Turismo nel Catanzarese, questo sconosciuto

di Franco Scrima* Lunedì, 25 Settembre 2017 10:07 Pubblicato in Contributi

Con l’estate che ormai si avvia a grandi passi a lasciare la scena all’autunno si ritorna a parlare di turismo, si fanno bilanci, si pensa al domani. In questo quadro il pensiero corre veloce su quella parte di costa che da Catanzaro Lido si snoda a sud fino a Soverato. Poco meno di 15 chilometri lungo i quali si concentrano scorci di inestimabili bellezze; luoghi che avrebbero tutte le potenziali caratteristiche per vivere, e anche bene, di turismo. Uno scorcio di costa jonica che invece stenta ad affermarsi e a proporsi con una offerta accattivante, dunque competitiva. Fa rabbia perché località con meno appeal, nel Paese, riescono a imporsi all’attenzione dei grandi canali turistici ed a determinare benessere.
Forse bisognerebbe partire con l’affidare a persone esperte e qualificate i settori chiave a cominciare dalle proloco e dagli assessorati al turismo che non è una parola astratta, immateriale, ma concreta e reale che riguarda il complesso delle attività connesse all’organizzazione che dovrebbe lavorare nel rispetto delle località, della società amministrata e dell’ambiente. Addirittura i cultori della materia si dilettano in riflessioni sottili fino a differenziare l’aspetto “attivo” del turismo da quello “passivo” che riguarda l’impulso psicologico che il turista subisce dal momento in cui decide di lasciare la sua residenza abituale per andare in vacanza, fino a quello del raggiungimento della località prescelta. 
Lungi dall’addentrarci in simili meccanismi, cogliamo ciò che può interessare le nostre zone trattandosi di località di mare. Così si apprende che il turista tra le cose che chiede di trovare spera innanzitutto in un mare pulito, in stabilimenti balneari accoglienti nei quali si ha cura anche della sabbia che va pulita e rastrellata tutti i giorni, in impianti sportivi, ristoranti, negozi di prodotti tipici del luogo e dell’artigianato. Auspica anche rispetto della quiete nelle ore notturne e in quelle del riposo pomeridiano, collegamenti efficienti da e per l’aeroporto, una rete di collegamento con le località vicine e con i paesi collinari dove recarsi per scoprirne la storia, i piatti e le ricette del passato. 
L’accoglienza ha, d’altra parte, un’importanza fondamentale. Trovare un paese pulito, senza erbacce ai margini delle strade, con le siepi delle abitazioni ben curate, con i marciapiedi in ordine e le strade senza buche, è infatti il miglior biglietto da visita che si possa offrire per far breccia nel turista e sperare nel suo ritorno. Così come bisogna fare attenzione a garantirgli ciò che è riportato nei depliant pubblicitari che gli sono stati consegnati. 
Non bisogna intenderlo come un libro dei sogni, si tratta delle condizioni minime che bisogna garantire a chi sceglie di trascorrere le vacanze in questa parte di Calabria. Così come bisogna avere riguardo anche per i prezzi che devono essere competitivi rispetto ad altre località che sono riuscite a trasformare le loro città in vere industrie del turismo facendone la principale fonte di reddito. Per riuscirci occorre fare un lavoro di promozione culturale del territorio perché dobbiamo essere per primi i cittadini che lo abitano a percepirlo come meta turistica. Ciò aiuterà a mettere a fuoco le possibilità di sviluppo di questa vasta area che custodisce un ingente patrimonio culturale e naturalistico.
Le prospettive turistiche di questa parte della provincia di Catanzaro hanno bisogno di una strategia comune che metta in sinergia le risorse. Di ciò le istituzioni (Comuni e Regione) devono impegnarsi a rendere attuabile il progetto per far sì che questo territorio raggiunga, a livello turistico, la visibilità che merita.

*giornalista