Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 07 Gennaio 2017

SAN DIEGO I cervelli in fuga non esistono. Andar via dall'Italia non è una questione di comodità. Si sceglie di farlo, per motivi che purtroppo non dipendono da chi fa le valigie, ma da un Paese che, seppur bello e pieno di storie e culture, rimane fermo.
Dario e Pietro Gallo sono due fratelli che da Cosenza hanno deciso di trasferirsi non proprio dietro l'angolo. Sono arrivati fino a San Diego, in California, per investire sul loro futuro, puntando tutto sull'idea di aprire un ristorante. È un percorso contrario rispetto a quello intrapreso dal New York Times, che ha incoronato la Calabria come uno dei posti da visitare nel 2017 per assaggiarne la cucina. In questo caso, due calabresi hanno attraversato l'oceano (e si sono concessi un coast to coast) per portare negli Usa il cibo e le tradizioni della loro terra. Per entrambi i viaggi, il risultato è un incontro con l'eccellenza.
"Civico 1845" nasce nel 2015 nel quartiere californiano Little Italy. Una coincidenza? Certo è che la "Piccola Italia" della California ha portato fortuna ai due giovani. Una chiacchierata con Dario serve a capire le ragioni profonde di una scelta che, vista dall'altro lato del mondo, appare ineludibile.

Dopo aver visitato San Diego, nel 2013, lei sapeva già che sarebbe tornato. Cosa l'ha colpita del posto?

«Dopo essermi laureato a Milano sono tornato a Cosenza, dove con mio fratello Pietro abbiamo iniziato a pianificare l'idea di aprire un ristorante, una passione condivisa. Una volta vissuti i primi mesi a San Diego avevamo già un forte presentimento che sarebbe stata la città adatta per esprimere il nostro concetto. La città di San Diego, oltre a essere la più carina e a "dimensione d'uomo" della California, ci ha colpito soprattutto per il forte potenziale economico: attrae ogni anno oltre i 30 milioni di persone tra turisti e uomini d'affati».

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(Per il giorno dell'Immacolata, Pietro Gallo ha preparato i cuddruriaddri. Dalle tradizioni non si scappa, neanche a San Diego)

Come mai, insieme a suo fratello, ha deciso di aprire Civico 1845 nel quartiere Little Italy? San Diego è immensa.
«La scelta della location non è stata per niente facile. Abbiamo investito un anno e mezzo nello studio della città per capire non solo la cultura americana, ma i differenti flussi e trend tra i quartieri. Alla fine abbiamo scelto proprio Little Italy perché è il quartiere con più affluenza, un flusso continuo dal pranzo alla cena, e con il maggior numero di eventi durante tutto l'anno. Basti pensare che è stata eletta come "Best Little Italy" del Nord America». 

La caratteristica del vostro ristorante è il "vegan food", oltre a quello vegetariano e tradizionale. Perché siete arrivati fino a Little Italy per lanciare il business del cibo vegano? Pensavate che in Italia non sarebbe stato apprezzato abbastanza?
«L'idea del vegano è nata successivamente alla decisione di aprire un ristorante Italiano a San Diego. L'idea del menu vegano è stata una scommessa da parte di mio fratello che, essendo vegano, ha voluto creare un intero menu vegano-italiano, dagli antipasti ai dolci. Si è rivelato come uno dei punti di forza del nostro ristorante: dopo soli cinque mesi siamo stati eletti come uno dei migliori ristoranti vegani e vegetariani degli Usa. Oggi, dopo solo un anno e mezzo, siamo uno dei migliori ristoranti italiani nella città di San Diego su Tripadvisor e Yelp.com per quanto riguarda la cucina tradizionale. Mettiamo in risalto le nostre origini calabresi tramite i piatti, gli ingredienti e i vini della nostra terra».

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(Gli chef Alfonso Pisacane e Pietro Gallo sul numero di luglio di "Modern Luxury San Diego")

In Italia, molto spesso, si sente dire che le innovazioni arrivano sempre troppo tardi. È riuscito a dare una spiegazione a questa percezione dopo aver allargato i suoi orizzonti?
«Io penso che l'Italia sia, nonostante tutto, ancora il paese leader nel mondo per quanto riguarda il food. Non penso si debba considerare il veganismo come un'innovazione, ma come una consapevolezza. La comunità vegan nel sud della California è una delle più attive al mondo poiché le persone sono sempre più alla ricerca di un'alimentazione più sana, sempre più consapevoli del modo in cui molte multinazionali del food trattano gli animali e, soprattutto, dell'enorme impatto ambientale derivante dal consumo di carni».

Non siete andati via da molti anni. Fra quanto tempo credete sia possibile - se lo è - fare ritorno?
«Io mi ritengo un nostalgico e - forse troppo - ottimista, quindi spero ogni giorno che il sistema in Italia cambi presto per tornare a vivere nel paese più bello al mondo. Confido quindi nella mia e nelle generazioni più giovani perché possano cambiare presto l'aria del Paese».

Siete giovani, anche la vostra è stata un fuga?
«Non ho mai voluto ritenere la nostra come una fuga giusto perché, a differenza di molti coetanei, noi lo abbiamo fatto investendo capitali in un altro paese. Nel momento in cui mi sono laureato non era il momento più adatto per investire in Italia. Preferisco quindi considerarla come una scelta».

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(Alcuni atleti dei San Diego Chargers, squadra di football americano – assieme a due cheerleaders – ospiti di "Civico 1845")

Ha avuto e ha ogni giorno la possibilità di fare la differenza con ciò che hai lasciato dietro di sé. Qual è la cosa che le manca meno dell'Italia?
«Beh, certamente la mancanza di lavoro, la complessità e i tempi della burocrazia, la garanzia della solvibilità dei crediti alle aziende, che è stato uno dei motivi principali della nostra scelta».

Facciamo finta che l'esperienza di San Diego sia un po' il sogno di Dante quando scrisse la Divina Commedia. Cosa cambierebbe in Italia al suo risveglio?
«Semplicemente la cultura - ahimè – italiana, secondo la quale spesso fare impresa significa utilizzare escamotage facendo i "furbetti". Serve un sistema politico che garantisca ai lavoratori la propria dignità, avere una volta per tutte una meritocrazia sana e il rispetto delle regole. In questo modo sono sicuro che l'Italia potrebbe diventare la più grande potenza al mondo, oltre che il Paese più bello».
Quattro chiacchiere con Dario per scoprire – oltre a conoscere la storia di Civico 1845 - che, alla base della fuga di tanti giovani (o della scelta, come la definisce lui), c'è un sistema-Paese che rende difficile emergere per i giovani. L'Italia, probabilmente, non è poi così cambiata dai tempi della "selva oscura".

Carmen Baffi
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    La storia di Dario e Pietro Gallo. Hanno portato l’eccellenza negli Usa con il loro “Civico 1845”. Le ragioni del loro addio al «Paese più bello del mondo, bloccato dalla burocrazia». E il sogno di tornare: «La nostra non è stata una fuga ma una scelta»

Benvenuto 2017 e che sia un anno migliore per l'ospedale di Cosenza, che in questi giorni è sulla bocca di tutti per la sua presunta inefficienza e le presunte storie di malasanità. Da luogo simbolo di una sanità capace di dare risposte a tutto il territorio regionale, l'Annunziata è implosa, negli ultimi anni, grazie soprattutto all'inerzia e all'incuria politica, che di fatto ha contribuito a distruggere non solo l'ospedale ma tutta la rete assistenziale della provincia.
E tuttavia non è possibile valutare la qualità di un ospedale basandosi solo sul numero dei presunti casi di decessi per malasanità. Negli ospedali, è noto, che la morte e la vita si fronteggiano sfidandosi ogni momento e che al di là dei desideri e degli sforzi di ognuno, non sempre la vita riesce ad avere la meglio sulla morte.
Oggi il medico ospedaliero, alla pari del cittadino utente, è sempre più indifeso rispetto alle lusinghe di una certa politica che ha contribuito, in qualche caso con il beneplacito degli stessi professionisti, allo svuotamento del suo ruolo sociale e politico. Il medico non è più in condizione di esercitare il ruolo di "avvocato dei poveri", per dirla con lo scienziato tedesco Rudolf Virchow, perché è lui stesso, spesso vittima di avvoltoi che si ergono a paladini di diritti non sempre legittimi. La "malasanità", come viene definita a priori, in qualsiasi caso di morte in ospedale, alle nostre latitudini, fa più vittime della malapolitica che proprio nella malasanità trova la sua massima espressione. Eppure è più comodo per tutti parlare di malasanità e quindi sparare nel mucchio, piuttosto che della malapolitica e dei suoi dannosi effetti.
Come cittadini, bisognerebbe avere sempre in mente che la sanità di ogni paese è il prodotto delle politiche sociali di quello stesso paese e che se in Calabria abbiamo una sanità che è fanalino di coda rispetto al resto d'Italia, vuol dire che la nostra politica regionale non ha funzionato prima e continua a non funzionare ancora adesso. D'altronde, se abbiamo alle spalle almeno un lustro di tagli selvaggi per il famigerato Piano di rientro, di cui non si sa se e quando vedremo la fine, tutto vuol dire tranne che i nostri decisori politici – eletti o nominati – siano stati virtuosi e oculati nella gestione dei piani per la salute di noi calabresi.
Sicuramente non è per colpa di un "destino cinico e baro" se siamo a questo punto per cui sarebbe necessario che chi di dovere si assuma la responsabilità, senza se e senza ma. Si fa presto, infatti, a parlare di inefficienza dell'ospedale dimenticando che da anni le piante organiche non sono adeguate ai carichi di lavoro e che soltanto nell'ultimo anno, a Cosenza, ci sono state poche assunzioni di nuovo personale medico e paramedico, a parte le stabilizzazioni di un certo numero di precari che già c'erano e lavoravano, e che solo da poco sono stati avviati i concorsi per direttori di strutture complesse e per infermieri
Qualcuno fa anche finta di dimenticare che l'intersindacale dei medici dell'ospedale di Cosenza, che già nel 2014 aveva lanciato l'allarme sui problemi organizzativi, strutturali e sulla carenza di personale, e ha scioperato nel 2015 per sensibilizzare la politica e portare a conoscenza dei cittadini cosentini la necessità, non più rinviabile, di rilanciare e riqualificare il fatiscente presidio ospedaliero della città.
Dopo tutte le lotte e le denunce volte a migliorare la sanità cosentina, c'è di che essere mortificati e avviliti quando si sente parlare male, e non sempre a ragione, di questo ospedale. Tutti, medici compresi, devono assumere le proprie responsabilità, ma non è certo solo per colpa dei medici se le cose vanno male. È questo, almeno, il pensiero della maggior parte di quelli impegnati nel sindacato che in quest'ultimo anno hanno intravisto, a volte sostenendoli, nelle scelte e gli atti d'indirizzo della programmazione del direttore generale un intento di ricostruzione teso ad allontanare anche la vergogna di essere medici in un sistema sanitario regionale che nonostante anni di tagli e sacrifici continua a rimanere al palo. Un intento che non si poteva non condividere e sostenere.
Come dipendenti, c'è da augurarsi che il nuovo anno porti la giusta dose di serenità per continuare a svolgere con passione il lavoro che si ama, ma che, dato il contesto, diventa ogni giorno che passa più duro e insostenibile, specie dal punto di vista burocratico. Come cittadini e utenti dobbiamo auspicare che il nuovo anno restituisca a noi calabresi il diritto a una sanità normale, equa e al netto delle alchimie ragionieristiche.
La nostra Regione ha bisogno di una sanità giusta, adeguata alle necessità di oggi e a quelle del domani, una sanità capace di dare risposte qualificate qui e presto e che non costringa all'emigrazione per mancanza di strutture adeguate alla domanda di salute. L'emergenza sanitaria che si è determinata non può essere superata se non con l'assunzione di nuovo personale per assicurare i servizi alla collettività e garantire i livelli essenziali di assistenza. L'ultimo augurio è che questo sia l'anno nel quale chi governa il settore possa cambiare rotta nel garantire la tutela del sacrosanto diritto alla salute senza perdere altro tempo con la lentezza e l'approssimazione delle determinazioni, per giunta calate dall'alto e senza confronto, che inevitabilmente si ripercuotono su tutto il già sofferente sistema assistenziale.

*Cgil Medici

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    di Teresa Papalia*

VIBO VALENTIA La squadra mobile di Vibo Valentia ha notificato 10 avvisi di garanzia ad altrettanti medici dell'ospedale cittadino nell'ambito delle indagini sulla morte della 37enne Tiziana Lombardo avvenuta la sera del 5 gennaio scorso, tre giorni dopo aver dato alla luce la piccola Giada. I provvedimenti, emessi dal pm Claudia Colucci, riguardano sanitari in servizio nel reparto di Ginecologia dell'ospedale Jazzolino che hanno avuto in cura la donna - che lascia il marito ed un figlio di cinque anni - che avranno adesso la possibilità di nominare propri periti in vista dell'esame autoptico che sarà eseguito dall'anatomopatologa Katiuscia Bisogni ed alla quale prenderanno anche parte i consulenti nominati dall'Azienda sanitaria provinciale. Per tutti l'ipotesi di reato è omicidio colposo. Si tratta del primario Oscar Cervadoro, e dei medici Salvatore Falcone, Vincenzo Mangialavori, Rocco Fiaschè, Marianna Carnevale, Pasquale De Bartolis, Gianfranco Marataro, Daniela Fusca, Tommaso Sirgiovanni e Antonella D'Alessandro. La causa del decesso sarebbe dovuta ad una copiosa emorragia. Secondo la direzione dell'Azienda sanitaria, riunitasi stamani per analizzare le condotte dei medici, è stato fatto tutto il possibile per strappare la donna dalla morte. Intanto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha nominato una task force per verificare le procedure di quanto accaduto nell'ospedale vibonese.

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REGGIO CALABRIA Con 3.643 ingressi nella giornata di apertura straordinaria di Capodanno il MArRC, Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, supera la Galleria degli Uffizi a Firenze (3.489). Il dato è stato comunicato dal direttore del museo, Carmelo Malacrino. Si tratta di una performance di assoluto rilievo per il museo reggino che ha recentemente completato l'allestimento di tutti i piani dello storico palazzo realizzato negli anni 30 dal celebre architetto Marcello Piacentini. «Complessivamente nel 2016 - ha dichiarato Malacrino - abbiamo registrato oltre 210.000 visitatori, più della metà paganti, con un incremento del 35% rispetto al 2015». Al boom di visitatori occorre ora aggiungere l'arrivo dei turisti, magari scongiurando la chiusura dell'aeroporto di Reggio Calabria, dopo il possibile abbandono di Alitalia dallo scalo dello Stretto.

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    Il dato è stato comunicato dal direttore del MAarRC Malacrino: «Nel 2016 oltre 210 mila visitatori, con un incremento del 35% rispetto al 2015»

CATANZARO «La collaborazione tra mondo della formazione e imprese è di fondamentale importanza ma c'è bisogno che imprese e scuola inizino a dialogare concretamente. Quando le imprese partecipano fin dall'inizio, cioè dalla fase di co-progettazione dei percorsi di alternanza, i risultati formativi si vedono, e sono tangibili. Propongo di realizzare passaporti per certificare le competenze acquisite dagli studenti formati "on the job"; ma credo sia altrettanto giusto riconoscere anche "un bollino blu" alla qualità e all'impegno educativo delle aziende, troppo spesso silenzioso e sottotraccia». Lo afferma in una nota il presidente di Confapi Calabria Francesco Napoli in relazione all'alternanza scuola-lavoro. «L'Impresa che ottiene il bollino Blu - prosegue - potrebbe vedersi riconoscere maggiori incentivi, normativi ed economici, che riducano la burocrazia e permetta a uno studente di entrare in azienda senza stravolgerne l'organizzazione, ma apportando un valore aggiunto a lui e all'impresa stessa. Insomma, si tratta di sancire "un nuovo patto educativo". Per questo motivo le aziende che aiutano di più gli istituti e i ragazzi a crescere meritano un riconoscimento. Una sorta di patente che ne certifichi la qualità e l'impegno educativo. E sarebbe bello che questo riconoscimento fosse dato dalla Regione, magari creando un albo regionale con le migliori pratiche dell'alternanza». «Sono convinto - sottolinea Napoli - che le settimane trascorse in azienda non servono banalmente a mettere solo in pratica ciò che si impara a scuola, ma rappresentano un percorso di conoscenza di sé, di quella dimensione che è il lavoro, che sarà centrale per tutto il resto della loro vita. L'esperienza si sta dimostrando efficace. Un vero e proprio scambio di crescita che consente anche alle imprese di avere a disposizione le risorse umane e le competenze professionali necessarie, soprattutto in una prospettiva di evoluzione all'Industria 4.0. Entrando in fabbrica i ragazzi avvertono il valore e vivono spazi e tempi, osservano da vicino tecnologie produttive e modelli organizzativi che vanno a integrare necessariamente la loro formazione scolastica, perché l'apprendimento continuo e la ricchezza delle esperienze saranno la chiave del successo delle loro storie professionali».

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    Il presidente regionale Franco Napoli: «Collaborazione tra formazione e imprese è di fondamentale importanza»

Sabato, 07 Gennaio 2017 18:11

Spargisale "fai da te" a Catanzaro

CATANZARO Il tempo corre e per il Pd catanzarese la ricerca del candidato da sostenere alle prossime elezioni comunali si complica. A meno di quattro mesi dal voto, i democratici non hanno ancora dato l’impressione di essere sulla strada giusta a causa di correnti e rivoli che si disperdono alla ricerca della legittimazione. Ma il rischio è l’autarchia minoritaria.
Come se non bastasse, tra i candidati che ormai hanno confermato il proprio impegno nella tornata elettorale della prossima primavera, Maurizio Mottola d’Amato è quello che intende proseguire per la sua strada indipendentemente da chi saranno i suoi compagni di viaggio.
Che sia convinto di poter vincere da solo o che voglia imporre la propria leadership a chiunque vorrà appoggiare la sua candidatura, Mottola d’Amato ha così dato anche un termine alla sua disponibilità al dialogo. La data cerchiata in rosso sul calendario è quella del 15 gennaio prossimo. Chi se l’è vista imporre è quella parte del Pd e dell’area di centrosinistra che finora ha dimostrato interesse al sostegno all’imprenditore.
Un termine annunciato come perentorio: «Avete tempo fino a quella data per sciogliere le riserve, poi andrò da solo». O magari con chiunque altro voglia sostenerlo.
A questo punto la vicenda per i dem si complica, l’orologio accelera la sua corsa. Perché se è vero che non c’è per nulla unità sull’appoggio a Mottola d’Amato in casa democratica, è altrettanto vero che chi già aveva imbastito una discussione con l’imprenditore non lo ha fatto con entusiasmo tale da riuscire a trascinare anche i più reticenti. 
A questo punto, quindi, Enzo Ciconte, Sergio Costanzo, Flora Sculco e Roberto e Fabio Guerriero sono davanti ad un bivio: forzare la mano e uscire allo scoperto ufficializzando l’appoggio a Mottola d’Amato o tentare di convincere il candidato a sottoporsi alle primarie di coalizione? 
Questa soluzione sarebbe per loro la migliore perché non è un segreto che il seguito elettorale di cui godono potrebbe avere un peso ancora maggiore in una votazione “ufficiosa”, tanto da sbaragliare qualsiasi altro candidato. Il rovescio della medaglia, però, è che la candidatura di Mottola d’Amato non è apprezzata dalla base del partito e da tanti altri che potenzialmente guardano all’accordo con il Pd già al primo turno. Una candidatura “imposta” dall’esito delle primarie potrebbe quindi portare comunque ad una spaccatura del fronte democratico, regalando un inatteso vantaggio al centrodestra e a Sergio Abramo.
Inoltre, quale altro candidato accetterebbe di sottoporsi a delle primarie il cui esito appare già scontato? 
La patata bollente quindi è nelle mani anche di Ernesto Magorno che prima o poi dovrà quindi prendere una decisione o almeno una posizione, in questo caso non sarà più possibile arrivare all’ultimo giorno utile e imporre una scelta dell’ultima ora, ma sarà obbligatorio discutere e magari confrontarsi, qualcosa che nel Pd catanzarese da tempo non avviene.

Alessandro Tarantino
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    L'imprenditore che vuole diventare sindaco di Catanzaro pone i potenziali alleati davanti all'aut aut: ogni decisione va ufficializzata entro il 15 gennaio. Magorno chiamato a portare fuori dalle secche il Pd

Sabato, 07 Gennaio 2017 17:34

A Rende un simposio nazionale sugli Ufo

RENDE L’associazione culturale “Mistery Hunters” ha organizzato la prima edizione del simposio nazionale di studi e ricerche indipendenti: “Terra: opera aliena”. La manifestazione si terrà sabato 14 gennaio nella sala congressi dell’hotel Europa di Rende. Ospiti prestigiosi quelli previsti nel parterre degli interventi per la giornata di studi interamente dedicata all’approfondimento di tematiche inconsuete per l’opinione pubblica nazionale ed internazionale.
Ad animare il dibattito ci penseranno quindi: Pietro Buffa (biologo molecolare specializzato in bioinformatica, svolge attività di ricerca in genomica umana e nella progettazione computer assistita di nuovi farmaci anticancro, ha vinto il premio internazionale “Airc-Marie Currie” ed ha svolto un lungo periodo di specializzazione all’estero presso il King’s College di Londra), Mauro Biglino (studioso di storia delle religioni, realizzatore di prodotti multimediali di carattere storico e di autentici bestseller, è stato traduttore di ebraico antico attraverso il codice Masoretico di Leningrado per conto delle Edizioni San Paolo), Roberto Pinotti (giornalista aerospaziale ha operato come sociologo in campo astronautico per l’Asi, l’Esa, l’International Space University di Strasburgo, l’Università di Firenze e il Set, è stato fondatore, ed attuale segretario generale, del Centro Ufologico Nazionale, direttore delle riviste “Ufo” e “Archeomisteri”, organizzatore dell’annuale simposio mondiale sugli ufo di San Marino), Mario Caligiuri (esperto di intelligence e comunicazione, professore affidatario alla facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “La Sapienza” di Roma, collabora con la Scuola superiore della pubblica amministrazione). A fare invece gli onori di casa moderando gli argomenti trattati il presidente di “Mistery Hunters” Giuseppe Oliva e Aurelio Gioia, autorevole membro dell’associazione stessa. L’inizio dei lavori è previsto per le ore 9.00, mentre il closing è fissato per le ore 17.00, il tutto intervallato da una breve pausa pranzo. L’ingresso sarà possibile solo su prenotazione.
Inoltre, l’associazione culturale Mistery Hunters, per venire incontro ai tanti visitatori che si segnalano numerosi, soprattutto quelli provenienti da altre regioni, ha stabilito convenzioni relative all’alloggio e ai pasti. Per info e booking: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure rivolgersi all’utenza telefonica 3356720794.

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    Sabato 14 una giornata nazionale di studi e ricerche indipendenti: “Terra: opera aliena”. L’ingresso sarà possibile solo su prenotazione

Sabato, 07 Gennaio 2017 17:21

Uno sparring partner per Iacucci

COSENZA Ci hanno provato fino all’ultimo a convincerlo, ma alla fine, in mancanza di un accordo ampio, Marcello Manna ha desistito: non sarà candidato alla presidenza della Provincia di Cosenza. Sul nome del sindaco di Rende poteva prendere corpo uno schieramento trasversale che vedeva pezzi del Pd non soddisfatti della discesa in campo di Franco Iacucci e alcuni big di Forza Italia, favorevoli alla nascita di un nuovo asse tra i sindaci dell’area urbana cosentina. Manna contava in cuor suo di raccogliere anche il sostegno del Nuovo centrodestra, ma dal senatore Tonino Gentile è arrivato lo stop: un accordo si farà, ma con il candidato ufficiale del Pd. In cambio gli alfaniani potrebbero ricevere la casella del vice di Franco Iacucci. A questo punto Manna ha respinto ogni avances arrivata nelle ultime ore. «Non voglio più essere usato dai partiti». è stata la risposta del primo cittadino ai suoi interlocutori. Ogni riferimento voluto è alle Provinciali del 2014 quando Manna si era illuso di potere conquistare la presidenza grazie al sostegno di big del calibro di Nicola Adamo, Enza Bruno Bossio e dello stesso Gentile. 
E così, a contendere la poltrona al braccio destro (e sinistro) del governatore Mario Oliverio sarà il giovane sindaco di Orsomarso Antonio De Caprio. Preso atto del rifiuto di Mario Occhiuto a ritentare la scalata all’ente di piazza XV Marzo («preferisco occuparmi delle emergenze di Cosenza», anche se il non detto è che Occhiuto sa bene che quest’elezione per il centrodestra è proibitiva), al ponte di comando forzista, rappresentato da Jole Santelli e Roberto Occhiuto, non è rimasto altro che puntare su un candidato di rottura e netta discontinuità. E il profilo del primo cittadino del centro tirrenico incarna alla perfezione questi principi. Anche se tra gli azzurri non mancano le perplessità. Come quelle espresse dal coordinatore provinciale Giuseppe Graziano, che sarà presente alle elezioni con la lista rappresentativa del suo movimento: «Io sono un dirigente di Forza Italia. Mi si chiede se sosterrò De Caprio? Ancora devo parlare con lui e capire alcune cose». 
Di tempo a disposizione non ce n’è molto: il termine per la presentazione di liste e candidati scade lunedì a mezzogiorno. In queste ore si lavora alla limatura dei dettagli. Al fianco di Iacucci dovrebbero esserci almeno cinque liste: Pd, Psi, Idm, Lista del presidente, Ncd. Tra i dem sicuri candidati  Marco Ambrogio, Damiano Covelli, Pino Capalbo, Graziano Di Natale, Ferdinando Nociti, Felice D’Alessandro, Antonio Falcone, Ermanno Cennamo, Francesco Gervasi. Nella lista del presidente il verdiniano Luca Morrone, più uno tra gli amministratori vicini a Giacomo Mancini: il sindaco di Vaccarizzo Antonio Pomilio, il vicesindaco di Fuscaldo Paolo Cavaliere o il consigliere di San Giovanni in Fiore Saverio Audia. Nel Psi Franco Pascarelli, Vincenzo Tamburi, Franchino De Rango. Per Ncd ci sarà sicuramente Maria Pia Serranò.
Forza Italia, invece, lavora a un listone unico assieme agli esponenti di Azione nazionale. Dentro Lino Di Nardo, Sergio Del Giudice, Angelo Caravetta, Gioacchino Campolo, Franco Bruno, Cosimo Fabbricatore, Eugenio Aceto, Piero Lucisano, Ivan Iacobini e Giuseppe Antoniotti. A un’altra lista del centrodestra lavorano pure l’ex consigliere regionale Gianluca Gallo e Fratelli d’Italia.
Ancora poche ore e tutti i dubbi verranno sciolti. Sempre che il Tar, martedì 10, non decida di rinviare l’appuntamento con le urne in programma per domenica 29 gennaio.

Antonio Ricchio
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    Manna non cede alla corte di Forza Italia e così gli azzurri virano sul sindaco di Orsomarso, De Caprio, per la presidenza della Provincia di Cosenza. Decisiva, per il niet del sindaco di Rende, la scelta di Ncd di rinsaldare l'asse col Pd

REGGIO CALABRIA «Le temperature polari non sono solo splendide fotografie dei nostri panorami ma anche problemi per i senzatetto della nostra città. Per questo abbiamo deciso di attivarci e rendere la Casa Comunale ricovero per chi una casa non ce l'ha». Lo scrive sul suo profilo Facebook il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. Reggio Calabria è stata investita, come tutta la regione, dal maltempo: la neve e le temperature basse creano problemi ai senzatetto. E l'amministrazione comunale si è messa in moto per andare incontro alle esigenze dei cittadini meno abbienti. «Stiamo per allestire – spiega il sindaco – la galleria di Palazzo San Giorgio al meglio, insieme alla Protezione Civile e alle associazioni di volontariato, per evitare che il freddo faccia vittime in città. Ma abbiamo bisogno di tutti voi». Da qui l'appello: «Ognuno può fare qualcosa: coperte, stufe, viveri. Facciamo battere il cuore di Reggio, vi aspettiamo a Palazzo San Giorgio». La gara di solidarietà è partita.

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    L'iniziativa del sindaco su Fb: «Allestiremo la galleria di Palazzo San Giorgio per evitare che il freddo faccia vittime in città». E chiama i cittadini a una gara di solidarietà

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