Boschi: «Contro le ‘ndrine lo Stato è presente» – VIDEO INTERVISTE

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha inaugurato un nuovo campo di calcio a San Luca. Gratteri: «Basta vittimismo». Galantino: «Lavorare contro chi corrompe la volontà». Roberti: «Siamo qui per fare squadra» Venerdì, 21 Aprile 2017 10:34 Pubblicato in Politica
Il sottosegretario Maria Elena Boschi a San Luca Il sottosegretario Maria Elena Boschi a San Luca

SAN LUCA «Lo Stato e le istituzioni ci sono, qui a San Luca, e ovunque. Non ci sono territori in cui lo Stato rinunci a esserci e a combattere una battaglia di legalità contro la 'ndrangheta. Una battaglia che insieme possiamo vincere. Ed è questo il senso della nostra presenza qui». A dirlo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, arrivando a San Luca dove stamani è in programma l'inaugurazione del nuovo campo di calcio del paese con una partita tra la nazionale cantanti e quella dei magistrati. «Oggi diciamo - ha aggiunto la Boschi - che un campo di calcio, lo sport, può essere un modo per superare pregiudizi e discriminazioni ed anche per costruire una società in cui prevalga la legalità sulla criminalità e la parità dei diritti».

GRATTERI: «FINIAMOLA CON IL VITTIMISMO» «Basta vittimismo». È un messaggio forte quello che il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha lanciato ai giovani di San Luca, nell'aula magna dell'Istituto Comprensivo "San Luca-Bovalino", dove si sta svolgendo il convegno "In Campo per il futuro", promosso dal dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con la Prefettura, il Consiglio superiore della magistratura e il Provveditorato interregionale per le Opere pubbliche Sicilia e Calabria. Oltre al convegno è prevista l'inaugurazione del campo sportivo di San Luca con una partita di calcio fra la Nazionale Magistrati e la Nazionale Cantanti. San Luca, che diede i natali a Corrado Alvaro, è anche tristemente noto alle cronache per la stagione dei sequestri di persona e per la faida che ne ha insanguinato le strade. «Mi occupo come magistrato di questa terra - ha detto Gratteri - e quindi scientificamente ho evitato di venire a San Luca a parlare in occasioni di convegni o di incontri, perché la mia presenza poteva sembrare una provocazione; perché con i miei provvedimenti molte volte alle tre di mattina sono venuti nelle vostre case a prendersi il padre, il fratello maggiore, e quindi molti di voi hanno subito quei traumi, perciò la mia presenza poteva essere una provocazione e l'ho evitata». 
«Ora - ha proseguito Gratteri - sono procuratore a Catanzaro, quindi anche Luca Palamara (già presidente e segretario dell'Associazione nazionale magistrati, oggi componente del Csm ndr) mi ha convinto a venire. Penso che abbia un senso questa giornata, non è un convegno come tanti altri, non è una passerella. Spesso dite che “lo Stato viene qui, fa la passerella, e poi se và. Questa volta vi lascia un dono importante, vi lascia un campo di calcio dove può tranquillamente giocare una squadra di serie C. Non tutti i paesi, anche ad alta densità mafiosa - ha aggiunto Gratteri - hanno un campo di calcio così. Ora voi dite sempre “lo Stato ci abbandona, vediamo sempre lo Stato come persone coi muscoli che vengono a portarci via, spesso da innocenti, i nostri figli, i nostri padri, i nostri genitori”. Io non sono qui a fare i processi a noi stessi o a me, però incominciamo a parlare di coerenza». 
Poi l'appello lanciato alla popolazione dal procuratore capo di Catanzaro che fino a pochi mesi fa era procuratore aggiunto alla Dda di Reggio Calabria: «Vediamo voi, cittadini di San Luca, come saprete custodire questo bellissimo dono che vi sarà consegnato ora; vediamo nei mesi e negli anni come sarete bravi a tenere pulito, ordinato, e non vandalizzato questo dono, poi possiamo andare di nuovo a Roma a chiedere altri doni, altre opere pubbliche importanti. Ma finiamola di fare vittimismo».

GALANTINO: «LAVORARE CONTRO CHI CORROMPE LA VOLONTÀ» «Dobbiamo lavorare molto contro chi corrompe il cuore, l'intelligenza e la volontà». È il monito lanciato dal segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, oggi a San Luca per l'inaugurazione del nuovo stadio. «Corrompe l'intelligenza - ha detto - chi fa cattiva informazione, chi cerca di indottrinare. Corrompe la volontà chi cerca di convincere che si possono ottenere obiettivi alti senza investire energie e tempo nelle relazioni vere. La corrompe chi cerca di dare per favore ciò che spetta per diritto. Corrompe il cuore chi non aiuta a distinguere tra amore vero e il possesso rozzo di una persona. L'amore vero non uccide». 
«La chiesa - ha detto il vescovo di Locri-Gerace, monsignor Francesco Oliva - è in trincea. Coglie tra la gente le istanze sui problemi e cerca di dare risposte secondo le proprie possibilità. I giovani sono una risorsa per questa terra che, purtroppo, viene a mancare nel momento in cui sono costretti ad emigrare».


(La video intervista a Paolo Belli)

PREFETTO: «GRANDE IMPEGNO DELLO STATO» «C'è un grande impegno dello Stato perché la sfida alla criminalità possa essere vinta, però c'è bisogno di una cultura capace di diventare coscienza collettiva per una nuova Calabria. Qua ci sono tante eccellenze e potenzialità che lo Stato sta cercando in tutti i modi di fare emergere». A dirlo il prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari che ha coordinato i lavori del convegno che, a San Luca, ha preceduto l'inaugurazione del nuovo stadio. Parlando dei problemi che favoriscono lo sviluppo della 'ndrangheta, quale la disoccupazione, il prefetto ha evidenziato gli «sforzi notevoli. I tanti finanziamenti che presto arriveranno qua - ha detto - dovranno essere fattori moltiplicatori non solo di investimenti ma anche di occupazione e anche questo è operare per la sconfitta della 'ndrangheta».


(La video intervista al procuratore capo di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho)

FALCOMATÀ: «OCCORRE PRESA DI COSCIENZA COLLETTIVA» Il sindaco metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha sottolineato come la giornata odierna testimoni che la squadra stato sta sul territorio. «Il lavoro per il ripristino ed il mantenimento della legalità - ha detto - riguarda però non solo l'attività straordinaria delle forze dell'ordine e della magistratura, ma è anche di natura culturale. Questo campo che torna a nuova vita è simbolo di un percorso culturale, è un segnale ai cittadini che capiscono quanto da una situazione di desertificazione del territorio si può costruire qualcosa di importante. Naturalmente l'anello di congiunzione più importante è la presa di coscienza dei cittadini che questo presidio va mantenuto, tenuto vivo e partecipato dai ragazzi. Sarà anche un modo per sottrarre tempi e spazi all'attività della criminalità organizzata che trae linfa da tutto quello che non c'è sui territori». 


(La video intervista a Raul Bova)

GERARDIS: «DARE VOCE ALLA SOCIETÀ» «Questa terra - ha detto il presidente della Corte d'Appello di Reggio Calabria, Luciano Gerardis - richiede un impegno che va al di là dei compiti specifici. Il tentativo in atto à dare voce e fare emergere la società civile da contrapporre alla criminalità organizzata. Abbiamo tanti progetti in campo a difesa dei minori, delle donne, dei migranti e dei detenuti e tanti continueremo a metterne in campo». Un invito alla scuola «a far partire una vera e propria rivoluzione» è stato lanciato dallo studente Francesco Nicolò, della consulta provinciale e regionale degli studenti. Il presidente dell'Associazione nazionale calciatori Damiano Tommasi ha sottolineato l'impegno dell'associazione a sostegno «delle cose belle che vanno difese».
Il presidente del Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, ha evidenziato come San Luca «sia oggi un luogo dove è possibile una speranza di riscatto. Riconquistare il territorio - ha detto - passa anche attraverso i centri di aggregazione sportiva e sociale». Parlando dell'attività del tribunale da lui diretto che in più occasioni ha tolto i figli ai boss di 'ndrangheta per avviarli sulla strada di legalità, ha sostenuto che l'obiettivo «è assicurare a giovani sfortunati nuove opportunità, far vedere loro un mondo diverso dove il carcere è da evitare e l'omicidio non è un sistema per risolvere i problemi. Un discorso capito da molte madri che si rivolgono a noi anche a loro tutela. Se necessario le istituzioni devono anche supplire al ruolo delle famiglie. Lo prevedono le convenzioni internazionali a tutela dell'infanzia».
Il presidente del Tribunale di Locri Rodolfo Palermo ha evidenziato un progetto sperimentale attuato dal suo ufficio che ha visto alcuni detenuti del carcere di Locri effettuare lavori di ristrutturazione all'interno dello stesso Tribunale. «Non è mai tardi - ha detto - per avviare un percorso di legalità». All'incontro ha portato il suo saluto anche il rappresentante della nazionale cantanti Neri Marcorè che ha sottolineato l'importanza della giornata odierna.


(La video intervista a Clementino)

ROBERTI: «SIAMO QUI PER FARE SQUADRA» «Se le mafie sono ancora forti forse qualcosa è mancato nella lotta, e probabilmente è mancato un pò di contrasto alla corruzione, ma soprattutto il contrasto culturale». Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, nell'Aula Magna dell'Istituto Comprensivo "San Luca-Bovalino". «Anche voi carissimi ragazzi - ha detto Roberti - siete la squadra Stato, e siamo qui per fare squadra. C'è un pensiero di Giovanni Falcone il cui sacrificio ricorrerà fra un mese esatto. Diceva “la mafia è un fenomeno umano che come tutti i fenomeni umani avrà un inizio e avrà una fine”. Noi oggi - ha proseguito il procuratore nazionale antimafia - siamo qui per confermare la nostra determinazione a fare squadra, a contrastare la mafia, ad affermare i principi di legalità. Ci siamo chiesti come mai il pensiero di Falcone non si è ancora realizzato? Forse è mancato quel contrasto culturale, abbiamo puntato sull'assetto giudiziario della repressione e non ci siamo accorti che c'era un problema culturale».