Pietro Bellantoni

Pietro Bellantoni

FAGNANO CASTELLO Due persone, titolari di altrettanti autolavaggi, sono stati denunciati a Fagnano Castello dai carabinieri per reati in materia ambientale e uno anche per lavoro sommerso. I militari, nel corso di accertamenti mirati al rispetto della vigente normativa, hanno appurato che il titolare di una delle attività di autolavaggio, pur esercitando la professione da diversi anni, non aveva mai chiesto l'autorizzazione a scaricare nella pubblica fognatura i reflui industriali. Inoltre il locale era privo di agibilità. Successivamente, in un altro autolavaggio, è emerso che il titolare pur avendo attivato un impianto munito di sistema di depurazione, di fatto scaricava i reflui industriali nelle fogne senza autorizzazione. All'atto del controllo i militari hanno anche sorpreso un uomo, non assunto regolarmente, intento a lavare a mano alcune autovetture.

«Attiva la Terapia intensiva pediatrica di Cosenza»

Lunedì, 23 Ottobre 2017 11:42 Pubblicato in Politica

COSENZA Il reparto di Terapia intensiva ad alta specialità pediatrica, «fortemente voluto e richiesto sin dal proprio insediamento dal Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, è realtà».
A comunicare l’avvenuta attivazione – lo rende noto Marziale – è stato il commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria, Massimo Scura, con una lettera il cui testo recita: “Egregio dott. Marziale, la Terapia intensiva ad alta specialità pediatrica è regolarmente partita presso l'Ao "Annunziata" di Cosenza. Non c'è stato, al momento, il tempo per inaugurarla a dovere (alcuni interventi tecnici minori sono ancora in corso). Nelle prossime settimane ci organizzeremo in tal senso. Il suo contributo per la formazione è prezioso, dovrò riconvocare il Tavolo dei professionisti per organizzare i corsi con l'Università. La prossima uscita del Prof. Miniero e il cambio del Rettore (01/11/2017) consigliano di attendere qualche settimana.  Spero lei capisca le grandi difficoltà organizzative alle quali stiamo andando incontro”».
«Desidero esprimere all’ingegnere Massimo Scura i sentimenti della mia più viva gratitudine – dichiara il Garante – per la disponibilità a colmare una tra le più evidenti lacune strutturali del territorio regionale, tra i pochi, se non l’unico, a non avere mai avuto un servizio per i bambini e gli adolescenti così importante e prezioso. Il giorno stesso del mio insediamento nel ruolo, accompagnato dal presidente del consiglio regionale Nicola Irto e dall’allora vicepresidente Francesco D’Agostino, chiesi al commissario ad acta la rianimazione pediatrica, che lo stesso ha decretato il 17 novembre dello scorso anno e che oggi è realtà. Ringrazio anche il dipartimento alla Salute della Regione – continua Marziale – che ha partecipato al tavolo dei lavori con assoluta disponibilità in rappresentanza del governatore Mario Oliverio e tutti gli altri attori istituzionali presenti, come il componente la Consulta sanitaria del Garante, Domenico Sperlì, pediatra, che mi ha affiancato lungo il percorso. Anche il ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, su interrogazione della deputata Rosanna Scopelliti, è intervenuta a sollecitazione della tempistica dei lavori».
Per Marziale «si tratta della dimostrazione che quando dietro i ruoli esistono sensibilità che sanno fare squadra, lontano da individualismi di sorta, le cose si possono fare e questo era un servizio da farsi, nel nome dei bisogni più elementari dei piccolini dietro i quali si celano troppo spesso anche disagi economici che non permettono alle famiglie di affrontare viaggi della speranza in altri territori. Ma, si tratta anche di porre in condizione la classe medico-sanitaria calabrese di operare nel migliore dei modi, anche perché dotata di eccellenze che non hanno nulla da invidiare ai servizi medici altrove operanti. Certo – conclude il Garante – le lacune sono ancora tantissime, come la mancanza di reparti ospedalieri di neuropsichiatria infantile, spesso evidenziato dai Tribunali per i minorenni di Reggio Calabria e Catanzaro, e ad esse occorre dare risposte, perché di deve, perché si può».
«Per l’apertura del nuovo servizio pediatrico – conclude Antonio Marziale – va ricordato che il Garante ha deciso di impegnare metà del budget destinato al funzionamento del proprio ufficio, ossia 50mila euro sui 100 in dotazione, per l’avvio della formazione specialistica del personale medico-sanitario».

Consulenze “allegre”, Oliverio accusa Praticò

Lunedì, 23 Ottobre 2017 11:16 Pubblicato in Politica

CATANZARO In Regione c’è un superdirigente che sceglie i consulenti esterni non in base a criteri oggettivi, ma secondo logiche discrezionali. Chi è che sottoscrive questa affermazione? Il governatore in persona, Mario Oliverio. E chi è il grand commis che selezionerebbe i suoi collaboratori sulla scorta di valutazioni non obiettive? Il capo del dipartimento Programmazione nazionale e comunitaria, Paolo Praticò.

LA LETTERA Il Corriere della Calabria è riuscito a visionare la lettera riservata che il presidente della Regione, lo scorso 20 ottobre, ha inviato al numero uno del dipartimento. I toni sono tutt’altro che concilianti, a partire dalla premessa: «Come ho avuto modo di anticiparle più volte per via breve, sento la necessità di ribadire un preciso indirizzo della giunta regionale e mio personale finalizzato a evitare al massimo poteri discrezionali nello svolgimento di procedure selettive nella scelta dei collaboratori esterni all’amministrazione».
Oliverio stigmatizza una certa arbitrarietà in merito alla selezione dei consulenti. «In particolare – chiarisce – ritengo indispensabile che i criteri che devono essere posti a base delle attività delle commissioni di valutazione debbano essere tali da limitare al massimo la discrezionalità per operare, sulla base di precisi indirizzi prefissati, con oggettività». 

NIENTE ALIBI Il governatore, inoltre, dimostra di non avere intenzione di accettare alcun alibi: «Ove tale indicazione trovasse una qualche limitazione nei regolamenti interni all’amministrazione – scrive a Praticò –, la invito a produrre una immediata proposta di modifica al fine di garantire il massimo della oggettività e della trasparenza anche in riferimento alle procedure in corso». 
Quello del presidente ha tutta l’aria di essere un preciso aut aut all’indirizzo del dirigente di uno dei settori più importanti di tutta la Regione, dal quale dipendono, tra l’altro, il monitoraggio e la spesa dei fondi europei. 
Non precisa, Oliverio, quali siano le selezioni “incriminate”. Il dipartimento di Praticò dispone di numerosi collaboratori esterni all’amministrazione che hanno compiti di rilievo quali la programmazione e il controllo delle risorse comunitarie da investire sul territorio. Incarichi delicati che, si legge tra le righe della lettera del governatore, dovrebbero essere affidati più sul principio oggettivo della competenza che su quello della discrezionalità.

FASE DUE La lettera dimostra che il rapporto di Oliverio con la burocrazia regionale è in qualche modo cambiato. Il cambio di passo era stato ampiamente annunciato qualche settimana fa, ancora una volta con una lettera inviata a tutti i dipendenti e funzionari della Regione. Una missiva che ha dato inizio ufficialmente alla fase due della legislatura. «Mai come in questo momento – precisava il governatore – occorre superare inerzie, consuetudini e pratiche che spesso determinano stati e paralisi nell’attività burocratica-amministrativa». La seconda parte della legislatura «impone, ora, la necessità di aprire una fase di immediata ed efficace operatività». Seguendo un principio guida, quello di «coniugare i principi di legalità e trasparenza con l’obiettivo della massima efficienza».
Il richiamo all’ordine di Praticò va quindi letto sotto questa lente interpretativa: basta con lo strapotere dei burocrati. Nel caso specifico, lo stop di Oliverio riguarda le consulenze “allegre” in Regione. E non è detto che a finire sulla graticola sia il solo Praticò.

Pietro Bellantoni
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I precari dei vigili del fuoco convocati da Madia

Lunedì, 23 Ottobre 2017 10:59 Pubblicato in Cronaca

VILLA SAN GIOVANNI I lavoratori precari dei vigili del fuoco saranno ricevuti a giorni, a Roma, dal ministro per la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, per discutere della loro situazione e della possibile soluzione della loro vertenza. È quanto comunicato ai lavoratori che, da stamane, hanno tenuto un sit-in di protesta agli imbarcaderi di Villa San Giovanni per la Sicilia. Al presidio promosso dal sindacato Usb, che è stato sciolto, dopo la comunicazione giunta da Roma, hanno partecipato alcune decine di lavoratori provenienti oltre che dalla Calabria anche da Campania e Basilicata. I precari dei vigili del fuoco, hanno spiegato i rappresentanti dell'Usb, prestano la loro opera da anni e chiedono la stabilizzazione all'interno del Corpo. La manifestazione di Villa San Giovanni, svoltasi pacificamente e senza tensioni, ha provocato solo alcuni rallentamenti nelle attività di imbarco dei viaggiatori diretti in Sicilia. 

DIENI: DARE CERTEZZE AI PRECARI STORICI «Il governo deve garantire stabilità lavorativa ai precari dei vigili del fuoco». È quanto afferma la deputata del M5S Federica Dieni. La parlamentare, accompagnata dalla consigliera comunale Milena Gioè, ha incontrato i vigili del fuoco che hanno dato vita a una manifestazione di protesta davanti agli imbarcaderi di Villa San Giovanni.
«È una situazione – spiega l’esponente 5 stelle – non più sostenibile. Queste persone lavorano da anni per lo Stato e per garantire la sicurezza di tutti i cittadini, ma non godono di alcuna tutela e continuano a rimanere nel precariato malgrado le tante promesse della politica. Ora il problema è ancora più grave visto che il governo targato Pd-Ap non ha previsto fondi da inserire nella legge di stabilità per garantire un futuro occupazionale ai vigili del fuoco precari».
«Eppure – continua Dieni –, in commissione Affari costituzionali avevamo approvato una risoluzione presentata dal M5S, primo firmatario Cozzolino, che era identica a un’altra del Pd, a firma Fiano, che prevedeva la formazione di una graduatoria dei cosiddetti “discontinui” e dei volontari da cui attingere in attesa della stabilizzazione. Da allora poco o nulla sembra essere cambiato, e i vigili sono ancora costretti a scendere in piazza per chiedere al governo una firma al decreto che potrebbe dare certezze lavorative a centinaia di persone. Noi siamo dell’avviso che bisogna assumere tramite concorsi ma, allo stesso tempo, stabilizzare questi precari storici che hanno dedicato anche 20 o 30 anni della loro vita al servizio della collettività e che non possono certo inventarsi un nuovo lavoro dall’oggi al domani».
«Nei prossimi giorni – conclude Dieni –, assieme al collega Cozzolino, presenterò una specifica interrogazione per chiedere chiarezza su questa vicenda e per sapere in che modo il governo intenda agire a favore di questi lavoratori».   

Bilanci e debiti, il Consiglio torna a riunirsi

Venerdì, 20 Ottobre 2017 17:20 Pubblicato in Politica

REGGIO CALABRIA Il consiglio regionale è stato convocato dal presidente Nicola Irto per giovedì prossimo, 26 ottobre, con inizio alle ore 10.30.
Otto i punti all’ordine del giorno della seduta che s’aprirà con la proposta di provvedimento amministrativo n.188/10^ di iniziativa della giunta regionale sulla presa d’atto della Decisione della Commissione Europea C(2017) 3559 final del 19 maggio 2017 di modifica del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 (Feasr) della Regione Calabria.
Successivamente, all’esame dell’Aula, il rendiconto dell’esercizio 2016 dell'Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (Arsac) e di quello, sempre relativo allo stesso anno, dell'Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura (Arcea); e ancora il rendiconto dell’esercizio 2014 e riaccertamento straordinario dei residui dell'Azienda Calabria Verde. L’Aula proseguirà i lavori con la proposta di legge n.276/10^ di iniziativa del consigliere Graziano sul riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio del Consiglio. Ultimo punto, le nomine di competenza del consiglio regionale. 

LOCRI I militari della Compagnia di Locri hanno denunciato in stato di libertà 1.464 persone, responsabili a vario titolo di concorso in peculato, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e truffa aggravata e continuata.
I carabinieri hanno passato al setaccio le attività degli ultimi 6 anni di 31 aziende agricole, alcune delle quali di fatto non esistenti, cui facevano capo, complessivamente, oltre 1.400 dipendenti. Dal confronto fra documenti e dichiarazioni rilasciate dai presunti lavoratori, sono emerse numerose incongruenze che evidenziano come tutti i rapporti di lavoro siano stati denunciati al solo fine di far percepire ai soggetti interessati indebite prestazioni assistenziali e/o previdenziali erogate dall’Inps, oltre che per ottenere finanziamenti europei, con un danno erariale di 11.122.596 euro.
Questo, infatti, lo scenario ricostruito dai carabinieri dopo quasi due anni di indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Locri: agricoltori che non conoscono l’ubicazione o la conformazione di terreni sui cui avrebbero lavorato per anni; lavoratori che attestano l’impiego in allevamenti di fatto privi di bestiame; operai alle dipendenze di datori di lavoro e con colleghi di cui non ricordano i nomi; assenza di documentazione sulle attività imprenditoriali delle aziende; terreni incolti che sulla carta risultano floridi vigneti e uliveti.
Fra gli iscritti nel registro degli indagati anche numerosi pregiudicati, alcuni dei quali ritenuti soggetti di spicco di alcune importanti 'ndrine che operano nella Locride.
Gli inquirenti non escludono ulteriori sviluppi investigativi finalizzati a verificare il grado di condizionamento esercitato dalla criminalità organizzata. 

Pd Crotone, i (tre) giorni della verità

Venerdì, 20 Ottobre 2017 16:19 Pubblicato in Politica

CROTONE Il Partito democratico tra congressi e iniziative. Da domenica 22 ottobre al prossimo martedì sono previsti, per i dirigenti del Pd di Crotone, tre giorni di intensa attività. Il primo appuntamento, il congresso cittadino, è stato fissato dopodomani, nei locali della federazione in via Panella. Alle ore 9 c’è l’insediamento della presidenza e a seguire la presentazione dei candidati alla carica di segretario. Il dibattito dovrà concludersi per le 13, perché alle 15 si inizia a votare. Le operazione di voto si concludono alle 19,30 e alle 20 è prevista la proclamazione degli eletti. A Crotone, come nel resto della Calabria, si celebrano congressi unitari. Nonostante sia stato ampiamente metabolizzato il diktat, “democraticamente” imposto, dai vertici nazionali e regionali del partito, ancora non si conosce il nome del candidato alla segreteria cittadina. L’accordo raggiunto prevede l’elezione di un segretario condiviso dalle due aree, che detengono il maggior numero di tessere e la spartizione in parti uguali della direzione (50% ciascuna). Nonostante l’accordo, il nome del segretario non c’è. Comunque vadano le cose, se il metodo resta quello delle decisioni imposte “democraticamente” dai vertici nazionali e regionali, al di là del nome, il segretario che verrà eletto è destinato a contare poco sulle questioni più rilevanti. Quanto conteranno i nuovi segretari quando dovranno essere scelti i candidati al parlamento o alla Regione? La storia degli ultimi anni dice: quanto il due di coppe, quando la briscola va a denari. L’altro appuntamento importante è quello della convocazione delle direzione regionale a Crotone, nella sede dalla Camera di commercio, per il pomeriggio di lunedì prossimo. È ormai una prassi consolidata quella di tenere la riunione della direzione regionale in realtà provinciali diverse.
Questa ultima scelta, però, potrebbe essere dettata dall’esigenza di organizzare le truppe (le vacche di Fanfani) per il giorno dopo, considerato che martedì prossimo arriverà a Cirò Marina il treno con Matteo Renzi. Il segretario nazionale ha aperto la campagna elettorale per le elezioni politiche della prossima primavera e sta usando il treno per raggiungere le sedi del suo tour. Meno male che non usa il treno di linea, perché, altrimenti, nella provincia di Crotone rischiava di arrivarci con qualche giorno di ritardo. Non ci sono treni degni di questo nome, ma non ci sono nemmeno aerei, visto che l’aeroporto è chiuso dall’1 novembre del 2016. Se dovesse, poi, avere problemi il treno utilizzato da Renzi, il segretario avrà difficoltà a aggiungere il nord o il sud della Calabria con l’auto. La 106 è una trappola micidiale: se si esce indenni da incidenti, il rischio di restare impigliato nel reticolato delle autovelox è altissimo. Le cose non vanno meglio per la 107, da quando è chiuso il ponte di Celico. Il Pd queste cose dovrebbe rappresentarle a Renzi; e forse il toscano alle prossime elezioni potrebbe avere anche qualche voto in più. Invece l’impegno viene principalmente profuso in promesse impossibili, a fare tessere per i congressi e accordicchi di potere. Renzi arriva a Cirò Marina dove è prevista la visita a una cantina e l’incontro con gli imprenditori vitivinicoli.  

Gaetano Megna 
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VIBO VALENTIA «L’idea di attraversare l’Italia in treno non è del tutto nuova per la sua classe politica. In mancanza di idee, evidentemente, non c’è nulla di meglio che riciclare quelle passate. Altro che “Rottamazione”». Lo afferma il coordinatore provinciale di Forza Italia a Vibo Valentia, Giuseppe Mangialavori. 
«Di nuovo, insomma, ben poco. A proposito della prossima visita del segretario nazionale del Pd, già presidente del Consiglio e nuovamente aspirante tale – continua Mangialavori –, balzano subito agli occhi alcuni dati. Il primo: per questo viaggio come mai non si è utilizzata la nuova autostrada, inaugurata proprio dall’ex presidente? Tale passaggio sarebbe stato utile per comprendere le attuali reali condizioni; ancora, evidentemente, non proprio inappuntabili. Ma vi è di più. La stazione di Ricadi, per tutta la stagione estiva non è certo stata il fiore all’occhiello della Costa degli dei. E ciò, nonostante sia stata attraversata da tanti turisti. Evidentemente, il “peso” del segretario Pd è di gran lunga superiore a quello dei tanti visitatori estivi. Ma poi, sarebbe stato utile, forse, fargli attraversare le strade provinciali, perché avesse contezza di uno dei tanti effetti collegati alla riforma dell’ente fortemente voluta dal precedente governo. E ancora, un viaggio nell’entroterra, per fargli incontrare realtà spesso abbandonate a se stesse da una politica autoreferenziale e distante dalle esigenze di crescita e di sviluppo». 
«Sarebbe poi utile, a proposito di treni – conclude Mangialavori –, fare quattro chiacchiere sul gap che separa le linee ferroviarie del Sud con il resto del Paese. Ma lo schieramento politico che governa la Regione, sempre di più caratterizzato dall’immobilismo, ha ben altro cui pensare: strettissima la sua vigilanza e sovraintendenza volta ad assicurare che la stazione di Ricadi sia fulgida, per il fatal dì».

«Sulle norme antimafia cancellate Mascaro dice il falso»

Venerdì, 20 Ottobre 2017 15:52 Pubblicato in Politica

L’urbanista Crocioni e il sindaco Mascaro tirano maldestramente in campo Italia Nostra di Lamezia nella torbida vicenda che ha cancellato delle norme antimafia (i commi 3, 4 e 5 dell’art. 1) da quel Regolamento Edilizio Urbano (Reu) che entrambi chiedono al consiglio comunale di approvare. Secondo loro a suggerire di cancellare quelle norme sarebbe stata proprio una osservazione di Italia Nostra al Psc allora adottato in prima battuta dal Consiglio. Niente di più falso. E se i due non si rimangeranno queste affermazioni dovranno risponderne dinanzi alla magistratura.
Nelle sue osservazioni Italia Nostra, infatti, ha attaccato frontalmente l’amministrazione Speranza che allora aveva adottato il Psc e il professore Crocioni che lo ha redatto, denunciando che esso fosse intriso di una serie di vizi e di illegittimità, che contraddicevano i principi di legalità enunciati proprio nell’art. 1 del Reu. E siccome il Reu non è stato ancora approvato, per evitare di sentirsi replicare che non si poteva denunciare la violazione di una norma non ancora vigente, ha aggiunto che comunque vizi e illegittimità sussistevano a prescindere, perché quelle norme erano pleonastiche rispetto a tutta la normativa antimafia vigente. Punto.
Dove, in questo limpido e rigoroso ragionamento antimafia e anti illegittimità, stia nascosto un invito a cancellare quelle norme dal Reu, Crocioni e Mascaro devono spiegarlo pubblicamente, se non vogliono poi farlo dinanzi ai magistrati. E comunque, anche se pleonastiche, chi gli imponeva di cancellare norme volute e votate dal consiglio comunale?
Quando ha visto pubblicata la notizia di questa subdola cancellazione il Sindaco, evidentemente colto in fallo da giornalisti di solito ben introdotti negli ambienti delle Prefetture, è corso a modo suo ai ripari, postando sui social media una sorta di comparsa “conclusionale” con la quale ha cercato maldestramente di chiamarsi fuori e di tirare in ballo Italia Nostra.
È, però, lo stesso avvocato Mascaro a fornire incautamente nel corso di questa sua estrema difesa la prova della “innocenza” di Italia Nostra lametina. Il sindaco, infatti, prima si fa schermo di Crocioni che ha (come ben si comprende, in modo del tutto autonomo) proposto di cancellare quelle norme, perché gli pesava troppo che fossero (secondo lui) una inutile ripetizione di quanto contenuto nel Codice Antimafia, ma poi riporta la motivazione vera con cui la giunta ha deciso di farlo. E la motivazione vera è che la giunta ha assunto la decisione di cancellarle dopo aver «dato atto che obblighi di richiedere e acquisire la documentazione antimafia non possono essere previsti al di fuori delle ipotesi disciplinate dal Codice Antimafia e pertanto questa Pa (pubblica amministrazione) deve uniformarsi al dettato normativo, procedendo alle acquisizioni della documentazione antimafia nelle ipotesi espressamente previste dal Codice Antimafia medesimo» (testo da lui stesso virgolettato).
Il sindaco aggiunge inoltre nel suo post che lui e la giunta hanno così facendo inteso evitare di imporre un “inutile” tassello (immaginiamo volesse dire balzello) rispetto a quelli previsti dalle norme di legge, evitando quindi probabili contenziosi.
Ecco che allora sindaco e giunta non hanno cancellato quelle norme perché le ritenevano pleonastiche e ripetitive rispetto a quanto previsto dal Codice Antimafia, ma al contrario perché le ritenevano aggiuntive rispetto a esso e non volevano né imporre “inutili” balzelli, né provocare eventuali contenziosi.
Solo che quei balzelli sarebbero per i cittadini onesti solo un modesto sovraccarico di burocrazia, ma per i mafiosi un ulteriore ostacolo a infiltrarsi nelle maglie della pubblica amministrazione. E in questa città (chi meglio di questo sindaco dovrebbe saperlo!) più ostacoli si mettono alle infiltrazioni mafiose e meno si corre il rischio di continui scioglimenti per mafia del consiglio comunale.

 

*Presidente e responsabile Affari legali Italia Nostra Lamezia Terme

REGGIO CALABRIA Il treno di Renzi può quel che gli altri treni non possono. Tipo raggiungere in tempi europei due realtà distanti e mal collegate come il Vibonese e il Cirotano: un calabrese normale, che viaggia su treni normali, ci metterebbe non minimo di tre ore; quante ne impiegherà Renzi? Il “comitato organizzatore” calabrese, riunito stamattina a Lamezia Terme, avrà molto probabilmente fatto male i propri calcoli; non è dunque escluso che l'ex premier – il cui cronoprogramma prevede soste in 107 province italiane, da raggiungere in otto settimane – decida di cancellare qualche tappa. 
Per adesso, però, il tragitto rimane quello stabilito nel corso del vertice nella sede regionale del Pd, al quale hanno preso parte il segretario Ernesto Magorno, il vicepresidente di Palazzo Campanella Vincenzo Ciconte, i consiglieri regionali Michele Mirabello, Antonio Scalzo, Mimmo Battaglia e Carlo Guccione, il coordinatore organizzativo Giovanni Puccio, il deputato Sebastiano Barbanti e la delegata del capogruppo regionale Sebi Romeo, Barbara Panetta. C'era anche, seduta al “tavolo della presidenza”, la componente della segreteria nazionale – nonché ex assessora a Reggio Calabria – Angela Marcianò. 
Tutti insieme hanno messo a punto il tour regionale di “Destinazione Italia”, che prevede 6 tappe in due giorni e una sorta di “toccata e fuga” in tutt'e cinque le province calabresi. 

LE TAPPE Renzi e il suo treno arriveranno il 24 ottobre alla stazione centrale di Reggio. Con chi si intratterrà il segretario? Alcuni partecipanti al vertice di Lamezia riferiscono di una battuta sagace di Magorno: «Sarà accolto da Falcomatà e da Marcianò»; una chiara – e forse sdrammatizzante – allusione allo scontro che, pochi mesi fa, ha portato il sindaco a “cacciare” dalla sua giunta l'assessore che aveva fatto della legalità la sua bandiera, al punto da spingere lo stesso Renzi a nominarla nella sua segreteria.
Il treno del Pd – che a Reggio dovrebbe sostare per non più di un quarto d'ora – arriverà poi a Rosarno. Qui Renzi e la sua delegazione incontreranno i responsabili della cooperativa “Fattoria della Piana”, punto di riferimento calabrese della filiera corta e paradigma produttivo da imitare per via del quasi inedito rapporto tra produttore e consumatore senza intermediari. 
La terza tappa sarà invece a Capo Vaticano, nel Vibonese, dove l'ex premier avrà un incontro al Belvedere con sindaci e amministratori locali della zona, oltre che con gli imprenditori della Costa degli Dei.

DISTANZE Ed è a questo punto che i passeggeri del convoglio dem potrebbero toccare con mano il fallimento di tutti i piani per lo sviluppo del sistema infrastrutturale calabrese. Il treno dovrebbe coprire in breve tempo la distanza tra Capo Vaticano e Cirò Marina: semplicemente impossibile. Magorno e il suo staff, tuttavia, non sembrano averci fatto caso. Se la tappa crotonese dovesse essere infine confermata, Renzi sarà ospite dell'imprenditore vitivinicolo Nicodemo Librandi, che aprirà le sue cantine e illustrerà i traguardi raggiunti dalle sue produzioni.
Dopodiché sarà il turno del Catanzarese: il treno si fermerà a Sellia Marina, dove il segretario pd avrà modo di valutare i lavori appena ultimati della nuova tratta ferroviaria jonica. Il giorno successivo sarà il turno della provincia di Cosenza, con una tappa al santuario di San Francesco di Paola. 
Fine del tour, ma non degli impegni del Pd calabrese. Per il 23 ottobre è in programma a Crotone la riunione della Direzione regionale: la discussione sarà centrata sui contenuti emersi nel corso degli incontri per l'organizzazione della Conferenza programmatica calabrese. La «piattaforma», così come è stata definita dalla segreteria Magorno, farà inoltre parte della relazione programmatica che il Pd regionale invierà come contributo alla Conferenza nazionale di Napoli.

Pietro Bellantoni
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