Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 05 Febbraio 2017
Domenica, 05 Febbraio 2017 21:35

Vibo, sbarcati 612 profughi

VIBO VALENTIA Si sono concluse da poco le operazioni di sbarco dei migranti giunti nella tarda serata di ieri al porto di Vibo Valentia a bordo della nave "Diciotti" della Guardia Costiera. Si tratta di 612 profughi soccorsi nelle scorse ore al largo delle coste libiche e provenienti dall'Africa subsahariana. A bordo anche 61 donne e 97 minori, di cui 91 non accompagnati che saranno dislocati nelle strutture d'accoglienza presenti sul territorio.
Circa 150 migranti tra gli oltre seicento approdati a Vibo Valentia sarebbero di nazionalità marocchina e, pertanto, non in condizioni di poter richiedere l'asilo politico. Per loro non è previsto nemmeno il riconoscimento dello status di rifugiato ragione per la quale dovranno lasciare l'Italia. Ventidue profughi sono tenuti sotto osservazione per alcune ore nelle tende da campo, allestite sulla banchina del porto dalle strutture mediche e dalle organizzazioni che hanno curato l'accoglienza, per ulteriori accertamenti sanitari. 

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    Tra le persone a bordo della nave "Diciotti" anche 61 donne e 97 minori, di cui 91 non accompagnati. Centocinquanta di origine marocchina dovranno lasciare il Paese

Domenica, 05 Febbraio 2017 20:32

Quando Alfano salvò Salerno

Garantismo e giustizialismo in Italia sono come il mantice di un'enorme fisarmonica. Post-categorie pieghevoli e adattabili, a seconda delle circostanze, alla retorica dell'indignazione o al silenzio interessato. Più che la storia è la cronaca quotidiana del dibattito politico nostrano. Ma succede, talvolta, che questo canovaccio venga in qualche modo "superato" da una cautela trasversale che non cede nemmeno alle frasi fatte sulla fiducia nella magistratura e bla bla bla.

È il caso dell'inchiesta "Robin Hood": secondo la Dda di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, un assessore della giunta Scopelliti, Nazzareno Salerno (accusato tra le altre cose di scambio elettorale politico-mafioso, sebbene il gip non abbia riconosciuto la gravità indiziaria per questo reato) sarebbe stato l'elemento centrale di un «comitato d'affari» che, in combutta con la 'ndrangheta, avrebbe «rubato» un bel po' di soldi pubblici che erano destinati alle famiglie disagiate. Ecco: in pochi hanno sentito la necessità di allargare il mantice e produrre qualche suono per commentare, in un senso o in un altro, questa inchiesta pesantissima. Ognuno, tra i lettori, si farà la propria opinione sul perché, e non si intende qui né criticare chi rimane in silenzio né esaltare la prosopopea dei paladini della giustizia. C'è un episodio, però, che molti oggi sembrano aver dimenticato e che invece è degno di nota. Solo perché si tratta di un fatto e, come tale, meriterebbe di rientrare nel racconto di una vicenda destinata a segnare la storia recente della Calabria.

Il fatto è di qualche anno fa. A cavallo tra il 2012 e il 2013 a Serra San Bruno si verificò una situazione che non aveva fino a quel momento precedenti nella storia del paese della certosa. A novembre 2012 la Prefettura di Vibo inviò una commissione d'accesso con lo scopo di indagare su eventuali infiltrazioni mafiose nell'attività amministrativa dell'ente. Il Comune era guidato da Bruno Rosi, sindaco di fede forzista scelto e fatto votare proprio da Nazzareno Salerno, che sui banchi del consiglio comunale era capogruppo di maggioranza (all'epoca sotto i vessilli del Pdl). La decisione di indagare sul Comune era stata presa dopo l'arresto di un ex assessore della giunta Rosi, coinvolto nell'operazione "Saggezza" della Dda di Reggio ma poi assolto «perché il fatto non sussiste». La commissione indagò per diversi mesi e produsse una relazione che l'allora prefetto di Vibo, Michele Di Bari – oggi a capo dell'Utg di Reggio –, inviò poi al Viminale con la richiesta di scioglimento del consiglio comunale per la sussistenza di infiltrazioni mafiose. Nel frattempo Salerno era stato nominato assessore regionale.

All'epoca il Corriere della Calabria pubblicò sul settimanale cartaceo (numero 107 dell'11 luglio 2013) un articolo in cui si dava conto di alcune delle valutazioni della commissione d'accesso (di cui facevano parte un viceprefetto, un vicequestore e un capitano dei carabinieri) su presunte commistioni tra 'ndrangheta e amministratori pubblici a Serra. Si parlava anche di appalti boschivi, e da quella relazione emergeva come sul settore fosse costante l'influenza della cosca Vallelunga. Un'influenza che sarebbe già stata presente con le amministrazioni precedenti di centrosinistra (guidate da Bruno Censore prima e da Raffaele Lo Iacono poi) e che sarebbe rimasta tale con quella salerniana di centrodestra. Nelle carte veniva citata un'azienda che su 31 lotti boschivi messi in vendita in quegli anni dal Comune se ne era aggiudicati 19, sempre presentando un'unica offerta. Alcuni passaggi della relazione, poi, erano dedicati a presunti rapporti datati tra Salerno e la cosca locale. Intanto l'allora sindaco aveva avviato uno sciopero della fame e aveva pubblicamente minacciato di tagliarsi un dito se avessero sciolto il consiglio comunale. La sua falange però rimase integra: qualche settimana dopo, nonostante la richiesta della prefettura vibonese, il Viminale dichiarò archiviato il procedimento concludendo che non c'erano elementi tali da dimostrare la sussistenza delle infiltrazioni mafiose.

Era in carica il governo Letta e ministro dell'Interno era Angelino Alfano, oggi passato agli Esteri con il governo Gentiloni e all'epoca anche segretario nazionale del Pdl. Lo stesso partito di Salerno e Rosi, che querelarono il Corriere per aver scritto ciò che avevano riportato le forze dell'ordine nelle loro informative.

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    di Sergio Pelaia

Domenica, 05 Febbraio 2017 20:24

SERIE A | Crotone sconfitto a Palermo

CROTONE Dopo la vittoria contro l'Empoli, il Crotone continua la corsa salvezza. Avversario di turno, un altro club che lotta per non retrocedere, il Palermo. Nicola nella trasferta siciliana è costretto a fare a meno di Rhoden sulla destra, al suo posto Nalini. Non c'è più Palladino ed allora in attacco spazio alla coppia Trotta-Falcinelli.
In difesa Martella sulla sinistra e Rosi a destra. Diego Lopez, allenatore del Palermo, ripropone il 433: Jajalo in cabina di regia, Trajkovski ed Embalo completano l'attacco con Nestorovski punta centrale. In difesa sulla sinistra c'è Pezzella. Dopo 25 minuti soporiferi, la gara si accende improvvisamente. Embalo semina il panico in area di rigore calabrese e di sinistro serve l'assist perfetto per Nestorovski.
Il macedone di sinistro trova l'angolino basso alla destra di Cordaz e porta in vantaggio i suoi. Un minuto dopo, al 27esimo, Nestorovski spaventa ancora il Crotone quando dal limite dell'area di rigore calcia di punta, come in una qualsiasi gara di calcetto, e sfiora il palo.
Al 30esimo sempre rosanero protagonisti e solo un super Cordaz evita il peggio. Sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Trajkovski dalla sinistra, Rispoli salta più alto di tutti ma il suo colpo di testa viene respinto dalla parata del numero uno crotonese.
I calabresi accusano il colpo. Nalini sulla destra fatica contro Pezzella. Falcinelli e Trotta non sono mai serviti dai compagni. Il piu propositivo è Stoian, ma il romeno da solo può poco contro la difesa rosanero. Il primo tempo si chiude con il Palermo in vantaggio 1-0. La ripresa si apre con il fitto colloquio tra il direttore sportivo crotonese, Beppe Ursino e l'allenatore Davide Nicola. 
I due allenatori decidono di non effettuare cambi e nel Palermo è sempre Nestorovski a strappare applausi. L'attaccante macedone, che in Serie A è il giocatore ad aver subito più falli, protegge palla e fa salire la squadra. Sempre utile ai compagni e sempre pronto a pressare gli avversari. Al 60esimo la prima grande occasione per il Crotone. Falcinelli si libera bene in area di rigore e serve Trotta, il sinistro dell'attaccante finisce sopra la traversa. 
Nicola richiama in panchina proprio l'ex Sassuolo e manda in campo il nuovo acquisto Kotnik. Per lo sloveno, classe 95', è l'esordio in Serie A. Al 68esimo la gara dei calabresi si complica. Crisetig commette un fallo ingenuo a centrocampo, prende il secondo giallo e lascia i suoi in inferiorità numericaCon il Crotone in dieci, Nicola toglie Nalini e manda in campo Capezzi. La gara diventa cattiva. I pitagorici in cinque minuti prendono altri due cartellini gialli ma il Palermo invece di mantenere il possesso palla insiste con inutili lanci lunghi.
Nel finale Chocev sfiora il raddoppio ma trova sulla sua strada Cordaz. Non succede più nulla, il Palermo porta a casa una vittoria importante ed ora è a meno otto punti dall'Empoli e dalla salvezza. Il Crotone, invece, butta via una partita da vincere ed ora si prepara a tre sfide proibitive: Juventus, Roma e Atalanta.
 
 

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    I rossoblù superati di misura. La squadra calabrese butta via una partita da vincere ed ora si prepara a tre sfide proibitive: Juventus, Roma e Atalanta

CROTONE Colpito tra la testa e la spalla dalla parte finale di un faro dell'illuminazione, un ragazzo di 13 anni è rimasto ferito in modo grave a Belvedere Spinello, in provincia di Crotone.
Il tredicenne, che al momento dell'incidente stava assistendo ad una partita di calcio di seconda categoria, è stato soccorso e, in considerazione delle condizioni apparse subito serie, è stato trasferito in elisoccorso nell'ospedale civile di Catanzaro. Dopo essere stato colpito dal punto luce il tredicenne è precipitato dalla tribuna dove si trovava da un'altezza di due metri.
La partita tra la compagine locale e le Stelle Azzurre di San Giovanni in fiore è stata sospesa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato gli accertamenti.
Giudicato fuori pericolo dai medici del reparto di Neurochirurgia dell'ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, dov'è ricoverato, al ragazzo è stata riscontrata una frattura alla spalla e sono state suturate delle ferite al viso.
Da una prima ricostruzione pare che il tredicenne si sia reso conto che il palo stesse cadendo e, per questo, si è lanciato in avanti. Nel salto ha battuto il mento sui gradoni della tribuna sottostanti. La pronta reazione, pero', gli ha consentito di evitare di essere colpito in testa dal palo della luce.

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    Incidente durante un incontro di calcio a Crotone. Al ragazzo è stata riscontrata una frattura alla spalla e sono state suturate delle ferite al viso

REGGIO CALABRIA Divampato un incendio in un parco giochi del quartiere Spirito Santo. Uno scivolo con torre da gioco a disposizione dei bambini è stato dato alle fiamme e danneggiato da ignoti.
L'episodio è accaduto nella tarda mattinata, intorno all'ora di pranzo, quando l'area era probabilmente quasi deserta. La struttura realizzata in plastica e legno, ubicata nella piazza principale del quartiere e che si trova proprio davanti alla chiesa parrocchiale, è stata resa inservibile.
Sul luogo dell'incendio sono intervenuti i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Reggio Calabria, che si trova a poca distanza, e che hanno provveduto a spegnere le fiamme. Sul movente dell'atto ha avviato le indagini la Polizia di Stato.
Il sindaco Falcomatà intervenuto sul posto dopo il rogo, ha affermato: «I nostri bambini possono stare tranquilli, posizioneremo al più presto una nuova giostra per il parco del quartiere. Dare alle fiamme una giostra per bambini è davvero un atto spregevole - ha aggiunto - è davvero assurdo che l’incendio sia stato appiccato proprio al termine della settimana in cui l’Amministrazione si è prodigata per posizionare nuove giostre in tre parchi diversi della città. Questo episodio è davvero inaccettabile, spero che i responsabili siano presto assicurati alla giustizia. Purtroppo non è la prima volta che accade che delle strutture destinate ai bambini vengano danneggiate. La giostra sarà sostituita al più presto, il nostro compito è quello di continuare a costruire speranza». 

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    L'incedio nel tardo pomeriggio di domenica nel quartiere dello Spirito Santo. Falcomatà: «Episodio è davvero inaccettabile»

VIBO VALENTIA «Le ultime mareggiate hanno dimostrato tutta la fragilità della nostra costa e l'inadeguatezza delle misure poste a salvaguardia del patrimonio paesaggistico. D'altronde, la piena fruizione delle nostre coste, l'erosione costiera e più in generale la tutela del territorio rappresentano oggi come ieri, il punto nodale su cui ruota l'intera capacità di attrarre i potenziali visitatori (italiani e stranieri) su questo meraviglioso fazzoletto di terrà che rappresenta un inimitabile patrimonio naturalistico e paesaggistico». È quanto affermano Gaetano Macrì, presidente di Confindustria Vibo e Giovanni Imparato, a capo della Sezione turismo, a seguito dei danni provocati dal maltempo sulle coste calabresi. Macrì e Imparato, nella nota, invitano «gli enti locali a porre in essere comportamenti virtuosi e mettere a frutto i Fondi comunitari utili a fortificare le barriere, a porre in sicurezza le aree interessate dal dissesto idrogeologico ed a ripristinare, ove necessario, condizioni di difesa del suolo e di argine al verificarsi degli eventi naturali. La nostra è una regione che vanta 800 chilometri di coste che potrebbero rappresentare sempre più una fonte primaria di lavoro, economia sostenibile e benessere, eppure stentiamo a difendere adeguatamente queste risorse e lasciamo che incuria e negligenza le trasformino in macerie e in diseconomie. Serve una efficace e tempestiva azione di coordinamento e di programmazione che sia vicina alle esigenze dei cittadini e delle imprese».
Per Macrì e Imparato «è necessario ripensare il corretto utilizzo del suolo, investire in sicurezza e salvaguardia dall'erosione, definire piani pluriennali di intervento volti a mitigare gli effetti devastanti della natura sono solo le basi per poter poi affrontare successivamente il nodo dell'impiego della risorsa mare e delle coste come asset fondamentali della nostra offerta turistica. C'è la necessità di intervenire su urgenze che rischiano di compromettere la prossima stagione estiva, facendo perdere ulteriore attrattiva e competitività al turismo calabrese. Anche in Calabria stiamo ancora pagando duramente il pasticcio di una riforma monca che ha generato enti locali incapaci di governare il territorio e che si muovono (poco) nella inqualificabile confusione e rassegnazione della loro stessa inutilità. In questo senso è utile ripristinare un luogo di confronto ed un dialogo interistituzionale che metta nella giusta priorità azioni e programmi».

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    Appello del presidente dell'associazione degli industriali di Vibo Macrì e della sezione Turismo Imparato alle Regione: necessario intervenire per limitare i danni

Domenica, 05 Febbraio 2017 16:23

Il maschilismo ai tempi di Oliverio

CATANZARO «C'è da rimanere sorpresi nel leggere il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 5 dicembre 2016 che ha approvato l'indicatore di riparto su base regionale delle risorse finalizzate agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Come è noto, il governo nazionale ha predisposto un piano nazionale di mitigazione e contrasto al rischio idrogeologico 2015-2023. E a tal fine ha definito un criterio di riparto delle risorse disponibili in considerazione della superficie territoriale della popolazione residente di ciascuna regione interessata rispettivamente e a rischio frane, alluvioni, erosioni costiere e valanghe». È quanto sostiene Carlo Guccione, consigliere regionale del Partito democratico.

«Leggendo i dati, si scopre che in Calabria - afferma Guccione - una popolazione di 87.543 abitanti vive in Aree P3 (pericolosità elevata) e P4 (molto elevata) per quanto concerne il rischio frane. E 77.251 persone vivono in Area P2 (pericolosità media) rispetto al problema delle alluvioni. Questi dati sono stati forniti dall'Ispra (Istituto superiore per la protezione e per la ricerca ambientale) nei rapporti tecnici 2015 e 2016. Anche un non addetto ai lavori – aggiunge - si accorgerebbe che tali dati non corrispondono alla realtà di un territorio fortemente segnato da fenomeni di dissesto idrogeologico e di erosione costiera. Come è potuto accadere che i dati in possesso della Regione Calabria siano così macroscopicamente in contrasto con la situazione di un territorio privo di una aggiornata e completa mappatura dei fenomeni franosi?».
«Troppe chiacchiere - precisa il consigliere regionale - e tanta ipocrisia in questi mesi sono state veicolate da parte delle istituzioni in relazione a questo argomento, un tema strategico per lo sviluppo e la sicurezza di una regione che non può pensare di potere ambire ad avere infrastrutture economiche se il suo territorio rischia di cadere a pezzi. Chi è il responsabile del mancato aggiornamento dei dati che, dalle notizie in nostro possesso, non sono stati aggiornati dal 2001 (Pai, Piano di assesto idrogeologico)? Come ha fatto la Regione Calabria – denuncia Guccione - a esprimere parere favorevole, nella seduta del 29 settembre 2016, nella conferenza Stato-Regioni rispetto al criterio che colloca la stessa Regione "solo" all'undicesimo posto di questa speciale graduatoria formulata in base ai dati incompleti che lo stesso Ente ha fornito all'Ispra? Un modo di agire pressapochista da parte della Regione Calabria, che rischia di far pagare un prezzo elevato ai calabresi e a quei tantissimi territori che aspettano da anni risposte. È mai possibile – afferma ancora il consigliere regionale - che la Regione Calabria ancora ad oggi non possieda l'inventario completo di tutte le frane presenti su tutto il territorio regionale? Qualcuno farebbe bene ad evitare annunci e proclami. Dovrebbe, invece, impegnarsi affinché ci sia una programmazione seria. E dovrebbe avere la volontà politica necessaria per affrontare con serietà e determinazione i problemi della Calabria. Sarebbe bastato poco per presentarsi a Roma con dati quantomeno più aggiornati – conclude Guccione -, utilizzando modelli e tecniche moderni che sono nella disponibilità della nostra Regione. Nulla si sta facendo per la prevenzione del rischio idrogeologico. E a distanza di ormai 15 anni non sono stati attivati i presidi idraulici».

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    Il consigliere regionale del Pd attacca: così la Calabria ha perso risorse per la tutela del territorio

Domenica, 05 Febbraio 2017 14:41

Presidente, basta col regionalismo fai da te

Mattarella ancora in Calabria. Questa volta per essere vicino all'Unical nel celebrare l'inaugurazione dell'anno accademico. Un importante obiettivo del Rettore Crisci e un atto di speranza per i calabresi, per le famiglia piegate dai sacrifici anche per consentire ai loro figli gli studi.  Giovani altamente meritevoli e motivati formati in Calabria per essere apprezzati e richiesti nel mondo, non per scelta ma per necessità. Lettera rivolta a Lei, Presidente, meridionale come noi, conoscitore del mondo universitario e dei problemi dei Mezzogiorni d'Europa, del sacrificio estremo in nome dell'impegno politico onesto.
Presidente, che da quest'anno accademico si dia più ascolto alle Università del Sud, ai giovani laureati e ai tanti precari perché realizzino qui i loro sogni e diano al mercato la possibilità di impiegare i loro saperi costruiti per generare sviluppo, crescita e occupazione. Perché assicurino un ceto imprenditoriale  e dirigente, pubblico e privato, che si volano di crescita e di competenze per una classe politica capace di affrontare le impegnative sfide che attendono il nostro Paese. Ché il sistema autonomistico diventi concreto motore di espulsione della malavita e della corruttela troppo presenti ad ogni livello di governo nella res pubblica. Benvenuto Signor Presidente!  
L'attesa è il Suo  impegno - da consegnare alle autorità calabresi, al Magnifico Rettore dell'Unical, al sistema accademico calabrese, ai decisori pubblici, alle imprese e ai professionisti, ai giovani e alle loro famiglie - a riposizionare nel dibattito politico il tema del meridionalismo per molti lustri negletto. È un impegno culturale prima che politico che darà forza al Paese altrimenti destinato ad un ruolo diaconale in Europa. Un impegno improbo con riguardo a questa regione ma necessario solo che si voglia rendere la Calabria parte attiva della crescita del Paese e non già segmento geografico, sfasciume pendulo sul mare, voce passiva del bilancio sovrano.  
Signor Presidente, non è più il tempo del regionalismo fai da te! La Calabria e il Mezzogiorno devono avere una voce istituzionalmente concertata che sappia includere politiche sistemiche di ricerca, di formazione, di turismo, di agricoltura, di beni culturali, di infrastrutture, di paesaggio, di industria. Che ne sarà dei fasti e delle vestigia della Magna Graecia senza una regia che abbia le risorse e le strategie per farle apprezzare al mondo intero.
Nondimeno, Presidente dovrà essere portavoce privilegiato di una nuova stagione dei diritti dei calabresi, finalmente effettivi destinatari dei diritti civili e sociali costantemente lesi. Tutti da conquistare dall'oppressione e dalle ingiustizie che ne escludono l'esigibilità. Una terra questa insicura per gli onesti e matrigna per i disagiati ma accogliente con i diseredati come solo i sofferenti e gli umili sanno essere.
Un popolo tenace che patisce ma non si rassegna neppure dinanzi a tanta insipienza cha la storia gli ha riservato. Ci dia una mano e prenda a cuore il destino dei nostri giovani ai quali indirizzi parole di speranza e gesti di concreta solidarietà sociale e morale.  
Grazie Signor Presidente!

*docente Unical

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    di Enrico Caterini*

Domenica, 05 Febbraio 2017 13:57

Vibo, soccorso anziano caduto in un dirupo

VIBO VALENTIA Operazione di soccorso domenica mattina a Vibo. I vigili del fuoco del comando provinciale hanno soccorso un uomo che era caduto in un dirupo nel costone sottostante il cimitero di Vibo sul versante di Stefanacoli.
I vigili del fuoco, utilizzando tecniche saf, si sono calati nel dirupo ed hanno recuperato l'anziano signore che dopo aver rotolato per oltre 20 metri è stato trattenuto dalla vegetazione presente sul costone.
L'allarme è stato lanciato da una persona che ha udito le urla di aiuto del malcapitato che, dopo esser stato recuperato, è stato consegnato alle cure del personale sanitario del 118 intervenuto sul posto.

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    L'uomo è stato salvato dai vigili del fuoco. Era precipitato dal costone nei pressi del cimitero cittadino

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