Viabilità cittadina e silenzio della politica

di Franco Scrima* Lunedì, 20 Novembre 2017 09:43 Pubblicato in Contributi

Può Catanzaro sopportare il flusso di automobili che giornalmente si riversa in città? Può la città accoglierle in aggiunta a quelle dei residenti, senza che si creino problemi per la circolazione? Può una politica seria dei trasporti contribuire a determinare una migliore qualità della vita? Sono aspetti dello stesso problema che interessano la quotidianità della città e di coloro che vi abitano, poco considerati e non tenuti nella debita considerazione.
La geografia urbana di Catanzaro è simile a quella di molte altre città italiane nelle quali il problema del traffico è stato da tempo affrontato dalle amministrazioni locali che l’hanno studiato e risolto. Nel capoluogo della Calabria sembra che il tempo si sia fermato: la questione del traffico affligge i catanzaresi da anni e nonostante si avverta la necessità di un intervento risolutore, di uno studio particolareggiato non è stato mai affrontata nei suoi aspetti essenziali se non con palliativi spesso anche condizionati da una moltitudine di interessi che hanno fatto abortire qualsiasi iniziativa che potesse fare intravedere la soluzione del problema. Il più delle volte sono stati apportati correttivi di scarso profilo lontani dal risolvere il problema; pannicelli caldi che, come spesso accade, non sono serviti a trovare la giusta soluzione.
Eppure sarebbe stato sufficiente andare a guardare cosa succede in altre città che per dimensioni o per conformazione orografica sono simili a Catanzaro. Il riferimento è a Perugia, Ferrara, Brescia. Il confronto con queste città si limita ovviamente all’accessibilità ai centri storici. Rimangono ovviamente tutte le altre variabili dalla conformazione del territorio, alla frequenza ed efficienza dei mezzi pubblici fino al numero dei parcheggi. 
Cominciamo prendendo in considerazione per Catanzaro la chiusura del centro storico per i non residenti come già hanno fatto altre città che, spinte dalla necessità di alleggerire (e in alcuni casi risolvere) il problema, hanno adottato la cosiddetta Ztl (Zona a traffico limitato). 
A Perugia tutti i varchi permettono l’accesso dalle 13 alle 24, mentre nei giorni festivi sono aperti tutto il giorno. Nessuna restrizione è prevista per i mezzi a due ruote, mentre per quanto riguarda i prezzi si va dalla gratuità per le auto elettriche ai 70 euro all’anno per residenti con parcheggi disponibili ma inutilizzati, agenzie immobiliari, banche, studi professionali e così via. Medici e giornalisti ne pagano 55, gli artigiani che devono fare interventi nella Ztl 63 (chi ha la sede invece 38), i residenti senza garage o posto assegnato 12, quelli che parcheggiano su aree private 30 e così via, mentre il carico e scarico è consentito dalle 6.30 alle 10.30.
A Brescia l’amministrazione comunale ha recentemente ampliato  le zone in cui l’ingresso è vietato 24 ore su 24, sette giorni su sette, ed ha spostato dalle 16 alle 20, la possibilità di entrare in centro dagli altri varchi. Quelli sorvegliati dalle telecamere sono 16 e in 11 è vietano l’ingresso 24 ore su 24. I permessi sono annuali.  
Anche a Ferrara l’area del centro sottoposta a controlli è molto ampia. I varchi sono in totale 17 alcuni dei quali gratuiti. Per il commercio, a seconda della categoria, l’accesso è consentito in due fasce, al mattino previo pagamento della tariffa prevista.  
A Parma i varchi sono tre, due sono chiusi dalle 7.30 alle 19.30 e un altro dalle 7.30 alle 11.30 e poi dalle 16 alle 19.
A Padova il controllo è fatto con sette telecamere: tre vietano l’accesso 24 ore su 24 e sette giorni su sette, uno dalle 8 alle 16 (nei festivi accesso libero) e tre dalle 8 alle 20, con libertà di accedere nei giorni festivi. Ben tre le fasce orarie dedicate al carico e scarico delle merci. A Ravenna, invece, le telecamere sono nove: cinque funzionano 24 ore per tutta la settimana mentre le altre dalle 7.30 alle 20.30 e i residenti pagano 20 euro all’anno.
Siena è stata la prima città italiana a limitare il traffico allineandosi a molte città europee nelle quali il divieto è diventato il cardine della strategia per la riduzione dell’inquinamento urbano e per migliorare la qualità della vita. La città è praticamente cinturata da un sistema di controllo che ne impedisce la circolazione. C’è da dire che, in compenso, sono stati realizzati numerose e confortevoli aree di parcheggio servite da un efficiente servizio pubblico di mezzi di trasporto.
Può Catanzaro sperare in una soluzione che porti beneficio alla popolazione residente? Le condizioni ci potrebbero essere tutte a patto che il problema venga affrontato e dibattuto senza condizionamenti sulla scia, per esempio, di quanto accaduto per Corso Mazzini quando venne chiuso al traffico veicolare. Allora i commercianti della zona alzarono la voce e l’arteria ritornò ad essere alla mercé di auto e moto. A farci pesare quegli errori è sufficiente considerare cosa avviene il sabato sera quando Corso Mazzini è usufruibile solo dai pedoni. La città si trasforma e diventa vivibile.
Rimane il problema dei parcheggi che continuano ad essere insufficienti. La soluzione potrebbe essere rappresentata dalla realizzazione di un “silos” al centro della rotatoria sul Sansinato sia per le automobili, sia per i pullman che giornalmente trasportano i pendolari, sia per le moto.

 

 

*giornalista