Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 15 Febbraio 2017
Mercoledì, 15 Febbraio 2017 22:14

Sgarbi si (ri)dimette da assessore

 

COSENZA «Non essendo stato messo nelle condizioni, come già precedentemente ribadito, di svolgere il mio ruolo di assessore al Centro storico di Cosenza, confermo le mie dimissioni». Così si legge, in un post pubblicato sulla pagina Facebook dell'ufficio stampa di Vittorio Sgarbi. Il post è a firma del critico d'arte che già lo scorso 7 ottobre aveva pensato di andare via ma poi il sindaco Mario Occhiuto lo aveva fatto desistere. Questa volta, però, sembra voler andare fino in fondo: «Sottolineo, tra l'altro, di avere fino ad oggi svolto l'incarico a titolo gratuito, e che rinuncio, comunque, all'indennità di carica fino ad oggi maturata». Il sindaco Occhiuto lo aveva fortemente voluto nella sua giunta lo scorso giugno.

mi. mo.

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  • Occhiello

    Il critico lascia di nuovo la giunta Occhiuto a Cosenza. «Non sono stato messo nelle condizioni di svolgere il mio ruolo»

CATANZARO «Incontro, dialogo e partecipazione» sono i principi cardine su cui "Cambiavento" ha iniziato a costruire il proprio progetto da sottoporre al giudizio di Catanzaro e dei suoi cittadini alle elezioni amministrative della prossima primavera. Per dare seguito all'impostazione voluta da Nicola Fiorita, alfiere e portavoce del movimento, il primo passo è stato quello di conoscere dalla viva voce dei cittadini i problemi della quotidianità. E per cominciare, quale miglior modo se non quello di viaggiare sugli autobus urbani di Amc?
L'iniziativa "Prendi il bus, cambia vento" ha quindi preso forma nel pomeriggio di mercoledì 15 febbraio e si è snodata per le vie della città e per i quartieri di Santa Maria, Corvo e Lido.
«Abbiamo deciso di girare la città in autobus per conoscere da vicino alcune delle criticità della città, ascoltandole direttamente dalle persone che le vivono quotidianamente - ha spiegato Fiorita -. Proporsi ai cittadini come il cambiamento che è necessario per la città non può prescindere dalla presa di coscienza della quotidianità, dalla compressione delle difficoltà in cui, ad esempio, si trova ogni giorno chi ha l'esigenza di spostarsi con i mezzi pubblici da un quartiere periferico fino in centro e viceversa. Questo di oggi però è stato solo il primo passo di una campagna di ascolto che vogliamo portare in tutte le realtà di Catanzaro. L'entusiasmo e la passione che distintamente oggi abbiamo percepito nella gente, ci fa credere che davvero sia arrivato il momento, per la nostra Catanzaro, di voltare pagina rispetto al passato. E noi abbiamo tutta la voglia di essere coloro i quali avranno l'onore di girarla quella pagina».
Dopo il bagno di folla della convention dello scorso 4 febbraio, "Cambiavento" ha registrato anche oggi l'interesse di moltissimi cittadini. Dopo l'iniziale e comprensibile diffidenza, infatti, sono state centinaia le persone che si sono fermate per condividere le proprie istanze, per discutere di problemi e possibili soluzioni: «Come Tonino, 83enne residente del quartiere Santa Maria, affezionatissimo alla panchina in piazza ma anche desideroso di vedere il suo quartiere più pulito e ordinato. Come Giovanna, insegnante 60enne che si prepara ad andare in pensione e che vorrebbe che Catanzaro offrisse diverse possibilità di trascorrere il tempo libero. Come Serena, studentessa universitaria 21enne che vorrebbe una Catanzaro in cui fare teatro non sia complicato. Come Antonio, operaio 37enne, e Stefania, commessa 33enne, che vorrebbero riuscire a trovare un asilo nido comunale per le loro due bimbe. E tante altre storie che raccontano di come le esigenze dei cittadini, molto spesso, sono lontane anni luce dai progetti di chi l'ha amministrata per decenni».

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  • Occhiello

    Il candidato a sindaco del capoluogo: «Abbiamo deciso di girare la città in autobus per conoscere da vicino alcune delle criticità esistenti, ascoltandole direttamente dalle persone che le vivono quotidianamente»

Mercoledì, 15 Febbraio 2017 19:18

Roma dedica una via a Giacomo Mancini

COSENZA Anche Roma dedicherà una via a Giacomo Mancini. L'ex sottosegretario, leader del Partito socialista e sindaco di Cosenza per due mandati vedrà il proprio nome campeggiare su una strada della Capitale. Lo ha reso noto Pietro Mancini, figlio del "leone socialista" che ha ricevuto una comunicazione ufficiale dall'amministrazione capitolina. «La informo – recita la lettera – che il toponimo "Giacomo Mancini: politico (1916-2002) è stato attribuito, con delibera della giunta capitolina numero 119 del 16 dicembre 2016, a una via sita nel V Municipio, Quartiere XXII - Collatino, con limiti da via Prenestina a via Vittorino Colombo». La memoria del politico calabrese si prende, così, un pezzetto della Città Eterna.

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  • Occhiello

    La giunta capitolina onora la memoria del sindaco di Cosenza. La strada si trova nel V Municipio

REGGIO CALABRIA Il consiglio regionale della Calabria tornerà a riunirsi lunedì prossimo, 20 febbraio, alle 14.
Lo ha convocato il presidente Nicola Irto stabilendo, al primo punto dell'ordine del giorno, la proposta di provvedimento amministrativo n. 157/10^ d'Ufficio recante: «Convalida della consigliere regionale Wanda Ferro».
L'Aula proseguirà i lavori con l'esame e la presa d'atto della relazione della Commissione regionale per l'uguaglianza dei diritti e delle Pari Opportunità fra Uomo e Donna, sull'attività dell'anno 2016 e con la proposta di legge numero 192/10^ di iniziativa dei consiglieri Scalzo, Esposito, Mirabello in merito al requisito di accesso ai servizi educativi per la prima infanzia. Modifiche alla legge regionale 29 marzo 2013, n. 15 (relatore il consigliere Mirabello).
Ancora, all'attenzione dell'Aula, la proposta di legge n. 71/10^ di iniziativa dei consiglieri Greco, D'Acri, D'Agostino, Pasqua, Sergio che definisce le misure per promuovere il turismo sportivo mediante la diffusione del gioco del golf e la realizzazione di impianti golfistici e la proposta di provvedimento amministrativo n. 143/10^ di iniziativa del consigliere Esposito, sulle integrazioni al Regolamento interno del Consiglio regionale.
Infine, ultimo punto all'ordine del giorno, le nomine di competenza del Consiglio. Un nuovo tentativo dopo gli ultimi andati a vuoto.

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Mercoledì, 15 Febbraio 2017 19:01

Condannato a 30 anni per mafia, "star" sui social

LAMEZIA TERME L’immagine di un uomo seduto su un letto con una pistola in mano, un’altra arma è posata accanto a lui. «E se mi si inceppa lei che non mi ha mai tradito… state senza pensieri che c’è pure la sorella…», dice il testo firmato alias “Giappone”.  Il post, che fino a ieri campeggiava sulla pagina facebook “ONORE E’ Dignità”, aveva collezionato 41 like e cinque condivisioni. La foto del profilo è quella di Vincenzo Torcasio, 39 anni, alias, appunto, “Giappone”, condannato a 30 anni nel processo con rito abbreviato “Andromeda” per associazione a delinquere e omicidio. È la stessa foto del profilo che si trova sulla pagina personale di Torcasio il quale non lesina di autocitare la propria pagina e i suoi contenuti e non si cruccia per la dura condanna che lo ha colpito ma ricorda a tutti che «le Guerre si vincono non le battaglie». Anzi, poche ore dopo la condanna con un selfie in un ristorante rassicura che «noi non ci disperiamo festeggiamo lo stesso San Valentino a base di pesce». I sostenitori premiano questa “star” del web con 334 like e oltre 20 commenti di incoraggiamento. Mentre la pagina “ONORE E’ Dignità” conta 18.781 mi piace e 18.682 seguaci (ossia persone che saranno avvisate con una notifica ogni volta che Torcasio posterà qualcosa).
E Torcasio posta. Frasi quasi romantiche che parlano delle rose e del loro profumo, sostegno ai detenuti e ai loro diritti e foto di bocche sigillate accompagnate dalla didascalia «la migliore tecnica per vivere sereni e tranquilli per sempre».
Ma qualcuno, nel day after della sentenza “Andromeda” si chiede se non sia il caso di oscurare la pagina di Torcasio. È il testimone di giustizia Rocco Magiardi, commerciante, il primo a testimoniare a Lamezia Terme nel maxi processo “Medusa” contro le vessazioni della cosca Giampà. «La sentenza di primo grado del processo Andromeda – scrive Mangiardi – segna uno spartiacque e conferma, ancora una volta, l'incisività dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata». «Alla luce di questa sentenza, però – prosegue – mi chiedo: che fine farà la pagina "Onore è Dignita", con i suoi oltre diciottomila "mi piace", gestita da Vincenzo Torcasio alias 'u Giappone? Si procederà a oscurarla considerati anche i contenuti della stessa? Torcasio è stato condannato a 30 anni di carcere che, eccezion fatta per i tre ergastoli, è la condanna più pesante inflitta a tutti gli imputati coinvolti in un'operazione che ha inferto un duro colpo alla cosca Iannazzo-Cannizzaro-Daponte».
Secondo l’accusa Vincenzo Torcasio, detto “u russu” o “u Giappone” è partecipe dell’associazione Iannazzo-CannizaroDaponte e avrebbe anche avuto il ruolo di specchietto nell’omicidio di Antonio Torcasio, ucciso il 23 maggio 2005 davanti al commissariato di polizia di Lamezia. “u Giappone” avrebbe segnalato ai killer Gennaro Pulice e Angelo Anzalone la partenza della vittima dalla propria abitazione.
In una città con quasi di 80 mila abitanti, avere un seguito di 18 mila persone è un dato notevole. Poche ore prima della sentenza un post sulla detenzione: «Prima di essere rinchiuso in quattro mura tutti ti sono amici… ora che lo sei… molti spariranno… ti servirà di lezione per quando uscirai di trattare bene solo chi ti ha stimato e aiutato…». 

Alessia Truzzolillo
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  • Occhiello

    A Lamezia Terme il caso di Vincenzo Torcasio. Gestisce una pagina Fb con 18 mila "mi piace". Un testimone di giustizia: «Sarà oscurata?»

CATANZARO Il gip di Catanzaro ha emesso l'ordinanza relativa all'indagine della Distrettuale di Catanzaro "Cinque lustri" che lo scorso 19 gennaio aveva portato, in concomitanza con l'operazione "Cumbertazione", coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, al fermo di 34 persone da parte della Guardia di finanza. Il giudice per le indagini preliminari Giovanna Gioia ha disposto, accogliendo le richieste formulate dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, dagli aggiunti Giovanni Bombardieri e Vincenzo Luberto e dai sostituti Camillo Falvo e Alessandro Prontera, la misura cautelare in carcere per l'imprenditore Ottavio Barbieri, Massimo Longo, Davide Bencardino, Angelina Corsanto, Giuseppe Antonuccio e Mario Piromallo. Accolta, dunque, la richiesta di carcerazione per Piromallo che, dopo il fermo era stato scarcerato dal gip di Cosenza. Rigettata, invece, la richiesta di misura cautela nei confronti di Giuseppe Caputo.
Mario Piromallo è accusato, insieme a Caputo, di tentata estorsione per avere cercato di farsi consegnare denaro, sotto la minaccia di appartenere all'associazione 'ndranghetistica dei Muto, presentandosi a Massimo Longo, autista di Barbieri, e richiedendo somme di denaro in relazione ai lavori di costruzione di Piazza Bilotti che la Barbieri Costruzioni srl stava eseguendo, «evidentemente lasciando intendere, appunto in ragione della loro qualità 'ndranghetista e del territorio in cui venivano svolti i lavori, la possibilità di ritorsioni; evento non verificatosi per cause indipendenti dalla loro volontà e, in particolare, per l'intervento di Morabito Giorgio e Muto Franco, esponenti qualificati e di vertice delle rispettive consorterie 'ndranghetiste».

ale. tru.

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  • Occhiello

    Il gip di Catanzaro emette l'ordinanza per l'operazione "Cinque lustri". Sei le richieste di carcerazione accolte dal magistrato

Mercoledì, 15 Febbraio 2017 18:13

Crotone, paziente molestata in ospedale

CROTONE Una paziente dell'ospedale di Crotone ha denunciato un episodio di molestia sessuale. Lo rende noto il commissario straordinario dell'Asp Sergio Arena in un comunicato stampa: «Su specifica denuncia pervenuta alla direzione generale – scrive – siamo venuti a conoscenza di una sospetta molestia sessuale operata a carico di una degente del nostro nosocomio».
La direzione generale ha già avviato le procedure interne, svolgendo gli adempimenti formali richiesti dal caso.

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  • Occhiello

    Episodio denunciato alla direzione generale, che ha avviato un'inchiesta interna

Mercoledì, 15 Febbraio 2017 18:07

I lavoratori Daneco minacciano lo sciopero

CATANZARO Prosegue lo stato di agitazione del personale della Daneco impianti di Catanzaro e Lamezia Terme. Le organizzazioni sindacali annunciano, nel caso di mancato pagamento degli stipendi, la proclamazione di uno sciopero che potrebbe bloccare il sistema di smaltimento dei rifiuti per alcuni giorni.
Non sono stati erogati, stando a quanto segnalano Cgil e Cisl, gli stipendi di dicembre e gennaio 2017, ed è di prossima maturazione quello di febbraio, «così come – si legge in una nota delle organizzazioni sindacali – non si è riusciti ad aprire il confronto sul debito che l'azienda ha nei confronti del fondo di previdenza complementare che per alcuni lavoratori risale al 2011».
«Sembra, quindi – prosegue la nota –, che l'intervento della Regione Calabria, e quindi la promessa del pagamento degli stipendi entro lunedì 13 febbraio, non abbia sortito gli effetti sperati e invitiamo l'assessore Rizzo a voler essere consequenziale con quanto comunicatoci nell'incontro del 10 febbraio, ossia di avviare le procedure di revoca del contratto di gestione, laddove dovesse permanere il mancato pagamento degli stipendi, così come di dare piena disponibilità, per come da noi richiesto, a sostituirsi nei pagamenti degli stipendi, come Regione Calabria, per come già fatto nei confronti di alcuni fornitori».
«Ci aspettiamo – scrivono Cgil e Cisl – la convocazione urgente di un tavolo di confronto e di raffreddamento con l'azienda Daneco, in mancanza del quale lo sciopero sarà inevitabile così come la richiesta di intervento del Prefetto di Catanzaro».

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  • Occhiello

    Cgil e Cisl: stipendi non pagati nonostante le rassicurazioni della Regione. Si rischia il caos per la raccolta dei rifiuti

Mercoledì, 15 Febbraio 2017 17:46

Ritirata la proposta sul vitalizio ai consiglieri

REGGIO CALABRIA È servito il servizio del Corriere della Calabria (qui il link), seguito da una dura presa di posizione del governatore Oliverio e, successivamente, del presidente del consiglio regionale Nicola Irto. Ma alla fine la proposta di legge sui "vitalizi" ai consiglieri regionali è stata ritirata. Nonostante le arzigogolate difese d'ufficio quel pdl non c'è più. E forse è un bene, se il ritiro significa che l'assemblea si concentrerà sulle vere priorità dei calabresi.
Il consigliere del Pd alla regione Calabria Domenico Battaglia ha ufficializzato la scelta in una lettera inviata al presidente del Consiglio regionale Irto che annuncia il ritiro della "Disciplina del sistema previdenziale di tipo contributivo e del trattamento di fine mandato per i consiglieri regionali". «Quale primo firmatario, alla luce delle polemiche divampate in questi giorni e degli attacchi strumentali di cui siamo stati oggetto, con grande senso di responsabilità, anche a nome dei colleghi cofirmatari - dice Battaglia - ho ritenuto di dover procedere in tal senso. Confermo la mia opinione già nota agli organi di informazione e ribadisco la bontà dell'intervento legislativo, alla luce del sole e secondo le procedure previste, che voleva solo recepire. Nella lettera, Battaglia fa inoltre presente «che, ai sensi dell'articolo 50, c. 1, lett. g) T.U.I.R., sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente le indennità "comunque denominate, percepite per le cariche elettive e per le funzioni di cui agli articoli 114 della Costituzione". Ancora, che, nel 2011, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome avevano specificamente definito un'intesa che ha portato in quell'anno il consiglio regionale della Calabria all'abrogazione - a partire da questa legislatura - dell'istituto del vitalizio. Proprio sulla scorta di quella intesa, in occasione dell'assemblea plenaria della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome del 16 dicembre 2011- ricorda il consigliere regionale - era stata assunta una specifica risoluzione in merito all'abolizione dei vitalizi, sostituendolo a un regime previdenziale contributivo analogo a quello previsto per i lavoratori dipendenti. Pertanto, alla luce dei fatti sopra esposti, ritengo opportuno - conclude Battaglia - che la problematica vada meglio approfondita in sede di Conferenza dei capigruppo». Se ne riparlerà tra capigruppo, dunque. Ma il blitz è stato sventato.

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REGGIO CALABRIA Nel corso del 2016 sono state condotte 38 operazioni contro il caporalato e il lavoro nero con 198 aziende controllate in 39 comuni. 1.062 i lavoratori controllati, di cui 270 extracomunitari, 31 persone denunciate, 160 sanzioni amministrative elevate per un valore complessivo di 1.191.998,25 euro, grazie all'impiego di 616 unità delle forze dell'ordine e dell'ispettorato del lavoro. A tracciare un bilancio dell'attività svolta è stato il prefetto di Reggio Calabria Michele Di Bari, insieme al Questore, ai Comandanti provinciali dei carabinieri, della Guardia di finanza e della Polizia provinciale e al Dirigente dell'Ispettorato territoriale del lavoro. «Attività - ha detto di Bari - che prosegue e proseguirà anche nel 2017».
Il Prefetto ha anche illustrato i dati relativi al contrasto del nuovo fenomeno, peraltro estremamente pericoloso sul piano della sicurezza e l'incolumità delle persone, degli allacciamenti abusivi alla rete di distribuzione del gas metano. «Tre - ha detto il Prefetto - le operazioni messe in atto in questo primo scorcio dell'anno che hanno interessato i territori di Rosarno, Gioia Tauro e Taurianova. Le attività sono state eseguite da personale del Commissariato della Polizia di Stato di Gioia Tauro, in collaborazione con i carabinieri della Compagnia, unità della Polizia Provinciale e tecnici della società di gestione della rete, la Cpl Concordia. «Due le persone denunciate - ha riferito il dirigente del Commissariato Diego Trotta - e 15 quelle arrestate, tra le quali anche la moglie di Antonino Pesce, ritenuto il reggente dell'omonima cosca di 'ndrangheta, individuato ed arrestato il 29 gennaio scorso dopo un periodo di latitanza; due pluripregiudicati per reati di associazione mafiosa ed un dipendente infedele della Cpl Concordia che avrebbe realizzato personalmente diversi allacci abusivi». Un fenomeno che nella Piana ha raggiunto livelli preoccupanti di diffusione «e ha consentito, a molta gente, soprattutto a Rosarno - ha precisato il funzionario di polizia - di utilizzare il gas della rete di distribuzione senza alcun contratto e senza pagare un centesimo».

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  • Occhiello

    Il prefetto Michele Di Bari fa un bilancio dell'attività svolta insieme al questore e alle forze dell'ordine: sanzioni per un valore complessivo di oltre un milione di euro

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