Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 11 Febbraio 2017

COSENZA Si è costituito ai carabinieri del comando provinciale di Cosenza Mario Piromallo fermato nella maxioperazione eseguita dalla Guardia di finanza e coordinata dalle Dda di Catanzaro e Reggio Calabria contro ben 32 persone, tra cui imprenditori che sarebbero in affari con i clan. Sotto sequestro sono finite 54 importanti società, molte delle quali con sede a Roma. Adesso il gip di Catanzaro ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare per i 32 fermati. Si tratta di un passaggio tecnico: il gip competente - ovvero quello di Catanzaro - ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare per gli indagati, trascorsi i venti giorni di tempo previsti per legge. Si tratta di due filoni di indagine riuniti nella maxi-operazione "Soldi sporchi" che ha portato al sequestro del parcheggio di Piazza Bilotti a Cosenza, dell'aviosuperficie di Scalea e del polo sciistico di Lorica. Tra le persone fermate anche l'imprenditore che gestisce questi appalti Giorgio Barbieri. Il primo filone, coordinato dalla Dda di Reggio Calabria, ha permesso di accertare come fra il 2012 e il 2015 il potentissimo clan Piromalli, grazie ad un noto gruppo imprenditoriale, abbia messo le mani su 27 gare, aggiudicandosi importanti – e remunerativi – appalti pubblici nell'area della Piana di Gioia Tauro. Stesso metodo, ha scoperto la Dda di Catanzaro utilizzato dal clan Muto nella zona dell'alto Tirreno cosentino e dal reggente della cosca cosentina Lanzino-Ruà-Patitucci, che in questo modo si è aggiudicato i più importanti appalti della Provincia di Cosenza nel periodo 2013/2015.

Mirella Molinaro
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    L'uomo era tra le 32 persone coinvolte nella maxi-operazione delle Dda di Reggio e Catanzaro sui rapporti tra imprenditori e clan che ha portato al sequestro del parcheggio di piazza Bilotti a Cosenza

CATANZARO Dopo il click day annullato a gennaio (quello per il bando "Macchinari e impianti" avviato con i fondi del Por) ne arrivano tre nel giro di poche settimane. Il primo è il recupero della procedura cancellata, che tanto aveva fatto discutere politica e impresa a gennaio. La comunicazione è stata pubblicata nelle scorse ore sul portale che racconta i progetti legati ai fondi comunitari: dopo l'annullamento del bando «è ammessa la partecipazione di tutti i soggetti interessati, ivi compresi le imprese e i professionisti che non hanno inviato in precedenza la relativa domanda. Il termine di apertura dello sportello telematico per l'invio delle domande è fissato nel giorno 28 Febbraio 2017 alle 10». Nuova data da cerchiare in rosso per il mondo calabrese dell'impresa. E anche per la politica, che non aveva lesinato esternazioni in seguito al flop del primo tentativo. Resta tutto invariato, dalla dotazione finanziaria (10 milioni di euro) alle spese ammissibili, fino al contributo massimo erogabile (200mila euro, fino a un'intensità massima del 70% dei costi ammissibili).
Sarà variata – perché era ciò che aveva dato luogo ai problemi esplosi a gennaio – la piattaforma informatica per il caricamento dei dati. E c'è da augurarselo, visto il primo insuccesso, perché i bandi a sportello previsti sono in tutto tre (chi arriva prima ha più probabilità di essere ammesso, ferma restando l'adeguatezza del progetto presentato).
Per quello sull'internazionalizzazione, la piattaforma digitale è aperta dalla mattina del 10 febbraio. È l'avvio della procedura telematica di partecipazione. Lo scopo dell'intervento – lo spiega il portale Calabria Europa – «è di incrementare e qualificare la quota di esportazione dei prodotti e dei servizi delle imprese regionali sui mercati esteri, favorendo l'apertura del sistema produttivo calabrese». La dotazione finanziaria è di 3,5 milioni di euro, e il contributo erogabile è fissato per un importo massimo di 200 mila euro per progetti promossi da consorzi e di 100 mila euro per le singole piccole e medie imprese (l'intensità massima dei costi ammissibili è sempre pari al 70%). Si parte con i click alle 10 del 2 marzo. Riscaldate le dita.
Terzo bando a sportello (ma è in realtà il primo in ordine di tempo): il Bando Ict. Qui le procedure erano partite, si sono bloccate (dopo i problemi nel primo click day) e sono state riavviate a fine gennaio. Il via alle domande è previsto per il 21 febbraio dalle 10. I progetti più veloci (e adeguati) si spartiranno 7 milioni di euro (l'importo massimo, come per il bando Internazionalizzazione, è di 200 mila euro per i consorzi e 100 mila per le singole imprese).

LA PRESELEZIONE ALL'UNICAL Non ci sono soltanto i "click day" nell'orizzonte temporale del Por 2014-2020. Tra le procedure più attese c'è quella indirizzata a "Ricerca e Sviluppo". Una torta da 15 milioni di euro che non sarà suddivisa tra i più rapidi di indice. Il bando è a valutazione e prevede di "accogliere" progetti presentati dalle aziende in collaborazione con strutture che si dedicano alla ricerca. E qui sta il punto, che genera un certo brusio tra i potenziali partecipanti. Molti – sia per la qualità della ricerca svolta che la vicinanza geografica – hanno pensato di rivolgersi all'Università della Calabria. E l'Unical ha pensato di introdurre una sorta di preselezione che a molti non è andata giù: per ottenere la partecipazione delle strutture dell'ateneo è necessario fornire l'ultimo bilancio e il Durc. Poi sarà l'ateneo a valutare i progetti ammissibili con un passaggio in consiglio d'amministrazione. Un metodo che rientra nell'autonomia di giudizio dell'università, ma ha creato qualche mal di pancia tra imprenditori e progettisti. (ppp)

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    Venti milioni di euro saranno assegnati con procedure a sportello. Torna il bando "Macchinari e impianti" annullato con clamore a gennaio. Emergono malumori per la "preselezione" dell'Unical su "Ricerca e sviluppo"

CATANZARO «Avevamo visto giusto quando abbiamo raccolto e rilanciato il grido d'allarme degli ingegneri e degli architetti calabresi sulle inefficienze della nuova piattaforma telematica adottata dalla Regione per le autorizzazioni sismiche e ci eravamo chiesti che senso avesse adottare un sistema di controllo inefficace senza la previsione di norme transitorie e senza una fase di sperimentazione. La Regione, ora, ammette candidamente il flop della nuova piattaforma e cerca di porvi rimedio in maniera scomposta e addirittura offensiva per le professionalità dei calabresi, mediante una bizzarra selezione di 6 professionisti esterni per il supporto nel controllo dei progetti». Ad affermarlo in una nota è la vice coordinatrice e consigliera regionale di Forza Italia Wanda Ferro.
«La pubblicazione del bando sul sito istituzionale della Regione – prosegue Ferro – offende i professionisti interni agli uffici regionali, i quali in una prima fase si sono visti surrogati da una piattaforma telematica e, oggi, si vedono affiancati da 6 professionisti esterni di supporto chiamati a lavorare "ad ore" e ben al di sotto dei minimi livelli di decoro professionale. Agli aspiranti professionisti di supporto viene richiesta una grande esperienza professionale in materia antisismica e viene offerto un contratto di sei ore al giorno (per dodici giorni al mese) con uno stipendio che al netto dei contributi, delle tasse e delle spese supera di poco gli 800 euro al mese. A fronte di un compenso così palesemente inadeguato, gli stessi professionisti non potranno continuare a svolgere la propria attività dal momento che verserebbero in una situazione di incompatibilità nella doppia funzione di controllati e controllori. Tutto perfettamente in linea con i principi che oramai ispirano la sinistra di governo regionale e nazionale e che non consentono neanche di ammalarsi perché, così prevede il bando, chiunque si assenterà per 20 giorno si vedrà revocato l'incarico. La Regione Calabria – conclude Ferro – è alla ricerca di nuovi schiavi e, in un momento di grave bisogno, mortifica il mondo delle professioni e la compagine dei funzionari regionali. Chiunque, dotato di senso della buona amministrazione, avrebbe impegnato risorse non già in una piattaforma telematica inefficace, ma in assunzioni e collaborazioni stabili di ingegneri e architetti risparmiando loro l'offesa di essere remunerati con una sorta di voucher camuffati tanto cari al governo Renzi».

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    Le critiche della vice coordinatrice regionale di Fi: «Il bando offende i professionisti interni agli uffici regionali, che oggi si vedono affiancati da 6 professionisti esterni di supporto chiamati a lavorare "ad ore" e al di sotto dei minimi livelli di decoro professionale»

Separare i figli dalle loro famiglie legate alle organizzazioni mafiose e trasferirli in altre zone dell'Italia per creare una frattura generazionale, e interrompere un ciclo di criminalità che si tramanda dai più vecchi ai più giovani. È la ricetta di Roberto Di Bella, 53 anni, presidente del tribunale dei minori di Reggio Calabria, finito in prima pagina sul New York Times che lo ha intervistato. Di Bella spiega che i ragazzi non vengono "strappati" alle loro famiglie per nulla, ma perché «i figli seguono i padri. E lo stato - afferma - non può permettere che dei bambini vengano educati per diventare dei criminali». Il Nyt ricorda come dal 2012 il magistrato ha separato 40 ragazzi e ragazze dai loro genitori condannati per di associazione di stampo mafioso. Tutti tra i 12 e i 16 anni. Un approccio controverso - riconosce Di Bella - ma che si e' rivelato molto efficace.

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    In prima pagina sul quotidiano statunitense l'intervista a Roberto Di Bella, presidente del Tribunale dei minori della città dello Stretto

COSENZA Militari del Gruppo carabinieri forestale di Cosenza hanno eseguito un provvedimento di sequestro del gip di Castrovillari al Parco avventura e la teleferica zip-line denominata "Volo dell'Arcangelo" realizzate nel comune di Albidona. Le opere rientranti nel Pisl "Sybaris Terra d'incanto: Mare Cultura e Natura" e finalizzate alla valorizzazione turistica dell'Alto Ionio Cosentino, sono state finanziate con fondi Por Calabria Fesr 2007/2013 per un importo di 500mila euro. Cinque le persone indagate tra tecnici comunali, progettisti ed esecutori dei lavori, coinvolti a vario titolo nella vicenda per i reati di abuso edilizio e abuso d'ufficio. Le indagini, coordinate dal pm di Castrovillari Valentina Draetta, sono iniziate negli ultimi mesi del 2015, scaturite da un controllo effettuato sulla regolarità e conformità dei lavori rispetto al progetto approvato ed appaltato e alle norme vigenti in materia urbanistico-edilizia e di tutela dell'assetto idrogeologico del territorio. Dalle indagini e' emerso che l'esecuzione dei lavori sarebbe avvenuta in violazione delle norme del Testo Unico sull'edilizia e delle Norme di Attuazione e Misure di Sicurezza del Pai Regionale (Piano stralcio per l'assetto idrogeologico), poi oggetto di "sanatoria". Per questo motivo e' stato sequestrato il "Volo dell'Arcangelo", teleferica che copre una distanza aerea di 700 metri con cui sarà possibile sorvolare una porzione del territorio comunale di Albidona partendo dalla località "Castello", nei pressi della Chiesa di San Michele Arcangelo, e approdando al "Parco Avventura" di località "Timpone Tarantino". Le opere, da poco ultimate, consegnate e collaudate, non erano ancora aperte al pubblico.

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    Il provvedimento del gip di Cosenza riguarda le strutture realizzate nel territorio di Albidona e finanziate con il Por Calabria 2007/2013 per un importo di 500mila euro

Ad appena dieci giorni dall'aggiudicazione dell'Ostello di Locri – un bene confiscato alla 'ndrangheta – al gruppo cooperativo Goel, la struttura è finita nel mirino di ladri e vandali che, tra furti e danneggiamenti, avrebbero causato un danno di circa 20mila euro. A darne notizia è il presidente del Goel Vincenzo Linarello, che spiega che l'Ostello doveva essere consegnato alla cooperativa proprio in questi giorni.
Il bene, confiscato nel 2005 alla 'ndrangheta, era stato ristrutturato dall'amministrazione comunale di Locri con i fondi sociali del Pon Sicurezza nel 2009. La prima gara di assegnazione gratuita, pubblicata il 9 aprile del 2016 e rivolta agli enti non-profit, era andata deserta. Quindi il Gruppo Goel ha deciso di «assumersi la responsabilità sociale – si legge in una nota del Goel – di presentarsi alla nuova gara tentata dal Comune di Locri che, con il suo sindaco Giovanni Calabrese, non si dà per vinto e, con l'avviso pubblico del 27 ottobre 2016, ripropone agli enti non-profit del territorio il bando per l'affidamento decennale della struttura situata nella città capoluogo della Locride, in provincia di Reggio Calabria». Goel si è aggiudicato la struttura con un progetto che punta a farne un «Ostello di Turismo Responsabile» che verrà ribattezzato "Locride".

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    La struttura, sottratta ai clan nel 2005, era stata aggiudicata appena dieci giorni fa al Gruppo Goel, che mira a farne un punto di riferimento del turismo responsabile

Sabato, 11 Febbraio 2017 18:17

Renzi, la Calabria e il futuro del Pd

Può esser davvero ricominciata la battaglia di Renzi e del Pd? Ci sono le condizioni? Se uno dovesse tener conto di quanto accade in Calabria la risposta è no. Sono mesi e mesi che, per un motivo o per l'altro, gli organismi non si riuniscono: sconfitta, con batosta, alla battaglia referendaria, assemblea o direzione, convocate, sono state puntualmente rinviate. Oppure, se qualche riunione, si è fatta si è rivelata un flop, a giudicare dai commenti giornalistici. La scusa si trova sempre! La verità, probabilmente, è che all'interno degli organi non c'è una posizione univoca, quindi, per non ufficializzare le divaricazioni, si preferisce il silenzio. Eppure ci sono da prendere decisioni importanti e di rilievo, come quelle di alcune candidature, a partire dal Comune di Catanzaro. Si lascia tutto al caso, o all'ultimo momento. Tanto poi, se la sconfitta deve arrivare, arriva lo stesso, con o senza la riunione dei dirigenti piddini. Si muove di più Renzi che, dopo la sconfitta elettorale, voluta in buona parte all'interno del Pd, dopo qualche settimana di penitenza, ha ripreso a farsi sentire con sms o col blog. E questo dopo l'illuminante intervista a Ezio Mauro! Ha detto che anziché la bocca, usa orecchie e occhi. Forse dovrebbe andare dall'oculista o dall'otorino, però. Almeno per quanto riguarda la Calabria. Dal primo specialista perché non dà dimostrazione concreta di vedere quel che (non) accade. Dal secondo, perché in molti lo chiamano, ma lui non sente. Aveva promesso tuoni, fulmini e saette. La furia degli elementi si è scatenata, ma non era quella renziana. Pur attesa. Il cambio della dirigenza nazionale è la dimostrazione che sono indispensabili facce nuove. In Italia, come altrove. "Il futuro, prima o poi, torna". E' il nuovo motto dalle gens renziana. Ed ora, come ha promesso, che girerà per l'Italia ci saranno le folle del passato? Lui è convinto di sì, perché riceve centinaia di lettere al giorno e migliaia di "like" su Facebook. C'è l'onere della prova. E se Renzi vuole cimentarsi alla "veneranda" età di 42 anni vuol dire che ha fatto tesoro degli errori commessi e che intende provare a far meglio. Ci riuscirà? Guardandoci intorno tra Speranza ed Emiliano, il paragone non si pone affatto. Dopo la sentenza della Consulta resta da capire se il rilancio del partito, promesso dal leader Pd, viene prima delle elezioni o dopo. In questo caso, c'è da lavorare di gomito per convincere gli elettori ed iscritti e simpatizzanti del Pd, tra i quali si annidano possibili voltagabbana, a sostenere Renzi. Altrimenti transeat. "Abbiamo servito il Paese più bello del mondo per 1000 giorni: cosa posso volere di più?", ha concluso la lunga intervista a Ezio Mauro. Non recrimina, anche se vuole provare, e non solo per non darla vinta a D'Alema and company che, non si rassegna a vedere leader del partito proprio Renzi che,assieme ad altri, per rinnovare, lo ha fatto fuori. Ed è riuscito a conquistare partito e governo. Da qui l'inammissibile, coalizione che sapeva e sa di tutto, da d'Alema a Berlusconi, a Salvini, Grillo e compagnia cantando che non solo ha dato dimostrazione di non esistere, proprio perché era una "accozzaglia"(chiedo scusa), ma è implosa al primo stormir di fronda. Ed i dibattiti televisivi in assenza di Renzi? Onestamente inguardabili, anche senza la presenza dell'ex premier in studio, ma perché non suscitano interesse. Tutto il resto è noia, avrebbe detto Califano. Per il bene del Paese, ha sostenuto Michele Salvati,la sconfitta di una strategia politica, troppo ambiziosa,non deve trasformarsi in una sconfitta del disegno riformista. Un disegno che era e rimane, con le opportune integrazioni, quello del precedente governo e, dunque, dello stesso Renzi. Lo dimostra l'allarme di 18 segretari regionali per i quali"evocare la scissione è da irresponsabili" Tutti con Renzi, ad eccezione dell'Emiliano delle "cozze pelose", dalla Puglia e del segretario basilisco, voluto dal simpatico (!) Speranza. Il leader toscano, ha scritto Bruno Manfellotto, sull'Espresso, è convinto che il segretario del Pd, voglia prendersi la sua rivincita, a tutti costi! La dimostrazione è venuta da Rimini, dove all'incontro con gli amministratori regionali del suo partito, il leader democrat, dopo 70 secondi di standing ovation e trentotto applausi in 56 minuti di discorso, ha riconosciuto i propri errori, ma si è impegnato a ripartire dagli amministratori, dalle città e dalle buone pratiche. Ha parlato di Grillo e di Renzi, ma non ha mai nominato l'avversario principale, Massimo d'Alema che, contemporaneamente, era impegnato a costruire il "Consenso" a Roma. La sfida con d'Alema,nonostante emissari di livello, come Speranza e Stumpo, è aperta. Se si dovesse parlare di elezioni anticipate, il leader maximo è stato tranchant: vuole costruire un altro partito! "Ognuno si dovrà rendere libero" sono state le parole di D'Alema. Mah. Solo per non far vincere, mica per altro. E' corretto tutto questo? Non mi pare, ma pur di uccidere politicamente l'avversario, tutto diventa lecito. Anche a costo di far morire il partito per il quale si è combattuto tutta la vita. E che sarà mai la scissione annunciata, ha da poco sottolineato Michele Salvati. "Il leader è sempre Renzi!". Posto che dalla convention della minoranza è venuto l'appello a "cambiare politiche e a mutare leadership", Renzi non ha inteso replicare, preferendo galvanizzare i suoi sul rilancio, per lui possibile, del Pd. Claudio Cerasa è stato tranchant: dopo aver distrutto Prodi, abbattuto Veltroni, sabotato Bersani, D'Alema ancora parla di unire la sinistra... Basterà il mondo renziano? Difficile, secondo Ernesto Galli della Loggia: il Pd, da solo non basta. E forse neanche con il redivivo Pisapia! Le alleanze sono contestate a destra o a sinistra a seconda dei casi, Alfano o Vendola. Difficile raggiungere il 40 %. Ecco perché la prospettiva di vincere è problematica. Che dire? Della Loggia, si è detto del parere che Renzi non se la è sentita di essere il Cincinnato della Repubblica: ora o mai più, si sarà detto. Certo che a parte il "Ciao Matteo e ciao Roby", le distanze permangono tutte, fomentate dai duri e puri e da quanti pensano al cadreghino, in caso di elezioni anticipate. La guerra è pace? Si è chiesto George Orwell, parafrasando Lev Tolstoi. Ed in Calabria, prendendo a prestito Cronin, le stelle (?) stanno a guardare... E noi pure! Lunedì sarà il giorno della nobilitade? Potrebbe!

*Giornalista

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    di Gregorio Corigliano*

CASSANO ALLO IONIO A 4 anni dall'alluvione che sommerse l'area, il Parco archeologico di Sibari torna fruibile. Oggi, infatti, è stato inaugurato dopo che sono stati eseguiti una serie di lavori - costati 18 milioni con fondi Pon - per pulire, riqualificare e valorizzare l'intera area - con reperti di età romana e magnogreca - e il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide. «Sono molto orgogliosa - ha detto il sottosegretario al Mibact Dorina Bianchi - della restituzione di questo importantissimo sito. È un sito unico di cui usufruiranno turisti non solo calabresi ma provenienti dall'Italia e dal mondo. La cultura, insieme al turismo, può creare un solido sviluppo non solo culturale ma soprattutto economico. Ed è questo quello su cui il Mibac sta puntando». «Qui - ha detto il presidente della Regione Mario Oliverio - c'è un patrimonio culturale che merita di essere valorizzato perché la nostra terra, attraverso realtà che hanno una proiezione internazionale, può diventare più attrattiva».
«In due anni - ha detto Dorina Bianchi . siamo riusciti a spendere 18 milioni di euro nel miglior modo possibile. Oggi è una giornata importante non soltanto per la cultura in Calabria ma per tutto un itinerario che può nascere partendo da Sibari fino a Siracusa sulla strada della Magna Grecia». Per Oliverio quella di oggi «è una bella giornata per Sibari e per la Calabria. Sicuramente - ha aggiunto - la valorizzazione di questo patrimonio è un atto di grandissima civiltà. Io ricordo le giornate buie dopo l'esondazione quando il fango aveva coperto l'intera area archeologica. Da lì è ripartito un cammino che oggi ci ha portato a questa bellissima giornata. Noi vogliamo e dobbiamo fare molto per valorizzare il nostro patrimonio culturale. Io credo che il percorso della Magna Grecia, partendo da Sibari e passando per Crotone e arrivare a Locri e a Reggio, deve essere valorizzato perché i nostri giovani possano riconquistare l'orgoglio di appartenere alla terra della Magna Grecia, una terra che ha un patrimonio culturale inestimabile e che non è delocalizzabile». «È un patrimonio - ha concluso Oliverio - che solo in Calabria può essere vissuto e può essere incontrato. Ecco perché è importante la giornata di oggi e credo che Sibari potrà e dovrà diventare il punto di riferimento di un percorso importante che dovrà aiutare la Calabria a uscire dalle difficoltà e a recuperare i ritardi per costruire una condizione di crescita e di sviluppo sostenibile».

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    Ripulita e riqualificata l'area con reperti di età romana e magnogreca che nel 2013 era stata ricoperta dal fango. Bianchi: «Un sito unico». Oliverio: «La valorizzazione di questo patrimonio è un atto di grandissima civiltà»

Dopo i tre punti conquistati contro la Paganese, il Catanzaro riassapora la sconfitta nel match disputato contro il Messina. Allo stadio "Franco Scoglio", infatti, i siciliani si impongono per 2-1.
Gara a tratti brutta e priva di reali occasioni da gol nel primo tempo. Bisogna attendere il 69', infatti, per assistere alla prima emozione che coincide con il vantaggio del Catanzaro, con un grandissimo gol realizzato da Carcione.
Il vantaggio è solo un'illusione per i calabresi perché due minuti dopo il Messina ritrova subito il pareggio con Anastasi, bravo ad approfittare della dormita della difesa catanzarese.
La rimonta dei siciliani si completa al 77' con Da Silva che trafigge De Lucia con un grandissimo sinistro. Il Catanzaro non reagisce e non sfrutta neanche i 4 minuti di recupero concessi dall'arbitro.
Gli uomini di Zavettieri rimangono così fermi in classifica a quota 21 punti.

Fabio Benincasa
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    Allo stadio "Francio Scoglio" finisce 2-1 per i siciliani. Tutto succede nell'ultima mezz'ora: vantaggio dei giallorossi con gran gol di Carcione, poi la rimonta dei siciliani

Sabato, 11 Febbraio 2017 16:43

Una grosse koalition contro Abramo

CATANZARO Nelle ultime ore, Catanzaro ha vissuto l’ennesimo colpo di scena relativo alle candidature per le elezioni amministrative. A tener banco, nella serata di ieri, era stato il nome di Tonino De Marco, per anni ai vertici di diversi dipartimenti regionali. Il suo nome sarebbe stato particolarmente gradito a Pd ed Ncd, ma nelle ultime ore l’ipotesi pare definitivamente tramontata. O forse non era mai stata considerata una reale opzione capace di coinvolgere ed unire tutta la coalizione. 
Il motivo è presto detto: il Pd ha finalmente deciso di non voler essere un gregario di Ncd, ma ha puntato i piedi sul metodo per la scelta del candidato piuttosto che sul nome, pretendendo quindi di scegliere e non di essere scelto dal candidato. Questa è e sarà la linea su cui i dem si attesteranno nelle riunioni dei prossimi giorni, quelle successive alla direzione nazionale di lunedì.
Eppure, nei giorni scorsi, c’era stato un timido sondaggio nel Pd da parte di Enzo Ciconte il quale avrebbe provato a capire la disponibilità del suo partito e degli altri alleati sul nome di Rocco Guglielmo, importante professionista cittadino e attualmente direttore del Museo della Arti di Catanzaro.
Così, tra nomi confermati e relative smentite, prosegue la corsa sulle montagne russe per il Partito Democratico e per Ncd, ormai decisi a correre assieme alle prossime elezioni amministrative a Catanzaro, ma che ancora non hanno trovato il nome giusto su cui puntare. In queste ore gli eventi pare abbiano però obbligato la coalizione ad accelerare i tempi, tanto che già molto presto  ci potrebbe essere l’incontro in cui si metteranno sul tavolo i nomi proponendoli anche a chi potrebbe essere parte del grande centro. Esattamente come conferma un comunicato della segreteria regionale del Pd: «Il Pd si fa promotore con le altre forze politiche della città della costruzione di un’alleanza ampia e democratica  che possa portare al superamento dell’esperienza di Sergio Abramo alla guida del comune capoluogo di regione. Il Partito democratico, inoltre, chiarisce che al momento nessuna candidatura a sindaco è stata avanzata o concordata con altre forze politiche. Qualunque ipotesi di candidatura non potrà che nascere da una discussione che coinvolga e impegni gli organi dirigenti del partito». 
L’Udc, ad esempio, che non hai nascosto l’intenzione di appoggiare Ncd e ora sarà chiamato ad esprimersi sulle candidature proposte. Così come dovranno fare i vari Enzo Ciconte, Sergio Costanzo con il suo movimento “Fare per Catanzaro” e Fabio e Roberto Guerriero (S&D).Proprio questi hanno redatto una nota congiunta con cui non chiudono la porta ad alcun candidato, purché sia frutto di una discussione ampia e condivisa: «I rappresentanti dei i movimenti partitici e le liste di ispirazione civica con la riunione odierna si propongono di realizzare un programma condiviso, aperto alle istanze di tutti coloro che lavorano ad una valida alternativa alla amministrazione uscente ad iniziare dal Partito Democratico, dal Nuovo Centro Destra, all'Udc, a CiR e da tutte quelle forze riformiste e democratiche di ispirazione partitica e civica che intendono realizzare un  percorso di rilancio politico economico e sociale della città. Percorso aperto a tutti coloro che scevri da presunte primogeniture antepongano l'interesse collettivo alle proprie pur legittime».
Infine, rimangono in piedi tre candidature: quella di Sergio Abramo, sindaco uscente che sarà appoggiato da Forza Italia e da alcuni movimenti civici, quella di Maurizio Mottola d’Amato, sostenuto da Flora Sculco e dalla lista a lei collegata, e quella di Nicola Fiorita, sul quale si sono concentrate anche le attenzioni di una parte della base del Pd compreso il consigliere regionale Arturo Bova.

Alessandro Tarantino
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    Il Pd determinato a proporre agli alleati il nome del candidato a sindaco di Catanzaro. Già tramontate le ipotesi De Marco e Guglielmo. In pista, oltre al primo cittadino, ci sono anche Mottola D'Amato e Fiorita

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