Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 10 Febbraio 2017

CATANZARO Il dirigente della Uoa della presidenza e responsabile dell'Autorità di bacino regionale Salvatore Siviglia, in riferimento alle recenti dichiarazioni del consigliere regionale Carlo Guccione, riguardo il piano di riparto, da parte del ministero dell'Ambiente, ha dichiarato, secondo quanto informa una nota dell'Ufficio stampa della giunta, che «la Regione Calabria non perderà alcun fondo sul dissesto idrogeologico. Il riferimento è al decreto pubblicato lo scorso mese di dicembre che non penalizza minimamente quanto già programmato e quanto nel corso dei prossimi anni si programmerà».
«Probabilmente sfugge all'onorevole Guccione - aggiunge Siviglia - che per la prima volta nella nostra regione sono stati previsti oltre 350 milioni in un unico programma di intervento esclusivamente nella logica della pianificazione a scala di bacino. Queste risorse, seppur insufficienti per risolvere i continui problemi di dissesto idrogeologico, rappresentano risposte concrete al territorio: null'altro. Altro che danno per i nostri territori. È questo un dato incontestabile, come incontestabile è la forte azione che è stata messa in campo, in termini di governo dell'uso del territorio. Il resto sono riflessioni generiche. La notizia quindi di perdita di fondi lanciata dall'onorevole Guccione è priva di qualsiasi fondamento e serve a generare confusione ed allarmismo fra gli amministratori locali che continuamente sono costretti a governare i loro territori con la consapevolezza che la fragilità di questi ultimi può manifestarsi in qualsiasi momento. Il riferimento è al decreto di "approvazione dell'indicatore di riparto su base regionale delle risorse finalizzate agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico". È evidente che quando ci si limita a valutare in modo generico i dati prospettati e non si approfondiscono le informazioni analizzando compiutamente gli atti, magari con gli uffici preposti, si rischia di distorcere la notizia: cosa che credo sia stata fatta. Per questo, e' doveroso fare delle precisazioni puntuali". «Da una semplice lettura dei dati pubblicati - afferma ancora il dirigente - chiunque può verificare che la nostra Regione non risulta affatto penalizzata. Infatti, l'indicatore pari al 4,43% assegnato alla Calabria sulla base del metodo prestabilito da Ispra scaturisce prevalentemente dalla popolazione residente e della superficie territoriale che pesano rispettivamente per il 70% e il 30%. In questo contesto, i dati relativi alla popolazione esposta alle varie tipologie di rischio valutati per la Regione Calabria sono del tutto coerenti con i contenuti degli strumenti di pianificazione predisposti dall'Autorità di bacino regionale che consistono nel Piano di bacino stralcio per l'assetto idrogeologico (Pai), nel Piano stralcio erosione costiera e nel Piano di gestione del rischio alluvioni. Per questo motivo gli aspetti mossi risultano del tutto irrilevanti. La scelta del presidente Oliverio di istituire una Unita operativa autonoma è un primo ed importante passo per rendere organico l'aspetto della programmazione degli interventi di messa in sicurezza e per garantire un'unica "governance" del territorio, non più basata su confini comunali ma su bacini idrografici. Individuare su un'unica piattaforma gli interventi di carattere strutturale e quelli relativi alla manutenzione ordinaria; indirizzare i Comuni, i Consorzi di bonifica e Calabria Verde ad operare su specifiche aree a rischio, anche nella logica della complementarieta' degli interventi e della relativa economia di scala, credo sia un approccio moderno e, per certi aspetti, obbligato per chi vuole fare difesa del suolo in modo efficace".
«Un altro aspetto importante - dice ancora Siviglia - è quello che riguarda l'aggiornamento del Piano di assetto idrogeologico che, così come voluto dal presidente Oliverio, è stato rivisto completamente ed aggiornato con nuove metodologie. Questo nuovo Pai mostra la vera debolezza del territorio regionale con una superficie esposta a pericolo da frana di circa 900 kmq (15.000 frane censite), 70.000 km lineari di aste fluviali che generano estese aree soggette a pericolosità da inondazione per oltre 2.400 Kmq e circa 80 kmq a rischio erosione costiera. Per velocizzare l'iter procedurale di approvazione delle nuove carte dei vincoli Pai, è stata avviata una fase di concertazione con tutti i Comuni interessati, finalizzata al confronto costruttivo e partecipato, per far sì che le nuove carte dei vincoli siano di ausilio al processo di pianificazione urbanistica. A tale riguardo si è convenuto, nell'ambito degli incontri tematici con le Università e gli enti di ricerca e con gli ordini professionali, di estendere la fase di consultazione con tutti i professionisti che operano in Calabria. Si ritiene che queste le cose da comunicare agli amministratori locali che con le loro strutture tecniche si trovano spesso, anche senza mezzi, a fronteggiare le continue emergenze».

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    Il responsabile dell'Autorità di bacino replica a Guccione: «Per la prima volta sono stati previsti oltre 350 milioni in un unico programma di intervento nella logica della pianificazione a scala di bacino»

COSENZA «Ho provveduto a dare disposizioni affinché i manifesti pubblicitari di una specifica azienda che vende elettrodomestici e strumenti tecnologici vengano rimossi dagli spazi che ricadono nel Comune di Cosenza in cui sono stati affissi». Lo dichiara il sindaco Mario Occhiuto intervenendo in merito al caso della pubblicità a sfondo sessista che, con uno slogan incentrato sul doppio senso e tesa a mortificare le donne, tanta indignazione ha suscitato tra i cittadini.
«Non ci interessano eventuali conseguenze legali per la rimozione anticipata di questi cartelloni – aggiunge il sindaco –. Non possiamo consentire che vengano diffusi messaggi di arretratezza culturale né, tantomeno, che feriscono la sensibilità femminile già fin troppo vituperata, e non solo, a causa di episodi di attualità che tutti conosciamo. La comunicazione delle aziende commerciali non sfugge certo a responsabilità sociali a cui bisognerebbe attenersi. Per attirare l'attenzione dei clienti ci si può sempre rivolgere alle variegate e argute forme dell'intelligenza umana piuttosto che a quelle della volgarità che definisce la donna, ancora oggi, oggetto di possesso sessuale. «L'amministrazione comunale – conclude Occhiuto – sceglie apertamente la strada del rispetto e della bellezza che celebrerà San Valentino con un senso decisamente diverso da quello veicolato dalla pubblicità della suddetta azienda. Pertanto, firmerò al più presto un'ordinanza per la rimozione di quei manifesti».

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    Il sindaco: presto ordinanza per eliminarli. Un'azienda di elettrodomestici ha usato slogan offensivi nei confronti delle donne

Venerdì, 10 Febbraio 2017 18:17

Camera Commercio, Rossi difende Abramo

CATANZARO «La nomina del dottore Giorgio Sganga di Paola quale commissario della Camera di Commercio di Catanzaro da parte del governatore Oliverio, senza entrare nel merito delle capacità e competenze del professionista cosentino, rappresenta l’ennesimo atto di arroganza e di disattenzione dei vertici politici della Regione verso la provincia di Catanzaro». Lo afferma in una nota il presidente di Confindustria Catanzaro Daniele Rossi. Che aggiunge: «Trattandosi di un periodo breve e di traghettamento in attesa dell'imminente riordino, Paolo Abramo sarebbe stato, invece, il candidato ideale per la conoscenza tecnica richiesta e l'esperienza acquisita, a cui vanno aggiunte, caratteristiche unanimemente riconosciute, quali equilibrio, onestà intellettuale, rigore e senso del dovere istituzionale.
Piace evidenziare, peraltro, la contraddizione emergente dalla circostanza che, nonostante il decreto di nomina del presidente Oliverio preveda "un'indennità pari a quella prevista per il presidente della Camera di Commercio da porre a carico dell'ente Camerale", l'attuale legge di riordino delle Camere di Commercio e l'ultimo decreto legislativo 219/2016 prevedano, ad oggi, che "tutti gli incarichi degli organi diversi dei collegi dei revisori sono svolti a titolo gratuito". Su questo versante, siamo, comunque, sicuri che il nuovo commissario svolgerà l'incarico con spirito di servizio e rispettoso del dettato normativo».
Per il presidente degli industriali la città di Catanzaro, «la nostra città sta vivendo il solito penoso periodo pre-elettorale, caratterizzato da trasversalismi, egoismi e personalismi, senza tener in alcuna considerazione idee di sviluppo, programmi di crescita e visioni strategiche, il tutto ammantato da una autoreferenzialità lontana dagli effettivi bisogni e dalle quotidiane esigenze del tessuto economico-produttivo e dell’intera comunità.
Di tutta evidenza è la mancanza di senso di responsabilità della coalizione del presidente Oliverio - coalizione di maggioranza che governa la Regione - che dovrebbe, invece, farsi carico di rappresentare azioni di stimolo, di tutela e di valorizzazione delle aspettative e delle prerogative di quella che è, ancora oggi, anche se il dubbio in tutti noi è sempre più forte, la città capoluogo di Regione».
«La situazione regionale - aggiunge Rossi -, d’altro canto, al di là degli annunci in pompa magna, è a dir poco preoccupante: bandi bloccati, programmazione ferma, progettualità mancante e gaffe istituzionali. 
Da ultimo, mentre dai dati della nostra Cassa Edile registriamo, dal 2010, senza considerare l’indotto, la chiusura di 600 imprese edili (-27,34% - quasi una su tre!!!) e l’uscita dal mondo del lavoro di più di 5.000 lavoratori edili (-44,93%), rileviamo che, per problemi di ottusità ed incapacità politico-amministrativa, le risorse destinate agli interventi sul dissesto idrogeologico rischiano di perdersi, e, comunque, di essere fortemente ridimensionate, mentre quelle poche disponibili ed immediatamente spendibili, sono quasi tutte ad esclusivo appannaggio di imprese extra regione che niente lasciano sul territorio, anzi il più delle volte rischiano di determinare opere incomplete e contenziosi».
«Non vi è dubbio - conclude il presidente di Confindustria Catanzaro -, che questa ultima scelta sulla Camera di Commercio del presidente Oliverio è un’occasione persa ed un mancato segnale di discontinuità rispetto alle mere enunciazioni ed agli inutili proclami di una politica scollegata dalla realtà che ormai ha fatto il suo tempo».

LA REGIONE SI DIFENDE «La scelta del commissario alla Camera di Commercio di Catanzaro è ricaduta su un professionista di riconosciuta professionalità e prestigio qual è il dottore Giorgio Sganga». Lo afferma la Regione in una nota diramata dall'ufficio stampa della giunta. «Avere scelto un professionista esterno alle realtà interessate alla prossima imminente operazione di accorpamento delle tre Camere di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia - si aggiunge nel comunicato - costituisce un fattore di equilibrio e di sicura terzietà che, solo chi è animato da malafede e da interessi strumentali, carica di significati assolutamente privi di fondamento. D'altronde, nei mesi scorsi, anche relativamente al commissariamento della Camera di Commercio di Reggio Calabria è stato nominato un esterno alla realtà di Reggio e, non per questo, sono stati agitati argomenti municipalistici e di lesa maestà».

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    Il presidente di Confindustria Catanzaro: «La nomina di Sganga rappresenta l’ennesimo atto di arroganza e di disattenzione dei vertici politici della Regione verso questa provincia». Dalla Cittadella: «Scelto un professionista di alto profilo»

Venerdì, 10 Febbraio 2017 18:01

Vibo, nasce il gruppo dei Progressisti

VIBO VALENTIA Costituito un nuovo gruppo in consiglio comunale a Vibo Valentia. Si tratta dei "Progressisti per Vibo", tenuti a battesimo dall'ex candidato a sindaco Antonio Lo Schiavo. «Abbiamo formalizzato – spiega – una situazione di fatto che si trascinava da troppo tempo e il motivo principale è semplice: un'esigenza di coerenza col programma amministrativo che abbiamo presentato agli elettori e che aveva comunque raccolto il consenso di quasi il 40% della popolazione vibonese».
«Alle elezioni – aggiunge Lo Schiavo – rappresentavamo una coalizione ampia di centrosinistra con il tentativo di apertura alla società civile. Per questo dopo le amministrative ho tentato di fare in modo che l'opposizione fosse unità in un unico gruppo consiliare, sintesi delle forze in campo, in modo da essere più incisivi, esercitando al meglio il ruolo di opposizione che la città ci aveva assegnato. Poco dopo il dibattito si è spostato non più problemi amministrativi, ma si è incentrato tutto all'interno del Pd; si è parlato troppo di posizionamento e lotte di corrente, e poco della città di Vibo, con un chiaro indebolimento del nostro ruolo. Questo gruppo ha quindi l'ambizione di correggere il tiro e rappresentare il centrosinistra vibonese allargato con il suo progetto per la città. Essere forti nel partito, d'altronde, non significa essere forti nella società e nell'elettorato. Questo è il rischio che vedo nel Pd vibonese. 
«Nessuno disconosce che il Pd è il motore del centrosinistra – conclude –, ma a Vibo siamo su un binario morto, servono meno prove di forza e più apertura e inclusività. Altrimenti si va a sbattere come purtroppo già molte volte accaduto». Oltre a Lo Schiavo, il gruppo è costituito da Loredana Pilegi, prima eletta della lista "Lo Schiavo sindaco, e da Rosario Tomaino, eletto con i Democratici. Non è esclusa l'adesione di altri consiglieri. Il Pd vibonese, insomma, è sempre più diviso.

INSARDA' BOCCIA L'INIZIATIVA L'iniziativa di Lo Schiavo viene bocciata dal segretario provinciale del Pd Enzo Insardà: «Mi corre a questo punto l'obbligo di precisare che il sottoscritto è segretario provinciale da fine luglio e fin da subito si è speso su tutto il territorio provinciale ed in particolar modo sulla città di Vibo Valentia per ricomporre quelle fratture e quelle divisioni scaturite  dall'ultimo congresso provinciale. Per ritrovare uno spirito unitario ed in particolare nel gruppo consiliare cittadino. Il sottoscritto ha  partecipato più volte a riunioni dei consiglieri comunali del Pd, gentilmente invitato dal capogruppo, e per le quali ho sempre preteso che fosse invitato tutto il gruppo. Mi è sempre dispiaciuto constatare che gli assenti, sempre regolarmente convocati, sono sempre stati proprio quelli che  formano questo nuova formazione politica. Rilevo peraltro che in questi incontri, diversamente da quanto si vorrebbe lasciare intendere, si è sempre discusso delle problematiche della città anche con riferimento alle attività consiliari. Non si riesce, quindi, a comprendere il perché il nuovo gruppo voglia trovare la propria ragione di vita nella mancanza di discussione all'interno del Pd. Certo, alla luce di tali recenti atti ed avvenimenti, ora finalmente emerge con chiarezza la reale motivazione delle scelte». 

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    L'ex candidato a sindaco Lo Schiavo dà vita alla nuova formazione. Con l'obiettivo di rappresentare il vero centrosinistra. Pd ancora più diviso. Il segretario provinciale boccia l'iniziativa

Venerdì, 10 Febbraio 2017 17:40

Oliverio boccia la Lega del Sud

NAPOLI «Bisogna fare squadra non per costruire la Lega del Sud ma perché le politiche delle singole regioni, se inserite in un quadro generale, sono inefficaci. Positivo è stato aver istituto un ministero per la Coesione e il Mezzogiorno». A dirlo è il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, nel corso del convegno "Napoli 2020" a Napoli, al quale partecipano i governatori del Sud.
«Le politiche di coesione vanno riviste – ha aggiunto Oliverio – perché vanno costruite con un percorso partecipato e non calato dall'alto. Queste politiche sono la condizione per la coesione europea e non devono supplire all'assenza di altre politiche. Il ministero è chiamato ad assumere un ruolo importante. Non possiamo non partire dalle condizioni delle regioni che hanno segnato un punto positivo dopo anni di trend negativo. Ma recuperare 14 punti di Pil è una strada in salita. Occorre irrobustire questi segnali con politiche strutturali con attenzione alla semplificazione e a procedure innovative. E occorre agire anche sulla leva della fiscalità». 

OCCUPAZIONE «Io credo – ha aggiunto Oliverio – che siano mature ormai le condizioni per lanciare un grande progetto occupazionale per i giovani del Mezzogiorno. Un progetto che non abbia né una connotazione assistenziale né una funzione di mero ammortizzatore sociale, ma che guardi all'alta formazione, al collegamento con grandi settori strategici e all'occupazione nel Mezzogiorno. Credo che anche in questo quadro occorra agire sulla leva della fiscalità. Il gap rispetto alle altre realtà si recupera solo se si creano condizioni di convenienza degli investimenti da parte del sistema delle imprese. In questo senso lo strumento delle Zone economiche speciali deve avere un'accelerazione. Pensiamo alla nostra portualità: noi da anni stiamo subendo a Gioia Tauro un processo di competizione selvaggia e drammatica dalla riva sud del Mediterraneo. Il Paese e l'Europa non possono più permettersi di stare a guardare, rimanendo ingessati nelle solite politiche di bilancio. È necessario assumere un ruolo attivo e questo è possibile solo se la nostra portualità viene messa nelle condizioni di essere attrattiva rispetto alla competizione durissima in atto in tutto il bacino del Mediterraneo. Il porto di Tangeri negli ultimi cinque anni ha quasi decuplicato il volume di intercettazioni di teu che attraversa il Mediterraneo. Ecco perché il problema della fiscalità è un problema di strategica importanza per il Mezzogiorno e per l'intera Europa».
«Ritengo, infine – ha concluso Oliverio – che non si possa non cogliere la proposta avanzata da Andrea Cozzolino, che è quella di riflettere perché le risorse impegnate in questi anni a pagare le multe per le infrazioni possano essere utilizzate, all'interno di un preciso quadro di regole ed in tempi stabiliti, come rata di un progetto di grandi investimenti infrastrutturali nel Mezzogiorno ponendo alle regioni e agli stati membri condizionalità che possano consentire di controllare, monitorare e verificare e, nel caso, di raddoppiare le penalità qualora il processo non dovesse essere virtuoso. Anche la quota di cofinanziamento delle regioni e degli stati membri per quanto riguarda il Fondo di sviluppo e coesione io credo debba essere stralciata dal Patto di stabilità, perché diventa un elemento di ostacolo e di ingessature nella gestione delle risorse».

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    Il governatore frena sull'ipotesi di scissione del Pd: «Bene l'istituzione di un ministero per la Coesione. No a percorsi calati dall'alto». Proposto un piano occupazione per i giovani del Mezzogiorno

PAOLA La Procura della Repubblica di Paola ha emesso l'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti delle 21 persone coinvolte nelle proteste messe in atto a Sangineto il 26 novembre scorso per l'uccisione di un cane, avvenuta alcuni mesi prima ad opera di persone non identificate. I 21 indagati sono accusati di avere occupato e ostruito, nel corso della manifestazione, la strada statale 18 all'altezza del bivio Sangineto-Bonifati «interrompendo la circolazione degli automezzi - secondo l'accusa - e creando, quindi, notevoli disagi per il servizio pubblico».
La proteste furono attuate per il fatto che i promotori della manifestazione, organizzata dal Nucleo operativo tutela animali e dal Partito animalista europeo, non accettarono le prescrizioni del questore di Cosenza, Luigi Liguori, che vietò che il corteo avesse luogo nel centro del paese la cui conformazione orografica, a causa anche di un sistema viario tortuoso, non garantiva il rispetto delle esigenze di ordine pubblico.

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    La protesta si svolse a Sangineto senza l'autorizzazione del Prefetto di Cosenza. Ventuno gli indagati dalla Procura di Paola

REGGIO CALABRIA Le carceri di Reggio Calabria come incubatrici del terrorismo islamico. È l'allarme lanciato dal Garante dei detenuti Agostino Siviglia nella relazione annuale 2015-2016 sulla situazione degli istituti "Arghillà" e "Panzera". Siviglia segnala infatti «il progressivo incremento di detenuti stranieri, in gran parte scafisti di fede islamica, ovvero detenuti di etnia sinti, tossicodipendenti e detenuti sottoposti a terapia psichiatrica, ragion per cui una simile frammistione detentiva desta preoccupazione in termini di sicurezza, non senza sottacere il concreto rischio di fenomeni di radicalizzazione del terrorismo». «Su questo rischio attualissimo e concreto – continua –, insieme alla Garante di Brescia, siamo stati incaricati dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Direzione generale Detenuti e trattamento, alla somministrazione di un questionario anonimo, in particolare, ai detenuti di fede islamica, al fine di monitorare e segnalare possibili situazioni sospette».

SOVRAFFOLLAMENTO Entrambe le carceri, inoltre, continuano ad avere problemi di sovraffollamento, seppur in maniera più contenuta rispetto al recente passato. Ad Arghillà, al 30 settembre 2016, erano presenti 307 detenuti, di cui 81 stranieri, a fronte di una capienza regolamentare di 302. Nella stessa struttura non sono state tra l'altro risolte le carenza di personale di polizia penitenziaria e quelle relative all'area pedagogica. Non c'è infatti né un campo da calcio, né una cappella, né un teatro. «Questioni – sottolinea Siviglia – tutte reiteratamente segnalate da questo ufficio ai dirigenti apicali dell'amministrazione penitenziaria».
Esistono, però, anche aspetti positivi. Il Garante evidenzia l'importanza di una piccola falegnameria, nella quale vengono impiegati alcuni detenuti specializzati nella produzione di manufatti in legno. «Considerata la disponibilità in tal senso espressa dalla direzione dell'istituto penitenziario – osserva ancora Siviglia –, i detenuti potrebbero realizzare beni strumentali da destinare alla fruizione dell'intera comunità esterna».

SAN PIETRO Lo storico carcere di San Pietro, oggi intitolato all'appuntato dell'allora corpo degli agenti di custodia, Giuseppe Panzera, presenta una situazione migliore rispetto ad Arghillà. Anche in questo istituto, tuttavia, esiste il problema sovraffollamento: lo scorso settembre i detenuti presenti erano 222 (tra cui 12 stranieri e 28 donne), malgrado la capienza regolamentare sia di 186. Gli aspetti positivi riguardano invece le modifiche strutturali «che hanno consentito l'adeguamento ai dettami normativi, tanto della sezione alta sicurezza, quanto della media sicurezza che della sezione femminile». Siviglia menziona anche «l'ampliamento della sala avvocati, della sala magistrati e la creazione di una terza sala destinata ai colloqui dei detenuti con i propri familiari. Sono peraltro state ristrutturate le aule scolastiche, la biblioteca e la cucina detenuti e sono da sempre presenti una cappella, uno spazio teatro e un campo da calcio in corso di ulteriore rinnovamento».
Il Garante riporta un'altra criticità: la "Bottega di Michelangelo" – un grande laboratorio per la lavorazione dei marmi, inaugurato nel 2007 alla presenza dell'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella – non è mai entrata in funzione. «Al momento – rivela Siviglia – è adibita a deposito».

Pietro Bellantoni
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    L'allarme del Garante dei detenuti. Che sottolinea i problemi legati all'incremento di stranieri nei due istituti: «Sicurezza a rischio». Ancora irrisolta la questione sovraffollamento

COSENZA «Chiediamo alla magistratura che si faccia un controllo sul centro diagnostico "Ippocrate". È inaccettabile che non ci sia la possibilità di vedere i vetrini relativi all'esame autoptico». Marcello Manna e Sabrina Rondinelli, i legali che difendono Carmine Manna, rappresentante del Cogeis il consorzio che gestisce la piscina di Cosenza, e alcuni istruttori nel processo a loro carico per la morte del piccolo Giancarlo Esposito, il bambino che ha perso la vita in una delle vasche il 2 luglio 2014, lamentano impedimenti nell'acquisire elementi utili alla difesa dei loro assistiti. «Abbiamo chiesto – dicono i due avvocati - al giudice Marco Bilotta di verificare i vetrini, e siamo stati autorizzati. Però dal centro diagnostico "Ippocrate" ci è stato detto che la strumentazione è rotta ed occorre attendere almeno venti giorni per rimetterla a posto. Un inconveniente che rallenta il nostro lavoro e che potrebbe addirittura impedirlo, perché, qualora non si riuscisse a rimediare, saremmo costretti a presentare una richiesta all'ospedale, con la conseguenza di allungare in maniera spropositata i tempi con grave nocumento per la nostra linea di difesa».

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    Manna e Rondinelli, che difendono il rappresentante della Cogeis, chiedono l'intervento della magistratura: «Non ci fanno vedere i vetrini dell'esame autoptico»

COSENZA Mario Bartucci può mettere in frigo lo champagne. All’inizio della prossima settimana il consigliere provinciale del Nuovo centrodestra sarà con ogni probabilità nominato vicepresidente della Provincia di Cosenza. Il presidente Franco Iacucci è pronto a firmare il decreto attraverso cui il medico rendese, con alle spalle anni di militanza nell’orbita gentiliana e diverse legislature nel consiglio comunale nella città del Campagnano, diventerà il suo vice. La designazione di Bartucci (che è uno dei due eletti in Consiglio dell'Ncd; l'altro è l'ex sindaco di Montalto Ugo Gravina) rafforza l’asse tra il neopresidente e il partito di Tonino Gentile. «Non intendo venire meno agli impegni presi», è l’assicurazione fornita da Iacucci a chi in queste ore gli chiede conto delle prossime scelte.
E gli impegni presi in campagna elettorale prevedono proprio l’assegnazione della poltrona di numero due al Nuovo centrodestra. C’è l’impegno a una stretta collaborazione tra Iacucci e Gentile dietro l’accordo Pd-Ncd a Cosenza. Nel quartier generale dei centristi, ancora una volta, sottolineano che l’intesa bruzia va letta come il tentativo di costruire un progetto politico comune attorno a persone di riconosciuta esperienza amministrativa. Non è un caso che Gentile non perda occasione per sottolineare che Iacucci sia «un ottimo politico e un uomo di buon senso». Un modo sottile per scavare una distanza tra il neopresidente l’asse Adamo-Oliverio.
La nomina - ormai prossima - di Bartucci spegne sul nascere anche il tentativo orchestrato da settori del Pd di premere su Luca Morrone, figlio del consigliere regionale Ennio, per la vicepresidenza. Raccontano che dietro tale strategia ci sia stato il lavoro di Nicola Adamo. Ma è un tentativo destinato a cadere nel vuoto. Iacucci è pronto a riconoscere al Nuovo centrodestra il ruolo di partner privilegiato della coalizione che governa alla Provincia. Il 30 gennaio si è aperto un nuovo capitolo per il braccio destro (e sinistro) di Oliverio. E non è detto che ciò faccia fare i salti di gioia al governatore.
Nel rimescolamento delle carte all’interno dei dem, nasce una corrente ibrida. Quella capitanata da Iacucci e dai suoi fedelissimi. I tempi della fedeltà “senza se e senza ma” al duo Oliverio-Adamo appaiono davvero lontani. 

Antonio Ricchio
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    Il presidente designerà Bartucci come suo vice. Sventato il tentativo dell'asse Adamo-Oliverio di inserire Morrone su quella poltrona. Regge l'accordo tra l'ex braccio destro del governatore e Gentile

COSENZA «C'è una buona notizia che deriva da alcune misure di finanza pubblica previste dalla legge di bilancio approvata per il triennio 2017-2019. Tali misure libereranno nelle casse degli enti locali somme consistenti: 700 milioni di euro nel triennio 2017-2019 di cui 300 milioni solo per l'edilizia scolastica». Lo afferma il presidente del Comitato Mezzogiorno e Isole di Ance, Giovan Battista Perciaccante, alla guida anche di Ance Cosenza.
In particolare entro il 20 febbraio gli enti territoriali interessati potranno presentare domanda per utilizzare risorse fuori dai vincoli di bilancio per investimenti sulle scuole e sul territorio, inviando la propria richiesta alla struttura di missione per l'edilizia scolastica o alla Ragioneria generale dello Stato, secondo specifiche procedure segnalate dal governo. «Mettere in sicurezza il territorio e le scuole, attivando interventi utili all'economia locale - afferma Perciaccante – è importante. Rappresenta un'occasione che non possiamo perdere. Questa norma si traduce in un'opportunità che serve a dare elasticità di cassa ai comuni e che, unita alle previsioni derivanti da Patto per la Calabria, Por e Calabria Sicura, puo' aiutare il settore edile a riprendersi dopo anni di immobilismo ed inattività. Insieme a questa buona notizia salutiamo con favore l'annuncio del sindaco di Cosenza relativamente al protocollo che intende sottoscrivere con la Procura di Cosenza per la questione degli appalti pubblici. Si tratta di una proposta che Ance e Confindustria suggeriscono e propongono da tempo, perché va nella direzione di garantire la massima trasparenza nella gestione degli appalti e procedure di gara. Nei prossimi giorni chiederemo uno specifico incontro al primo cittadino della città capoluogo nel corso del quale, riconfermando condivisione e disponibilità rispetto alla proposta, presenteremo un documento articolato tendente a regolare anche l'Albo delle imprese di fiducia per l'affidamento di lavori mediante procedura negoziata e cottimo fiduciario».

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    Il presidente di Ance Mezzogiorno Perciaccante saluta positivamente la decisione di stanziare risorse aggiuntive per le scuole. E su Cosenza: chiederemo un incontro con Occhiuto sulla trasparenza per l'affidamento dei lavori pubblici

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