Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 04 Febbraio 2017
Domenica, 05 Febbraio 2017 00:00

«Con Oliverio gli Scopelliti boys»

Wanda Ferro, quando rientra in Consiglio regionale?
«Sono stati compiuti tutti i necessari adempimenti, e ringrazio il presidente Irto per la celerità con cui è stata data esecuzione alla sentenza del Tar. Entrerò in Consiglio nella prima riunione utile dell’Assemblea, quando ci sarà modo di illustrare il mio impegno per questa seconda parte di legislatura».
Si unisce anche lei al coro di quelli che sostengono che finora è mancata l’opposizione al governatore Mario Oliverio?
«La mancanza di una vera opposizione a chi governa, così come il trasversalismo e il trasformismo, è uno dei mali della nostra terra. La funzione di controllo è fondamentale, così come è importante che la minoranza sia capace di dare un contributo di  proposte a chi governa, sempre nel rispetto e nella chiara distinzione dei ruoli. Questa distinzione in questa prima fase di legislatura non è stata sempre molto chiara». 
Esistono, insomma, due livelli di minoranza nell'Astronave calabrese?
«Ci sono consiglieri che hanno fatto opposizione seria e coerente al governo regionale, con i quali mi sono costantemente rapportata, ma ritengo che da gran parte dei banchi della minoranza non ci sia stato quell’impegno che i calabresi si sarebbero aspettati. Anzi alcuni eletti nel centrodestra hanno trovato presto delle convergenze politiche con il governatore, probabilmente iniziate già in campagna elettorale. Eppure di argomenti per contestare l’operato di Oliverio e della sua giunta ce ne sarebbero davvero tanti, considerando l’immobilismo che da due anni a questa parte contraddistingue un governo regionale rivelatosi del tutto incapace di dare una sterzata alla situazione gravissima in cui versa la Calabria. Non so se questa indulgenza nei confronti del governatore sia dovuta a mera indolenza o a veri e propri inciuci, ma credo sia giunto il momento di scuotere questa sorta di palude stagnante che è il dibattito politico regionale: una calma dietro la quale si nasconde il rischio che qualche consigliere di minoranza abdichi a quel ruolo di stimolo e controllo che è garanzia fondamentale del perseguimento degli interessi dei cittadini». 
Si è fatta un’idea di chi le ha tramato contro, durante l’approvazione della legge elettorale, per tenerla fuori dal Consiglio?
«Si è detto molto in questi anni della “manina” occulta che ha modificato la legge elettorale in termini palesemente incostituzionali: è chiaro che la modifica ha dato a qualche consigliere uscente maggiori possibilità di essere rieletto, ma ci sono anche evidenti responsabilità degli uffici regionali competenti che hanno consentito l’introduzione di una norma illegittima. Sarebbe opportuno conoscere le responsabilità di chi ha messo mano a quel testo, ad ogni livello». 
Lei ha chiesto una commissione d’inchiesta per accertare cosa è successo realmente in quei giorni così concitati. Ha avuto rassicurazioni, in tal senso, dai vertici di Palazzo Campanella?
«L’istituzione delle commissioni d’inchiesta è espressamente prevista dall’articolo 32 dello Statuto della Regione Calabria, e ha il compito di svolgere inchieste, tra l’altro, sull'attività amministrativa della Regione. Ritengo che sia doveroso nei confronti dei cittadini fare chiarezza su quanto avvenuto, anche per i danni evidenti provocati all’amministrazione sia in termini economici che rispetto alla piena legittimazione dell’organo elettivo. Ed è doveroso anche nei confronti di chi, come Giuseppe Mangialavori, ha lavorato per due anni con capacità e coerenza ed oggi si trova fuori dall’assemblea. Un’operazione verità, che ho chiesto all’indomani della mia esclusione e che continuo a chiedere oggi, della quale si dovrebbe assumere la titolarità anche la politica, anziché delegare ancora una volta soltanto alla magistratura». 
A quale gruppo politico si iscriverà?
«Sicuramente al gruppo Misto». 
Una scelta alquanto anomala quella di andare al Misto, se si considera che è pur sempre la vicecoordinatrice di Forza Italia…
«Non è una scelta anomala poiché ritengo che il mio ruolo possa e debba essere quello di dare nuovo slancio al lavoro della minoranza, cercando di riunire le forze di tutti coloro che, anche oltre Forza Italia, vogliono mettere in campo una seria e onesta opposizione al governo regionale». 
L’ultima inchiesta della magistratura ha dimostrato quanto fallimentare si sia rivelato il “modello Scopelliti”. Eppure molti dei protagonisti di quella stagione hanno fatto campagna elettorale per lei alle Regionali del 2014…
«Alcuni esponenti del centrodestra della precedente legislatura si sono candidati nelle tre liste che avevo a mio sostegno, come era naturale che fosse, ma è forse il caso di ricordare che tanti di loro hanno scelto di rigenerarsi nel carrozzone elettorale di Mario Oliverio, che non ha faticato ad accogliere nelle sue liste tantissimi transfughi, pronti a cambiare bandiera per intercettare il vento della vittoria del centrosinistra. Senza contare che lo stesso Oliverio ha confermato importanti dirigenti che sono stati protagonisti dell’azione di governo di Scopelliti. Sono convinta che si debbano sostenere con strumenti normativi sempre più efficaci i partiti nella composizione della liste, per evitare la candidatura di persone che non siano di specchiata onestà». 
Perché la Calabria è indietro anche su questo versante?
«Purtroppo in questa regione è ancora inefficace quel controllo sociale che è nelle mani dell’elettorato: quei politici che finiscono accusati di malaffare non vengono imposti dall’alto, ma sono eletti dai cittadini, spesso con enormi consensi. Certo, il diffuso clientelismo è il prodotto di una vasta situazione di bisogno oltre che di una scarsa partecipazione della gente alla vita politica, ma credo che i cittadini debbano per primi essere i protagonisti di una rivoluzione culturale, dicendo no alle promesse di raccomandazioni, di posti di lavoro, di commesse facili. La politica deve fare la propria parte intensificando l’azione di controllo, per quanto è nelle sue possibilità, e soprattutto sapendo operare scelte di trasparenza e di legalità laddove ha piena responsabilità: un conto è se i cittadini votano un candidato corrotto, un conto è se chi ha responsabilità di governo affida incarichi a persone di dubbia moralità, a persone sotto indagine, o magari a soggetti già condannati per reati contro la pubblica amministrazione». 
Un’ultima domanda: a Catanzaro lei sosterrà il sindaco uscente Sergio Abramo?
«Sarò al fianco di Sergio Abramo perché ha dimostrato in questi anni di sapere amministrare la città in maniera efficiente, ottenendo ottimi risultati, come il risanamento delle partecipate e l’avvio di decine di importanti cantieri fermi da tempo. Tutto ciò in un contesto estremamente difficile, perché non dobbiamo dimenticare che il governo nazionale, dopo aver distrutto le Province, sta lasciando anche i comuni senza gli strumenti necessari per dare servizi ai cittadini. Forza Italia sta perseguendo da tempo, con coerenza, un percorso per la ricandidatura di Abramo, attorno al quale auspichiamo di ricompattare tutto il centrodestra e chi ha interesse al bene della città».

Antonio Ricchio
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  • Occhiello

    Wanda Ferro è pronta al debutto in consiglio regionale: «Mi iscrivo al Misto per guidare le opposizioni. Ora la commissione d’inchiesta per accertare chi ha tentato di impedire la mia elezione»

LAMEZIA TERME «Molti studenti scrivono male in italiano, servono interventi urgenti». È il contenuto della lettera che oltre 600 docenti universitari, accademici della Crusca, storici, filosofi, sociologi e economisti hanno inviato al governo e al parlamento per chiedere «interventi urgenti» per rimediare alle carenze dei loro studenti: «È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente», si legge nel documento partito dal gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità e firmato, tra gli altri, da Ilvo Diamanti, Massimo Cacciari, Carlo Fusaro e Paola Mastrocola. Nel gruppone ci sono anche le firme di 27 docenti che insegnano nelle università calabresi (24 dell'Unical e 3 della Mediterranea). Tutti condividono l'allarme: un emergenza sistemica, spia dell'impoverimento graduale della scuola.
«Da tempo - si legge nella lettera - i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcune facoltà hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana». Secondo i docenti, il sistema scolastico non reagisce in modo appropriato, «anche perché il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico».
«Circa i tre quarti degli studenti delle triennali sono di fatto semianalfabeti - si legge tra i commenti dei docenti alla lettera - È una tragedia nazionale non percepita dall' opinione pubblica, dalla stampa e naturalmente dalla classe politica. Apprezzo che finalmente si ponga il problema. Ahimè, ho potuto constatare anch'io i guasti che segnalate, dal momento che il mio esame è scritto e ne vengono fuori delle belle... È francamente avvilente trovarsi di fronte ragazzi che vogliono intraprendere la professione di giornalista e presentano povertà di vocabolario, scrivono come se stessero redigendo un sms, con conseguenti contrazioni di vocaboli, o inciampano sui congiuntivi».

UNICAL
Carmen Argondizzo Ordinario di Linguistica Inglese
Francesco Bausi Ordinario di Filologia italiana
Michele Borrelli Ordinario di Pedagogia generale
Vincenzo Bova Ordinario di Sociologia dei processi culturali e
comunicativi
Romeo Bufalo Associato di Estetica
Benedetto Clausi Associato di Letteratura Cristiana antica
Antonio Costabile Ordinario di Sociologia dei fenomeni politici
Pietro Dalena Ordinario di Storia medievale
Roberto De Gaetano Ordinario di Filmologia
Emanuele Fadda Ricercatore Dipartimento Studi umanistici
Pietro Fantozzi Ordinario di Sociologia politica
Massimo Fragola Associato di Diritto Unione Europea
Teresa Grande Ricercatrice di Sociologia generale
Maria Intrieri Associato di Storia greca
Brunello Mantelli Associato di Storia contemporanea
Nuccio Ordine Ordinario di Letteratura italiana
Giuseppe Paletta Ordinario di Ricerca operativa
Giuseppe Roma Ordinario di Archeologia cristiana e medievale Maria Luisa Ronconi Associato di Geografia del Turismo
Antonella Salomoni Ordinario di Storia Contemporanea
Agostino Tarsitano Ordinario di Statistica
Attilio Vaccaro Associato di Storia medievale
Antonella Valenti Associato di Didattica e Pedagogia speciale
Marcello Zanatta Ordinario di Storia della Filosofia antica

MEDITERRANEA
Massimiliano Ferrara Professore di Matematica per le Scienze economiche
Giorgio Fontana Ordinario di Diritto del lavoro
Attilio Gorassini Ordinario di Diritto Privato

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  • Occhiello

    Sono 600 complessivamente, i prof che hanno scritto al governo. L’elenco di quelli che, all’Unical e alla Mediterranea, hanno aderito all’iniziativa 

Sabato, 04 Febbraio 2017 21:39

Il messaggio di Fiorita a Catanzaro. E al Pd

CATANZARO Il dado è tratto, la campagna elettorale che porterà la città di Catanzaro a scegliere il suo nuovo sindaco ha preso il via nella serata di sabato con la presentazione del movimento civico "Cambiavento", ispirato e promosso da Nicola Fiorita, docente Unical e presidente di Slow Food Calabria. In una Casa delle Culture gremita in ogni ordine di posti, con tanti che non sono neanche riusciti ad entrare, il movimento ha ufficializzato il proprio impegno nella competizione elettorale. Protagonisti della serata alcune voci del movimento: Nicola Chiriano, docente del liceo scientifico "Siciliani" di Catanzaro, Claudia Foresta, avvocato 31enne, Nunzio Belcaro, libraio, Rita Doria e Stefano Caccavari, il giovane imprenditore che proprio nei giorni scorsi, a San Floro, ha realizzato il sogno de "Il Mulinum".
Tra la curiosità di tanti cittadini, da registrare anche la presenza di Sebastiano Barbanti, deputato Pd, e di Arturo Bova, consigliere regionale dem e presidente della commissione regionale antindrangheta.
La convention, moderata dal giornalista Massimiliano Raffaele, è servita a mettere sul piatto della competizione elettorale, la voglia di partecipazione attiva ai processi politici cittadini da parte del movimento, ma soprattutto l'esigenza, sottolineata più volte da tutti gli intervenuti, di riportare la normalità dei fatti in seno all'amministrazione della cosa pubblica.

pubblico

Il movimento, il cui alveo politico naturale è quello del centrosinistra, può essere considerato l'evoluzione più consapevole di ciò che nel 2011 e nel 2012 aveva rappresentato Salvatore Scalzo e tutto il gruppo di persone che nella sua candidatura avevano riposto fiducia.
A chiudere l'incontro, Nicola Fiorita. Il suo nome è inevitabilmente finito, negli ultimi giorni, tra quelli dei candidati a sindaco. Ma il suo approccio alla convention non ha evidenziato alcun tipo di protagonismo. Eppure, il suo intervento è stato salutato dagli applausi della platea, quasi a volergli conferire per acclamazione un'investitura ufficiale. Dal canto suo, Fiorita non si è sottratto al dibattito politico: «C'è differenza tra vincere e governare - ha detto, con un chiaro riferimento alle coalizioni che secondo alcuni rumors si stanno costruendo tra Pd ed Ncd o al centro -. Per vincere, basta allearsi con chi sulla carta ha più voti, con chi è elettoralmente più forte. Diverso è poi, dopo che si è vinto, governare bene una città, facendo sì che tutto ciò di cui essa ha bisogno, possa essere tradotto in soluzioni pratiche».
Non ha lesinato poi critiche ad Abramo e a tutto il centrodestra: «La città, negli ultimi 20 anni, ha subito un declino i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti. Questi ultimi 20 anni sono targati Sergio Abramo - sindaco per tre mandati dal 1997, ndr -. Un solo dato: per le politiche sociali, Catanzaro ha in bilancio un solo euro per abitante contro la media nazionale che di circa 130 euro ad abitante. È indecoroso».
«Oggi, però - ha proseguito - un pezzo largo di città si è dato appuntamento qui per dire che in questi anni non si è sentita rappresentata ma che il declino di Catanzaro non è irreversibile. Catanzaro questa sera ha dimostrato di non essere una città rassegnata e non potremmo essere più contenti».
Sebbene quindi Fiorita non abbia mai detto a chiare lettere «Sì, sarò il candidato sindaco di "Cambiavento" e di tutti coloro che vorranno sostenermi», il messaggio ai possibili alleati, soprattutto al Pd e tutti coloro i quali gravitano attorno ai democratici, è stato lanciato, forte e chiaro. I numeri, nelle uscite pubbliche, spesse volte contano pochissimo, ma ciò che invece conta è l'entusiasmo che un progetto politico è capace di generare. L'ultima volta che sorrisi sinceri e occhi lucidi s'incrociavano, fu nel 2012: allora, per un soffio, quella primavera non riuscì a sbocciare, la prima uscita di "Cambiavento" ha dimostrato che qualcosa simile ad allora può essere replicato. La speranza che tutto il movimento, neanche tanto segretamente, cova, è che il risultato finale sia migliore di allora.

Alessandro Tarantino
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  • Occhiello

    Il docente universitario presenta il movimento “Cambiavento”. Ancora nessuna investitura ufficiale, ma il centrosinistra ha una voce in più. Attacchi ad Abramo e una speranza: «Il declino della città non è irreversibile»

COSENZA «Per essere un professore, il senatore Nicola Morra impartisce giudizi e pseudo-bocciature con una superficialità che, per quanto naturalmente politicizzata, non è affatto di buon esempio né ai suoi allievi né ai suoi elettori. Tanto per cominciare, riguardo all'esposto alla Magistratura che l'esponente del Movimento 5 Stelle ha annunciato di fare in relazione al fantomatico crollo di un muro nei pressi dell'ospedale Mariano Santo, occorre dire che nessun muro è crollato. E, soprattutto, che io, per ragioni di opportunità seppure non obbligato dalla legge, mi dimisi nel 2011 da direttore dei lavori dell'opera, quando diventai sindaco. Di conseguenza, non esistendo un muro crollato e nemmeno un mio ruolo professionale al riguardo quindi, tantomeno, una mia responsabilità, mi aspetto le pubbliche scuse da parte di chi è abituato a dare lezioni di correttezza».
Mario Occhiuto replica alle dichiarazioni del parlamentare grillino, che definisce «diffamatorie», aggiungendo: «Innanzitutto – spiega - se è vero, come dice Nicola Morra, che il muro è stato realizzato nel 2015, a maggior ragione il suo assunto di accusa parte con un grave errore, visto che, appunto, mi sono dimesso nel 2011. In più, motivo per cui l'allarmismo del senatore Morra è fondato sul nulla, il nuovo padiglione del Mariano Santo è stato collaudato pochi mesi fa dal medesimo professionista che, secondo quanto afferma Morra, avrebbe espresso preoccupazione. I relativi interventi sono stati effettuati nel 2015, con il nuovo direttore del lavori, ingegnere Marcello Falbo. Nel 2016 il collaudatore, riferendosi all'assetto geologico generale della collina, quindi al di fuori dell'area di cantiere (come rilevato nel corso di un sopralluogo anche da Carlo Tansi, direttore del Dipartimento regionale della Protezione civile) ha richiesto un monitoraggio temporaneo dei muri di sostegno, con strumenti molto sensibili, in grado di rilevare eventuali ulteriori assestamenti millimetrici. Assestamenti che, teoricamente, sono possibili prima che i tiranti applicati raggiungano la massima trazione. Il sistema di monitoraggio è stato commissionato dall'Azienda ospedaliera al Dipartimento regionale di Protezione civile, sotto la direzione dello stesso Tansi, in perfetta aderenza alla richiesta del collaudatore. Solo per eccesso di prudenza non si consente l'uso della strada adiacente i muri a mezzi non autorizzati. Ripeto: io mi sono dimesso nel 2011 e solo per rispondere a queste diffamazioni ho attinto notizie dall'attuale direttore dei lavori Marcello Falbo. Il senatore Morra per evitare figuracce dovrebbe dunque documentarsi meglio la prossima volta. Tra l'altro, mentre diffama il sottoscritto, lamenta sui social il comportamento della stampa che attuerebbe "ricostruzioni immaginate" sui 5 Stelle. E lui cosa fa? Inventa bugie su Mario Occhiuto. Anticipo che per tali falsità il senatore Morra dovrà rispondere nelle sedi opportune. E dal momento che sono intenzionato a richiedere i danni – chiosa il sindaco – consiglio al professore di stipulare una polizza assicurativa per avvantaggiarsi sul risarcimento».

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  • Occhiello

    Il sindaco replica al parlamentare del M5s: «Gli chiederò i danni. Per risarcirmi potrebbe stipulare una polizza assicurativa»

FILADELFIA «È la prima volta che in Calabria al comando provinciale dei carabinieri giungono i capi-corso, cioè i migliori in assoluto, che avrebbero potuto scegliere di andare a lavorare in una grande città come Roma o Milano. Invece, hanno deciso di venire qui, dove sei costretto a essere "sbirro" 24 ore su 24, senza la possibilità di staccare mai».
Il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, annovera tra i successi degli ultimi mesi anche l'insediamento alla guida del comando provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia di un suo ex allievo, il colonnello Gianfilippo Magro, che lo ascolta in prima fila mentre lui parla dal palco dell'auditorium di Filadelfia, dove ieri ha presentato il suo nuovo libro "Padrini e Padroni - Come la 'ndrangheta e diventata classe dirigente", scritto con Antonio Nicaso, tra i massimi esperti mondiali di organizzazioni criminali calabresi.
A promuovere l'incontro pubblico è stata l'associazione Filadelfia nostra, presieduta da Rosetta Chiaravalloti, che ha fatto gli onori di casa ringraziando Gratteri per aver accettato l'invito e rimarcando l'importanza di appuntamenti di questo tipo per consolidare la cultura della legalità.
La sala gremita, con quasi 300 persone ad ascoltare - tra cui alcune classi del liceo scientifico, dell'istituto professionale e della scuola media locale - ha confermato la sensibilità verso queste tematiche della cittadina ai piedi delle Serre, che già nel 2010, per la presentazione del libro La Malapianta, aveva tributato a Gratteri un'accoglienza calorosissima.
Sul palco con il magistrato, anche sette ragazzi delle classi presenti in platea, la dirigente dell'Istituto omnicomprensivo di Filadelfia, Francesca Maria Viscone, e il giornalista Enrico De Girolamo, che ha intervistato l'ospite e moderato l'incontro.
«Non è consueto riscontrare tanta attenzione per questi temi – ha rimarcato Gratteri – e questo vi fa onore. Oggi la 'ndrangheta è più forte, ha più soldi e più potere. Nonostante gli sforzi enormi, la battaglia non la stiamo vincendo, al massimo riusciamo a strappare un pareggio». A chi gli chiedeva se non sia troppo pessimista, il procuratore ha risposto di essere semplicemente realista. «Se anche riuscissi a mandare in galera mille 'ndranghetisti entro la fine del 2017 - ha detto - la mafia continuerebbe a essere viva e forte».
I motivi di questa invincibilità sono molteplici, ma su tutti prevalgono le collusioni nelle istituzioni pubbliche. «I politici cambiano, ma gli apparati burocratici no - ha detto -. Ed è qui che si annida il malaffare, è qui che bisogna intervenire con sempre maggiore determinazione per contrastare la corruzione che finisce per soffocare il tessuto imprenditoriale sano a colpi di mazzette».
Ma al ricatto non bisogna cedere mai: «Meglio fallire come impresa, meglio ricominciare da zero salvaguardando la propria dignità, che fallire come uomini». Un monito che ha rivolto anche ai numerosi giovani presenti, invitandoli a non cedere mai alle lusinghe del guadagno facile.
Gli studenti di Filadelfia non hanno deluso le sue aspettative, facendo decine di domande e ascoltando con grande attenzione le parole di Gratteri, che per circa 3 ore ha colloquiato con il pubblico. Una presenza profondamente consapevole e voluta, quella degli studenti. Come ha rimarcato nel suo intervento introduttivo la dirigente scolastica. «Se siamo qui oggi è perché a noi importa - ha detto Viscone -. A noi importa se la corruzione avvelena il nostro mare e la nostra acqua, a noi importa il futuro di questo paese, a noi importa difendere e conservare la bellezza dei luoghi. Perché ciò che è patrimonio di tutti, il bene comune, appartiene a tutti noi».

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  • Occhiello

    Il procuratore di Catanzaro incontra gli studenti nell'auditorium di Filadelfia. Bagno di folla per la presentazione di "Padrini e padroni": «Non stiamo vincendo la battaglia contro la 'ndrangheta»

ROSSANO Il Giudice monocratico del Tribunale di Castrovillari dr. Colitta accogliendo la tesi dei difensori avvocati Ettore Zagarese e Lucia Pistola, su conforme parere del pubblico ministero dottoressa Rana, ha assolto con la formula «per non aver commesso il fatto» il vigile del fuoco rossanese B.B.P., di 34 anni, accusato di omicidio colposo in seguito al decesso di M.F., 34enne, in un sinistro stradale verificatosi sulla strada statale 106 jonica il 29 aprile 2011 durante l'espletamento del servizio antiincendio.

LE ACCUSE L'imputato B.B.P., alla guida dell'autobotte in dotazione ai Vigili del Fuoco, mentre insieme ad altri colleghi si sta recando con urgenza a spegnere un incendio, nell'attraversare il ponte sul Fiume Saraceno nel territorio di Villapiana, impatta con una Fiat Punto condotta da M.F., che muore a seguito delle gravi lesioni riportate nell'incidente.

LE INDAGINI Sull'episodio la Procura della Repubblica di Castrovillari apre un'inchiesta che, all'esito della fase preliminare, sfocia nel rinvio a giudizio dell'uomo disposto dal gup del Tribunale di Castrovillari con l'accusa di omicidio colposo.

IL PROCESSO Numerose le udienze dibattimentali dinanzi al Tribunale penale monocratico, nel corso delle quali si procede alla escussione dei testi indicati dalle parti e all'espletamento di ben tre consulenze tecniche finalizzate alla ricostruzione degli eventi. In fase di discussioni finali, i difensori dei familiari di M.F., costituitisi parte civile attraverso gli avvocati Dorotea De Stefano e Cristoforo Salerno, chiedono la condanna dell'imputato alle pene di legge nonché al risarcimento del danno. I difensori di B.B.P., avvocati Ettore Zagarese e Lucia Pistola, evidenziano invece come non sia possibile ascrivere alcuna responsabilità al proprio assistito che, nello svolgimento del proprio dovere e nella urgenza dell'intervento programmato, tra l'altro effettuato azionando gli strumenti di emergenza visivi e sonori che imponevano agli altri utenti della strada di dare precedenza, ha mantenuto una corretta condotta di guida.

LA SENTENZA Il Tribunale di Castrovillari, al termine di una camera di consiglio protrattasi sino al tardo pomeriggio, accoglie in pieno la tesi difensiva pronunciando nei confronti del 34enne B.B.P. una sentenza assolutoria con formula ampia.

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  • Occhiello

    Nell'aprile 2011 l'uomo, alla guida di un'autobotte, impattò con una Punto. Nell'incidente morì il conducente dell'auto

COSENZA «Sulla necessità di rendere operative le telecamere di videosorveglianza sul territorio urbano, è opportuno fare delle precisazioni per non ingenerare equivoci nella cittadinanza. Lo dico nella consapevolezza della grande importanza che questo strumento riveste, come ha giustamente sottolineato il procuratore della Repubblica di Cosenza, sia in chiave di operatività investigativa, sia come deterrenza alla proliferazione del crimine». È quanto afferma, in una nota, il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto. «Per i cittadini - prosegue Occhiuto - è certamente essenziale una maggiore sicurezza urbana e sociale. Il sistema di videosorveglianza realizzato con i fondi Por - Sicurezza appartiene, per proprietà e competenza, al ministero degli Interni. Si tratta di un sistema che prevede decine e decine di telecamere nella Città unica Cosenza-Rende. Lo stesso ministero, per il tramite della Prefettura di Cosenza, ci aveva segnalato la necessità di una riattivazione della videosorveglianza chiedendoci di provvedere all'anticipazione delle spese, comprensive anche della manutenzione. Avevamo così dato il nostro assenso, al punto che la Prefettura aveva attivato un protocollo tra i Comuni e il Viminale per la definizione della procedura, ma in seguito è stato proprio il ministero degli Interni a decidere di non accettare questa impostazione. Dal Viminale è arrivata comunque la rassicurazione circa la ripresa dei lavori utili per il ripristino di un servizio tanto strategico».
«Il Comune di Cosenza - sostiene ancora Mario Occhiuto - ha realizzato tutte le opere necessarie al riguardo, compresa la rimessione della fibra, ed ha ribadito la volontà di collaborare per individuare ulteriori ed eventuali siti dove collocare altre telecamere nell'interesse supremo della sicurezza dei cittadini nonché delle esigenze degli organi inquirenti e delle forze dell'ordine. Il ministero ha bandito la gara di appalto relativa al ripristino del sistema e della manutenzione, gara che è già stata aggiudicata. Il prefetto, fin dall'inizio, ha seguito direttamente l'intera vicenda con l'iter dei passaggi descritti. Sono certo che l'avvio dei lavori appaltati rispetterà la celerità richiesta, consentendo l'utilizzo di un impianto fondamentale per la sicurezza dei cittadini. Da parte nostra, restiamo disponibili a prevedere specifiche spese per disporre nuove postazioni oltre a quelle previste dal bando ministeriale». «A tal fine - conclude il sindaco di Cosenza - giova ricordare che l'amministrazione comunale ha già installato in città 35 telecamere nell'ambito del progetto "Decoro urbano", alle quali vanno ad aggiungersi quelle per i varchi alle Ztl, a rafforzamento, per le forze dell'ordine, di ogni collaterale esigenza di sicurezza».

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  • Occhiello

    Il sindaco di Cosenza: «Dal ministero dell'Interno rassicurazioni sulla ripresa dei lavori di installazione»

CATANZARO Riapre al traffico la Strada provinciale 25, importante arteria che collega l’entroterra presilano e favorisce in sicurezza il collegamento tra sette comuni e il capoluogo di regione, dopo i danni causati dall’ondata di maltempo dello scorso mese di gennaio che hanno determinato il crollo dell’arteria in più punti, compromettendo anche lunghi tratti dell’acquedotto di Santa Domenica che serve buona parte della città di Catanzaro. Da sabato mattina - al termine di un sopralluogo effettuato dal presidente della Provincia Enzo Bruno, alla presenza del prefetto di Catanzaro Luisa Latella, dei sindaci del comprensorio, dei tecnici, dei consiglieri provinciali e di tanti cittadini - la strada provinciale è nuovamente percorribile nella massima sicurezza, grazie allo straordinario impegno dell’Ente intermedio guidato da Bruno che aveva assicurato al tavolo tecnico convocato in prefettura, martedì 26 gennaio, la sistemazione dell’arteria entro due settimane.
La strada provinciale 25 torna fruibile dopo solo dieci giorni di lavori incessanti realizzati dalla ditta Costantino Costruzioni generali, che è riuscita ad anticipare i tempi di consegna degli interventi per un ammontare di circa 350 mila euro, consistiti principalmente nella realizzazione della gabbionatura all’interno dell’asse fluviale per evitare ulteriori sifonamenti, di messa a rilievo del manto stradale e messa in sicurezza, e quindi di bitumazione e rifacimento della segnaletica. Le transenne che hanno consentito la ripresa del traffico veicolare sono state rimosse dopo una verifica dello stato dell’arteria provinciale, alla presenza tra gli altri, oltre che del prefetto Latella, del vice presidente della Provincia Marziale Battaglia, del consigliere provinciale delegato alla Viabilità Francesco Severino, dei consiglieri provinciali Marco Polimeni e Rosario Lostumbo, e del consigliere provinciale, nonché sindaco di Sellia superiore, Davide Zicchinella, tra i più attivi nel monitoraggio della situazione e nella celere definizione dell’emergenza. Presenti, inoltre, i sindaci di Zagarise, Domenico Gallelli; di Albi, Gigi Piccoli e vicesindaco Fausto Nisida; di Magisano, Antonio Lostumbo, con il vicesindaco Salvatore Tozzi; di Taverna, Sebastiano Tarantino; il vicesindaco di Sorbo San Basile, Pietro Mancuso. Ha portato il proprio sostegno e apprezzamento anche il sindaco di Decollatura, Anna Maria Cardamone. Gli amministratori presenti hanno ringraziato il presidente Bruno e quanti si sono impegnati per consentite in tempi record la riapertura di un’arteria fondamentale per il collegamento con Catanzaro, la cui chiusura ha determinato notevoli disagi ai tanti cittadini che si recano quotidianamente nel capoluogo, e che senza la disponibilità della Sp 25 si vedono costretti a raddoppiare i tempi di percorrenza. Il presidente Bruno ha rivolto un particolare ai tecnici del settore provinciale Viabilità, guidato dall’ingegner Floriano Siniscalco,  e al Dipartimento Infrastrutture della Regione Calabria guidato dall’ingegnere Domenico Pallaria, questa mattina rappresentato dall’ingegnere Pino Iritano.
«Voglio ringraziare quanti si sono impegnati per realizzare questo intervento in breve tempo scongiurando l’isolamento di questa parte importante del nostro territorio, evitando gravi disagi migliaia di cittadini che percorrono questa strada ogni giorno per lavorare, studiare, operare nel capoluogo – ha detto il presidente Bruno -. Ma un ringraziamento particolare lo devo al prefetto di Catanzaro, Luisa Latella, che come sempre anche questa volta ci è stata particolarmente vicina, al fianco degli amministratori, sensibile alle istanze delle nostre comunità e che ha seguito con particolare sensibilità le emergenze successive all’ondata straordinaria di maltempo, convocandoci in prefettura, suggerendo soluzioni, favorendo un proficuo percorso istituzionale di collaborazione tra enti. Oggi riapriamo la strada provinciale 25 in addirittura in anticipo rispetto agli impegni assunti in prefettura, e non è stato facile perché le emergenze sono state tante e le risorse assolutamente poche. Ma confermiamo che entro il mese di aprile, l’amministrazione provinciale di Catanzaro avrà a disposizione i dieci milioni di euro necessari alla sistemazione  della infrastruttura provinciale il cui percorso procede di pari passo con buona parte dell’acquedotto di Santa Domenica, che serve la città. Ringraziamo, quindi, ancora una volta la Regione che attraverso l’assessore alle Infrastrutture, Roberto Musmanno, a nome del governatore Mario Oliverio, ad anticipare i fondi in attesa dell’approvazione del Cipe. Così come resta monitorata la situazione della strada provinciale 34/2 che collega Gimigliano a Catanzaro da Cavorà – ha spiegato ancora il presidente – e sarà riaperta al traffico alternato su una pista realizzata a margine della carreggiata il prossimo mercoledì». Il maltempo ha messo in ginocchio il sistema viario provinciale, ma «nonostante l’emergenza, il sistema ha funzionato grazie all’impegno e alla professionalità dei tecnici, geometri, ingegneri, degli uffici, della macchina provinciale – ha concluso il presidente Bruno -. La Provincia si è fatta carico tra mille difficoltà di garantire interventi per scongiurare l’isolamento ed eccessivi disagi, e riconsegnare ai cittadini strade sicure e percorribili in tutto il territorio. Ma non ci fermeremo, cercheremo di fare sempre di più».

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    Intervento immediato dopo il crollo dei giorni scorsi. La soddisfazione del presidente della Provincia Bruno: «Non è stato facile perché le emergenze sono state tante e le risorse assolutamente poche»

Sabato, 04 Febbraio 2017 16:33

LEGA PRO | Cosenza bloccato dalla Vibonese

VIBO VALENTIA Torna a deludere il Cosenza dopo vittoria di Melfi. I rossoblù di De Angelis non vanno oltre l'1-1 contro la cenerentola Vibonese. I Lupi sbagliano un rigore a inizio gara con Statella e l'errore condanna i silani a una gara sottotono. Se i Lupi avessero trovato il vantaggio, probabilmente sarebbe stata tutta un’altra partita. Da quel momento esce fuori la Vibonese che a sua volta usufruisce di un secondo rigore concesso da Strippoli al 38’. Blondett e Saraniti si avvinghiano in area, il direttore di gara non ha dubbi. Dagli undici metri il bomber vibonese spiazza Perina. 
Nella ripresa è il Cosenza a tenere in mano il pallino del gioco e ad alzare il ritmo non appena De Angelis dà ordine di passare al 4-2-3-1 con l’ingresso di Letizia prima e Mendicino poi. Il gol del pareggio, meritato, è di Calamai che cala un jolly pazzesco da 35 metri.
Delude pure la Reggina, che non va oltre lo 0-0 interno contro il Monopoli. Gli amaranto tentano in tutti i modi di arrivare a conqustare i tre punti ma non riescono mai a superare il muro biancoverde. I calabresi terminano pure la partita in dieci per l'esplusione nel finale di Bianchimano.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    I Lupi non vanno oltre l'1-1 sul campo della cenerentola del girone C. Al vantaggio di Saraniti risponde il neoacquisto Calamai. Delude la Reggina, che non va oltre lo 0-0 in casa contro il Monopoli

Sabato, 04 Febbraio 2017 16:28

«I bilanci dell'Urbi sono in ordine»

Spettabile redazione, 
Vi leggo sempre con attenzione ed ho sempre ritenuto che svolgiate, unitamente alle altre testate giornalistiche calabresi, un importante ruolo di informazione politica ed economica delle nostre realtà. 
Detto ciò, sento la necessità di fare chiarezza, nella mia qualità di direttore, su alcuni passaggi presenti nel corpo di un articolo da voi pubblicato lo scorso 20 gennaio riguardante l'Urbi – Anbi Calabria. 
Si premette che l'Urbi - Anbi Calabria è una struttura di emanazione dell'Anbi (Associazione Nazionale delle Bonifiche, delle Irrigazioni e dei miglioramenti fondiari) entrambe con personalità giuridica di natura privata in quanto non rientrano nell'ambito soggettivo ed oggettivo di applicazione delle norme di cui alla legge 6 novembre 2012, n. 190 e al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (Anticorruzione e trasparenza) non essendo Enti Pubblici Economici né, tanto meno, l'Urbi è società controllata o partecipata, tant'è che tale indicazione è presente nel sito istituzionale dell'Associazione calabrese. 
Per quanto riguarda il vostro riferimento alla così detta "indennità" percepita dal Presidente dell'Urbi-Anbi Calabria, pari a 30.000 euro, si chiarisce che la citata indennità è iscritta, quale costo lordo per l'Urbi Calabria nei bilanci dell'Associazione al cap. 1.01.02 "Indennità e rimborso spese Presidente" sin dall'anno 2005 (Delibera Assemblea n. 2 del 18/01/2005), ad oggi, tale previsione di costo lordo è rimasta invariata e che il presidente Blaiotta è in carica nella sua qualità dal giorno 30/07/2012. A tal proposito, è utile specificare che tale indennità lorda è utilizzata in gran parte dal Presidente, per sua scelta, anche per il rimborso dei costi vivi sostenuti per lo svolgimento della sua attività statutaria svolta sul territorio regionale e nazionale, in particolare: presso le sedi dei Consorzi di Bonifica calabresi, le sedi Istituzionali della Regione Calabria, dell'Anbi, dello Snebi e presso le sedi dei Ministeri. 
Credo, inoltre, sia superfluo ricordare che i bilanci dell'Unione sono regolarmente vagliati dal Collegio dei Revisori dei Conti ed approvati dall'Assemblea. 
L'ultimo punto, squisitamente tecnico – amministrativo, su cui ritengo sia opportuno e doveroso fare chiarezza riguarda il mandato di pagamento di due viaggi effettuati a Roma per un totale di 1.430 euro (Iva inclusa) pagati ad una ditta di trasporti di Rossano. Nonostante la generica causale della fattura, è opportuno chiarire che i due viaggi fatturati, pari a 650 euro. cd. più Iva, risalgono ai mesi di gennaio e febbraio 2013 e sono serviti ad assicurare, in entrambi i casi, la presenza del Presidente e di n. quattro Tecnici componenti i "Gruppi di lavoro" specialistici dell'Unione Regionale a due iniziative organizzate dall'Associazione nazionale bonifiche (Anbi): la prima il 28/01/2013 per la partecipazione ad una giornata di studio sulla sicurezza idraulica del territorio tenuta presso la Sala riunione di Piazza Montecitorio a Roma e la seconda il 28/02/2013 per la partecipazione alla presentazione della proposta del "Piano per la riduzione del Rischio idrogeologico in Italia" tenuta presso la sede del Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma. 
Certo della vostra cortese attenzione, per ogni ulteriore necessità di chiarimenti e/o approfondimenti si conferma la totale disponibilità a dare tutte le informazioni che si rendessero necessarie al fine di evitare malintesi o interpretazioni parziali. Inoltre, è utile precisare che ai sensi e per gli effetti dell'articolo 14 dello Statuto dell'Urbi Calabria, denominato "Esercizio Finanziario e Bilancio", il bilancio di previsione viene sottoposto all'approvazione dell'Assemblea entro il 30 novembre ed il conto consuntivo entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello di riferimento, e che gli stessi sono resi pubblici alla pluralità dei soci nei modi e nei tempi stabiliti dallo Statuto medesimo.

Nino Mazzonello

direttore Urbi-Anbi Calabria

Ringraziamo il dottor Mazzonello per la garbata replica, che chiarisce in parte dubbi che avevamo sollevato in seguito all'analisi di atti prodotti dall'Urbi-Anbi. Atti che, come ammette lo stesso direttore, non sono proprio chiarissimi. Rispetto al bilancio: non abbiamo dubbi che sia presentato ai soci e attentamente controllato. Il problema è la sezione ad esso dedicata sul sito è vuota.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Il direttore chiarisce sui compensi del presidente Blaiotta e sul viaggio a Roma da 1.400 euro

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