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REGGIO CALABRIA Dopo la solidarietà, è arrivato anche un atto ufficiale della politica calabrese a favore dei giornalisti intimiditi. Il consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno che impegna la giunta regionale a istituire un gruppo di lavoro per valutare – con il supporto dell'Ordine e del Sindacato dei giornalisti – le iniziative che la Regione può mettere in atto per garantire la libertà di stampa.
Il provvedimento era stato presentato dal capogruppo del Pd Seby Romeo, all'indomani delle minacce ricevute dalla giornalista del Corriere della Calabria Alessia Candito, sottoposta – assieme ai suoi familiari – ad alcune misure di tutela disposte dalla Procura di Reggio. Candito è finita nel mirino di un ex pentito che, con fare allusorio, ha promesso a lei e al direttore della testata online, Paolo Pollichieni, un «regalo di Natale».
Ma a preoccupare sono anche le fibrillazioni interne ad alcuni clan di 'ndrangheta di Reggio, le cui giovani leve, la scorsa estate, si sono rese protagoniste di pestaggi nei locali della movida dello Stretto. Episodi ricostruiti e raccontati da Candito in diversi servizi pubblicati dal Corriere della Calabria. Con l'odg Romeo, inoltre, il consiglio regionale ha chiesto al governatore Oliverio e alla sua giunta di mettere in atto «iniziative concrete per sensibilizzare i cittadini attraverso campagne di informazione mirate, inclusa anche la possibilità di assistenza legale».
Nei giorni scorsi nel mirino ancora i giornalisti. Una busta con una frase intimidatoria, un proiettile e il titolo di un articolo del Quotidiano del Sud. È il messaggio ricevuto la vigilia di Natale dai giornalisti Francesco Mobilio, cronista della redazione vibonese de Il Quotidiano del Sud e Pietro Comito, direttore dell'emittente televisiva LaC, e dall'avvocato del foro di Vibo Marco Talarico. 
Le minacce a Candito e a tutti gli altri giornalisti costituiscono, secondo Romeo, «una "questione" che, per gravità dei singoli episodi e implicazioni che ne conseguono, ha un impatto nefasto sulla vita democratica, sul pluralismo delle idee e del confronto civile».

p. bel.

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    Il provvedimento, presentato dal capogruppo del Pd Romeo, chiede alla giunta di attivarsi – assieme all'Ordine dei giornalisti e al Sindacato – per garantire la libertà di stampa

REGGIO CALABRIA L'ex assessore regionale Nino De Gaetano lascia i domiciliari, ma deve stare lontano da Reggio e dalla Calabria. Così ha deciso il gip Olga Tarzia che su istanza dei legali ha disposto la cessazione degli arresti domiciliari per l'ex politico coinvolto nell'inchiesta "Rimborsopoli", ma contestualmente ha disposto per lui il divieto di dimora in Calabria. Un provvedimento che accontenta a metà le difese – gli avvocati Danilo Leva e Antonello Madeo – e il politico da loro assistito.

LONTANO DALLA CALABRIA All'indomani della pronuncia della Cassazione - che il 18 dicembre scorso ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare per De Gaetano, come per Luigi Fedele e il senatore Giovanni Bilardi, ordinando a un nuovo Tdl di valutare per i tre la sussistenza delle esigenze cautelari – i legali dell'ex assessore della giunta Oliverio hanno presentato istanza di scarcerazione, sperando di regalare un Natale da uomo libero al proprio assistito. Istanza accettata a metà dalla Tarzia e che ha obbligato De Gaetano a lasciare la Calabria – stando ad alcune indiscrezioni si sarebbe diretto a Roma – fino a quando i giudici del Riesame non decideranno altrimenti. L'udienza non è ancora stata fissata, ma in ogni caso l'ex assessore non dovrà aspettare molto per rivedere lo Stretto.

A PROCESSO Il prossimo 15 febbraio, Nino De Gaetano, si dovrà presentare assieme a Luigi Fedele, di fronte ai giudici del Tribunale di Reggio Calabria per l'inizio del processo a loro carico. Avvicendatisi nella carica di assessore regionale ai Trasporti sotto amministrazioni di diverso colore, per il procuratore aggiunto Gaetano Paci e il pm Matteo Centini i due politici sono ugualmente responsabili di una gestione dissennata dei fondi pubblici destinati ai gruppi consiliari. Accuse per le quali la Procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato, in attesa di definire le posizioni degli altri politici coinvolti.


LE ACCUSE CONTRO DE GAETANO Passato dalla Federazione della Sinistra al Partito democratico, dopo un breve ma comunque fruttuoso periodo di allocazione nel gruppo Progetto democratico, per i magistrati De Gaetano ha mantenuto inalterata un'indiscutibile capacità nel gestire "allegramente" i fondi pubblici in qualsiasi partito si trovasse. In qualità di tesoriere o di semplice consigliere, grazie ai fondi destinati ai gruppi, è riuscito a farsi finanziare pranzi, cene e viaggi, un esercito di collaboratori degno di uno sceicco – sono ventisette fra cui il cugino Carmelo Lazzaro – leasing, assicurazione e riparazioni di un'auto di lusso, per giunta "ereditata" da uno zio.

BANCOMAT SELVAGGIO E MANIPOLAZIONI A suo carico ci sono più di 400mila euro di spese ingiustificate e altrettanto ingiustificati prelievi con il bancomat assegnato al gruppo. «Inoltre – aveva sottolineato il gip nell'ordinanza - lo stesso si è reso responsabile di gravi manipolazioni della documentazione contabile, sia producendo al consiglio regionale note di rendiconto totalmente mendaci, sia confezionando documenti di spesa di cui si è accertata la falsità, come quelli relativi alla Az Litografia, giungendo a predisporre vere e proprie fatture false». Abilità che per il giudice sono ancor più pericolose alla luce del potere e dell'influenza politica di De Gaetano che «sebbene non ricandidato per le recenti consultazioni elettorali, rimane soggetto molto attivo politicamente a livello locale, che ha ricoperto diversi ruoli di prestigio al livello dell'amministrazione regionale, essendo anche stato assessore regionale. Fitta quindi la rete di rapporti con soggetti che attualmente ricoprono incarichi all'interno della pubblica amministrazione locale della quale può giovarsi l'indagato al fine di reiterare reati della stessa specie di quelli per i quali si procede nei suoi confronti».

Alessia Candito
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    Decisione del gip Olga Tarzia per l'ex assessore regionale coinvolto nell'inchiesta "Rimborsopoli"

Lunedì, 28 Dicembre 2015 21:23

Il Tg web - Edizione delle 19,30

Lunedì, 28 Dicembre 2015 21:09

Rifiuti, stato d'emergenza per altri due anni

REGGIO CALABRIA Lo stato d'emergenza nel settore rifiuti continuerà per altri due anni. La proposta della giunta Oliverio è stata approvata oggi dal consiglio regionale e in particolare consentirà alla Regione di continuare a conferire nelle discariche private, comunque non oltre entro il termine massimo del 31 dicembre 2017.
Una proroga, in sostanza, che servirà – secondo l'esecutivo regionale – a scongiurare il rischio «di mancato smaltimento e accumulo di rifiuti sul territorio calabrese».
La Regione ha approvato la sua legge in materia di rifiuti nel 2014, ma ancora oggi non è stata del tutto applicata. La Calabria, inoltre, attualmente può contare solo su 7 impianti pubblici di trattamento meccanico-biologico, troppo pochi per soddisfare la generale domanda di smaltimento. E le stesse carenze si riscontrano anche per le strutture che dovrebbero occuparsi della differenziata.
«Non è una semplice proroga, esiste un preciso cronoprogramma», chiarisce il governatore Mario Oliverio. «Il nuovo Piano sui rifiuti – insiste – sarà presentato entro la fine di gennaio» e prevederà una «massiccia raccolta differenziata», oltre all'investimento di 100 milioni di euro per i nuovi impianti di Catanzaro, Reggio e Sibari. «Gli avvisi saranno pubblicati il prossimo gennaio e le gare andranno a buon fine entro il 2016», assicura il presidente della Regione.
«Dalla soluzione di queste problematiche passa il successo di questa legislatura», spiega il presidente della commissione Ambiente Mimmo Bevacqua, che ha illustrato il provvedimento.
«Si tratta – aggiunge l'assessore regionale Antonietta Rizzo – di un atto dovuto e condiviso con il ministero dell'Ambiente. È necessario in vista dell'autosufficienza regionale, dell'adeguamento delle strutture pubbliche e della creazione di altri tre impianti. Il termine fissato ci consentirà di portare a termine questo piano. Da domani ci metteremo al lavoro per realizzare questo programma».
Per nulla convinto Mimmo Tallini, che chiede provocatoriamente: «Chi saranno questi fortunati privati?». Per poi chiosare: «Oliverio non ha idea di come risolvere il problema rifiuti in Calabria».
Si toglie qualche sassolino anche Fausto Orsomarso: «Dopo le critiche alla passata maggioranza, oggi il centrosinistra deve assumersi chiaramente le sue responsabilità. Nessuno si azzardi più a chiamarla "proroga Orsomarso". Chiede un «percorso verificabile» e «un cronoprogramma stringente» Carlo Guccione, per il quale è necessario istituire un sistema nel quale «chi sbaglia paga». Solo così «eviteremo di ritrovarci punto e a capo».

LEGGE URBANISTICA Approvata anche la nuova legge urbanistica regionale. La norma ha l'obiettivo di scongiurare tutti i rischi connessi alla possibile decadenza dei Piani regolatori generali e si allinea alla legge Delrio in relazione al riconoscimento di Reggio Calabria quale Città metropolitana. La legge, infatti, disciplina i contenuti del Piano territoriale della Città metropolitana, che assume la valenza di pianificazione territoriale di coordinamento, in linea con quanto previsto dalla stessa riforma Delrio.
Parecchi dubbi sono stati sollevati, ancora una volta, da Tallini, secondo cui la nuova normativa determinerà, sostanzialmente, un blocco dell'edilizia regionale. «Da domattina tutti i Comuni calabresi si troveranno in grandissime difficoltà». Non è dello stesso avviso Orlandino Greco, convinto invece che gli emendamenti approvati in aula miglioreranno sensibilmente l'impianto complessivo della legge.

RINVIO Salta l'approvazione del Quadro territoriale regionale a valenza paesaggistica (Qtrp). È stato il governatore Oliverio ad accettare la proposta di rinvio formulata dalla minoranza, stabilendo allo stesso tempo un preciso cronoprogramma: il provvedimento dovrà diventare legge entro il 30 gennaio, «perché la Calabria ha bisogno di questo strumento normativo».
Disco verde, invece, alle modifiche alla legge 35 del 2015, in particolare per quanto riguarda le procedure per la denuncia degli interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica. La norma mira a realizzare un graduale adeguamento delle strutture tecniche alle nuove procedure informatiche. Nasce, dunque, il sistema Sismi.ca, attraverso il quale verrà digitalizzato l'iter per il rilascio dell'autorizzazione sismica, istruttoria inclusa. Tutto avverrà in forma telematica e con firma digitale.

Pietro Bellantoni
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  • Occhiello

    Approvata dal consiglio regionale la proposta della giunta Oliverio: si continuerà a conferire nelle discariche private. Il governatore: investimento di 100 milioni di euro per i nuovi impianti di Reggio, Catanzaro e Sibari. Ok anche alla legge urbanistica

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    - Il Consiglio approva la manovra finanziaria

LOCRI Luci ed ombre. Due giorni dopo l'annuncio della società di calcio a 5 femminile di Locri "Sporting club" di ritirare la squadra dal campionato di serie A a causa delle minacce rivolte al presidente della società, Ferdinando Armeni, si fanno sempre più numerose le prese di posizione sulla vicenda da parte di una pluralità di soggetti, politici, sportivi e della società civile. Da un lato si moltiplicano le "luci", e cioè gli attestati di solidarietà rivolti alla dirigenza della società e gli inviti a rivedere la decisione di ritirare la squadra dal campionato. Alla lunga lista oggi si sono aggiunti il sindacato calciatori e l'olimpionica Valentina Vezzali. Ma accanto alle "luci" c'è anche qualche ombra e posizione improntata ad incertezza. È il caso, per esempio, della Lazio calcio a 5 femminile. «Domenica 10 gennaio - afferma in una dichiarazione il presidente della società capitolina, Valerio Piersigilli - noi dobbiamo giocare a Locri, ma non sappiamo cosa fare. Stiamo chiamando in Divisione per conoscere nei dettagli la vicenda. Anche perché, come sempre, noi dobbiamo organizzarci per andare in trasferta». «Tuttavia - aggiunge significativamente Piersigilli - pur esprimendo la nostra solidarietà allo Sporting Locri Femminile Calcio a 5, noi abbiamo paura ad andare lì. Ho la responsabilità di tutelare 30 persone fra giocatrici, staff tecnico e dirigenza, per non parlare dei nostri tifosi. Spero si risolva al più presto la questione. Non è piacevole praticare uno sport, una passione, con un ambiente ed un clima intorno del genere. Una possibile soluzione? Fermiamo il campionato! Forse, in questo modo, si potrebbe provocare il giusto rumore... ». Solidarietà allo Sporting Club Locri, dunque, ma anche incertezze per un mondo, come quello del calcio a 5 femminile, che vive di puro sport, senza interessi di natura finanziaria o fini reconditi. Dopo l'annuncio del presidente federale Tavecchio, che intende portare la nazionale femminile a Locri, anche quella delle parlamentari-calciatrici si è detta pronta a giocare una partita a Locri «come modo - è detto in un comunicato - per sostenere tutte le donne costrette a fare sport in situazioni difficili», mentre Valentina Vezzali, campionessa olimpica di fioretto e vicepresidente di Scelta civica, da parte sua esprime «sdegno e rabbia massimi, ma purtroppo non sorpresa per l'attacco subito dalla squadra femminile di calcio a 5 Sporting Locri». Il coordinamento nazionale antimafia Riferimenti si è detto «pronto a rilevare la società che il presidente Armeni ha annunciato di voler cedere a costo zero». Intanto i carabinieri del Gruppo di Locri hanno redatto un'informativa di reato che è adesso al vaglio del pm di turno della Procura della Repubblica. Sarà il magistrato adesso a valutare se aprire un'inchiesta sulla vicenda per accertare i fatti e valutarne l'eventuale rilevanza sul piano penale, individuando eventuali responsabilità.

«PRONTE A GIOCARE, QUALCUNO RILEVI LA SOCIETÀ» Anche dalle ragazze del team di calcio a 5 arriva una riflessione. È affidata a Sara Borello, capitano in seconda: «Siamo pronte, io e le mie compagne, a scendere in campo il 10 di gennaio. Abbiamo bisogno però di un sostegno concreto da parte di chi ce lo può dare, che vada oltre la semplice solidarietà». Difensore e titolare da due anni, Sara, è a casa, a Taverna (in provincia di Catanzaro), per trascorrere le festività con la famiglia, per la quale il calcio è un comune denominatore (il fratello Giuseppe è una delle promesse delle giovanili del Crotone). Da giorni è in contatto telefonico costante con le compagne e la dirigenza dello Sporting Locri. «Ci sentiamo - dice - continuamente. È necessario, adesso, dopo le tante attestazioni di solidarietà, di cui siamo grati, che qualcuno rilevi la società e ci porti a concludere il campionato. La mia esperienza a Locri, con la società del presidente Armeni, è assolutamente positiva ed esaltante. Ci tengo a dire comunque - sottolinea Sara - che Locri è una città bellissima al di là di quello che chiunque possa pensare. Mi ci sono trovata benissimo e in due anni non ho avuto mai il minimo problema».

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    Intanto il caso della squadra femminile di calcio a 5 finisce in Procura. E Musella (Riferimenti) annuncia di essere pronta a rilevare la società: servono imprenditori coraggiosi

REGGIO CALABRIA L'allarme viene lanciato quasi sul finire di una lunga relazione. Antonio Viscomi, vicepresidente della giunta regionale, non lascia molto spazio alle interpretazioni rispetto al fenomeno dei pignoramenti e dei debiti fuori bilancio, «che rischiano - sottolinea - di determinare una situazione esplosiva». «I crediti di dubbia esigibilità - rileva sempre Viscomi - riguardano in buona parte risorse che gli enti locali devono trasferire alla regione per rifuti e risorse idriche. Gli accantonamenti riguardano pignoramenti e perdite delle società partecipate. Possiamo anche discutere sulla collocazione di piccoli importi tra un capitolo e l’altro; ma senza una azione convinta sul piano dei rapporti tra Regioni ed enti locali, per un verso, e sul piano dei debiti maturati dal sistema amministrativo parallelo segnato da società, fondazioni ed enti strumentali, le cose cambieranno molto poco. Anzi, il rischio, nella prospettiva del bilancio consolidato, è che le cose possono peggiorare e di molto».
Viscomi ha poi evidenziato «la contrazione della possibilità di manovra, che si protrae ormai da tempo. Le norme intervenute negli ultimi anni in tema di finanza pubblica e di elaborazione dei bilanci e di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni e degli enti locali obbligano ad una stretta connessione tra uscite ed entrate. Il ripianamento, possibile grazie al contenimento delle spese di funzionamento, e l'accertamento del disavanzo sono elementi da cui non si può prescindere e che determinano la certezza del dato contabile».

 

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    L'allarme del vicepresidente della giunta regionale nel corso del dibattito sulla manovra finanziaria varata dal Consiglio

Lunedì, 28 Dicembre 2015 18:13

Il Consiglio approva la manovra finanziaria

REGGIO CALABRIA La prova di fine anno è superata. Il governatore Oliverio incassa senza troppi problemi il "sì" del consiglio regionale alla manovra finanziaria e guarda al 2016 con nuovo ottimismo. La maggioranza c'è ed è più compatta che mai. La minoranza prova a inasprire i toni, ma non incide sul risultato finale: la legge di Stabilità, il bilancio di previsione 2016 e quello pluriennale 2016-2018 passano a maggioranza, al termine di un dibattito blando e senza particolare mordente, malgrado in ballo ci fosse una finanziaria da 5,4 miliardi, la maggior parte dei quali (il 63%) inghiottiti dalla sanità.

INCAPACITÀ La voce più caustica, more solito, è quella di Carlo Guccione, sempre più "frondista" interno allo stesso centrosinistra. «C'è un'evidente difficoltà a utilizzare le risorse così come avevamo previsto un anno fa", puntualizza il consigliere del Pd, secondo cui dalla giunta Oliverio non sarebbero arrivate "risposte concrete", con in più il rischio "di essere fagocitati dalle emergenze». Questo bilancio, a parere dell'ex assessore regionale, si preoccupa solo di fornire «un'apparente calma sociale», laddove servirebbe invece uno «choc economico capace di invertire la tendenza». 
 
NEL MERITO Oliverio, ovviamente, la pensa diversamente, e accusa i (pochi) detrattori di dare vita a un dibattito «strumentale, che non entra nel merito». Ci pensa lo stesso governatore a farlo: «C'è un dato generale che deve essere considerato: la contrazione delle entrate e i minori trasferimenti statali a fronte di un aumento della domanda di servizi. Ecco perché ci troviamo davanti bilanci sempre più ingessati». Ad appesantire la manovra contribuisce poi il «meccanismo infernale» dei pignoramenti, «un canale - puntualizza il governatore - alimentato dal vizietto di fare spese senza coperture».
 
RISANAMENTO È «un bilancio possibile», che impedisce alla Regione di «franare». L'inversione di tendenza c'è eccome, incalza Oliverio, perché «il bilancio che ereditiamo ci impone un obbligo di risanamento e bonifica, altrimenti deragliamo». La manovra prevede anche scelte «timide ma decise», con lo stanziamento di fondi per leggi che erano state definanziate. Edilizia, legge per lo sport, incrementi per il settore sociosanitario, soldi per gli emotrasfusi. «Piccoli ma importanti segnali», dice il presidente della Regione, tra i quali il più rilevante è il cofinanziamento di 280 milioni (spalmato su sette anni) per la programmazione comunitaria.
 
SANITÀ Oliverio allarga l'orizzonte e affronta anche il tema della sanità. L'esordio: «Maledetto il giorno in cui è stato chiesto il commissariamento del settore» (chiara stoccata all'ex governatore Scopelliti). Ora però la priorità è «rinegoziare il Piano di rientro, altrimenti la sanità non si potrà rimettere in piedi». Il riferimento è soprattutto allo sblocco del turnover e agli investimenti per riqualificare le strutture sanitarie. «Una rimodulazione - insiste il governatore - che dovrà valutare anche la funzione del commissario e il rapporto tra quest'ultimo e la Regione, che deve tornare ad avere voce in capitolo». 
 
POVERTÀ Un passaggio è dedicato anche alle ipotesi di reddito minimo. Per Oliverio «è impossibile pensare che con il bilancio della Regione possa essere affrontata la piaga della povertà. Alzi la mano chi ci crede veramente. Per l'inclusione sociale servono risorse, non demagogia e propaganda. Noi stiamo elaborando provvedimenti con precisi riferimenti alle coperture». Infine, la nota dolente delle società partecipate, alcune delle quali continuano a essere delle vere macchine mangiasoldi. «Il 2016 sarà l'anno della loro riorganizzazione», promette il governatore.
 
IL DIBATTITO Più o meno sulla stessa lunghezza d'onda il vicepresidente della giunta Antonio Viscomi: «Il sistema politico è stato chiamato a sanare gli errori del passato». 
«La manovra è ostica - gli fa eco Giuseppe Aieta -, ma i calabresi troveranno poste di bilancio che danno spessore a questa azione di governo». 
Di tutt'altro segno la disamina di Giuseppe Mangialavori (Cdl): «La manovra mette in luce la rassegnazione di questo governo regionale, completamente appiattito alle indicazioni della burocrazia. È un provvedimento che non aggredisce i veri problemi della Calabria, ci saremmo aspettati molto di più». Tranchant anche Fausto Orsomarso (An): «Questo bilancio ci porta all'anno zero». Soddisfatto, invece, Orlandino Greco (Op): «Dico bravo a Oliverio per aver presentato la manovra entro i termini previsti e faccio i complimenti alla giunta e ai dirigenti, che non hanno falsato i bilanci come qualcuno aveva fatto in qualche Comune». Meno indulgente Mimmo Tallini (Misto): «È un bilancio senza novità, che non dà risposte e che non prevede alcuna strategia politica».
 
EMENDAMENTI Solo sei gli emendamenti presentati, tutti bocciati. Prevedevano fondi per alcuni Comuni della provincia di Reggio ed erano stati firmati dal solo Alessandro Nicolò. Che sbotta in aula: «Prendiamo atto dell'impossibilità di intervenire sulla manovra».
 
Pietro Bellantoni
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Lunedì, 28 Dicembre 2015 18:06

Potenziare gli uffici giudiziari di Locri

La Camera Penale di Locri 1989, non aderente all'Ucpi, ritiene che sia necessario potenziare gli uffici giudiziari di Locri, sia mediante l'aumento del numero dei magistrati ad essi destinati, sia mediante l'ampliamento dei ruoli del personale amministrativo in essi operante, sia mediante il completamento del nuovo Palazzo di giustizia.
L'Avvocatura locrese si ritiene legittimata a intervenire su questo tema poiché vanta una lunga, nota e autorevole tradizione, espressione di un foro che, anche in notissimi processi (su cui si è concentrata l'attenzione nazionale), ha assunto la difesa di qualunque parte processuale e pertanto portatrice delle legittime istanze del territorio.
Questa Camera penale, poi, sin dal suo nascere nell'ormai lontano 1989, è stata particolarmente attenta al confronto culturale con tutte le componenti della Magistratura associata, dall'Anm alle singole correnti, essendo profondamente convinta che, nel rigoroso rispetto dei ruoli, debba esserci un comune impegno per rafforzare gli Uffici Giudiziari operanti sul territorio.
Si deve riconoscere che un percorso condiviso da avvocatura e magistratura ha portato, dai primi anni 90 in poi, a un progressivo potenziamento degli uffici giudiziari di Locri.
In particolare, questa Camera penale ritiene che debba essere potenziato l'organico della Procura della Repubblica dell Tribunale di Locri, mediante la nomina di un procuratore aggiunto e l'aumento del numero dei sostituti procuratori.
La presa d'atto che la stragrande maggioranza dei reati previsti nel codice penale e nelle leggi speciali sono di competenza delle Procure dei Tribunali circondariali e che, anche sotto il profilo della rilevanza i reati contro la vita e la libertà individuale, contro il patrimonio, contro l'economia, contro la pubblica amministrazione, ecc., attengono alla tutela dei beni primari oltre a garantire il corretto svolgersi della vita sociale, sicché si richiede che il Governo e il Consiglio Superiore della Magistratura si impegnino a rafforzare, mediante ampliamento, gli uffici giudiziari della Locride.
La circostanza che, anche per quanto attiene alle misure di prevenzione, le Procure presso i Tribunali circondariali siano dotate di competenza rende ancora più attuale la necessità dell'ampliamento degli organici.
Appare del tutto inaccettabile che una sede rilevante, anche a livello nazionale, come Locri, non sia dotata un Palazzo di Giustizia adeguato malgrado l'impegno profuso dai vertici giudiziari territoriali nel cercare di rendere decorose le attuali strutture adibite a Palazzo di Giustizia per consentire lo svolgimento delle attività giudiziarie in una situazione di emergenza.
Del pari non è accettabile che da tempo i lavori per la realizzazione del nuovo Palazzo siano fermi. Ancora, non è accettabile che circa 40 magistrati, circa 100 funzionari amministrativi, oltre 1100 avvocati debbano operare in strutture fatiscenti e del tutto inidonee.
Un impegno comune del presidente del Tribunale di Locri, del procuratore della Repubblica, che tanta sensibilità e capacità operativa stanno dimostrando, del Consiglio dell'Ordine degli avvocati, delle associazioni forensi e dei sindacati rappresentativi dei funzionari amministrativi può essere utile per ottenere dagli Organi Centrali competenti una rapida soluzione dei citati problemi sia di organico che di strutture riguardanti gli uffici giudiziari della Locride.
Si dispone la trasmissione di questo comunicato al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio dei ministri, al ministro di Giustizia, al Consiglio superiore della magistratura, al Consiglio nazionale forense, alle commissioni Giustizia del Senato e della Camera dei deputati, alla Commissione parlamentare antimafia e a tutti gli organi di stampa.

*presidente e **segretario della Camera penale di Locri

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    di Mario Mazza* e Giuseppe Sgambellone**

Lunedì, 28 Dicembre 2015 17:51

Musella: potremmo rilevare lo Sporting

LOCRI Il coordinamento nazionale antimafia Riferimenti, in una nota a firma del presidente, Adriana Musella, afferma di «stare valutando la possibilità di rilevare la società di calcio a 5 femminile Sporting Locri dopo le minacce subite che hanno indotto la dirigenza a ritirare la formazione del campionato». «Essendo un'associazione no profit, basata sul volontariato - prosegue il comunicato - Riferimenti non dispone di fondi o di rendite e per questo chiama a raccolta imprenditori coraggiosi e con la schiena dritta e professionisti onesti perché siano di supporto. Alla proposta sono già pervenute adesioni, prima tra tutte quella dell'imprenditore Gaetano Saffioti, testimone di giustizia che certamente la testa non l'ha mai abbassata e che ha offerto il proprio aiuto al coordinamento Riferimenti. Se ne attendono altre. L'iniziativa ha bisogno del sostegno di tutti, privati ed istituzioni calabresi, Coni e lega italiana calcio». «È indubbio - conclude la nota - che il Coordinamento Riferimenti non assumerà alcuna iniziativa in merito senza prima aver consultato gli inquirenti ed aver avuto l'assenso della Prefettura di Reggio Calabria e degli altri organi preposti. Questo al fine di permettere alle ragazze di potere tornare in campo e di non subire la vergogna di una resa imposta».

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    Il presidente di "Riferimenti" lancia un appello agli imprenditori per acquisire la squadra di calcio a 5 femminile intimidita dalle 'ndrine

RENDE Svelato il segreto della potente colla naturale prodotta dalle cozze: la sua forza sta in una proteina "asciugatrice", che rimuove le molecole d'acqua per poi aderire tenacemente al substrato. Grazie alle sue proprietà sarà possibile sviluppare nuovi adesivi resistenti all'acqua, biodegradabili e biocompatibili, utili sia nel settore navale che in chirurgia, per suturare ferite e riparare fratture.
La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Communications, si deve all'Istituto di Nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec) di Rende, in collaborazione con l'Università della Calabria e la Nanyang Technological University di Singapore. «Si tratta di un risultato di grande rilevanza applicativa, perché anche i più tenaci tra i moderni adesivi sintetici si rivelano inefficaci nel generare adesione in presenza di molecole d'acqua», spiega Bruno Zappone, del Cnr-Nanotec. Il segreto per ottenere la super-colla subacquea è stato scoperto studiando le cozze verdi asiatiche. Questi molluschi producono la loro bava appiccicosa secernendo varie proteine secondo una sequenza ben orchestrata. Dapprima la cozza produce una proteina "asciugatrice", che rimuove le molecole d'acqua e si lega fortemente al substrato. Su questo primo strato superficiale viene poi costruito un complesso tessuto proteico, in cui ogni proteina svolge una funzione specifica (come la protezione dall'ambiente esterno o la resistenza alle sollecitazioni meccaniche). «Una "colla subacquea" potrebbe avere importanti applicazioni nel settore navale - sottolinea Zappone - ma senza dubbio straordinarie risulterebbero le applicazioni in campo medico finalizzate, ad esempio, ad evitare inestetiche suture chirurgiche, a ricostruire tessuti danneggiati oppure ossa fratturate, a riparare i distacchi di retina o ad integrare materiali biomedicali in presenza di liquidi biologici».

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    Una ricerca del Cnr di Rende e dell'Unical hanno permesso di individuare una proteina prodotta dalle cozze. Ora si aprono applicazioni nel campo dell'ingegneria navale e in chirurgia

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