Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Martedì, 07 Febbraio 2017

COSENZA Non c'era il pericolo di reiterazione del reato per Francesco Mazza, il sindacalista finito nell'inchiesta della Procura di Cosenza sul presunto scandalo dei precari Asp. Così il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha spiegato la revoca degli arresti domiciliari per Mazza. Le motivazioni sono state depositate nella tarda serata di lunedì dal Tdl che aveva rimesso in libertà il sindacalista lo scorso 5 gennaio. Lo scorso mese di dicembre la Procura, coordinata dal procuratore capo Mario Spagnuolo e dall'aggiunto Marisa Manzini, ha iscritto sul registro degli indagati 142 persone e per alcune aveva chiesto misure interdittive.
Tra gli indagati ci sono quasi tutti i precari assunti, quelli dell'elenco trasmesso dall'Asp al dipartimento Lavoro a ridosso delle Regionali del 2014. Nell'inchiesta sono coinvolti anche funzionari di Azienda sanitaria e Regione Calabria, alcuni dei quali ancora in servizio (l'ex dg del dipartimento Politiche sociali Vincenzo Caserta e il suo collega Pasquale Capicotto, responsabile dei lavoratori lus-lpu) e dell'Azienda sanitaria, l'ex dg Gianfranco Scarpelli, l'ex direttore amministrativo Luigi Palumbo e il direttore del distretto di Rogliano Antonio Perri, responsabile del procedimento che ha portato alle chiamate dei lavoratori). Ma il gip aveva però disposto gli arresti domiciliari solo per il sindacalista Mazza. Che però il Riesame ha scarcerato e ha precisato il ruolo di Mazza - difeso dagli avvocati Riccardo Rosa e Vincenzo Belvedere - e che non ci sarebbe il pericolo di reiterazione del reato.
In particolare, il Riesame ha scritto che «in punto di esigenze cautelari, non ritiene il Collegio esistente quella, individuata dal gip precedente, del pericolo di reiterazione, in quanto, nel caso di specie, la presentazione di istanze non assistite dai presupposti di legge, e la conseguente loro valorizzazione attraverso l'elenco dei dipendenti ed il protocollo falso, ha potuto ottenere il trattamento di sostegno al reddito solo in base ad una serie di circostanze esterne ed estranee all'indagato, in quanto dipendenti da scelte politiche ed atti di alta amministrazione sui quali egli, esterno com'è all'amministrazione regionale, non può certo incidere, nonché difficilmente ripetibili, quali tre leggi regionali, e cioè quella dispositiva, quella attuativa e quella di interpretazione autentica, ed una convenzione tra Regione Calabria ed Asl di Cosenza». Ma insiste: «Difetta, in particolare, il requisito della concretezza del pericolo di reiterazione, richiesto invece dall'art. 274 lett. c.) c. p. p., proprio perché il ripetersi delle condotte dell'extraneus sopra esaminate è reso poco probabile dal difficile riproporsi delle circostanze sopra citate, a causa del pluralismo degli interessi via via rappresentati dalle maggioranze che si susseguono alla guida di enti a direzione politica quali la Regione, ovvero di entità caratterizzate da forte autonomia di gestione quali l'Asl».

Mirella Molinaro
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    Per il Riesame non c'era il pericolo di reiterazione del reato. Nell'inchiesta sono indagate 142 persone

LAMEZIA TERME Importantissima sentenza del giudice del lavoro sulla mobilità 2016, dopo le proteste in tutta Italia montate nei mesi scorsi per il funzionamento dell'algoritmo con cui sono state stilate le graduatorie ed effettuate le assegnazioni delle sedi dei docenti provenienti dalle Gae.
Il Tribunale di Monza con la sentenza numero 30 del 2017 pubblicata il 31 gennaio ha infatti dichiarato l'illegittimità della graduatoria con cui il Miur aveva disposto l'assegnazione della ricorrente presso una scuola di Muggiò (Mb) e contestualmente accertato il diritto della ricorrente al trasferimento presso l'Ambito territoriale di Potenza. Il Miur-Usr della Basilicata condannato ad assegnarle una sede disponibile presso detto ambito. A presentare il ricorso, patrocinato dall'avvocato del Foro di Lamezia Terme Rosario Piccioni, una docente mandata a insegnare a migliaia di chilometri dalla propria residenza. La docente, proveniente dalle cosiddette Gae (graduatorie ad esaurimento) era stata immessa in ruolo con il piano ministeriale straordinario nello scorso anno scolastico e, nonostante la preferenza per le sedi calabresi, lucane, campane e laziali è stata trasferita direttamente in Lombardia, dove è diventata titolare di cattedra in una scuola primaria di Muggiò (Monza-Brianza). La docente sarebbe stata però, scavalcata, nonostante il suo punteggio nettamente superiore, da altre docenti che avevano ottenuto sedi più vicine. La docente ha quindi lamentato, evidenziando le criticità dell'algoritmo ministeriale, la mancata assegnazione degli ambiti da lei scelti, a vantaggio di altre docenti che avevano un punteggio nettamente inferiore.
Il provvedimento è particolarmente importante perché ha accertato il cattivo funzionamento dell'algoritmo con cui il Miur ha effettuato le assegnazioni delle sedi.
La sentenza ha in particolare evidenziato l'illegittimità della prevalenza assegnata dall'algoritmo alle preferenze territoriali rispetto al punteggio del docente.
Il giudice ha evidenziato che «secondo il meccanismo seguito dal ministero, l'individuazione della sede di destinazione avverrebbe in modo sostanzialmente casuale, dipendendo essenzialmente dall'ordine indicato dal docente nella domanda, con il rischio concreto che docenti con punteggio più alto trovino collocazione deteriore rispetto a docenti con punteggio più basso in violazione del principio d'imparzialità di cui all'articolo 97 della Costituzione».
Infine il Tribunale ha perentoriamente affermato che «il criterio del punteggio resta comunque prioritario rispetto a quello dell'ordine delle preferenze... Detto principio, fatto proprio dall'art. 28 d.p.r. 487/1994, in base al quale nei procedimenti concorsuali della Pa. (inclusi quelli relativi alla mobilità del personale) va prioritariamente accontentato chi ha un punteggio maggiore, vincola l'amministrazione allo scorrimento delle graduatorie sulla base del punteggio di merito, venendosi altrimenti a creare, in caso di sua inosservanza, una situazione di assoluta incertezza sulle modalità di assegnazione delle sede in contrasto con i precetti costituzionali d'imparzialità e buon andamento della Pa (Consiglio di Stato, Sez. IV, sent.5611/2011).

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    Il Tribunale di Monza dichiara l'illegittimità della graduatoria con cui il Miur l'aveva trasferita in Lombardia. Nonostante avesse un punteggio più alto dei colleghi   

REGGIO CALABRIA «Il Piano d'azione, occupazione e inclusione presentato stamane dal presidente Oliverio e dall'assessore Roccisano, riscuote senz'altro il mio apprezzamento, in quanto non vi è dubbio sull'urgenza e la necessità di simili misure. L'impiego prospettato di 280 milioni dei fondi Pac e Por trova sostegno e condivisone da parte di chi, come me, si batte per un utilizzo di tali fondi finalizzato alla creazione di reddito e occupazione». È quanto afferma, in una nota, il consigliere regionale del Pd, Domenico Bevacqua.
«Devo, però, manifestare, con piena franchezza e delusione - prosegue - l'ennesima occasione mancata per un ascolto della voce e delle proposte dell'organo legislativo. Appare, infatti, oltremodo chiara la impossibilità dei consiglieri regionali di incidere in maniera effettiva sulle occasioni di sviluppo socio-economico che, stante l'incapienza del bilancio regionale, risultano realmente perseguibili soltanto attingendo ai fondi Ue. Da tempo vado affermando l'irragionevolezza di una funzione legislativa che viene costantemente azzoppata e mortificata dalla impossibilità di accedere alle uniche risorse concretamente disponibili. La presentazione odierna del Piano non è che l'ennesima dimostrazione di quanto sia difficile dialogare e comprendersi con una burocrazia regionale poco incline all'ascolto e insensibile alle sacrosante rivendicazioni del consesso consiliare. Porto l'esempio del mio progetto di legge "Montagna Solidale": reca con sé il contributo di validi esperti del settore e mira a coniugare il lavoro per migliaia di giovani e disoccupati di lunga durata con l'esigenza impellente della salvaguardia intelligente e preventiva del territorio. Fatto sta che, senza entrare nei dettagli di una vicenda più volte ribadita, in merito alla mia proposta normativa, disegnata attraverso un dialogo con gli attori dei territori e da essi sostenuta e apprezzata, ho dovuto assistere a un continuo rimpallo fra burocrati che ne ha, al momento, arrestato, l'iter di approvazione. Qui non si tratta di elemosinare spazi per la singola proposta del singolo consigliere: il discorso da fare è di fondo, perché riguarda il ruolo che il voto popolare ci ha legittimato a rivestire e che non abbiamo il diritto di svilire. Anzi, è nostro inderogabile dovere utilizzarlo a pieno per programmare e porre in atto gli strumenti normativi meglio rispondenti alle esigenze dei territori e delle comunità che li vivono».
«Ecco perché - conclude Bevacqua - dopo due anni di legislatura, ritengo necessaria la convocazione urgente del gruppo consiliare del Pd, al fine di fare il punto sull'attività legislativa compiuta e programmare un'azione comune mirata a preservare le prerogative del consiglio regionale».

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    L'esponente del Pd deluso per il mancato ascolto delle proposte dell'assemblea regionale. Tra cui quella dedicata alla "Montagna solidale". «Aula mortificata, subito una riunione del gruppo dem» 

CATANZARO «In Calabria più di 4mila ragazzi dai 15 ai 29 anni hanno completato i tirocini presso le aziende, ricevendo il rimborso complessivo per i mesi di tirocinio solo il 10% dei giovani». Lo afferma, in una nota, il senatore Nicola Morra, di M5S, in relazione al programma europeo Garanzia Giovani che favorisce l'avvicinamento dei giovani tra i 15 e i 29 anni al mercato del lavoro «Alla Calabria - prosegue - sono stati assegnati complessivamente oltre 67 milioni di euro per attuare il piano regionale a sostegno dell'occupazione giovanile. Pare che i soldi ci siano eppure i pagamenti sono bloccati da oltre un anno».
«I pagamenti - afferma Morra - sono bloccati da oltre un anno e il funzionario incaricato è andato in quiescienza e alla Regione non si è provveduto a nominarne un sostituto. Addirittura deve essere ancora nominata la commissione valutatrice dei progetti di formazione presentati dagli enti a luglio 2016, riservati a coloro che sono iscritti nel sistema del programma comunitario che non stanno ancora svolgendo nessun tirocinio. Si riconferma la solita incapacità della Calabria di utilizzare al meglio le risorse comunitarie con trasparenza, puntando al raggiungimento degli obiettivi, altresì una certa inadeguatezza e incapacità dei protagonisti politici della vicenda, primo fra tutti l'assessore al Lavoro e Formazione professionale».

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    La denuncia del senatore 5 stelle: «Solo il 10% dei tirocinanti ha ottenuto il rimborso». Il funzionario incaricato è andato in pensione e la Regione non l'ha sostituito. «Calabria ancora incapace di spendere le risorse comunitarie»

CATANZARO Si è tenuto nel pomeriggio, nella Sala Oro della Cittadella regionale, l'incontro promosso dalla Regione per informare i Comuni e le altre amministrazioni interessate sul Bando porti che finanzia interventi infrastrutturali nei porti di rilievo regionale ed interregionale per riqualificare e adeguare le strutture esistenti e funzionanti ed i servizi offerti. Ad illustrare i contenuti del bando e spiegarne le opportunità - informa un comunicato dell'Ufficio stampa della Giunta - il presidente della Regione Mario Oliverio, l'assessore al sistema della logistica, sistema portuale regionale e "sistema Gioia Tauro" Francesco Russo, ed ancora l'Autorità di gestione del Por Calabria 2014-2020 Paolo Praticò e il dirigente del settore sistema della portualità Marco Merante. «Questo importante bando - ha affermato Oliverio - è inserito nell'ambito dello strumento di programmazione quadro che è il Piano Regionale dei Trasporti di cui la Regione si è dotata dopo 20 anni. Uno strumento operativo, questo, definito con il concorso e la partecipazione del territorio, delle forze sociali, degli operatori, anche quelli più direttamente interessati. A distanza di poco tempo dalla definizione del Piano siamo partiti già con i bandi; quello relativo alla portualità è il primo e sono impegnati 21 milioni di euro. Con esso realizziamo uno dei punti più qualificanti del Piano regionale dei Trasporti, in correlazione con lo strumento di rilievo che coinvolge direttamente il Porto di Gioia Tauro, la sua area, per il quale abbiamo sottoscritto con il Governo, nel luglio dello scorso anno, un Accordo di Programma Quadro che prevede risorse notevoli destinate a quella infrastruttura. Questo bando è volto alla portualità calabrese, in modo specifico alla portualità turistica, nella quale abbiamo una grande potenzialita' sulla quale bisogna fare leva. I posti barca di cui dispone oggi la Calabria sono assolutamente al di sotto del nostro potenziale. Vogliamo investire in questa direzione, in una logica di sistema, che significa non solo intervenire per migliorare le condizioni delle infrastrutture portuali, ma lavorare per mettere in relazione all'assetto urbano e più complessivamente al sistema di relazioni di mobilità. La portualità deve essere, in questo senso, una opportunità di sviluppo». «Nel passato - ha evidenziato ancora Oliverio - non si sono avuti attenzione ed investimenti adeguati rispetto alla possibilità di fare esprimere queste potenzialità. Il bando va in questa direzione. Questa è una delle misure che vedono protagonisti i Comuni; il loro ruolo è fondamentale affinché la mole di risorse possa essere spesa bene ed in tempi certi, per raggiungere gli obiettivi». «L'attenzione della Regione - ha detto Russo - è rivolta a tutto il sistema portuale, dal grande porto intercontinentale di Gioia Tauro ai grandi porti nazionali, ai porti regionali esistenti, oggetto del bando, ai porti regionali potenziali per i quali la Regione supporterà la progettazione con specifiche risorse. Attraverso il bando apriamo una partita da troppo tempo chiusa che e' quella dei porti regionali. La Calabria è ultima in Italia per quantità di posti barca. Dobbiamo fare una grande corsa a recuperare decenni perduti in questa prospettiva che è importante per lo sviluppo, sempre nel quadro di riferimento della sostenibilita'. I porti devono essere le grandi porte della nostra regione. L'obiettivo è riportare sul mare la Calabria». Il Bando porti - è stato spiegato oggi - impegna 21 milioni di euro a valere sull'asse VII "Sviluppo delle reti di mobilità sostenibile" del Por Calabria 2014-2020. Nel corso dell'incontro in Cittadella sono stati esaminati gli obiettivi, gli ambiti di intervento e le spese ritenute ammissibili dal bando: riqualificazione, messa in sicurezza e adeguamenti dei porti, ed in particolare degli scali individuati quali di maggior rilievo dai documenti di pianificazione regionale. Le forme di sostegno intendono promuovere il potenziamento della relazione mare-terra, in cui il porto assume il ruolo di porta di accesso al territorio, e a valorizzare la portualita' turistica. Il temine di scadenza del bando è fissato al 28 marzo prossimo.

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    Oliverio: «Il provvedimento è inserito nell'ambito dello strumento di programmazione quadro che è il Piano regionale dei Trasporti di cui la Regione si è dotata dopo 20 anni»

Martedì, 07 Febbraio 2017 18:59

Morrone chiede il rimpasto a Rossano

ROSSANO «Le ultime vicende che hanno interessato la vita amministrativa della città di Rossano meritano indubbiamente una riflessione politica di merito che possa contribuire ad allontanare l'attuale crisi di governo».
Lo afferma in una nota il consigliere regionale Ennio Morrone.
«Ritengo innanzitutto che - dice Morrone - la componente politica che si riconosce nelle mie posizioni, abbia lavorato bene, responsabilmente e nell'interesse della comunità. Attendendo pazientemente un riconoscimento politico mai consumatosi del tutto. Una componente, doveroso ricordarlo, che nel test elettorale che ha portato, dopo il ballottaggio, a Stefano Mascaro sindaco di Rossano, ha concorso in pieno a tale successo cooperando con impegno e lealtà, nonché con la non trascurabile dote di oltre mille preferenze in un difficile agone decisosi per poche decine di voti. Rinunciando, fra l'altro, a correre con una propria lista per dare manforte e stabilire così unità d'intenti col movimento de Il Coraggio di cambiare l'Italia».
«Purtroppo - continua Ennio Morrone -, nel corso di questa consiliatura, le energie profuse, non sono state adeguatamente premiate per come meritavano, e gli accordi preelettorali disattesi. Ecco perché reputo che sia giunto il momento di pensare ad un riequilibrio della squadra di governo di Rossano puntando ad un giunta più politica e ottenendo così un rilancio dell'azione amministrativa».
«Siamo altresì convinti che - conclude Morrone - in un'auspicabile verifica di maggioranza, sia il sindaco Mascaro che i dirigenti del movimento de Il Coraggio di cambiare l'Italia, che grazie alla nostra componente è divenuto la prima forza politica della città, sappiano contemplare un nostro maggiore, dovuto, coinvolgimento».

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    Il consigliere regionale: «La "mia" componente politica ha atteso a lungo un riconoscimento. La giunta va riequilibrata»

Martedì, 07 Febbraio 2017 18:44

I gemelli del golf

ROMA Palla in buca. La Commissione Finanze del Senato ha dato il via libera all'emendamento che introduce i 97 milioni a garanzia della Ryder Cup che sarà ospitata dall'Italia nel 2022. L'emendamento è stato presentato dal senatore calabrese (eletto nella circoscrizione estero) del Pd Renato Turano. Al voto non hanno partecipato tre senatori della minoranza Pd mentre un senatore di Forza Italia ha votato contro. 
La notizia dell'approvazione dell'emendamento ha fatto sicuramente felice Orlandino Greco, il capogruppo della lista "Oliverio Presidente" in consiglio regionale, che al golf ha dedicato molte energie in questo primo scorcio di legislatura. E il fatto che la proposta porti la firma di Turano non è casuale. Tra il senatore italo-americano e il consigliere regionale ci sono diversi punti di contatto. Uno su tutti: entrambi sono originari di Castrolibero. E poi l'interesse di entrambi per le questioni relative agli emigrati calabresi nel mondo. L'ultima apparizione assieme a dicembre, a Roma, durante la presentazione del libro "Italie" firmato dal consigliere regionale. 
La proposta di Turano approvata in commissione era già stata cassata durante l'approvazione della legge di Bilancio insieme agli altri emendamenti "marchetta", è tornata in agenda durante la discussione per la conversione del decreto legge Salva-Banche. 
Certo, quale sia il legame tra il golf e il decreto salva-risparmio resta un mistero, ma tant'è. Da oggi il futuro della Ryder Cup è meno fosco. E anche Orlandino Greco può festeggiare. Certo, resta in attesa che la sua proposta di legge passi dall'aula di Palazzo Campanella. L'idea alla quale Greco si ispira è quella di destagionalizzare il turismo calabrese, mostrare ai giocatori e accompagnatori «le eccellenze e le tipicità della terra di Calabria» in ambito storico-artistico, culturale ed enogastronomico. In concreto si punta a costruire nuovi campi in tutta la Calabria da 18 o 36 buche da realizzare in prossimità di località ad alta attrattiva turistica. L'investimento previsto per la Regione sarà di 50 milioni di euro e, nel dettaglio, si tratta di due campi da 36 buche a Lamezia, un 36 a Gizzeria, altri da 18 a Simeri, Castrolibero-Mendicino, Le Castella, Sibari, Strongoli. E per finire ben tre campi da 18 buche sulla Foce del Neto. Greco (e probabilmente anche Turano) ha pensato a casa propria: sindaco di Castrolibero per due mandati, ha incluso il "suo" comune tra quelli potenzialmente candidati a ospitare la Ryder Cup. D'altra parte ci sono cinque anni prima che l'evento approdi in Italia e, chissà, i campi da golf calabresi potrebbero essere pronti all'epoca.

Giusto qualche settimana fa dichiarava: «Per la prima volta la Ryder Cup, la manifestazione golfistica che vede rinnovarsi ogni due anni la sfida tra gli Stati Uniti e l'Europa, si terrà in Italia. Importanti studi economici dimostrano come il turismo sportivo, in particolare quello golfistico, possa essere da traino per la crescita di una regione, soprattutto per la Calabria che ha tutte le carte in regola per ospitare impianti sportivi adeguati agli standard del turista golfista internazionale. La nostra regione deve prendere coscienza della propria forza e valorizzare il proprio patrimonio naturalistico attraverso strutture a basso impatto ambientale in grado di attirare importanti flussi turistici. C'è da aspettarsi che fino al 2022 saranno in molti gli imprenditori che vorranno investire sul golf e sugli impianti sportivi. La Calabria non può farsi trovare impreparata». Con la montagna di soldi in arrivo sarà, forse, più facile.

Antonio Ricchio
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    La commissione Finanze del Senato approva nel "salva-banche" l'emendamento che prevede 97 milioni per la Ryder Cup. La proposta arriva dal senatore calabrese Turano, che condivide con il consigliere regionale Orlandino Greco l'amore per questo sport (e per Castrolibero)

COSENZA C'era chi faceva timbrare il cartellino al marito mentre era tranquillamente a casa. O chi certificava di essere regolarmente in servizio e invece prima stava in auto a leggere il giornale, poi rientrava a casa. E c'era pure chi timbrava il cartellino ma poi in orario di lavoro si recava nel proprio studio privato e svolgeva l'attività di libero professionista. La «rete di assenteisti», scoperta dalla Procura di Cosenza e in servizio al distretto di Rogliano dell'Asp, riusciva ad avere il dono dell'ubiquità. L'operazione, coordinata dal procuratore capo Mario Spagnuolo, dall'aggiunto Marisa Manzini e dal sostituto Giuseppe Cava ha portato all'esecuzione di 18 provvedimenti di misure interdittive nei confronti di medici e dipendenti dell'Asp di cui quattro sospensioni e 14 obblighi di firma alla polizia giudiziaria.
Le indagini, condotte dall'aliquota operativa della Compagnia carabinieri di Rogliano, sono partite da numerose segnalazioni pervenute ai carabinieri che lamentavano il comportamento disinvolto di alcuni dipendenti dell'Azienda sanitaria provinciale che, anziché trovarsi sul posto di lavoro, venivano visti sistematicamente per le vie della cittadina occupati nelle faccende più disparate, dal fare la spesa al supermercato fino ad arrivare a spendere il tempo pagato dai contribuenti giocando alle slot machine.

LA SOLIDARIETÀ DEI "FURBETTI DEL CARTELLINO" Seimila ore di filmati: oltre duecento servizi di osservazione e ben 725 episodi di assenteismo documentati dai carabinieri, che hanno monitorato ogni movimento dei dipendenti. Ogni giorno c'era qualcuno che si occupava di strisciare i cartellini per tutti, scattava così la libera uscita in paese e anche in provincia. Infatti, c'era chi non si faceva scrupoli ad accompagnare i figli a scuola per poi tornare tranquillamente a casa.
Ma i "furbetti del cartellino" erano solidali tra di loro. E non solo quando c'erano rapporti di parentela. Le indagini hanno permesso di documentare in modo dettagliato tutti i loro spostamenti. In particolare, in data 3 aprile 2015, alle ore 9,12 un dipendente timbrava in entrata due tesserini marca tempo, il proprio e quello della moglie. Alle ore 14,44 il marito effettuava una doppia timbratura in uscita, utilizzando il proprio tesserino magnetico e quello del coniuge, che in realtà nella giornata in esame non si era neppure presentata nella sede di lavoro. In tal modo la moglie faceva risultare (con il contributo del marito) nel relativo sistema elettronico di rilevazione la propria presenza in ufficio continuativa e ininterrotta dalle ore 9,12 alle ore 14,44 mentre in realtà in tale lasso temporale (di circa cinque ore e trenta minuti) si era assentata arbitrariamente dalla postazione di lavoro, non essendosi mai recata nella sede dell'Asp.
La donna nella qualità di dipendente dell'Asp di Rogliano con le mansioni di dirigente medico e il marito, in qualità di dipendente dell'Asp di Rogliano con le mansioni di dirigente medico, in concorso tra loro (con riferimento agli episodi del 3 aprile 2015, del 4 aprile 2015,del 7 aprile 2015, del 9 aprile 2015, del 22 aprile 2015), mediante artifizi e raggiri consistiti nel simulare - contrariamente al vero - di essere stati impegnati continuativamente nello svolgimento della propria attività lavorativa all'interno degli uffici dell'Asp negli intervalli temporali e nelle giornate specificate, mentre in realtà si assentavano arbitrariamente dalla sede di servizio, avrebbero indotto in errore i funzionari addetti all'amministrazione di appartenza in ordine all'effettivo svolgimento delle proprie mansioni lavorative nella sede di servizio con riguardo a quei lassi temporali. Così facendo si sarebbero procurati un ingiusto profitto pari alla quota della retribuzione percepita a fronte di prestazioni lavorative in realtà non eseguite, con pari danno per l'ente pubblico.

IN UFFICIO? NO, A LEGGERE IL GIORNALE In data 14 aprile 2015 uno dei medici, dopo aver registrato l'ingresso all'interno degli uffici dell'Asp alle ore 8,09 mediante timbratura del proprio tesserino magnetico, si allontanava immediatamente dalla postazione di lavoro alla guida della propria auto senza far rilevare l'uscita, recandosi nella propria abitazione (dove rimaneva a leggere il giornale, all'interno dell'autoveicolo, fino alle ore 9,02). Alle ore 9,02 si rimetteva in moto, dirigendosi alla direzione generale dell'Asp di Cosenza. In tal modo l'indagato faceva fittiziamente risultare nel sistema di rilevazione di essere impegnato nello svolgimento delle proprie mansioni lavorative nel lasso temporale compreso tra le ore 8,09 e le ore 9,02 mentre in realtà in tale intervallo temporale si era assentato arbitrariamente dalla postazione di lavoro.

SI USCIVA SENZA TIMBRARE In data 21 aprile 2015 una delle indagate, dopo aver registrato l'ingresso negli uffici dell'Asp alle ore 11,14, si allontanava dalla postazione di lavoro alle ore 14,26, senza far rilevare l'uscita mediante timbratura del proprio tesserino marca tempo, e rientrava in ufficio alle ore 15,15, senza far constare il rientro. In tal modo l'indagata faceva fittiziamente risultare nel sistema di rilevazione la propria presenza in ufficio dalle ore 14,26 alle ore 15,15 mentre in realtà in tale intervallo temporale si era assentata arbitrariamente dalla postazione di lavoro.

mi. mo.

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LAMEZIA TERME Migliaia di persone hanno atteso l'arrivo della Juventus martedì pomeriggio all'aeroporto di Lamezia Terme. I campioni d'Italia sono riusciti a eludere la folla attraverso un'uscita secondaria dello scalo, lasciando raggiungendo Crotone a bordo del pullman ufficiale della società bianconera. Molto delusi i fan, che erano a caccia di un selfie con i vari Buffon, Higuain, Dybala e Bonucci. 

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I bianconeri hanno percorso circa cento chilometri durante i quali sono stati previsti diversi punti di "accoglienza" per i bianconeri, dove i tifosi hanno atteso il passaggio dell'autobus della comitiva juventina. Una "febbre" cresciuta giorno dopo giorno, al punto che il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, nei giorni scorsi, ha autorizzato il Crotone calcio ad utilizzare la piena capacità dello stadio "Ezio Scida" per la gara di domani. Sugli spalti ci saranno, dunque, 16.108 tifosi, la gran parte dei quali di fede juventina. Una festa dello sport a cui nessuno ha voluto rinunciare. D'altronde, la Calabria è una delle regioni dove si registrano il maggior numero di sostenitori della Vecchia Signora. Sono trentatrè i club doc riconosciuti dalla societa' e distribuiti su tutte e cinque le province. Un numero che pone la Calabria dietro solo a Lombardia, Piemonte e Sicilia. L'ultima presenza della Juventus in Calabria risale al 26 aprile 2009, nella sfida di serie A con la Reggina finita con un inaspettato 2-2, mentre a Crotone i bianconeri hanno già giocato il 19 settembre 2006 nel campionato di serie B con il risultato finale di 0-3 a favore dei blasonati ospiti. 

CROTONE IN FESTA Grande euforia anche a Crotone per l'arrivo della Juve. Centinaia di tifosi bianconeri e appassionati hanno atteso per alcune ora sulla statale 106 davanti l'albergo nel quale alloggiano i campioni d'Italia. Tanta gente venuta anche da fuori Crotone ha atteso l'arrivo del bus della Juventus. Molti i bambini con maglie di Dybala e Buffon. Il traffico, tenuto sotto controllo da polizia, carabinieri e Anas, ha subito forti rallentamenti e per qualche minuto, quando è arrivato l'autobus della Juventus, è stato bloccato per la presenza di numerosi tifosi sulla carreggiata. I calciatori hanno preso velocemente possesso delle camere, mentre centinaia di tifosi sono rimasti fuori dai cancelli. Curiosità: la Juventus è arrivata a Crotone con un autobus che aveva sulle fiancate la scritta “Inter” nome delle autolinee "Inter Saj" di Trebisacce. 

IL SINDACO DI CROTONE «Quella di domani sera allo stadio Ezio Scida, senza fare torto alle grandi squadre che arriveranno nelle prossime settimane, non è una partita come tutte le altre. Il fascino di pronunciare le parole "Crotone - Juventus" è innegabile e rappresenta un legittimo orgoglio per tutta la comunita' crotonese. Domani allo stadio, ma anche in tutta la città, sarà festa». Lo afferma il sindaco della città calabrese in vista del recupero di campionato di domani sera. «Una festa sportiva - aggiunge - come e' giusto che sia. Sulla nostra citta' si accenderanno, per il prestigio che assume il match con la Vecchia Signora, i riflettori nazionali ed internazionali. Crotone, ne sono certo, risponderà alla grande attraverso i suoi sportivi e la sua gente. Ricevere la Juventus nel massimo campionato di calcio - continua - significa aver toccato il punto piu' alto della nostra storia sportiva. Un grande merito, indubbiamente va alla società per quello che ha saputo costruire in questi anni. Con altrettanta riconoscenza mi rivolgo alla mia gente. È agli sportivi che hanno seguito il Crotone negli anni delle serie minori che, giustamente, va dedicato questo incontro. "Crotone - Juventus" è da dedicare a tutto il popolo crotonese. Crotone, anche attraverso lo sport, - prosegue - dimostra che una città del sud è capace di essere da serie "A", al di là dei risultati del campo. Rispetto a quello che racconterà domani il terreno di gioco, ma come sempre tutto può accadere, la gara rappresenta già una vittoria. Sono certo che ci sarà anche grande collaborazione con le forze dell'ordine e con quanti sono addetti alla sicurezza degli spettatori. Che sia per tutti - auspica Pugliese - una festa dello sport». 

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    Migliaia di persone all'arrivo dell'aereo che trasportava la Juventus. Mercoledì pomeriggio la sfida contro il Crotone in uno Scida che tiferò in gran parte per Buffon e soci. Statale 106 temporaneamente bloccata. I campioni d'Italia sono arrivati a bordo di un bus della società "Inter"

VIBO VALENTIA Un ragazzo di 15 anni, di origine etiope, è deceduto nell'ospedale di ViboValentia per le gravi condizioni in cui era giunto domenica sera dopo essere stato sbarcato dalla nave "Diciotti" della Guardia Costiera insieme ad altre 600 persone. Il minorenne era partito dal suo Paese di origine e nel canale di Sicilia era stato soccorso mentre era su un barcone. Tuttavia le sue condizioni erano già gravi. Denutrito e disidratato è stato subito ricoverato in codice rosso al pronto soccorso dove è morto la notte scorsa.
Quello del ragazzo etiope è solo uno dei casi registrati durante l'ultimo sbarco di profughi a Vibo. Altre 20 persone dell'Africa Subsahariana sono state trovate in condizioni simili e si trovano ricoverate in varie strutture sanitarie in condizioni precarie. Molte di loro hanno bevuto per giorni acqua salata che ha compromesso le normali funzioni organiche.

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    Il ragazzino di origine etiope era stato ricoverato in codice rosso perché denutrito e disidratato. Altre 20 persone trovate in condizioni simili per aver bevuto per giorni acqua di mare

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