Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 06 Gennaio 2017

REGGIO CALABRIA Due persone col volto semicoperto con sciarpe hanno compiuto una rapina stasera a Reggio Calabria al botteghino del Palapentimele, impossessandosi dell'incasso dell'incontro di basket tra la Viola e l'Agropoli, valido per la prima giornata di ritorno del girone Ovest di A2.

Il colpo è stato effettuato mentre la partita era in corso. I banditi, che non erano armati, hanno avvicinato la ragazza addetta al botteghino e, dopo averla minacciata, le hanno intimato di consegnare il denaro custodito in cassa, circa 2.500 euro, dandosi poi alla fuga a piedi. Le indagini sulla rapina sono state avviate dai carabinieri.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Due banditi hanno effettuato il colpo durante la partita di basket. Bottino da 2mila e 500 euro circa. Sull'accaduto indagano i carabinieri

REGGIO CALABRIA Un abbondante nevicata è in corso a Reggio Calabria ed in Aspromonte. Disagi si registrano lungo la statale che da Reggio conduce nella stazione sciistica di Gambarie d'Aspromonte. Difficoltà, a causa delle neve e del ghiaccio formatosi lungo la strada, per alcune persone che percorrevano l'arteria in auto. Criticità si registrano anche a Staiti e Bruzzano Zeffirio. Sul posto, per i soccorsi, ci sono le forze dell'ordine, i vigili del fuoco e la Protezione civile regionale, la sala operativa della quale sta seguendo costantemente l'evolversi della situazione. Il prefetto di Reggio, Michele di Bari, ha disposto l'attivazione dell'Unità di crisi per fare fronte alle problematiche che si stanno determinando. È stata disposta l'istituzione di più presidi da parte delle forze dell'ordine e delle Polizie locali lungo le strade d'accesso a Gambarie allo scopo di impedire la circolazione dei veicoli privi di catene montate. I disagi, al momento, non sono eccessivi, ma si teme un peggioramento.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Il prefetto Michele di Bari ha disposto l'attivazione dell'Unità di crisi: disposta l'istituzione di più presidi da parte delle forze dell'ordine lungo le strade d'accesso a Gambarie allo scopo di impedire la circolazione dei veicoli privi di catene montate

CROTONE Li hanno arrestati questa mattina alla fermata di piazzale Nettuno, a Crotone, dei bus della ditta Romano; erano appena scesi da un pullman di linea proveniente dal nord Italia. È finita così, dopo 26 giorni, la fuga dei due uomini evasi lo scorso 12 dicembre dal carcere di Voghera: Alessandro Covelli, crotonese, collaboratore di giustizia, e Tommaso Biamonte, originario del Catanzarese. Covelli probabilmente credeva di trovare appoggi nella sua città natale e si è portato dietro anche il compagno di evasione Tommaso Biamonte. Entrambi erano usciti dal carcere in permesso premio, ma non avevano fatto più rientro. Covelli stava scontando una condanna a 30 anni di reclusione, Biamonte il carcere a vita. Appena hanno messo piede sul suolo crotonese i due latitanti hanno tentato di ingannare i poliziotti spiegando loro che avevano sbagliato persone, ma non c'è stato nulla da fare ed hanno finito per ammettere di essere proprio Covelli e Biamonte. Addosso avevano una pistola caricata a salve. Forse la stessa con la quale Covelli, subito dopo la fuga dal carcere di Voghera, aveva esploso alcuni colpi contro un albergatore di Torino nel cui hotel aveva preso alloggio. Il malvivente aveva avuto un violento alterco con il proprietario dell'hotel che lo aveva inseguito fino in strada e a quel punto aveva estratto l'arma facendo fuoco, Un'arma, si è poi appurato, caricata a salve. Con quella di venerdì 6 gennaio è la terza fuga che finisce male per Covelli. A metà anni Novanta si allontanò dal carcere di Cosenza dal quale era uscito grazie ad un permesso: Sandrino temeva di essere ucciso per via della sua decisione di collaborare con la giustizia, come peraltro era accaduto al nipote Leonardo Covelli. Nel 2005, mentre era detenuto nel carcere della Dozza a Bologna e godeva del regime di semilibertà, andò a rapinare un supermercato armato di una pistola giocattolo ma fu arrestato subito dopo. 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Tommaso Biamonte, condannato all'ergastolo, e il collaboratore di giustizia Alessandro Covelli, che sta scontando una pena di 30 anni, sono stati bloccati a Crotone. Entrambi avevano ottenuto un permesso premio, ma non erano rientrati nella casa circondariale

LAMEZIA TERME «La proposta del ministro Minniti, com'è giusto che sia, ha provocato polemiche e plausi in tutti gli schieramenti politici. Reazioni normali ad una proposta concreta che interessa tutto il territorio nazionale. Il percorso esposto dal ministro sull'apertura dei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) in ogni Regione si è ritenuto essere come la soluzione ideale al controllo capillare dei migranti che arrivano sul nostro territorio. Territorio che, nostro malgrado, fa da filtro ad un Europa totalmente disinteressata a questa fase, che si risveglia solo in occasione di notizie legate al terrorismo di una sparuta minoranza di lupi solitari, spesso accusando chi con difficoltà immani ed immensa professionalità lavora per dare assistenza ai migranti in un anno record per gli sbarchi, 181.000 di cui quasi 25.000 minori non accompagnati. Minori che, come denunciato da molte associazioni e cooperative, spesso spariscono nel nulla senza che ne rimanga traccia. Quindi avere un controllo capillare sui migranti in ogni nostra Regione potrebbe contribuire a mitigare tali fenomeni». Ad affermarlo, in una nota, è il deputato del Pd Sebastiano Barbanti.
«Come ben sappiamo – prosegue Barbanti – il territorio lametino è stato già sede di un Cie e il piano proposto dal ministro potrebbe prevederne una riapertura. Ben venga, quindi, l'eventuale rafforzamento dello Stato sul nostro territorio il quale auspico, però, si realizzi con il contestuale potenziamento della rete di strutture di protezione e garanzia sociale a cominciare dalle quelle sanitarie:si rafforzi la medicina territoriale e in particolare si riapra con i dovuti consolidamenti il reparto di malattie infettive di Lamezia Terme, di fatto chiuso dal 31 dicembre 2016, in uno al reparto di Microbiologia e Virologia assorbito dal laboratorio analisi».
«Così come deve essere rafforzato e consolidato l'intero nosocomio lametino che sicuramente dovrà far fronte ad un incremento della sua operatività. Maggiori controlli e maggiore serenità – conclude il deputato – per la popolazione e per i migranti devono accompagnarsi ad un potenziamento di quelle strutture che consentirebbero di realizzare compiutamente la missione che lo Stato si prefigge e che vedrà i territori giocare un ruolo da protagonisti».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Il deputato del Pd commenta la proposta del ministro dell'Interno Minniti: «Ben venga l'eventuale rafforzamento dello Stato sul nostro territorio, però si realizzi con il contestuale potenziamento della rete di strutture di protezione e garanzia sociale»

ROMA I Carabinieri di Frascati hanno arrestato un ragazzo di 24 anni, originario della provincia di Reggio Calabria ma da tempo residente a Roma, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante le verifiche, scattate anche nella sua abitazione di largo Ferruccio Mengaroni, i carabinieri hanno scoperto che il ragazzo aveva nascosto una busta di cocaina su una paratia interna del condizionatore posizionato nella camera da pranzo. La droga, del peso complessivo di 23 grammi, è stata sequestrata insieme a oltre 200 euro in contanti, trovati nella disponibilità del ragazzo, ritenuti provento della sua illecita attività. Il 24enne è stato posto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    A trovare la droga nella sua abitazione sono stati i carabinieri di Frascati. Il giovane, da tempo residente a Roma, è stato posto ai domiciliari

COSENZA «I 60 posti letto, di cui 20 medicalizzati, già assegnati a Caloveto devono restare a Caloveto: il bando, già pubblicato, non si tocca. È una questione di sacrosanta tutela del diritto alla salute costituzionalmente garantito e quotidianamente calpestato». È quanto afferma in una dichiarazione il consigliere regionale Mimmo Bevacqua. «Ciò che sta accadendo – continua – in relazione alla Residenza Sanitaria Assistenziale di Caloveto appare del tutto privo di logica e si presenta come un ulteriore inspiegabile attacco e depotenziamento della sanità pubblica, in nome di motivazioni che non hanno alcuna ragione. Come ho già avuto modo di rilevare lo scorso 19 dicembre in Consiglio mediante apposita interrogazione, la Regione deve impegnarsi senza tentennamenti affinché, dei posti letto già assegnati alla struttura in sede di programmazione, neanche uno venga soppresso».
«Si tratta di una struttura pubblica, realizzata con i fondi pubblici del S.S.N., di proprietà pubblica dell'Asp di Cosenza, per la quale è già stato pubblicato il bando per l'affidamento della gestione: anche alla luce delle delibere consiliari dei Comuni limitrofi. Vorrei ricordare anche ai Commissari che stiamo parlando di un territorio già fortemente penalizzato, negli anni passati, per i famosi tagli lineari, la cui popolazione è in uno stato di agitazione permanente, vista la mancata fiducia nelle istituzioni e nella politica. I tavoli tecnici – conclude Bevacqua – non possono tagliare, copiare e incollare da un'area all'altra, senza tenere conto delle specificità e delle criticità che vivono i singoli territori: non si gioca a risiko con la salute e la pazienza delle persone».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Il consigliere regionale in difesa della Rsa: «Ciò che sta accadendo appare del tutto privo di logica e si presenta come un ulteriore inspiegabile attacco e depotenziamento della sanità pubblica»

«La notizia che la nostra Regione venga annoverata dal New York Times come una delle mete da visitare per il 2017 è un fatto importante che deve servire da stimolo per promuovere le politiche su ambiente, turismo e filiera agroalimentare. Sono tutti i settori che al momento sono privi di un assessorato specifico». È quanto dichiara il segretario generale della Cgil Calabria Angelo Sposato, che aggiunge: «In altri momenti, la classe politica calabrese avrebbe fatto immediatamente le valigie per promuovere partenariati attraverso il Governo, le nostre ambasciate, la Ue, per valorizzare i nostri beni culturali ed archeologici. Avevamo proposto come Cgil un progetto in Calabria con le Università per la valorizzazione della filiera archeologica che partisse dal Museo di Reggio, attraverso Scolacium, Vibo, Kroton, e per dare alla luce l'antica Sibari, cercando di utilizzare l'icona del toro cozzante come uno dei vettori della filiera agroalimentare. Invece – rileva Sposato – assistiamo passivamente ad una politica impegnata solo ad equilibrismi, elezioni ed ai congressi di partito, spesso autoreferenziale, da basso impero, che non si preoccupa di come tenere in vita gli unici scali aeroportuali di Reggio Calabria, Crotone e Lamezia, prima di proporne altri».
«Alitalia ha annunciato che non volerà più da Reggio e Ryanair da Lamezia, lo scalo di Crotone è in via di smantellamento, non abbiamo ancora compreso la strategia del governo nazionale e regionale per il sistema aeroportuale calabrese. Vorremmo conoscerlo e chiederlo al Governatore, per rassicurare i calabresi e soprattutto i lavoratori che stanno pagando le conseguenze sulla loro pelle. Per queste ragioni – conclude il segretario generale della Cgil calabrese – riteniamo che anche i confronti avviati con le parti sociali che ad oggi non hanno prodotto risultati significativi, debbano essere accelerati, altrimenti saranno inutili. Chiediamo al governatore Oliverio uno scatto di orgoglio che possa dare una visione nuova alla Calabria, di ampio respiro che possa arrestare la fuga di giovani e di intere famiglie, l'abbandono del territorio, fattori che rischiano di condannare la Calabria verso un inarrestabile declino».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    La riflessione del segretario generale della Cgil, Angelo Sposato: «Assistiamo passivamente ad una politica impegnata solo in equilibrismi, elezioni e congressi di partito. Chiediamo al governatore Oliverio uno scatto di orgoglio»

Da lunedì 9 gennaio inizierò lo sciopero della fame e lo protrarrò a tempo indeterminato, nella consapevolezza di non avere altri strumenti per reclamare un diritto.
Attendo dal marzo 2015 l'immissione in servizio e i miei legali sono pronti a ricorrere all'ex art 700.
Mi spiace dover venire meno a sentimenti di riservatezza e attuare iniziative clamorose ma non posso fare altrimenti.
La sanità calabrese è in mano agli ascari e mentre chi, come me, è in possesso dei diritti sanciti dalla legge e viene tenuto fuori, 140 persone sarebbero state assunte, senza alcun titolo, se non fosse intervenuta la Procura della Repubblica di Cosenza. Nessun richiamo al rispetto della normativa è servito in un desolante deserto valoriale che, come ben dice il giudice Giuseppe Greco, assoggetta ogni concezione di diritto alla suburra imperante rispetto alla quale, a differenza dei tempi di Augusto, non esiste alcuna muraglia di contenzione.
Esprimo tutta la mia delusione, da modesto intellettuale della terra di Saverio Strati, nei confronti di chi, come Oliverio, avrebbe dovuto perlomeno tentare di sanare una Regione patogena ed invece si è inserito in un processo di continuità che la porta a essere sempre più marginale.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    di Mario Campanella

Venerdì, 06 Gennaio 2017 14:55

Il Tg web

LAMEZIA TERME Dopo il successo dei primi due appuntamenti con i cantautori Francesco Motta e Cosmo, è toccato ieri sera agli Zen Circus chiudere la winter session del Color Fest di Lamezia Terme, promossa dall'associazione "Cosa sono le nuvole". La band toscana ha presentato il suo nuovo lavoro La terza guerra mondiale, uscito lo scorso 23 settembre e piazzatosi subito al 6° posto della classifica settimanale FIMI dei dischi più venduti in Italia, generando oltre un milione di ascolti in streaming in sole tre settimane. Un album tagliente e spietato, una guerra immaginaria proprio dietro l'angolo. Tra le macerie di un mondo ipervirtuale senza controllo, piazze vuote e rivoluzioni inesistenti.

Partiamo dal titolo dell'album: La terza guerra mondiale. Perché?
Andrea: «Si tratta di un titolo simbolico, un conflitto ipotetico. Viviamo un periodo storico di gran confusione, dal punto di vista sociale ma anche politico, che sta generando tra la gente un forte desiderio bellico. Tale atteggiamento non fa che sfociare in un populismo spietato, in nuove forme di fascismo ed in una visione paradittatoriale della società. Allora, visto che lo scontro viene sempre, costantemente, invocato da tutti, ci siamo chiesti: cosa accadrebbe se scoppiasse davvero? Cosa faremmo se la guerra fosse realmente a due passi da noi? Continueremmo a voltarci dall'altra parte come stiamo facendo adesso, perché il problema non ci riguarda direttamente?».

Dopo diciotto anni di carriera, siete giunti al nono disco. Potremmo definirlo, in tutti i sensi, il disco della maturità. Ma cosa lo rende davvero diverso dagli altri?
Karim: «La terza guerra mondiale suona decisamente meglio. E ce lo confermano non solo i risultati delle classifiche, ma anche le risposte che riceviamo dal pubblico durante i concerti. Spesso è necessario molto tempo prima che un brano si sedimenti nella memoria degli ascoltatori: canzoni come L'anima non conta, invece, hanno avuto sin da subito un forte impatto emotivo sulle persone, ce ne accorgiamo da come le cantano. E poi questo è un album più quadrato, abbiamo selezionato accuratamente i dieci singoli che lo avrebbero composto su oltre quaranta provini, è più spinto, le sonorità sono più rock, spaziando dal pop al post-punk mentre, ad esempio, Canzoni contro la natura aveva un concept diverso, con richiami più ancestrali. Non che gli altri lavori non abbiamo avuto successo, si può dire che da Andate tutti affanculo in poi la strada sia stata in ascesa, ma questo è senza dubbio il disco che ci è riuscito meglio».

Zingara è, si legge all'inizio del video, "la prima canzone scritta direttamente dagli italiani". È lo specchio drammatico di un odio nazionalista che non conosce precedenti. Credete che si possa ancora lavorare per recuperare una sana cultura dell'integrazione e dell'accoglienza, oppure distruggere il sistema dalle fondamenta, questa terza guerra mondiale, è secondo voi l'unica soluzione auspicabile per tornare ad una qualche forma di civiltà?
Karim: «Abbiamo deciso di evitare appositamente la pubblicazione di frasi dal contenuto necrofilo o altre che incitavano addirittura alla tortura e al vilipendio di cadavere; ma tutto quello che si legge è maledettamente vero. Il disco degli Zen non è un disco politico, perché musica e politica sono per noi due cose distinte. Abbiamo una visione sociale della musica, ma non ci interessa l'appartenenza partitica e abbiamo sempre detestato le band che, specialmente negli anni '90, salivano su un palco sventolando bandiere solo per fare soldi; e infatti, ogni qual volta un intervistatore definisce il nostro genere "combat rock", finisce a cazzotti (ride). Scherzi a parte, siamo ormai persuasi dell'impossibilità di rialzarsi per questo paese: la gente vive nella disinformazione, è convinta di informarsi sfogliando la bacheca di Facebook. Si è generato un dissenso dopato, non ragionato, in molti da quando possiedono uno smartphone sono diventati più aggressivi. È necessario compiere un altro giro a vuoto per comprendere il senso dell'esperienza antropologica dei social network, ed essere in grado di metabolizzarne l'uso».

A proposito di social, in Ilenia, seconda traccia del disco, è presente un richiamo inequivocabile alle "piazze" virtuali. E infatti dite: Ilenia qui le piazze sono affollate/ ma innocue/ormai le piazze fanno rivoluzioni solo quando sono vuote/Ilenia/ la piazza è vuota/ Ilenia/ la piazza è muta. È un brano che sembra racchiudere la poetica dell'intero disco...
Ufo: «Sì, proprio così. Ormai le rivoluzioni si fanno sui social: io ho visto nella sola giornata di oggi almeno tre o quattro rivoluzioni sulla mia homepage di facebook! Il fatto è che siamo una generazione cresciuta nelle piazze. La piazza è stato il luogo in cui, lungo tutto il '900, abbiamo fatto politica, intessuto relazioni sociali, coltivato interessi. A partire dagli inizi del 2000, la piazza è sparita. Ilenia è una diciannovenne, e nessuno meglio di lei può raccontare i disagi, le paure, il modo di vivere iperrealistico degli adolescenti di oggi, senz'altro profondamente diverso dal nostro».

Vedere una piazza gremita come quella di ieri potrebbe voler dire che per il mondo giovanile di oggi c'è forse ancora qualche speranza di recuperare?
Andrea: «Sarebbe bello se fosse davvero così, ma le due cose non sono necessariamente correlate: crediamo che la musica abbia potere sul singolo, non sulla collettività».

Chiara Fazio
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Intervista alla band toscana che ha chiuso la winter session del Color Fest e ha presentato il suo nono disco, che ha avuto oltre un milione di ascolti in streaming in sole tre settimane

Pagina 1 di 2