramo a Ciconte. E sperano di conservare i loro pacchetti di voti. Il trasformismo da Concolino a Brutto, passando per Ciconte ed Elia. Il sindaco uscente risponde con Mancuso Venerdì, 21 Aprile 2017 08:18 Pubblicato in Politica

CATANZARO “Le discese ardite e le risalite su nel cielo aperto e poi giù il deserto e poi ancora in alto con un grande salto”: sicuramente, nella loro “Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi…” Lucio Battisti e Mogol non avevano pensato che il testo potesse descrivere abbastanza dettagliatamente i percorsi politici di tanti rappresentanti del popolo che, senza particolari remore, decidono ad ogni elezione di cambiare schieramento. Eppure, le parole della famosa canzone si prestano benissimo allo scopo e possono servire a raccontare ciò che sta avvenendo a Catanzaro.

Su Tre Colli, il prossimo 11 giugno, si voterà per eleggere il nuovo sindaco: da una parte l’uscente Sergio Abramo, attorno al quale si è clamorosamente ricompattato il centrodestra sull’asse Mimmo Tallini (Forza Italia) - Piero Aiello (Ap) dopo che per mesi l’allora Ncd era rimasto fuori dalla maggioranza in cui era stata eletto. Dall’altra parte, Enzo Ciconte (Pd), arrivato a sciogliere le riserve dopo cinquanta giorni di consultazioni volte a creare la più larga intesa possibile da opporre ad Abramo. Proseguendo in ordine alfabetico, Nicola Fiorita con il movimento “Cambiavento” e Bianca Laura Granato per il M5S completano il quadro delle possibilità di scelta offerte agli elettori catanzaresi.

Ma sono i due schieramenti tradizionali ad attirare l’attenzione per la propria composizione e soprattutto per il travaso di candidati che da destra sono confluiti, come per osmosi, a sinistra.

In attesa che vengano ufficializzate le liste, sono già parecchi i consiglieri uscenti che hanno abbandonato più o meno ufficialmente Abramo per abbracciare Ciconte, molti dei quali avevano già scelto da qualche tempo di passare al gruppo misto in Consiglio comunale. Ma il dato più interessante non è il numero di consiglieri in transito, bensì il numero di voti che potenzialmente questi possono portare con sé.

Si parte con Domenico Concolino, era stato eletto nel 2012 tra le fila di Alleanza di Centro con Abramo con 341 preferenze. Da Ncd a Calabria in Rete, invece, è il percorso che farà Rosario Lostumbo, il quale spera almeno di conservare le 393 preferenze con cui era stato eletto cinque anni fa.

Passaggio a sinistra anche per Eugenio Riccio (516 voti) e Tommaso Brutto (688): cinque anni fa con i loro voti avevano aiutato la lista “Catanzaro con Sergio Abramo” ad ottenere due seggi, i loro. Ora entrambi dovrebbero sostenere Ciconte da dietro lo scudo crociato dell’Udc. Anche se forse, Riccio, traslocherà nella lista costruita proprio dal candidato sindaco. 

Troverà posto tra le file dell’Udc anche Giulio Elia, eletto cinque anni or sono nella lista “Scopelliti Presidente” con 531 preferenze. Ben 730, invece, le aveva raccolte Mario Camerino nella medesima lista. Ora anche lui sosterrà Enzo Ciconte.

I pezzi da novanta guadagnati dal candidato dem, infine, saranno Sergio Costanzo, nel 2012 candidato con il Pdl con 991 voti ma che già nel 2014 aveva sostenuto la candidatura di Mario Oliverio con Calabria in Rete, e Antonio Corsi, anch’egli eletto nel 2012 con il Pdl e che ora sarà candidato con l’Udc. Nel 2012 aveva preso 777 preferenze. Inoltre, Riccio e Corsi, nel 2011, erano stati eletti con la lista “Traversa sindaco”. In totale, gli otto consiglieri citati, nel 2012 avevano portato in dote ad Abramo 4967 voti, pari al 9,08%.

Sergio Abramo, invece, guadagnerà il supporto di Rosario Mancuso, il quale sosterrà il progetto di Alternativa Popolare dopo che nel 2012 era stato eletto tra le fila della civica “Bene in Comune” portando in dote all’allora candidato sindaco del centrosinistra Salvatore Scalzo 434 preferenze.