Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 03 Febbraio 2017
Venerdì, 03 Febbraio 2017 21:08

Catanzaro, il Pd insiste sul polo civico

CATANZARO «Il gruppo consiliare a Palazzo de Nobili del Partito Democratico, guardando alle prossime elezioni amministrative con senso di responsabilità e mirando alla discontinuità amministrativa rispetto all'attuale governo della città, ha recentemente incontrato l'onorevole Baldo Esposito». Ad affermarlo è stato Lorenzo Costa, capogruppo del Partito democratico al Comune di Catanzaro. «Insieme si è considerata l'opportunità di costruire un progetto civico, che sappia porre al centro le esigenze dei cittadini abbandonando le logiche di potentato di cui si è resa protagonista la gestione Abramo, con la volontà inoltre di dismettere il principio di "un uomo solo al comando" a cui abbiamo assistito durante gli ultimi anni. Con i suddetti soggetti politici, - ha aggiunto Costa - di fatto vi è già stata una collaborazione positiva e propositiva sia all'interno dell'assise comunale, al fine di condurre battaglie utili alla causa collettiva; sia in circostanze elettorali, come nel caso delle ultime elezioni provinciali, in cui si è sperimentato con successo un progetto civico tra moderati e democratici. Durante l'incontro si è parlato della possibilità di partire dalla redazione di un programma comune e condiviso, che sia punto focale di una alleanza basata sul buon governo, in cui si antepongano i cittadini tutti a qualsiasi tipo di improduttivo personalismo. Possiamo essere antesignani nel territorio di un progetto civico credibile e volto alla governabilità, - ha concluso Costa - ci auguriamo che questa sia la posizione che, consequenzialmente, vorrà assumere la classe dirigenziale del nostro partito. Sappiamo e vogliamo essere quel Pd che sta tra la gente e ne ascolta le sue istanze, lasciando ad altri le occupazioni coatte delle segreterie e delle stanze dei bottoni».

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    Incontro tra i rappresentanti dem in consiglio comunale e il consigliere regionale di Ncd: «Vogliamo inaugurare una nuova stagione, stop con "l'uomo solo al comando"»

CATANZARO Si allarga l'inchiesta "Roobin Hood" che giovedì ha portato all'arresto di nove persone accusate di aver distratto fondi comunitari destinati al "Credito sociale", ossia alle famiglie più disagiate, destinandoli a scopi personali. Altre sei persone sono state iscritte venerdì nel registro degli indagati. Tra queste un avvocato accusato di fuga di notizie e i cinque membri del Comitato di gestione, organo creato ad hoc dall'ex assessore al Personale (e consigliere regionale nell'attuale legislatura) Nazzareno Salerno per gestire l'istruttoria delle domande di coloro che aspiravano al credito sociale. I cinque membri del Comitato, accusati di abuso d'ufficio, sono Antonio Cusimano, Francesco Perri, Luigi Gullo, Martino Francesco Lia e Valerio Grillo, ex coordinatore provinciale del Pdl e fedelissimo di Salerno.

COME NASCE IL COMITATO DI GESTIONE Nessuna procedura selettiva né valutazioni comparative sono state effettuate per nominare i cinque membri del Comitato di gestione. Secondo l'accusa formulata dai magistrati titolari dell'inchiesta – l'aggiunto Giovanni Bombardieri, il sostituto procuratore della Dda Camillo Falvo e il sostituto Graziella Viscomi – Nazzareno Salerno, sfruttando la propria posizione di assessore al Lavoro, Formazione, Famiglia e Politiche sociali, faceva ingerenza in quelli che erano i compiti dei dirigenti amministrativi «circa il contenuto da dare al provvedimento nota prot. n. 3251 del 21 marzo 2014 ed all'uopo pretendendo che l'istruttoria delle domande degli aspiranti al beneficio di cui al progetto "Credito Sociale" fosse svolta da un organismo creato ad hoc, ovvero il Comitato di Gestione, appositamente nominato, anziché valendosi delle personalità interne all'ente e senza costi aggiuntivi per lo stesso». Un Comitato, dunque, nato dalla volontà dello stesso Salerno per meglio controllare il progetto che più gli interessava, il "Credito sociale".
I cinque membri, nominati a marzo 2014, grazie al volere dell'ex assessore che «con tale condotta, procurava loro un ingiusto vantaggio patrimoniale, pari alle somme incamerate in forza dei contratti professionali stipulati, con speculare danno ingiusto, di rilevante gravità, per la Regione Calabria, pari a 237.047,59 euro».

FAVORIRE GLI AMICI Secondo il gip «Innanzitutto, contravvenendo a tutte le regole che presiedono la pubblica gestione delle risorse, la trasparenza dell'azione amministrativa, l'efficienza ed efficacia della stessa, Nazzareno Salerno giunge ad imporre la nomina di un Comitato di gestione che si occupi dell'istruttoria delle domande rivolte dai candidati ad ottenere il beneficio. L'esternalizzazione era, evidentemente, funzionale a favorire soggetti vicini al Salerno, nominati contravvenendo alle regole dell'evidenza pubblica, senza alcuna valutazione curriculare, ma per il solo dato della vicinanza all'assessore. È del tutto fittizia la presunta selezione tramite short list Field (altra fondazione della Regione Calabria), presso la quale non solo non vi è traccia della predetta selezione, ma addirittura non risulta proprio l'inserimento nelle short list dei nominativi dei componenti. Documentata, invece, poiché evincibile nitidamente dal contenuto delle captazioni, è la loro provenienza dall'assessore Salerno».

TEMPI TECNICI E TEMPI ELETTORALI Ascoltato dagli inquirenti, l'ex dg del dipartimento Lavoro, Bruno Calvetta, ammette: «Io mi pento di non aver osteggiato con più forza la nomina del Comitato di gestione, in favore di Fincalabra per aver preso per buone le considerazioni dell'assessore sul fatto che il Comitato avrebbe velocizzato le operazioni cosa che, in realtà, non si rivelò effettiva. Ribadisco che Salerno giustificava il suo dissenso verso l'affidamento di Fincalabra in relazione ad una paventato rallentamento dei tempi. Secondo me tutto significa intendersi sul concetto di tempo, poiché, un conto è valutarlo in relazione alle scadenze elettorali, mentre un conto è calcolarlo in relazione alla buona amministrazione».

Alessia Truzzolillo

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CATANZARO Regge anche in Corte d'appello l'inchiesta "Showdown" contro le cosche del Soveratese. I giudici, al termine del processo di secondo grado, hanno ridotto a 13 anni (in primo grado gli erano stati inflitti 14 anni) la condanna nei confronti di Fiorito Procopio ritenuto al vertice della cosca Sia-Procopio-Tripodi. Pena lievemente ridotta a 11 anni e 10 mesi per Alberto Sia, mentre è stata confermata la condanna a 12 anni e 6 mesi nei confronti degli altri due esponenti di vertice del clan, Michele Lentini e Maurizio Tripodi. La Corte d'appello ha confermato anche le assoluzioni dell'ex vicesindaco di Soverato Teo Sinopoli e di due dipendenti comunali Massimo Procopio e Saverio Mirarchi.
L'inchiesta condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro e della Compagnia di Soverato, ed a cui ha collaborato anche il Ros, ha ricostruito i contrasti interni sorti tra gli schieramenti una volta uniti dei Sia e dei Todaro, sostenuti rispettivamente dalle cosche Vallelunga e Novella, da un lato, e Gallace dall'altro. Una frattura che ha portato a una vera e propria guerra di mafia con decine di omicidi commessi tra il 2009 e il 2011.

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    Al termine del processo di secondo grado i giudici hanno confermato alcune condanne riducendone lievemente altre. L'inchiesta aveva ricostruito i contrasti tra le cosche Sia e Todaro

Venerdì, 03 Febbraio 2017 19:26

Diciottenne muore folgorata mentre fa il bagno

MESORACA Una diciottenne è morta folgorata a Mesoraca, nel Crotonese, mentre stava facendo il bagno. A causare la tragedia una "ciabatta" cui la giovane aveva collegato il telefono cellulare per farlo caricare poggiandola sul bordo della vasca e che è poi caduta nell'acqua folgorandola. Il dispositivo "salvavita", inoltre, secondo quanto accertato dai carabinieri, non avrebbe funzionato correttamente poiché la famiglia si era collegata alla rete elettrica bypassando il contatore. Per tale motivo i carabinieri non hanno potuto fare altro che denunciare il padre, operaio di 41 anni, per furto di energia elettrica e per la conseguente morte della ragazza. La giovane è stata subito soccorsa, ma i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. La salma è stata portata nell'obitorio dell'ospedale di Crotone in attesa dell'autopsia. Vista la drammaticità del fatto, i carabinieri hanno attuato una procedura per evitare che il personale Enel interrompa immediatamente la fornitura elettrica.

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    Tragedia a Mesoraca. Il salvavita non avrebbe funzionato perché la famiglia della giovane sarebbe collegata abusivamente alla rete elettrica

Venerdì, 03 Febbraio 2017 19:16

Mafia a Scalea, 17 condanne in Appello

CATANZARO Diciassette condanne e 3 assoluzioni: è la sentenza emessa oggi dal gup di Catanzaro, Pietro Scuteri, a conclusione del processo con rito abbreviato nei confronti di 19 persone coinvolte nell'inchiesta della Dda di Catanzaro denominata "Plinius 2" che ha svelato il condizionamento dei clan sulla vita sociale ed economica di Scalea. La pena più pesante, 10 anni e 8 mesi di reclusione, è stata inflitta a Carmelo Valente, esponente del clan "Valente-Stummo", operante sul Tirreno cosentino in collegamento con la cosca Muto di Cetraro. L'operazione, coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Liberto e dal pm Pierpaolo Bruni, scattò il 21 maggio 2015 e portò all'arresto di 21 persone accusate di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, usura, turbata libertà degli incanti, favoreggiamento personale, traffico di tabacco lavorato estero, ricettazione, calunnia, intralcio alla giustizia e violazioni di domicilio.
L'indagine rappresenta la prosecuzione dell'attività investigativa che nel luglio del 2013 aveva portato all'esecuzione di 39 ordinanze di custodia cautelare a carico anche di alcuni amministratori comunali di Scalea, tra cui il sindaco, cinque assessori e il comandante della polizia municipale. Sulla base delle risultanze investigative il 25 febbraio del 2014 il presidente della Repubblica aveva emesso il decreto con cui aveva disposto lo scioglimento del Consiglio comunale di Scalea.

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    Si è concluso il secondo grado del processo "Plinius 2". La pena più pesante (10 anni e 8 mesi) a Carmelo Valente

 

 

ROMA «Come "Comitato per il No" presenteremo presto una proposta sulla legge elettorale. Potrebbe essere una bozza di dibattito su cui mi auguro possano intervenire anche i cittadini, perché la politica è stata a lungo cieca e sorda di fronte a questa necessità». Così Anna Falcone, costituzionalista, intervenuta a un convegno su "Democrazia e partecipazione" a San Macuto. Avvocato calabrese, Falcone è salita agli onori della cronaca nelle settimane precedenti il referendum costituzionale del 4 dicembre difendendo col proprio Comitato la posizione del No. Una "Lady in rosso", è stata ribattezzata dai giornali, addirittura "un'anti-Boschi". Oggi si batte anche «per il diritto dei cittadini a proporsi come candidati. Abbiamo conquistato il diritto voto, dobbiamo ancora conquistare la capacità di partecipare ai partiti. Siamo in una fase avanzata di domanda democratica, chiediamo dunque una democrazia partecipativa».
Col Comitato del referendum costituzionale «abbiamo messo insieme varie anime, unite per un obiettivo comune. Il risultato è stato oltre le nostre più rosee aspettative, ma non mi riferisco ai voti ottenuto bensì all'altissima partecipazione». Deve cambiare dunque il ruolo dei cittadini, che devono in futuro diventare «attivi fuori e dentro i partiti». Con un occhio però rivolto alle derive, che la Falcone individua in estremismi e populismi. «Bisogna fare attenzione che questa grande fame di partecipazione non trovi sfogo in esperienze simili», conclude.

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    Anna Falcone al convegno "Democrazia e partecipazione": «È il momento di di fermare derive populiste ed estremiste»

Riceviamo e pubblichiamo la nota inviataci dal segretario generale Fp Cgil, Alfredo Iorno:

Nessun alone di mistero intorno ai laureati del Programma Stage coinvolti nella misura 7.1. "Sostegno all'autoimpiego e autoimprenditorialità" nell'ambito del programma "Garanzia giovani" di respiro europeo, al quale anche la Regione Calabria ha aderito, individuando nell'ente in house, Azienda Calabria lavoro, il soggetto gestore. Già dal settembre dello scorso anno, infatti, un gruppo di coordinamento – utilizzato presso la cittadella regionale – come previsto da contratto, ha posto in essere una serie di attività propedeutiche e necessarie per l'attuazione efficace del progetto e l'impostazione qualitativamente orientata dei servizi consulenziali e formativi da rendersi nelle singole sedi provinciali. A tale proposito, si precisa che, sono già partite le attività di reclutamento, così come presentato nel corso dalla conferenza stampa tenutasi nel mese di dicembre presso i locali di Azienda Calabria lavoro e promossa dall'assessore Federica Roccisano, dal direttore generale del dipartimento Lavoro Fortunato Varone e da una rappresentanza dei tutor. I giovani Neet – ovvero coloro che non sono impegnati né in attività di studio, né di lavoro – destinatari finali dell'iniziativa programmatica, coinvolti attraverso un sistema di messaggistica e avvicinati attraverso l'animazione territoriale, hanno già manifestato interesse a partecipare ai percorsi di auto imprenditorialità, mediante la compilazione del questionario online di autovalutazione. I conseguenti giovani presi in carico e profilati tramite colloqui individuali di orientamento, ad oggi sono circa duecento. Si evidenzia, inoltre, che nella sede di Reggio Calabria, presso i locali di Azienda Calabria lavoro, è già partito il primo corso di accompagnamento che vede la partecipazione di un numero corposo di Neet. A ruota seguirà l'avvio dei corsi nelle province di Cosenza e Catanzaro, laddove è stato dato corso alle attività di animazione territoriale, sportello informativo, ed agli incontri individuali coi Neet interessati. Le attività formative partiranno presto anche nella provincia di Crotone, rispetto alla quale imprevisti meramente logistici, comunque in fase di risoluzione, ne hanno ritardato l'avvio.
Infine, per quanto concerne l'aspetto dei compensi, già in fase di definizione, si precisa che sono state predisposte dal dipartimento Lavoro tutte le procedure gestionali, organizzative e burocratiche necessarie ad Azienda Calabria lavoro per il pagamento dei primi mesi di attività in cui ciascuno tutor è stato impegnato.
Un percorso immune da ombre e condotto all'insegna della trasparenza, in un settore che per la sua delicatezza meriterebbe altre considerazione ed apprezzamento. (Alfredo Iorno)

Partiamo da un presupposto: i laureati del Programma Stages coinvolti nella misura 7.1 – "Sostegno all'autoimpiego e autoimprenditorialità" nell'ambito del programma "Garanzia giovani" – sono impiegati in un progetto che ha un obiettivo da raggiungere in un tempo limite. I laureati sono stati contrattualizzati il 18 luglio 2016 con un co.co.co di 18 mesi. Il loro compito è fare da tutor ai giovani Neet e metterli nelle condizioni di costruire un progetto di auto imprenditorialità e accedere ai finanziamenti.
Il tempo perso nell'inoperosità, in questi mesi, è stato enorme. Prima, stando a una replica che lo stesso Fortunato Varone ha inviato al nostro giornale, la ragione di tanta inedia era dovuta al fatto che per i tutor «per poter iniziare l'attività lavorativa è necessario fare una formazione dedicata che sarà espletata entro il mese di ottobre». Niente è stato fatto e di questa formazione, alla faccia della trasparenza, non se n'è più parlato.
Non si è mosso nulla fino a dicembre – cinque mesi dopo avere contrattualizzato i tutor – con rassicurazioni sui pagamenti da parte di Varone e conferenze stampa Roccisano-Varone sulle attività di reclutamento dei giovani Neet. Dire che che le attività di reclutamento sono «già partite» è già tardi. Sono trascorsi sei mesi, le attività sono in fase embrionale, a Crotone non si trova una sede (dopo sei mesi), nessuna formazione è stata fatta ai tutor e, cosa ancora più avvilente, nessuno dei laureati/tutor ha visto una sola mensilità di stipendio nonostante un decreto del 21 dicembre firmato proprio da Fortunato Varone nel quale si stabiliva di trasferire la somma di un milione e 550mila euro in favore di Azienda Calabria lavoro. Ha ragione: è un settore delicato che meriterebbe altra considerazione e apprezzamento. E serietà. (ale. tru.)

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    Le dichiarazioni del segretario generale Fp Cgil dopo l'articolo del Corriere della Calabria: «Percorso condotto all'insegna della trasparenza»

Venerdì, 03 Febbraio 2017 17:57

La cucina calabrese raddoppia a Londra

COSENZA Francesco Mazzei vive nella città della Regina Elisabetta da vent'anni, è diventato una chef star, ha fatto scoprire ai londinesi i sapori della sua Calabria, fa impazzire con i suoi piatti e la sua coinvolgente simpatia meridionale gli inglesi che guardano Masterchef UK e tanti programmi di cucina prodotti dalla BBC, ha scommesso sui piatti della sua terra di origine, e da aprile raddoppia i suoi sforzi da chef patron con l'apertura di Radici, una trattoria tutta concentrata sull'orgoglio gastronomico del Sud che aprirà nel quartiere di Islington.
La sua idea di ristorazione italiana all'estero sta conquistando sempre più il pubblico inglese, anche se lo chef di Cerchiara di Calabria sta scalando la ribalta anche di altri palcoscenici internazionali.
La sua cucina regionale, ancor prima che italiana, viene già valorizzata nel suo locale La Sartoria, non distante da Piccadilly Circus.
Da quando Mazzei si è insediato a Londra, la capitale britannica profuma di cipolle di Tropea e di 'nduja, di salumi e formaggi della terra calabra, ma anche di tanti prodotti eccellenti del Sud Italia, che si sono oramai imposti nei menù dei più rinomati ristoranti del Regno Unito.
Radici presenterà molti dei piatti dell'infanzia di Mazzei, saranno pochi, selezionati e proposti a un prezzo contenuto. Molto atteso sarà anche il menù della domenica, quello pensato per ritrovarsi in famiglia intorno a una tavola imbandita di cibo semplice e prodotti buoni.
E poi pane e pizza fatti in casa, nel forno a legna che riscalderà il cuore della trattoria, ridisegnata da uno studio di architettura londinese, dove fino a qualche settimana fa c'era il ristorante Almeida. Il locale rifletterà un ambiente informale, moderno, che ricorderà però la Calabria nella spigolosità di certi dettagli, ispirati alla costa della punta dello Stivale, sempre protagonista della scena.
Alla guida della cucina di Radici ci sarà Antonio Mazzone, che Mazzei considera il suo braccio destro, visto che lo affianca da più di dieci anni.
Con lui si imposteranno i menù del giorno, pensati sulla base di un confronto costante, che terrà molto conto della genuinità dei prodotti garantiti dalla stagionalità.
Il format del locale, invece, è stato sviluppato con l'appoggio del gruppo di ristorazione D&D London, già proprietario degli spazi in Almeida street, civico 30, che presto esporranno l'insegna Radici, e partner de La Sartoria, a Mayfair.
Chissà che prima o poi Mazzei non decida di aprire un nuovo ristorante anche nella sua amata Calabria, da sempre considerato un suo sogno, anche se in Italia non sempre i ristoranti vengono gestiti come motivo di puro business.
Nel frattempo, nell'attesa della realizzazione di un suo sogno, ha preso il via un'iniziativa chiamata Cucina Etica, che vedrà Mazzei protagonista insieme ad altri giovani cuochi calabresi con delle degustazioni sulla Sila.

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  • Occhiello

    La "chef star" Mazzei presenta i piatti della sua infanzia nel nuovo ristorante "Radici". Cipolle di Tropea, 'nduja, salumi e formaggi invadono il Regno Unito

Venerdì, 03 Febbraio 2017 17:52

Unical, attivati nuovi corsi di laurea

CATANZARO Il rettore dell’Università della Calabria, Gino Mirocle Crisci, esprime apprezzamento per la sinergia che, da qualche tempo, si è concretizzata con le altre università regionali e che si traduce in maggiori opportunità per gli studenti calabresi. «I risultati ottenuti nell’ultima riunione del Coruc (Comitato regionale universitario di coordinamento della Calabria) – ha spiegato il rettore al termine della seduta – rappresentano un grosso successo per l’Unical. Per la prima volta la nostra università entra nel campo dell’agroalimentare, un settore in forte espansione e per il quale ci sono giunte molte richieste dal mondo studentesco. Sarà infatti attivato, sin dal prossimo anno accademico, il primo corso di Ingegneria alimentare». Ma non è questa l’unica novità positiva venuta fuori dalla riunione del Coruc. Presto l’Unical avrà anche il corso di laurea magistrale in Sociologia e ricerca sociale, in accordo con l’Università di Catanzaro. «Vorrei sottolineare – ha spiegato ancora Crisci – lo sforzo che il sistema univsersitario calabrese sta facendo per evitare che i ragazzi vadano a completare il percorso universitario fuori dalla regione».
In tale contesto, si inserisce anche il parere favorevole, espresso da tutti i componenti del Coruc, per l’istituzione del Corso di laurea magistrale in Scienze della Formazione primaria presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. «Un corso già presente all’Unical, che però nulla toglie al nostro ateneo. Infatti è il Ministero ad assegnare il numero di posti messi a bando, che nel nostro caso sono 205, a fronte di ben 947 richieste che riceviamo da tutta la Calabria. Ritengo, dunque, sia corretto e doveroso dare l’opportunità agli oltre 700 studenti che ne fanno richiesta e che rimarrebbero fuori dal nostro Ateneo, di poter frequentare il Corso di laurea senza dover necessariamente lasciare la Calabria. Inoltre, l’Unical collaborerà con la Mediterranea, anche sul fronte della didattica».  
Il Coruc ha approvato anche il nuovo corso di Ingegneria ambientale e ingegneria chimica, mentre sono state gettate le basi per l’avvio, in un prossimo futuro, del corso di assistenza sanitaria. In questo caso la procedura è più complessa, dato che la legge prevede che i corsi di laurea delle professioni sanitarie possano essere istituiti e attivati solo nelle università in cui esista la facoltà di Medicina e Chirurgia. «La proposta che abbiamo formulato, e che è stata accolta favorevolmente, per superare tale ostacolo – ha detto Crisci – è l’istituzione del corso di assistenza sanitaria in modalità interateneo con l’Università di Catanzaro, con il rilascio di un titolo di studio congiunto tra le due Università. Per fare questo, però, come è facile intuire, l’iter amministrativo è molto lungo e complesso, motivo per cui non riusciremo a terminare gli adempimenti in tempo utile per attivare il Corso già nel prossimo anno accademico. Ma stiamo già predisponendo tutti gli atti per renderlo possibile in quello successivo. Credo che questo sia un risultato eccellente, il massimo che potevamo ottenere visto l’attuale quadro normativo e che fa capire come la sinergia tra le tre università calabresi, e non l’arroccarsi in sterili posizioni di chiusura e di autoreferenzialità, porti solo buoni frutti a vantaggio degli studenti e della qualità e della varietà dell’offerta formativa universitaria».

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    Il Coruc dà il via libera all'attivazione di Ingegneria alimentare e Sociologia e ricerca sociale. Nuovo stop per le Professioni sanitarie: allo studio una partnership con la Magna Graecia di Catanzaro

CATANZARO La Calabria è la prima regione ad aderire con un atto formale della propria giunta all'appello di associazioni come Avviso Pubblico, Libera, Legambiente e dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil per sensibilizzare il governo e il Parlamento affinché, prima della indizione delle prossime elezioni politiche, vengano approvate in via definitiva alcuni importanti provvedimenti in materia di contrasto alle mafie e alle illegalità nella pubblica amministrazione, oltre che le misure per il sostegno agli amministratori locali intimiditi.
Nella mattina di venerdì, il vicepresidente della giunta regionale Antonio Viscomi ha incontrato la delegazione di Avviso Pubblico e una rappresentanza di sindaci aderenti all'associazione. Alla riunione, nella quale sono state programmate anche iniziative operative da mettere in pratica già nei prossimi giorni, ha partecipato anche Arturo Bova, presidente della commissione contro la 'ndrangheta in Calabria.
La Regione ha così preso parte attiva nel riconoscimento ufficiale della data del 21 marzo come "Giornata della Memoria", in ricordo delle vittime delle mafie, il cui primo evento celebrativo si terrà a Locri. Ma l'incontro, come detto, si è presto concentrato su attività concrete, che hanno preso le mosse anche dalle iniziative e dalle finalità contenute all'interno del testo unico della Legge regionale antimafia che è appena approdato nella commissione presieduta da Bova.
Tra questi, particolare attenzione hanno suscitato il tema del gioco d'azzardo e della regolamentazione sulle slot machine e quello della gestione dei beni confiscati alle mafie: «Il lavoro degli amministratori locali deve essere sostenuto anche attraverso strumenti normativi in grado di metterli al riparo da ritorsioni e intimidazioni. La normativa contro la 'ndrangheta va proprio in questa direzione», ha detto Bova.
Il vicepresidente Viscomi ha poi sottolineato l'importanza non solo simbolica del documento sottoscritto dalla giunta: «Ci sono giorni, come oggi, in cui parlare di legalità in questa regione è veramente difficile: i fatti sembrano soffocare sul nascere e privare di senso ogni parola e soprattutto la parola legalità. Eppure proprio in giorni come oggi occorre ribadire con molta chiarezza il nostro "no" deciso ad ogni forma di corruzione e di connivenza con la criminalità, organizzata o meno che sia». Così, sulla scorta di quanto dichiarato dal governatore Mario Oliverio nel corso della presentazione del report sui due anni di governo regionale, «la Regione Calabria ha inteso dare un segnale formale e concreto con un documento sottoscritto da tutta la giunta con cui si appoggia l'iniziativa di Avviso Pubblico e delle altre associazioni. Si tratta di una conferma e di una tappa di un percorso responsabile che deve urgentemente tradursi in una profonda e radicale revisione culturale sul senso stesso dell'azione politica nella nostra regione e deve incarnarsi concretamente sul piano normativo, amministrativo e organizzativo di tutte le pubbliche amministrazioni».
«La realtà dei fatti - ha proseguito - ci dice come ormai la 'ndrangheta non sia più quella con coppola e lupara, ma conforma ormai segmenti significativi dello spazio pubblico, e per questo corrode e corrompe alla radice la possibilità stessa della vita sociale ed economica delle nostre comunità, privandola di una qualunque speranza di futuro. Per questo siamo stati a Polistena nei mesi scorsi al fianco degli amministratori onesti sotto tiro, che sono la prima frontiera da tutelare».

Alessandro Tarantino
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    La Calabria aderisce all'appello di Avviso Pubblico. Viscomi: «La 'ndrangheta corrode la vita sociale ed economia»

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