Pietro Bellantoni

Pietro Bellantoni

REGGIO CALABRIA Il presidente della Commissione speciale di Vigilanza, Giuseppe Ennio Morrone, ha presentato nel corso di una conferenza stampa che si è svolta alla Cittadella regionale a Catanzaro, una proposta di legge che detta “norme in materia di tutela delle professioni per attività espletate per conto di committenti privati e di contrasto all’evasione fiscale”.
Morrone, alla presenza di numerosi rappresentanti degli ordini professionali, ha detto che «l’iniziativa di presentare un progetto di legge sulla materia, è nata non soltanto dal mio ruolo istituzionale di consigliere regionale, ma anche in qualità di ingegnere, raccogliendo così le esigenze di tutti i professionisti in questo particolare momento socio-economico difficile, e anche per contrastare l’evasione. La proposta di legge – ha continuato Morrone – che darà impulso ai liberi professionisti per la sua unicità, ha il principale vantaggio di sospendere gli atti amministrativi connessi fino a quando non si dimostrerà l’attestato di avvenuto pagamento delle competenze professionali».
Ennio Giuseppe Morrone, inoltre, ha ringraziato i due ingegneri che hanno dato input e ausilio all’iniziativa legislativa: il presidente dell’ordine degli ingegneri di Catanzaro Gerlando Cuffaro e l’ingegnere Benedetto Romeo.
Nel corso della conferenza stampa, è altresì intervenuto il vicepresidente della giunta regionale, Antonio Viscomi, che ha espresso apprezzamento per la finalità della proposta di legge evidenziando che ciò potrà aprire una discussione per le professioni e i temi connessi.
Il presidente della commissione consiliare competente, il consigliere  Michele Mirabello, ha condiviso a sua volta  il progetto di legge di Morrone e ha reso noto che dopo le festività natalizie, l’articolato verrà immediatamente inserito  per essere discusso nel merito dall’organismo. Michele Mirabello, inoltre, raccogliendo la proposta del vicepresidente Viscomi, ha anche anticipato che la commissione aprirà una discussione attraverso le audizioni con tutti gli ordini professionali di modo che potere migliorare e perfezionare il testo-base del consigliere Morrone.
Nel corso della conferenza stampa, il presidente della commissione di Vigilanza ha invitato i rappresentanti degli organi professionali presenti a riferire le loro prime valutazioni sulla sua proposta di legge,  invito che è stato accolto generando parecchi spunti di riflessione  propedeutici all’arricchimento del testo. 

Nuova ferrovia jonica, il M5S si rivolge alla magistratura

Lunedì, 18 Dicembre 2017 15:12 Pubblicato in Politica

CATANZARO Sull'ammodernamento e la velocizzazione della linea ferroviaria ionica calabrese, i parlamentari M5S Paolo Parentela, Dalila Nesci, Nicola Morra, Federica Dieni e Laura Ferrara (Ue) hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti e alle Procure di Reggio Calabria e Catanzaro, insieme al docente esperto di trasporti Domenico Gattuso, dell'Università di Reggio Calabria. Da Rocca Imperiale a Reggio Calabria-Porto sono previsti lavori per circa 500 milioni, per cui il governatore Mario Oliverio, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio e il dg di Rete ferroviaria italiana, Maurizio Gentile, presentarono alla stampa, nel maggio scorso presso la Cittadella regionale, uno specifico protocollo d'intesa. Vi sono, inoltre, ulteriori 70 milioni per materiale rotabile già stanziati, che faranno parte di un successivo accordo. Secondo i qualificati firmatari dell'esposto, «le risorse pubbliche della comunità calabrese sono state attribuite a Rfi senza che sia stato reso pubblico il progetto delle opere, e in particolare l’insieme degli elaborati tecnici relativi (relazione, tavole di progetto, specifica delle opere e relativo articolato dei costi, cronoprogramma degli interventi eccetera)». 
Ad avviso degli esponenti c'è il rischio che «l'azienda Rfi potrebbe effettuare semplici opere di manutenzione della linea, ordinariamente a suo carico, sfruttando risorse comunitarie rilevanti senza provvedere ad un reale potenziamento (che prevede anche il recupero delle stazioni), persistendo peraltro in una incoerente opera di smantellamento dei binari in numerose stazioni». Insomma, i parlamentari 5stelle della Calabria e il professor Gattuso vogliono che la magistratura ordinaria e contabile controllino a modo le carte, a evitare eventuali indebiti utilizzi di risorse pubbliche a danno dei passeggeri calabresi. 

REGGIO CALABRIA Due giovani studenti, impossibilitati a frequentare le lezioni perché figli di un testimone di giustizia e a rischio di perdere l'anno scolastico, hanno seguito un programma mirato di formazione che alterna lezioni domiciliari ad attività didattiche a distanza. È la soluzione – resa nota dalla Prefettura di Reggio Calabria – trovata grazie alle sinergie istituzionali che si sono attivate dopo la segnalazione di un sacerdote. Le linee guida operative obbligano all'adozione di rigide misure di sicurezza, per cui gli studi dei due ragazzi erano a rischio. Dopo la segnalazione ricevuta l'istituto scolastico reggino e l'Ufficio scolastico provinciale, il Servizio centrale di protezione del ministero dell'Interno, la Procura della Repubblica e la Prefettura di Reggio Calabria, hanno avviato un dialogo per individuare le più idonee soluzioni per garantire le esigenze di protezione con quelle del diritto allo studio ed alla formazione. È così che si è giunti alla conclusione di predisporre – «con tutte le cautele del caso», sottolinea la Prefettura – un programma mirato di formazione in sinergia tra Uffici scolastici, Prefettura, Servizio centrale di protezione - Nop, d'intesa con la Procura.
«Si è trattato – è scritto in una nota della Prefettura – di un percorso innovativo, mai sperimentato prima, che ha consentito ai due giovani, affiancati con discrezione e professionalità dal Gruppo speciale del Servizio protezione, di poter fruire di un modulo didattico “straordinario”, conseguendo proficuamente il diploma. Un esempio di “buone prassi” delle pubbliche amministrazioni, in favore di una famiglia a rischio, frutto di un proficuo, intelligente e responsabile dialogo istituzionale».

«Cosenza è la città più smart della Calabria»

Sabato, 16 Dicembre 2017 12:19 Pubblicato in Società

COSENZA Cosenza è in controtendenza rispetto all'ecosistema territoriale ed esprime una realtà virtuosa in diversi ambiti. Il dato, è scritto in una nota del Comune, emerge dal rapporto Icity rate 2017, la classifica delle città intelligenti stilata annualmente dal Forum della Pubblica amministrazione, reso noto, con riferimento alla città di Cosenza, nell'ambito dell'iniziativa "Cosenza Smart Benchmarking: quale città verso il 2030?", svoltasi nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi e organizzata da Forum Pa e dal Comune di Cosenza.
«La ricerca annuale Fpa, che fotografa la situazione delle città italiane (106 comuni capoluogo) nel percorso verso città più intelligenti, ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive e più vivibili – prosegue la nota – analizza 15 dimensioni urbane (tra queste la trasformazione digitale, aria e acqua, energia, turismo e cultura, mobilità sostenibile, rifiuti, verde pubblico, ecc.) e riflette sul percorso da intraprendere per raggiungere, entro il 2030, i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile stabiliti dall'Agenda Onu 2030. Dal rapporto di Fpa emerge che Cosenza ha un buon posizionamento, nel confronto nazionale, nel settore della raccolta dei rifiuti, con riferimento alla quale ragguardevoli sono i risultati raggiunti nella raccolta differenziata. Buoni risultati Cosenza raggiunge anche con riferimento alla trasformazione digitale, in continuo divenire, e per la qualità dell'acqua e dell'aria. Cosenza supera la media regionale anche con riferimento a crescita economica, occupazione, cultura e turismo, mobilità sostenibile e governance/partecipazione».
Il rapporto è stato presentato dal presidente di Forum Pa, Carlo Mochi Sismondi, alla presenza del sindaco Mario Occhiuto e di alcuni stakeholder locali. Per definire Cosenza il presidente di Fpa ha adoperato tre aggettivi: «Sostenibile, digitale, accogliente». Coadiuvato dalla ricercatrice Paola Musollino, il presidente di Fpa ha evidenziato come lo studio condotto su Cosenza abbia messo in luce che addirittura due dei 17 punti fissati nell'agenda 2030 dell'Onu sono stati già attuati: quelli riguardanti la riduzione della produzione dei rifiuti urbani e il rispetto del limite di NO2 nell'aria.
«Cosenza – ha sostenuto Occhiuto – è una città dello stare insieme, esigenza principale di chi vive in una realtà urbana. Siamo sempre i primi del Sud Italia per le buone pratiche. Nel ciclo dei rifiuti abbiamo portato Cosenza al 60% nella raccolta porta a porta. Anche per la qualità della vita, come certificato dalle graduatorie del Sole 24 ore e da Legambiente siamo al primo posto nel Sud Italia». Occhiuto ha, inoltre, ricordato che Cosenza vanta un primato anche nell'ambito dei percorsi pedonali, tattili-sonori per i non vedenti e come l'amministrazione abbia puntato molto su sostenibilità e ambiente, facendo sorgere 15 piazze pedonali, le piste ciclabili e tra breve la ciclopolitana che unisce i punti di interesse della città.
«Ma Cosenza – ha proseguito Occhiuto – punta molto anche alla sulla cultura e sull'arte. Nel nuovo Museo dei BoCs Art ospitiamo 400 opere d'arte che valgono più di un milione di euro. Cosenza conferma la sua vocazione di città opera d'arte. Non si può parlare di città innovativa senza creatività».

CATANZARO Il Complesso monumentale San Giovanni di Catanzaro con la mostra “Imperatores” e il Museo Diocesano e del Codex di Rossano hanno dato il via a una nuova collaborazione per avvicinare ancora di più il pubblico all'arte e alla cultura.
«Esibendo il biglietto d'ingresso per uno dei due musei – è detto in un comunicato – si potrà usufruire di un'agevolazione per visitare l'altra esposizione per un ideale ponte tra due realtà che condividono un modello gestionale innovativo e al centro dell'attenzione nazionale. La 4culture, in collaborazione con E-bag, ha promosso a Catanzaro la mostra “Imperatores”, aperta fino al prossimo 28 febbraio. Un percorso dall'alto valore didattico che racconta il lungo processo evolutivo dell'impero romano, tra il VI sec a.C. ed il III sec. d.C., attraverso le ricostruzioni delle armature e dei simboli su di esse raffigurati ed è frutto di uno studio approfondito condotto dall'architetto Silvano Mattesini, tra i più importanti conoscitori delle armature romane. Presenti in mostra anche alcuni oggetti-simbolo del mondo del cinema, come le corazze anatomiche e gli elmi originali dei film Il Gladiatore (2000) e Ben Hur (2016). L'esposizione è arricchita, inoltre, da approfondimenti fruibili attraverso proiezioni olografiche, pannelli didattici, schede descrittive, video, audio guide e tablet da cui apprendere ulteriori contenuti inediti alla scoperta delle più avvincenti storie dell'antica Roma».
«Il nuovo Museo Diocesano e del Codex, tra i più innovativi e moderni della Calabria – riporta il comunicato – custodisce il Codex Purpureus Rossanensis, uno dei più antichi evangeliari esistenti al mondo, realizzato nel VI secolo e riconosciuto dall'Unesco quale Patrimonio dell'Umanità. Il prezioso manoscritto è un documento simbolo di una regione, la Calabria, che ha mediato e tradotto in sintesi la civiltà greco-orientale e quella latino-occidentale. Nel Museo è possibile visitare due principali sezioni, una dedicata al Codex Purpureus, l'altra alla storia della diocesi e della città di Rossano nei secoli, attraverso l'esposizione delle opere più rappresentative che ancora oggi si conservano. Entrambi i percorsi sono arricchiti dalla presenza di supporti multimediali e applicazioni virtuali, con contenuti didattici e curiosità riguardo alla storia e alle opere dell'intera diocesi».

Crotone, arrestati due scafisti ucraini

Sabato, 16 Dicembre 2017 11:34 Pubblicato in Cronaca

CROTONE Due cittadini ucraini, G.E., di 23 anni, e K.M. (20), sono stati arrestati in flagranza di reato dagli agenti della Squadra mobile della Questura di Crotone, in collaborazione, con i finanzieri dell'Unità navale della Guardia di finanza, con l'accusa di favoreggiamento del'immigrazione clandestina. I due giovani sono ritenuti gli scafisti dello sbarco di 42 migranti di nazionalità iraniana e irachena giunti lo scorso 14 dicembre nel porto di Crotone a seguito di un'azione di soccorso svolta da una motovedetta della Guardia di finanza al largo di Capo Colonna. I migranti erano a bordo di un veliero raggiunto nelle acque dello Jonio calabrese.   
I due sono stati fermati dai poliziotti e finanzieri della sezione aeronavale di Crotone a seguito della segnalazione, arrivata nelle prime ore di giovedì da parte di un pescatore. L'uomo, mentre si trovava con la propria imbarcazione nelle vicinanze di Capo Colonna, ha notato una barca a vela battente bandiera Usa che si avvicinava alla costa. La barca è stata poi intercettata da un'unità navale della Guardia di Finanza che poteva notare la presenza, già in lontananza, di molte persone a bordo. Individuato anche un gommone con a bordo tre persone che si allontanava dal veliero per raggiungere la costa. Una volta raggiunta la riva, i tre a bordo del gommone hanno tentato la fuga. Due sono stati bloccati mentre il terzo ha fatto perdere momentaneamente le proprie tracce per essere rintracciato in seguito dai finanzieri. Le successive indagini svolte dai poliziotti e dai finanzieri hanno consentito di identificare i due arrestati come coloro i quali avevano materialmente condotto l'imbarcazione dalle coste greche all'Italia.

 

SAN PIETRO IN GUARANO I carabinieri della stazione di San Pietro in Guarano hanno deferito in stato di libertà quattro persone (un 38enne, un 23enne, un 47enne e un 52enne), residenti a Mendicino, per i reati di furto aggravato, truffa e attentato alla sicurezza degli impianti del gas. I militari hanno accertato che i quattro condomini avevano manomesso l’impianto e si erano allacciati abusivamente ai contatori del gas, con grave pregiudizio per le condizioni di sicurezza dell’impianto stesso. L’erogazione veniva interrotta e i contatori sottoposti a sequestro.

Catanzaro, in fiamme l'auto di un ex assessore

Sabato, 16 Dicembre 2017 09:58 Pubblicato in Cronaca

CATANZARO Un incendio, sulla cui natura sono in corso accertamenti, ha danneggiato nella notte l'auto dell'ex assessore comunale all'ambiente di Catanzaro, Giampaolo Mungo. La vettura, una Fiat 600, era parcheggiata nei pressi dell'abitazione nel quartiere Piterà del capoluogo. Le fiamme, che sono state spente dai vigili del fuoco del comando provinciale di Catanzaro, hanno completamente distrutto il vano motore dell'utilitaria. L'episodio è stato denunciato dallo stesso Mungo ai carabinieri della Compagnia di Catanzaro che hanno avviato le indagini. Nessuna ipotesi è al momento esclusa. Mungo, esponente del movimento Officine del Sud, si era dimesso dalla carica di assessore comunale lo scorso 24 novembre. 

GIOIA TAURO Beni per circa centomila euro sono stati sequestrati nell'ambito dell'operazione condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria che stamani ha portato al fermo di tre persone ritenute vicine alla cosca Piromalli di Gioia Tauro. Il sequestro ha riguardato la società, la Mar.Sal., che era gestita, di fatto, da due dei fermati, i fratelli Domenico e Vincenzo La Rosa, di 27 e 25 anni – il terzo fermato è Fabio Sacco (24) – e che avrebbe dovuto beneficiare dell'abbandono della prestazione di servizi nella piana di Gioia Tauro di altre due aziende Atre Express e Gls, prese di mira dagli indagati. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno preso il via nel settembre scorso con il coordinamento della Procura di Palmi e della Dda di Reggio Calabria, allo scopo di fare luce su un'escalation nelle tentate estorsioni ai danni delle società di logistica e trasporto Atre Express e Gls. Dalle indagini sono emersi numerosi episodi, ravvicinati nel tempo, in occasione dei quali gli indagati avevano avvicinato gli autisti della Atre Express, affidataria del servizio di consegna merci in favore di terzi per conto della Gls per la Provincia di Reggio, minacciandoli di lasciare il territorio di Gioia Tauro. In un'occasione, gli indagati, insieme ad altre quattro persone non identificate, dopo aver condotto uno dei corrieri in una zona isolata, lo hanno privato della libertà per due ore, minacciandolo con una pistola e imponendogli di non uscire dal veicolo a bordo del quale viaggiava e di non utilizzare il proprio telefono cellulare.
«Singolare e indicativo della metodologia tipicamente mafiosa utilizzata dal gruppo criminale», secondo gli investigatori, è l'episodio del 9 ottobre 2017 quando i tre fermati, in pieno giorno e in una delle vie più trafficate di Gioia Tauro, dopo aver bloccato la strada a un corriere della Atre Express, hanno colpito ripetutamente l'autista, minacciandolo di tagliargli la gola se non fosse andato via.

Nicolò e Cannizzaro, gli amici-nemici

Giovedì, 14 Dicembre 2017 14:44 Pubblicato in Politica

REGGIO CALABRIA «Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io». Grande verità, soprattutto in politica. Dove spesso gli avversari, quelli autentici, non appartengono al partito concorrente, ma al tuo. E l’astio, sotterraneo quando l’appuntamento con le urne è ancora lontano, riemerge prepotente al momento di affrontare una nuova campagna elettorale. Succede in tutti i partiti e succede soprattutto in Forza Italia, dove comincia a uscire dall'ombra per assumere i contorni della quasi ufficialità lo scontro tra due colonnelli reggini, i consiglieri regionali Alessandro Nicolò e Francesco Cannizzaro. Entrambi puntano a un posto in Parlamento, e tutti e due sanno bene che il successo di uno potrebbe significare (anche se non necessariamente) la sconfitta dell’altro. La guerra di posizionamento è iniziata da mesi, ma ora gli effetti cominciano a essere evidenti anche al di fuori delle ristrette riunioni di partito e al di là delle ecumeniche dichiarazioni di facciata.
Agli osservatori più attenti non è sfuggito un particolare: per domenica prossima Cannizzaro ha organizzato un importante incontro in consiglio regionale ("Forza Italia con Reggio e la Calabria per governare il Paese") al quale parteciperanno due big nazionali, il capogruppo in Senato Paolo Romani e la deputata Nunzia De Girolamo. Ci saranno pure la coordinatrice regionale Jole Santelli e il vice Roberto Occhiuto. Nella locandina di presentazione, tuttavia, spicca l’assenza di Nicolò, che a Palazzo Campanella non è uno qualunque, bensì il capogruppo di Forza Italia. Solo un caso? Oppure si tratta di un mancato invito figlio di avversioni reciproche e delle strategie per la conquista del Parlamento?

POLEMICHE I diretti interessati tentano di smorzare le polemiche. Cannizzaro minimizza: «Con Nicolò c’è sintonia totale, come dimostra l’attività di opposizione che ci ha visti uniti dall’inizio della legislatura. Non parteciperà al convegno? L’ho invitato, ma mi ha detto che quel giorno non sarebbe stato a Reggio per motivi familiari».
Nicolò è ancora più diplomatico: «L’iniziativa di Cannizzaro serve a movimentare il territorio e rientra in quelle dinamiche di aggregazione che ci vedono impegnati in prima linea a favore del partito. La mia assenza? È solo un primo step, a gennaio organizzerò un’iniziativa alla quale parteciperanno Renato Brunetta e Annamaria Bernini».


La locandina dell'evento organizzato da Cannizzaro in consiglio regionale

 

L’INCOGNITA BILARDI Insomma, né Cannizzaro né Nicolò hanno intenzione di far diventare la loro acrimonia un caso politico, ben consapevoli che una rottura pubblica potrebbe avere conseguenze pesanti per entrambi e per lo stesso partito. Ma che tra i due i rapporti siano ai minimi termini non è un segreto per nessuno. E certo l’arrivo in Fi del senatore Giovanni Bilardi – proprio ieri nominato capo del dipartimento Medicina di territorio da Berlusconi in persona – non favorisce una distensione dei rapporti. Anche perché gli spazi in lista si fanno sempre più angusti, dal momento che a Reggio e nel resto della Calabria i vertici nazionali dovranno trovare posto pure per gli esponenti delle altre “gambe” della coalizione: i fratellisti di Giorgia Meloni, i fuoriusciti di Ap, i salviniani (a Reggio spinti – ma non è ancora chiaro fino a che punto – dall’ex governatore Scopelliti) e i centristi di Quagliariello e Fitto.
Cannizzaro e Nicolò, dal canto loro, si sentono rivali, e provano a segnare il passo in questa personale guerra a due. Entrambi credono di vantare una sorta di diritto di prelazione. Cannizzaro ritiene di avere le sue chance da giocare in quanto il suo profilo corrisponde all’identikit del candidato ideale tracciato da Berlusconi: giovane, consigliere regionale e con legami solidi nel territorio; Nicolò ha invece dalla sua una militanza più che decennale e tre mandati consecutivi a Palazzo Campanella, sempre sotto le insegne di Fi-Pdl. Il capogruppo azzurro, inoltre, non ha mai digerito lo sgarbo ricevuto in occasione delle politiche 2013 – quando l’allora coordinatore regionale Scopelliti gli preferì Antonio Caridi – e di certo non pare disposto a subirne un altro.
Non è detto che, alla fine, non siano “accontentati” entrambi con buoni piazzamenti in lista. Nel dubbio, però, i due consiglieri azzurri hanno già iniziato la loro battaglia personale.

Pietro Bellantoni
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