Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 08 Febbraio 2017
Mercoledì, 08 Febbraio 2017 22:09

Giallo nel Vibonese, sparisce nel nulla 52enne

SPADOLA Da questo pomeriggio non si hanno più notizie di un uomo di 52 anni di Spadola, piccolo borgo delle Serre Vibonesi. Bruno Lacaria, commercialista, stamattina avrebbe dovuto recarsi al suo studio di Chiaravalle dove pero' non è mai arrivato.
A dare l'allarme è stata la moglie non vedendolo rincasare per il pranzo. Sono subito scattate le ricerche che hanno portato all'individuazione, all'entrata del piccolo centro delle Serre Vibonesi, della Fiat Stilo del professionista chiusa a chiave e con all'interno la borsa di lavoro. Carabinieri e Polizia hanno esteso i controlli nella zona che pero' hanno dato esito negativo.

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    Bruno Lacaria, commercialista, stamattina avrebbe dovuto recarsi al suo studio di Chiaravalle. A dare l'allarme la moglie. Indagano carabinieri e polizia

Mercoledì, 08 Febbraio 2017 21:43

Manna vara la nuova giunta a Rende

RENDE «Nasce a Rende "Area popolare", progetto politico portato avanti dal senatore Antonio Gentile – coordinatore regionale del partito, nei territori della Calabria. Un progetto a largo raggio, dalle molteplici finalità e dall'obiettivo strategico per lo sviluppo e la crescita dei territori». È quanto si legge in una nota del gruppo consiliare scudocrociato rendese che annuncia un rimpasto di giunta dell'esecutivo Manna.
«Dopo aver inteso sposare tale idea progettuale – scrivono - il gruppo dei consiglieri comunali di Rende del Nuovo Centrodestra, Mario Bartucci, Enrico Monaco, Annarita Pulicani, Mario Rausa, Mario Bruno e Serena Russo, insieme ai dirigenti del partito e del vicecoordinatore regionale dei Giovani dell'Ncd, Valerio Cavalieri, si sono riuniti in un proficuo incontro, durante il quale si è discusso con grande soddisfazione della nomina di Mario Bartucci a consigliere della Provincia di Cosenza e del suo importante risultato che lo ha designato primo eletto della lista, con oltre 2000 voti, frutto del lavoro di squadra degli stessi consiglieri. Si è passati poi a discutere della nomina di Mario Rausa a presidente del consiglio comunale di Rende, figura di spicco, di notevole esperienza polita ed amministrativa, il quale con le sue capacità e competenze darà lustro all'assise rendese, nonché sarà espressione di democrazia e trasparenza nel rispetto dei ruoli di maggioranza ed di opposizione».
Nella nota il gruppo consiliare comunica l'ingresso di due nuove componenti all'interno della giunta comunale. Si tratta, in particolare, di Giuseppe Savino e Antonio Vilardi. Il primo occuperà la poltrona di assessore all'Urbanistica, ma anche con le seguenti deleghe: Psc, Edilizia privata, Arredo e decoro Urbano e Sviluppo Aree Industriali. Mentre ad Antonio Vilardi va l'assessorato alle Attività Produttive, con le seguenti deleghe: Commercio, Turismo, Mercati, Fiere, Artigianato, Decentramento, Sviluppo Attività Commerciali, Servizi Generali, Sport, Spettacolo ed Eventi. «La nomina del neo assessore Vilardi – sottolineano - è stata, inoltre, fortemente proposta dal coordinamento giovanile Ncd, quale espressione di una politica che si svecchia e che da spazio ai giovani professionisti, al fine di avvicinare i giovani alla politica e dare loro voce e speranze. Con i due nuovi assessori – conclude la nota - si va a completare, così come da accodo condiviso con il sindaco Manna, la nuova Giunta comunale per dare il via alla fase due del percorso amministrativo, con figure che porteranno e sapranno dare impulso ed incisività alla crescita della città, rispetto alla precedente gestione. Gli assessori, inoltre, saranno supportati e affiancati dai consiglieri delegati per fare squadra nella gestione comunale. In ultimo, al consigliere Enrico Monaco va la nomina di capogruppo, e prende il posto di Bartucci, ora impegnato ad espletare al meglio anche il ruolo di consigliere provinciale».

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    I gentiliani di Ncd ottengono due assessorati: Savino e Vilardi. Monaco sarà il capogruppo in Consiglio. Gli alfaniani varano il movimento di "Area Popolare"

CATANZARO Nel pomeriggio di oggi il presidente della Regione Mario Oliverio, è intervenuto in audizione presso la Commissione parlamentare rifiuti sulla bonifica del Sito di importanza nazionale (Sin) Crotone-Cassano-Cerchiara. Nel corso del suo intervento, è scritto in una nota, Oliverio ha affermato, tra l'altro: «oggi, finalmente ci sono tutte le condizioni per sanare una ferita rimasta aperta per oltre dieci anni e avviare un progetto post industriale che accanto alla riqualificazione dell'area a "rischio zero" per i cittadini, rilanci la vocazione turistica e culturale del territorio crotonese».
In particolare il presidente ha puntualizzato che «la realizzazione della bonifica deve essere operata in piena armonia con le politiche ambientali della Regione Calabria, ed in coerenza con il nuovo Piano regionale dei Rifiuti approvato recentemente dal consiglio regionale che prevede "discariche zero" e "rischio zero" per i cittadini e messa in sicurezza del territorio».
Nello scorso mese di giugno è stato nominato, con Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri il commissario straordinario delegato per gli interventi di bonifica. «Purtroppo - ha affermato Oliverio - registriamo un comportamento che, forse per la non conoscenza del territorio, sta creando una forte confusione e qualche strumentalizzazione. È necessario accelerare la realizzazione degli interventi di bonifica e, per questo, la Regione ha chiesto di individuare interventi che possano essere realizzati in tempi rapidi e che siano comunque necessari a prescindere dalle diverse soluzioni progettuali di bonifica».
Il presidente ha ricordato inoltre che «la conferenza dei servizi del 21 gennaio 2017 ha stabilito di avviare un confronto, in sede locale, mediante tavoli istituzionali e tecnici le cui risultanze devono essere riportate al ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Le popolazioni interessate - ha aggiunto - stanno vivendo con grande attenzione e con altrettanta diffidenza l'evoluzione del risanamento ambientale di un territorio difficile e tante volte ingannato come quello Crotonese e calabrese in generale. Abbiamo il dovere di ridare fiducia, con azioni chiare e concrete. La scelta forte di "discariche zero" va nella direzione non solo di non autorizzare nuove discariche, ma anche di ridurre drasticamente quello che viene definito "il turismo dei rifiuti". Voglio essere estremamente chiaro, sulla Bonifica di Crotone si gioca una partita importante anche sul piano della trasparenza e della legalità. Ritengo pertanto importante che per la gestione della bonifica del sito Sin di Crotone si debba avviare al più presto la sottoscrizione di un protocollo di Legalità che veda anche l'autorevole presenza del ministero dell'Interno. La lotta al malaffare e alle infiltrazioni criminali deve partire dalla prevenzione che si realizza anche attraverso la definizione di percorsi chiari, trasparenti improntati al rispetto della legalità».
«La nostra idea sugli interventi post bonifica - ha sostenuto il presidente della Regione - è che l'area dovrà diventare un simbolo del legame tra la storia delle fabbriche e il territorio, tra la gente e la sua identità, tra la cultura e la natura. Per questo, nel corso dell'interlocuzione con Syndial, abbiamo chiesto alla società di mettere a disposizione del territorio crotonese le aree per iniziative ricreative, turistiche e culturali. Abbiamo inoltre proposto a Syndial di essere parte attiva con la Regione nell'ambito della promozione di un concorso internazionale di idee per la realizzazione di un attrattore turistico, culturale, produttivo e sportivo e per la valorizzazione archeologica delle aree all'interno del più ampio territorio regionale.
Tale realizzazione sarà in piena sinergia con l'intervento relativo alla «Valorizzazione dell'Area archeologica dell'Antica Kroton» con l'utilizzazione delle risorse (61 milioni di euro) che la regione ha destinato a detto progetto nella programmazione del Piano di azione coesione (Pac). Si tratta di risanare una ferita inferta ad uno dei territori più belli e fecondi della Calabria».

«Le risorse per la bonifica - ha concluso Oliverio - devono essere utilizzate subito per risarcire la comunità Crotonese e contribuire ad affermare occupazione ed uno sviluppo sostenibile. Anche per questo confermiamo con determinazione la volontà di "discariche zero" e piena valorizzazione ambientale».

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    Il governatore è intervenuto alla commissione parlamentare sui rifiuti dedicato al Sito di importanza nazionale Crotone-Cassano-Cerchiara

CATANZARO Avrebbero somministrato a pazienti «specialità medicinali e presìdi medici chirurgici scaduti». Per questa accusa hanno ricevuto un decreto di citazione in giudizio e dovranno comparire davanti al giudice monocratico di Catanzaro il prossimo 10 maggio 8 infermieri dell'ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro e del policlinico universitario mater Domini.
Secondo l'accusa, rappresentata dal pm Paolo Petrolo, con «imprudenza, negligenza ed imperizia» gli indagati avrebbero omesso «il dovuto controllo periodico sulle scorte di farmaci». Al centro delle indagini gli ambulatori del Mater Domini (tra cui chirurgia vascolare, diagnostica chirurgia vascolare, endoscopia digestiva), la ginecologia universitaria ubicata al Pugliese, nonché altre unità del Pugliese-Ciaccio (centro di chirurgie pediatriche, pediatria, chirurgia generale, urologia, cardiologia).
Le indagini hanno preso avvio dopo una ispezione dei Nas dei carabinieri nelle strutture sanitarie.

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    Secondo l'accusa il personale dell'ospedale catanzarese avrebbe somministrato farmaci ai pazienti. Le indagini dopo un'ispezione del Nas

Mercoledì, 08 Febbraio 2017 20:12

Il Crotone cade ai piedi della Signora

CROTONE La partita dell'anno, quella più attesa dai tifosi crotonesi. La Juventus arriva all'Ezio Scida per il recupero della gara di campionato prevista il 22 dicembre e rinviata per permettere ai bianconeri di giocare la finale di Supercoppa poi persa a Doha contro il Milan. Il Crotone non ha nulla da perdere, Nicola manda in campo Mesbah sulla sinistra e Sampirisi a destra a centrocampo al posto dell'infortunato Rodhen. In attacco insieme a Falcinelli c'è Tonev. Nella Juve mini turnover di Allegri, chance da titolare per Dani Alves, Pjaca, Rincon e Asamoah.
Già dei primi minuti la Juventus prende in mano il gioco. I bianconeri palleggiano bene, ma il Crotone è ordinato e difende bene.
Al 18esimo il primo squillo degli ospiti: Higuain si libera bene al limite dell'area rossoblu, si sistema la palla sul destro ma calcia debolmente e Cordaz non ha problemi ad intercettare il tiro del 'Pipita'. Cinque minuti dopo, scambio di tacco, al volo, tra Higuain e Dybala, ma questa volta è il numero 21 bianconero a calciare senza forza. Il Crotone fatica a superare il centrocampo, spesso la fretta nel giocare il pallone costringe i calabresi all'errore e Buffon non viene mai chiamato in causa.
Al 32esimo episodio dubbio in area di rigore crotonese. Dybala cerca di dribblare Mesbah che con il ginocchio ostacola il movimento dell'attaccante bianconero. L'arbitro non valuta falloso il contatto e lascia proseguire. Il primo tempo si chiude con il tiro da fuori area di Capezzi che finisce lontano dalla porta difesa da Buffon e la Juventus che va vicina al gol con Dybala ma il suo pallonetto viene salvato sulla linea da un grande intervento di Ferrari.
Primo tempo equilibrato, squadre negli spogliatoi e risultato bloccato sullo 0-0.
La ripresa si apre con la Juventus in costante proiezione offensiva e dopo quindici minuti passa in vantaggio. Bonucci esce bene dalla difesa, palla a destra per Dani Alves che crossa in area e trova il colpo di testa di Asamoah. Cordaz respinge male, Mandzukic si fionda sul pallone e batte il portiere calabrese. 1-0 e la Juventus sblocca la partita grazie al gol del croato, a secco da sette giornate.
Il Crotone, come spesso è accaduto in questa stagione, incassa gol nella ripresa. La squadra di Nicola commette troppi errori in ripartenza e rende facile la vita a Rincon e Khedira. L'allenatore dei pitagorici decide di dare velocità alla manovra: fuori Sampirisi, dentro Acosty. Ma la Juventus al 28esimo raddoppia. Rincon pesca con un preciso passaggio Higuain che in area di rigore non sbaglia mai. Il destro dell'argentino fulmina Cordaz, 2-0 per gli ospiti e Crotone in ginocchio.
All'85esimo Pjanic calcia al volo di destro e colpisce l'incrocio dei pali. Cordaz tira un sospiro di sollievo, i padroni di casa alzano bandiera bianca.
I pitagorici resistono solo un tempo poi nella ripresa i campioni d'Italia cambiano marcia e vincono grazie ai gol degli attaccanti. Poco da recriminare per gli uomini di Nicola che ora devono pensare alla gara di domenica contro la Roma.

Fabio Benincasa
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    Finisce 2-0 per la Juve la sfida all'Ezio Scida. I rossoblù resistono e soffrono. Entrambi i gol nella ripresa. A segno Mandzukic e Higuain

REGGIO CALABRIA È stato chiuso lo "Scatolone", la palestra di Reggio Calabria dove erano ospitati un centinaio di migranti minorenni giunti in Italia senza i genitori. A renderlo noto è stata la Prefettura. Oggi sono state completate, da parte del Comune, le procedure di trasferimento degli ultimi minori stranieri non accompagnati che ancora si trovavano nella struttura. I migranti sono stati trasferiti in altre strutture anche grazie all'ausilio della Struttura di missione del ministero dell'Interno, mentre gli ultimi 14 sono andati in alcuni centri Sprar della provincia.
Per accelerare le varie fasi della procedura di spostamento, ha reso noto la Prefettura, «nelle settimane si sono susseguiti diversi incontri in Prefettura preordinati a favorire il trasferimento dei migranti ospiti, operazione che ha richiesto tempi non brevi a causa dell'indisponibilità di posti nelle strutture dedicate alla loro accoglienza e, finalmente, l'operazione, che ha richiesto molto impegno dalle componenti interessate, è stata portata a compimento».

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    Completate le operazioni della Prefettura. Accoglienza affidata ad altre strutture e ai centri Sprar

CATANZARO La strana koalition civica Ncd-Pd (la successione delle sigle non è casuale) ha un candidato a sindaco. Ma è top secret. Il suo nome al momento lo conoscono solo due persone: Piero Aiello e Baldo Esposito. Senatore e consigliere regionale, però, non hanno nessuna intenzione di rivelarlo. Non ancora. «Non l'ho detto nemmeno a mia moglie», confessa ironico Esposito, uno dei grandi artefici della strategia che, nei fatti, sta spaccando il Pd dei tre colli. Perché se da una parte l'accordo con i vertici del partito (il segretario regionale Magorno e la "tutor" elettorale Cardamone) pare cosa fatta, dall'altra c'è tutta la base dem in fibrillazione. I motivi di dissenso sono principalmente due.
Eccoli, non in ordine d'importanza: il patto con l'Ncd di Tonino Gentile non convince i puristi, che vorrebbero una buona volta divincolarsi dagli alfaniani di Aiello, che è pur sempre un ex assessore regionale della giunta Scopelliti. In secondo luogo, non appare assolutamente digeribile la conditio sine qua non posta dagli animatori della lista "Catanzaro da vivere": nessun simbolo di partito.
Il Pd dovrebbe insomma rinunciare al suo logo e limitarsi esclusivamente ad allestire un paio di formazioni civiche per ingrossare quel polo moderato che, nelle intenzioni, dovrebbe rappresentare il principale competitor della coalizione di centrodestra del sindaco Sergio Abramo. La base, insomma, appare molto distante dal partito, che avrebbe accolto, non troppo di buon grado, anche l'ultima prescrizione di Aiello-Esposito: il candidato a sindaco lo scegliamo noi. E infatti il nome, misterioso, è già pronto.

PERCHÉ NO Quello di Aiello ed Esposito è tutto fuorché un capriccio. Soprattutto per quel che riguarda il carattere smaccatamente civico imposto alla coalizione. Il ragionamento fila liscio: «Se il Pd usa il suo simbolo e noi vinciamo le elezioni, il governatore Oliverio potrà dire di essere riuscito, dopo le debacle di Cosenza, Vibo e Lamezia, a invertire la tendenza che vedeva il suo partito sempre più in difficoltà. E questo potrà portare acqua pure al mulino della sua amministrazione regionale. Non possiamo certo permettercelo».
No, sul civismo non si torna indietro. E il "patto del caciocavallo" (Tallini dixit) siglato da Magorno e Gentile non pare mettere in discussione questo principio, appunto mal digerito da quella base progressista che inizia a guardare con sempre maggiore interesse alle mosse del "controventista" Nicola Fiorita, la cui discesa in campo potrebbe perfino realizzare in Calabria quella scissione finora solo minacciata a livello nazionale da Bersani e D'Alema.

GLI INCONTRI Mentre in casa Abramo tutto sembra tranquillo – nonostante le perplessità avanzate dal vicepresidente di Confindustria Daniele Rossi, che non vede di buon occhio la ricandidatura di un sindaco che ha governato per 15 degli ultimi venti anni – nei salotti dei centristi (i «cattolici, democratici e moderati», come li definisce Esposito), continuano gli incontri per arrivare al più presto a una sintesi che permetta anche di ufficializzare il nome del candidato a sindaco.
Tra gli ospiti ci sono stati anche Enzo e Flora Sculco. Padre e figlia, ex e attuale consiglieri regionali, hanno tentato un accordo e provato a proporre Maurizio Mottola D'Amato come candidato condiviso del polo civico. La risposta è stata un secco niet: «La scelta tocca a noi. E poi Mottola D'Amato è stato per un periodo il candidato di un certo Pd, impossibile che possa riciclarsi con questa coalizione».

I PROBABILI SCHIERAMENTI Il quadro, seppur lentamente, pare dunque sul punto di delinearsi. Abramo sostenuto da Forza Italia e civiche, polo Ncd-Pd, Mottola D'Amato-Sculco e progressisti-Fiorita. Restano da capire le scelte del Psi (pronto anche a correre in solitaria al primo turno) e degli altri big del Pd che non hanno ancora ufficializzato alcuna posizione, tra cui l'ex vicepresidente della giunta Enzo Ciconte, il consigliere comunale Sergio Costanzo e i fratelli Guerriero di S&D. L'incognita più grande, però, è Fiorita, vera mina vagante di questa competizione elettorale. Dove c'è solo un candidato a sindaco certo. Il resto è ancora (per poco) mistero.

Pietro Bellantoni
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    Aiello ed Esposito hanno il nome. Ma lo tengono nascosto in attesa di definire l'accordo con il Pd. Che deve fronteggiare il fenomeno Fiorita e i malumori della base. E intanto Abramo è l'unico pronto ai blocchi di partenza

CATANZARO Nella mattinata di lunedì, i carabinieri della stazione di San Vito sullo Jonio, nel Catanzarese, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 52enne del posto, ritenuto responsabile di atti persecutori e lesioni personali aggravate. In particolare, allertati da una telefonata, i militari si sono tempestivamente recati negli uffici comunali, dove era stata segnalata un'aggressione. Giunti sul posto, seguendo le urla provenienti dall'ufficio Anagrafe, i carabinieri hanno subito notato un uomo, bloccato a fatica da un dipendente e dal vicesindaco, che stava inveendo contro la ex moglie, fuggita poco prima a causa delle percosse e delle minacce di morte subite dall'ex marito. A questo punto i carabinieri hanno preso in consegna l'aggressore e lo hanno portato in caserma dove è stata ricostruita dettagliatamente la vicenda. Infatti, di lì a poco, è stato accertato che, da circa un anno e mezzo, a seguito della separazione, l'uomo si era reso protagonista di continue condotte persecutorie, giungendo persino a pedinare la donna. Nella mattinata di mercoledì l'arresto è stato convalidato e nei confronti dell'ex marito è stato applicato il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

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    È successo a San Vito sullo Jonio, nel Catanzarese. L'uomo perseguitava la donna da quando si erano separati. Applicato il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima

MILANO Il Tribunale di Milano ha condannato l'ex assessore regionale lombardo Domenico Zambetti a 13 anni e mezzo con l'accusa di aver comprato quattromila voti alla 'ndrangheta per le regionali del 2010. I giudici hanno inflitto pene fino a 16 anni e mezzo di carcere. Assolto Alfredo Celeste, ex sindaco di Sedriano, il primo Comune del milanese sciolto per mafia. Inflitti 12 anni ad Ambrogio Crespi, fratello di Luigi, l'ex sondaggista di Berlusconi, e 16 anni e mezzo a Eugenio Costantino, referente della cosca Di Grillo-Mancuso. «Non ho proprio un'idea di cosa sia la mafia, secondo me non esiste, proprio non esiste. Se io sono uno 'ndranghetista, allora la mafia non esiste, è tutta un'invenzione», ha detto Costantino, dopo la lettura della sentenza.
L'ottava sezione del Tribunale di Milano, presieduta da Luisa Balzarotti, ha condannato anche Ciro Simonte, ritenuto uomo di Costantino, a 11 anni di carcere e ha assolto con formula piena, assieme all'ex sindaco di Sedriano, il medico Marco Scalambra. Per i due però è stata disposta la trasmissione degli atti alla Procura in relazione all'appalto per il verde a Sedriano, così come saranno trasmessi gli atti anche per Vincenzo Giudice, ex presidente del consiglio comunale di Milano all'epoca di Letizia Moratti e intercettato nell'ambito dell'inchiesta. Il collegio ha inflitto pene severe, anche superiori a quelle chieste dalla Procura. Il pm Giuseppe D'Amico, ora aggiunto a Busto Arsizio e sostituito dalla collega Alessandra Cerreti, per Zambetti aveva proposto 10 anni di carcere in quanto non aveva ritenuto sussistente il concorso esterno in associazione mafiosa. Concorso che invece il Tribunale ha riconosciuto assieme ai reati di corruzione e voto di scambio e che ha portato a una condanna a 13 anni e mezzo di carcere per l'ex assessore alla casa, nei cui confronti è stata dichiarata l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e la liberta' vigilata per tre anni che scatta una volta espiata la condanna. Identiche misura di sicurezza e pene accessorie sono state disposte per Costantino, Crespi e Simonte. Le accuse a vario titolo vanno dall'associazione di stampo mafioso, alla corruzione, dal voto di scambio all'estorsione fino alla detenzione illegale di armi. Zambetti, secondo la ricostruzione di inquirenti e investigatori, avrebbe comprato 4mila voti da Costantino al prezzo di 200mila euro versati in più tranche, per le regionali del 2010. Quanto alle parti civili, la Regione si e' vista riconoscere un risarcimento complessivo di 900 mila euro, il Comune di Milano di 650 mila e l'Aler di 350 mila euro. Tali somme dovranno essere versate dai quattro condannati che nell'ottobre 2012 furono arrestati con altre persone, gia' condannate in abbreviato, nell'ambito di una operazione dei carabinieri di Milano e coordinata dalla Dda sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Lombardia.
«Sono personalmente colpito da questa pena così pesante. Non me lo aspettavo, ero cautamente ottimista», ha dichiarato Giuseppe Ezio Cusumano, legale di Domenico Zambetti assieme al collega Corrado Limentani. «Tredici anni mi hanno colpito - ha detto il legale che ha annunciato ricorso in appello contro la sentenza - vorrei vedere le motivazioni».

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    Il Tribunale di Milano ha inflitto una pena di 13 anni e mezzo a Domenico Zambetti e di 16 anni e mezzo a Eugenio Costantino, ritenuto il referente della cosca Di Grillo-Mancuso. Assolto l'ex sindaco di Sedriano

COSENZA Blitz della guardia di finanza di Cosenza negli uffici dell'Asp di Cosenza. I finanzieri, su disposizione del procuratore capo Mario Spagnuolo e dell'aggiunto Marisa Manzini, hanno passato al setaccio gli uffici della Azienda sanitaria portando via una copiosa quantità di documenti relativa ad alcuni pagamenti effettuati in favore di creditori, in particolare cliniche private. Nel mirino, una serie di fatture che potrebbero essere state duplicate e, quindi, liquidate due volte dall'Azienda sanitaria. La cifra "incriminata", frutto di contenziosi e cessioni di crediti, ammonterebbe a svariati milioni di euro.
È uno dei filoni sui quali indaga la Guardia di finanza ed è, anche, un'ipotesi al vaglio del management dell'Azienda sanitaria provinciale. I controlli sono partiti già da un po' di mesi. Dalle sentenze si risalirà ai beneficiari delle liquidazioni e, da lì, si partirà per trovare le fatture e verificare il loro eventuale doppio pagamento. L'ipotesi di fondo è che esista un sistema ben preciso, fatto di complicità all'interno dell'Asp, società finanziarie pronte ad approfittare delle inerzie del sistema pubblico e studi legali pronti a inserirsi nelle pieghe delle procedure di pignoramento per ottenere grosse cifre a discapito del sistema sanitario regionale.
litico regionale si è già levata, in proposito, la voce del consigliere regionale del Pd Carlo Guccione. Una sua interrogazione, rivolta al governatore Mario Oliverio, giace senza risposta da settimane. E affronta proprio la questione dei doppi pagamenti. Innanzitutto qualche cifra: «Il 25% del bilancio annuale dell'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza – scrive Guccione – non viene impiegato per la salute dei cittadini. L'Asp subisce una mole di pignoramenti verso terzi pari a oltre 150 milioni di euro, con un contenzioso pendente di 100 milioni. Si tratta di 250 milioni di euro sottratti alla erogazione di servizi sanitari ai cittadini».
Sono numeri enormi, il risultato di una mole di pratiche molto difficile da controllare: «La situazione dei pignoramenti e contenziosi rischia di peggiorare sempre di più, anche alla luce dell'esiguità di personale specifico interno a disposizione della Direzione in materia legale». In alcuni casi, dice ancora il consigliere regionale dem, «è stato inviato a rappresentare l'Asp di Cosenza un dipendente specialista in psicologia. In altri casi la carente o distorta trasmissione di informazione tra i vari uffici ha comportato finanche duplicazioni di pagamenti». La questione era già stata messa nero su bianco in un atto ufficiale depositato al consiglio regionale della Calabria.

Mirella Molinaro
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    Controlli e perquisizioni negli uffici dell'Azienda provinciale. Acquisiti molti documenti. La Procura sta indagando su fatture liquidate due volte

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