Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 06 Febbraio 2017
Lunedì, 06 Febbraio 2017 21:54

"Striscia" nel ghetto rom di Lamezia

LOCRI Per anni qualsiasi decisione che riguardasse la sanità reggina è passata dalle loro scrivanie, ma adesso tocca a loro sfilare di fronte al gup del Tribunale di Locri per giustificare decisioni ed esborsi dell'Asp. Anche perché – sostiene l'accusa – non c'è alcun contratto che li autorizzi.
Il pm di Locri Ezio Arcadi ha chiesto il rinvio a giudizio per peculato per l'ex dg dell'Asp di Reggio Calabria, Rosanna Squillacioti; Ermete Tripodi, prima direttore sanitario, poi dg, accusato di aver firmato vari mandati di pagamento a favore della cooperativa; Santo Gioffrè, anche lui accusato di aver autorizzato diversi pagamenti; Francesco Sarica, ex ds e commissario straordinario dell'Asp; Vincenzo Scali, ex direttore amministrativo dell'Asp; Rocco Mario Polimeni, ex direttore sanitario dell'Asp di Reggio Calabria. Insieme a loro, per la procura di Locri devono rispondere di peculato diversi amministrativi: Pasquale Staltari, ex responsabile del Settore economico-finanziario; Antonio Vartolo, anch'egli ex responsabile del Settore economico-finanziario, come d'altra parte Diego Vitrioli, pure lui indagato; Giuseppe Falcone, titolare del servizio programmazione e bilancio dell'Asp; Angela Minniti, dirigente dell'ufficio Programmazione e bilancio Asp; Nicola Calabrò, rup e responsabile dell'ufficio proponente delle delibere incriminate; la funzionaria del medesimo ufficio, Filomena Ambrogio; Francesco Macheda, rup per due delibere; Francesco Silvio Campolo, firmatario di diversi mandati di pagamento; Felice Iracà, accusato di aver firmato un mandato di pagamento.
Tutti quanti si dovranno presentare il prossimo 23 marzo di fronte al gup del Tribunale di Locri per rispondere di peculato, in relazione ai fondi per quatto anni generosamente liquidati alla Coopservice di Locri «in assenza di regolare gara d'appalto e relativo contratto» per i servizi di pulizia, sanificazione, disinfezione, disinfestazione e derattizzazione degli ospedali di Locri e Siderno e della struttura ex Aias di Stignano. Tra il luglio 2011 e il dicembre 2015, la cooperativa – nel frattempo diventata Gruppo Coopservice Gestioni – ha continuato a incassare 112 mila euro al mese, nonostante il contratto che la legava all'Asp fosse scaduto. Risultato? Un guadagno approssimativo di circa 6,3 milioni di euro. Liquidati e incassati del tutto illegittimamente, sostiene l'accusa.
Il risultato – sostiene l'accusa – è stato un ingiusto vantaggio patrimoniale alla società affidataria e un danno alle imprese che avrebbero potuto concorrere alla nuova gara a evidenza pubblica che l'Asp avrebbe dovuto indire. Ma per quattro anni avrebbe "dimenticato".

Alessia Candito
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    Chiesto il processo per dirigenti e amministrativi coinvolti nell'affaire della Coopservice. Il 23 marzo l'udienza davanti al gup del Tribunale di Locri: nel mirino 6,3 milioni

LAMEZIA TERME Un po' di paura per i passeggeri di un volo che da Milano Malpensa è atterrato stamattina all'aeroporto di Lamezia. L'aereo è stato colpito da un fulmine mentre era in procinto di atterrare. Nessun pericolo per i passeggeri in arrivo, qualche problema per quelli in (ri)partenza per Milano. L'aereo, infatti, non era operativo la partenza è stata rimandata di molte ore. dallo scalo lametino. Un altro aereo è dovuto atterrare a Lamezia da Milano per i passeggeri rimasti a terra. Il velivolo colpito, infatti, non era in grado di poter affrontare l'altro viaggio.

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    Nessun problema per i passeggeri, ma il velivolo è rimasto bloccato per ore nello scalo

RENDE «Quella odierna è stata un'altra bella giornata per la Calabria che vuole mostrare al Paese, all'Europa e al mondo tutte le sue potenzialità e le sue positività».
Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, parlando stamattina con i giornalisti a Rende a margine dell'inaugurazione del 45° anno accademico dell'Università della Calabria.
«Mattarella – ha aggiunto Oliverio – è tornato nella nostra terra a distanza di un anno e la sua presenza ha messo in evidenza la grande attenzione che egli riserva alla Calabria e al Mezzogiorno, dei cui problemi è profondo conoscitore. Non a caso, nel suo intervento, ha focalizzato le criticità e tracciato un'indicazione sulla quale costruire una prospettiva di futuro. La sua presenza all'Unical è stata fortemente significativa perché formazione, cultura e sapere sono fondamentali per i nostri giovani per costruire un futuro di crescita, legalità e riscatto del Mezzogiorno. La cultura è un elemento fondamentale non solo per il rilancio economico di tutto il territorio, ma soprattutto per la costruzione di comunità sane, le cui relazioni siano fortemente improntate al rispetto, alla tolleranza e alla solidarietà. Per affermare la legalità e per reagire a una mentalità deviata, che per troppo tempo ha prodotto e alimentato atteggiamenti di omertà, devianza e criminalità, occorre ripartire da questo straordinario strumento che è la cultura ed investire su di essa. Solo così può rinascere una nuova Calabria, terra solidale, accogliente e positiva, in grado di proporsi al resto del Paese, all'Europa e al mondo come luogo di grande civiltà. Una Calabria diversa e decisamente lontana da quella che, spesso, purtroppo, i grandi mezzi di informazione ripropongono attraverso immagini distorte e negative, spesso frutto di scarsa conoscenza della nostra realtà o, ancor peggio, di antichi pregiudizi».
Il presidente Oliverio, infine, ha sottolineato con soddisfazione anche il fatto che «il rettore Crisci, nel suo intervento, ha fatto riferimento al protocollo che la Regione ha sottoscritto con i quattro atenei calabresi e che destina 128 milioni di euro di fondi comunitari alle università per l'alta formazione e la didattica. Un contributo importante che consente ai nostri giovani di avere maggiori opportunità».

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    Il governatore dopo l'inaugurazione dell'anno accademico: «Abbiamo destinato agli atenei 128 milioni di euro»

CATANZARO Si è tenuto oggi a Catanzaro, presso la sede del Coordinamento territoriale Anas della Calabria, l'incontro tra il responsabile Giuseppe Ferrara, il responsabile Progettazione e realizzazione lavori Giancarlo Luongo, i parlamentari Nicola Morra e Paolo Parentela, il consigliere regionale Arturo Bova, il presidente della Provincia di Catanzaro Enzo Bruno, i sindaci del comprensorio della "Trasversale delle Serre" e una rappresentanza del Comitato cittadino "Sblocchiamo la Trasversale".
Durante l'incontro i primi cittadini hanno confermato la volontà di supportare Anas e collaborare attivamente nel completamento dei lavori, chiedendo altresì il cronoprogramma sulle prossime progettazioni preliminari e le prossime aperture al traffico. Ferrara, nel corso della riunione, ha precisato che «Anas continuerà a garantire massima trasparenza e l'istituzione del tavolo tecnico con sindaci e istituzioni è un segnale significativo in tal senso. Consentirà infatti di analizzare e rispondere dettagliatamente alle richieste del territorio offrendo la possibilità di illustrare le varie fasi progettuali».
In occasione della riunione, Anas ha comunicato, inoltre, la prossima apertura al traffico del Tronco 3° Bivio 2° dalla località "Cimbello" al Bivio Montecucco, prevista nel mese di marzo 2017 e l'apertura del tratto Lotto 1° Tronco 2° dallo svincolo di Serre alla strada provinciale "Fondovalle del Mesima" prevista entro il mese di aprile 2017. Durante l'incontro, infine, i responsabili Anas hanno confermato che proseguono le attività propedeutiche alla definizione degli interventi per il completamento dell'intera arteria stradale d'intesa con la Regione Calabria e il ministero delle Infrastrutture.

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    Nasce un tavolo tecnico tra Anas, amministratori e comitato: «Garantiremo la massima trasparenza»

Lunedì, 06 Febbraio 2017 19:26

Vibo, concluso lo sbarco di 612 migranti

VIBO VALENTIA Concluse le operazioni di sbarco dei 612 migranti giunti nella tarda serata di ieri nel porto di Vibo Marina. Fra loro anche 61 donne, 97 minorenni e 91 minori non accompagnati. Per oltre 150 di loro, di nazionalità marocchina, la Questura di Vibo ha emesso un provvedimento di espulsione, atteso che il Marocco non è ricompreso fra gli Stati i cui cittadini possono chiedere asilo politico. A Vibo Valentia resteranno solo i minori stranieri non accompagnati. Altri 50 andranno a Crotone, 50 in Piemonte, 100 in Lombardia, 100 in Puglia, 100 in Campania, 50 in Liguria.

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    Tra loro 61 donne e 97 minori. Disposta l'espulsione per 150 marocchini

REGGIO CALABRIA «Il ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare ha trasmesso al Comune di Reggio Calabria l'elenco delle osservazioni inviate alle società richiedenti sul progetto per la realizzazione in località Pentimele di un molo d'attracco per il collegamento marittimo Reggio Calabria-Messina per il trasporto su gomma di autoveicoli e mezzi pesanti. Le osservazioni sollecitate dal ministero di fatto ricalcano tutte le questioni formalmente sollevate dal Comune di Reggio Calabria tramite nota a firma del dirigente del settore Pianificazione urbana trasmessa lo scorso 2 dicembre 2016». Lo riferisce una nota dell'ufficio stampa del Comune di Reggio Calabria.
«Tra queste – si aggiunge – l'impatto da traffico sull'arteria autostradale di accesso alla città, viabilità e studio sul traffico veicolare, impatto da traffico alla scala puntuale, effetti su inquinamento acustico e atmosferico, studi e rilievi fonometrici».
«Le nostre osservazioni, documentate e formalmente trasmesse al ministero – ha commentato il sindaco, Giuseppe Falcomatà – sono state ampiamente recepite. Da subito avevamo espresso pubblicamente forti riserve sull'ipotesi di spostare il traffico gommato da Villa San Giovanni a Reggio Calabria in quanto questo stride fortemente con la vocazione turistica e con i progetti che abbiamo predisposto per il porto reggino. C'è da dire, però, che mentre altri si stracciavano le vesti in conferenza stampa, quasi accusandoci di voler trasformare il nostro porto in una specie di girone infernale, noi lavoravamo con responsabilità e serietà, producendo e trasmettendo pareri negativi formali, evidenziando gli effetti negativi che lo spostamento del traffico gommato da e per la Sicilia avrebbe sul traffico, sull'ambiente e sull'economia della nostra città. Pareri che oggi sono stati totalmente recepiti dal ministero che nell'odierna comunicazione osserva ben 42 prescrizioni alle società richiedenti».
«Reggio è una città turistica – ha concluso Falcomatà – ed è chiaro che il porto va sviluppato esclusivamente in questa direzione, così come noi stiamo già facendo con i progetti avviati e programmati nell'ambito delle diverse linee di finanziamento attivate a livello ministeriale. Continuiamo dunque questa battaglia con la stessa fermezza, autorevolezza e responsabilità di quando abbiamo iniziato. Abbiamo già evidenziato che su questo punto non faremo un passo indietro: il futuro di Reggio non è in vendita».

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    Trasmesso l'elenco delle osservazioni alle società che vogliono realizzare un collegamento marittimo per i mezzi pesanti tra Reggio e Messina. Il sindaco: «Roma ha recepito le nostre posizioni. La città ha una vocazione turistica che non può essere svenduta» 

REGGIO CALABRIA Si dovrà presentare il prossimo 6 marzo di fronte al gup Filippo Aragona per l'inizio del processo abbreviato a suo carico Filippo Chirico, il reggente della cosca Libri considerato responsabile dell'intimidazione subita dai titolari dell'officina Giunta. Secondo quanto emerso dalle indagini, Chirico avrebbe organizzato e portato a termine una vera e propria spedizione punitiva contro il meccanico Antonio Saraceno, "reo" di aver chiamato la Municipale dopo essere stato tamponato dal figlio di Chirico, Pasquale. Insieme al reggente del clan, per gli inquirenti ci sarebbe stato anche il figlio Angelo, ma per lui si attende ancora l'incidente probatorio chiesto dalla difesa.

LA MUNICIPALE NO A rivelare agli investigatori cosa fosse successo solo poche ore prima della pesante intimidazione subita è stato il capo-meccanico dell'officina e nipote del proprietario, Antonio Saraceno. È stato lui ad esser stato tamponato dal figlio piccolo di Filippo Chirico, Pasquale. Il ragazzo, a bordo di uno scooter, non aveva rispettato uno stop, finendo addosso all'auto guidata da Saraceno. Nessun problema per il ragazzo, solo un po' ammaccato dall'impatto. Quello che Chirico senior non ha gradito è che Saraceno avesse chiamato la Municipale per i rilievi. È stato lui stesso a chiarirlo a brutto muso al meccanico un paio di ore dopo l'incidente.

«TI AMMAZZO, TI SPACCO» Accompagnato dal figlio Angelo, il reggente della cosca Libri si è infatti presentato in officina, pretendendo di parlare con Saraceno. Dopo essersi presentato come "Filippo Chirico di Cannavò", dunque con un voluto, esplicito richiamo al feudo storico dei Libri, avrebbe iniziato a minacciare pesantemente Saraceno. «Ti spacco tutto, ti ammazzo, non ti dovevi permettere di chiamare la Municipale» sono state le parole di Chirico, poco prima di voltare le spalle e avviarsi verso l'uscita dell'officina. A Saraceno è bastato alzare le braccia in segno di disappunto per far scatenare una nuova, pesantissima reazione di Chirico. Il figlio dell'uomo, rimasto a bordo dello scooter, ha infatti segnalato a Chirico il gesto di insofferenza del meccanico. E lui è esploso.

PROMESSE «Ora torno e vi sparo a tutti», ha promesso. E poco meno di mezz'ora dopo si è ripresentato per mantenere quanto promesso. Lo ha confermato agli investigatori, chiamati da Saraceno, anche lo zio e proprietario dell'officina, Giuseppe Giunta. Ma a inchiodarlo sono state soprattutto le telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso l'intera scena. Per gli investigatori, non è stato difficile trovare lo scooter che i Chirico avevano utilizzato per raggiungere l'autofficina, tanto meno i caschi che i due hanno utilizzato.

INTIMIDAZIONE MAFIOSA Per i pm Giuseppe Lombardo, Stefano Musolino, Walter Ignazitto e Annamaria Frustaci, non c'è dubbio che sia stato Chirico a sparare contro l'autofficina. E non c'è dubbio che ad accompagnarlo sia stato il figlio Angelo. Un'intimidazione di chiara matrice mafiosa, sostengono i pm, perché le minacce che Chirico ha proferito «al di là delle sottostanti ragioni familiari (il sinistro stradale occorso a Pasquale Chirico), sono state pronunciate "firmandole" con l'indicazione della loro provenienza da un soggetto noto come esponente di spicco della cosca Libri, storicamente radicata nel quartiere Cananvò e nelle aree limitrofe, evocando la forza criminale del gruppo 'ndranghetista».

Alessia Candito
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    Il 6 marzo Filippo Chirico dovrà presentarsi davanti al gup di Reggio. Le telecamere di sorveglianza lo hanno ripreso mentre sparava contro l'officina. La vittima aveva chiamato la municipale dopo un incidente stradale con il figlio del boss

COSENZA «L'inaugurazione dell'anno accademico dell'Unical, presente il capo dello Stato, Sergio Mattarella, rappresenta un momento di straordinaria rilevanza. Con il presidente Mattarella che ha tenuto un gran bell'intervento. E il presidente del Consiglio degli studenti, Domenico Tulino, che è stato franco e duro: "Gli studenti non sono numeri". E ancora: "I diritti non sono garantiti". Bene, bravo, finalmente un ragazzo che fa un intervento sopra le righe». È la riflessione dell'ex deputato del Pd Franco Laratta. Che continua: «A proposito di studenti: ma dov'erano i ragazzi, i veri protagonisti dell'Università? Quanti hanno potuto assistere all'inaugurazione dell'anno accademico presente il Capo dello Stato? Erano una minoranza. Forse il 25-30% di tutto il pubblico. È veramente questo, in piena epoca di antipolitica, il modo migliore di iniziare un anno accademico, praticamente isolando e mortificando gli studenti universitari? A cosa servono le cerimonie pubbliche organizzate e gestite così? Non lo so, me lo chiedo».
«Sarebbe stato, invece – aggiunge Laratta –, bellissimo far trovare al capo dello Stato una platea all'80% composta da studenti. Lasciandone parlare in tanti. Avrebbe fatto sicuramente piacere al presidente Mattarella ascoltare le voci libere dei nostri ragazzi. Sarebbe stata davvero una rottura con le inutili e noiose cerimonie pubbliche. Per fortuna che subito dopo c'era Brunori Sas, lì all'Unical, per la gioia di centinaia di studenti».

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    «Universitari mortificati, tra il pubblico erano una minoranza». L'ex deputato Pd evidenzia l'anomalia della cerimonia. «La voce libera dei nostri ragazzi sarebbe stata un gesto di rottura»

GENOVA La Dia di Genova, al termine di complessi accertamenti, ha dato applicato la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, l'obbligo di soggiorno per un periodo di anni due nei confronti degli imprenditori Roberto Piras e Riccardo Trusendi, entrambi sospettati di essere vicini alla 'ndrangheta. Con lo stesso provvedimento della Procura di La Spezia è stata disposta la misura di prevenzione patrimoniale della confisca dei beni a loro riconducibili, per oltre 20 milioni di euro. Sia Piras che Trusendi già stati arrestati dalla Dia nel giugno del 2015 nell'ambito dell'operazione "Grecale Ligure". L'accusa per loro era di aver reimpiegato beni e titoli bancari provenienti da bancarotta fraudolenta e documentale.Il mese successivo, sempre nel corso della stessa investigazione, i due soggetti erano stati colpiti da provvedimenti restrittivi della libertà personale per i reati di trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza delittuosa e falso.
Con la misura di oggi, invece, ai due imprenditori sono stati confiscati numerosi veicoli industriali, quote societarie, beni immobili e conti correnti anche in Francia e in Svizzera.

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    I due sono stati arrestati dalla Dia nell'operazione "Grecale ligure" e sono sospettati di essere vicini ai clan che operano a Genova. Sigilli a conti correnti anche in Francia e Svizzera

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