Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 02 Gennaio 2017

VIBO VALENTIA «Secondo un'ormai consueta pratica mistificatoria che trova nell'uso distorto dei social il miglior veicolo, le comunicazioni della signora Enza Dell'Acqua occasionate da una nostra replica a "Il Quotidiano del Sud" inventano di sana pianta una persecutoria petizione di cui lei sarebbe obiettivo». Così gli attivisti del "Movimento 14 luglio" intervengono sulla vicenda della raccolta firme contro la giornalista del Quotidiano. «Che si tratti di equivoco o di truffaldino vittimismo poco importa – scrivono in un post sulla pagina Facebook del movimento -. Sta di fatto che noi, in base a un diritto di opinione e parola che non ci si riconosce, a giudicare da certi post, abbiamo inteso replicare ad alcuni articoli a nostro giudizio disinformativi, offensivi e diffamatori verso tutto il movimento».
«Proprio in virtù dell'infondata accusa, tra le altre, di essere quattro gatti – aggiungono - abbiamo inteso realizzare in chiaro una pubblica sottoscrizione del documento, che non è una petizione contro qualcuno, ma manifestazione d'adesione al movimento e a quella versione dei fatti da parte dei singoli. Questa la verità. Chi da adito ad altre interpretazioni dell'iniziativa senza nemmeno aver letto la replica rientra nel novero dei detrattori per partito preso del movimento. Si tratti – concludono - di motivi di interesse, collusione con le malegestioni che combattiamo, antipatia umana o motivi ideologici (che sono quanto di più insensato, data l'assoluta eterogeneità d'appartenenza politica dei membri del 14 luglio) non ci interessa. Leggete i documenti prima di commentare e prendere posizione, altrimenti siete alternativamente strumentalizzati o strumentalizzatori».

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    Gli attivisti del gruppo di Nicotera intervengono sul caso della raccolta firme contro Enza Dell'Acqua: è solo la sottoscrizione di un documento

LAMEZIA TERME Con l'inizio del 2017 torna il nostro borsino della politica. La rilevazione che il Corriere della Calabria propone in collaborazione con l'istituto di ricerche statistiche Demoskopika si incarica di misurare il feeling dei cittadini con la giunta regionale. Vi chiediamo di tornare a valutare l'operato del governatore e della squadra di assessori tecnici che guida la Calabria alla vigilia del resoconto del governatore sul lavoro della sua squadra. Questa volta con una novità. Assieme ai voti al presidente Mario Oliverio e ai membri della sua giunta, vi chiediamo di stilare una sorta di agenda politica per l'anno appena iniziato. Potrete scegliere due temi in una rosa piuttosto ampia, all'interno della quale sono rappresentate tutte le emergenza calabresi. Non sono poche e tutte sono meritevoli di attenzione, ma scegliere è necessario per indirizzare, in una immaginaria riunione di giunta estesa ai nostri lettori, il lavoro da mettere in cantiere. Un piccolo esperimento di democrazia partecipata, se vi pare.
Per alcuni giorni (fino al raggiungimento di un campione adeguato all'analisi), sul nostro sito sarà possibile votare, cliccando nello spazio "Polling Regione" sulla colonna destra, sotto la rubrica Omissis. Oppure CLICCANDO SU QUESTO LINK, ciascuno potrà manifestare il proprio gradimento per il presidente della giunta e per i suoi assessori. Dopo la prima fase di raccolta dati, Demoskopika li elaborerà per restituire ai lettori i risultati della rilevazione.
Poi, questa elaborazione sarà diffusa sul sito del Corriere della Calabria assieme all'analisi dei dati. In questa seconda fase servizi, interviste e reazioni correderanno le cifre per spiegare il risultato e scandagliare i motivi della maggiore o minore affezione dei calabresi.
È un esperimento innovativo, che mette assieme le nuove tecnologie e il rigore dell'analisi per offrire uno strumento ulteriore per la comprensione delle dinamiche della politica calabrese.
POLLING REGIONE viene realizzato attraverso la somministrazione di un questionario online con metodo CAWI, su un campione rappresentativo di maggiorenni residenti in Calabria. Al fine di garantire una maggiore rappresentatività della popolazione e ridurre le distorsioni del web, i dati saranno successivamente ponderati rispetto alle variabili di genere, età e zona di residenza dell'intervistato. Buon voto e buon anno.

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    Torna il nostro sondaggio sul presidente e i suoi assessori. Con una novità: si può votare per le emergenze di cui la politica dovrebbe occuparsi – PARTECIPA AL SONDAGGIO

VIBO VALENTIA In alcuni negozi di Nicotera, nel vibonese, è in atto una raccolta firme per una petizione promossa dal "Movimento 14 luglio" contro la giornalista del Quotidiano del Sud Enza Dell'Acqua accusata di fare «scorretta informazione». Accusa che si riferirebbe alla potabilità dell'acqua che a Nicotera sta provocando problemi da tempo e che è al centro di un'inchiesta della magistratura. Sulla vicenda è intervenuto Michele Albanese, delegato nazionale alla Legalità della Fnsi, il sindacato dei giornalisti.
«La replica ad un articolo è un diritto sancito dalla legge - afferma in una dichiarazione Albanese - ma arrivare ad avviare una petizione per accusare un giornalista, in questo caso una giornalista, di killeraggio e di diffamazione è violenza pura, verbale per il momento, ma di violenza si tratta. Un atto che crea sconcerto per il metodo usato che potrebbe creare pericoli alla collega Enza dell'Acqua, corrispondente del Quotidiano del Sud da Nicotera in provincia di Vibo Valentia, protagonista di questa triste ed inaccettabile vicenda. Avviare una petizione pubblica può portare qualcuno a gesti inconsulti e quindi esporre a rischi la collega. Mi auguro che il movimento civico che ha dato origine all'iniziativa recuperi il valore del confronto civile e democratico e abbandoni scelte ed iniziative che avvelenano il clima già di per se pesante in una zona ad alta densità 'ndranghetistica».
Nicotera, nei mesi scorsi, è stata teatro della vicenda dell'elicottero atterrato nella piazza del paese in occasione di un matrimonio.
Vicenda su quale sta indagando la Procura della Repubblica e che ha contribuito allo scioglimento del comune per infiltrazioni mafiose - per la terza volta in 15 anni - al termine di un'istruttoria avviata ben prima della vicenda degli sposi in elicottero.

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Lunedì, 02 Gennaio 2017 19:21

Arrestato borseggiatore a Cosenza

COSENZA Un ventenne Diego Spina, già noto alle forze dell'ordine, è stato arrestato oggi dalla Polizia di Stato a Cosenza con le accuse di rapina e furto. Gli agenti delle volanti e del Reparto prevenzione crimine "Calabria Settentrionale", nel corso di servizi antirapina predisposti dal questore Luigi Liguori, sono intervenuti per una donna alla quale era stata sottratta la borsa mentre saliva in auto. La descrizione del rapinatore fornita dalla vittima ha fatto ipotizzare agli investigatori che l'autore fosse proprio Spina che poco dopo è stato rintracciato. Alla vista degli agenti il giovane ha tentato la fuga ma è stato bloccato dopo un breve inseguimento.
Gli agenti hanno poi accertato che Spina, dopo la rapina, avrebbe anche rubato due magliette in un negozio. Il bottino è stato recuperato e restituito ai proprietari.

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    Il ventenne è stato individuato dagli agenti della polizia di Stato. Avrebbe rapinato una donna nel centro cittadino

Il Prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, con provvedimento datato 30 dicembre 2016 ha sospeso il consiglio comunale di Gioia Tauro e avviato la procedura per lo scioglimento di quel Comune a seguito della deliberazione con la quale il consiglio comunale, con il voto favorevole di nove componenti su un totale di sedici, ha approvato una mozione di sfiducia nei confronti dell'ormai ex sindaco Giuseppe Pedà.
Con lo stesso provvedimento, nelle more del perfezionamento della procedura di scioglimento, il Prefetto ha nominato, per assicurare il normale funzionamento degli Organi e dei servizi comunali, un Commissario prefettizio fino al prossimo turno elettorale ordinario nella persona del viceprefetto Domenico Fichera, in servizio presso la Prefettura di Catania. Al Commissario, che si è insediato lo scorso 31 dicembre, sono stati conferiti i poteri spettanti al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio.

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    A guidare provvisoriamente il Comune sarà il viceprefetto Domenico Fichera. La mozione contro l'ormai ex sindaco Pedà era stata votata da nove consiglieri su sedici

Lunedì, 02 Gennaio 2017 19:00

Calabria, la ripresa resta una chimera

CATANZARO L'accesso al credito resta uno dei più grandi punti deboli della Calabria. Nonostante i timidi segnali di ripresa, il sistema bancario continua a tenere ben stretti i cordoni della borsa. Restituendo molto poco di quanto raccoglie sul territorio al mondo delle imprese per realizzare investimenti. Gli ultimi dati rilasciati dal report di Bankitalia confermano che anche nel 2016 il fenomeno del credit crunch ha interessato il settore produttivo calabrese. Inibendone la capacità di capitalizzare le poche risorse liberate dalla "ripresina" registrata dai termometri economici. Se da un verso, infatti, l'anno appena concluso dovrebbe confermare la crescita del Pil già annotato nel 2015, dall'altro resta negativo l'indice dei prestiti concessi alle imprese calabresi (-1,5 per cento). Un valore, registrato nel primo semestre del 2016, che diviene ancor più sfavorevole se parametrato alla dimensione dell'azienda. Per le piccole imprese si traduce in 1,8 punti percentuali in meno rispetto all'anno precedente e sfiora il 2 per cento se si scende nelle microimprese o alle ditte individuali. Ma non è tutto.
Quel che colpisce ancor di più è che la stretta creditizia registrata anche nel corso del 2016 non si attenua neppure nei confronti di uno dei settori che ha maggiormente saputo tenere testa alla crisi e che per primo ha anzi offerto segnali incoraggianti di ripresa: l'agricoltura.
Il report dell'Osservatorio regionale sul credito agricolo, rilasciato dalla Rete rurale nazionale lo scorso 29 dicembre, dimostra come la flessione dei prestiti bancari abbia interessato pesantemente il settore primario calabrese. Nella nostra regione lo stock ha riportato un calo del 6,2 per cento rispetto al 2011 (anno di riferimento) segnando un ulteriore peggioramento rispetto a quanto avvenuto nel 2015 (-2,6 per cento). In particolare nel corso del secondo trimestre (ultimo dato disponibile) le imprese agricole calabresi hanno ottenuto prestiti per 631 milioni di euro, nello stesso periodo dell'anno precedente i milioni concessi dagli istituti di credito per investimenti erano stati 648. Restando nel settore agricolo si nota che c'è stata una flessione consistente dei prestiti a lungo termine sempre per ciò che attengono gli investimenti. Nel dettaglio, ad esempio, nel secondo trimestre le risorse offerte alle aziende per realizzare immobili rurali si è più che dimezzata (-54,4 per cento). Di gran lunga il peggior dato del Sud Italia (-35,4%). Non meglio è andato in termini di prestiti concessi per acquistare immobili o attrezzature che hanno riportato rispettivamente un -51,8 per cento e -14,5 per cento. Numeri dunque che dimostrano quanto poco credito ottenga l'intero sistema produttivo calabrese. Anche se potrebbero essere la cartina al tornasole dell'incapacità o della diffidenza ad investire presente tra gli imprenditori. In altre parole i modesti utili ottenuti nel corso della "ripresina" potrebbero essere stati accantonati in attesa di tempi migliori. A confortare questa tesi l'incremento registrato nei depositi a risparmio detenuti da titolari d'imprese cresciuti nel corso del primo semestre del 2016 di ben il 18,2 per cento a dicembre del 2015 aveva registrato un +3,4 per cento. In un verso o nell'altro, restano comunque chiari i segnali di forte resistenza a credere in una reale ripresa economica della Calabria. Aspettando dunque ancora una volta il domani.

Roberto De Santo
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    Accesso al credito negato e diffidenza degli imprenditori frenano la ripartenza. Così nel 2016 i prestiti alle aziende sono diminuiti. Anche in settori trainanti come l'agricoltura. A salire restano solo i depositi fruttiferi delle imprese

COSENZA «I parametri che usa il Sole 24 Ore sono palesemente spostati a favore del Nord». Lo dice all'Agi il rettore dell'Università della Calabria, Gino Mirocle Crisci, in riferimento alla classifica, pubblicata oggi dal quotidiano milanese, che vede l'ateneo calabrese al penultimo posto tra le università italiane. «Infatti c'è solo una università del Sud tra le prime 20, - dice Crisci - quella di Salerno, che ha il parametro degli studenti da fuori regione che l'aiuta. Ma questo vale per le università che hanno medicina, perché i posti sono ripartiti a livello nazionale. Per esempio, ancora, non si dà il punteggio più alto a chi dà più borse di studio - dice ancora il rettore - ma a chi copre tutti gli aventi diritto. Ma in Lombardia gli aventi diritto sono pochi, mentre al Sud, dove siamo più poveri, sono moltissimi e non riusciamo a coprirli tutti, anche se diamo il doppio delle borse di studio di altri atenei. A noi sembra che si vogliamo avvantaggiare per forza le università piccole e del Nord», dice ancora Crisci. «Noi l'anno scorso abbiamo protestato e abbiamo chiesto che ci facessero conoscere i parametri utilizzati prima della pubblicazione, ma non c'e' stato verso - sottolinea Crisci - e inoltre spesso si utilizzano dati che sono ormai vecchi. Comunque noi siamo contenti per i ranking internazionali - conclude il rettore dell'Unical - calcolati diversamente, che ci mettono invece in buona posizione».

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    Il commento del rettore dell'Unical: «Spesso si utilizzano dati vecchi. Comunque siamo contenti per i ranking internazionali calcolati diversamente, che ci mettono invece in buona posizione»

PAOLA «La Provincia di Cosenza guidata da Graziano di Natale, ha deciso di donare al Demanio un'ala dell'istituto tecnico commerciale G. P. "Pizzini" di Paola per la realizzazione della nuova caserma della Guardia di finanza». È quanto si legge in una nota della Provincia di Cosenza. «Si tratta di una porzione di istituto in disuso e in fase di ristrutturazione - prosegue la nota - che, tramite la nuova destinazione, andrà ad assolvere una funzione importantissima all'interno della Città di Paola e dell'intero comprensorio. Infatti la realizzazione di una caserma più ampia e più consona alle esigenze del territorio consentirà alla Compagnia della Guardia di finanza di Paola un miglior controllo della legalità».
«Il nostro intento - ha spiegato il presidente Di Natale - è quello di venire incontro alle esigenze della Guardia di finanza e più in generale di soddisfare le esigenze di legalità di un intero territorio, il tirreno cosentino, che vedrà così accrescere i livelli di sicurezza e di controllo».

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    Nell'ala dell'istituto commerciale "Pizzini" sorgerà la nuova caserma delle fiamme gialle

Il 30 dicembre scorso è stata celebrata a Pizzo, dal sindaco Gianluca Callipo, la prima unione civile tra due ragazzi gay. Il primo cittadino ha poi pubblicato sui social le immagini della cerimonia dicendosi, «orgoglioso ed emozionato» per questo primo matrimonio che sfrutta l'opportunità offerta dalla recente legge Cirinnà. «La pubblicazione del post con le foto della prima unione civile celebrata a Pizzo – spiega Callipo in una nota – ha scatenato una valanga di commenti positivi, di congratulazioni ai ragazzi e di sinceri auguri per loro futura vita insieme. Reazioni di grande civiltà che fanno onore ai pizzitani e che mi rendono ancora più orgoglioso di essere il loro sindaco. Quasi totalmente assenti, invece, i commenti negativi, che sono anche legittimi, ci mancherebbe, quando però non sfociano nell'intolleranza integralista degna dei peggiori estremisti a cui ci hanno abituato le cronache degli ultimi 15 anni. Toni e parole che la dicono lunga su chi li usa. È il caso – aggiunge il primo cittadino – di un esponente pizzitano di Forza Italia, Giorgio Caridà, collaboratore del consigliere regionale Giuseppe Mangialavori, il quale spero non condivida quello che dice il suo collaboratore, che non si fa scrupolo di urlare su Facebook, rigorosamente in maiuscolo, termini come "vergogna", "schifo", "vomito", promettendo che questa sarà l'ultima volta che a Pizzo si celebra un'unione civile». «Ebbene – è la replica di Callipo – si rassegni, perché i diritti delle coppie gay sono ormai riconosciuti dalla Legge e nessun sindaco, comunque la pensi, può infrangere la Legge, che va sempre e comunque rispettata. Se vuole cambiare le regole dovrebbe candidarsi al Parlamento e non al Comune di Pizzo, come invece pare sia intenzionato a fare. Intanto, grazie al suo fanatismo violento e intollerante, i pizzitani – conclude la nota – si stanno facendo un'idea precisa di chi siano i rappresentati locali di questo partito. Fortunatamente, aggiungerei. I bassifondi di Internet sono pieni di "webeti", come dice Enrico Mentana che ha coniato questo sillogismo, ma Pizzo merita molto di più».

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    Il 30 dicembre è stata celebrata la prima unione civile a Pizzo. Dopo i commenti negativi sui social, il sindaco replica a Giorgio Caridà, esponente di Fi: «Grazie al suo fanatismo violento e intollerante, i pizzitani si stanno facendo un'idea precisa di chi siano i rappresentati locali di questo partito»

COSENZA Una serata intima, quella di ieri sera all'Otra Vez Fair Cafè, il bistrot del teatro dell'Acquario. La sala è accogliente, non c'è molta gente, ma quella che c'è basta. Sta iniziando la presentazione del libro di Cataldo Bevacqua, avvocato cosentino, innamorato delle parole e del potere che riescono ad avere. Durante la presentazione si parla di pace, di fratellanza e canzoni contro la mafia. 
"La tregua di Natale di Ypres" è il titolo del suo saggio. Racconta la notte di Natale del 1914, quando durante la Grande Guerra, a Ypres, in Belgio, i soldati britannici e tedeschi si fermano, quasi "distratti" dall'atmosfera natalizia e smettono di spararsi contro. Escono dalle trincee per avventurarsi nella terra di nessuno, dove ad aspettarli non ci saranno paura, morte o sangue. I soldati innalzano al cielo canzoni, si raccontano storie di vita, storie d'amore. Poche ore di pace. Poche ore per capire che non c'è alcuna differenza tra i combattenti dei due schieramenti nemici. Poche ore, prima di imbracciare di nuovo le armi e aprire il fuoco su quelli che l'attimo prima erano amici, fratelli.
Avvocato e scrittore. Come nasce questa passione?
«La passione per la scrittura nasce da lontano: da appassionato lettore ho iniziato scrivere dei brevi racconti, spesso pubblicati su giornali locali. Si è affinata anche durante il lavoro, perché mi è sempre piaciuto mantenere un taglio narrativo anche nei miei atti da legale, che d'altronde sono una narrazione di fatti. Due anni fa, in occasione del centenario, sono rimasto stregato da questo avvenimento storico particolare di cui ho iniziato a scrivere e con l'aiuto della casa editrice sono arrivato al libro appena pubblicato».
Proprio grazie al libro si nota che la potenza della guerra prevarica sul raccontare fatti di pace. Da cosa nasce questo potere?
«È difficile raccontare i fatti di pace, però nel libro c'è il segnale della pace che vince. Il titolo parte proprio dall'idea iniziale che mi è venuta spulciando le pagine di internet, perché Ypres viene sempre associata alla guerra, all'iprite, che è il gas venefico utilizzato appunto in varie battaglie e alla fine Ypres è il luogo dove nasce la pace, la tregua di Natale. Sembra un paradosso, ma in un luogo in cui c'è sempre stata la guerra, la morte, si arriva alla pace: mi piace pensare che la pace vince e spero sia così».
Con l'autore, sul palco del bistrot a discutere ci sono anche Andrea Bevacqua, don Tommaso Scicchitano, nominato da poco vice direttore dell'ufficio "Pace e lavoro al Creato" della diocesi di Bisignano, Francesco Gaudio, attivista e professore di filosofia e il giornalista Michele Presta.
Il primo a prendere la parola è don Tommaso che definisce questa storia «importante anche per la chiesa», visto che più volte si è «esposta a fare la guerra». Il sacerdote ci tiene a leggere un passo del libro per spiegare la «disumanizzazione dei soldati» imposta dalla guerra, dall'odio, che esclude a priori i concetti di fratellanza e uguaglianza nei confronti dell'altro, che non può essere altro che un nemico da eliminare. «Spero che la chiesa possa costruire percorsi di pace anche con chi non è cristiano: anche in un stato islamico c'è chi si innamora, si sposa, fa figli. Dobbiamo partire da qui altrimenti la pace non l'avremo mai», parole forti, forse anche spiazzanti, quelle di don Tommaso, che trovano approvazione nell'applauso dei presenti.Più volte sul palco salgono anche Antonio Bevacqua e Amalia Nigro. Lei prende il libro e legge alcuni passi, accompagnata dal suono dolce della chitarra di Antonio. Anche la musica è pace. I soldati cantano nella terra di nessuno, a Ypres.
A parlare di musica, è Michele Presta, che ha voluto trovare una corrispondenza «radicale» in un personaggio che «ha cambiato il modo di fare musica nel mondo», Woody Guthrie. Michele racconta la storia del cantautore americano, nessuno si lascia sfuggire una parola. «Ho collegato questa storia con quella della tregua di Natale perché sono proprio le storie radicali e ben definite, quelle che cambiano il nostro modo di pensare e di essere», dice il giornalista.
Il professor Gaudio definisce il libro di Bevacqua «utile, perché costringe a ragionare».
Anche i soldati quella notte si concessero delle riflessioni: non la volevano quella guerra. Come avrebbero potuto cancellare le anime dei nemici dopo averle conosciute solo poche ore prima? Natale passa sempre troppo in fretta. Il Natale finisce, i colpi in canna no. Basta caricarne altri e continuare a premere il grilletto.

Carmen Baffi
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    Presentato a Cosenza “La tregua di Natale di Ypres” di Cataldo Bevacqua: «Quell’avvenimento storico mi ha stregato»

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