Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 08 Gennaio 2017

CATANZARO Hanno lavorato intensamente, prestando la propria attività nell'unità organizzativa elettorale, in occasione delle Regionali del 2014. E ora per dodici dipendenti della Regione Calabria è arrivato il tempo di passare all'incasso. Nelle scorse settimane, a distanza di due anni dal lavoro svolto, è stato emanato il decreto attraverso cui vengono liquidati oltre 178 mila euro in favore di dirigenti e funzionari che sono stati impegnati in quei giorni frenetici per la politica calabrese. Trovare l'atto che consente ai dipendenti di incassare tali somme non è stato facile. Del documento, di cui il Corriere della Calabria è in possesso, non c'è traccia né sulla rete intranet, né tantomeno sul Bollettino ufficiale della Regione. Tutto oscurato per «motivi di riservatezza». È il primo caso, visto che vengono normalmente pubblicati provvedimenti di liquidazione di lavoro straordinario, indennità di risultato dei dirigenti, premi di produttività. L'idea di ricorrere a prestazioni di natura diversa in occasione di appuntamenti elettorali non rappresenta un inedito. L'amministrazione regionale, sin dagli anni Settanta, non si è mai dotata di un ufficio elettorale stabile, che fosse in grado di espletare, ordinariamente e nel corso del tempo, l'attività connessa al corretto svolgimento del procedimento elettorale. «Ne deriva che – si legge nel decreto che elargisce le somme ai lavoratori – in assenza di personale stabilmente addetto, l'amministrazione si è dovuta dotare in via straordinaria e urgente di adeguate professionalità e competenze in grado di assolvere, nei ristretti tempi consentiti dal procedimento elettorale, tutte le funzioni connesse alle elezioni medesime».

LA RELAZIONE DEL MEF E tuttavia questa rischia di non essere l'unica anomalia che accompagna la vicenda dei componenti dell'ufficio elettorale. Già negli scorsi anni la Ragioneria dello Stato nella visita ispettiva compiuta su mandato del ministero dell'Economia, ha posto l'attenzione sull'illegittima corresponsione di compensi al di fuori del fondo della produttività del personale dipendente e senza fare ricorso agli istituti contrattualmente previsti.
Le leggi attuali prevedono che il trattamento economico del personale sia omnicomprensivo e ogni eventuale altra erogazione possa essere elargita facendo ricorso agli istituti contrattuali costituenti il salario accessorio (progetti obiettivo, produttività, lavoro straordinario) espressamente disciplinati dalle leggi e dai contratti collettivi, i cui oneri sono posti a carico dell'apposito fondo oggetto di contrattazione decentrata che ne stabilisce modalità e termini di erogazione. Pertanto, ogni erogazione non risalente a uno degli istituti contrattuali previsti e gravante sull'apposito fondo è illegittima e viola il principio di omnicomprensività del trattamento economico. Non è un caso, infatti, che siano state bloccate una parte delle indennità di posizione per tutti i dirigenti della Regione, proprio quelle che il Mef ha contestato. 

LE PRESCRIZIONI DEL MINISTERO Nella relazione depositata nel 2014 il Mef ha elencato una serie di erogazioni che fuoriescono dal fondo, e quindi erogate illegittimamente, tra cui nel 2010 «euro 150.604,48 come compensi commissione elezioni regionali» e nel 2011 «49.000,00 euro per gruppo di lavoro elezioni regionali». Nelle controdeduzioni la Regione Calabria in modo del tutto generico ha affermato la legittimità di tali erogazioni che sarebbero «prestazioni di lavoro straordinario finanziate su uno specifico capitolo di bilancio istituito da norma regionale».
Ora, dopo due anni dalle elezioni regionali, il dipartimento, dimenticando le contestazioni del Mef, ha provveduto a erogare compensi con le stesse modalità del 2010 e 2011. Tra l'altro, già nel 2014 era stato erogato agli stessi dipendenti un acconto (67 mila euro totali). Dunque, alle somme liquidate di recente (oltre 111 mila euro) vanno aggiunti gli acconti. Totale: oltre 178 mila euro.

Antonio Ricchio
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    A dodici tra dirigenti e funzionari sono stati liquidati oltre 178 mila euro per il lavoro svolto in occasione delle ultime Regionali. Ma il decreto è stato "oscurato" dalla burocrazia. In passato il Mef aveva censurato l'elargizione delle indennità – SCARICA L'ELENCO DEI BENEFICIARI

CATANZARO Disposta la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado di Reggio Calabria e Catanzaro a causa dei problemi provocati dal ghiaccio, sia agli impianti di riscaldamento degli istituti sia alla viabilità.

Il Provvedimento, disposto rispettivamente dai sindaci Giuseppe Falcomatà e Sergio Abramo, si è reso necessario al fine di effettuare le dovute verifiche, prima dell'accesso degli studenti, sul funzionamento delle condutture degli impianti idrici e di riscaldamento degli edifici scolastici. Il dirigente del settore gestione del territorio di Palazzo de Nobili ha, infatti, segnalato che il freddo intenso e perdurante potrebbe aver determinato l'interruzione del flusso d'acqua negli istituti scolastici a seguito del congelamento delle tubature.Un ulteriore abbassamento delle temperature potrebbe, inoltre, causare ghiacciate in prossimità delle scuole con eventuali situazioni di pericolo per gli alunni.

Il ghiaccio sulle strade è ancora il problema maggiore nel reggino dove resta attiva l'Unità di crisi costituita in Prefettura. I mezzi della Provincia e dei vari Comuni interessati stanno operando senza sosta per rendere percorribili le arterie interessate. Il dipartimento regionale della Protezione civile ha inviato 10 bancali di sale per fare fronte alla esigenze. Numerosi, anche oggi, gli automobilisti soccorsi dopo essere rimasti bloccati per il ghiaccio.

Resteranno chiuse anche le scuole degli altri comuni delle province interessate. Vista l'ordinanza del Sindaco di Reggio Calabria, il Rettore dell'Università Mediterranea ha disposto la sospensione delle attività didattiche nella giornata di lunedì 9 gennaio.

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    Il Provvedimento, disposto dai sindaci dei due capoluoghi, si è reso necessario a causa dei problemi provocati dal ghiaccio, sia agli impianti di riscaldamento degli istituti sia alla viabilità. Resteranno chiusi anche gli istituti della provincia.

COSENZA «La lista ‘Nuova Provincia’ di ispirazione Area Popolare si presenta alla competizione Provinciale in piena autonomia ed a sostegno della candidatura a presidente del sindaco di Aiello Calabro, Franco Iacucci». È quanto si legge in una nota del segretario provinciale Gianfranco Leone.
«La scelta, dopo profonda  ponderazione, è risultata la più valida – continua Leone - D’altronde il  Centro Destra è risultato improvvisamente privo di identità e senza alcun progetto politico e l’amministrazione uscente si è contraddistinta per una gestione di corto respiro. Peraltro, è sorprendente la rinuncia dei sindaci dell’aree urbane di Cosenza e dello Jonio a competere ed a rafforzare una istituzione che tanto può ancora e deve dare ai territori amministrati. Da ciò è evidente una crisi di identità delle classi dirigenti che rappresentano questi presidi di democrazia. In questo contesto la lista "Nuova Provincia" di Area Popolare ha riscosso notevoli e consistenti consensi tra gli amministratori locali, con l’adesione di trenta sindaci e con la sottoscrizione, a sostegno della lista stessa, di oltre 250 firme. Il gruppo dirigente di "Nuova Provincia Area Popolare", pur essendo nella piena condizione di esprimere una candidatura alla massima carica istituzionale, ha preferito, al fine di semplificare il quadro politico e la frammentazione dei rappresentanti dei territori, convergere sulla scelta di Franco Iacucci per la sua riconosciuta esperienza di amministratore, per l’equilibrio e per  le sue qualità umane.  Con le elezioni provinciali a Cosenza – conclude il segretario provinciale - si apre una nuova fase nella quale "Nuova Provincia" risulta essere determinante per l’esperienza dell’onorevole Pino Gentile e per l’apporto del sottosegretario Antonio Gentile che ha saputo valorizzare l’autonomia organizzativa e politica di Area Popolare».

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    Il segretario provinciale dell'Ncd Leone: «La lista ha riscosso notevoli e consistenti consensi tra gli amministratori locali, con l’adesione di trenta sindaci e con la sottoscrizione, a sostegno della lista stessa, di oltre 250 firme»

ROMA Un gol di Immobile al novantesimo condanna il Crotone all'ennesima sconfitta nei minuti finali. I rossoblù ritornano in campo dopo un mese e lo fa all'Olimpico contro la Lazio di Simone Inzaghi. Biancocelesti rimaneggiati: Felipe Anderson è squalificato, Lulic infortunato e Keita in Coppa d'Africa. In attacco accanto all'inamovibile Ciro Immobile, spazio a Lombardi e Luis Alberto.
Anche nel Crotone assenze pesanti: Mesbah è stato convocato dall'Algeria e disputerà la Coppa d'Africa mentre Cordaz è squalificato, al suo posto gioca Festa. A centrocampo novità sulle fasce: Tonev è indisponibile, Palladino resta in panchina con Nicola che lancia Stoian dal primo minuto.
Al 15esimo la prima vera emozione del match. Luis Alberto crossa in area dalla sinistra e pesca Lombardi che in spaccata batte Festa. Ma il guardalinee Zappatore alza la bandierina e l'arbitro Maresca annulla il gol per fuorigioco.
La Lazio si rende ancora pericolosa al 23esimo. Biglia batte velocemente un calcio di punizione, sorpresa la difesa crotonese che lascia completamente solo Immobile. L'attaccante della nazionale calcia di sinistro ma Festa compie un super intervento e manda il pallone in angolo.
La Lazio è padrona del campo e al 29esimo Stoian aggancia in area di rigore Lombardi, per l'arbitro non ci sono dubbi: è calcio di rigore. Sul dischetto va Biglia che calcia di potenza ma il pallone si stampa sulla traversa. Il risultato resta inchiodato sullo 0-0.
Il penalty sbagliato infiamma la partita. Prima si rende pericolosa la Lazio con Parolo che di sinistro trova ancora un grande Festa che respinge di piede la conclusione del centrocampista. Poi il Crotone sciupa una ghiotta occasione con Falcinelli. Stoian dalla sinistra fa partire un cross che in area trova l'attaccante numero 11, lasciato inspiegabilmente solo dalla difesa laziale, ma il destro del bomber rossoblù viene murato da Marchetti. Portieri protagonisti di questo primo tempo che si chiude con l'ennesimo tentativo di Parolo ed un'altra grandissima risposta di Festa.
Nella ripresa Nicola effettua il primo cambio, fuori uno spento Stoian e dentro Raffaele Palladino.
Secondo tempo avaro di emozioni. Il Crotone aspetta la Lazio nella propria metà campo pronto a ripartire, mentre i biancocelesti fanno fatica a rendersi pericolosi anche a causa del pressing degli avversari e di una giornata no di Biglia. Il regista argentino, rigore sbagliato a parte, non è riuscito mai ad innescare i tre davanti.
I minuti scorrono e la Lazio continua ad attaccare a testa bassa, il Crotone si affida al pressing e alle parate di Festa.
Al 24esimo anche il Crotone si vede annullare un gol di Rohden, che insacca da posizione centrale, su servizio di Trotta: per Maresca nessun dubbio sul fuorigioco, ma le perplessità restano. Nei minuti finali spazio ai cambi. La Lazio manda in campo Rossi e Cataldi, fuori Biglia e Luis Alberto. Nel Crotone, invece, entra Rosi ed esce Trotta.
Ma il protagonista assoluto del match è Marco Festa. Il portiere crotonese, oggi titolare vista la squalifica di Cordaz, nega la gioia del gol a tutti gli attaccanti della Lazio e proprio sul finale di gara si esibisce in un altro intervento decisivo neutralizzando un tentativo di Immobile. Lo stesso attaccante della nazionale però non si arrende ed al 89esimo riesce a battere l'estremo difensore calabrese con un preciso destro calciato in area di rigore.
Il Crotone torna a casa a mani vuote, dopo aver resistito 89 minuti agli attacchi laziali. I padroni di casa vincono grazie al gol del solito Immobile, sempre più decisivo.

Fabio Benincasa
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    Il bomber della Lazio punisce i rossoblù al tramonto del match. Grande prestazione del portiere dei calabresi Festa. Gol annullato ai pitagorici per un fuorigioco dubbio. Biglia sciupa un rigore

Domenica, 08 Gennaio 2017 16:53

LEGA PRO | Campilongo al timone della Vibonese

VIBO VALENTIA Salvatore Campilongo è il nuovo allenatore della Vibonese. Dopo l'esonero di Massimo Costantino, la società del patron Pippo Caffo ha ufficializzato pochi minuti fa il nome del nuovo tecnico.
Campilongo in carriera ha allenato anche Foggia, Casertana e Taranto. Il trainer campano ha vinto la concorrenza di Cuttone e Ugolotti ed a breve incontrerà la sua squadra, ultima in classifica nel girone C di Lega Pro.

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    Il tecnico campano sostituisce Massimo Costantino. A lui il compito di tirare la suqadra fuori dalle secche della classifica

CROTONE «La vicenda della Casa di Cura Marrelli Hospital rappresenta solo un'ulteriore pecca del Sud Italia. Dalle difficoltà di accreditamento all'assegnazione di un budget adeguato, a tre anni dall'inaugurazione della struttura, ancora non si parte. Da medici abbiamo deciso di far parte di questa grande realtà, e quello che più ci rammarica è il non poter svolgere la nostra professione in una terra martoriata, dove la migrazione sanitaria è uno dei più grandi problemi».
È questo il tenore di una serie di lettere che i dirigenti medici della clinica crotonese hanno inviato a Massimo Scura e Andrea Urbani, commissari della Sanità in Calabria nominati dal Governo. Pierluigi Giorgetti, Nicola Portinaro, Luca Camozzi, Simone Cerciello, Fernando Spinelli, Umberto Torchia, Fausta Micheletta, Angela Saccomanno, Massimiliano Amantea, Medhanie Abraham, Giovanni Ussia e Matteo Salcuni sono solo alcuni dei professionisti che operano presso la struttura diretta da Massimo Marrelli.
«Ho sposato con entusiasmo questo progetto convinto di vincere la sfida» scrive Pierluigi Giorgetti, primario dell'Unità di chirurgia vascolare dell'Istituto Humanitas di Milano. «Sono convinto di poter trasferire le mie competenze in un territorio ad alta migrazione sanitaria – aggiunge - nella speranza di ridurre, anche se in piccola parte, i disagi di pazienti costretti a penosi viaggi della speranza alla ricerca di cure appropriate».
Nicola Portinaro è uno dei più apprezzati ortopedici pediatri d'Italia. Ricercatore di ortopedia infantile ad Oxford, spera di poter scrivere pagine di eccellenza anche da Crotone. «Sinceramente non vi conoscevo e, da quello che si sente in giro, non è che ne avessi molta voglia. È bastato un giorno tra il primo e il quarto piano del Marrelli Hospital – ha sottolineato - per capire che c'è voglia di cambiamento, anche per cancellare gli stereotipi e far mutare idea a gente come me».
Con 400 interventi, 700 stent carotidei, 250 aneurismi endovascolari e 1200 endo arterectomie carotidee effettuati in tutto l'arco della sua vita professionale, Luca Camozzi è convinto di poter «traslare la mia professionalità, la mia esperienza di 30 anni di chirurgia vascolare ed endovascolare, grazie alle tecnologie del Marrelli Hospital, in un territorio dove l'emigrazione al Nord dei pazienti è emblematica del quadro sanitario attuale della Regione Calabria».
Quello che viene da pensare è che tutto ciò che viene creato al Sud non ha possibilità di successo. «Nel 2016, l'idea che un paziente debba emigrare per ottenere le cure di cui ha bisogno è inaccettabile. Poter essere curati bene e a casa propria è un diritto insindacabile. Per questo ho sposato con entusiasmo la causa del Marrelli Hospital che risponde concretamente a queste due esigenze» afferma Simone Cerciello, ortopedico del Marrelli Hospital e consulente ortopedico del Vaticano, con oltre 1000 interventi eseguiti in particolare per la chirurgia protesica e la traumatologia dello sport.
Dopo 15 anni di attività a Milano, Fernando Spinelli ha la possibilità «di ritornare ad operare nella mia città, tra la mia gente in questa terra amara e bellissima». Spinelli è direttore del ColoRectal Center del Marrelli Hospital, con oltre 1000 esami endoscopici, 2000 interventi in chirurgia generale e 3500 di chirurgia colorettale in tutta la sua attività professionale. Umberto Torchia è docente all'Università di Messina. Anche lui crotonese, ricorda che l'università peloritana «ha creduto in questo progetto, ha dato credito, mi ha dato la possibilità di mettere a disposizione la mia opera nel campo senologico ed oncologico a favore dei pazienti calabresi che a decine vengono curati sino ad oggi in strutture universitarie, distanti dagli affetti e costretti a sobbarcarsi un costo economico non indifferente».
Fausta Micheletta lavora da 10 anni come internista di area chirurgica sia a Roma che all'estero con Medecins Sans Frontieres (Msf). «Il paradosso che vivo professionalmente – scrive - è che in entrambi i miei contesti lavorativi assisto clinicamente pazienti che hanno fatto un lungo viaggio per raggiungere le strutture presso le quali lavoro per ricevere cure adeguate. Posso comprendere che in Sri Lanka o in Costa d'Avorio o in Siria, in contesti di guerra e catastrofi naturali, i pazienti debbano fare un lungo viaggio per venire presso una struttura medica di qualità che sia in grado di fornire l'assistenza medica e chirurgica richiesta, ma non posso accettare che una società civile che si rispetti non contrasti con tutte le sue forze i viaggi sanitari verso il centro-nord del Paese della popolazione calabrese».
Angela Saccomanno specialista in Radioterapia in attesa di poter svolgere la sua professione dopo anni di formazione e tirocini. «Vorrei dare il mio contributo ad un territorio sprovvisto di un servizio importantissimo ed essenziale».
Massimiliano Amantea primo specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale in Calabria con borsa di studi Regionale e oltre 2000 interventi di Chirurgia Oro-Maxillo facciale effettuati. «Ho deciso di svolgere la mia professione qui in Calabria mettendoci la faccia. Il Marrelli Hospital deve essere una realtà per questa terra ed egoisticamente dico, non solo per la popolazione, ma anche per creare un polo di formazione e crescita anche dal punto di vista professionale».
Ed ancora Medhanie Abraham con più di 4000 interventi di Chirurgia Maggiore e 2000 interventi di Chirurgia laparoscopica avanzata. «Il Marrelli Hospital è una struttura in grado di arginare il flusso di migrazione dei pazienti del Sud Italia che vengono sradicati dal loro contesto ambientale e dall'affetto famigliare alla ricerca di cure al Nord Italia. Migrazione che provoca danni psicologici, morali ed innegabilmente anche economici".
Giovanni Ussia professore per oltre 25 anni all'Università di Bologna e oggi Consultant Surgeon nel Regno Unito. "Da crotonese sono molto felice di ritornare nella mia città e contribuire insieme alla famiglia Marrelli e tutto lo staff per fornire cure sempre migliori ai nostri concittadini».
Matteo Salcuni radiologo interventista, opera sia in Italia che all'estero, sia in Europa che nel continente asiatico. «Il Marrelli Hospital può rappresentare davvero una svolta per questo territorio e spero che presto io possa prestare la mia professione a questo popolo ed a questo territorio».

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    Le lettere dei professionisti ai commissari: «Vogliamo ridurre i viaggi della speranza e aiutare questo territorio»

Domenica, 08 Gennaio 2017 16:12

Il Tg dell'Agricoltura

Domenica, 08 Gennaio 2017 15:12

Rapina da 500 euro in un bar del Vibonese

VIBO VALENTIA Una persona armata di pistola e con il volto travisato da un passamontagna ha fatto irruzione nella serata di ieri in un bar sulla Statale 18, nei pressi di Vena di Ionadi. L'uomo si è fatto consegnare l'incasso, pari a circa 500 euro prima di allontanarsi a piedi, forse diretto verso un'auto che lo aspettava. Sono stati i proprietari a dare l'allarme chiamando i carabinieri che hanno avviato le indagini. Gli investigatori stanno procedendo alla visione dei filmati delle telecamere di sicurezza non solo del locale ma anche di altre attività commerciali della zona nella speranza di risalire ad un indizio che li porti all'identità del rapinatore.

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    Armato di una pistola fa irruzione in un esercizio commerciale nei pressi di Vena di Ionadi, sulla statale 18. Visionati i filmati delle telecamere di sicurezza

Domenica, 08 Gennaio 2017 15:03

La Calabria solidale con i senzatetto

REGGIO CALABRIA Alcuni scout rimasti bloccati dal ghiaccio a Mannoli, frazione di Santo Stefano in Aspromonte, nel reggino, sono stati soccorsi dai vigili del fuoco che li hanno riportati in città. Il ghiaccio ha anche bloccato una squadra dell'Enel che stava intervenendo per risolvere un guasto che ha lasciato senza corrente gli abitanti di alcune frazioni di Cardeto, sempre nel reggino. La situazione, comunque, secondo quanto riferito dalla Prefettura di Reggio Calabria che continua a mantenere attiva l'Unità di crisi costituita il 6 gennaio, è in via di risoluzione. La Prefettura è intervenuta anche per alleviare i disagi provocati dal freddo intenso per i migranti che alloggiano nella tendopoli di San Ferdinando. Nei giorni scorsi erano stati forniti 300 sacchi a pelo alla parrocchia di don Roberto Meduri e oggi altri 300 sacchi a pelo saranno consegnati a don Pino De Masi per la stessa finalità. Presidi delle forze dell'ordine e delle polizie locali sono attivi su varie strade d'accesso a Gambarie, per impedire la circolazione dei veicoli senza catene montate.

L'AIUTO AI SENZATETTO Numerosi sono stati i reggini che, raccogliendo l'invito del sindaco Giuseppe Falcomatà, hanno portato in Comune coperte, generi alimentari e dolciumi per i senzatetto. Anche a Cosenza sono stati messi in atto interventi per riparare chi un tetto non ce l'ha dal grande freddo di questi giorni. Su input del leader del Movimento Diritti Civili e delegato per l'Ufficio del capo di Gabinetto della Presidenza della Regione per la tutela e promozione dei diritti umani, Franco Corbelli, la Protezione civile ha messo a disposizione due container attrezzati affidandoli a padre Fedele Bisceglia, assessore comunale con delega al contrasto alle povertà. «Sono soddisfatto e contento che grazie ai due dignitosi container della Protezione civile - afferma Corbelli - nessun clochard nella città bruzia la notte appena trascorsa ha dormito per la strada, rischiando di morire come è invece purtroppo  avvenuto in queste ore in diverse città italiane». Anche il sindaco Mario Occhiuto, nei giorni scorsi, aveva chiesto al frate di occuparsi dell'emergenza freddo per i senzatetto. Alcuni sono stati ospitati in strutture private. 

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    Risposte positive a Reggio Calabria dopo l'appello di Falcomatà. E anche Cosenza si adeuga. Recuperati gli scout bloccati a Santo Stefano d'Aspromonte. Disagi nella tendopoli di San Ferdinando: distribuiti 600 sacchi a pelo

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    - Reggio Calabria, Comune aperto ai senzatetto

ROMA Cresce il reddito procapite degli italiani, ma non in tutto il paese. Nel 2015 l'entrata media nazionale risulta pari a 17.826 euro, con un incremento dell'1,6% rispetto al 2014 ma, all'interno del quadro nazionale, emergono forti differenze tra il Nord, dove si registra una crescita del 2,3%, e il Sud, che deve fare i conti con un periodo di stallo (-0,1%). I dati sul reddito medio disponibile pro capite contenuti nei rapporti Bes pubblicati dall'Istat (anni 2015 e 2016), ed elaborati dall'Adnkronos, mostrano che la differenza si va ad aggiungere a una base di partenza che è già molto squilibrata. Infatti le persone che vivono al Settentrione possono contare in media su un'entrata annua di 20.838 euro mentre i connazionali del Mezzogiorno, con 13.188 euro, avendo a disposizione un terzo in meno. La forbice tocca i livelli massimi confrontando il reddito medio procapite nel Trentino Alto Adige, che ammonta a 22.188 euro, e in Calabria, che si ferma a poco più della metà (12.237 euro).
Dietro la regione prima classificata si posizionano la Lombardia con 21.634 euro (+2,2% annuo) e l'Emilia Romagna con 21.509 euro (+2,3%). A tener compagnia alla Calabria, in fondo alla lista, ci sono la Campania con 12.588 euro (-0,5%) e la Sicilia con 12.838 euro (-0,7%). Confrontando i dati del 2014 con quelli del 2015 emerge che il Trentino si aggiudica il primo posto anche nella classifica degli incrementi, registrando un +4,2%, mentre la riduzione più significativa è quella del Molise, dove con 14.133 euro si segna un -3%. Rispetto al dato nazionale (17.826 euro), i redditi del nord, con 20.838 euro, sono più alti del 16,9%; bene anche il centro che, con 18.652 euro supera la media del 4,6%. Come è facile intuire è il sud che paga la differenza, fermandosi a 13.188 euro (-26%). L'aumento medio del reddito potrebbe far pensare che il rischio di povertà sia diminuito ma, purtroppo, non è così.

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    Crescono gli stipendi degli italiani, ma il Sud è fermo. E nella nostra regione si registra il risultato peggiore

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