Pietro Bellantoni

Pietro Bellantoni

REGGIO CALABRIA Oltre 160 chilogrammi di prodotto ittico, trovato in cattivo stato di conservazione, sono stati stati sequestrati a venditori ambulanti non autorizzati dalla Guardia costiera calabrese nell'ambito dell'operazione nazionale Countdown. L'operazione che ha coinvolto le Capitanerie di porto di Reggio, Crotone, Vibo Valentia, Gioia Tauro e Corigliano Calabro ha inoltre portato all'elevazione di 25 verbali amministrativi per un totale di 66mila euro a esercenti commerciali e pescatori professionali e diportisti.
I controlli, iniziati nel mese di dicembre. hanno interessato l'intera filiera della pesca al fine di verificare il rispetto della normativa di settore che impone il divieto di catture di specie ittiche vietate e/o sottomisura, nonché, il rispetto delle normative igienico sanitarie a tutela del consumatore.

La maxi operazione portata a compimento nella giornata di ieri a opera delle Dda di Reggio Calabria e Catanzaro, che ha portato al sequestro di oltre 50 imprese operanti nel settore edile e al fermo di una trentina di persone, ha squarciato il velo su importanti appalti pubblici. Il quadro delineato in conferenza stampa dai magistrati titolari dell’inchiesta è, a dir poco, sconcertante.
Dalle indagini emergerebbe con molta chiarezza come parte dell’imprenditoria calabrese vada a braccetto con i clan mafiosi dominanti nella nostra regione.
Un meccanismo perverso, oliato alla perfezione con metodi speculativi e illeciti, finalizzato all’aggiudicazione dei più grossi appalti pubblici.
Da tempo la Cgil Calabria e la Cgil Cosenza denunciano le irregolarità e i soprusi perpetrati a danno delle maestranze e in più occasioni la nostra categoria di riferimento ha tentato di coinvolgere i Comuni, in qualità di stazione appaltante, la Confindustria, le Prefetture e gli uffici ispettivi delle Direzioni Territoriali del Lavoro.
La Cgil, pur confidando nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine, tiene a ribadire che non possono essere i lavoratori gli unici a pagare le conseguenze di questa squallida storia. Quegli stessi lavoratori che da mesi si battono, senza esito, per ricevere le proprie spettanze. Auspichiamo che gli inquirenti procedano a passo spedito per far luce su eventuali secondi livelli di responsabilità. Questa regione deve essere liberata dalla morsa della malapolitica, della massoneria deviata e dai colletti bianchi in modo da far emergere la parte pulita di questa terra, quella che lavora e produce.
La nostra organizzazione ritiene che il lavoro della magistratura debba essere sostenuto fino in fondo anche dal governo centrale e dai ministeri competenti con il rafforzamento degli organici.
Riteniamo, inoltre, che l’opera di contrasto alla corruzione e alla concussione, da parte delle stesse imprese operanti nel settore, debba essere maggiormente incisiva così come è necessario che in questa direzione si muovano anche le associazioni di categoria assumendo un ruolo maggiormente determinante ed allontanando senza tentennamenti quelle imprese in odore di mafia.
Gli eventi stanno dimostrando che la responsabilità solidale delle imprese nella catena degli appalti, oggetto dei referendum proposti dalla Cgil, rappresenta un'opportunità di contrasto a questo modello che mercifica e distrugge le buone imprese, il buon lavoro e la democrazia.

*Segreteria regionale Cgil

REGGIO CALABRIA «La tragedia che sta colpendo le popolazioni dell'Umbria e del Molise impone a tutti, soprattutto a chi ha vissuto simili situazioni, il dovere della solidarietà e della massima vigilanza». Lo afferma, in una dichiarazione, il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Alessandro Nicolò. «Nonostante gli sforzi di centinaia di volontari e della Protezione civile – prosegue – non tutti i centri e le persone colpite sono stati ancora raggiunti dagli aiuti e il sistema organizzativo approntato non è ancora abbastanza efficace da fronteggiare tali emergenze. Da qui, da questa tragedia, e senza accennare a polemica alcuna, e lo dico per rispetto di chi ha perso innanzitutto la vita, la nostra regione deve trarre i dovuti insegnamenti verificando puntualmente il nostro "sistema" di reazione rispetto al potenziale verificarsi di simili emergenze».
«Si tratta – sostiene il capogruppo di Fi alla Regione – di richiamare alla coscienza e alla consapevolezza di noi tutti il grado di capacità di reazione delle nostre strutture di soccorso, il loro coordinamento, intervenendo per tempo ad efficientare le presunte criticità di cui in tal senso la Calabria soffre. Credo che la giunta regionale e il Consiglio debbano interrogarsi e interrogare gli enti locali su come costruire un collaudato sistema di pronto intervento a difesa delle popolazioni e dei centri sociali e civili più a rischio (scuole, ospedali, sistema della mobilità), con l'obiettivo di evitare il rischio di trovarsi impreparati contro gli eventi generati dalle forze della natura».
«Per tale ragione – conclude Nicolò – proporrò alla prossima Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari una seduta di consiglio regionale dedicata al sistema della protezione civile in Calabria e una serie di audizioni nelle commissioni competenti con i sindaci calabresi con l'obiettivo di approntare tutti gli strumenti necessari al fine di mobilitare una risposta efficace dei soccorsi al verificarsi di straordinari eventi naturali sul territorio calabrese». 

PLATÌ I carabinieri della stazione di Platì hanno denunciato 55 persone, tutti residenti nei comuni del comprensorio della Locride, in particolare tra Africo, Natile di Careri, Platì e Bovalino, ritenute responsabili, a vario titolo, di truffa, fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona.
L'indagine avviata nel mese di ottobre 2015, a seguito dell'elargizione sospetta di alcuni indennizzi assicurativi derivanti da infortuni stradali, e coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha permesso di fare luce su 19 sinistri stradali denunciati tra il 2014 e il 2016 ma in realtà, secondo quanto appurato dai militari di Platì, mai verificatisi.
I carabinieri hanno accertato che gli indagati con artifizi e raggiri, avrebbero, in concorso fra loro, in qualità di: conducenti di veicoli con responsabilità principale; di conducenti e/o terzi trasportati di veicoli di controparte; di testimoni di sinistri stradali, procurato per loro un ingiusto profitto, in danno delle compagnie assicuratrici indotte in errore le quali hanno sporto formale atto querelatorio. In particolare è stato accertato che alcuni mezzi sarebbero stati coinvolti in più sinistri stradali nello stesso giorno; diversi incidenti si sarebbero verificati tra familiari conviventi. Sono in corso ulteriori indagini per accertare eventuali altre responsabilità e verificare altri sinistri ritenuti "sospetti".
L'importo complessivo indebitamente percepito dagli indagati ammonterebbe a oltre 200mila euro.

MARTIRANO LOMBARDO Era precipitata a bordo della propria auto da un dirupo alto 25 metri lungo una strada interpoderale che da Martirano Antico conduce a Martirano Lombardo. Una donna è stata salvata dai carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli. La donna, dopo essere uscita di strada con la vettura su un'arteria priva di guardrail di protezione, è rimasta intrappolata e bloccata dalle cinture di sicurezza nell'abitacolo dell'auto che si era ribaltata. Grazie al suo cellulare la donna, è riuscita a contattare i militari che, malgrado il maltempo, sul posto cadeva pioggia mista a neve, sono riusciti a individuarla e trarla in salvo. Una volta raggiunta la conducente della vettura è apparsa infreddolita e in stato confusionale ma senza traumi e altri particolari problemi. Soccorsa dai sanitari del 118, è stata condotta nel pronto soccorso dell'ospedale di Lamezia Terme per le cure del caso.

REGGIO CALABRIA Gli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone sono in bilico, da oggi ancora di più. La storia dei due scali è un thriller zeppo di colpi di scena: proprio quando una speranza stava per affacciarsi all'orizzonte (quanto meno per lo scalo dello Stretto), ecco la sentenza del Tar che ribalta tutto e allunga ulteriormente i tempi per il possibile "salvataggio" delle due infrastrutture. La storia, però, è anche una farsa. Perché proprio nelle stesse ore in cui la sentenza dei giudici catanzaresi, accogliendo il ricorso della Sagas, stabiliva la nullità del bando di Enac per la gestione degli aeroporti e il conseguente riavvio dell'intera procedura, a Roma si svolgeva un vertice surreale tra il ministro Delrio, il governatore Oliverio e i sindaci di Reggio e Crotone, Falcomatà e Pugliese. Un incontro al termine del quale il ministero, con una nota, prometteva che «a breve saranno individuati i vincitori delle procedure di gara e saranno espletati gli adempimenti per l'operatività effettiva dei due aeroporti». Insomma, a Roma ignoravano completamente le decisioni del Tar e hanno discusso senza il più importante convitato di pietra. Enac, intanto, ha già dato mandato all'Avvocatura dello Stato di impugnare la sentenza e di richiedere, contestualmente, la sospensiva degli effetti della stessa.
Dunque il vertice di stamattina è stato inutile? Probabilmente, anche se comunque Delrio ha assicurato la proroga dell'esercizio provvisorio della Sogas (la società di gestione dello scalo di Reggio, in stato di fallimento), «la massima attenzione» di Alitalia circa la sua operatività al "Minniti" e la risoluzione delle criticità della torre di controllo di Crotone, con l'inserimento dell'aeroporto "Sant'Anna" nel contratto di programma Stato-Enav, che renderebbe gratuito il servizio così come avviene in quasi tutti gli scali nazionali.

SCENARI Forse fin troppo entusiasta Falcomatà: «Reggio continuerà a volare. Oggi abbiamo segnato un goal, ma la partita è ancora lunga». Già, lunga e complicata. Enac ha deciso di opporsi alla sentenza del Tar e dunque per il momento tramonta l'ipotesi di un nuovo bando senza quella "corsia preferenziale" che, secondo i giudici amministrativi, avrebbe violato i principi di concorrenza e, in pratica, favorito il partecipante che ha presentato offerte per entrambi gli scali, in questo caso Sacal, la società che gestisce l'aeroporto di Lamezia Terme.
Flora Sculco, consigliera regionale che ha perorato la causa di Sagas – la società a totale partecipazione pubblica (Comuni di Crotone e Isola Capo rizzuto e Regione Calabria) che concorreva per la gestione dello scalo di Crotone –, era convinta fosse questa la strada più opportuna da intraprendere: «Quell'ingiusto criterio di premialità rappresentava un vero e proprio sopruso. Adesso Enac può ripubblicare il bando in tempi brevi, non prima però di aver, insieme a ministero e Regione, coinvolto i territori».

IL TEMPO SCORRE In ogni caso, i tempi si allungheranno. E Reggio e Crotone non sembrano in condizione di aspettare ancora.
Il 24 gennaio scade il primo esercizio provvisorio di Sogas, garantito dai 696mila euro assegnati alla società dalla Provincia guidata da Peppe Raffa. Il milione di euro liquidato tra ieri e oggi da Regione (900mila) e Comune (100mila) dovrebbe convincere il giudice delegato del tribunale fallimentare a prorogare di altri tre mesi il regime speciale della società. Ma poi? Cosa succederà? Quale azionista metterà di nuovo mano al portafogli per prolungare ancora l'esercizio provvisorio? È più che lecito ipotizzare che Enac non riuscirà a chiudere la partita entro i prossimi tre mesi e dunque sarà probabilmente necessaria una proroga della proroga.
Lo dicono i precedenti: il primo bando dell'ente per l'aviazione civile è stato pubblicato il 2 settembre e, fino a oggi, i vincitori non erano stati ancora scelti. Anche in questo caso Falcomatà ha mostrato ottimismo: «Lo stop del Tar complica la vicenda, ma lavoreremo con il ministero, con Enac e con la Regione affinché si trovi una soluzione in tempi brevissimi». Più prudente l'assessore regionale alla Logistica, Francesco Russo: «Le sentenze si applicano e non si discutono. È chiaro che una pronuncia di questo tipo rimette tutto in campo. Adesso bisognerà capire cosa succederà e, soprattutto, cosa deciderà di fare Enac». Per la sottosegretaria di Stato Dorina Bianchi, invece, l'unica via da percorrere è l'impugnativa alla sentenza, la stessa scelta da Enac. 
Che una pronuncia negativa dei giudici avrebbe complicato le cose lo sapeva anche Delrio, che infatti stamattina si sarebbe rivolto così al sindaco Pugliese: «Ritirate il ricorso». Troppo tardi, ora è tutto da rifare. E la situazione resta drammatica proprio a Crotone, con l'aeroporto chiuso da novembre e, alla luce delle complicazioni attuali, chissà per quanto altro tempo ancora.
In mezzo ci stanno i viaggiatori, il diritto alla mobilità di due intere province e il destino dei 100 dipendenti dello scalo di Reggio e dei 28 di quello pitagorico. Tutti sperano in una risoluzione positiva di una fin troppo lunga storia. Ma il finale dei thriller è sempre imprevedibile.

Pietro Bellantoni
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Consiglio, primo ok ai bilanci di Arsac

Giovedì, 19 Gennaio 2017 17:02

REGGIO CALABRIA La seconda commissione consiliare Bilancio ha approvato a maggioranza due provvedimenti amministrativi di iniziativa della giunta regionale inerenti i rendiconti degli esercizi finanziari 2014 e 2015 dell'Azienda regionale per lo sviluppo dell'Agricoltura calabrese (Arsac) e il riaccertamento straordinario dei residui.
Nel corso dei lavori, l'organismo ha inoltre votato a maggioranza un disegno di legge di iniziativa dell'esecutivo regionale per il riconoscimento di debiti fuori bilancio maturati tra il 2000 e il 2005 in materia di personale.
Nel proseguimento delle attività, la seconda commissione ha licenziato positivamente una proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa della giunta regionale contenente gli strumenti di programmazione e delle disposizioni attuative adottata dall'Autorità di gestione relativi al Programma operativo del fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp 2014-2020), nominando il referente dell'Autorità di gestione il dirigente del quinto settore del dipartimento "Agricoltura e risorse alimentari", Cosimo Carmelo Caridi.
Ai lavori hanno preso parte di dirigenti di settore della giunta regionale Domenico Ferrara, Giuseppe Buccafurri, Stefano Aiello e il revisore dei conti Francesco Malara. Sono stati inoltre auditi i rappresentanti dell'ente nazionale sordomuti. Alla seduta hanno partecipato i consiglieri Giuseppe Graziano, Giuseppe Neri, Mauro D'Acri e Fausto Orsomarso.

CATANZARO Domani verranno consegnati i lavori di realizzazione della metropolitana di superficie di Catanzaro. A darne notizia è una nota del Pd cittadino. «La metropolitana – è scritto nel comunicato – rappresenta una delle punte avanzate della visione moderna e funzionale che il centrosinistra calabrese propone per il futuro di Catanzaro. L'opera, infatti, nasce durante le legislature di Rosario Olivo e Agazio Loiero al Comune e alla Regione. Per ben cinque anni, poi, durante il governo di centrodestra di Giuseppe Scopelliti alla Regione i fondi sono rimasti bloccati e il progetto è stato colpevolmente e irresponsabilmente oscurato, dimenticato».
«Oggi – conclude la nota –, grazie alla determinazione del presidente della Regione Mario Oliverio, l'opera riprende vita e con la consegna dei lavori, e l'apertura del cantiere, possiamo dire finalmente, non ci saranno più dilazioni temporali».

TORINO È stato condannato a 4 anni e 2 mesi Francesco D'Onofrio, ex militante di Prima linea originario di Vibo Valentia e residente a Nichelino, accusato di possedere un arsenale di armi e kalashnikov, mai ritrovato dagli inquirenti. L'uomo, già implicato nel processo Minotauro sulle infiltrazioni delle cosche calabresi in Piemonte e in attesa giudizio di corte d'appello, è stato incastrato da alcune intercettazioni e dalle rivelazioni di due pentiti. Il suo nome era già comparso in un'operazione della Dda di Milano, pm Ilda Boccassini, del novembre 2007: alcuni degli uomini implicati in quel procedimento penale parlavano di armi che sarebbero state nella disponibilità di D'Onofrio. Tutti questi elementi sono stati ricondotti in un'unica contestazione dal pm Roberto Sparagna e i giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Torino, questa mattina, hanno creduto all'impianto accusatorio. Le armi in questione non sono mai state trovate.

REGGIO CALABRIA Il dirigente generale del dipartimento regionale Infrastrutture Domenico Pallaria, con proprio decreto (il 54), ha trasferito, oggi, la somma di 903.691,64 euro, in favore della "Curatela del fallimento Sogas", la Società di gestione dell'aeroporto dello Stretto. La somma è stata già regolarmente liquidata con mandato di pagamento numero 343 della Ragioneria generale. I 900mila euro trasferiti dalla Regione potrebbero essere usati dalla curatela per la proroga dell'esercizio provvisorio, che scadrà il prossimo 24 gennaio. La cifra ora resa disponibile era stata annunciata mesi fa dal governatore Oliverio, ma la Sogas non aveva mai ricevuto la somma promessa. Adesso l'iter per la prosecuzione delle attività dello scalo potrebbe finalmente sbloccarsi e il "Minniti" potrebbe guardare con più fiducia al futuro e aspettare senza patemi la decisione dell'Enac circa l'assegnazione a una nuova società di gestione. Resta aperta la partita Alitalia, per la quale domani è previsto un incontro a Roma tra il ministro Delrio e il governatore Oliverio. 
Pallaria, tra le altre motivazioni poste alla base del provvedimento, ha evidenziato che alla «prospettata interruzione delle attività dell'aeroporto di Reggio Calabria e dei corrispondenti servizi pubblici ivi eserciti, sono correlate rilevanti criticità di ordine pubblico e sociale, avuto riguardo anche al diritto alla mobilità dei cittadini della regione, già notevolmente inciso dall'interruzione delle attività dell'aeroporto di Crotone».

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