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Corriere della Calabria
Martedì, 08 Dicembre 2015 00:35

Il Tg web – Edizione delle 19,30

OPPIDO MAMERTINA Alcuni immobili confiscati ad esponenti delle cosche della 'ndrangheta dei Carbone e dei Mammoliti sono stati sgomberati lunedì mattina a Oppido Mamertina. L'attività è stata coordinata dal prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino. «L'operazione - è scritto in una nota della prefettura di Reggio Calabria - rappresenta uno degli interventi pianificati nel piano di sgombero di immobili confiscati alla criminalità organizzata 'ndranghetista definito nel corso di riunioni del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica tenutesi con la partecipazione del procuratore della Repubblica presso il locale Tribunale, titolare della Direzione distrettuale antimafia, del questore, dei comandanti provinciali dei carabinieri e della Guardia di finanza. Tali interventi vengono effettuati su richiesta dell'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati e d'intesa con la stessa». All'operazione hanno partecipato personale della polizia di Stato, della Dia, dei carabinieri, della Guardia di finanza, con l'ausilio dei Vigili del fuoco, del Suem 118, del servizio sanitario provinciale.

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    L'attività è stata coordinata dal prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino

Lunedì, 07 Dicembre 2015 19:28

Anche dalla Chiesa può arrivare la speranza

In centri, grandi e piccoli, della nostra Regione, non so se si possa dire che manchino le Chiese e le Parrocchie. Semmai, sono i sacerdoti a mancare, perché i giovani non hanno più, almeno come una volta, la vocazione a farsi prete e a richiudersi in Seminario per gli studi e poi affrontare il duro percorso della vita sacerdotale. Spesso,però, si tratta di edifici votati al culto che non raccolgono il numero di fedeli che meriterebbero, non solo e non tanto per la modernità delle costruzioni, quanto per riflettere e pregare. Vuol dire che la gente non crede più e si reca in Chiesa per il battesimo, la Cresima, il matrimonio e l'addio alla vita terrena? Se così non è poco, ci manca. Saranno le distrazioni, maggiori rispetto a venti o trenta anni fa, sarà che gli impegni (ma quali?) sono maggiori, sarà che si preferisce, d'estate, una giornata al mare, o d'inverno il bar con annesso biliardo, un fatto certo è che non si frequentano più le Parrocchie come un tempo. Di questo- e non solo- si è parlato nella Cattedrale di Mileto, nel corso del settimo convegno pastorale diocesano.
È stato il dinamico monsignor Nunzio Galantino, ex vescovo di Cassano allo Jonio e ora segretario generale della Cei, la conferenza di tutti i vescovi italiani, a gettare la pietra nello stagno dell'indifferenza. Parlando "Chiesa in uscita", mons. Galantino (quello del rimprovero ai politici di casa nostra dediti solo al lavoro per raccogliere voti e non a svolgere la funzione per la quale vengono eletti) il segretario dei Vescovi ha sottolineato come la Chiesa, in Calabria ed altrove, debba riporsi in cammino senza paura di mettersi in gioco ed osare, deve costituire per i giovani, e non solo, punto saldo di riferimento. Rivolgendosi ai sacerdoti e ai laici, presenti nella splendida Cattedrale di Mileto – quella della mia gioventù di piccolo dirigente dell'Azione cattolica - Galantino ha esortato tutti ad aprirsi al rapporto e al confronto con gli altri e a sottolineare «basta con l'essere autoreferenziali, occorre smettere di creare barriere di filo spinato per stare tranquilli, le parrocchie devono diventare case aperte per la gente libera che deve assimilare il Vangelo».
Invece, soprattutto nei piccoli centri, ma anche nelle grandi città, si assiste al massimo «a un segno della Croce, fatto in maniera frettolosa, riconoscendo che si è passati davanti ad un luogo di culto. Quanto al fermarsi ed entrare, sia pure per pochi minuti ce ne corre. E la funzione religiosa della Domenica? Non cambia nulla, sono in pochi sanno che il precetto generale della Chiesa prevede una volta la settimana, la partecipazione alla Santa Messa. Però, se parli con quanti hanno questi atteggiamenti di disinteresse o di distacco, non esitano a definirsi cattolici praticanti!
Il messaggio di Galantino è stato chiaro. Da una parte i sacerdoti, a cui è affidata la cura delle anime, ed i fedeli devono trovare un punto di incontro e rilanciare la Parrocchia, intesa come punto di aggregazione per un'ora di riflessione alla settimana. Vivere la Chiesa, in sostanza, non significa essere bigotti o conquistare spazi di potere. Significa accogliere, assieme ai sacerdoti, accogliere le sfide di questo mondo (che non sono poche) per non morire di asfissia e del proprio orticello. Forse - superato il momento difficile - bisognerebbe trovare il modo di riprendere le processioni più volte all'anno e stanare chi, tra giovani e meno giovani, è preso dall'apatia e dall'indifferenza. Anche il vescovo di Mileto, monsignor Luigi Renzo, ha parlato di recupero delle periferie, non tanto geografiche quanto spirituali, perche «è dalle periferie che si tocca con mano l'essenza dell'uomo, che si scoprono i suoi problemi. Ed è a questo che la Chiesa deve dare risposte!».
Insomma, da Mileto è venuta una sfida al cambiamento, un atto di coraggio e non di vergogna, perché, specialmente in Calabria, torni la speranza. E Dio solo sa, quanto indispensabile, per la vita, sia proprio la speranza in un domani, se non nell'oggi, migliore.

*giornalista

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    di Gregorio Corigliano*

REGGIO CALABRIA «Ti vorremmo di nuovo a casa, a indossare i nostri colori, a rappresentare la nostra gente come ha fatto tuo padre prima di te. C'è una maglia Nero Arancio che ti aspetta con il tuo nome sulle spalle "Bryant". Un abbraccio piccolo Kobe, grande, infinito Artista del Basket». Si conclude così una toccante lettera inviata dalla Viola Reggio Calabria a Kobe Bryant, la star del Los Angeles Lakers, che poche settimane fa ha annunciato il suo ritiro a fine stagione. Nella lettera è allegata una foto del 1986, con un piccolo Kobe di soli 8 anni in posa con la maglia delle giovanili della Viola con alle spalle il papà Joe "Jellybean" Bryant, che in quegli anni era una star della Serie A italiana proprio a Reggio Calabria.
La lettera ha suscitato grande interesse anche negli Stati Uniti, ripresa da diversi siti e blog. Questo il testo integrale pubblicato anche in inglese sul sito della Viola: «Ciao Kobe, la foto allegata è del 1986. Non c'è scritta alcuna didascalia ma se ce ne fosse una perfetta per quella foto reciterebbe "l'incredibile non è realizzare un sogno ma guardare la strada che ha dovuto fare quel sogno per diventare realtà". C'è un predestinato inconsapevole che in quel momento è solo un bimbo di otto anni, orgoglioso della sua divisa marchiata Viola Reggio Calabria. Dietro di lui ci sono i due "bronzi di Riace" della città: Kim Hughes e Joe Bryant. Jellybean Bryant è una delle leggende che hanno fatto la Storia, il mito della Viola; è il giocatore che ha realizzato il record ancora imbattuto di punti in una sola gara: 69. Dopo di loro, quei bronzi che hanno segnato un solco impensabile per una piccola realtà del profondo Sud affacciata sul mare, sono passati grandi Campioni come Volkov, Garrett, Sconochini, Ginobili, Delfino e molti altri. Ma la bellezza di quella Magia chiamata Famiglia Viola è in quel bambino con l'argento vivo addosso che dopo le gare nel piccolo Palasport Botteghelle già catturava l'ammirazione e la simpatia di tutto il popolo Viola. E mentre stupivi il mondo, Kobe, diventando Black Mamba, "the Basketball", per noi sei rimasto quel bambino: il figlio di Reggio Calabria. Per tutta la sua storia lunga 49 anni, per ciò che hanno rappresentato i suoi simboli, i suoi campioni, i suoi figli, oggi la Viola continua a rappresentare l'orgoglio di tutta una regione, il riscatto sociale, l'espressione di ciò che di meglio sa produrre il suo popolo. L'incredibile grandezza di ciò che tuo padre ha contribuito a creare e dentro cui sei cresciuto per qualche anno, non è solo una bella storia di amarcord ma è il presente concreto dei figli di quelle sue icone, che generazione dopo generazione stanno mettendo a disposizione della Viola quel Dna unico per continuare quella Storia magica. Non c'è angolo della tua città Kobe, dalla sabbia del lungomare di Gallico fino alle distese joniche, che non abbia respirato con il cuore pieno di orgoglio e la canottiera oro viola numero 24 la NBA, dal Draft del 1996 e fino all'ultimo secondo sul parquet del 2016 in cui non tratterremo le lacrime più dolci e amare che non sapevamo di avere. Ci hai dato per venti immensi anni la misura di cosa può arrivare a fare il Basket, dalla riva di una spiaggia e fino a un deserto arido. Piccolo figlio di Reggio, immenso Kobe, sognare ad occhi chiusi tutto il chilometro più bello d'Italia che trabocca d'amore per te non costa nulla e non importa se rimarrà per sempre un sogno irrealizzabile, ci sono pochi che possono permetterselo. Questa immensa casa sul mare dello Stretto sarà sempre tua... Abbiamo un sogno troppo grande per essere vero... forse lo stesso che non sapevi di avere in quella foto a otto anni.... Ti vorremmo di nuovo a casa, a indossare i nostri colori, a rappresentare la nostra gente come ha fatto tuo padre prima di te. C'è una maglia Nero Arancio che ti aspetta con IL TUO nome sulle spalle "Bryant". Un abbraccio piccolo Kobe, grande, infinito Artista del Basket. La Viola Reggio Calabria».

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    Toccante lettera al campione Nba: «C'è una maglia neroarancio che ti aspetta». Allegata alla missiva una foto del 1986, con un piccolo Kobe in posa con alle spalle il papà Joe "Jellybean", che in quegli anni era una star della squadra di Reggio

COSENZA I carabinieri di Cosenza hanno posto agli arresti domiciliari l'ex parlamentare dell'Udeur Bonaventura Lamacchia che deve scontare una condanna a 2 anni di reclusione per il reato di calunnia. I militari hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Cosenza dopo che la condanna nei confronti di Lamacchia è diventata definitiva. I fatti relativi alla calunnia risalgono al 2006. In passato Lamacchia era stato coinvolto in alcune inchieste tra cui una nel 2002 per bancarotta ed estorsione.

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    I carabinieri hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Cosenza dopo che la condanna nei confronti dell'ex parlamentare dell'Udeur è diventata definitiva

Lunedì, 07 Dicembre 2015 17:53

La ricchezza dei prodotti da forno

Lunedì, 07 Dicembre 2015 17:48

Al Casalinuovo "Indietro non ci torno"

CATANZARO "Indietro non ci torno" è il titolo dell'album di Gianfranco Riccelli, fondatore degli "Arangara", presentato con successo all'auditorium "Casalinuovo" di Catanzaro. La serata ha visto anche la partecipazione del chitarrista Febo Nuzzarello, che ha curato la direzione artistica dell'album insieme a Claudio Corradini, e Marcello Barillà, coautore dei testi e delle musiche di tre brani tra cui quello che dà il titolo al Cd. Insomma, una serata all'insegna della musica d'autore di qualità.

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    Sul palco dell'auditorium di Catanzaro è stato presentato l'ultimo album di Gianfranco Riccelli

Lunedì, 07 Dicembre 2015 17:26

In vacanza a Cuba, muore dopo un malore

MONTALTO UFFUGO Vigilia dell'Immacolata triste per Montalto Uffugo e per tutta la Calabria. Un giovane, Paolo Salerno, 38 anni del piccolo centro del Cosentino, è morto dopo un malore che lo ha colto mentre stava scendendo dall'aereo all'aeroporto di Cuba. Quella che doveva essere una spensierata vacanza assieme a un'amica si è trasformata in tragedia. Immediati i soccorsi: il calabrese è stato ricoverato in ospedale per un'ulcera perforata. Ma la situazione è peggiorata all'improvviso e per il ragazzo non c'è stato più nulla da fare. La notizia ha addolorato tutta Montalto anche perché il 38enne era molto conosciuto. Anche negli ambienti calcistici per essere stato per diversi anni attaccante della squadra della sua città e per aver giocato in Eccellenza e Promozione. 

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    Il 38enne Paolo Salerno, appena atterrato, è stato ricoverato d'urgenza per un'ulcera perforata ma le sue condizioni sono precipitate all'improvviso. Originario di Montalto, era molto conosciuto anche negli ambienti calcistici, per avere giocato in Eccellenza e Promozione

Lunedì, 07 Dicembre 2015 17:19

Patti per il Sud, la Calabria trova l'accordo

ROMA Patti per il Sud al rush finale. La settimana prossima si chiudono i lavori tecnici per la stesura di quelli relativi alle Regioni. Obiettivo: la firma prima di Natale. Oggi, a Palazzo Chigi, la fase conclusiva con ben quattro Regioni: Molise, Abruzzo, Calabria, Campania. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti ha infatti presieduto altrettante riunioni politico-tecniche con i governatori Paolo Frattura, Luciano D'Alfonso, Mario Oliverio e Vincenzo De Luca per stringere le intese sugli interventi prioritari da realizzare nei rispettivi territori allo scopo di contribuire al loro rilancio produttivo e occupazionale. Mercoledì ulteriore passo di avvicinamento alla sottoscrizione: in calendario, incontri con i presidenti Michele Emiliano (Puglia), Marcello Pittella (Basilicata) e Rosario Crocetta (Sicilia). Lunedì prossimo, 14 dicembre, con il presidente della Sardegna Francesco Pigliaru. Sarà poi la volta degli incontri conclusivi con le otto Città metropolitane.

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    Incontro conclusivo a Roma tra il governatore Oliverio e il sottosegretario De Vincenti. La firma dovrebbe arrivare entro Natale

GASPERINA Gli agenti del Nucleo regionale artificieri antisabotaggio e della squadra volante della Questura di Catanzaro hanno sequestrato a Gasperina 50 chili di materiale pirotecnico di genere proibito e 10 chili di sostanze chimiche. Il materiale era nascosto in un garage il cui proprietario è stato denunciato. Il materiale pirotecnico era posto a poca distanza da un ingente quantitativo di legna da ardere, altri materiali infiammabili, veicoli a motore e altri macchinari.

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    Il materiale pirotecnico era nascosto in un garage il cui proprietario è stato denunciato dagli agenti della Questura

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