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Corriere della Calabria

CATANZARO Proseguono le indagini della Procura di Catanzaro sui fondi e gli appalti gestiti da Calabria Verde, ente strumentale della Regione che dal 2014 ha riunito in sé i compiti e le attività di Afor e comunità montane.
Dopo aver ascoltato a lungo, come persona informata sui fatti, il direttore generale dell'ente, Paolo Furgiuele, i magistrati del capoluogo hanno sentito, giovedì pomeriggio, per parecchie ore anche Alfredo Allevato, responsabile unico del procedimento riguardo la gara d'appalto da 33 milioni di euro finanziata con fondi Por Calabria Fesr 2007-2013 – poi sospesa in autotutela da Furgiuele – per l'acquisto di un parco autoveicoli destinato a funzioni di antincendio boschivo. Quello che i magistrati – guidati dal procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri – intendono passare al setaccio è un anno e mezzo di attività dell'ente con tutti i fondi e le gare d'appalto che sono state gestite. Per questo motivo l'intenzione della Procura è quella di ascoltare tutti i dirigenti e funzionari di Calabria Verde, partendo dalle fugure apicali quali Furgiuele, Lucrezia Zurzolo, dirigente del settore Controllo di gestione, e Allevato. L'indagine su Calabria Verde nasce con lo scandalo di 33 milioni di euro persi dalla Regione quando venne stoppato l'appalto per l'acquisto di mezzi antincendio destinati alla Protezione civile. Si trattava di fondi Por Fesr 2007/2013 che andavano rendicontati entro il 31 dicembre 2015. Ma l'attività investigativa si sta estendendo a tutte le attività gestite dall'ente strumentale.

Alessia Truzzolillo
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    Ascoltato dai magistrati Alfredo Allevato, responsabile unico del procedimento sulla gara d'appalto da 33 milioni di euro andata persa

Giovedì, 17 Dicembre 2015 22:08

Muraca: inserire Lamezia tra le aree di crisi

LAMEZIA TERME La terza città della Calabria, Lamezia Terme, "ha nel suo territorio un'Area di sviluppo industriale di oltre mille ettari, con circa 90 aziende insediate, che sta profondamente risentendo della crisi socio-occupazionale in atto in Calabria, dove molte aziende sono soggette a procedure concorsuali ed altre sono costrette a ridurre le proprie potenzialità occupazionali". Nella città della Piana, così come nel resto della regione, dunque, le aziende non decollano, al contrario, tendono a ridimensionarsi in maniera preoccupante. Per questa ragione è stata presentata al consiglio comunale di Lamezia una mozione affinché la giunta solleciti la regione Calabria, "a segnalare al ministero dello Sviluppo economico le Aree di crisi in Calabria e, ove ne vengano confermati i presupposti in epigrafe evidenziati, inserire Lamezia Terme tra le predette Aree di crisi". La mozione è stata proprosta dal consigliere Luigi Muraca (Capogruppo Lamezia Unita) e già presidente dell'area industriale della Piana fino ad agosto 2016. Quando il ministero dello sviluppo economico individua un'area di crisi industriale può intervenire, attraverso il soggetto gestore che è Invitalia, attraverso "agevolazioni alle imprese per investimenti innovativi, al fine di superare le deficitarie condizioni produttive e pervenire al miglioramento competitivo delle aziende ricadenti nei territori che presentano acclarate criticità". "L'intervento dello Stato – sottolinea Muraca nella mozione firmata da altri 16 consiglieri – finanzia programmi di investimento a favore delle imprese sino ad 20 milioni di euro. In Campania, in cinque Aree di crisi, sono state stanziate risorse per quasi 50 milioni, mentre sono stati pubblicati recentemente gli avvisi per le Aree di Piombino e Rieti e sono in fase di definizione gli avvisi per l'Area di Trieste e per quella di Livorno".

NESSUNA AREA DI CRISI IN CALABRIA E' in Calabria? Possibile che non siano state segnalate aree di crisi? Possibile che aree come Piombino e Rieti risentano maggiormente della crisi rispetto alla Calabria o, per entrare nello specifico, di una città come Lamezia Terme le cui aziende hanno strutture finanziare deboli, sono sottocapitalizzate e in affanno a causa dei ritardi nei pagamenti da parte della amministrazioni pubbliche e dei difficili rapporti con le banche. "Certamente – dice Muraca – questa amministrazione sta impegnandosi per risanare il Comune con competenza e credibilità ma amareggia e sorprende appurare che altre realtà italiane, con problemi socio occupazionali analoghi ai nostri o, addirittura, di dimensioni inferiori, possano far ricorso a Leggi dello Stato che potrebbero trovare applicazione anche nella nostra realtà. Un sostegno concreto, realizzato attraverso agevolazioni finanziarie alle imprese, potrebbe dare maggiore compiutezza all'azione di governo cittadino e ridare fiato ad un'economia sfibrata come quella lametina", afferma Muraca. Insomma, serve uno "shock finanziario" che lanci l'economia e venga eterodiretto. "Gli strumenti ci sono – sostiene Muraca – e andrebbero attivati con un po' di impegno, di competenza e di volontà". Tra questi c'è, appunto, la legge 181/89 è l'incentivo per il rilancio delle aree colpite da crisi industriale e di settore. Finanzia iniziative imprenditoriali per rivitalizzare il sistema economico locale e creare nuova occupazione, attraverso progetti di ampliamento, ristrutturazione e delocalizzazione, attraverso l'ente gestore del ministero, Invitalia, alla cui guida, ironia della sorte, si trova come amministratore delegato il calabrese Domenico Arcuri. "Nella Gazzetta ufficiale n. 178 del 3 agosto 2015 - si specifica nella mozione - è stato pubblicato il decreto ministeriale 9 giugno 2015 che disciplina, ai sensi della legge 181/89, i termini, le modalità e le procedure per la presentazione delle istanze di agevolazione, nonché i criteri di selezione e valutazione per la concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore di programmi di investimento finalizzati alla riqualificazione di tutte le Aree di crisi, sia quelle complesse, sia quelle ricadenti in situazioni di crisi industriale diverse da quelle complesse". "In base alla suddetto Decreto Ministeriale, la Regione potrebbe dare impulso al riconoscimento dell'Area di crisi del territorio lametino".
Tante promesse, in passato, sono state sogni infranti per Lamezia Terme, programmi già finanziati come quello previsto nel Patto per lo sviluppo che aveva già finanziato con 24 milioni di euro una piastra logistica da costruirsi tra i 90 ettari dell'Asi, a disposizione dei mezzi in transito in Calabria e che venne definanziato dall'amministrazione Scopelliti. C'è bisogno di collegamenti d'avanguardia con poli di attrazione come Germaneto. Da fare c'è tanto. "Interventi che non siano autoctoni perché non vi sono i mezzi", dice Muraca. Ma qualche ancora di salvezza – vedi la legge 181/89 – esiste. A saperla cogliere.

Alessia Truzzolillo
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    Il capogruppo di Lamezia unita ha presentato una mozione all'Assise comunale per sollecitare la Regione a segnalare al ministero dello Sviluppo economico la pesante situazione economica-sociale del territorio della Piana

Giovedì, 17 Dicembre 2015 21:28

Il Tg web - Edizione delle 19,20

CATANZARO Il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, ha incontrato il commissario straordinario dell'Azienda ospedaliera "Pugliese-Ciaccio", Giuseppe Panella, «per sottoporre alla sua attenzione - è scritto in un comunicato - la proposta della realizzazione di un sistema sanitario catanzarese che veda la valorizzazione dei presidi ospedalieri esistenti attraverso l'attuazione del modello degli Ospedali riuniti». Presente all'incontro il consigliere comunale e provinciale del Partito democratico, Nicola Ventura. «Tale ipotesi - si aggiunge nella nota - è  basata su una organizzazione di tre poli integrati (Policlinico di viale Europa, Pugliese e Ciaccio) rifunzionalizzati in relazione alle necessita' dei cittadini e a una corretta armonizzazione reciproca».
«Un'organizzazione - ha sostenuto il presidente Bruno - che consentirebbe di fare di questa nuova realtà punto di riferimento di un comprensorio ben più vasto dell'area centrale della Calabria. Il modello degli "Ospedali riuniti", che esiste in molte realtà italiane, permetterebbe infatti di dare vita ad una struttura professionalmente e scientificamente attrezzata, da mettere al servizio di Catanzaro e della Calabria specialmente come argine alla ormai dilagante emigrazione sanitaria». «La riflessione sul futuro del sistema sanitario catanzarese - si afferma ancora nel comunicato della Provincia di Catanzaro - parte dalla constatazione che l'integrazione tra l'Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini e l'Azienda ospedaliera "Pugliese-Ciaccio" rappresenta una misura non più rinviabile nel contesto della sanità calabrese, oltre che uno strumento per arrivare alla riduzione della mobilita' passiva e ad un significativo recupero di carattere economico finanziario».
Secondo il presidente Bruno, «l'integrazione deve essere reale e non deve naturalmente interferire, almeno nella sua fase di avvio, con le legittime aspirazioni e aspettative del mondo professionale e accademico. In questo modo si darà vita a una grande Azienda capace di garantire, in seguito alla riorganizzazione di ruoli e funzioni, migliori servizi, più efficaci ed efficienti ai cittadini di Catanzaro. Il presupposto per procedere in questa direzione è una nuova intesa Regione-Università per creare le condizioni di sbloccare i 120 milioni di euro a disposizione. Solo dopo aver garantito le risorse necessarie e i 720 posti letto a disposizione si potrà pensare a come intervenire dal punto di vista logistico, con la riqualificazione e l'ammodernamento della struttura esistente». «Il commissario straordinario Panella - conclude il comunicato - ha ascoltato con interesse quanto illustrato dal presidente Bruno poiché il modello degli ospedali riuniti va nell'ottica della realizzazione di grande azienda che risponde alle necessità di tutta la Calabria. Non risultano esserci, quindi, questioni ostative al progetto degli ospedali riuniti per come prospettato dal Presidente della Provincia e alla costruzione di una grande azienda integrata».

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    Il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, ha incontrato il commissario straordinario dell'Azienda ospedaliera "Pugliese-Ciaccio", Giuseppe Panella, per affrontare la questione di un nuovo sistema sanitario

Si svolgeranno in Calabria nei giorni 18, 19 e 20 dicembre le prime presentazioni del romanzo "Cane crudo" del calabrese Antonino Fontana. Alla presenza dell'assessore alla Cultura del Comune di Reggio Calabria, Patrizia Nardi, si svolgerà la prima presentazione il 18 dicembre alle 16 nella sala della biblioteca del Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, cui prenderanno parte, inoltre, Francesca Neri, critico letterario e lo scultore Nuccio Cannizzaro.
Il 19 dicembre, sempre alle ore 16, il volume sarà presentato a Bova (Rc), al museo di Paleontologia e Scienze naturali dell'Aspromonte, alla presenza del sindaco di Bova, Santo Saverio Casile, di Amilcare Mollica, presidente dell'associazione Pro-Fondazione "Edoardo Mollica" e del professore Giuseppe Bombino, presidente dell'Ente Parco nazionale dell'Aspromonte. 
La città di Bova, uno dei luoghi del romanzo, è la capitale dei greci di Calabria, il suo sindaco, Casile, introdurrà la conferenza di presentazione in lingua greco-calabra, anche in virtù dei progetti universitari che stanno prendendo forma nella città calabrese che vede un corso specifico di laurea in questa lingua antica. 
Il 20 dicembre, alle 16, il libro sarà presentato a Rizziconi (Rc), nella sala consiliare di Palazzo san Teodoro, la conferenza voluta dall'assessore alla Cultura, Alessandro Giovinazzo, vede la partecipazione del sindaco, Giuseppe di Giorgio e della scrittrice e giornalista Caterina Sorbara. L'autore sarà presente nei tre appuntamenti di Reggio Calabria, Bova e Rizziconi.

IL ROMANZO Il vecchio e il giovane, il passato e il presente, l'arte e la cultura, la filosofia e la storia, la letteratura, il cinema, la musica. Le iperboli gastronomiche che raccontano la grande astrazione e il realismo del cibo, l'alchimia combinatoria di una Last Supper che è un percorso puro, mistico, matematico, che fonde nello stesso piatto il principe degli apostoli e il perimetro di Giuda, per chiudere con l'assolutezza del Quadrato nero di Maleviĉ. E poi i luoghi, la Calabria, Milano, i due poli opposti, il Nord e il Sud. Realtà e culture che si affrontano in un duello pungente e risoluto tra storia e finzione, descritti dall'autore con una padronanza e una cultura di fatti e luoghi ben rara a trovarsi. L'inquietudine dei personaggi del romanzo crea uno stringente confronto e rimando a Fernando Pessoa. Nei molti pensieri che paralizzano uno dei personaggi principali, Paolo (Benito) Marcianò, l'appartenenza alla realtà e il dissociarsi dal mondo reale, il dolore del vivere e il dubbio di essere in vita, sono tracciati da un sottilissimo filo che conduce con profonda intensità all'eterna domanda di come sia possibile che «il prezzo di tanta bellezza sia la morte», o del come si possa rispondere «alle stagioni, allo scroscio dell'acqua sulle tegole, al fischio di un vento sudato....». 
In Cane Crudo l'autore conduce il lettore in mondi paralleli fra finzione e storia, e passa indifferentemente dai fatti accaduti alla poesia più pura mentre racconta con ammaliante intensità il luogo da cui tutta la storia racchiusa in Cane Crudo ha origine, Bova, l'ultima roccaforte ellenofona d'Italia: "I Chòra, lu paìsi".
In quel Mediterraneo sospeso fra il mito e la povertà, «ai piedi dell'Aspromonte a ottocentoventimetri sul livello del mare, il solito paese calabrese avvolto dalla rassegnazione, un borgo suggestivo con pochi portoni dal blasone intricato, descritto chiuso e senza troppe speranze... E dopo millenni di storia, i gatti sono ancora nervosi, il vento galoppa sempre sulle tegole e il sole cade dietro l'alba, e niente è riuscito a fargli cambiare quell'aspetto di miseria...».
Ma dalla magia delle «terrazze aspromontane, disegnate dal tempo, calpestate dai saraceni e prima ancora dai latini, dai greci, dove la fortuna si posò stanca e distratta» Cane Crudo regala al lettore intense pagine di storia antica e contemporanea, intreccia la lingua nazionale ai dialetti calabrese e milanese e li mescola con l'inglese di John, un artista italo-americano che si ritrova suo malgrado coinvolto nella storia dei "Blacks Dogs", il quartetto che scimmiotta i Beatles e ne condivide misteri e accadimenti.
L'autore si concentra sui fatti salienti dell'Italia che dal boom economico passa agli anni del terrorismo, delle mafie, delle collusioni. Disegna quel clima d'attesa di quando "la mafia aveva dato l'aut aut allo stato: Totò Riina era stato catturato a Palermo; Bettino Craxi si era dimesso da segretario del Psi; Giulio Andreotti aveva ricevuto un avviso di garanzia...". Racconta dell'Irpiniagate, di Tangentopoli, della strage di Capaci e di quel Berlusconi disposto a scendere in politica.

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    Si svolgeranno in Calabria nei giorni 18, 19 e 20 dicembre le prime presentazioni del romanzo "Cane crudo" del calabrese Antonino Fontana

REGGIO CALABRIA Una delegazione di cittadini, sindaci, medici, unitamente al rappresentante del Tribunale dei diritti del malato, è stata ricevuta questa mattina dai commissari straordinari dell'Asp di Reggio, a seguito della protesta messa in atto per la carenza di ricettari per i medici di famiglia. La problematica, derivante dalle procedure in corso da parte della Regione Calabria per l'approvvigionamento, probabilmente aggravata nella Provincia di Reggio Calabria dalla mancata razionalizzazione dell'utilizzo dei formulari, è stata affrontata dai commissari già all'atto dell'insediamento avvenuto il 4 novembre scorso, attivando ogni intervento urgente per "tamponare" l'emergenza.

ANTICIPAZIONE È stata, altresì, richiesta e ottenuta dalla Regione Calabria, grazie alla disponibilità del dipartimento Tutela della salute e Politiche sanitarie, l'anticipazione al prossimo 21 dicembre della fornitura, da parte del Poligrafico dello Stato, originariamente prevista per fine gennaio 2016. Nelle more, anche nella giornata di ieri sono stati consegnati e così sarà nei prossimi giorni fino al 21 dicembre, le scorte dei ricettari reperiti in tutto il territorio regionale. Se la tempistica indicata da parte dei vertici regionali dovesse subire ritardi, i commissari hanno annunciato l'immediata adozione di misure alternative, anche extra-ordinem, per garantire i servizi ai cittadini.

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    L'Asp ha disposto un'anticipazione della consegna, già prevista per fine gennaio. Continua la distribuzione dei moduli reperiti sul territorio regionale. Già pronte le misure alternative in caso di ritardi

LAMEZIA TERME La quarta commissione consiliare "Assetto ed utilizzazione del territorio e protezione dell'Ambiente", presieduta da Mimmo Bevacqua, ha espresso, nel corso dei lavori odierni - ai quali ha preso parte l'assessore regionale alle infrastrutture Roberto Musmanno - parere favorevole su due proposte di legge d'iniziativa della giunta regionale. Si tratta della proroga al 31 dicembre 2017 dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti e del progetto che introduce le norme per i servizi di trasporto pubblico locale.
Il primo provvedimento, passato con l'astensione del consigliere Domenico Tallini - che si è riservato di entrare nel merito in sede di approvazione in aula consiliare -, ha la sua ratio nel consentire all'amministrazione regionale di ricorrere all'utilizzazione di impianti privati di trattamento e smaltimento dei rifiuti nelle more del completamento del sistema impiantistico regionale e a maggiore tutela dell'ambiente e dell'attuazione delle linee guida del Piano rifiuti.
In merito al progetto di legge d'iniziativa della giunta regionale che interviene in materia di trasporto pubblico locale (al riguardo, si è astenuto il consigliere Vincenzo Pasqua), il dibattito si è concentrato sull'esame degli emendamenti. Tra i punti qualificanti, l'Agenzia regionale delle reti e della mobilità che fungerà da stazione unica appaltante e si occuperà della manutenzione e della gestione della rete ferroviaria di competenza. «Sono state scelte politiche importanti che incideranno sulla funzionalità della legge e che consentiranno a Ferrovie della Calabria di assumere un nuovo e sostanziale ruolo strategico», dichiara soddisfatto il presidente Bevacqua che parla «di seduta intensa e proficua» nel corso della quale la commissione ha esaurito, con esito positivo, i due punti all'ordine del giorno, "corroborati", nel corso del tempo, dal contributo di tutti quegli attori che recitano un ruolo importante sui territori, rappresentando un punto di riferimento per una istituzione più vicina ai loro bisogni.
«Sull'approvazione della proposta di legge sui rifiuti - sottolinea Bevacqua - auspico che tale proroga sia l'ultima soluzione tampone per portare a soluzione definitiva la complessa questione. Quanto al Piano dei trasporti, organizzati ed erogati all'interno di un unico bacino territoriale ottimale regionale, si inquadra nell'ottica di uno sviluppo di un sistema rispondente alle imprescindibili esigenze di mobilità dei cittadini calabresi».
Aggiunge Bevacqua: «Soprattutto, per la prima volta, è stato approvato un testo unico che si propone quale sintesi compiuta e coerente che consentirà, negli anni a venire, una programmazione ed una gestione razionale ed efficiente dei trasporti pubblici locali calabresi. In questo contesto, si è voluto salvaguardare, con specifici emendamenti, alcuni punti chiave che non erano inclusi nel testo originario: ovvero, le competenze assegnate alla Città metropolitana, tenendo nella dovuta considerazione la legge Delrio; il rafforzamento del ruolo del consiglio regionale e della commissione in termini di programmazione, indirizzo e controllo; i servizi essenziali ed i posti di lavoro».
«Mi piace infine sottolineare - conclude il presidente Bevacqua - l'approvazione da parte della commissione di un apposito emendamento che prevede l'esclusione di indennità per tutte le cariche interne ai nuovi organi previsti dalla legge».

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    Il presidente Bevacqua: «Auspico che sia l'ultima soluzione tampone». Discusse anche le norme per i servizi del trasporto pubblico locale: Agenzia regionale delle reti e della mobilità sarà la stazione unica appaltante

DIAMANTE Sono stati scarcerati i due giovani accusati del tentato omicidio del 33enne avvenuto a Diamante il 25 ottobre scorso. I gip di Cosenza e di Paola, chiamati a convalidare o meno i fermi di A.N., 23 anni, e M.D., 21, sono arrivati oggi alla stessa conclusione: troppo incerto il quadro indiziario per far rimanere in carcere i due ventenni, sottoposti martedì scorso a un secondo arresto su disposizione della Procura di Paola. Entrambi sono stati rimessi in libertà in seguito alle due ordinanze emesse oggi dai giudici per le indagini preliminari, che hanno ritenuto non sussistente il pericolo di fuga e rigettato le misure cautelari perché gli indizi raccolti dagli inquirenti non sarebbero concordanti tra loro. Nei confronti dei due indagati, difesi dagli avvocati Domenico Caputo e Cristian Cristiano, era già stato emesso un fermo a poche ore dal delitto, anche in questo caso rigettato dai giudici.

LE INDAGINI La vittima era stata colpita da un proiettile alla gola al termine di un alterco avvenuto nel bagno di un noto locale della movida di Diamante. I carabinieri erano stati allertati telefonicamente da un ragazzo che aveva visto il 33enne riverso in una pozza di sangue. Secondo le prime ricostruzioni, il tentato omicidio sarebbe avvenuto al termine di una discussione iniziata per futili motivi.
Il colpo di pistola sarebbe stato esploso a bruciapelo senza che nessuno nel locale se ne accorgesse, a causa della musica ad alto volume che avrebbe anche favorito la fuga indisturbata degli aggressori.
Dopo il primo fermo, l'incidente probatorio del 12 dicembre scorso aveva permesso di acquisire ulteriori elementi a carico dei due giovani, nei confronti dei quali sono stati emessi i nuovi decreti di fermo. Poi rigettati ancora una volta dai Tribunali di Cosenza e Paola.

Pietro Bellantoni
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    I gip di Cosenza e di Paola non convalidano il fermo per i giovani accusati di aver sparato contro un 33enne in un locale della movida. Il quadro indiziario è stato ritenuto insufficiente

CATANZARO Non è tutto oro quello che luccica. Qualche ombra infatti si addensa sulla raccolta differenziata che in questi giorni sta partendo a Catanzaro. A finire nel mirino di due consiglieri comunali di minoranza, Antonio Giglio (S&D) e Vincenzo Capellupo (Pd) sono i tempi di attivazione "a regime" dell'intero progetto, in relazione al rateo mensile che il Comune riconosce alla società barese che si è aggiudicata l'appalto, la Sieco.
Secondo Giglio e Capellupo, sono troppi i 14 mesi che – da dichiarazioni durante la conferenza stampa – intercorreranno dall'assegnazione dell'appalto fino alla completa attivazione del servizio: «È giusto – scrivono in una nota stampa – precisare che il servizio aggiudicato decorre dal luglio del 2015, e che ad oggi il porta a porta non è partito, e non partirà prima di alcuni mesi. E per partire su tutta la città le stime ci dicono che ci vorrà circa settembre del prossimo anno, e non sono certo pochi 14 mesi per ottenere questo primo risultato di inserimento nell'intero territorio cittadino».

INTERROGAZIONE Così i consiglieri hanno protocollato, all'indomani della conferenza stampa di presentazione del progetto, un'interrogazione urgente al sindaco Sergio Abramo per sapere «se il Comune di Catanzaro stia corrispondendo, come ci risulta, l'intero costo del servizio alla società che lo gestisce attualmente. Ci chiediamo se non avrebbe un senso decurtare momentaneamente dagli 800mila euro circa di rateo mensile, che il Comune di Catanzaro corrisponde puntualmente da luglio alla società in questione, le cifre per i servizi ancora non svolti, come ad esempio il porta a porta. Senza nessuna polemica e nel rispetto delle esigenze di servizio aziendali e di cronoprogramma, abbiamo chiesto al sindaco se ci siano possibilità di danno erariale dato che la pesante bolletta è sulle spalle, anzi tasche, dei cittadini catanzaresi. E in proposito sarebbe utile sapere se il comune di Gimigliano, che ha svolto la gara insieme al comune di Catanzaro, si sia determinata diversamente sulle somme da versare alla ditta aggiudicataria della gara per i sevizi non svolti. Non vorremmo, date le recenti esperienze negative – e siamo sicuri non essere questo il caso – che i catanzaresi si trovino nuovamente a pagare per servizi non erogati».

Alessandro Tarantino
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    Interrogazione di Capellupo e Giglio. «Il porta a porta non è ancora partito»

COSENZA È stato presentato questa mattina, significativamente a Paola, il logo scelto dalla Commissione provinciale per celebrare il VI Centenario della nascita di San Francesco di Paola. Il logo accompagnerà tutte le manifestazioni che la commissione sta organizzando per l'importante ricorrenza che si svolgerà nel 2016. La commissione, presieduta dal consigliere provinciale Graziano Di Natale, si è dapprima recata al Santuario dove è stata accolti dai Minimi. Subito dopo, presso l'Istituto Ipssar di Paola, è stato presentato il logo ideato da Francesco Frangella. Alla presentazione, oltre a Di Natale, erano presenti anche molti consiglieri provinciali tra cui Giulio Serra, Lino Di Nardo, Gianfranco Ramundo, Aldo Figliuzzi e Francesco Bruno e la dirigente del settore Cultura della Provincia Anna Viteritti. Presente anche la dirigente dell'Istituto scolastico Elena Cupello e il sindaco di Paterno Calabro.
L'ideatore del logo, Francesco Frangella, ha spiegato il motivo per cui ha scelto di incastonare il volto di San Francesco nell'immagine della Calabria con accanto il viso di un neonato. «Il volto del Santo, in età avanzata, guarda a ponente – ha spiegato Frangella – perché è il luogo dove tramonta il sole. Quello che guarda a levante è quello di un San Francesco bambino che guarda al futuro e al simbolo Charitas che rappresenta l'essenza della sua vita e quella dei suoi confratelli». Durante l'incontro, Di Natale ha annunciato che la Commissione provinciale, tra le altre iniziative che verranno presentate nei prossimi giorni, ha deciso di promuovere anche la messa in scena di una commedia sulla vita del Santo, scritta da Mirella Romagno Turco e che verrà portata in giro in diversi comuni della provincia di Cosenza.

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    Presentato il simbolo che accompagnerà tutte le iniziative programmate per il 2016. Annunciata anche la realizzazione di una commedia sulla vita del Santo

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