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COSENZA È stato arrestato dopo un lungo inseguimento un pregiudicato che ha tentato di sfuggire ad un posto di blocco della polizia stradale, provando anche ad investire un agente. Il fatto è avvenuto stasera nei pressi di Cosenza. L'uomo, A.M., 38 anni, originario di Acri (Cs), all'alt degli agenti della polstrada della stazione di Cosenza Nord ha accelerato bruscamente, puntando su un agente che è riuscito, per fortuna, ad evitare di essere investito. Ne è nato un lungo inseguimento, che è terminato sull'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. All'inseguimento ha partecipato anche una pattuglia della guardia di finanza. Alla fine l'auto del fuggitivo è stata raggiunta e fermata, nei pressi di Montalto Uffugo. E così gli agenti hanno scoperto che l'uomo aveva con sè circa 57 grammi di cocaina. «Era droga che probabilmente doveva essere smerciata stasera - sottolinea all'Agi Antonio Provenzano, comandante della polizia stradale di Cosenza - e l'arresto di oggi è la prova che i nostri sistemi di controllo funzionano».

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    L'uomo originario di Acri (Cs) è stato preso dopo un lungo inseguimento terminato sull'A3 Sa-Rc

Giovedì, 31 Dicembre 2015 18:40

Peppe Servillo in concerto a Catanzaro

CATANZARO Peppe Servillo, ex leader degli Avion Travel, si è esibito all'auditorium Casalinuovo di Catanzaro nell'ambito della rassegna "A farla amare comincia tu" promossa dall’amministrazione comunale. Il cantante e attore ha fornito una singolare prova artistica. Accompagnato dai "Solis String quartet", quartetto d'archi d'eccezione, Servillo ha interpretato con grande originalità alcuni brani del repertorio classico napoletano. Grande partecipazione da parte del pubblico.

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    L'ex leader degli Avion Travel è stato ospite della rassegna "A farla amare comincia tu"

COSENZA Sono stati prorogati i contratti a tempo determinato per i conduttori di macchine operatrici complesse. Il provvedimento, che porta la firma del presidente della provincia di Cosenza Mario Occhiuto, riguarda quindici lavoratori che svolgono le loro mansioni nei centri operativi di viabilità provinciale, il cui contratto era in scadenza il 31 dicembre 2015. Il dirigente del settore viabilità ha sottolineato come tali unità lavorative siano di fondamentale importanza per le attività di sorveglianza delle strade, sgombero della neve e trattamento antigelo sottolineando che, in loro assenza, l'ente non potrebbe in alcun modo adoperare i mezzi attualmente in uso, in quanto non vi è disponibilità all'interno dell'amministrazione di operai qualificati in grado di sostituirli. Il presidente Occhiuto, quindi, considerata la concreta messa in pericolo della pubblica incolumità che l'interruzione di tali prestazioni avrebbe potuto comportare, ha deciso di prorogare per un altro anno i quindici contratti.

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    La scadenza del 31 dicembre avrebbe comportato l'interruzione dei servizi di sorveglianza delle strade, sgombero della neve e trattamento antigelo

Giovedì, 31 Dicembre 2015 16:13

TANGENTI ANAS | Meduri lascia i domiciliari

REGGIO CALABRIA Gigi Meduri è libero. Sono stati revocati questa mattina gli arresti domiciliari per l'ex sottosegretario del governo Prodi, coinvolto lo scorso ottobre nell'inchiesta "Dama nera", centrata su un giro di tangenti legati agli appalti dell'Anas. Il gip di Roma ha accolto l'istanza di scarcerazione presentata dall'avvocato di Meduri, Antonio Managò.
Lo scorso 1 dicembre aveva invece lasciato il carcere e ottenuto gli arresti domiciliari la "Dama nera" Antonella Accroglianò, già responsabile del Coordinamento tecnico amministrativo di Anas e ritenuta il capo e promotore indiscusso del presunto giro di mazzette relative alle gare del gestore della rete autostradale italiana.

I DOMICILIARI Inizialmente i pm della procura romana avevano chiesto l'arresto in carcere per Meduri. Misura poi non accolta dal giudice, che aveva disposto i domiciliari per l'ex presidente della Regione Calabria. Meduri è stato più volte sorpreso insieme alla Accroglianò, con cui, secondo i pm, ci sarebbe stato un continuo scambio di favori. Accroglianò, in particolare, avrebbe chiesto al politico del Pd un aiuto per recuperare le tangenti estorte a due imprenditori catanesi, in vista del placet a una pratica illecita. L'ex sottosegretario, dal canto suo, avrebbe "interessato" la dirigente Anas in merito alla stabilizzazione in Anas di due geometri calabresi. A Meduri, inoltre, la Dama nera avrebbe anche chiesto sostegno elettorale per il fratello, candidato con l'Udc alle regionali del 2014 e, infine, un incarico pubblico dopo la mancata elezione.

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    Revocata la misura cautelare per l'ex sottosegretario. Il gip di Roma ha accolto l'istanza di scarcerazione presentata dal suo legale

Giovedì, 31 Dicembre 2015 14:34

Liceo classico di Torano accorpato a Rende

COSENZA «Ringrazio il presidente della Regione, Mario Oliverio, che ha fatto giustizia annullando l'accorpamento, sbagliato, ingiusto e forzato del Liceo Classico di Torano Castello a Bisignano e confermando invece il naturale e storico collegamento dell'istituto toranese al Classico "Gioacchino da Fiore" di Rende». È quanto afferma, in una nota, il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli.
«Ringrazio Oliverio – aggiunge – di aver accolto il mio appello (e anche quello di altre istituzioni scolastiche e del comune di Rende) e di aver avuto la sensibilità e la cortesia di informarmi ieri personalmente per telefono della decisione assunta nel corso della seduta della giunta regionale a Catanzaro».
Corbelli, circa un mese fa, aveva invitato «il presidente Occhiuto a rivedere e correggere il piano di dimensionamento scolastico e a riprendere il progetto del finanziamento per la costruzione del nuovo liceo classico toranese che, avevo, come consigliere provinciale, con la presidenza Oliverio, fatto approvare, nel 2008, dal consiglio provinciale per un importo di un milione di euro e che fino a oggi non è stato possibile realizzare per responsabilità del sindaco e dell'amministrazione comunale di Torano, quelli attuali e quelli precedenti che, nonostante le richieste della Provincia, non hanno mai voluto indicare il sito dove ubicarlo».

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    Lo annuncia il leader di Diritti civili Corbelli. Il ringraziamento a Oliverio. E l'accusa alla politica locale: nessuno ha voluto indicare il sito dove ubicarlo

REGGIO CALABRIA «Rivolgo a tutti i calabresi gli auguri di un buon 2016 che apra orizzonti nuovi per l'economia, il benessere e il progresso della regione e del nostro Paese». Lo afferma in una nota il consigliere regionale Domenico Battaglia. «Nelle ultime sedute consiliari dell'anno – aggiunge – che sta per concludersi il governo e la maggioranza della Regione hanno assunto decisioni importanti, imprimendo un'accelerazione al programma di cambiamento della Calabria avviato dal presidente Mario Oliverio. Sono state approvate leggi di significativo valore in direzione dello sviluppo e dell'innovazione: mi riferisco ai provvedimenti sul trasporto pubblico locale, sul sistema dei rifiuti, in materia urbanistica e di pianificazione in prospettiva antisismica. Leggi e deliberazioni che daranno risposte immediate ai cittadini e al territorio. Grazie alla sinergia tra esecutivo e Consiglio, il Bilancio di previsione è stato varato nei tempi stabiliti dalla normativa contabile, liberando risorse indispensabili per le imprese, gli enti locali e l'intero tessuto sociale. Il documento, pur nelle ristrettezze delle economie e delle spese vincolate indirizza risorse per lo sviluppo e per i settori in difficoltà. E anche il 2016 sarà, come il 2015, un anno di massimo impegno per rispondere alle forti aspettative dei cittadini calabresi».
«Un grande ruolo in questo senso sarà svolto dalla nuova programmazione comunitaria 2014-2020 per garantire un impatto e rapido ed efficace sul territorio e canalizzando risorse importanti nei settori strategici di una Calabria che vuole modernizzarsi e diventare competitiva. Guardiamo al 2016 – conclude Domenico Battaglia – raccogliendo le attese e le speranze dei calabresi con l'impegno di operare al meglio nell'interesse della regione e dei cittadini».

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    Il consigliere regionale ripercorre gli ultimi mesi della politica. E lancia la sfida sui nuovi fondi comunitari

Giovedì, 31 Dicembre 2015 14:15

«Nel 2016 la sanità andrà in tilt»

CATANZARO «Sin dalle prossime giornate la già abbondantemente compromessa sanità regionale potrebbe andare in tilt. A partire dalla continuità assistenziale (ex guardia medica), passando dal 118, fino agli ospedali, Pronto soccorso in primis, con l'applicazione della direttiva europea 104/CE è persino "banale" prevedere che tutto il sistema imploderà». È quanto paventa Angelo Broccolo, membro dell'assemblea nazionale di Sel.
«Stiamo parlando – continua – di due situazioni poco note ai cittadini, ma chiarissime, da oltre 20 anni, alle classi dirigenti di questo Paese. Compresi i sindacati. La direttiva europea 104/CE è datata infatti 1993, recepita con circa un decennio di ritardo col decreto legislativo 66/2003dai governanti nostrani. Nelle more è prevista una "raccomandazione" piuttosto ordinaria: il limite di 48 ore settimanali e almeno 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore per i medici. In questi anni il sistema sanitario ha retto, di fatto, sulle spalle degli operatori sanitari (spesso massacrati dai luoghi comuni) che hanno garantito, per paradosso rinunciando alle minime tutele in termini di sicurezza e salute sul luogo di lavoro, il carico delle carenze strutturali di personale. In piena attuazione del Piano di rientro in corso (in Calabria stiamo per entrare al settimo anno) e con le assunzioni bloccate da tempo immemorabile, sin dalle prossime giornate il "sistema" pubblico imploderà».
«Infatti – spiega Broccolo – nessun medico potrà espletare turni superiori alle 12 ore. Naturalmente sarà utile diramare da parte delle dirigenze sanitarie idonea direttiva su quali comportamenti dovranno adottare i sanitari a fine turno. Per comprenderci: finite le dodici ore di lavoro su chi eventualmente ricadrà la responsabilità del turno successivo? Nelle more degli accordi vigenti il medico non può allontanarsi dal luogo di lavoro fino all'arrivo del collega che lo sostituisce, in questo caso come dovrà comportarsi? Per tornare sulla situazione calabrese la situazione descritta per sommi capi coincide con le davvero poco rassicuranti notizie provenienti da Roma, sulla base delle valutazioni del tavolo Adduce (ex Massicci) la nostra Regione viaggia con circa settanta milioni di disavanzo, nonostante in ampi contesti territoriali del territorio regionale, ai cittadini non vengono assicurati i Lea più elementari. In questo contesto cade quest'altra tegola. Il rischio del de profundis per la sanità pubblica calabrese sembra davvero prossimo».
«Molto probabilmente – conclude – una riflessione sui riflessi del federalismo e delle politiche di austerità a senso unico potrebbero aiutarci a trovare soluzioni migliori di quelle perseguite negli ultimi venti anni di tagli ai servizi anziché ai privilegi».

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    La previsione di Broccolo (Sel): il rispetto delle direttive europee farà implodere gli ospedali. Verrà introdotto il limite di 48 ore settimanali per i medici. E il blocco del turnover non consente i rimpiazzi. «Come si comporteranno i camici bianchi?»

Gli echi delle stranezze che interessano l'amministrazione comunale di Catanzaro sono talmente pesanti che potrebbero non escludere anche una crisi politica dell'ente da attribuire tutta a un nuovo habitus mentale di quei consiglieri che sembrano preferire i comunicati stampa all'aula rossa di Palazzo De Nobili. La mancanza del confronto, l'impossibilità di misurarsi sulle questioni, il timore della sconfitta fanno sì che il dibattito democratico si trasferisca nelle redazioni dei giornali e trovi spazio nelle pagine di cronaca.
Ci si domanda se sia un bene o un male, se bisogna assecondare la "moda" o ritornare all'antico. La risposta è tutta nel modo in cui si intende leggere il fenomeno. Certo è che sottrarre all'aula il dibattito, ammesso che sia anche per evitare un possibile livello di asprezza, non può essere accettato e produce danni seri. Ne va di mezzo il concetto stesso di democrazia. Non a caso la legittimazione di un soggetto politico deve avere come riferimento la Carta costituzionale che regola appunto la legittimità del confronto tra forze diverse e contrapposte senza scadere in episodi di violenza, nonostante si riconosca come legittimo lo screditamento di una idea rispetto all'altra.
E, invece, sembra una gara a chi la spara più grossa. Tutti osannano la loro gestione e denigrano quella degli altri. Rimane, incontrovertibile, una endemica sofferenza della città chiamata pomposamente capoluogo di regione, ma realisticamente ridotta a cenerentola della Calabria. Di chi la responsabilità? Forse dei catanzaresi che non hanno saputo mai selezionare le persone giuste cui affidare il governo dell'urbe.
E' semplice dire che la colpa è degli altri, di chi ci ha preceduti, così come sperare nell'"onestà intellettuale" degli altri che dovrebbero riconoscere il merito di chi ha "sanato guasti terrificanti" commessi, manco a dirlo, da chi li ha preceduti.
Una indimenticabile canzone di Mina diceva: "parole, parole, parole...." I fatti si colgono in giro per i quartieri. Una passeggiata, oltre che essere salutare, ci farà toccare con mano il grado di regresso che siamo stati capaci di raggiungere.
Se invece il ricorso al giornale avviene perché si insegue una platea più ampia, forse si può anche trovare un appiglio di legittimazione. Sono, comunque, sistemi che rientrano in una condotta discutibile considerato che sarebbe preferibile lasciare al giornale e ai suoi giornalisti di riferire ai lettori ciò che accade avendo essi i requisiti per l'esercizio legittimo del diritto di cronaca. Si tratta, infatti, di professionisti che, attraverso la scelta delle espressioni, riescono a comunicare il messaggio non solo nei termini voluti dalla legge, ma anche in quelli della deontologia professionale. Accade, invece, sempre più di frequente che siano gli stessi soggetti politici, sia della maggioranza che dell'opposizione, a rivolgersi alle redazioni dei giornali portando il loro comunicato scritto, ovviamente con un taglio di parte, spesso anche trattando argomenti sui quali non c'è stata la possibilità di un confronto in aula. Un modo che può essere causa di un patatrac e il Sindaco di Catanzaro ne sa qualcosa se ha depositato di recente documenti nell'ufficio del Pubblico Ministero chiedendo che venga avviata una indagine per fatti accaduti nel Consiglio comunale dello scorso 26 novembre. Fatti che, a suo dire, avrebbero "generato artificiose ombre sulla dirigenza comunale e, di riflesso, su tutta la città".
Di cosa si tratti non è dato sapere. Così come rimane inspiegabile che non si sia avvertita la necessità di convocare un Consiglio comunale per discutere appunto delle "ombre artificiose". Dopotutto si tratta di accadimenti – a detta del Sindaco - che avrebbero potuto avere ripercussioni sulla città. Purtroppo la cronaca è ricca di episodi che confermano la scarsa tendenza a considerare che al di sopra di ogni cosa, anche delle stesse istituzioni, ci sono i cittadini, la comunità cui bisogna rendere conto. La sensazione che episodi del genere danno è che ci sia una visione privatistica del mandato politico, piuttosto che di un servizio da rendere alla collettività. Ci si dimentica spesso e facilmente dell'effettivo ruolo dei consiglieri che, è bene ricordare, esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato e con piena libertà di opinione.
Il Sindaco ha riferito di essersi recato al palazzo di giustizia perché "la città deve sapere se c'è in atto una manovra sleale per delegittimare l'amministrazione in carica". E cosa c'entra la magistratura con una verifica di questo tipo? Cercare di "mandare a casa" il sindaco anticipatamente non rientra nell'azione dei gruppi di opposizione? Comunque, trattandosi di una indagine politica perché non istituire una commissione d'inchiesta nominata dal Consiglio e composta da rappresentanti di tutti gli schieramenti? Diversa, invece, l'indagine sui presunti "abusi", sulle "illegittimità" e sugli "errori nelle pratiche amministrative" di cui parla anche il Sindaco nell'esposto presentato alla magistratura, che vanno doverosamente denunziate e, se accertati, puniti severamente. Ma perché non evidenziarli anche alla cittadinanza? Sarebbe stato un gesto importante nel segno del cambiamento e dei valori insopprimibili della democrazia; un modo per informare la comunità catanzarese trattandosi di soprusi che sarebbero stati compiuti non certamente nel suo interesse.
Ecco da dove deriva l'urgenza di una trasformazione morale soprattutto da parte di coloro che detengono il potere di esercitare il loro mandato nelle istituzioni. E non solo di essi ma anche dei cittadini che troppo spesso si disinteressano delle questioni pubbliche i cui riflessi sono, invece, determinanti per lo sviluppo della città. Sarebbe auspicabile che tutti compissimo una epocale inversione di tendenza e facessimo sentire il peso della nostra presenza a quanti stanno dentro il palazzo.
Catanzaro si sta impoverendo anche di valori, di partecipazione, di dialogo, di assunzioni di responsabilità, che sono la roccaforte della democrazia. Sono concetti di cui spesso si abusa, ma di cui altrettanto rapidamente ci si dimentica e ciò lascia ampi varchi alla discrezione nell'esercizio della rappresentanza; il che può determinare una condotta in cui è possibile che si inseriscano l'arbitrio e l'interesse personale.

*Giornalista

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    di Franco Scrima*

Giovedì, 31 Dicembre 2015 12:17

Droga e botti, un arresto a Caulonia

CAULONIA Un uomo, V.P., 37 anni, di Caulonia, è stato arrestato dai carabinieri a Caulonia per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e fabbricazione di materiale esplodente. I carabinieri hanno compiuto una perquisizione nell'abitazione del 37enne e hanno trovato mezzo chilo di marijuana, 2 pistole giocattolo di cui una modificata mediante l'inserimento di una canna d'acciaio e 4,5 chili di materiale pirotecnico di genere proibito.

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    In manette un 37enne. È stato trovato con mezzo chilo di marijuana e materiale pirotecnico illegale

REGGIO CALABRIA Il suo bilancio istituzionale è schietto: «Il 2015 è stato un anno contraddistinto da una serie di difficoltà per la politica calabrese». Ma Nicola Irto, presidente del consiglio regionale, non boccia in toto gli ultimi dodici mesi e anzi guarda al futuro con moderato ottimismo, ripetendo come un mantra le parole chiave «speranza e rinnovamento». Un obiettivo, quest'ultimo, che a Palazzo Campanella è stato perseguito attraverso una serie di provvedimenti «richiesti a gran voce dai cittadini».

COSTI A cominciare dal contenimento dei costi degli uffici, che nel 2015 sono stati nettamente ridotti rispetto all'anno precedente, passando da 67 a 58 milioni di euro: «La spesa è stata razionalizzata e riqualificata grazie ai sacrifici di tutti. Un Consiglio meno costoso e più efficiente ha maggiore credibilità. E se è credibile, rafforza la propria autonomia istituzionale», sottolinea Irto.
Tra i provvedimenti più qualificanti dell'anno, quelli volti a garantire una maggiore trasparenza amministrativa, a cominciare dal Piano triennale anticorruzione che consente, tra l'altro, il monitoraggio permanente dei procedimenti più esposti. Introdotte misure inedite, come la possibilità per tutti i cittadini di richiedere gratuitamente, inviando una mail, gli atti e le informazioni che il Consiglio è tenuto a pubblicare. Inoltre, l'introduzione del "Patto per l'integrità" garantirà più controllo nell'ambito delle procedure di gara superiori ai 10mila euro.

DIGITALIZZAZIONE Il presidente del Consiglio regionale spiega: «Abbiamo avviato la digitalizzazione dei procedimenti e la riorganizzazione della struttura burocratica dell'ente. E rivendico con orgoglio il Piano anticorruzione, con la rotazione dei dirigenti che ha restituito stimoli e dinamismo a persone e uffici». Sempre in materia di trasparenza, spiccano la pubblicazione online dei redditi dei consiglieri regionali («abbiamo semplicemente applicato una legge che già esisteva») e la diretta streaming delle sedute d'aula: un investimento di appena 160 euro per consentire a tutti i cittadini di vedere senza filtri ciò che accade durante i lavori. In altri termini, per «far entrare i calabresi» nella sede del parlamentino regionale. Metaforicamente e non solo. Perché nel mese di dicembre la presidenza del Consiglio ha lanciato la campagna #openPalazzo, il cui obiettivo è garantire la massima fruibilità degli spazi pubblici da parte dei cittadini. «Abbiamo iniziato a farlo – prosegue Irto – consegnando loro il palmarium: 3mila metri quadrati di verde attrezzato con oltre venti essenze rarissime di palma. Uno spazio che nei giorni festivi e prefestivi sarà sempre aperto alla collettività».

BASTA LUOGHI COMUNI Il 2016, secondo il presidente dell'assemblea, dovrà essere «l'anno della rivendicazione del ruolo della Calabria che, cancellando i luoghi comuni che troppo spesso albergano nel dibattito sul Mezzogiorno, sia artefice del proprio destino». Per riuscirci occorrerà iniziare «dall'applicazione rigorosa del principio di legalità, fondamento di ogni ordinamento democratico e precondizione per un sostenibile sviluppo sociale ed economico». Un presupposto da applicare «a tutte le sfide del futuro: dal Por al Psr, passando per Gioia Tauro, l'emergenza occupazione, la salvaguardia dell'ambiente, la gestione dei rifiuti, la riqualificazione urbanistica ed energetica, la mitigazione del rischio del dissesto idrogeologico. E ancora, serviranno sforzi straordinari per la sanità, contemperando la garanzia di adeguati livelli di assistenza e la razionalizzazione dei costi».
Tanti fronti aperti in un anno dal quale i calabresi attendono risposte concrete.

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    Il presidente del Consiglio fa un bilancio del 2015. Dalla riduzione dei costi di Palazzo Campanella alla rotazione dei dirigenti, dalle dirette streaming alla pubblicazione dei redditi degli eletti. Poi uno sguardo al futuro: «Ripartiamo da legalità, fondi comunitari e lavoro»

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