Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 10 Novembre 2017

CATANZARO Il Tar complica i piani della Regione (e dei costruttori) sul bando per l’edilizia sociale. Colpa – o merito, a seconda dei punti di vista – del ricorso presentato da Simea contro il regolamento che disciplina la “legge Romeo” (dal nome di Sebi, il consigliere regionale che l’ha proposta). La norma ha modificato in corsa i termini di attuazione del bando sull’edilizia sociale, salvando anche i progetti più indietro sui tempi di attuazione. Con un blitz, la politica ha approvato una sanatoria che consentirebbe alle imprese edili di modificare “al ribasso” i progetti approvati (mantenendo invariati i finanziamenti) e di delocalizzare i cantieri. In sostanza, i costruttori non rischierebbero di perdere i fondi già versati dall’amministrazione anche nel caso in cui non fosse stato realizzato nulla dell’intervento previsto. Una sanatoria in grande stile (ve lo abbiamo raccontato qui e qui) messa ora a rischio da un’ordinanza dei giudici amministrativi. Simea chiede di annullare il decreto che dispone l’attuazione della legge regionale numero 27 del 2017. Si tratta delle «indicazioni operative» che traducono in fatti il blitz di Sebi Romeo. Al centro del caso esaminato dal Tribunale amministrativo, c’è la pratica della cooperativa edilizia “Le Tre Province” che ha chiesto di poter ridurre l’entità del proprio intervento mantenendo invariati i finanziamenti. Meno alloggi da costruire con gli stessi incentivi: un paradosso che, in Calabria, è stato pianificato con una legge approvata il 29 giugno scorso. 
Cosa si propone di fare il provvedimento? Il viaggio nel labirinto del burocratese rimanda al collegato alla finanziaria regionale del 2012 e lo modifica. Quel collegato avviava una ricognizione degli interventi in atto grazie ai fondi del bando per l’edilizia sociale – più di 150 milioni – e, sempre andando incontro ai costruttori, si proponeva di rimodularli dopo due passaggi: uno del dipartimento Lavori pubblici, l’altro della commissione consiliare. La formulazione (l’artefice del blitz è Sebi Romeo) supera questa concezione. Chiede (e ottiene) che gli interventi che abbiano raggiunto uno stato di avanzamento di almeno il 35% possano completare i lavori «entro il 31 dicembre 2019» e «presentare entro il 31 dicembre 2017 richiesta di rimodulazione intesa come variazione della tipologia da proprietà a locazione». Di più: «la rimodulazione è consentita (…) anche con riduzione dell’obiettivo fisico, a condizione che non comporti l’aumento del contributo già concesso».
Tutte agevolazioni previste nel decreto “preso di mira” da Simea. E stoppato dai giudici del Tar. Si tratta di un sospensione che prelude all’esame del provvedimento nel merito, che arriverà il 19 luglio 2018. Fino ad allora sarà tutto bloccato. Tutti i pagamenti per le ditte che hanno chiesto la proroga, tutte le richieste di modificare i progetti originari. Insomma, il “favore” pensato dalla Regione per le imprese edili è saltato. E forse per questo tra i costruttori serpeggia un certo nervosismo. 

Pablo Petrasso
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  • Occhiello I giudici amministrativi sospendono il decreto che ha dato il via libera alle modifiche al ribasso dei progetti finanziati. Agevolazioni bloccate almeno fino al luglio 2018 (se la Regione non sistemerà prima le carte)

CATANZARO Norme europee sulla prescrizione dei reati e separazione delle carriere. Due temi che hanno più di un minimo comune denominatore. Oggi la magistratura è un unico corpo. La battaglia che l’Unione delle camere penali, e non solo, sta portando avanti ha comportato la raccolta di 70mila firme in tutta Italia per portare in Parlamento la proposta di riforma costituzionale che separi gli ordinamenti giudiziari dividendo l’ordinamento giudiziario dei pubblici ministeri e l’ordinamento giudiziario dei giudici. «Un giudice terzo imparziale garante delle libertà dei cittadini», questo si chiede con la separazione delle carriere. Lo ha spiegato, nel corso di un convegno organizzato dal corso di formazione della camera penale “Cantafora” di Catanzaro, il professore Giovanni Flora, avvocato, docente di diritto penale all’università di Firenze e vicepresidente dell’unione delle camere penali. La lectio del professore Flora è stata organizzata dall’avvocato Massimo Scuteri e introdotta dall’avvocato Giuseppe Carvelli. Ai margini del convegno, Flora ha spiegato il contenuto del proprio intervento. «Il tema che si tratta oggi – ha detto – parte da una sentenza della Corte di giustizia europea che voleva imporre al giudice nazionale (italiano, nda) la disapplicazione delle norme sui limiti temporali massimi di prescrizione del reato. La Corte costituzionale, investita della questione, ha ritenuto di dover rinviare alla Corte di giustizia questo problema affermando che noi abbiamo in sistema di garanzia che è superiore a quello che deriva dalle norme europee. Quindi, secondo la Corte costituzionale, se la Corte di giustizia dovesse continuare a sostenere questa tesi, ossia che si deve imporre al giudice nazionale la disapplicazione di norme che garantiscono la ragionevole durata del processo e tutelano il cittadino in modo che il cittadino non possa essere sottoposto a procedimento penale praticamente a vita – perché questa è l’idea di fondo in quella sentenza della corte di Giustizia – allora la Corte costituzionale bloccherà questa decisione della Corte di giustizia». Il problema è proprio questo, ed ecco dove i due temi – la questione della Corte di giustizia sui limiti temporali massimi di prescrizione del reato e la separazione delle carriere – si incardinano, ossia nell’idea di tutela dei diritti della persona. «Non tutto quello che viene dall’Europa – dice Flora – è sempre un qualcosa di positivo. La figura che noi sempre immaginiamo del giudice è di un giudice terzo, imparziale che ci tutela dalle prepotenze dell’autorità statale. E noi vogliamo proprio riaffermare questo contro le decisioni dei burocrati dell’Europa. Noi vogliamo un giudice terzo e imparziale». «E non per nulla – spiega il professore – l’Unione delle camere penali è riuscita a raccogliere 70mila firme per portare in Parlamento questa riforma costituzionale che separi gli ordinamenti giudiziari dividendo l’ordinamento giudiziario dei pubblici ministeri e l’ordinamento giudiziario dei giudici proprio perché vuole garantire la terzietà e l’indipendenza dei giudici in modo che i cittadini sentano che il giudice è il garante dei loro diritti. Questo è il messaggio che noi oggi da qui vogliamo mandare. È un tema che riguarda tutti i cittadini perché c’è una parte della normativa europea che sta tentando di smantellare le garanzie che sono invece quello che dal giudice noi pretendiamo. E il fatto che la Corte costituzionale si sia fatta interprete di queste garanzie ci dà grande speranza. Perché non sempre la Corte costituzionale si era orientata in questa direzione. Noi non siamo andati a chiedere le firme agli avvocati, noi siamo andati in mezzo alla gente a chiedere le firme. Perché l’idea culturale di fondo è quella di fare presente ai cittadini questo tema che, apparentemente tecnico, si inserisce nel più ampio discorso di carattere politico a garanzia delle libertà dei cittadini: un giudice terzo, imparziale garante delle libertà dei cittadini».

 

ale. tru.

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  • Occhiello Il docente di diritto penale dell’università di Firenze è intervenuto al convegno organizzato dal corso di formazione della “Cantafora”. Al centro del dibattito le norme europee sulla prescrizione e la separazione delle carriere

«Non è con un fermo che si può dire che non esistono zone franche in Italia. Esistono eccome e non solo ad Ostia». Così il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. «Ci sono tante Ostia in Italia - ha aggiunto Gratteri -. Non è un fatto isolato e da quello che ho visto è una città abbandonata, dove c'è una cultura mafiosa diffusa. Un problema grave che rimane anche se ne arrestano 100». Secondo il procuratore di Catanzaro, «in Italia si parla come un disco rotto solo del Sud del Paese, ma nel mondo occidentale c'è un decadimento morale ed etico che porta a farsi corrompere facilmente, ad accettare quella cultura. Mi ha fatto impressione che molte persone intervistate in queste ore facevano il tifo per l'assalitore. Iniziando domani mattina, ci vogliono 20 anni per far cambiare le cose».
«Il sistema politico degli ultimi 30 anni – ha proseguito Gratteri – non ha creato un sistema giudiziario forte tale da contrastare le mafie e tenere mafiosi in carcere. Tutti i governi hanno fatto qualcosa ma un vero lavoro sistematico di riforma al codice di procedura penale non c'è stato».
E parlando del ministro della Giustizia, il magistrato ha sostenuto che «Orlando è una persona per bene, sul piano personale è stato molto disponibile, ha lasciato fare, si è fidato dei tecnici. Altre cose non le ho condivise, come lo “svuota carceri£ e nell'ultimo codice antimafia c'erano alcune cose buone ma altre inutili». Gratteri ha parlato anche di “whistleblower”, sostenendo che quella ipotizzata «è una buonissima legge e per noi sarebbe importantissima. Non so se passerà, non conosco i numeri delle maggioranze, ma per noi è fondamentale». 
Il procuratore infine ha spiegato che «la ‘ndrangheta, intesa come gli affiliati in senso stretto, da sola non potrebbe riciclare tutto il denaro sporco che guadagna, per questo si serve di migliaia di professionisti che non sono calabresi ma sono lombardi, svizzeri eccetera…».

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  • Occhiello Il procuratore Gratteri ospite di Lilli Gruber: «La politica negli ultimi 30 anni non ha creato un sistema giudiziario forte per contrastare le mafie». E la 'ndrangheta «si serve di migliaia di professionisti non calabresi per riciclare il denaro»
Venerdì, 10 Novembre 2017 20:21

«Un errore aver ridotto così le Province»

«Un errore avere ridotto le province in questo stato. I primi a farne le spese sono stati i piccoli comuni che hanno perso un riferimento immediato e un sostegno fondamentale. È necessario un ripensamento da parte dello Stato». Così Franco Laratta, amministratore Ismea, al convegno su "Retromontagna, il rilancio dei piccoli comuni, agricoltura e territorio", che si è svolto venerdì pomeriggio a Sant'Agata d'Esaro, nel Cosentino. Molte le presenze istituzionali, fra cui tanti sindaci dell'area e del Pollino, con a capo l'organizzatore dell'evento Luca Branda, sindaco di Santagata, l'ex prefetto di Cosenza e Catanzaro, Reppucci, al quale è stata conferita la cittadinanza onoraria, Mimmo Pappaterra che ha parlato della legge sui piccoli comuni, il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno che ha difeso il ruolo dei sindaci. Laratta ha fortemente chiesto un maggiore  sostegno dello Stato per i comuni delle aree interne che vivono un momento di grave difficoltà. Il sindaco Branda ha annunciato una serie di iniziative in difesa dei piccoli comuni, al fine di utilizzare le risorse per i giovani e l'agricoltura.

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  • Occhiello L’appello di Franco Laratta al convegno sui piccoli Comuni a Sant’Agata d’Esaro: «È necessario un ripensamento da parte dello Stato»
Venerdì, 10 Novembre 2017 19:30

In arrivo 20 milioni per l'ospedale di Lamezia

CATANZARO Si è svolto oggi, nella sede della Cittadella regionale, un incontro per discutere su alcune questioni sanitarie del territorio lametino.
Alla riunione – informa l’ufficio stampa della giunta -, presieduta dal delegato del presidente Oliverio in materia sanitaria Franco Pacenza, presente anche il dirigente regionale del dipartimento Sanità Bruno Zito, hanno partecipato i sindaci Paolo Mascaro, di Lamezia Terme, Pietro Putame, di San Pietro a Maida, Fernanda Gigliotti, di Nocera Terinese, Leopoldo Chieffallo, di San Mango D’Aquino, il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro Giuseppe Perri, il consigliere regionale Antonio Scalzo e una delegazione del comitato “19 marzo”.
L’iniziativa si inserisce in un metodo ormai consolidato che vede rapportarsi sistematicamente la presidenza della Regione con i rappresentanti dei territori calabresi sulle diverse tematiche legate alla sanità.
La discussione ha registrato unanime condivisione, una vera e propria inversione di tendenza che si è affermata negli ultimi tempi, sugli argomenti riguardanti l’ospedale di Lamezia Terme. La delegazione dei sindaci ha dato atto dell’impegno della Regione ed ha sollecitato a proseguire su questo lavoro di ricostruzione e di potenziamento dell’offerta sanitaria dell’intero territorio lametino.
Durante l’incontro si è preso atto che sono già stati fatti investimenti importanti con l’assunzione di nuovi primari che bisognerà integrare con quelli mancanti. Si è condiviso, inoltre, di concentrare il finanziamento di 20 milioni di euro, previsto nel Patto per la Calabria per il presidio ospedaliero, in un centro ortopedico traumatologico capace di affrontare la grande emergenza in materia che vive l’intero sistema sanitario calabrese considerato che Lamezia gode di tutti i pre-requisiti in materia infrastrutturale e logistica per un servizio di questa natura. Si è anche deciso di dare corso alle procedure di gara per la gestione sperimentale della ristrutturazione della sala operatoria dell’ospedale di Lamezia. È stata anche evidenziata la necessità, fortemente rappresentata dai sindaci presenti, di metter in atto un Piano di rafforzamento e di integrazione dei servizi socio-assistenziali per tutto il territorio lametino.
Infine, è stato stabilito di riconvocare il Tavolo entro la fine di quest’anno per una ricognizione ed un approfondimento specifico sul Centro ortopedico traumatologico per il quale sono stati impegnati a occuparsene i dirigenti della Regione e dell’Asp di Catanzaro.

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  • Occhiello Incontro alla Regione con una delegazione di sindaci. L'investimento previsto nel Patto per la Calabria sarà concentrato in un centro ortopedico traumatologico

LOCRI Martedì prossimo (il 14 novembre), i sindaci della Locride faranno tappa a Roma per protestare pacificamente davanti a Palazzo Chigi, denunciando l’ormai nota situazione di criticità, cui versa l’Ospedale di Locri, unica realtà sanitaria pubblica a copertura di un bacino di circa 150mila residenti, e rivendicando il diritto alla salute.
Un diritto alla salute che, a detta del Comitato esecutivo AssoComuni Locride «viene tragicamente negato ai cittadini della Repubblica da una classe dirigente sorda e assenteista che altro non ha fatto, soprattutto negli ultimi anni, se non sottrarre alle rappresentanze democraticamente elette l’esercizio della garanzia e della tutela di un sacrosanto diritto, per consegnarlo ai meccanismi e agenti di una tecnocrazia incapace e autoreferenziale. Non è possibile più assistere come spettatori passivi allo stato di sofferenza a cui è stata ridotta la nostra gente».
Intanto venerdì mattina, in attesa della mobilitazione, i sindaci della Locride hanno effettuato un sopralluogo al presidio ospedaliero, incontrando personale medico e sanitario, e hanno sottolineato ancora una volta lo stato di abbandono che attanaglia la struttura di contrada Verga, nonché le difficoltà di dialogo con il direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria Giacomino Brancati e con il commissario Massimo Scura. I primi cittadini denunciano l’assenza di un piano organizzativo dell’offerta sanitaria (secondo loro drasticamente peggiorata negli ultimi mesi), appellandosi al governatore della Calabria Mario Oliverio (che si è già pronunciato a sostegno della lotta) affinché possa attivarsi «contro il progetto di smantellamento del nosocomio locrese».
A partecipare all’iniziativa odierna, anche il consigliere regionale e capogruppo Pd, Sebi Romeo che, martedì prossimo sarà a Roma, al fianco dei sindaci locridei: «Il commissariamento della sanità – ha osservato – ha fallito la sua missione, è una fase che deve essere chiusa definitivamente. Le condizioni di questa struttura sanitaria sono ormai arrivate al limite della decenza, non è possibile procrastinare la messa in atto di una serie di interventi straordinari. La salute non può essere un gioco delle parti, la Locride ha bisogno di risposte immediate. Servono medici e personale e servono subito. Questa crisi sanitaria viene da lontano, il nostro compito è riportare alla normalità l'erogazione dei servizi sanitari».
Qualora, però, la protesta non dovesse avere l’esito sperato, i sindaci della Locride si sono detti pronti a consegnare le fasce tricolori al presidente della Repubblica.  

Francesca Cusumano
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  • Occhiello Sopralluogo in ospedale per raccogliere le impressioni del personale sanitario. Proteste per l'assenza di diaologo con il dg dell'Asp di Reggio Brancati

LAMEZIA TERME Ridare dignità alle categorie dei professionisti, ripartendo da compensi più equi e dalla tutela dei lavoratori.
È da questi punti cruciali che, già dall'ottobre scorso, è partita l’attività di Cesare Damiano, presidente della commissione lavoro della Camera dei Deputati, e che mira alla creazione di una quadro normativo che tuteli gli ordini professionali ma anche chi svolge le nuove attività lavorative e che riguardano - in particolare - i giovani che, spesso, hanno a che fare con la Pubblica amministrazione.
L’ex sindacalista ha preso parte ad un incontro organizzato a Lamezia Terme e che ha visto la presenza di centinaia di professionisti, disponibili ad ascoltare le proposte del governo.
«Prendo l’esempio di Catanzaro – ha detto Damiano - città in cui il piano urbanistico è stato affidato a tanti professionisti, con una remunerazione prossima a un euro. Siamo quasi arrivati al lavoro gratuito e senza dignità. Noi non crediamo che il taglio delle spese della pubblica amministrazione significhi chiedere a dei professionisti di prestare la loro attività a costo zero».
Pubblica amministrazione sotto attacco, dunque, ma non solo. Damiano, infatti, non risparmia neanche la “concorrenza malata” e una globalizzazione in atto ormai da anni, ma senza regole precise.
«Vincono quelli non applicano le leggi e i contratti – dice – e quelli che pretendono che il lavoro non abbia la sua dignità. Voglio ripristinare delle regole, eque, sia per il compenso che per il rinnovo di un contratto, ma anche attraverso l’applicazione di una tariffa per coloro che non appartengono ad alcun ordine o associazione».

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  • Occhiello Il presidente della Commissione lavoro della Camera dei deputati prende di mira il Piano urbanistico di Catanzaro: «Affidato a professionisti al costo di un euro»

CATANZARO Il coraggio, la tenacia e il valore militare, ma anche la rivolta soppressa nel sangue. La storia della Brigata Catanzaro (141° e 142° reggimento fanteria) nata il 24 maggio 1915 e composta da circa seimila uomini quasi tutti calabresi, è stata ripercorsa in un convegno che si è tenuto venerdì a Catanzaro, presso l’Itis “E. Scalfaro”, alla presenza del governatore Mario Oliverio e del presidente del Comitato anniversari di interesse nazionale, il senatore Franco Marini, già presidente emerito del Senato.
Il convegno, in cui sono intervenuti Pantaleone Sergi, presidente Icsaic, Vittorio Cappelli, storico Università della Calabria, Salvatore Bullotta, della vicepresidenza della Giunta, che ha curato il progetto per conto della Regione, Mario Saccà, giornalista e autore di importanti ricerche sulla “Brigata Catanzaro”, Giuseppe Ferraro, storico dell’Università di San Marino, Giulia Sattolo, storica, e Giuseppe Caridi, presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, è stato l’occasione per ripercorrere una delle pagine più importanti della storia militare calabrese portandola a conoscenza degli studenti dei licei catanzaresi.

LA STORIA La Brigata Catanzaro fu tra le unità di fanteria più utilizzate durante la Grande Guerra. Le bandiere delle due unità che la componevano furono decorate con la medaglia d’oro (141° RF) al valore militare per «l’altissimo valore nei combattimenti intorno al San Michele, ad Oslavia, sull’Altopiano di Assago, al Nad Logem» e con quella d’argento (142° RF) per «il valore spiegato nei combattimenti attorno a Castelnuovo del Carso e Bosco Cappuccio, sull’Altopiano di Asiago, al San Michele, nella regione di Boscchini e al Nad Logem».
L’impresa più famosa per cui si ricorda la “Catanzaro” è però quella sul Monte Mosciagh dove, armati solo delle baionette, i soldati giunsero in soccorso della Brigata Salerno che era stata attaccata dalle truppe austroungariche, sferrando un attacco senza copertura di artiglieria italiana e recuperando gli armamenti caduti in mano alle truppe nemiche. Quanto avvenuto durante la Strafexpedition diede vita al motto della Brigata: «Sul Monte Mosciagh la baionetta recuperò il cannone».
L’alto valore militare della Brigata venne celebrato anche attraverso i riconoscimenti ad alcuni dei suoi componenti, come le massime onorificenze militari conferite al sottotenente Gaetano Alberti, al colonnello Arturo Cassoli  e al Maggiore Carlo De Vecchi.
Fin qui le luci. Ma la storie della Brigata è fatta anche di ombre come quelle derivanti dalla rivolta di Santa Maria La Longa, dove la Brigata era di stanza per un periodo di riposo. Alla notizia di un ennesimo richiamo al fronte, in trincea, scoppiò una vera e propria ribellione da parte di alcuni componenti della Brigata. Durante gli scontri si registrano molte perdite. In più, sedata la rivolta, il Duca D’Aosta, comandante della III Armata, diede l’ordine di decimare la 6a Compagnia del 142° Reggimento Fanteria. Alla conta, 12 militari furono fucilati. Altri quattro, arrestati nel corso della guerriglia, furono uccisi dai commilitoni. I corpi dei 16 furono sepolti in una fossa comune.

OLIVERIO E MARINI Per il governatore, quella di venerdì è stata «una giornata storica che ci consente di recuperare l’identità e l’orgoglio di un’appartenenza: essere figli di una grande terra. Ricordare l’eroismo della “Brigata Catanzaro” consente soprattutto ai giovani di abbeverarsi alla fonte delle loro radici».
L’ex presidente del Senato ha poi sottolineato: «Conoscere quel pezzo di storia della prima guerra mondiale ci aiuta a comprendere meglio i motivi alla base delle fibrillazioni attuali tra i Paesi del Medioriente. Proprio nel 1916, con un accordo segreto, Francia e Inghilterra si divisero l’Iraq e la Siria, scatenando un odio da allora insanabile contro l’Occidente da parte del popolo arabo. È da lì che bisogna ragionare per non ripetere più quegli errori». 

IL FOLDER FILATELICO Grazie alla collaborazione tra Poste Italiane, Regione Calabria e Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea, è stato realizzato anche un fonder filatelico che verrà distribuito su tutto il territorio nazionale: «È un’operazione anche politica - ha detto Oliverio - perché la Regione ha creato un’asse di investimenti proprio sul recupero della memoria attraverso un programma di sostegno ai luoghi del nostro patrimonio culturale del passato come le biblioteche e gli archivi storici, che in passato sono stati vittima di trascuratezza, o come l’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea, che attraverso la ricostruzione dei processi storici ci aiuta meglio a capire la realtà e chi siamo, ovvero una grande terra con grandi potenzialità».  

Alessandro Tarantino
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  • Occhiello Le imprese dei seimila calabresi nel corso della Grande Guerra sono state ricordate da Oliverio e Marini. Il governatore: «La nostra è una grande terra»

Il Dipartimento regionale “Lavoro e politiche sociali” comunica che, con decreto, è stata approvata la versione definitiva dell’avviso “Reti Territoriali per la Conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro”. Con una dotazione finanziaria di circa 12 milioni di euro, a valere sul Por Calabria 14-20, il bando regionale ha l’obiettivo di sostenere l’occupazione femminile e di favorire lo sviluppo di Reti territoriali di conciliazione.
I soggetti beneficiari sono le Reti territoriali di conciliazione già costituite o da costituire, composte da massimo dieci soggetti tra pubblici e privati che opereranno sulla base di un Accordo territoriale di genere per la messa in rete di servizi e interventi nell’Ambito territoriale di riferimento.
Sono soggetti ammissibili all’avviso: Ambiti territoriali della Calabria; Centri per l’impiego; associazioni di categoria, sindacati, enti bilaterali; soggetti del terzo settore, del privato sociale e del volontariato; ordini, collegi, associazioni professionali; soggetti pubblici o privati portatori di interessi diffusi e coerenti con le finalità della rete. Tutti i soggetti aderenti alle Reti o sottoscrittori dell’Accordo devono avere sede operativa in Calabria.
«È una misura innovativa – dichiara il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio – con un duplice scopo: diminuire il carico familiare a favore delle numerose donne che hanno bisogno di supporto in materia di conciliazione vita-lavoro e sostenere le realtà sociali che si occupano sul territorio regionale di infanzia e adolescenza e che potranno beneficiare dei bonus servizio erogati alle donne».
«Con l’impiego delle risorse del Fondo sociale europeo – conclude – la Regione potenzierà pertanto la qualità dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza e i percorsi occupazionali delle donne calabresi».
Il costo totale ammissibile del progetto presentato a valere sul presente avviso non deve essere superiore a 350mila euro nel caso di un progetto ricadente in un unico Ambito e nel caso di progetti ricadenti in due o più Ambiti limitrofi non deve essere superiore a 500mila euro. La tempistica massima concessa per l’esecuzione e la rendicontazione degli interventi è pari a 24 mesi dalla data di sottoscrizione della convenzione.
Le istanze di partecipazione potranno essere presentate a partire dalle ore 12.00 del quindicesimo (15°) giorno ed entro le ore 12.00 del sessantesimo (60°) giorno dalla data di pubblicazione dell’avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria.
Pena l’esclusione, la domanda di partecipazione va inoltrata attraverso la piattaforma informatica regionale http://avvisi.regione.calabria.it (piattaforma Avvisi) previa procedura telematica di registrazione.
Tutti i dettagli, la documentazione e gli interventi finanziabili sono consultabili qui.

DUE MILIONI PER LA MOBILITÀ AI SOGGETTI SVANTAGGIATI Il Dipartimento regionale “Lavoro e politiche sociali” comunica che con decreto è stata approvata anche la versione definitiva del bando che concede contributi per l’acquisto di abbonamenti al servizio di Trasporto pubblico locale di tipologia mensile o annuale in favore di soggetti in condizione di disagio economico e sociale.
Con una dotazione finanziaria di circa 1,9 milioni di euro, a valere sull’asse 10 “Inclusione sociale” del Por Calabria 14-20, il bando regionale si rivolge a soggetti che fanno parte di famiglie con Isee inferiore a 10mila euro e che comprendono almeno una persona con disabilità o una donna in stato di gravidanza accertata o un minore. Si considerano nuclei familiari anche quelli costituiti da un unico componente disabile.
«Stiamo investendo circa 2 milioni di euro – commenta Oliverio – per rendere più agevole l’accesso ai servizi di mobilità regionale alle persone con particolari situazioni di svantaggio. Per due mesi in pre-informativa sul portale regionale, con questo avviso intendiamo rimuovere gli ostacoli logistici che impediscono di accedere al mercato del lavoro e di partecipare ad attività formative».
«Crediamo – conclude Oliverio – nello sviluppo di un sistema regionale di mobilità più sostenibile: questa continuerà ad essere la nostra direzione di marcia. E le misure di agevolazione tariffaria sui titoli di viaggio rappresentano sicuramente una risposta ai bisogni delle fasce sociali più deboli».
Sono ammissibili esclusivamente le spese per l’acquisto di abbonamenti inerenti il servizio di TPL. Potranno essere finanziate le richieste per l’acquisto di abbonamenti periodici mensili o annuali concernenti servizi di trasporto pubblico locale che siano necessari per motivi lavorativi o scolastici documentabili; abbiano carattere nominativo; coprano un orizzonte temporale complessivo massimo di 12 mesi. Nel caso di servizi di trasporto pubblico locale di tipo extraurbano le domande devono essere relative a una sola coppia origine/destinazione indicata dal richiedente.
Il valore massimo del contributo concedibile a un nucleo familiare è pari al valore minore compreso tra 3 mila euro e il 70% del prezzo degli abbonamenti dichiarati nella domanda. Nel caso di domande provenienti da appartenenti ad uno stesso nucleo familiare, l’importo massimo concedibile all’intera famiglia non potrà essere superiore a 3 mila euro. I soggetti ammessi all’agevolazione dovranno acquistare gli abbonamenti e fruirne entro 12 mesi dalla ammissione della domanda.
La presentazione delle domande potrà essere effettuata sulla piattaforma http://dipartimentolavoro.aziendacalabrialavoro.com/platform/servizitpl/index.html a partire dal giorno successivo alla pubblicazione dell’avviso sul BURC e fino alle ore 12.00 del quarantacinquesimo (45°) giorno successivo a tale data. In caso di richiedenti minori di età, le domande dovranno provenire da un genitore o dal tutore.
I dettagli sulla presentazione delle istanze sono consultabili qui.

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  • Occhiello Gli avvisi pubblici riguardano le “Reti Territoriali per la Conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro” e i contributi per l’acquisto di abbonamenti al Trasporto pubblico locale per soggetti svantaggiati

COSENZA “Il futuro non deve essere un’impresa. Il futuro è impresa”. Con questo gioco di parole Confindustria Cosenza ha voluto mandare un messaggio chiaro agli oltre trecento ragazzi che hanno partecipato alla XXIV edizione di Orientagiovani: costruire con impegno, passione e motivazione il proprio percorso di vita e di lavoro. Un lavoro che, analizzando statistiche e scenari sta cambiando repentinamente, per come hanno testimoniato imprenditori e dirigenti intervenuti al Cinema Citrigno. Alcune nuove professioni nascono con il web, per come ha spiegato il Web Marketing Manager Arkys Giovanni Le Coche, tante altre sono legate al mondo della cultura e del cinema in particolare, di cui ha parlato il presidente della Film Commission Calabria, Giuseppe Citrigno. 
«È fondamentale – ha sottolineato il presidente del Comitato giovani imprenditori di Confindustria Cosenza Roberto Rugna - adattare il talento e le motivazioni alle reali richieste del mondo del lavoro. Spesso non si ha contezza di ciò che richiede il mercato del lavoro perché per troppo tempo scuole ed imprese non si sono parlate. Ciò ha portato al paradosso che ogni anno ci sono 60mila figure professionali che le aziende non riescono a trovare».
Da qui l’invito a prepararsi e «a fare una scelta consapevole del percorso di studi e a badare alla qualità del percorso – ha aggiunto l’assessore alle Infrastrutture della Regione Calabria Roberto Musmanno – che insieme alla capacità di operare valutazioni ed alla possibilità di fare esperienze mentre si studia, possono fare la differenza. Ci sono laureati triennali in informatica che vengono chiamati a lavorare appena terminano il loro percorso così come ci sono facoltà, come ad esempio ingegneria, che garantiscono il 75% di possibilità di essere assunti entro due anni». 
«Ci sono professioni emergenti – ha spiegato il direttore Rosario Branda nell’introdurre i lavori della giornata - ma anche vecchi mestieri che si fanno in maniera diversa. È importante dare voce al proprio talento ed investire sulla conoscenza, il vero patrimonio a disposizione di ciascuno».
La presidente del Comitato dei Giovani Imprenditori di Unindustria Calabria, Marella Burza ha invitato gli studenti a valutare la possibilità di mettersi in proprio per realizzarsi e valorizzare la propria creatività. «Non è semplice, ma ormai tutto è complesso e richiede molteplici sforzi. Secondo le ultime rilevazioni però il 50% delle nuove imprese degli ultimi anni sono state aperte da giovani under 35, portando il numero complessivo di imprese di giovani a circa 600mila». «Siamo molto impegnati nel campo del microcredito – ha detto in proposito il Segretario Generale della Bcc Mediocrati Federico Bria – per supportare i giovani che vogliono fare impresa offrendo loro una opportunità per realizzare progetti sostenibili ed aspirazioni di crescita». 
La giornata di orientamento, organizzata dagli industriali guidati da Natale Mazzuca, ha consentito il rafforzamento del rapporto tra scuole e imprese, «luoghi privilegiati di esperienza, creatività e conoscenza» come le ha definite il Presidente della Repubblica Mattarella, in un messaggio rivolto al presidente Boccia di Confindustria per la giornata nazionale Orientagiovani. 

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  • Occhiello Il web e la cultura come spinte per il futuro. «Ma il vero patrimonio a disposizione di tutti è la conoscenza»
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